Il documento unico di vendita e fattura elettronica tra privati – Diario quotidiano del 11 luglio 2017

Pubblicato il 11 luglio 2017



1) Rottamazione cartelle esattoriali: si può scegliere con “ContiTu”
2) Prestazione occasionale ex art. 2222 codice civile: sopravvive
3) Il CNDCEC istituisce un gruppo di lavoro per la qualità della revisione legale
4) Cala l’apertura delle nuove partite Iva (-2,90%)
5) Disponibili i dati relativi alle scelte dell’otto per mille
6) Documento unico di vendita e fattura elettronica tra privati
7) Cuneo fiscale: taglio da 7 miliardi, sconto anche per gli assunti over 50
8) Incrocio dati Fisco: su Entratel arriveranno agli intermediari le segnalazioni per le irregolarità del 2013
9) Fondo di garanzia per le PMI: nuove modalità di accesso
10) Online il servizio per le prestazioni di lavoro occasionale
CT_Facebook_Cover_828x3151) Rottamazione cartelle esattoriali: si può scegliere con “ContiTu” 2) Prestazione occasionale ex art. 2222 codice civile: sopravvive 3) Il CNDCEC istituisce un gruppo di lavoro per la qualità della revisione legale 4) Cala l’apertura delle nuove partite Iva (-2,90%) 5) Disponibili i dati relativi alle scelte dell’otto per mille 6) Documento unico di vendita e fattura elettronica tra privati 7) Cuneo fiscale: taglio da 7 miliardi, sconto anche per gli assunti over 50 8) Incrocio dati Fisco: su Entratel arriveranno agli intermediari le segnalazioni per le irregolarità del 2013 9) Fondo di garanzia per le PMI: nuove modalità di accesso 10) Online il servizio per le prestazioni di lavoro occasionale ****

1) Rottamazione cartelle esattoriali: si può scegliere con “ContiTu”

Definizione agevolata, ContiTu: il nuovo servizio per scegliere le cartelle e gli avvisi da pagare.

ContiTu è il nuovo servizio di Agenzia delle entrate-Riscossione che consente di pagare in via agevolata entro il 31 luglio, soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella "Comunicazione delle somme dovute" Inoltre, ContiTu consente di richiedere e stampare i bollettini Rav relativi alle cartelle/avvisi che decidi di pagare.

Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato il 10 luglio 2017 sul proprio sito internet due avvisi in tema.

Rottamazione cartelle di pagamento senza pin e password e con “ContiTu” si può scegliere.

Due servizi a portata di click che consentono di avere tutte le informazioni necessarie per effettuare il primo pagamento della sanatoria previsto per il prossimo 31 luglio.

I contribuenti, dal 10 luglio 2017, possono richiedere la copia online della risposta all’istanza di rottamazione delle cartelle esattoriali anche attraverso l’area pubblica del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza bisogno di pin e password quindi. La “Comunicazione delle somme dovute” è, comunque, già disponibile, dallo scorso 16 giugno, nell’area riservata del portale. La novità in un comunicato del nuovo ente di riscossione. La procedura che passa dall’area pubblica è semplice e veloce: basta compilare il “Form richiesta comunicazione” inserendo il proprio codice fiscale, allegare la documentazione necessaria al riconoscimento e l’indirizzo e-mail dove si desidera ricevere la comunicazione. Si tratta di un’ulteriore facilitazione che consente ai contribuenti di avere a disposizione tutte le notizie utili per effettuare il primo pagamento della definizione agevolata la cui scadenza è fissata per il prossimo 31 luglio. La lettera, che informa sull’accoglimento o sull’eventuale rigetto della definizione agevolata, contiene i bollettini di pagamento in base alle rate scelte (da 1 a 5), il modulo per l’addebito in conto corrente delle somme da versare e lo schema dettagliato della situazione debitoria. Esistono cinque tipi di comunicazione per cinque diverse risposte:

AT – accoglimento totale

AP – accoglimento parziale

AD – per coloro che non devono pagare nulla

AX – per quei contribuenti che hanno debiti “rottamabili” e non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per debiti non “rottamabili” RI – rigetto.

