I nuovi voucher utilizzabili dal prossimo 10 luglio – Diario quotidiano del 4 luglio 2017

Pubblicato il 4 luglio 2017



1) Nuovi voucher utilizzabili dal 10 luglio 2017
2) Ritiro della Scia solo se motivato
3) Il professionista può svolgere l’attività in maniera gratuita
4) Terzo settore: per le associazioni sportive rimane la competenza del Coni
5) Cndcec: ecco le scadenze fiscali da prorogare
6) Split payment: decreto in G.U.
7) Recenti riforme in tema di garanzie del credito bancario: nuovo studio del Notariato
8) EFRAG pubblica Discussion Paper on Goodwill impairment testing
9) Fisco, Sportelli riscossione con salta fila digitali
10) Finanziamenti agevolati: ecco i codici tributo per utilizzare i crediti nel Modello F24
CT_Facebook_Cover_828x3151) Nuovi voucher utilizzabili dal 10 luglio 2017 2) Ritiro della Scia solo se motivato 3) Il professionista può svolgere l’attività in maniera gratuita 4) Terzo settore: per le associazioni sportive rimane la competenza del Coni 5) Cndcec: ecco le scadenze fiscali da prorogare 6) Split payment: decreto in G.U. 7) Recenti riforme in tema di garanzie del credito bancario: nuovo studio del Notariato 8) EFRAG pubblica Discussion Paper on Goodwill impairment testing 9) Fisco, Sportelli riscossione con salta fila digitali 10) Finanziamenti agevolati: ecco i codici tributo per utilizzare i crediti nel Modello F24 ----

1) Voucher utilizzabili dal 10 luglio 2017

Disciplina sui nuovi voucher già in vigore ma utilizzabili dal 10 luglio 2017.

Difatti, sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017 è stata pubblicata la Legge n. 96 del 21 giugno 2017 (legge di conversione della cd. Manovrina 2017), con la quale sono state introdotte, tra le altre, alcune importanti novità in materia di Prestazioni Occasionali, ovvero i cc.dd. Nuovi Voucher, che vanno a sostituire quelli abrogati di recente.

Sarà, comunque, necessario attendere l’emanazione di apposita procedura e circolare INPS, prima di potere utilizzare in maniera concreta i nuovi Voucher.

A parte ciò, i nuovi Voucher si distinguono in due tipologie dedicate a Imprese e Famiglie.

Professionisti e Piccole Imprese

La parola “PrestO”, rappresenta l’abbreviazione di Prestazioni Occasionali riservate solo alle aziende e Imprese.

In particolare, possono ricorre a tale forma di “assunzione” i Professionisti e le Piccole Imprese che occupano fino a 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Pertanto, le Aziende con più di 5 lavoratori non potranno utilizzare le Prestazioni Occasionali/Voucher;

Sono interessati: lavoratori che non hanno avuto rapporti di lavoro e/o collaborazione nei 6 mesi precedenti con la stessa Impresa.

Compenso previsto: per ogni ora lavorata, la retribuzione netta prevista è 9,00 € con un costo per l’Impresa di circa 12,50 €;

Minimo compenso: per ogni prestazione lavorativa, viene previsto un compenso minimo di 36 €, corrispondente a 4 ore lavorative.

Il compenso è esente da imposte e non incide sullo stato di disoccupazione del lavoratore.

Adempimenti relativi (imprese e professionisti)

L’utilizzatore dovrà acquistare preventivamente, attraverso un’apposita procedura INPS, le prestazioni da utilizzare.

Almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, si dovranno comunicare i dati identificativi della prestazione: identità del lavoratore, luogo di svolgimento della prestazione, orario di inizio e fine, tipo di mansione svolta, compenso pattuito.

Entro il giorno 15 del mese successivo, l’INPS provvederà al pagamento del compenso al prestatore attraverso Bonifico Bancario.

Limiti di utilizzo

Per Azienda/Utilizzatore: con riferimento alla totalità dei lavoratori, ogni Azienda potrà erogare compensi per un massimo di 5.000 € per anno (1 gennaio - 31 dicembre).

Per Lavoratore: ogni lavoratore, con riferimento alla totalità delle Aziende con cui lavora, potrà percepire compensi per un massimo di 5.000 € per ogni anno civile.

Per entrambi: tra lo stesso utilizzatore e lavoratore, l’importo dei compensi non dovrà essere superiore a 2.500 €.

