Diario quotidiano del 26 luglio 2017 – continuano i dubbi sulle scadenze del modello Redditi 2017 – novità SPLIT PAYMENT

Pubblicato il 26 luglio 2017



1) Modifica della disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA
2) Verso le ferie estive: arriva la nota che ricorda la sospensione dei termini
3) Circolare di Assonime sulle novità fiscali della c.d. Manovra correttiva 2017
4) Risoluzione Entrate sulla cessione di partecipazioni nella società scissa da parte dei soci anche persone fisiche, nessun vantaggio fiscale
5) Compensi, abuso dipendenza economica, commercialisti in campo
6) Privacy: sono arrivate le indicazioni sull’uso dei social network dei lavoratori
7) Cure odontoiatriche: stop alle telefonate indesiderate
8) Rottamazione cartelle: mancano pochi giorni alla chiusura
9) Proroga dei versamenti dichiarativi: diatriba tra pareri discordanti
10) Edifici condominiali: guida sugli interventi di riqualificazione energetica
2017plus1) Modifica della disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA: Decreto in G.U. 2) Verso le ferie estive: arriva la nota che ricorda la sospensione dei termini 3) Circolare di Assonime sulle novità fiscali della c.d. Manovra correttiva 2017 4) Risoluzione Entrate sulla cessione di partecipazioni nella società scissa da parte dei soci anche persone fisiche, nessun vantaggio fiscale 5) Compensi, abuso dipendenza economica, commercialisti in campo 6) Privacy: sono arrivate le indicazioni sull’uso dei social network dei lavoratori 7) Cure odontoiatriche: stop alle telefonate indesiderate 8) Rottamazione cartelle: mancano pochi giorni alla chiusura 9) Proroga dei versamenti dichiarativi: diatriba tra pareri discordanti sulle scadenze del modello redditi 2017 10) Edifici condominiali: Disponibile la guida sugli interventi di riqualificazione energetica ****

1) Modifica della disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA: Decreto in G.U.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2017, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 13 luglio 2017, che modifica la disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA.

Il nuovo decreto in materia di split payment (che, come è noto, è stato anticipato dal Dipartimento delle Finanze nei giorni scorsi) interviene sul decreto del 27 giugno 2017 e contiene norme attuative delle disposizioni di cui all’art. 1 del D.L. n. 50/2017.

Le modifiche apportate sono di una certa rilevanza sostanziale e riguardano i soggetti che, per le fatture emesse dal 1° luglio scorso, sono destinatari delle norme di cui all’art. 17-ter del DPR 633/72 relative al meccanismo dello split payment. La principale riguarda l’individuazione delle pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in parola e, in particolare, l’eliminazione, nell’art. 5-bis del decreto del 2015, del riferimento all’elenco delle P.A. inserite nel Conto economico consolidato, pubblicato dall’ISTAT ai sensi dell’art. 1 comma 3 della L. 31 dicembre 2009 n. 196.

Il campo di applicazione dello split payment, per le amministrazioni pubbliche, adesso coincide con quelle amministrazioni che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria ex art. 1 commi da 209 a 214 della L. 244/2007.

In particolare, per quanto riguarda l’elenco delle pubbliche amministrazioni tenute ad applicare la normativa sulla scissione dei pagamenti, il Dipartimento delle finanze non provvede alla sua pubblicazione poiché il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 13 luglio 2017, che ha modificato l’articolo 5-bis del decreto del 23 gennaio 2015 (introdotto dal decreto del 27 giugno 2017), ha stabilito che detta normativa si applica alle amministrazioni destinatarie della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria di cui all’articolo 1, commi da 209 a 214, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Pertanto, occorre fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it); nell’utilizzo di detto elenco non vanno considerati i soggetti classificati nella categoria dei “Gestori di pubblici servizi”. Si precisa che le aziende speciali applicano il meccanismo della scissione dei pagamenti, dato che rientrano tra i soggetti destinatari della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria.

Il Dipartimento delle finanze ha revisionato gli elenchi nn. 2, 3 e 4 eliminando le seguenti tipologie di soggetti:

- le società per le quali non ricorre il controllo di diritto da parte di una specifica pubblica amministrazione; non rientrano quindi le società per le quali si è in presenza di partecipazioni minoritarie, possedute da pubbliche amministrazioni centrali o locali o da loro controllate, che nel complesso superano la percentuale del 50%;

- le società controllate da quelle di cui al punto precedente;

- le società controllate, direttamente o indirettamente, da enti diversi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;

- gli enti pubblici economici e le fondazioni, dato che non rivestono forma societaria. È stato, infine, revisionato l’elenco n. 5, relativo alle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB.

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2) Verso le ferie estive: arriva la nota che ricorda la sospensione dei termini

Sono ormai vicine le ferie estive e anche l’Agenzia delle entrate, tramite il proprio notiziario fiscale (fiscoggi.it) del 24 luglio 2017 ricorda che, come ogni anno, il contenzioso tributario va in vacanza dal 1° al 31 agosto. La pausa riguarda anche i versamenti da comunicazioni di irregolarità (fino al 4 settembre)

L’arrivo delle ferie estive coincide con la sospensione dei termini processuali che interessa anche la giustizia tributaria. Durante l’estate scatta un periodo di “tregua” anche per alcune scadenze tributarie.

