Professionisti: più facile riscuotere le fatture con il decreto ingiuntivo – Diario quotidiano del 24 luglio 2017

Pubblicato il 24 luglio 2017

1) Professionisti: più facile riscuotere le fatture con il decreto ingiuntivo
2) Legge europea 2017 ora all’esame del Senato
3) Ecco gli ultimi chiarimenti sulla voluntary disclosure bis
4) Note spese e giustificativi: ecco le modalità per la conservazione dematerializzata, non occorre il Notaio
5) Rinvio dei versamenti: il Cndcec ritiene discriminatoria l’esclusione dei professionisti
6) Se la prestazione è gratuita, l’avvocato è giustificato a non applicare i minimi tariffari
7) Ai fini della prova della subordinazione rileva la prestazione e non il contratto
8) Altre di fisco e previdenza
9) L’Agenzia entrate a guida Ruffini: più rispetto per il professionista, nonché per l’intermediario fiscale
10) Fisco; Ruffini, meno adempimenti, timbri e balzelli
11) Fisco; Ruffini, Agenzia deve cambiare strada
12) Fisco; Ruffini, cambiamo per rapporto meno lunare coi cittadini
diario-quotidiano-articoli-71) Professionisti: più facile riscuotere le fatture con il decreto ingiuntivo 2) Legge europea 2017 ora all’esame del Senato 3) Ecco gli ultimi chiarimenti sulla voluntary disclosure bis 4) Note spese e giustificativi: ecco le modalità per la conservazione dematerializzata, non occorre il Notaio 5) Rinvio dei versamenti: il Cndcec ritiene discriminatoria l’esclusione dei professionisti 6) Se la prestazione è gratuita, l’avvocato è giustificato a non applicare i minimi tariffari 7) Ai fini della prova della subordinazione rileva la prestazione e non il contratto 8) Altre di fisco e previdenza 9) L’Agenzia entrate a guida Ruffini: più rispetto per il professionista, nonché per l’intermediario fiscale 10) Fisco; Ruffini, meno adempimenti, timbri e balzelli 11) Fisco; Ruffini, Agenzia deve cambiare strada 12) Fisco; Ruffini, cambiamo per rapporto meno lunare coi cittadini

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1) Professionisti: più facile riscuotere le fatture con il decreto ingiuntivo

Ricorso per decreto ingiuntivo dei lavoratori autonomi: sono state introdotte rilevanti novità in materia di prova scritta del credito da riscuotere in modo “forzato”.

Questo a seguito di quanto dispone l’art. 634, comma 2 del c.p.c., così modificato dall’art. 15 della Legge n. 81/2017.

Dunque, dal 14 giugno 2017, i lavoratori autonomi che vantano un credito relativo a prestazioni di servizi eseguite (oltre che relativo a somministrazioni di merci, denaro) possono chiedere l’emanazione di un decreto ingiuntivo depositando come prova scritta del proprio credito gli estratti autentici dei libri e delle scritture contabili e gli estratti autentici delle scritture richieste dalla normativa tributaria.

Ai fini della prova scritta del credito la suddetta normativa ha equiparato in pieno il lavoratore autonomo alla figura dell’imprenditore commerciale.

Oltre all’importo dell’onorario professionale da corrispondere ad un legale per l’azione di recupero crediti, sono dovute le spese vive che ammontano a €. 49,00  per contributo ed €.27,00 per marca da bollo.

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2) Legge europea 2017 ora all’esame del Senato

La legge europea 2017 è passata alla Camera il 20 luglio 2017. L’Aula della Camera ha approvato con voti 259 favorevoli e uno contrario il disegno di legge con le «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017». Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

Il Ddl contiene una serie di norme di carattere eterogeneo cha riguardano, tra l'altro, la libera circolazione delle merci, giustizia e sicurezza, fiscalità, lavoro, tutela della salute e dell'ambiente, le telecomunicazioni (roaming Ue). La legge europea di quest'anno consente, in particolare la definizione di tre procedure di infrazione e una serie di casi Eu-Pilot (richieste di informazione agli Stati che possono prevenire possibili procedure d'infrazione).

Il testo approvato dalla Camera amplia, inoltre, i poteri dell'Agcom nel contrasto della pirateria sulla rete. Un emendamento presentato da Davide Baruffi (Pd), approvato dall'Aula, consente in particolare all'Autorità, spiega in una nota il deputato, «di intervenire tempestivamente sulle piattaforme elettroniche per ordinare in via cautelare di porre fine immediatamente alle violazioni del diritto d'autore' e di porre misure per impedire la reiterazione degli illeciti».

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3) Ecco gli ultimi chiarimenti sulla voluntary disclosure bis

Ecco gli ultimi chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 20 luglio 2017.

Agenzia che illustra le novità introdotte dal Decreto legge n. 50/2017 in materia di procedura di collaborazione volontaria anche attraverso il comunicato n. 156 del 20 luglio 2017.

Nessun rischio di doppia imposizione per chi partecipa alla voluntary disclosure bis.

Il documento di prassi, inoltre, fornisce delucidazioni anche sull’estensione dell’esonero dagli obblighi dichiarativi per l’Ivie e l’Ivafe e sulla determinazione delle somme dovute in caso di pagamento spontaneo carente.

Doppie imposizioni, salvi anche gli atti non definiti

Chi aderisce alla voluntary disclosure bis può detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi di lavoro dipendente e autonomo in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei citati redditi esteri. Si tratta di quei casi in cui il contribuente non ha presentato la dichiarazione dei redditi in Italia ma ha correttamente adempiuto agli obblighi fiscali nel Paese dove ha svolto attività lavorativa. Con la circolare di oggi le Entrate chiariscono che la possibilità detrarre le imposte pagate all’estero vale anche per gli atti non ancora definiti emanati nell’ambito della precedente edizione della voluntary.

Ivie e Ivafe, quando vale l’esonero

Il contribuente che accetta la procedura di collaborazione volontaria bis è esonerato da alcuni obblighi dichiarativi, tra cui quelli relativi al monitoraggio fiscale. L’esenzione è valida limitatamente al 2016 e alla frazione del periodo d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria. In base al Dl n. 50/2017, chi aderisce alla nuova procedura non è tenuto a dichiarare nemmeno l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) e quella sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe). In questo modo è stato reso omogeneo l’esonero per tutti gli obblighi dichiarativi connessi alla mera detenzione all’estero di attività sia finanziarie che patrimoniali, a prescindere dalla maturazione sulle stesse di eventuali redditi.

Le sanzioni per versamento carente

Nel caso in cui il versamento spontaneo effettuato dal contribuente sia carente, la disciplina della voluntary disclosure prevede l’applicazione di maggiorazioni sugli importi dovuti. In base alla nuova normativa, l’importo totale ottenuto a seguito delle operazioni di maggiorazione, compreso quanto già versato, non può in nessun caso essere superiore rispetto a quanto sarebbe dovuto in caso di mancata autoliquidazione da parte del contribuente.

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4) Note spese e giustificativ