Con un altro comunicato, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, lancia il nuovo servizio “ContiTu”, attraverso il quale, da lunedì 10 luglio, il contribuente può scegliere di “rottamare” solo alcune delle cartelle e degli avvisi elencati nella comunicazione inviatagli entro il 15 giugno 2017. In sostanza, chi ha indicato più tipologie di debiti può decidere on line quali effettivamente pagare con la procedura agevolata, mantenendo intatto il piano rate prescelto in origine, e la piattaforma genererà il nuovo totale da pagare e i relativi codici Rav per saldare.

Definizione agevolata: la "Comunicazione delle somme dovute" a portata di click

A tutti coloro che entro il 21 aprile 2017 hanno aderito alla Definizione agevolata è stata inviata - per ciascuna richiesta presentata - la “Comunicazione delle somme dovute”, come previsto dal Decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016.

Una copia della Comunicazione è disponibile dal 16 giugno anche nell’area riservata del portale.

Inoltre, in area pubblica, senza necessità di pin e password personali, è possibile chiederne una copia compilando il form "Definizione agevolata: richiesta copia comunicazione delle somme dovute".

Basta inserire il proprio codice fiscale, allegare la documentazione necessaria al riconoscimento e indicare la casella e-mail dove ricevere la comunicazione.

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2) Prestazione occasionale ex art. 2222 codice civile: sopravvive

Anche dopo l’avvento del D.L. 50/2017, convertito in legge, la prestazione occasionale ex art. 2222 codice civile (contratto d’opera) sopravvive.

Per cui, si può parlare di contratto di prestazione occasionale d’opera nel caso in cui il soggetto, lavoratore autonomo senza possesso di partita IVA, dietro corrispettivo pattuito tra le parti, si impegni a compiere un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con la struttura organizzativa del committente stesso, datore di lavoro, emetta una ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d'acconto al 20%.

Tra committente e lavoratore autonomo occasionale viene stipulato un contratto d’opera, per la validità del quale non viene richiesta la forma scritta.

L’esercizio dell’attività deve essere del tutto occasionale, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza.

Tale rapporto pertanto si distingue:

dalla collaborazione coordinata e continuativa, per l’assenza del coordinamento con l’attività del committente, la mancanza dell’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale e il carattere episodico dell'attività;

dal lavoro autonomo abituale, non per la natura della prestazione, ma per il carattere episodico della stessa.

Dunque, i requisiti della prestazione d’opera occasionale sono:

- Assenza di vincoli di orario;

- Libertà nella scelta delle modalità tecniche di esecuzione del lavoro da parte del lavoratore;

- Raggiungimento di un risultato;

- Compenso determinato in funzione dell’opera eseguita o del servizio reso e privo pertanto del carattere della periodicità;

- Assunzione del rischio economico da parte del prestatore;

Unicità della prestazione: il lavoratore riceve un unico incarico, anche se l’assolvimento del medesimo richiede il compimento di una serie di atti in un certo arco temporale.

In relazione ai contributi previdenziali da versare alla gestione separata Inps (per 2/3 a carico del committente), questi sono dovuti solo se il compenso annuo supera i 5000 euro. Infatti, una volta superata tale soglia di compenso massimo di 5000 euro l’anno, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata ed al versamento dei contributi.

In conclusione, cosi come rilevato anche dal SAF (Scuola di Alta Formazione Luigi Martino, ODCEC sez. Milano) continua a rimanere la collaborazione occasionale sottoposta alle regole stabilite dall’art. 2222 c.c. ossia il contratto d’opera.

Per cui i redditi ottenuti vanno assoggettati alle norme dell’art. 67, comma 1, lettera l del TUIR (redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere). Mentre, si continua a fare firmare dal prestatore i due seguenti documenti (solitamente insiti in solo foglio):

- Dichiarazione per lavoro autonomo occasionale;

- ricevuta di compensi derivanti da lavoro autonomo occasionale.

Attenzione, però, agli abusi, poiché in caso di situazioni “camuffate” si rischia la trasformazione in lavoro dipendente, con le pesantissime sanzioni del caso.

