Avviato il cassetto digitale dell’imprenditore – Diario quotidiano del 17 luglio 2017

Pubblicato il 17 luglio 2017



1) Utilizzo retroattivo delle risultanze degli studi di settore
2) Fisco: proroghe richeiste dal CNDCEC
3) Al via il “cassetto digitale dell’imprenditore”
4) Contraddittorio: nulla di fatto per il diritto del contribuente
5) Sistema idrico integrato: trattamento fiscale del trasferimento delle reti
6) Condanna per evasione contributiva revocabile
7) Reddito derivante dall’allevamento di animali: Decreto in G.U.
8) Lavoro intermittente ammesso per la manutenzione stradale
9) Cndcec: spesometro semestrale adempimento complesso
10) Dal 15 luglio il processo tributario telematico (PTT) è attivo in tutta Italia
diario-quotidiano-articoli-81) Utilizzo retroattivo delle risultanze degli studi di settore 2) Proroghe fiscali 2017 in calendario 3) Al via il “cassetto digitale dell’imprenditore” 4) Contraddittorio: nulla di fatto per il diritto del contribuente 5) Sistema idrico integrato: Fondazione dei Commercialisti sul trattamento fiscale del trasferimento delle reti 6)Condanna per evasione contributiva revocabile 7) Reddito derivante dall’allevamento di animali: Decreto in G.U. 8) Lavoro intermittente ammesso per la manutenzione stradale 9) Cndcec: spesometro semestrale adempimento complesso, non basta un automatico “rigiro” dei dati delle fatture già contenuti nei registri IVA 10) Comunicato Mef: dal 15 luglio il processo tributario telematico (PTT) è attivo in tutta Italia ++++

1) Utilizzo retroattivo delle risultanze degli studi di settore

In relazione all’attività di accertamento basata sulle risultanze degli studi di settore, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 20/E del 13 luglio 2017, richiama l’attenzione degli Uffici su quanto già precisato al paragrafo 4 delle circolari n. 23/E del 2013, n. 20/E del 2014, n. 28/E del 2015 e n. 24/E del 2016 sul tema della centralità della fase del contraddittorio.

In particolare, i risultati degli studi di settore evoluti per il 2016, senza tener conto ovviamente delle modifiche apportate agli stessi (correttivi “crisi”) dal decreto ministeriale 3 maggio 2017 applicabili al solo periodo d’imposta 2016 (né di qualsiasi altro correttivo per la crisi approvato per altri periodi di imposta), potrebbero trovare applicazione solo per l’eventuale rideterminazione, in contraddittorio con il contribuente, della pretesa tributaria relativa all’annualità 2014, atteso che la base dati utilizzata per elaborare gli studi evoluti per il periodo di imposta 2016 si riferisce proprio a tale annualità.

Resta altresì confermato quanto già precisato nella citata circolare n. 23/E del 2013, ovvero, che:

- al fine di poter accertare che effettivamente il nuovo studio evoluto sia in grado di poter meglio valutare la posizione del contribuente, l’Ufficio avrà cura di verificare che le attività esercitate nel periodo d’imposta da accertare siano le medesime di quelle previste nello studio evoluto e che lo stesso le colga compiutamente;

- l’utilizzo delle risultanze degli studi di settore evoluti per la determinazione della pretesa tributaria in relazione all’accertamento di annualità precedenti è possibile qualora non emergano delle incoerenze negli indicatori economici previsti dagli studi di settore evoluti;

- ove risultino invece anomalie nei predetti indicatori economici, le risultanze degli studi di settore evoluti potranno essere utilizzate dall’Ufficio ai fini delle valutazioni per l’eventuale definizione della pretesa solo qualora emerga che la mancata coerenza non deriva dall’infedeltà delle informazioni utilizzate per la stima, ma da insufficienze produttive dell’azienda.

L’Agenzia delle entrate, con la pubblicazione della circolare 20/E del 13 luglio 2017, fornisce chiarimenti e precisazioni sull’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2016.

Inoltre, il Dl 50/2017 (articolo 9-bis) ha previsto l’istituzione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, destinati, a partire dal prossimo anno, a sostituire gradualmente studi di settore e parametri.