Sospensione dei termini processuali

Il decorso dei termini processuali è sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione (articolo 1, legge 742/1969, come modificato dall’articolo 16, comma 1, Dl 132/2014).

La sospensione feriale opera anche nell’ambito del contenzioso tributario e coinvolge tutti i termini relativi agli adempimenti processuali. In primo luogo, è sospeso il termine per la proposizione del ricorso (60 giorni dalla data di notifica dell’atto impugnato – articolo 21, Dlgs 546/1992).

Nel caso in cui il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo (ad esempio, per un avviso di accertamento notificato il 4 agosto 2017, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere il 1° settembre 2017 e scade il 30 ottobre 2017).

Se, invece, il termine comincia a decorrere prima dell’inizio del periodo di sospensione, rimane sospeso nel corso del periodo feriale per ripartire alla fine dello stesso (ad esempio, per un avviso di accertamento notificato il 26 luglio 2017, il termine per proporre ricorso scade il 25 ottobre 2017).

Per effetto della pausa estiva, sono sospesi, tra gli altri:

il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente (30 giorni dalla proposizione del ricorso – articolo 22, Dlgs 546/1992)

il termine per la costituzione in giudizio della parte resistente (60 giorni dalla notifica del ricorso – articolo 23, Dlgs 546/1992)

i termini di impugnazione delle sentenze (60 giorni dalla notifica o, in mancanza, 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza – articolo 51 e articolo 38, comma 3, Dlgs 546/1992)

i termini per il deposito di documenti, di memorie e di brevi repliche (rispettivamente 20, 10 e 5 giorni liberi prima della data di trattazione – articolo 32, Dlgs 546/1992). In questo caso, naturalmente, il computo va effettuato a ritroso.

Il “break” estivo riguarda anche i termini operanti nell’ambito del reclamo/mediazione (in particolare, il termine di 90 giorni dalla data di notifica del ricorso entro il quale deve concludersi la procedura).

La sospensione, invece, non opera per la notifica degli avvisi di accertamento, degli avvisi di liquidazione e delle cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia e per le fasi cautelari del processo.

Sospensione di adempimenti e versamenti

Oltre alla sospensione dei termini processuali, durante l’estate scatta un periodo “feriale” anche per le scadenze tributarie.

Infatti, gli adempimenti fiscali e il versamento dei tributi mediante F24, da eseguire nel periodo compreso tra il 1º e il 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione (articolo 37, comma 11-bis, Dl 223/2006). Quest’anno, peraltro, il 20 agosto è domenica, quindi l’ultimo giorno utile diventa il 21. La stessa disposizione, inoltre, prevede che i termini per la trasmissione delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate, o da altri enti impositori, sono sospesi dal 1º agosto al 4 settembre, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini Iva.

Infine, l’articolo 7-quater, commi 17 e 18, del “collegato” alla manovra di bilancio 2017 (Dl 193/2016) ha stabilito:

la sospensione, dal 1° agosto al 4 settembre, dei termini di 30 giorni previsti per il pagamento degli importi dovuti sulla base delle comunicazioni di irregolarità (“avvisi bonari”) ricevute dai contribuenti a seguito dei controlli automatici e formali e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata

che i termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo di sospensione feriale dell’attività giurisdizionale (a tal proposito, si ricorda che il termine per l’impugnazione davanti alla commissione tributaria provinciale è sospeso per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di adesione all’accertamento da parte del contribuente - articolo 6, comma 3, Dlgs 218/1997). Tale soluzione era stata già anticipata sul piano interpretativo dall’Agenzia delle entrate che, ai dubbi sorti in passato circa la possibile contestuale applicazione delle due ipotesi di sospensione, ha avuto modo di chiarire che il periodo di sospensione di 90 giorni non costituisce il termine di riferimento per la conclusione del procedimento di accertamento con adesione. La sottoscrizione dell’atto, infatti, può validamente intervenire entro il termine ultimo entro il quale è possibile promuovere l’impugnativa, per la cui determinazione occorre considerare anche la sospensione feriale (circolare n. 65/E del 28 giugno 2001, paragrafo 4.2).

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3) Circolare di Assonime sulle novità fiscali della c.d. Manovra correttiva 2017

Assonime, con la circolare n. 18 del 25 luglio 2017, si sofferma sulla recente Manovra correttiva (Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 96 del 21 giugno 2017) che ha introdotto molteplici novità fiscali.

Alcune di esse – quali quelle sui premi di produttività, sul regime dei prezzi di trasferimento, sulle aliquote dell’ACE e sul contrasto alle indebite compensazioni – sono state già analizzate precedentemente da Assonime (circolari nn. 16 e 17). La neo circolare completa l’esame del provvedimento, analizzando le altre misure fiscali da esso introdotte. In particolare, vengono esaminate le rilevanti novità in tema di Patent Box, di investimenti qualificati e in tema di “split payment”, nonché in tema di detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti di beni e servizi.

Novità della Manovra dopo le modifiche apportate in sede di conversione in Legge

Art.

