Le segnalazioni di operazioni sospette con la nuova disciplina antiriciclaggio – Diario quotidiano del 6 luglio 2017

Pubblicato il 6 luglio 2017

1) Quando è legittimo il raddoppio dei termini
2) Accertamento fiscale: il valore presuntivo sui prelevamenti bancari
3) Quale valore attribuire alla “contabilità in nero”
4) Nuova disciplina antiriciclaggio: confermate le segnalazioni di operazioni sospette
5) Passaggio da Equitalia in Agenzia Entrate-Riscossione: cartelle contestabili?
6) Contrasto l’evasione fiscale internazionale: scambio automatico di informazioni
7) Omissione/tardiva presentazione denuncie obbligatorie contributive: regime sanzionatorio
8) Accertamenti enti non commerciali: da luglio scatta la notifica via PEC
9) Comunicazione dati fatture al Fisco: ecco gli ulteriori chiarimenti
10) Locazioni brevi: istituito codice tributo per versare la ritenuta sui canoni
diario-quotidiano-articoli-81) Quando è legittimo il raddoppio dei termini 2) Accertamento fiscale: il valore presuntivo sui prelevamenti bancari 3) Quale valore attribuire alla “contabilità in nero” 4) Nuova disciplina antiriciclaggio: confermate le segnalazioni di operazioni sospette 5) Passaggio da Equitalia in Agenzia Entrate-Riscossione: cartelle contestabili? 6) Contrasto l’evasione fiscale internazionale:provvedimento Entrate sullo scambio automatico di informazioni 7) Omissione/tardiva presentazione denuncie obbligatorie contributive: chiarimenti sul regime sanzionatorio 8) Accertamenti enti non commerciali: da luglio scatta la notifica via PEC 9) Comunicazione dati fatture al Fisco: ecco gli ulteriori chiarimenti 10) Locazioni brevi: istituito codice tributo per versare la ritenuta sui canoni

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1) Quando è legittimo il raddoppio dei termini

Il raddoppio dei termini è legittimo solo se la denuncia penale avviene entro i termini ordinari di accertamento.

E’ illegittimo il raddoppio dei termini operato dall'ufficio ove la denuncia, ex art. 331 c.p.p., nei confronti del contribuente, sia avvenuta oltre il temine decadenziale ordinario per l'accertamento. A questa conclusione sono giunti i giudici della CTR di Milano i quali, consapevolmente in controtendenza rispetto all’orientamento della Corte di Cassazione (sent. n. 16728/2016), hanno accolto l’appello proposto dalla società contribuente. Le argomentazioni poggiano innanzitutto sulle novità introdotte dall'art. 1, commi 130, 131 e 132, legge 208/2015 che ha implicitamente abrogato il regime transitorio dell'art. 2, comma 3, del d.lgs. 128/2015 e in base alla considerazione che la sentenza n. 247/2011 della Corte Costituzionale sul tema non è vincolante sia perché di rigetto sia perché intervenuta prima di tali interventi normativi. In conclusione i giudici di appello lombardi ritengono che: “consentire al termine di decorrere ex novo, dopo l’intervenuta decadenza, equivale a sottoporre il contribuente a un procedimento sanzionatorio attivabile sine die, violando il principio della certezza dei rapporti giuridici e l’art. 24 Cost.”.

(Sentenza del 9/6/2017 n. 2581/13 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia)

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2) Accertamento fiscale: il valore presuntivo sui prelevamenti bancari

Valore presuntivo dei prelevamenti bancari ai fini dell’accertamento fiscale.

In tema di imposte sui redditi, la presunzione legale (relativa) della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari non è riferibile ai soli titolari del reddito d'impresa o da lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti. Tuttavia, all’esito della sentenza della Corte Costituzionale n. 228 del 2014, le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli titolari di reddito di impresa, mentre quelle di versamento nei confronti di tutti contribuenti, i quali possono contrastarne l'efficacia dimostrando che le stesse sono già incluse nel reddito soggetto ad imposta o sono irrilevanti” (Cass. n. 1519/2017). La CTR campana, riprendendo tale recente principio enunciato dalla Suprema Corte respinge l’appello del contribuente che aveva presentato ricorso avverso un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione maggiori compensi professionali derivanti dalla somma dei prelevamenti e dei versamenti risultanti dai conti correnti bancari, escludendo dai suddetti compensi i prelevamenti.