Le novità

La circolare si sofferma, innanzitutto, sulle principali novità relative all’applicazione degli studi di settore per il 2016.

Aggiornamento delle analisi della territorialità

La prima di tali novità è rappresentata dalla revisione dei criteri attraverso cui differenziare le modalità di applicazione degli studi per renderli sempre più aderenti alla realtà economica cui le imprese e le attività professionali si riferiscono. Le nuove “territorialità” (relative al livello dei canoni di affitto dei locali commerciali, del reddito medio imponibile ai fini dell’addizionale Irpef, delle retribuzioni, delle quotazioni immobiliari, dei canoni di locazione degli immobili) sono applicabili agli studi di settore approvati con il decreto Mef del 22 dicembre 2016.

Indicatori di coerenza economica

Altra novità segnalata dalla circolare è quella relativa agli indicatori di coerenza economica (Dm 24 marzo 2014), finalizzati a contrastare possibili situazioni di non corretta compilazione dei dati previsti dai modelli degli studi di settore. L’elenco è stato integrato dal Dm 22 dicembre 2016 (Approvazione degli studi di settore relativi ad attività economiche nel comparto delle manifatture) attraverso la previsione di un ulteriore indicatore applicabile allo studio YD01U (“Produzione dolciaria”).

Inoltre, con particolare riferimento all’indicatore “Margine per addetto non dipendente”, la circolare chiarisce che la previsione secondo cui esso non fornisse esiti di coerenza per gli studi di settore approvati per il 2013 non risulta più valida per il 2016, dal momento che gli studi al tempo interessati sono stati medio tempore tutti sottoposti a revisione: di conseguenza, Gerico 2017 fornirà l’esito di coerenza relativo all’indicatore “Margine per addetto non dipendente”. Modulistica

Molte e significative novità si registrano anche in ordine alla modulistica, che è stata notevolmente semplificata.

Innanzitutto, sono state ridotte le informazioni richieste nei modelli (circa 5.200 righi in meno), con conseguente diminuzione degli adempimenti a carico dei contribuenti.

Inoltre, grazie all’accorpamento di alcuni di essi, è stato ridotto il numero complessivo degli studi di settore (si pensi agli studi del commercio al dettaglio ambulante, a quelli degli intermediari del commercio e a quelli relativi la nobilitazione di tessili).

L’obiettivo della semplificazione è stato perseguito anche attraverso la riorganizzazione della struttura delle istruzioni, prevedendo, come nei tre anni precedenti, istruzioni comuni, richiamabili per la maggior parte degli studi. In tal modo, si evita di appesantire eccessivamente le indicazioni relative ai singoli modelli, fornendo alcuni documenti generali validi per la compilazione della maggior parte degli studi in vigore e agevolando, di conseguenza, l’attività degli intermediari e dei professionisti contabili.

In materia di elencazione delle cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore o inutilizzabilità, in fase di accertamento, delle relative risultanze, la causa di esclusione identificata con il codice “12” (relativa, in generale, a una serie di fattispecie) è stata sostituita dalle seguenti e più specifiche cause di esclusione:

12”: soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime fiscale semplificato per i contribuenti minimi (articolo 1, commi 96-117, legge 244/2007) o il regime forfetario per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni (articolo 1, commi 54-89, legge 190/2014)

13”: società cooperative a mutualità prevalente (articolo 2512 c.c)

14”: soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali

15”: soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 64.92.01 - “Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o dal codice 66.19.40 - “Attività di Bancoposta” o dal codice 68.20.02 - “Affitto di aziende” o soggetti che esercitano due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, qualora l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore relativo all’attività prevalente superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.

In tutti i casi, rimane, comunque, l’obbligo di compilare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

All’interno della parte generale delle istruzioni è stato precisato che i contribuenti residenti nei comuni colpiti dal terremoto del 2016, che, in ragione della specifica situazione soggettiva, dichiarano la causa di esclusione dell’applicazione degli studi di “non normale svolgimento dell’attività”, non sono obbligati alla presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Inoltre, sono state integrate le ipotesi esemplificative di cause di esclusione relative al “periodo di non normale svolgimento dell’attività”.