Limite orario: si aggiunge il limite di durata della prestazione nel massimo di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

Famiglie

Il cd. Libretto Famiglia é destinato alle sole famiglie e persone fisiche non professionisti:

Lavoratori interessati: Si tratta di coloro che non hanno avuto rapporti di lavoro e/o collaborazione nei 6 mesi precedenti con la stessa famiglia e/o persona fisica;

Attività possibili: piccoli lavori domestici, lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione, assistenza domiciliare ai bambini e persone anziane, insegnamento privato supplementare;

Compenso: 10 euro per ogni ora di lavoro, al quale corrisponde un costo di 12 euro;

Famiglie: adempimenti relativi

L’utilizzatore dovrà acquistare preventivamente, attraverso un’apposita procedura INPS, un libretto nominativo.

Almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, si dovranno comunicare i dati identificativi della prestazione: identità del lavoratore, luogo di svolgimento della prestazione, orario di inizio e fine, tipo di mansione svolta, compenso pattuito.

Entro il giorno 15 del mese successivo, l’INPS provvederà al pagamento del compenso al prestatore attraverso Bonifico Bancario.

Limiti di utilizzo

In relazione ai limiti di utilizzo sono previsti gli stessi limiti del “PrestO” tranne i limiti di orario.

Conseguenze per superamenti

Attenzione: Nel momento in cui l’utilizzatore dovesse superare i 2.500 euro o le 280 ore di prestazione nell’anno civile, con lo stesso prestatore, viene prevista la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

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2) Ritiro della Scia solo se motivato

Per il ritiro della Scia occorre la motivazione analitica. Difatti, secondo il Tar per la Calabria, sentenza n. 795/2017, il Comune non può bloccare la Scia con provvedimento in autotutela che sia, come nel caso di specie, insufficientemente motivato ed evidenzi un difetto di istruttoria, rilevato da parte ricorrente; tant'è che la relazione prodotta in giudizio dal Comune resistente ed il sopralluogo “da ultimo effettuato” menzionato nella relazione medesima, sono successivi allo stesso provvedimento e non possono valere quale integrazione postuma dello stesso.

Né risulta nel provvedimento impugnato, un’analitica confutazione delle osservazioni presentate da parte ricorrente, tanto che l’Amministrazione si è limitata a riproporre nel provvedimento finale, testualmente, quanto già esposto in sede di comunicazione di avvio del procedimento, omettendo qualsiasi riferimento alle controdeduzioni.

Né risultano adeguatamente esposte le ragioni di pubblico interesse, specifico e concreto, a fondamento dell’annullamento della Scia, non essendo a tal proposito sufficiente (nel caso di annullamento di un titolo edilizio) il generico “interesse della collettività al rispetto della disciplina urbanistica nonché al ripristino dello stato dei luoghi”. Non risulta infine effettuata un’idonea comparazione degli interessi coinvolti.

In conclusione, il Tar ha accolto il ricorso di una società proprietaria di un villaggio vacanze, avverso il provvedimento in autotutela con cui l’Amministrazione comunale aveva ritirato la Scia precedentemente concessa.

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3) Il professionista può svolgere l’attività in maniera gratuita

Si. Il professionista può svolgere la propria attività in maniera gratuita. Al dubbio ha posto rimedio la sentenza della Corte di Cassazione (sent. 21972/2015) che ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può sindacare l’operato del consulente, in particolare non può accertare un maggior reddito nei confronti dei professionisti, sol perché si presume che non siano soliti omaggiare prestazioni. E’, invece, possibile che il professionista possa svolgere la propria attività senza percepire alcun compenso per motivi di amicizia (un concetto che forse il Fisco non conosce), parentela o mera convenienza. E qui è palese l’esempio delle società, a fronte di un discreto compenso elargito per la consulenza societaria, ci può stare il servizio gratuito (o solo rimborso spese) nei confronti dei soci per le dichiarazioni personali.

Vi è chi consiglio di predisporre una lettera di incarico, però sembra poco consono descrivere, in tale documento, anche le prestazioni gratuite con il cliente.

In tema si inserisce la sentenza 2285/2017 della Commissione tributaria regionale di Milano, secondo cui l’amministratore può rinunciare al proprio compenso professionale mediante l’iscrizione di ciò nei libri contabili.

In particolare, viene affermato che il diritto al compenso professionale dell’amministratore o liquidatore di società ha natura disponibile e, pertanto, può essere oggetto anche di dichiarazione unilaterale di rinuncia da parte del suo titolare; ai fini di una valida rinuncia, però, è necessario che l’importo del compenso sia iscritto nei libri contabili della società, in esecuzione di apposita delibera sociale.

