Il vademecum per rispondere agli alert del fisco – Diario quotidiano del 19 luglio 2017

Pubblicato il 19 luglio 2017



1) Agricoli: ecco come compilare la dichiarazione IRAP 2017
2) Lettera di invito del Fisco: vademecum su come potere regolarizzare possibili errori
3) Stop all’accertamento fiscale mediante indagini finanziarie sui conti dell’associazione professionale
4) La tenuità del danno provocato nel reato di bancarotta prevale sulla recidiva reiterata
5) Delega per il lavoro occasionale unica
6) Pronto il Portale delle vendite pubbliche
7) Corte UE: nel diritto italiano niente più prescrizioni facili
8) Anche i Commercialisti nell’Organismo di conciliazione presso il Ministero trasporti
9) Pronta la modifica al software di compilazione del modello Irap/2017
10) Comunicazione delle imprese elettriche dei dati di dettaglio del canone tv
11) Sconto prima casa solo a chi non ne ha già beneficiato
penna1) Agricoli: ecco come compilare la dichiarazione IRAP 2017 2) Alert del Fisco: vademecum su come potere regolarizzare possibili errori 3) Stop all’accertamento fiscale mediante indagini finanziarie sui conti dell’associazione professionale 4) La tenuità del danno provocato nel reato di bancarotta prevale sulla recidiva reiterata 5) Delega per il lavoro occasionale unica 6) Pronto il Portale delle vendite pubbliche 7) Corte Ue: nel diritto italiano niente più prescrizioni facili 8) Anche i Commercialisti nell’Organismo di conciliazione presso il Ministero trasporti 9) Pronta la modifica al software di compilazione del modello Irap/2017 10) Comunicazione delle imprese elettriche dei dati di dettaglio del canone tv: ecco la versione aggiornata delle specifiche tecniche 11) Sconto prima casa solo a chi non ne ha già beneficiato **** 1) Agricoli: ecco come compilare la dichiarazione IRAP 2017 Ecco come compilano la dichiarazione IRAP 2017 coloro che svolgono attività agricole. Difatti, sul tema l’Agenzia delle entrate si è incentrata con la risoluzione n. 93/E del 18 luglio 2017. In particolare, per ogni domanda posta l’Agenzia fornisce la propria risposta. L’esclusione dall’IRAP riguarda le attività per le quali in precedenza si applicava l’aliquota ridotta dell’1,9%, ai sensi dell’abrogato comma 1 dell’art. 45 del citato d.lgs. n. 446 del 1997. L’imposta continua, quindi, ad applicarsi con l’aliquota ordinaria per: a) l’attività di agriturismo; b) l’attività di allevamento di animali con terreno insufficiente a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari; c) le altre attività connesse rientranti nell’art. 56-bis del TUIR. Determinazione della quota del valore della produzione riferibile all’attività agricola Domanda Per gli imprenditori agricoli che svolgono l’attività di allevamento di animali oltre il limite di cui alla lettera b) del comma 2 dell’art. 32 del TUIR e le altre attività agricole ai sensi dell’art. 56-bis del TUIR, quali criteri devono essere adottati per determinare la quota del valore della produzione riferibile all’attività agricola che non è soggetta ad imposizione? Risposta Nella circolare 4 giugno 1998, n. 141, con la quale sono stati resi chiarimenti sull’applicazione dell’IRAP, al paragrafo 6.2, nel fornire precisazioni in merito alle aliquote ridotte applicabili dagli imprenditori agricoli sulla parte di base imponibile corrispondente all’esercizio di un’attività agricola rientrante nei limiti dell’art. 29 del TUIR (attuale 32 del TUIR), è stato precisato, tra l’altro, che per i soggetti che esercitano attività di allevamento di animali e determinano il reddito d’impresa forfetariamente ai sensi dell’art. 78 del TUIR (attuale 56, comma 5), l’individuazione della base imponibile da assoggettare ad aliquota ridotta va effettuata in proporzione al numero dei capi allevati entro i limiti dell’art. 29 del TUIR (attuale 32 del TUIR) rispetto al numero complessivo dei capi allevati. Per gli altri soggetti che svolgono attività agricola, la quota di base imponibile IRAP, da assoggettare ad aliquota ridotta, è determinata sulla base del rapporto tra l’ammontare dei ricavi e proventi riferibili all’attività agricola nei limiti di cui all’art. 29 del TUIR, e l’ammontare complessivo dei ricavi e proventi rilevanti ai fini IRAP. Si ritiene che i suddetti criteri siano validi anche per calcolare la quota del valore della produzione esclusa dall’IRAP ai sensi dell’art. 1, c. 70 della legge n. 208 del 2015, nel caso in cui gli imprenditori agricoli svolgano l’attività di allevamento oltre i limiti di cui al citato art. 32, c. 2, lett. b) del TUIR e le attività agricole connesse ai sensi dell’art. 56-bis del TUIR. In definitiva, quindi, in caso di svolgimento di attività di allevamento di animali eccedentaria, il valore della produzione