Contenuto

1

Estensione dello split payment

Per le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) per le quali è emessa fattura dal 1° luglio 2017, lo split payment è applicabile anche nei confronti dei seguenti soggetti:

società controllate direttamente dalla Presidenza del CdM e dai Ministeri;

società controllate direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni, unioni di Comuni;

società controllate direttamente o indirettamente dalle società di cui ai precedenti punti;

società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Si applica anche se l’emittente effettua prestazioni di servizi soggette a ritenuta alla fonte.

Le disposizioni attuative sono state emanate con DM 27 giugno 2017.

Infine, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 13 luglio 2017, ha modificato la disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA.

Il campo di applicazione dello split payment, per le amministrazioni pubbliche, adesso coincide con quelle amministrazioni che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria ex art. 1 commi da 209 a 214 della L. 244/2007.

1

IVA per prestazioni di trasporto di veicoli al seguito di passeggeri

Le predette prestazioni si considerano accessorie a quelle di trasporto passeggeri con relative esenzioni e aliquote.

1 bis

Procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata (c.d. web tax)

Prevista nuova procedura per società altri enti non residenti in Italia, che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro annui e che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi in Italia per un ammontare superiore a 50 milioni di euro annui avvalendosi del supporto di società residenti o di stabili organizzazioni in Italia di società non residenti, appartenenti al medesimo gruppo.

La procedura consente di definire i debiti tributari dell’eventuale stabile organizzazione in Italia e accertare la sussistenza della stessa.

Sarà emanato provvedimento attuativo.

1 ter

Modifiche alla voluntary disclosure

Se vengono regolarizzati redditi di lavoro dipendente o autonomo, si applica il credito d’imposta ordinariamente previsto.

Esteso esonero dichiarativo anche a IVIE e IVAFE.

L’aggravio di sanzioni non si applica in caso di insufficiente versamento spontaneo ma solo in caso di omesso versamento.

In caso di insufficiente versamento spontaneo si applica una maggiorazione del 10%.

1 quater

Rottamazione dei ruoli e rilascio del certificato fiscale

Il certificato può essere rilasciato a seguito di domanda di adesione alla rottamazione. Decade in caso di esclusione della procedura

2

Detrazione IVA

Per le fatture emesse dal 1° gennaio 2017, il diritto alla detrazione può essere esercitato al massimo con la dichiarazione relativa all’anno in cui tale diritto è sorto.

Nuovi termini per la registrazione delle fatture d’acquisto

Le fatture d’acquisto vanno registrate entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di ricezione del documento.

2 bis

Servizi di vitto e alloggio per studenti universitari

Sono esenti i servizi di vitto e alloggio resi a studenti universitari da parte di istituti o dagli ERSU

3

Compensazioni

Per le dichiarazioni presentate dal 24 aprile 2017, è ridotta la soglia di utilizzo dei crediti in compensazione senza necessità del visto, che passa da € 15.000 a € 5.000, sia per il credito annuale che per quello infrannuale.

La compensazione dei crediti IVA può essere effettuata dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o istanza da cui il credito emerge.

I titolari di partita IVA possono compensare utilizzando solo i canali telematici messi a disposizione dall’AE.

In caso di compensazione in assenza del visto o di apposizione da parte di soggetto non abilitato, è dovuta, oltre al recupero dell’indebito credito utilizzato, una sanzione del 30%.

4

Locazioni brevi

Dal 1° giugno 2017, ai contratti di locazione a uso abitativo di durata inferiore a 30 giorni, anche stipulati tramite portali telematici, inclusi quelli che prevedono la fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, si applica, su opzione, la cedolare secca, con aliquota al 21%.

La cedolare secca si applica anche ai corrispettivi lordi derivanti dai contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi a oggetto il godimento dell'immobile a favore di terzi, stipulati alle condizioni di cui sopra.

Gli intermediari immobiliari devono, anche attraverso l’utilizzo di portali on line, trasmettere i dati dei contratti entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento e applicare una ritenuta del 21% sull'ammontare dei canoni se intervengono nel pagamento, a titolo di acconto o d’imposta a seconda che sia stata fatta opzione per la cedolare secca.

L’intermediario è altresì responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno.

Regole particolari si applicano agli intermediari non residenti.

4

Lavoratori rimpatriati

Individuati casi di decadenza dal trattamento agevolato già previsto per i lavoratori rimpatriati che non mantengono la residenza in Italia per almeno 2 anni.

4 bis

Ecobonus

Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti nella no tax area possono cedere ai fornitori del condominio e agli istituti di credito, la detrazione fiscale loro spettante per interventi per l’incremento dell’efficienza energetica.

6

Disposizioni in materia di giochi

È fissato al 19% il prelievo erariale unico sugli apparecchi di gioco “new slot” e al 6 % sugli apparecchi Vlt (videolottery terminal).

Dal 1° ottobre 2017, è elevata all’8% la ritenuta sulle vincite al lotto.

7

Riduzione ACE

A partire dal 2018, l’aliquota per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è del 1,5% mentre per il 2017 è dell’1,6%.

9

Aliquote IVA e clausola di salvaguardia

Per effetto delle modifiche apportate alla clausola di salvaguardia, l’aliquota IVA del 10% subirà i seguenti incrementi (in assenza di probabili ulteriori interventi legislativi):

dal 2018, 11,5%;

dal 2019, 12%;

dal 2020, 13%.