(Sentenza del 6/6/2017 n. 5198/18 - Comm. Trib. Reg. per la Campania)

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3) Quale valore attribuire alla “contabilità in nero” (si veda anche:I compensi in nero possono essere provati dai documenti extracontabili)

 In tema di valenza probatoria della “contabilità in nero”: la cd. “contabilità in nero”, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei necessari requisiti di gravità, precisione e concordanza, in grado di rendere inattendibili le scritture contabili ufficiali e decretando l’incombenza per il contribuente di fornire la prova contraria (ex multis Cass. 20094/14). Lo dicono i giudici della CTR abruzzese i quali, nel ritenere fondato l’appello dell’Agenzia delle Entrate, precisano anche che le dichiarazioni dei terzi, raccolte dai verificatori, e inserite nel processo verbale di constatazione, sono pienamente utilizzabili quali elementi di prova (Cass. 20032/2011). Nel caso di specie, infatti, la CTP aveva accolto il ricorso del contribuente sostenendo che le motivazioni indicate dall’Ufficio non potessero assurgere a rango di prova.

(Sentenza del 30/5/2017 n. 500/7 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo)

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4) Nuova disciplina antiriciclaggio: confermate le segnalazioni di operazioni sospette

Anche con la nuova disciplina antiriciclaggio, l’UIF ha confermato l’obbligo delle segnalazioni di operazioni sospette.

Con un comunicato del 4 luglio 2017, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia informa del Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 - Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006.

Il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 - pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 140 del 19 giugno 2017 (di seguito “decreto”) - ha apportato modifiche e integrazioni al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, oltre che al decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, per recepire nell’ordinamento nazionale la direttiva (UE) 2015/849 del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Il decreto è in vigore dal 4 luglio 2017. L’articolo 9 del d.lgs. 90/2017 contiene alcune norme transitorie sull’applicazione della nuova disciplina e delle relative disposizioni di attuazione.

Il decreto conferma e integra le competenze regolamentari dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF) prevedendo che l’Unità emani istruzioni in materia di rilevazione e segnalazione delle operazioni sospette e di invio dei dati aggregati nonché, sentito il Comitato di sicurezza finanziaria (CSF), in materia di comunicazioni oggettive e di informative delle pubbliche amministrazioni. È rimessa alla competenza diretta della UIF l’elaborazione, oltre che degli schemi di comportamenti anomali, anche degli indicatori di anomalia, questi ultimi previa presentazione al CSF.

In relazione a quanto precede, al fine di evitare incertezze interpretative e fornire una linea di orientamento per i soggetti obbligati, si elencano di seguito i provvedimenti concernenti profili di competenza della UIF da considerare ancora efficaci e/o applicabili in via transitoria. I rinvii contenuti in detti provvedimenti a norme abrogate, sostituite o modificate per effetto del decreto devono intendersi effettuati, in quanto compatibili, alle disposizioni del d.lgs. 231/2007 come modificate dal d.lgs. 90/2017.

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A) SEGNALAZIONI DI OPERAZIONI SOSPETTE

Provvedimento del 4 maggio 2011, recante “Istruzioni sui dati e le informazioni da inserire nelle segnalazioni di operazioni sospette”;

Indicatori di anomalia già emanati dalle competenti Autorità, su proposta della UIF:

1. Provvedimento della Banca d’Italia del 30 gennaio 2013

2. Decreto del Ministro dell’Interno del 17 febbraio 2011, come modificato con Decreto del 27 aprile 2012

3. Provvedimento della Banca d’Italia del 24 agosto 2010

4. Decreto del Ministro della Giustizia del 16 aprile 2010

Comunicazioni recanti modelli e schemi di comportamento anomali e, in particolare:

1. Comunicazione UIF del 1° agosto 2016 “Operatività over the counter con società estere di inte