Contratto di lavoro ai sensi dell’art. 2222 codice civile (elementi caratterizzanti evidenziati dalla Scuola di Alta Formazione):

Il contratto di lavoro autonomo ex art. 2222 c.c. si caratterizza per lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo di tipo occasionale. Si può parlare di contratto di prestazione occasionale d’opera nelle ipotesi in cui un soggetto, verso un corrispettivo, si impegna a compiere un’opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Il prestatore d’opera, pertanto, svolge la propria attività lavorativa in modo completamente autonomo, senza alcuna continuità nella esecuzione delle prestazioni, senza alcun coordinamento con l’attività del committente e senza alcun inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale. La prestazione d’opera occasionale, infatti, si caratterizza per:

- assenza di vincoli di orario;

- libertà nella

- scelta delle modalità tecniche di esecuzione del lavoro da parte del lavoratore;

- raggiungimento di un risultato;

- compenso determinato in funzione dell’opera eseguita o del servizio reso e privo pertanto del carattere della periodicità;

- assunzione del rischio economico da parte del lavoratore;

- non necessariamente impiego di mezzi organizzati;

- unicità e saltuarietà della prestazione: il lavoratore riceve un unico incarico, anche se l’assolvimento del medesimo richiede il compimento di una serie di atti in un certo arco temporale.

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3) Il CNDCEC istituisce un gruppo di lavoro per la qualità della revisione legale

Commercialisti, al via gruppo di lavoro per la qualità della revisione legale. Metterà a punto una tassonomia di carte di lavoro e un manuale unitario. Marcello: “Interlocuzione preventiva con il MEF”.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC) ha dato vita al “Gruppo sfida qualità”, che lavorerà per una maggiore diffusione e per una corretta applicazione della disciplina della revisione legale. Il gruppo, guidato dai consiglieri nazionali Raffaele Marcello e Andrea Foschi e coordinata scientificamente dal professor Raffaele D’Alessio, previa interlocuzione con il MEF, avrà l’incarico di supportare il Consiglio Nazionale nell’ambito della Revisione legale in un percorso di elaborazione, diffusione e applicazione della metodologia di lavoro e del riesame della qualità.

Sono ormai alle porte le “ispezioni-qualità” - spiega Marcello - che l’art. 20 del D.Lgs. 39/2010, come emendato dal D.Lgs. 135/2016, prescrive per chi abbia incarichi di revisione legale. Per questo, il CNDCEC intende proporsi quale attore scientifico-culturale, nel preparare i propri iscritti, in termini di competenze, metodologie, strumenti, e quale attore politico-istituzionale nell’interloquire con il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul tema, come consentito dall’art. 21-bis del D.Lgs. 39/2010”.

Nella prima fase, il “Gruppo sfida qualità” elaborerà - rivedendo i molti documenti emanati dal CNDCEC in tema di revisione legale e di collegio sindacale, tra il 2015 e il 2017 - una metodologia di lavoro che fissi i compiti minimi che il revisore esterno o il collegio sindacale, impegnati nella revisione dei bilanci di società di minore dimensione, devono assolvere, nonché una tassonomia di carte di lavoro da impiegare al servizio dell’incarico di revisione.

Da una parte, quindi, si intende ulteriormente tradurre in pratica quella “scalabilità degli ISA” che ha consentito di immaginare e disegnare un modello di revisione per le PMI, a partire dalle guide IFAC; dall’altra parte si intende rendere più stringente e concreta la metodologia emergente, allo scopo di proporre una configurazione dei controlli-qualità sulla falsariga di tale metodologia.

Nella riscrittura dei documenti, in vista di un manuale unitario, il “Gruppo sfida qualità” si occuperà delle problematiche del collegio sindacale nell’applicazione degli ISA Italia, analizzerà le questioni giuridiche cruciali, proporrà esempi applicativi e fornirà le carte di lavoro organizzate secondo una codifica standard dossier/carte di lavoro.