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4) Terzo settore: per le associazioni sportive rimane la competenza del Coni

Niente obbligo di iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore per le associazioni sportive dilettantistiche.

Il nuovo codice del terzo settore prevede l’istituzione di un registro unico nazionale che si compone delle seguenti sezioni: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, altri enti del terzo settore. Viene, infine, previsto che nessun ente può essere contemporaneamente iscritto in due o più sezioni.

Secondo, primi pareri dottrinali, tale norma non dovrebbe riguardare le associazioni e società sportive dilettantistiche, costituite in base ai commi 17 e 18 dell’articolo 90 della L. 289/2002. Per cui non dovrebbero avere l’obbligo di iscriversi a detto registro unico (“non potendosi ritenere che possano essere comprese nella definizione residuale, essendo già state tipizzate dal legislatore, di “altri enti del terzo settore” prevista nel registro”) e, pertanto, secondo tale parere, “potranno continuare ad essere iscritte, se e ove praticassero discipline riconosciute come sportive dal CONI stesso, in quello delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto da quest’ultimo ente”.

Tuttavia, il problema si potrebbe poi porre per quelle che siano anche associazioni di promozione sociale e, come tali, fino ad oggi iscritti nei registri previsti dalla abrogata L. 383/2000 (ovvero per gli gli enti di promozione sportiva).

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5) Cndcec: ecco le scadenze fiscali da prorogare

Cndcec: da Miani, arrivano le richieste di proroga dei versamenti fiscali 2017.

Con una lettera inviata al Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ed al Viceministro dell’Economia e delle finanze, Luigi Casero, il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commerciali e degli Esperti Contabili, Massimo Miani, ha, infatti, chiesto lo slittamento delle scadenze di taluni adempimenti fiscali.

Ricordato che le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al 60° giorno dalla data della loro entrata in vigore (o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti), il presidente del Cndcec messo in risalto la complessità e la numerosità degli adempimenti che, nei primi mesi del 2017, sono stati previsti a carico dei contribuenti.

Un esempio è dato dalla necessità di ricalcolare gli acconti Ires per il 2017 alla luce delle modifiche in ambito Ace introdotte dall’articolo 7 del DL 50/2017 ed in vigore dal 24 giugno 2017, con la pubblicazione in Gazzetta della legge di conversione (L 96/2017). Ed ancora, si ricordano i nuovi obblighi ex Dl 193/2016, sulla comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva e dei dati delle fatture emesse e ricevute, che necessitano di nuovi software e procedure telematiche per l'invio aggiornate.

Dunque, pur riconoscendo l’impegno di Agenzia delle Entrate e Sogei per la messa a disposizione degli strumenti necessari per i nuovi adempimenti, si chiede che la scadenza del 30 giugno sia portata al 31 luglio 2017, senza la maggiorazione dello 0,4%.

Proroga delle scadenze fiscali

Inoltre, secondo il Presidente Miani, occorre una riorganizzazione delle scadenze fiscali per la seconda parte del 2017.

A tal fine, viene richiesta:

- la proroga al 30 settembre 2017 del termine di presentazione dei modelli 770, ora previsto entro il 31 luglio, date le numerose scadenze fiscali concentrate nei mesi di giugno e luglio (ad es.: i versamenti di imposte e contributi, gli adeguamenti agli studi di settore, la trasmissione telematica dei modelli 730 precompilati e ordinari e cosi via);

- la proroga ad ottobre del termine di trasmissione delle nuove comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute, fissata per il primo semestre 2017 entro il 18 settembre 2017;

- l’allineamento al 15 ottobre 2017 del termine di presentazione delle dichiarazione dei redditi e dell’Irap, anche con riferimento ai soggetti non interessati dalle novità in materia di bilancio.

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6) Split payment: decreto in G.U.

Con la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” n. 151 del 30 giugno 2017 del decreto 27 giugno 2017, si è completata l’estensione dello split payment, peraltro, in vigore da 1° luglio 2017.