Anche per il 2016, si rileva la presenza di alcune attività per le quali viene richiesta la presentazione del modello studi di settore “per la sola acquisizione dei dati”. Nei modelli di quest’anno, tale raccolta è finalizzata alla elaborazione dei nuovi indici di affidabilità fiscale.

La circolare, poi, analizza nel dettaglio le modifiche apportate ai quadri della modulistica dichiarativa degli studi di settore. I quadri interessati dalle modifiche sono i seguenti:

quadro A – personale addetto all’attività

quadro E – beni strumentali

quadri F e G – elementi contabili

quadro T – congiuntura economica.

Inoltre, all’interno dei modelli relativi ad alcuni studi di settore approvati per il 2016, è stato inserito un apposito quadro Z – “Dati complementari”, per chiedere ulteriori informazioni utili per le future attività di analisi correlate alla elaborazione dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale.

Revisione congiunturale

Come anticipato, anche per il 2016 sono stati approvati i “correttivi crisi” per tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati (revisione congiunturale speciale).

Più specificamente, sono previste le seguenti cinque tipologie di correttivi:

interventi relativi all’analisi di coerenza economica

interventi relativi all’analisi di normalità economica riguardanti l’indicatore “Durata delle scorte”

correttivi congiunturali di settore

correttivi congiunturali territoriali

correttivi congiunturali individuali.

Regime premiale

Con riferimento al regime premiale che prevede limitazioni ai poteri di accertamento nei confronti dei soggetti che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore (articolo 10, Dl 201/2011), la circolare precisa che, tenuto conto dei risultati dell’applicazione di tale regime al periodo 2011-2015, sentite le organizzazioni di categoria, sono stati confermati, per il 2016, gli stessi criteri applicati per le annualità 2014 e 2015 di individuazione degli studi di settore che consentono l’accesso al regime premiale. In particolare, è stata disciplinato l’accesso, in via sperimentale e per il solo periodo di imposta 2016 (dato che, dal 2017, dovrebbero essere operativi i nuovi indici di affidabilità fiscale), al regime premiale in argomento per 155 studi di settore.

Comunicazioni centralizzate

Anche per quest’anno, è stata prevista la pubblicazione, nel cassetto fiscale dei contribuenti interessati, delle comunicazioni di anomalie rilevate nei dati degli studi di settore. L’obiettivo resta quello di invitare il contribuente a valutare attentamente la situazione evidenziata e correggere spontaneamente errori od omissioni. Applicazione dei parametri

Dato che, anche nel 2016, si è registrata una congiuntura economica negativa, la ricostruzione dei ricavi e compensi operata attraverso le risultanze dei parametri potrebbe risultare meno sostenibile rispetto al passato. Quindi, per il 2016, viene confermato che le risultanze dei parametri saranno utilizzate prevalentemente in fase di selezione dei soggetti e che, per l’eventuale attività di accertamento, si avrà cura di verificare la sussistenza, oltre che della presenza di maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione dei parametri, anche di ulteriori e significativi elementi di ausilio alla determinazione della pretesa tributaria.

*******

2) Proroghe fiscali 2017 in calendario

Ecco le tre richieste irrinunciabili del Cndcec, rese note il 14 luglio 2017: 1) Proroga al 30 settembre del termine di presentazione del modello 770, in scadenza il prossimo 31 luglio.

2) Allineamento al 16 ottobre 2017 della presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap anche per i soggetti che non adottano i nuovi principi contabili nazionali (per i quali il termine è stato già posticipato a metà ottobre).

3) Differimento al 31 ottobre 2017 dell’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre 2017.

Massimo Miani, Presidente del CNDCEC, nella lettera inviata a Luigi Casero, Viceministro all’Economia, e a Ernesto Maria Ruffini, ora nella sua qualità di Direttore delle Entrate, con cui spiega i motivi che hanno indotto i commercialisti a predisporre un documento nel quale vengono elencate le principali criticità sollevate dagli operatori contabili e fiscali.

Intanto che la proroga delle scadenze in caso di ritardo nel rilascio di software e modulistica sia resa a regime automatica.

Viene, inoltre, proposta la disapplicazione della maggiorazione dello 0,40% per i versamenti degli acconti IRES effettuati entro il 30 luglio 2017.