La proporzionalità della metodologia di lavoro – afferma Marcello -, la prescrizione di comportamenti dovuti e la proposizione delle carte di lavoro rappresenteranno altrettanti riferimenti per la definizione degli standard di qualità che i controlli ministeriali dovranno accertare, in termini di esistenza, completezza e conformità.

La seconda fase del lavoro della Task force riguarderà il controllo di qualità degli incarichi di revisione legale in senso stretto e prenderà il via al completamento della prima. Essa si occuperà prevalentemente di definire regole in tema di quantità e qualità delle risorse impiegate, di suggerire criteri qualitativi per favorire la definizione dei corrispettivi per la revisione e di declinazione e applicazione dei requisiti di indipendenza indicando best practice.

(Consiglio nazionale dei Commercialisti, comunicato del 10 luglio 2017)

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4) Cala l’apertura delle nuove partite Iva (-2,90%)

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il 10 luglio 2017, ha pubblicato, sul proprio sito internet, i dati aggiornati dell’Osservatorio sulle partite IVA Sintesi dei dati di maggio 2017.

In particolare, il comunicato del MEF precisa che nello scorso mese di maggio sono state aperte 46.503 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una flessione del 2,9%.

La distribuzione per natura giuridica delle aperture di partite IVA mostra che la quota relativa alle persone fisiche è pari al 70,6% del totale, la quota delle società di capitali è pari al 24,2%, la quota relativa alle società di persone si attesta al 4,5%. Più contenuta risulta la percentuale riferita ai “non residenti” e “altre forme giuridiche”, pari allo 0,8%. Rispetto al maggio 2016 si rileva un calo di aperture più limitato per le persone fisiche (-4,9%) e più marcato (-9,9%) per le società di persone. Le società di capitali registrano invece un incremento (+5%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 41,3% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro ed il 36,6% al Sud ed Isole. Il confronto con il corrispondente mese dell’anno scorso mostra un aumento nella provincia autonoma di Bolzano (+4,9%), in Lombardia (+3,6%) e Campania (+3,2%); le flessioni più marcate si registrano in Basilicata (-38,3%), Molise (-33,6%) e Umbria (-19,3%).

La classificazione per settore produttivo evidenzia, come di consueto, che il commercio registra il maggior numero di aperture di partite Iva (20,5% del totale), seguito dalle attività professionali (13,9%) e dall’agricoltura (12,9%). Analizzando i settori principali, gli incrementi più significativi si rilevano nella sanità (+14,5%), nei servizi di informazione (+9,9%) e nelle attività professionali (+8,9%), mentre i cali più rilevanti si registrano nell’agricoltura (-21,9%), nel commercio (-8,3%) e nei trasporti (-7,7%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 61,8% delle partite Iva aperte da soggetti di sesso maschile. Circa il 46% delle aperture è attribuibile ai giovani fino a 35 anni di età e il 33% a soggetti tra 36 e 50 anni. Rispetto al maggio dello scorso anno emerge una flessione di aperture in tutte le classi di età, più significativa nella classe tra 36 e 50 anni (-7,4%). Il 17,1% di chi ha avviato una partita Iva a maggio risulta nato all’estero.

Nel mese in esame 16.355 soggetti hanno aderito al nuovo regime forfetario (il 35,2% del totale delle nuove aperture), con un aumento del 6,4% in confronto al corrispondente mese dell’anno scorso.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato del 10 luglio 2017)

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5) Disponibili i dati relativi alle scelte dell’otto per mille

Il 10 luglio 2017 il Ministero dell’Economia ha messo a disposizione i dati statistici sulle scelte dei contribuenti e sugli importi dell’otto per mille allo Stato e alle Confessioni religiose. I dati si riferiscono all’anno di erogazione 2017 (redditi 2013).

Sono stati, inoltre, pubblicati i dati provvisori delle scelte effettuate dai contribuenti negli anni d’imposta 2014 e 2015, i cui importi definitivi saranno disponibili rispettivamente negli anni di erogazione 2018 e 2019.