da escludere dall’IRAP è calcolata in proporzione al numero dei capi allevati entro i limiti di cui all’art. 32, c. del TUIR rispetto al numero complessivo dei capi allevati. In caso di svolgimento di attività agricole connesse ai sensi dell’art. 56-bis del TUIR, il valore della produzione da escludere dalla tassazione è calcolata sulla base del rapporto tra l’ammontare dei ricavi e proventi riferibili all’attività agricola nei limiti di cui al citato art. 32 del TUIR e l’ammontare complessivo dei ricavi e proventi rilevanti ai fini IRAP. Nel caso, infine, in cui l’imprenditore agricolo svolga contemporaneamente attività agricola e attività di agriturismo la determinazione del valore della produzione da escludere dall’imposizione va effettuata sulla base dei dati contabili risultanti dalle rispettive contabilità tenute separatamente ai sensi dell’art. 36 del DPR 26 settembre 1972, n. 633. Determinazione della quota delle deduzioni IRAP per lavoratori dipendenti impiegati nell’attività agricola Domanda Nel caso in cui vi sia personale impiegato sia nell’attività agricola esclusa da IRAP che nell’attività soggetta ad IRAP, le deduzioni per lavoro dipendente come devono essere calcolate? Risposta Le deduzioni per lavoro dipendente spettano solo in relazione ai dipendenti impiegati nell’attività soggetta a IRAP. In caso di dipendenti impiegati sia nell’attività agricola esclusa dall’imposizione ai fini IRAP sia in quella rilevante ai fini IRAP l’importo delle deduzioni spettanti per lavoro dipendente va ridotto della quota imputabile all’attività agricola esclusa. Tale quota si determina applicando all’ammontare complessivo delle predette deduzioni lo stesso rapporto utilizzato per determinare la quota di valore della produzione non soggetta a imposizione ai fini IRAP. Modalità di compilazione della dichiarazione IRAP 2017 Domanda Come deve essere compilato il modello di dichiarazione IRAP 2017 da parte dei soggetti che svolgono un’attività agricola e che producono una quota del valore della produzione esclusa da imposizione? Risposta I soggetti che determinano il valore della produzione ai sensi degli artt. 5-bis e 9 del d.lgs. n. 446 del 1997 e che calcolano il diritto camerale annuale in misura fissa nonché le amministrazioni pubbliche che determinano il valore della produzione ai sensi dell’art. 5 del medesimo decreto compilano l’apposita sezione del modello IRAP 2017 (sezioni I e IV dei quadri IQ e IP, sezione IV del quadro IE e sezioni II e III del quadro IK) riducendo l’ammontare dei componenti positivi e negativi, sulla base del rapporto determinato applicando i criteri indicati nella risposta alla domanda n. 1, e riportano direttamente, la quota di tali componenti imponibili e deducibili. Le società che determinano il valore della produzione ai sensi del citato art. 5-bis e che calcolano il diritto camerale annuale in base al “fatturato” compilano, invece, l’apposita sezione del modello IRAP 2017 riportando sia i dati fiscali relativi all’attività soggetta ad IRAP sia quelli relativi all’attività esclusa. Anche in tal caso, la quota del valore della produzione esclusa da imposizione viene determinata sulla base del rapporto calcolato secondo i criteri indicati nella risposta alla domanda n. 1. Tale rapporto si applica al valore della produzione al lordo delle deduzioni (rigo IP66, colonna 3, del quadro IP). Una volta determinato il valore della produzione “escluso”, quest’ultimo deve essere riportato in un apposito rigo del quadro IR, sezione I, indicando: - in colonna 1, il codice Regione; - nelle colonne 2 e 5, il valore della produzione escluso; - in colonna 6, il codice “XX”; - in colonna 7, l’aliquota “0” (quindi, tale colonna non va compilata); - nelle colonne 8 e 11, rispettivamente, l’imposta lorda e netta pari a “0” (quindi, tali colonne non vanno compilate). Il valore della produzione soggetto ad imposizione, infine, deve essere riportato nel quadro IR, sezione I, al netto delle deduzioni (somma degli importi da IP67 a IP73 del quadro IP). I soggetti che determinano il valore della produzione ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 446 del 1997 compilano l’apposita sezione del modello IRAP 2017 (sezione II dei quadri IQ, IP e IE e sezione I del quadro IC) riportando i dati contabili così come risultanti dal conto economico ed escludendo la quota del valore della produzione riferita all’attività agricola (determinata secondo le regole indicate nella risposta al quesito n.1) tramite un’apposita variazione fiscale da indicare tra le “altre variazioni” con il codice 99. I soggetti che si avvalgono della facoltà di determinare forfetariamente il valore della produzione ai sensi dell’art. 17, comma 2, del d.lgs. n. 446 del 1997, compilano