L’aliquota IVA ordinaria subirà le seguenti variazioni:

dal 2018, 25%;

dal 2019, 25,4%;

dal 2020, 24,9%;

dal 2021, 25%.

9 bis

Superamento degli studi di settore e nuovi indici di affidabilità fiscale

Per esercenti attività d’impresa, arte o professione, sono introdotti degli indici di affidabilità fiscale che non saranno utilizzati per l’accertamento ma per il riconoscimento di determinati benefici (regime premiale) quali minori termini di accertamento, priorità di rimborsi IVA ecc.

9 quater

Compensazione somme a ruolo

Estesa al 2017 la possibilità di compensare le somme iscritte a ruolo con crediti certi, liquidi, non prescritti ed esigibili vantati da imprese e professionisti verso la PA

10

Reclamo e mediazione

Per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018, il limite per l’attivazione del reclamo è elevato da € 20.000 a € 50.000.

Escluse dalla mediazione i tributi che costituiscono risorse proprie dell’UE

11

Definizione liti pendenti

I contribuenti che hanno un contenzioso contro l'Agenzia delle entrate, pendente in ogni stato e grado del giudizio, alla data del 24 aprile 2017 (fanno eccezione alcune controversie in tema di IVA all'importazione, aiuti di Stato illegittimi e risorse proprie UE che non sono definibili) possono definire il giudizio in via agevolata.

La definizione comporta il pagamento di tutte le imposte oggetto del contenzioso ma non sono dovute le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora.

Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni collegate al tributo, non è dovuto alcun importo se il rapporto su questo è stato definito anche con modalità diverse; se la lite riguarda invece esclusivamente sanzioni non collegate al tributo e interessi di mora, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.

In ogni caso si scomputa quanto versato in pendenza di giudizio.

Gli importi dovuti dovranno essere versati in un massimo di 3 rate con le seguenti scadenze:

- 30 settembre 2017 (40% dell'importo);

- 30 novembre 2017 (40%);

- 30 giugno 2018 (20%).

Gli importi inferiori a 2.000 euro non sono rateizzabili.

Per la definizione, è necessario presentare istanza entro il 30 settembre 2017.

Chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, potrebbe sanare la parte rimasta esclusa da questa e deve perfezionare entrambe le procedure.

In caso di diniego della definizione, il provvedimento va notificato entro il 31 luglio 2018 ed è impugnabile entro 60 giorni dinanzi all'organo giurisdizionale presso il quale pende la lite.

L’AE dovrà emanare uno o più provvedimenti attuativi.

Gli Enti locali possono prevedere entro il 31 agosto 2017 disposizioni analoghe per le liti sui tributi di propria competenza.

12 bis

Credito d’imposta per imprese alberghiere

Rispetto alla precedente formulazione, il credito d’imposta è riconosciuto anche per l’acquisto di mobili e complementi d’arredo destinati anche non in via esclusiva alle strutture alberghiere; il credito è condizionato al fatto che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’impresa i beni in oggetto

43-46

Sisma centro Italia

Previste nuove sospensioni, proroghe e semplificazioni di adempimenti.

Modificata in parte la disciplina della zona franca urbana (ZFU) nei Comuni delle Regioni del Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici dell’agosto 2016.

46 quater

Detrazione per acquisto case antisismiche

Prevista nuova detrazione per interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico eseguiti nei comuni localizzati nella zona sismica a più alta pericolosità (zona 1), mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che provvedano alla successiva vendita dell’immobile entro diciotto mesi dal termine dei lavori. In questo caso, agli acquirenti spettano le detrazioni previste in caso di riduzione del rischio sismico che comporti il passaggio a una o due classi di rischio inferiori, rispettivamente nella misura del 75% e dell’85% del prezzo della singola unità immobiliare. Le detrazioni spettano entro un ammontare massimo di spesa di 96mila euro. I beneficiari possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà, per questi ultimi, di successiva cessione del credito.

56

Patent box

Dai periodi d’imposta per i quali sono esercitate le opzioni nel 2017, la detassazione del 50% non si applica ai marchi, mentre è estesa anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di diversi beni immateriali, collegati tra loro da vincoli di complementarietà, per la realizzazione di un prodotto, una famiglia di prodotti, un processo o un gruppo di processi.

Con decreto sarà rivisto il DM 30 luglio 2015.

57 bis

Incentivi per investimenti pubblicitari

Dal 2018, è riconosciuto un credito d’imposta a favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sui predetti supporti, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Il credito d’imposta, utilizzabile solo in compensazione, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

58

IRI

In caso di cessazione dell’attività, le somme prelevate dalle riserve di utili IRI, assoggettate a imposizione separata, concorrono a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori e dei soci; a questi soggetti è, tuttavia, riconosciuto un credito d’imposta in misura pari all’imposta.

59

Transfer pricing

Nei trasferimenti infragruppo, è stato eliminato il riferimento al valore normale e sostituito con il valore di mercato (condizioni e prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili).

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4) Risoluzione Entrate sulla cessione di partecipazioni nella società scissa da parte dei soci anche persone fisiche, nessun vantaggio fiscale

Non si profila un vantaggio fiscale nell’operazione rappresentata al Fisco con istanza di interpello.