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6) Documento unico di vendita e fattura elettronica tra privati

Il governo starebbe mettendo a punto, per la prossima manovra, un “pacchetto digitale” in chiave anti evasione ma anche di “semplificazione fiscale”, all’interno del quale andrebbe ricollocata anche la lotteria degli scontrini. In particolare, il “pacchetto digitale” comprenderebbe anche l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, previo via libera Ue. L’obiettivo é quello di accelerare ulteriormente il recupero dell’evasione, in particolare dell’Iva.

Un rinvio di un anno, al 2019, è lo slittamento che potrebbe scattare per la lotteria degli scontrini, introdotta con l’ultima legge di Bilancio e che sarebbe dovuta partire in via sperimentale a novembre 2017 e a regime dal 2018.

Documento unico di vendita

Al momento, tra l’altro, manca ancora l’infrastruttura tecnologica necessaria a supportare i negozi che vogliano aderire all’iniziativa. Ma proprio sulla trasmissione telematica dei corrispettivi, condizione necessaria per gli esercenti che vogliano partecipare, l’esecutivo starebbe studiando anche una semplificazione della trasmissione dei dati attraverso la creazione di un “documento unico di vendita” che superi le attuali diverse modalità (fattura, ricevuta, ecc.) e semplifichi la comunicazione telematica dei corrispettivi.

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7) Cuneo fiscale: taglio da 7 miliardi, sconto anche per gli assunti over 50

Nel piano del governo la maggior parte delle risorse andrà comunque a favore dell'occupazione dei giovani. Risparmi per le imprese da 3-4 mila euro a lavoratore.

Il problema più urgente è quello del lavoro: è necessario sostituire il bonus-assunzioni da oltre 8 mila euro, nato nel gennaio del 2015, che esaurirà la durata triennale dal gennaio del prossimo anno. A far scattare l’allarme sono stati i recenti dati di maggio sull’occupazione che hanno segnalato una marcata perdita di posti. Per correre ai ripari, e per evitare di perdere il treno della ripresa europea che ormai viaggia a quota 2%, bisogna intervenire con decisione.

Non solo sui giovani, e comunque senza disperdere risorse sull’Irpef come pure vorrebbe lo schema governativo per sfidare in campagna elettorale dei partiti opposti, schierati a favore della flat tax (aliquote sul reddito proporzionali e uguali per tutti). La convinzione che è emersa a Palazzo Chigi è invece quella che bisogna puntare tutte le risorse sul cuneo fiscale: dunque impegnare 6-7 miliardi in un sol colpo sul taglio dei contributi, riducendo la differenza tra il lordo e il netto in busta paga, mettendo più soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti, e caricando quei 6-7 miliardi sulla fiscalità generale. L’aumento delle risorse da stanziare - da vecchio progetto di 2-3 miliardi a 6-7 miliardi - rende possibile anche un decisivo allargamento della platea: dai 25-30 anni previsti ai lavoratori cinquantenni.

Dopo la pausa estiva, in vista della prossima legge di bilancio, il governo lavorerà così ad un provvedimento per aumentare i margini di competitività delle imprese, in modo da far spazio all’export italiano in ambito europeo e internazionale e dare fiato alla domanda interna. Il dossier naturalmente dovrà avere il via libera del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che dopo aver risolto con successo la questione banche, è alle prese con la quadratura dei conti. Già con manovrina e con la richiesta di sconti sul deficit per il prossimo anno, l’intervento per sterilizzare l’Iva si è ridotto di molto. Ma certamente altre richieste sono sul tavolo: a cominciare dai contratti della pubblica amministrazione.

Non è escluso che all’interno del governo e nella maggioranza si avanzino anche altre ipotesi relativamente ai giovani. Le due variabili su cui si dibatte, in alternativa all’idea di Palazzo Chigi, sono la platea ("under 35" o solo "under 25") e l’entità dello sconto contributivo. Alcuni prevedono una contribuzione "zero" per tre anni per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani sotto i 25 anni: una operazione che costerebbe 2-3 miliardi che peserebbero sulla fiscalità generale. Successivamente, per trasformare il provvedimento in strutturale, ogni lavoratore così assunto porterebbe in dote uno sconto di un paio di punti sui contributi (oggi circa 9%) che si sommerebbe ad una eguale percentuale sul carico di contributi dell’impresa (oggi 24% circa).