l’apposita sezione del modello IRAP 2017 (sezione III dei quadri IQ, IP e IE e sezione V del quadro IC) riportando l’intero ammontare del reddito d’impresa determinato forfetariamente nonché la quota imponibile degli altri componenti rilevanti ai fini della determinazione del valore della produzione (retribuzioni, compensi, altre somme e interessi passivi), ottenuta sulla base del rapporto sopra indicato. Si precisa, da ultimo, che le deduzioni relative al personale dipendente devono essere indicate nel modello IRAP 2017 al netto della quota riferibile all’attività agricola esclusa da tassazione, calcolata secondo i criteri precisati nella risposta alla domanda n. 2. Pertanto, vanno indicate esclusivamente le deduzioni in relazione ai dipendenti impiegati nell’attività soggetta a IRAP; per i dipendenti impiegati sia nell’attività agricola esclusa sia in quella rilevante ai fini IRAP, le deduzioni vanno indicate per la quota imputabile a tale ultima attività. Presentazione della dichiarazione annuale IRAP da parte dei soggetti che svolgono attività agricola esclusa da imposizione Domanda Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione IRAP i soggetti per i quali si applica l’esclusione della soggettività passiva ai fini IRAP di cui all’art. 1, comma 70, della legge n. 208 del 2015? Risposta I soggetti che svolgono unicamente attività agricole per le quali è prevista l’esclusione dall’imposizione ai fini IRAP ai sensi dell’art. 1, comma 70, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, non sono tenuti a presentare la dichiarazione IRAP ad eccezione di quelli che determinano il diritto camerale annuale in base al “fatturato”. Tali soggetti dovranno compilare ordinariamente il modello IRAP, seguendo le modalità precisate nella risposta al quesito precedente2, al fine di consentire all’amministrazione finanziaria di acquisire le informazioni utili all’applicazione del diritto camerale da comunicare agli enti interessati. (Agenzia delle entrate, risoluzione n. 93/E del 18 luglio 2017) ****** 2) Alert del Fisco: vademecum su come potere regolarizzare possibili errori Il notiziario telematico dell’Agenzia delle entrate (www.fiscoggi.it), ha commentato la seguente novità del 18 luglio 2017: Disponibile sul sito internet delle Entrate un pratico vademecum sulle comunicazioni spedite per invitare i contribuenti a verificare la dichiarazione dei redditi presentata nel 2014. “L’Agenzia informa”, la sezione del sito che ospita le guide fiscali, si arricchisce di una nuova pubblicazione dal titolo “L’Agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”. La guida contiene informazioni utili su come muoversi quando si riceve la lettera e come regolarizzare in maniera agevolata gli errori eventualmente commessi nella dichiarazione Unico Persone fisiche (o modello 730) 2014, per il periodo d’imposta 2013, segnalati dall’Agenzia. Lettera di compliance Da qualche anno, l’Agenzia delle entrate ha messo in atto nuove forme di dialogo e di collaborazione con i contribuenti con l’obiettivo di promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Tra le iniziative avviate, quella di predisporre e inviare una comunicazione a chi risulta non abbia compilato correttamente la dichiarazione dei redditi, con l’invito a fare una verifica sulle anomalie rilevate. In questo modo, il destinatario della lettera ha la possibilità di mettersi in regola, evitando che le irregolarità riscontrate dall’Agenzia diventino il motivo dell’emissione di un avviso di accertamento, o di fornire elementi idonei a giustificarle. In sintesi, le comunicazioni sono inviate quando risulta che un contribuente ha percepito e non dichiarato, o lo ha fatto solo in parte, uno dei seguenti redditi: - redditi di lavoro dipendente o di pensione - assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato - redditi derivanti da contratti di locazione di immobili - redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali - redditi di capitale derivanti da utili corrisposti da società di capitale o enti commerciali - altri redditi (redditi d’impresa derivanti da plusvalenze e sopravvenienze attive, redditi di lavoro autonomo, redditi diversi). Le lettere arrivano per posta ordinaria ovvero per posta elettronica certificata, ai contribuenti che l’hanno attivata. Se registrato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, il destinatario può reperire la lettera ricevuta all’interno della sezione “L’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale, nel quale potrà anche consultare un prospetto informativo contenente il dettaglio delle anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi. Cosa fare quando arriva la comunicazione Quando si riceve la comunicazione, come prima