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la risoluzione n. 97/E del 25 luglio 2017, a seguito dell’interpello - posto ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. c), della legge 27 luglio 2000, n. 212 – sulla scissione finalizzata alla cessione di partecipazioni nella società scissa da parte dei soci anche persone fisiche.

Difatti una S.p.A. ha richiesto il parere delle Entrate sull'eventuale abusività - ai sensi dell'art. 10 bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei Diritti del Contribuente) – in relazione ai comparti dell'Ires e dell'imposta di registro, dell'operazione di scissione parziale proporzionale in favore di una società a responsabilità limitata da costituire ex novo, che avrà per oggetto l'esercizio di attività di gestione di beni immobili rustici ed urbani, civili ed industriali.

Alla società beneficiaria - che avrà la medesima compagine sociale della società scindenda, nelle stesse proporzioni - sarà assegnato il compendio immobiliare di proprietà di quest’ultima.

Non sono previsti conguagli in denaro a favore dei soci.

Alla scissione, farà seguito la cessione delle partecipazioni detenute nella scindenda, da parte dei relativi soci, alla società.

Secondo il parere dell’Agenzia delle entrate, nel caso di specie la cessione post scissione della totalità delle partecipazioni della società istante (rimasta titolare dell'azienda relativa al solo ramo operativo) da parte del socio-società e dei soci-persone fisiche non imprenditori, non integra alcun "indebito risparmio d'imposta"; ciò comporterà in capo alla prima, il realizzo di una plusvalenza esente ai sensi dell'articolo 87 del TUIR (ricorrendone i presupposti di legge) e, in capo ai secondi, un capital gain da partecipazione qualificata (essendo le partecipazioni al capitale sociale in esame di entrambi i soci superiori al 25%) ex articoli 67, comma 1, lettera c), e 68 del TUIR, che sarà, di fatto, "azzerato" a seguito della prospettata adesione alla rivalutazione delle partecipazioni da essi detenute (ante operazione di scissione).

Non esistendo alcun indebito vantaggio fiscale, l’Agenzia delle entrate non prosegue nel riscontro - nell'ambito dell'operazione rappresentata - degli ulteriori elementi dell'abuso.

Ovviamente, affinché non siano ravvisabili profili di abuso del diritto, la scissione deve caratterizzarsi come un'operazione di riorganizzazione aziendale finalizzata all'effettiva continuazione dell'attività imprenditoriale da parte di ciascuna società partecipante. Inoltre, non deve trattarsi di società sostanzialmente costituite solo da liquidità, intangibles o immobili, bensì di società che esercitano prevalentemente attività commerciali ai sensi dell'art. 87, comma 1, lettera d), del TUIR.

Si ricorda, altresì, che la scissione è, di regola, neutrale anche per i soci dato che "il cambio delle partecipazioni originarie non costituisce né realizzo, né distribuzione di plusvalenze o di minusvalenze, né conseguimento di ricavi per i soci della società scissa, fatta salva l'applicazione, in caso di conguaglio, dell'art. 47, comma 7 e, ricorrendone le condizioni, degli artt. 58 e 87" (cfr., articolo 173, comma 3, del TUIR).

Inoltre, l’Agenzia rileva che, a seguito della scissione, la ripartizione del costo fiscalmente rilevante in capo ai soci della partecipazione nella Società ante scissione tra quelli delle partecipazioni nelle società risultanti dalla scissione (la Società post scissione e la beneficiaria) deve avvenire nel rispetto delle indicazioni contenute nella Risoluzione n. 52/E del 26 maggio 2015, in base ai loro valori economici sussistenti al momento dell'effettuazione dell'operazione medesima.

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5) Compensi, abuso dipendenza economica, commercialisti in campo

Il Consiglio nazionale dei Commercialisti si impegna per favorire l’applicazione della norma del Jobs act per non consentire più lo sfruttamento dei professionisti.

La norma del Jobs act del lavoro autonomo che introduce il divieto di abuso di dipendenza economica è di estrema rilevanza, un passo in avanti significativo per la difesa della dignità dei lavoratori autonomi italiani. Ora dobbiamo tutti impegnarci affinché essa trovi una effettiva e diffusa applicazione”. Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, ricordando come, negli ultimi anni, la categoria sia stata in prima fila nella sensibilizzazione su questo genere di abuso al quale pone un freno lo statuto del lavoro autonomo.

Il divieto di abuso di dipendenza economica è inserito nell’ambito Jobs act del lavoro autonomo (art. 3) e sancisce il carattere abusivo e l’inefficacia di alcune clausole che determinano oggettivamente uno squilibrio sostanziale del rapporto contrattuale: la clausola che attribuisce al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; la clausola che, nel contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, riconosce al committente la facoltà di recedere dallo stesso senza congruo preavviso; le clausole mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data di ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento. In presenza di queste ipotesi di abuso, oltre all’inefficacia delle clausole previste dal comma 1 dell’art. 3, il terzo comma del medesimo articolo riconosce al lavoratore autonomo il diritto al risarcimento del danno, con la possibilità di avvalersi anche del tentativo di conciliazione innanzi agli organismi abilitati.