Un’altra ipotesi è quella di dimezzare, cioè portare intorno al 15%, la quota contributiva complessiva di imprese e lavoratori, per la platea sotto i 35 anni. Naturalmente anche in questo caso il contratto sarà a tempo indeterminato e sarà portabile (se si cambia lavoro) e consentirà all’impresa di risparmiare 3-4 mila euro all’anno per ogni nuovo assunto. Per i primi due anni il costo è circa un miliardo, mentre a regime si ragiona su una cifra che va da 1,5 a 2,5 miliardi. Mai come oggi la caccia alle risorse è aperta. In prima linea figura il rilancio in grande stile della spending review. Infine, non viene esclusa la sforbiciata alle agevolazioni fiscali e l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria tra privati.

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8) Incrocio dati Fisco: su Entratel arriveranno agli intermediari le segnalazioni per le irregolarità del 2013

A partire dal 24 luglio 2017 e nei giorni successivi l’Agenzia delle Entrate segnalerà, tramite il canale telematico Entratel, agli intermediari le irregolarità nell’attività di trasmissione delle dichiarazioni fiscali risultanti dall’incrocio dei dati presenti nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria con riferimento all’anno 2013.

Gli intermediari potranno utilizzare l’applicativo “In.Te.S.A.”, accessibile all’interno del portale Entratel, per fornire elementi e/o chiarimenti in relazione ai casi segnalati, nonché allegare eventuale documentazione a supporto.

Attraverso lo stesso canale, la Direzione Centrale Audit comunicherà agli interessati l’esito dell’istruttoria in relazione ai casi segnalati.

Qualora non vengano forniti elementi utili alla verifica della regolarità dell’attività di trasmissione telematica, il Fisco procederà alla contestazione delle irregolarità e all’irrogazione della sanzione (art. 7-bis del D.lgs. 241/97) da parte della Direzione Regionale competente.

L’Agenzia delle entrate invita, pertanto, gli intermediari a verificare, nei giorni successivi al 24 luglio, la eventuale presenza di tali segnalazioni sul portale Entratel.

(Agenzia delle entrate, comunicato del 10 luglio 2017)

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9) Fondo di garanzia per le PMI: nuove modalità di accesso

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2017, il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 6 marzo 2017, con le nuove modalità di valutazione delle imprese ai fini dell’accesso al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e articolazione delle misure di garanzia.

Il Decreto, in particolare, disciplina le condizioni e i termini per l’estensione del modello di valutazione alle operazioni finanziarie ammissibili all’intervento del Fondo e stabilisce l’articolazione delle misure massime di garanzia sulle operazioni finanziarie in funzione della probabilità di inadempimento del soggetto beneficiario e della durata e della tipologia dell’operazione finanziaria.

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10) Online il servizio per le prestazioni di lavoro occasionale

Dal 10 luglio 2017 è online il servizio per richiedere le prestazioni di lavoro occasionale.

Gli utilizzatori, ovvero i datori di lavoro possono richiedere prestazioni di lavoro occasionali da parte dei prestatori, ovvero i lavoratori, secondo due diversi canali di accesso:

il libretto famiglia per le persone fisiche non nell’esercizio di attività imprenditoriale o professionale;

il contratto di prestazioni occasionali per gli altri soggetti con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, e le pubbliche amministrazioni.

I due strumenti si differenziano essenzialmente in base ai datori di lavoro, alle modalità e ai tempi di comunicazione della prestazione, all’oggetto della prestazione e al suo valore economico.

I passaggi da compiere tramite il servizio online sono i seguenti:

registrazione del datore di lavoro e del lavoratore;

indicazione da parte del lavoratore della modalità con cui intende essere retribuito;

inserimento in procedura da parte del lavoratore della comunicazione di lavoro occasionale;

pagamento diretto del lavoratore da parte dell’INPS entro il 15 del mese successivo alla prestazione.

lavoro occasionale

contratto a tempo indeterminato

(INPS, nota del 10 luglio 2017)

Vincenzo D’Andò