Il ravvedimento delle comunicazioni periodiche IVA

Rapida disamina delle sanzioni per l’infedele, incompleto od omesso rispetto dell’adempimento consistente nella comunicazione periodica delle liquidazioni IVA. In questo caso è possibile applicare l’istituto del ravvedimento operoso? La risposta è affermativa: ecco una piccola guida al ravvedimento delle comunicazioni periodiche IVA.
L’invio delle comunicazioni periodiche delle liquidazioni IVA, previsto dall’articolo 21-bis, del Decreto Legge n. 78/2010, introdotto dall’articolo 4, del Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito con Legge n. 1 dicembre 2016, n. 225, recante: “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, è stato reso obbligatorio per tutti i contribuenti titolari di partita IVA prevedendo l’obbligo dell’invio con gli stessi termini e modalità che vengono previste per la “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”. Per il solo anno 2017 l’articolo 4, comma 4, del Decreto Legge n. 193/2016 ha stabilito, per il primo semestre, l’invio della sola “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute” di cui all’articolo 21, del Decreto Legge n. 78/2010. Da ciò consegue che, per il solo anno 2017, ai fini dell’invio delle “Comunicazioni periodiche delle liquidazioni IVA” restano validi i termini ordinari. Come noto, il primo invio è stato prorogato al 12 giugno scorso con obbligo di presentazione della comunicazione anche nel caso in cui avesse riportato un’eccedenza a credito.
È bene ricordare che per l’infedele, incompleto od omesso rispetto dell’adempimento consistente nella comunicazione periodica delle liquidazioni IVA viene comminata, ai sensi dell’articolo 11, comma 2-ter, del Decreto Legislativo n. 471/1997 (“Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell’articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662”) una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 2.000,00. Tale sanzione viene ridotta del 50% nel caso in cui l’adempimento venga eseguito entro i 15 giorni successivi alla data di scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, viene effettuata la trasmissione “corretta” dei dati. Da quanto sinora esposto in merito alla norma in commento si evince che se il contribuente:

non ha presentato la comunicazione nei termini (entro il 12 giugno) ma vi ha provveduto entro il 27 giugno (ossia entro i successivi 15 giorni),

oppure, pur avendo presentato la comunicazione nei termini, ha rilevato che alcuni dei dati riportati erano errati, ha provveduto ad inviare nuova comunicazione entro il 27 giugno (ossia entro i successivi 15 giorni).

La sanzione amministrativa che deve essere applicata è quella “ridotta”, con un minimo pari a 250 euro. La stessa Agenzia delle Entrate con la pubblicazione delle FAQ del 26 maggio 2017 alla “FAQ n. 14” ha provveduto a chiarire che la sostituzione della comunicazione riportante dati errati con quella corretta, dopo la scadenza ordinaria ed entro i 15 giorni successivi, è punita con la sanzione amministrativa da Euro 250 a Euro 1.000, mentre se la correzione viene spedita successivamente (oltre i 15 giorni dalla scadenza) la sanzione amministrativa va da Euro 500 a Euro 2.000. Ovviamente è superfluo sottolineare come la Comunicazione successiva (corretta) sostituisca quelle che erano state trasmesse in precedenza.
Nelle ipotesi di omissione della comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA periodiche trova applicazione la sanzione amministrativa ordinaria, con il minimo di euro 500 ad un massimo di euro 2.000. Qualora invece venga trasmessa entro i 15 giorni successivi alla scadenza la sanzione potrà essere ridotta con un minimo di euro 250 ad un massimo di euro 1.000.
L’Agenzia delle Entrate non è ancora intervenuta per chiarire se per le …

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