L’art. 3, inoltre, stabilisce che ai rapporti contrattuali si applica, in quanto compatibile, l’articolo 9 della legge 192/1998 in materia di abuso di dipendenza economica, il quale individua alcune ipotesi che costituiscono forme tipiche di abuso come il rifiuto di contrarre, l’imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie, l’interruzione arbitraria delle relazioni contrattuali in atto.

Adesso – spiega il segretario del Consiglio nazionale, Achille Coppola – si tratta di far conoscere il più possibile questa norma presso i nostri iscritti affinché, ove necessario, ne facciano un uso consapevole”. Coppola anticipa l’intenzione del Consiglio nazionale della categoria “di costituire una apposita task force centrale pronta a fornire consulenza agli ordini territoriali perché assistano i loro iscritti in una serie di possibili cause pilota – con un eventuale intervento ad adiuvandum del Consiglio dell’Ordine di appartenenza – in più tribunali ubicati in diverse parti del territorio nazionale per contrastare condotte che integrano un abuso di dipendenza economica nei confronti dei professionisti, richiedendo la nullità delle clausole abusive e i rimedi inibitori e cautelari necessari per far cessare ogni condotta abusiva”. “Si tratta – spiega ancora Coppola - di azioni di carattere dissuasivo: i committenti scorretti che abusano della “fragilità” dei commercialisti devono capire che la nuova norma non consente più questa forma di sfruttamento”.

Il Consiglio nazionale si impegna anche a segnalare all’Antitrust eventuali condotte abusive perpetrate da “grandi operatori economici, come banche e assicurazioni, che nelle convenzioni con i professionisti impongono condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie, tali da integrare un abuso di dipendenza economica che possa alterare la libera concorrenza sul mercato dei servizi professionali, come ad esempio nell’ipotesi in cui impongano congiuntamente corrispettivi bassissimi allineati per le prestazioni dei professionisti”.

L’imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie riguarda, prima di tutto, la determinazione del compenso in maniera non adeguata a quantità e qualità della prestazione lavorativa effettuata dal lavoratore autonomo.

Il problema è particolarmente avvertito per alcune categorie di professionisti, a cominciare proprio da commercialisti e anche avvocati per i quali è possibile fare riferimento ad appositi parametri predeterminati per legge, che tuttavia spesso i clienti pretendono di non considerare.

Su questo profilo, l’introduzione del divieto di abuso di dipendenza economica apre uno spiraglio importante al riconoscimento del diritto del lavoratore autonomo ad un “equo compenso”, tenuto conto della rilevanza costituzionale della retribuzione.

In questa prospettiva, sono senz’altro vessatorie le clausole che stabiliscono compensi ingiustamente bassi e non commisurati al lavoro svolto, ma lo sono anche quelle che impongono al lavoratore autonomo di anticipare le spese o ne escludono il rimborso oppure prevedono addirittura la gratuità di alcune attività, così come sono abusive le pattuizioni che riconoscono al committente la facoltà di recedere dal contratto senza preavviso.

Per potenziare e valorizzare la norma, i commercialisti – afferma il Giorgio Luchetta, consigliere nazionale delegato ai compensi professionali – chiedono inoltre che sia espressamente riconosciuta anche ai Consigli degli Ordini e agli altri organismi rappresentativi delle categorie professionali la legittimazione attiva ad intraprendere ogni azione legale ai sensi dell’art. 9 della legge n. 192/98, specie di natura inibitoria e cautelare, nei confronti del committente per tutelare non solo il professionista contraente ma anche l’intera categoria professionale. A partire da settembre, il Consiglio nazionale promuoverà iniziative divulgative della norma e della connessa tutela presso gli Ordini territoriali”. (CNDCEC, comunicato del 25 luglio 2017)

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6) Privacy: sono arrivate le indicazioni sull’uso dei social network dei lavoratori

Il Garante per la Privacy, con la nota n. 430 del 24 luglio 2017, ha fornito le necessarie indicazioni ai datori di lavoro sull’uso dei social network e delle comunicazioni dei lavoratori senza violare la privacy degli stessi.

Lavoro: le indicazioni dei Garanti privacy europei

Proteggere l'uso privato dei social network e le comunicazioni dei lavoratori, spazi riservati sul cloud.

Possibili i controlli contro la fuga di dati o la compromissione dei sistemi ma senza spiare le comunicazioni dei dipendenti, eventuale consultazione dei social network limitata ai soli profili professionali, offerta di spazi privati su computer aziendali e servizi cloud, necessità di ulteriori basi legali rispetto al consenso per trattare i dati personali dei lavoratori. Sono queste alcune delle indicazioni date alle imprese dai Garanti europei della privacy riuniti nel Gruppo "Articolo 29" (WP29), al fine di sfruttare le potenzialità delle reti sociali e delle nuove tecnologie senza violare la privacy del lavoratori.

Il documento, che tiene conto sia della normativa vigente sia delle novità introdotte dal Regolamento UE 2016/679 che si applicherà a partire dal maggio 2018, definisce un quadro dei principi fondamentali ed esempi concreti per il corretto trattamento dei dati in ambito professionale.

