Diario quotidiano del 3 luglio 2017: in arrivo altre 100mila lettere di compliance per il 2014

1) Dal 1 luglio 2017 sono soggetti allo split payment imprese e professionisti nei rapporti con P.A. e partecipate

2) D.P.C.M. Agenzia delle entrate – Riscossione in G.U.

3) Non è soggetto ad Irap il professionista che paga l’affitto dello studio

4) Promozione dell’adempimento: arrivano altre 100mila lettere di compliance per valutare se mettersi in regola

5) Trasporti internazionali: esenzione Iva applicata in maniera restrittiva

6) Revisione cooperative: nuova modulistica

7) Tributi ipotecari e catastali: istituiti i codici per il modello F24

8) Split payment IVA: Decreto attuativo “sotto la lente” di Assonime

9) Novità in tema di rinuncia ai crediti da parte dei soci affrontate da Assonime

10) Cessioni auto intracomunitarie e regime IVA

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1) Dal 1 luglio 2017 sono soggetti allo split payment imprese e professionisti nei rapporti con P.A. e partecipate

Le novità sulla disciplina dello split payment decorrono dal 1° luglio 2017. In particolate, l’art. 1 del D.L. 50/2017, convertito in L. 96/2017 (vedi testo coordinato), ne ha ampliato l’ambito applicativo a tutte le imprese e professionisti. Per gli aspetti operativi è stato emanato il Decreto Ministeriale 27/6/2017, contenente diverse modifiche al Decreto 23/1/2015 che regolava precedentemente queste operazioni.

(per altri approfondimenti si veda l’articolo a cura Dott. Nicola Forte: QUI  ed inoltre l’intera sezione dedicata allo SPLIT: QUI)
Come è noto, l’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, introdotto con decorrenza dal 1° gennaio 2015, dispone che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti di enti della Pubblica Amministrazione, l’Iva venga in ogni caso versata dai medesimi soggetti pubblici (c.d. split payment): i fornitori di beni e servizi nei confronti della P.A. riscuotono l’importo del corrispettivo al netto dell’Iva, che viene poi versato direttamente all’Erario dalla P.A. stessa. In tal modo, il cedente/prestatore, non incassando l’imposta, non deve farla concorrere nella relativa liquidazione dell’Iva.

Ambito soggettivo
La disciplina dello split payment si applica quando il cessionario committente – il cliente destinatario della fattura – rientra nelle amministrazioni pubbliche, come definite dall’art. 1, comma 2, L. 196/2009, ossia l’elenco Istat dei soggetti facenti parte della P.A., elenco che viene periodicamente aggiornato. Il Ministero delle Finanze ha pubblicato nei giorni scorsi un elenco con i codici fiscali della P.A. interessate. Esiste poi anche la possibilità di farsi rilasciare dalla P.A. l’attestazione di essere soggetta alla disciplina dello split payment.
La scissione dei pagamenti si applica inoltre alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:
– società controllate, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1) e 2), cod. civ. (maggioranza o influenza in assemblea), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
– società controllate, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), cod. civ. (maggioranza in assemblea), direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni, unioni di Comuni;
– società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), cod. civ. (maggioranza in assemblea), dalle società appena indicate, anche se quotate, ovvero rientrati nell’elenco Istat delle P.A.;
– società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.
L’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, nella sua versione precedente, stabiliva al comma 2 un esonero riguardante i compensi fatturati da professionisti e quindi soggetti a ritenuta. Il D.L. 50/2017 convertito nella Legge 96/2017 interviene eliminando tale previsione: pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2017, in occasione di operazioni con la P.A. e società partecipate come sopra individuate tutti i professionisti e le imprese devono emettere fatture con l’applicazione dello split …

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