Dunque, in relazione all’Iva delle fatture emesse dal 1° luglio 2017:

- il fornitore dovrà annotare le fatture nei registri vendite o corrispettivi ma non inserirà l’imposta con la liquidazione di periodo;

- mentre, il cliente paga l’Iva all’Erario con scadenze al 16 novembre 2017 relativamente ai rapporti con le pubbliche amministrazioni e al 18 dicembre 2017 relativamente ai rapporti con le società. (per apporfondimenti: "Le nuove regole dello split payment", Nicola Forte)

Come noto l’art. 1 della Manovra correttiva (D.L. 50/2017) ha esteso l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment).

Dal 1° luglio 2017 anche i professionisti che eseguono prestazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione, devono emettere fattura con la dicitura “Operazione assoggettata alla scissione dei pagamenti (split payment) con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/1972” e incasseranno solo l’imponibile, mentre l’Iva verrà versata all'Erario dalla stessa pubblica amministrazione, invece che al fornitore.

L’estensione della manovra correttiva riguarda:

- tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione;

- le società controllate di diritto o di fatto, direttamente o indirettamente dallo Stato;

- le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali;

- le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Inoltre, vengono ricomprese nell’ambito applicativo dello split payment anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (liberi professionisti, agenti, intermediari). E’ stato, infatti, abolito il comma 2 dell’art. 17-ter del DPR 633/72 che ne prevedeva l’esclusione.

La legge di conversione ha aggiunto il comma 1-quater che prevede la facoltà per i cedenti o prestatori di richiedere ai cessionari o committenti un documento attestante la loro riconducibilità a soggetti per i quali si applicano le disposizioni dello split payment.

Quindi per le fatture emesse dal 1° Luglio 2017 nei confronti della Pubblica Amministrazione, anche i professionisti soggetti a ritenuta d’acconto dovranno applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti e dovranno riportare in fattura l’annotazione “scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72”. Inoltre, non riceveranno più il pagamento dell’imposta, che verrà versata direttamente dalla PA all’Erario nel momento in cui si verifica l’esigibilità, quindi il netto da riscuotere delle parcelle sarà al netto dell’Iva indicata in fattura. Pertanto, anche per i professionisti, come per le imprese che adottano lo split payment dal 1° gennaio 2015, l’esigibilità non viene più differita ma segue le regole ordinarie.

L’estensione del meccanismo della scissione dei pagamenti ai professionisti può creare problemi di liquidità, per la mancata riscossione dell'Iva da parte del professionista, questo rischia di creare uno squilibrio finanziario dovuto al pagamento diretto dell’Iva a debito ai propri fornitori che non viene più bilanciato dalla riscossione dell’Iva a credito dai propri clienti.

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7) Recenti riforme in tema di garanzie del credito bancario: un nuovo studio del Notariato

L’ultimo lavoro approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato è consultabile nella sezione TROVA STUDIO ed ha approfondito le recenti riforme in tema di garanzie del credito bancario.

Lo studio svolge un tentativo di sistemazione organica del rinnovato quadro delle garanzie bancarie, portanti una struttura genericamente riconducibile alla figura, di ricostruzione dottrinaria e giurisprudenziale, del c.d. "patto marciano". In primo luogo viene esaminata la disciplina del prestito vitalizio ipotecario, poi passa ad analizzare le recenti modifiche del testo unico bancario, ed in particolare l’art. 120 quinquiesdecies, di cui ad oggi non risulta tuttavia essere stato ancora emanato il decreto attuativo ex comma 5, e l’art. 48 bis. Infine, nella parte finale, premessa una rassegna sull’evoluzione giurisprudenziale in tema di patto commissorio e di patto marciano di diritto comune, esamina l’incidenza della legislazione speciale di nuova introduzione sul possibile residuo ambito applicativo della cessione in garanzia.

Recenti riforme in tema di garanzie del credito bancario - Studio n. 1-2017/C.

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8) EFRAG pubblica Discussion Paper on Goodwill impairment testing

EFRAG ha pubblicato il Discussion Paper Goodwill Impairment: Can it be improved?, l’ultimo documento di una serie di pubblicazioni in tema di contabilizzazione del goodwill. Il documento illustra potenziali modifiche all’impairment test del goodwill con l’obiettivo di migliorarne l’applicazione e l’efficacia nonché ridurne la complessità.

Tale pubblicazione completa l’attività di ricerca dell’EFRAG sul goodwill. I feedback che si riceveranno saranno utilizzati dall’EFRAG per rispondere ad eventuali consultazioni future inerenti il progetto di ricerca dello IASB su “Goodwill and Impairment”

Il termine per rispondere è il 31 dicembre 2017.