cosa, bisogna controllare i dati in essa contenuti, per verificare che i rilievi fatti dall’Agenzia siano corretti. In questa fase si potrebbe avere la necessità di richiedere ulteriori informazioni sul contenuto della lettera. Per questo, si può telefonare a un Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia (al numero 848.800.444 da telefono fisso o allo 06.96668907 da cellulare), selezionando l’opzione “Servizi con operatore > Comunicazione direzione centrale accertamento”, oppure andare alla direzione provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali. I funzionari dell’Agenzia forniranno l’assistenza necessaria, indicando tutte le attività da compiere. Completate le verifiche, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia, è possibile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Nella guida sono indicati, anche con esempi pratici, tutti i passaggi necessari per la regolarizzazione ed evidenziati, in un apposito paragrafo, gli errori da evitare nella compilazione del modello, cioè quelli che sono emersi più frequentemente dalle dichiarazioni integrative già presentate dai contribuenti che hanno scelto di regolarizzare la propria posizione. Per calcolare agevolmente l’importo dovuto per sanzioni e interessi, sul sito dell’Agenzia è comunque disponibile, nella pagina dedicata alla “Compliance per i cittadini” un apposito software. Se, al contrario, si ritiene che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi sono corretti, è sufficiente segnalare all’Agenzia, anche mediante un intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, i fatti, gli elementi e le circostanze dalla stessa non conosciuti. Novità sulla procedura di regolarizzazione Per facilitare la predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa, la guida segnala, infine, la nuova procedura disponibile da quest’anno all’interno della sezione “L’Agenzia scrive - Invito alla Compliance” del Cassetto fiscale. In essa, sempre che sia disponibile la dichiarazione originariamente presentata, sono presenti due collegamenti telematici (link). Tramite il link ”Scarica dichiarazione da integrare” è possibile fare il download del file che contiene la dichiarazione originaria presentata per l’anno d’imposta 2013, eventualmente già rettificata a seguito del controllo effettuato dall’Agenzia. Il link “Scarica il software di compilazione”, invece, permette di installare sul proprio pc il pacchetto “UnicoOnLine”, con il quale predisporre e inviare la dichiarazione integrativa, oltre che compilare il modello F24. ****** 3) Stop all’accertamento fiscale mediante indagini finanziari sui conti dell’associazione professionale Nullo l’accertamento effettuato dal Fisco sul conto corrente dell’associazione professionale, su quello degli associati e dei loro familiari. Interessante intervento sul tema della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17224 del 12 luglio 2017. Fatto e decisione I verificatori delle Entrate procedevano ad effettuare indagini finanziarie sui conti correnti intestati allo “Studio legale avvocati Associazione professionale”, nonché agli associati ed ai loro familiari, venivano emessi separati avvisi di accertamento per l’anno d’imposta 2006, a carico dell’associazione (Iva, Irap) e a carico degli associati, sui redditi loro imputati “per trasparenza”, ex art. 5 del Tuir. A seguito di ricorso del contribuente, la C.T.R. ne accoglieva le difese, applicando alle operazioni di prelevamento i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 228/14, e ritenendo che i versamenti effettuati dall’associato sul proprio conto bancario non potessero essere ex sé imputati a maggior reddito dell’associazione — e così di nuovo imputati agli associati, i quali svolgevano anche attività autonoma — considerato che, sull’enorme mole di operazioni verificate (per oltre un milione di euro) le operazioni di accredito ingiustificate per detto associato ammontavano a soli 32.000 euro (posto che il versamento di 10.000 euro circa era riconducibile all’estinzione del libretto al portatore intestato al figlio) e dovevano comunque “essere considerati nel più ampio contesto della situazione del contribuente”, quali l’enorme quantità delle operazioni giustificate, il reddito dichiarato, l’uso promiscuo del conto corrente accreditato — “nell’ambito del quale appare plausibile la possibilità di versamenti in contanti, anche riconducibili alla famiglia” — e la difficoltà di giustificare simili operazioni “a distanza di tanto tempo”, restando comunque necessario (ai sensi della stessa Circ. n. 32/e del 2006) “un raffronto con il tenore di vita del contribuente come si desume dal reddito dichiarato e con la misura delle operazioni non giustificate, rispetto al