I Garanti hanno ricordato che ogni lavoratore, indipendentemente dal tipo di contratto a lui applicato, ha diritto al rispetto della vita privata, della sua libertà e dignità. Deve innanzi tutto essere adeguatamente informato sulle modalità di trattamento dei dati personali in maniera chiara, semplice ed esaustiva, soprattutto quando siano previste forme di controllo del lavoratore, che comunque dovranno essere rispettose anche delle norme nazionali.

Le Autorità per la privacy hanno poi rimarcato che aziende ed enti pubblici difficilmente potranno avvalersi del consenso dei dipendenti come base legale per poter procedere all'utilizzo dei loro dati. Il consenso, infatti, per essere considerato valido, deve essere libero, diversamente da quanto accade nella realtà lavorativa dove c'è una forte disparità di potere tra datore di lavoro e dipendente. Il datore di lavoro potrà quindi valutare, in alternativa, il ricorso a disposizioni normative o contrattuali, oppure far valere il proprio "legittimo interesse": ad esempio, alla sicurezza e alla corretta allocazione delle risorse. A questo proposito, i Garanti hanno ribadito che occorre bilanciare il legittimo interesse del datore di lavoro con i diritti e le libertà dei lavoratori alla luce dei principi di necessità e proporzionalità.

In particolare, ogni trattamento deve essere proporzionato alla finalità perseguita, e deve essere limitato quanto più possibile l'uso dei dati personali. Gli strumenti di geolocalizzazione, ad esempio, possono essere utilizzati per finalità strettamente aziendali e al lavoratore deve essere lasciata la possibilità di disattivare, se necessario, il localizzatore (come i gps).

Si possono inoltre introdurre strumenti e tecnologie, come quelle per l'analisi del traffico, per ridurre i rischi di attacchi informatici e la diffusione di informazioni riservate, ma non si può spiare la posta dei dipendenti o la loro navigazione internet. Anche in questo caso devono essere privilegiate misure preventive, assolutamente trasparenti, che segnalino ad esempio ai dipendenti la violazione che potrebbero stare per commettere.

Anche l'eventuale consultazione o il monitoraggio dei social network devono essere limitati ai soli profili professionali, escludendo la vita privata di dipendenti o candidati all'assunzione. Vale sempre, infatti, il diritto fondamentale a non essere oggetto di discriminazione come quelle basate sulle idee politiche, l'impegno sociale o altri aspetti della sfera personale o familiare.

Proprio per favorire il corretto utilizzo degli strumenti e delle policy aziendali nel rispetto della privacy dei lavoratori, i Garanti invitano i datori di lavoro a offrire, ad esempio, connessioni WiFi ad hoc e a definire spazi riservati – su computer e smartphone, su cloud e posta elettronica - dove possono essere conservati documenti o inviate comunicazioni personali, non accessibili al datore di lavoro se non in casi assolutamente eccezionali.

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7) Cure odontoiatriche: stop alle telefonate indesiderate

Bloccato un database con circa un milione di utenze fisse e mobili

Il Garante privacy, fa sapere nella nota del 24 luglio 2017, ha vietato a due società che operano nel settore sanitario odontoiatrico l'ulteriore trattamento a fini di telemarketing di circa un milione di utenze telefoniche fisse e mobili utilizzate senza rispettare la disciplina in materia di privacy.

Le irregolarità sono emerse nel corso delle verifiche effettuate dal Garante presso le società a seguito della segnalazione di alcune persone che avevano ricevuto telefonate indesiderate sul proprio cellulare con le quali si promuovevano visite odontoiatriche gratuite.

Dagli accertamenti è risultato che le società hanno trattato in modo illecito sia i dati acquistati da un fornitore di liste stabilito al di fuori del territorio nazionale, riferiti a circa un milione di utenti, sia quelli tratti da elenchi telefonici pubblici. Le società, infatti, non sono state in grado di dimostrare l'acquisizione del consenso degli interessati, l'effettuazione delle dovute verifiche sul Registro pubblico delle opposizioni per appurare l'iscrizione di eventuali utenti che non volessero ricevere telefonate promozionali, né l'esistenza di un'altra base giuridica per l'utilizzo dei dati.

Il Garante, inoltre, ha ritenuto incompleta e poco chiara l'informativa fornita agli utenti che si prenotavano on line e insufficiente il riscontro dato ad un segnalante che chiedeva di conoscere la provenienza dei suoi dati e al quale sono state fornite informazioni vaghe e non veritiere.

L'Autorità ha quindi vietato alle società l'uso dei numeri di telefono a fini di marketing e ha prescritto loro l'adozione di misure tecniche e organizzative per assicurare agli utenti la piena e tempestiva attuazione dei diritti riconosciuti dal Codice privacy (conoscere l'origine dei dati, le modalità e le finalità del trattamento, aggiornare, rettificare, cancellare i dati).

Le società dovranno adottare idonee misure tecnologiche per consentire agli utenti del sito di manifestare liberamente il proprio consenso e dovranno riformulare il modello di informativa, indicando chiaramente l'ambito di circolazione dei dati e il soggetto cui indirizzare le istanze per l'esercizio dei diritti. Con autonomo procedimento il Garante si è riservato di contestare sanzioni amministrative per gli illeciti rilevati.

