A proposito di proroghe: il modello Redditi 2017


Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Cappellaio_MattoHo appena letto il Comunicato Stampa delle 15,50 del 20/7/2017 che proroga ad oggi 20 luglio il termine per versare il saldo del modello Redditi 2017 ed il primo acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso… ma solo per i titolari di reddito d’impresa.

(aggiornamento: è stato pubblicato ieri 21/7/2017 il relativo DPCM di proroga: clicca QUI per consultarlo. NDR)

Di primo acchito la proroga mi ha lasciato basito: perché concedere una proroga al 20 luglio pubblicando il comunicato stampa proprio nel pomeriggio del 20 luglio, quindi rendendo impossibile utilizzare il maggior tempo concesso? Sembra una presa in giro nei confronti di contribuenti e professionisti, in quanto de facto la proroga appare inutilizzabile: le tempistiche di riapertura di una dichiarazione, di ri-creazione e definizione di un modello F24 probabilmente non ci sono, nelle poche ore lavorative fra la pubblicazione del comunicato, la sua lettura e comprensione e la fine della giornata lavorativa.

Ovviamente il MEF non intende prendere in giro gli operatori del settore, seppure questa possa essere la nostra percezione: vi sono dei limiti alle proroghe fiscali, in particolare con lo strumento del DPCM (anticipato dal comunicato legge di oggi) le scadenze possono essere prorogate solo di 20 giorni: per proroghe più lunghe serve un provvedimento legislativo e non ci sarebbero i tempi per l’approvazione di una legge da oggi al 31 luglio.

Sicuramente lascia basiti la scelta fatta nel comunicato di dividere la gestione delle scadenze del modello Redditi delle partite IVA: i titolari di reddito d’impresa godono del maggior termine, mentre i titolari di redditi da lavoro autonomo devono onorare la scadenza del 31 luglio. Non si capisce quale sia la logica di tale scelta, se non quella di cassa oppure di una semplice svista. Almeno una congrua quota delle partite Iva verserà le imposte al 31 luglio. Appare quasi superfluo segnalare che nelle promesse del viceministro Casero ai Commercialisti si palesava una proroga gneralizzata e non questa anomala suddivisione.

La scelta è estremamente penalizzante per gli studi professionali, in quanto andrà fatta una cernita delle posizioni per anticipare la lavorazioni delle dichiarazioni dei professionisti entro il 31 luglio, mentre sarà possibile godere dei primi 20 giorni di Agosto per i titolari di reddito d’impresa.

Un’ulteriore difficoltà sarà la revisione di tutte le deleghe: le dichiarazioni già chiuse presentano oggi un F24 al 31 luglio, dovranno essere tutti reimpostati per il 21 agosto. Sicuramente una scadenza unica al 21 agosto avrebbe semplificato il lavoro: la necessità della proroga derivava dall’accavallarsi di scadenze a fine luglio e serviva un provvedimento che fosse di aiuto algli studi professionali, non un provvedimento che implica nuovi lavori sulle dichiarazioni dei redditi.

Va segnalata un’anomalia rispetto alle proroghe degli anni precedenti: non si distingue più fra contribuenti soggetti agli studi di settore e contribuenti non soggetti a tale strumento. Se la proroga nasce dalla pubblicazione solo in data 13 luglio (quindi in periodo non congruo per l’elaborazione delle dichiarazioni) della circolare 38/e dedicata alla compilazione degli studi di settore allegati al modello Redditi 2017, la scelta appare incongrua: la circolare (ad esempio all’ultima pagina) illustra anche come compilare gli studi di settore degli studi professionali. Non si capisce la logica del provvedimento.

Speriamo che nella redazione del DPCM venga equiparata la scadenza per tutti i titolari di partita IVA che sono soggetti agli studi di settore. Si spera che col provvedimento arriverà anche la ridefinizione del calendario delle rateazioni possibili: al momento scadrebbero 2 rate il 21 agosto ed una terza il 31 agosto, rendendo l’esborso finanziario estremamente impegnativo.

Nessuna nuova (al momento) per le altre proroghe richieste e ritenute necessarie: pensiamo al 770 o alle voluntary disclosure, che non incidono sugli incassi dello Stato al 31 luglio ma che sono solleccitate dalle categorie interessate.

21 luglio 2017

Luca Bianchi


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