totale delle movimentazioni invece riscontrate e giustificate”. La Suprema Corte ha avallato il verdetto del giudice di appello (Commissione tributaria regionale) favorevole al contribuente. In definitiva, l’Agenzia delle entrate, non solo ha perso il ricorso, ma ha dovuto pagare le spese in giudizio in ultimo grado, liquidata dalle Cassazione per 3.000 euro, oltre alle spese. ****** 4) La tenuità del danno provocato nel reato di bancarotta prevale sulla recidiva reiterata Il lieve danno patrimoniale nella bancarotta prevale sulla recidiva reiterata. La Corte costituzionale, con la sentenza 205 del 17 luglio 2017, corregge l’effetto paradossale secondo cui la mini bancarotta provocata da un recidivo sarebbe stata punita al pari di un grave dissesto causato dall’incensurato. Dunque, la Consulta neutralizza gli effetti del divieto di prevalenza di cui all’art. 69 comma 4 c.p. stabilendo che è costituzionalmente illegittimo l’art. 69 comma 4 c.p., come sostituito dall’art. 3 della L. 251/2005, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 219 comma 3 del RD 267/1942 sulla recidiva reiterata di cui all’art. 99 comma 4 c.p.. ****** 5) Delega per il lavoro occasionale unica Lavoro occasionale: Stop alle deleghe ripetute. Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con una nota del 18 luglio 2017, comunica di avere richiesto all’INPS una soluzione al problema dell’accesso nella piattaforma dell’Istituto previdenziale dedicata al lavoro occasionale. Difatti, precisa la nota citata che il Consulente del Lavoro intermediario previdenziale, che vuole richiedere l'attivazione sulla piattaforma Inps per il lavoro accessorio del contratto di prestazione occasionale per un'azienda già profilata, non deve richiedere una nuova delega prima di procedere. È quanto richiesto dal Consiglio nazionale dell'Ordine alla Direzione Centrale Entrate dell'Istituto a seguito del mancato funzionamento sulla piattaforma informatica del canale dedicato agli intermediari abilitati. Il Consiglio nazionale dell'Ordine ha, dunque, inviato il 18 luglio 2017 una comunicazione ai Consigli provinciali per illustrare la procedura da seguire per le deleghe di lavoro occasionale. Fondazione Studi sulle criticità dei nuovi voucher A più di una settimana dall’attivazione dei nuovi voucher denominati "libretto famiglia" e "contratto di prestazione occasionale", i professionisti lamentano una serie di disservizi. “I principali problemi sono operativi – dichiara l'esperto di Fondazione Studi, Luca Caratti in una nota pubblicata il 18 luglio 2017 sul sito internet del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro - perché ad oggi gli intermediari non sono ancora abilitati nella gestione diretta delle prestazioni occasionali. Al momento la piattaforma non è operativa, nel senso che è operativa esclusivamente con il PIN dispositivo del soggetto che vuole utilizzare la prestazione occasionale". Tra le criticità segnalate dall'esperto anche i tempi dilatati per richiedere il PIN dispositivo - ad oggi l'unico strumento di accesso alla piattaforma - poiché la richiesta deve essere effettuata prima sulla piattaforma per la prima metà del codice per poi ricevere l’altra metà via posta. Dopodiché ci si deve creare un proprio portafoglio elettronico poiché, come ricorda Caratti, "il contratto di prestazione occasione e il Libretto famiglia sono prefinanziati". Quindi, si devono caricare le somme, attendere che le stesse siano messe a disposizione ed infine spenderle. L’esperto ricorda, poi, che “l’utilizzatore e il prestatore di lavoro si devono registrare sulla piattaforma telematica creandosi la propria anagrafica. Dopodichè, a seconda della tipologia di contratto (contratto di prestazione occasionale o libretto famiglia), l’utilizzatore dovrà segnalare con chi intenderà operare ed inviare la dichiarazione di prestazione occasionale". A fronte di questa indicazione, poi, si dovrà indicare il periodo di utilizzo del contratto. Nel frattempo, per tutelare il lavoratore, l’Inps invierà al prestatore di lavoro, attraverso posta elettronica o SMS, i termini della dichiarazione di inizio attività e solo dopo quest'ulteriore indicazione il prestatore potrà, una volta svolta la prestazione, confermare lo svolgimento della stessa. ****** 6) Pronto il Portale delle vendite pubbliche Parte la fase operativa del “Portale delle vendite pubbliche”, unico nazionale per la pubblicazione e la messa in vendita dei beni, mobili e immobili, oggetto di tutte le procedure fallimentari ed esecutive, istituito con il D.L. n. 83/2015, presentato in via sperimentale dal ministro della Giustizia Andrea Orlando lo scorso 13 gennaio. “Il portale - ha dichiarato il ministro - rappresenta uno strumento altamente innovativo