(Fondazione OIC, nota del 3 luglio 2017)

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9) Fisco, Sportelli riscossione con salta fila digitali

Con la nascita di Agenzia delle entrate-Riscossione, arrivano in tutti i 200 sportelli della vecchia Equitalia, i nuovi strumenti digitali salta fila. Grazie ai cosiddetti codometri intelligenti, sarà possibile comprimere i tempi di attesa, avere un servizio migliore e più diretto e tra poche settimane anche potersi rivolgere attraverso una app specifica con cui interagire allo sportello più vicino prenotando la visita e la fascia oraria.

Chiude Equitalia, il 1° luglio nasce Agenzia delle entrate-Riscossione

Come previsto dal Decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n.225/2016, dal 1° luglio 2017 le società del gruppo Equitalia sono sciolte (tranne Equitalia Giustizia) e nasce l’ente pubblico economico, Agenzia delle entrate-Riscossione.

L’esercizio delle funzioni relative alla riscossione sull’intero territorio nazionale (Sicilia esclusa) è attribuito all’Agenzia delle entrate ed è svolto dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, ente sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia.

Ecco di seguito il nuovo di sito:

https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/news/Chiude-Equitalia-il-1-luglio-nasce-Agenzia-delle-entrate-Riscossione-00001/

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10) Finanziamenti agevolati: ecco i codici tributo per utilizzare i crediti nel Modello F24

Devono essere usati anche qualora sia necessario restituire importi prima concessi e successivamente revocati (pure soltanto in parte) ovvero oggetto di estinzione anticipata.

Pronti i codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per il recupero, da parte dei soggetti finanziatori:

- dei contributi erogati per far fronte a diverse tipologie di interventi e di danno, in relazione agli eventi sismici avvenuti nel centro Italia (articolo 5, comma 3, Dl 189/2016; provvedimento 4 novembre 2016)

- dei contributi concessi per far fronte ai danni occorsi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive a seguito di eventi calamitosi (articolo 1, comma 422, legge 208/2015; provvedimento 6 febbraio 2017).

I numeri in questione sono, rispettivamente, il “6878” e il “6879”.

Sono stati istituiti dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 84/E del 3 luglio 2017.

Nel modello F24 vanno esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”. Come “anno di riferimento”, va riportato quello cui si riferisce la rata di rimborso del finanziamento. Gli stessi codici tributo devono essere utilizzati anche in caso di restituzione, da parte dei soggetti finanziatori, degli importi relativi ai finanziamenti agevolati concessi e successivamente revocati (anche solo in parte) oppure oggetto di estinzione anticipata. In tal caso, la somma da restituire va esposta nella colonna “importi a debito versati”, mentre nel campo “anno di riferimento” deve essere riportato l’anno in cui è stato emesso il provvedimento di revoca o si è manifestata la causa di estinzione anticipata del finanziamento agevolato. Queste indicazioni valgono anche per precedenti finanziamenti, in relazione ai quali la risoluzione 41/2013 istituì i codici tributo “6840” e “6841”. Inoltre, a partire dal prossimo 20 luglio, è soppresso il codice tributo “5060” (“Restituzione da parte dei soggetti finanziatori, importi residui del c/ vincolato a seguito di revoca totale o parziale ovvero di altre cause estinzione anticipata del finanziamento agevolato concesso in seguito agli eventi sismici del 6.04.2009 Abruzzo”), istituito con risoluzione 16/2011; per tale fattispecie, in caso di restituzione, andranno utilizzati i codici tributo “6820” e “6821”, istituiti con la risoluzione 287/2009.

Altre risoluzioni del 3 luglio 2017 pubblicate dalle Entrate:

- 03/07/17 Istituzione causale contributo (ENB1) per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Nazionale Bilaterale per l’Ambiente e per la Sicurezza “ENBAS” (risoluzione n. 85)

- 13/07/17 Istituzione causale contributo (EBG1) per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale Generale “E.BI.GEN. UGL/CONFIMEA” (risoluzione n. 83)

- 03/07/17 Istituzione causale contributo (EBIC) per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale per il Commercio i Servizi ed il Turismo “EBICOST” (risoluzione n. 82)

- 03/07/17 INPS – Istituzione delle causali contributo LIFA e CLOC da utilizzare nei modelli di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) e F24 Enti pubblici (risoluzione n. 81)

- 03/07/17 Istituzione causale contributo (ASI1) per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori di Cooperative “ASICOOP” (risoluzione n. 80).

Vincenzo D’Andò