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8) Rottamazione cartelle: mancano pochi giorni alla chiusura

Entro il 31 luglio 2017, i contribuenti che hanno ottenuto la definizione agevolata delle proprie cartelle esattoriali, dovranno pagare la prima o unica rata, pena la decadenza dal beneficio.

Il 31 luglio 2017 è il termine ultimo per i versamenti legati alla definizione agevolata dei ruoli. Tutti coloro che hanno aderito alla cosiddetta rottamazione delle cartelle e hanno ottenuto l'assenso dell'ente di riscossione, saranno tenuti a versare la prima o unica rata richiesta.

Rottamazione cartelle: modalità di pagamento

Il pagamento può essere effettuato in diversi modi:

- sportelli bancari, presentando allo sportello il bollettino RAV ricevuto e richiedendo l'addebito sul proprio conto o il pagamento con carta di credito, prepagata, bancomat o contanti (in quest'ultimo caso soltanto per importi inferiori a 3mila euro);

- internet banking, utilizzando i dati del sopra citato RAV;

- sportelli bancomat, presso gli ATM bancari e postali abilitati al servizio per il pagamento dei RAV;

- uffici postali, attraverso conti e carte Banco Posta oppure in contanti per importi inferiori ai 3mila euro;

- tabaccai convenzionati con Banca 5 Spa, Sisal e Lottomatica, in contanti (fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica);

- sito Agenzia Riscossione e app Equiclick, utilizzando la piattaforma PagoPA;

- sportelli Agenzia Entrate Riscossione, con carta di credito o prepagata, bancomat e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d'Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20mila euro, intestati all'ordine dell'Agenzia Entrate Riscossione, e ovviamente in contanti per importi sotto i 3mila euro.

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9) Proroga dei versamenti dichiarativi: diatriba tra pareri discordanti sulle scadenze del modello Redditi 2017

Lo slittamento dei termini di versamento delle imposte, ufficializzato con la pubblicazione del D.P.C.M. 20 luglio 2017 nella Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2017, si è subito presentato in maniera ambigua, lasciando nell’incertezza gli operatori contabili. Le difficoltà riguardano, oltre che l’ambito soggettivo ristretto, la definizione delle imposte che possono essere versate fruendo del maggior termine.

Secondo la tesi degli esperti del Sole 24 ore, la proroga dei versamenti non riguarda l’Irap poiché il testo normativo pubblicato sulla G.U. non lo prevede espressamente.

Tuttavia, come è noto, i termini tra imposte sui redditi e l’Irap sono assai stretti.

Secondo altra dottrina, opposta alla tesi suddetta, la situazione sarebbe la seguente:

Il DPCM prevede il solo differimento per le società e le ditte individuali. Appare tuttavia molto curioso il fatto che la proroga sia stata concessa esclusivamente al reddito di impresa, e non anche ai professionisti che dichiarano il reddito da lavoro autonomo. Nessuno del Mef o delle Entrate ancora ha spiegato il motivo.

Nuovi termini di scadenza

I termini di versamento, quindi, sono differenziati a seconda che il contribuente dichiari reddito di impresa o professionale.

Soggetti interessati dalla proroga - reddito d'impresa

Il versamento delle imposte derivanti dal modello Redditi/IRAP 2017 va effettuato:

-entro il 20.7.2017 senza alcuna maggiorazione;

-dal 21.7 al 21.8.2017 con la maggiorazione dello 0,40%;

da parte di:

- persone fisiche (imprenditori o lavoratori autonomi) che esercitano un’attività d’impresa

- contribuenti minimi (ex art. 27, commi 1 e 2, D.L. n. 98/2011) e forfetari (L. 190/2014, art. 1, commi da 54 a 89);

- soggetti diversi dalle persone fisiche (società Sas, Snc, Srl, Spa):

- soggetti titolari di redditi di partecipazione in società che esercitano attività per le quali è previsto lo studio di settore, ossia:

- collaboratori impresa familiare;

- soci di società di persone;

- soci di società di capitali trasparenti.

La proroga interessa anche i soci di SRL “non trasparenti”, iscritti alla Gestione IVS, con esclusivo riferimento ai contributi previdenziali, come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 16.7.2007, n. 173/E.

Soggetti esclusi dalla proroga

Pertanto, in atto, sono esclusi dalla proroga i professionisti e gli esercenti arti e professioni, anche se non se ne comprende la ragione.

Non possono beneficiare della proroga e pertanto il versamento delle imposte va effettuato entro il 31.7.2017 con la maggiorazione dello 0,40%.

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10) Edifici condominiali: Disponibile la guida sugli interventi di riqualificazione energetica

E’ disponibile dal 24 luglio 2017, sul sito internet di ENEA, la guida sugli interventi di riqualificazione energetica.

L'ENEA, ha comunicato che dal 24 luglio 2017, è disponibile sul proprio sito internet il vademecum per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, per i quali spettano le detrazioni del 70% o del 75%.L'invio della documentazione richiesta all'ENEA, ovvero l'Allegato A (Attestato di prestazione energetica) e l'Allegato E (Asseverazione dell'intervento) potrà avvenire tramite il portale http://finanziaria2017.enea.it a partire dal 15 settembre 2017.

Vincenzo D’Andò