sotto il profilo tecnologico, capace di garantire trasparenza e maggior efficienza nei meccanismi di vendita. Il portale sarà in grado di generare un cambio di prospettiva per superare il localismo e le lentezze delle singole procedure. Un luogo in cui i beni sono resi più visibili e le vendite più accessibili”. Dal 18 luglio 2017, dunque, su disposizione dei Tribunali, professionisti e creditori potranno cominciare ad inserire online gli avvisi di vendita. Al via il portale delle Vendite Pubbliche Sul tema il CNDCEC ha pubblicato la nota del 18 luglio 2017. Per Miani "un passo avanti sulla via della trasparenza". Da chiarire alcuni aspetti direttamente riconducibili alle responsabilità collegate alle funzioni dei professionisti. Prende il via la fase operativa del "Portale delle Vendite Pubbliche", un marketplace unico nazionale per la pubblicazione e la messa in vendita dei beni, mobili e immobili, oggetto di tutte le procedure fallimentari ed esecutive, istituito con il Decreto legge 27 giugno 2015, n. 83 e presentato in fase sperimentale dal ministro della Giustizia Andrea Orlando lo scorso 13 gennaio. "Il portale - ha dichiarato il ministro - rappresenta uno strumento altamente innovativo sotto il profilo tecnologico. Il portale sarà in grado di generare un cambio di prospettiva per superare il localismo e le lentezze delle singole procedure. Un luogo in cui i beni sono resi più visibili e le vendite più accessibili". Da oggi, dunque, su disposizione dei Tribunali, professionisti e creditori potranno cominciare ad inserire online gli Avvisi di vendita. Il portale delle Vendite pubbliche rappresenta “un importante passo in avanti in termini di affidabilità e trasparenza” anche per il il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani. Secondo Miani “Il PDV, nella ratio dell’impianto normativo, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento unico per la ricerca dei dati pubblicati sui diversi siti al fine di consentire il monitoraggio e l’accesso alle informazioni di tutte le vendite forzate in corso nell’intero territorio nazionale”. Per il presidente dei commercialisti “sarà determinante il contributo richiesto a professionisti che da sempre supportano il Giudice nelle funzioni di ausiliario”. “Alcuni aspetti direttamente riconducibili alle responsabilità collegate alle funzioni dei professionisti – ricorda il presidente dei commercialisti – vanno approfonditi. Aspetti sui quali ci siamo già confrontati con i responsabili dei servizi informatici del Ministero”. Gli obblighi di pubblicità sul PDV entreranno in vigore decorsi trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle specifiche tecniche previste dall’art. 161 quater Disp. Att. c.p.c.. Tale ultima norma prevede, infatti, che la pubblicazione sul PDV dovrà essere eseguita in conformità a quanto disposto dalle specifiche tecniche adottate dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia. In considerazione della rilevanza della nuova disciplina, la Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati (DGSIA) ha predisposto uno schema delle modalità operative per la pubblicazione dei dati delle vendite dei beni mobili ed immobili che è stato trasmesso, per eventuali osservazioni, agli Uffici Giudiziarie e agli Ordini professionali. I Commercialisti hanno fatto pervenire le loro osservazioni in relazione allo schema di specifiche tecniche presso il Ministero della Giustizia e hanno partecipato di recente ad incontri istituzionali con il Sottosegretario alla Giustizia e il Direttore generale del DGSIA. Nel documento del Consiglio nazionale della categoria sono stati trattati gli aspetti strettamente tecnici inerenti alle operazioni delegate al professionista e sono stati esaminati gli aspetti delle nuove responsabilità e dei compensi. Anche Il Consiglio nazionale forense valuta “positivamente” l'avvio del portale: «Lo strumento e la tecnologia dell'online ad esso collegata dovrebbe garantire tempi più rapidi alle fasi di vendita ed ampliare ad una più vasta platea la partecipazione alle gare d'acquisto, il che dovrebbe portare altresì a una sempre maggiore trasparenza di dette operazioni - dichiara Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense - Naturalmente si tratta ora di monitorare le nuove modalità di vendita in ogni loro fase, per poter dare piena attuazione agli auspicati vantaggi». Il portale è accessibile agli indirizzi: https://pvp.giustizia.it, https://venditepubbliche.giustizia.it e https://portalevenditepubbliche.giustizia.it. ****** 7) Corte Ue: nel diritto italiano niente più prescrizioni facili Nel diritto interno (nel caso di specie, sul diritto italiano) deve prevalere un concetto uniforme di interruzione della prescrizione, secondo cui