Udite udite o rustici: di proroga in proroga… di farsa in farsa

Commercialista Telematico | Approfondimenti, Software, EbookL’estate è tempo di festival lirici, da godere all’aperto, mantenendo viva la tradizione della musica operistica italiana. Il pubblico si appassiona a tenori e soprani e spesso si dimentica di un ruolo abbandonato e in disuso, quello del buffo. (rectius basso buffo), che rappresenta il personaggio comico della trama (ad esempio Leporello in Don Giovanni o Dulcamara ne L’elisir d’amore – le citazioni non sono casuali). Si tratta di un tipo di voce molto amato da Rossini e poi decaduto. Oggi il Fisco italiano ha deciso che forse c’è di nuovo posto per un buffo… Gli ultimi due comunicati del MEF con il relativo DPCM “da pubblicare, in attesa di quelli in dirittura d’arrivo”, rappresentano la nota buffa di un sistema fiscale di complessità bizantina e che richiede i virtuosismi di un Paganini per la corretta interpretazione.

IL 20 luglio il fisco ci ha regalato una proroga postuma: concedendo ai titolari di reddito d’impresa di poter pagare il saldo del modello redditi proprio entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,4%. Il comunicato stampa, convertito in un DPCM senza modifiche, brillava per laconicità, mancanza di chiarezza e creava una situazione ambigua: perché i titolari di redditi d’impresa potevano usufruire della proroga ed i titolari di lavoro autonomo no? Per quale arcana ragione si era arrivati a tale differenziazione?

Sempre il 20 luglio ci si è dimenticati di ufficializzare la proroga per la presentazione del 770, in scadenza al 31 luglio, nonostante le dichiarazione ufficiali del vice-ministro Casero di quella stessa mattina all’assemblea dei presidenti degli ordini dei Dottori Commercialisti. Ci si è trovati in una situazione schizofrenica: Casero prometteva proroghe sostanziali la mattina del 20 luglio, il suo Ministero ufficializzava con lo strumento del Comunicato Legge (non essendoci i tempi per un decreto il Comunicato Stampa ha di fatto un valore di legge) solo parte di quanto “promesso”.

La pressione e le lamentele delle categorie professionali si sono fatte ampiamente sentire: la proroga era zoppa, non specificava tra l’altro alcuni punti fondamentali, lasciandoli alla libera valutazione degli operatori, con ovvi rischi di sanzione, successivamente irrogata, in caso di interpretazione errata.

Nel tardo pomeriggio del 26 luglio si è cercato, col solito strumento del Comunicato Legge, anche qui preannuncia che i DPCM arriveranno in ritardo, anzi sono in “dirittura d’arrivo” come scrive l’estensore (con questa immagine da corse ippiche mi è venuto in mente il mitico film Febbre da cavallo, sempre per una citazione in tema, e penso ai DPCM come trottatori in pista alle Capannelle che si approcciano all’uscita dell’ultima curva), di mettere una toppa preannunciando la proroga al 31 ottobre 2017 del il termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) e delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di Irap.

Ora alcune valutazioni critiche nascono spontanee

1) Per quanto riguarda il 770 concedere una proroga a 3 giorni dalla scadenza equivale a non darla. Immagino, che dopo il brillante comunicato del 20 luglio, non tutti si e ci siamo fidati, e, pertanto, abbiamo puntato al rispetto della scadenza originaria. Non si capisce, infatti, per quale motivo si siano aspettati ben 6 giorni, per scrivere 2 righe di Comunicato Stampa (non certo il Decreto) con la scadenza aggiornata: perché aspettare 6 giorni per un nuovo comunicato? Quando poi ho letto che il DPCM è in dirittura d’arrivo ho pensato al cavallo “rimasto intruppato nel gruppo che non riesce a uscire”; i DPCM relativi alle proroghe sono provvedimenti estremamente semplici e noti (visto che sono stati predisposti anche negli anni precedenti): da quale evento è rimasto bloccato il decreto dedicato al 770?

2) Poiché sono anni che, per motivi imputabili soprattutto all’amministrazione fiscale, le scadenze dei versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi vengono rinviate, perché non strutturare un calendario organico che tenga conto dei tempi dell’amministrazione stessa? La proroga è “una finta medicina”, un placebo, il sistema fiscale “ha bisogno di una cura” e deve essere chiaro: le proroghe mal scritte chiudono una toppa, ma non sistemano i problemi in via generale che restano e si ripropongono. Sono anni che si usa il rimedio proroga, perché non assestiamo il calendario alle reali scadenze che nascono dalle esigenze dell’Amministrazione, coordinandole con quelle dei professionisti?

3) La proroga così concessa è un insulto ai contribuenti e ai consulenti che hanno onorato la scadenza del 30 giugno: gli imprenditori hanno scoperto che potevano versare senza maggiorazione 20 giorni dopo proprio in zona Cesarini, poche ore prima che spirasse il nuovo termine. I professionisti il 26 luglio hanno scoperto che potevano saldare il conto da unico senza la maggiorazione dello 0,4% entro il 20 luglio. La gestione finanziaria di un’impresa è un dato fondamentale per la vita stessa dell’impresa: giocare con le scadenze è giocare col lavoro e con l’impegno delle persone: la scelta di una proroga tardiva penalizza chi era nei termini e premia chi era fuori termine, magari dovrebbe avvenire il contrario.

4) Sempre a proposito di gestione delle scadenze: per deontologia professionale avremmo dovuto avvisare i clienti dei pagamenti ben prima del 26 luglio. Quindi concedere una proroga il 26 luglio ha il sapore di una beffa: vuol dire agire quando forse non serviva più.

5) Ci siamo dimenticati delle voluntary disclosure, a cui si è dedicata una circolare, anche importante in data 20 luglio a 10 giorni dalla scadenza: anche in questo caso arriverà una proroga tardiva?

Ora che è arrivata la proroga, negli studi professionali stiamo tutti respirando con più calma perché comunque ci sono altri giorni lavorativi per rivalutare versamenti e dichiarazioni, magari chiuse in fretta nell’ansia della scadenza.

Ora che abbiamo la proroga e che possiamo rinviare le ferie al 21 agosto consigliamo di riguardarsi Febbre da cavallo o ascoltarsi l’assolo di Dulcamara

Udite, udite, o rustici

attenti non fiatate.

Io già suppongo e immagino

che al par di me sappiate

ch’io sono quel gran medico,

dottore enciclopedico

chiamato Dulcamara,

la cui virtù preclara

e i portenti infiniti

son noti in tutto il mondo… e in altri siti.

Benefattor degli uomini,

riparator dei mali,

in pochi giorni io sgombero

io spazzo gli spedali,

e la salute a vendere

per tutto il mondo io vo.

Compratela, compratela,

per poco io ve la do”.

28 luglio 2017

Fra Diavolo


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