ogni atto d'imputazione o ogni atto che ne costituisce la prosecuzione interrompe il termine prescrizionale, cancellandolo e sostituendolo con un nuovo termine di durata identica, calcolato a partire dal compimento dell'atto interruttivo. L'unico limite temporale massimo ammissibile deve quindi coincidere con la ragionevole durata del processo ed essere pertanto valutato tenendo conto, tra l'altro, della complessità oggettiva della specifica vicenda. In caso contrario, si verrebbe a giustificare un sistema penale in cui, di fatto, i reati più gravi sono destinati a rimanere impuniti e i diritti lesi da tali reati a restare privi di tutela. Questo il principio affermato dall'Avvocato generale Yves Bot nelle sue conclusioni, depositate il 18 luglio 2017, nella causa C-42/17, M.A.S. e M.B.. L'antefatto della causa pregiudiziale in questione è la nota sentenza Taricco (Corte di giustizia dell'Unione europea, Grande Sezione, sentenza 8 settembre 2015, nella causa C-105/14, Taricco e altri), in base alla quale, per le frodi IVA più gravi, la prescrizione è contraria al diritto dell'Unione. Secondo l'Avvocato generale, preso atto dell'esigenza essenziale di assicurare la punizione dei reati più gravi, il principio di legalità può dirsi adeguatamente salvaguardato se chi commette un reato è posto nella condizione di sapere: I) quale reato commette, II) a che pena rischia di andare incontro nonché, III) eventualmente (cioè nel caso in cui, come per l'Italia, la prescrizione sia ritenuta “coperta” dal principio di legalità), che, entro un certo termine di prescrizione e non oltre, un procedimento penale potrà essere iniziato a suo carico. L'Avvocato generale ritiene invece che, quando, entro il termine suddetto, il procedimento penale viene iniziato, il reo non deve più poter contare sulla prescrizione iniziale, che si è ormai interrotta. ****** 8) Anche i Commercialisti nell’Organismo di conciliazione presso il Ministero trasporti Nell’Organismo di conciliazione, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ecco anche i Commercialisti. E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 17 luglio 2017, il DPCM 109/2017. Si tratta del Regolamento recante attuazione dell'articolo 31 della legge 6 agosto 2013, n. 97, concernente l'Organismo di conciliazione ai sensi degli articoli 10 e 11 della decisione della Commissione 2009/750/CE del 6 ottobre 2009 sulla definizione del servizio europeo di telepedaggio. In particolare, il 1° agosto 2017, entra in vigore il suddetto DPCM n. 109 del 22 maggio 2017, che disciplina il procedimento di conciliazione relativo alle controversie tra esattori di pedaggi e fornitori del servizio europeo di telepedaggio. Vengono, così, disciplinati i casi di contestazione dei fornitori di telepedaggio di condizioni discriminatorie imposte da parte degli esattori. La domanda di conciliazione, al fine di attivare il procedimento, deve essere presentata all'Organismo di conciliazione (direttamente, con raccomandata o in via telematica). La controparte riceve un invito a cui è tenuta ad aderire entro quindi giorni. Accettato il procedimento di conciliazione viene nominato il soggetto conciliatore (che come si vedrà in seguito può essere anche un commercialista), che entro un mese deve comunicare di essere in possesso dei requisiti per la mediazione, requisiti più stringenti nel caso dei commercialisti, come illustrato nel paragrafo successivo. Dunque, il DPCM 109/2017 riconosce anche agli iscritti all’albo dei commercialisti la possibilità di ricoprire il ruolo di conciliatori in questa tipologia di controversie. Vi sono però due condizioni stringenti che vanno rispettate per poter essere designati come conciliatori, difatti, il professionista deve essere: - esperto del settore trasporti ed infrastrutture; - iscritto all'albo almeno da cinque anni. Si riporta di seguito il contenuto dell’articolo 5: Elenco dei conciliatori 1. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito l'elenco dei soggetti esperti, tra i quali viene individuato il conciliatore da designarsi nel procedimento di conciliazione. Dell'elenco e delle relative modalità è data pubblicità sul sito istituzionale del Ministero. 2. Ad istanza dell'interessato, possono essere inseriti nell'elenco dei soggetti esperti ai fini del procedimento di conciliazione i soggetti appartenenti alle seguenti categorie: a) avvocati, con esperienza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, iscritti agli albi ordinari, inclusa la sezione speciale degli avvocati stabiliti di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, da almeno cinque anni; b) dottori commercialisti, con esperienza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, iscritti ai relativi albi da almeno cinque anni; c) soggetti, con esperienza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, in possesso del diploma di laurea in ingegneria o architettura, iscritti ai relativi albi da almeno cinque anni; d) dirigenti della pubblica amministrazione, con esperienza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, inseriti nei ruoli dell'amministrazione da almeno un triennio; e) soggetti in possesso di diploma di laurea almeno quadriennale, esperti nell'esercizio dei sistemi di riscossione elettronica dei pedaggi nonchè nella relativa progettazione e realizzazione, di comprovata esperienza almeno decennale, da documentare alla presentazione dell'istanza. 3. Nella iscrizione e nella rotazione di conferimento dell'incarico di cui all'articolo 4, comma 1, si segue l'ordine cronologico di invio della domanda di iscrizione. 4. I conciliatori devono possedere i requisiti di professionalità,  indipendenza, imparzialità, neutralità e onorabilità, secondo quanto previsto dalla normativa vigente ed in particolare dall'articolo 13 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, fermo restando per i dipendenti pubblici quanto previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Per quanto riguarda i requisiti di onorabilità, i conciliatori devono dimostrare di: a) non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa, salvi gli effetti della riabilitazione; b) non versare nelle condizioni previste dall'articolo 2382 del codice civile; c) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione personale, negli ultimi dieci anni; d) non aver riportato, negli ultimi otto anni, sanzioni disciplinari superiori a quella minima prevista per la categoria di appartenenza. 5. Il possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettere a), b), c) e d), e al comma 4 può essere attestato dall'interessato mediante autocertificazione, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, tenuto conto di quanto prescritto, nel caso di rilascio di falsa dichiarazione, dagli articoli 75 e 76 del citato decreto. 6. Il responsabile dell'ufficio di segreteria comunica all'interessato la mancata iscrizione nell'elenco dei soggetti esperti, previa verifica della mancanza anche di uno solo dei requisiti richiesti a cura del responsabile dell'Organismo di conciliazione. 7. I requisiti di cui al comma 4 devono essere posseduti, a pena di decadenza, durante l'intero periodo di iscrizione nell'elenco dei soggetti esperti. A tal fine, e' effettuata una verifica a campione del possesso dei requisiti medesimi, con cadenza periodica. ****** 9) Pronta la modifica al software di compilazione del modello Irap/2017 L’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione sul proprio sito internet la versione software: 1.0.2 del 18/07/2017, ovvero del software Irap 2017 che consente la compilazione del modello Irap 2017 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente. Aggiornamenti Versione 1.0.2 del 18/07/2017 Corretto il controllo del rigo IC30 perché accetti anche valori negativi Corretto il controllo del rigo IR26 in presenza di IS96 Adeguamento del controllo dell’aliquota nel quadro IR. ****** 10) Comunicazione delle imprese elettriche dei dati di dettaglio del canone tv: ecco la versione aggiornata delle specifiche tecniche Ecco la nota del 18/07/2017 sul sito dell’Agenzia delle entrate: Comunicazione delle imprese elettriche dei dati di dettaglio del canone tv: versione aggiornata delle specifiche tecniche (utilizzabili dal 1° settembre 2017) Specifiche tecniche - Rendicontazione Canone Tv Aggiornamento specifiche tecniche Allegato A (aggiornato al 18 luglio 2017 – in vigore dal 1° settembre 2017) Allegato A (aggiornato al 13 luglio 2016) Provvedimento del 4 luglio 2016 imprese elettriche - Comunicazione all’Agenzia delle entrate, da parte delle imprese elettriche, dei dati di dettaglio relativi al canone addebitato, accreditato, riscosso e riversato nel mese precedente, nonché delle relative rettifiche, ai sensi dell’articolo 5, commi 2 e 3, del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, 13 maggio 2016, n. 94 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno 2016. (Agenzia delle entrate, nota del 18 luglio 2017) **** 11) Sconto prima casa solo a chi non ne ha già beneficiato Il contribuente che già abbia la proprietà di una casa non può effettuare un nuovo acquisto avvalendosi del beneficio prima casa, nemmeno se dimostri che l’abitazione di proprietà sia “inidonea” alle sue esigenze abitative. E quanto stabilisce la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14740 del 13 giugno 2017, che, in tal modo, si discosta da talune proprie interpretazioni di segno opposto (sentenze 18128/ 2009, 100/2010 e 3931/2014). Vincenzo D’Andò