Il Cndcec chiede anche l’eliminazione dell’obbligo di stampa dei registri IVA, poiché ritenuto “superfluo” ormai in presenza delle comunicazioni trimestrali.

Infine, in relazione alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA, chiede una modifica delle modalità di acquisizione dei file (per avere conferma di ricezione “bisogna accedere ad ogni singola posizione cambiando utente”) e sul contenuto della ricevuta, assai anomalo (codice Es01, notifica ricevuta).

******

3) Al via il “cassetto digitale dell’imprenditore”

Per una Pubblica Amministrazione più semplice, veloce e efficiente. Con un click tutte le informazioni e i documenti della propria azienda.

Avere sotto controllo le informazioni sulla propria azienda in qualunque momento accedendo da smartphone e tablet in modo facile, sicuro e veloce.

E’ questo lo scenario che dal 13 luglio 2017 si apre ai 10 milioni di cittadini-imprenditori italiani (di cui 700 mila a Milano) attraverso il servizio impresa.italia.it, una piattaforma online - realizzata da InfoCamere per conto delle Camere di commercio - con cui ogni imprenditore potrà accedere senza oneri alle informazioni e ai documenti ufficiali della propria impresa.

impresa.italia.it, è la nuova piattaforma, punto di contatto tra imprenditore e Pubblica Amministrazione che si incardina nei 3 aspetti essenziali del futuro ecosistema del Paese: identità digitale, anagrafe nazionale di impresa, implementazione di servizio secondo linee guida governative. È stata presentata oggi in Camera di commercio di Milano.

Il cassetto digitale dell'impresa – ha dichiarato Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico - é una di quelle piccole rivoluzioni che però hanno la capacità di ricostruire la fiducia con la pubblica amministrazione. È un esempio di rapporto virtuoso con le imprese. Offre la possibilità di avere in modo ordinato il company profile e in modo gratuito un contatto con i potenziali investitori. É importante far comprendere alle aziende come usare le novità tecnologiche e aggiornarle sul continuo cambiamento”.

Il cassetto digitale – ha detto Carlo Sangalli, Presidente di InfoCamere e della Camera di commercio di Milano – semplifica la vita delle imprese ed è un concreto passo in avanti verso una Pubblica Amministrazione più efficiente. Ma soprattutto avvicina milioni di imprenditori alla cittadinanza digitale, spingendoli ad utilizzare strumenti e tecnologie che possono renderli più competitivi anche a livello internazionale”.

"Non è un caso che il 'cassetto digitale dell'imprenditore' nasca a Milano - ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala -. La nostra è una città dinamica che produce e diffonde innovazione. Con impresa.italia.it viene facilitato il dialogo tra aziende e Pubblica Amministrazione. Un passo importante, quindi, per l'intero sistema pubblico che deve investire sempre più nei servizi digitali. E' questa la via da percorrere per essere vicini ai cittadini e rispondere con efficacia e velocità alle loro esigenze".

"Alleggerire il carico burocratico e gli oneri amministrativi alle imprese – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini - è una questione decisiva per accrescere la loro competitività e anche per l’attrazione di nuovi investimenti. Regione Lombardia ha intrapreso negli ultimi anni con le Camere di Commercio un articolato processo di sburocratizzazione e semplificazione e ha sperimentato per prima il fascicolo informatico d’impresa con esiti molto positivi, che fanno della nostra regione un’eccellenza. Con questo nuovo servizio si compie un altro passo molto importante verso la creazione di un ecosistema pubblico più semplice, accessibile e amico delle imprese, condizione essenziale per lo sviluppo del nostro tessuto economico e produttivo”.

Con il servizio impresa.italia.it si conferma l’impegno delle Camere di commercio per la diffusione della digitalizzazione delle imprese” – commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “L’innovazione, oggi, passa sempre di più attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. E’ un’opportunità che vogliamo aiutare le imprese a cogliere, per ampliare gli orizzonti del business e migliorare le proprie performance”.

Impresa.italia.it - progettata secondo la logica mobile first ed in linea con i paradigmi di design promossi dal Team Digitale e da AgID – è nativamente integrata con SPID, il Sistema Pubblico di identità digitale.

Offre una fruizione delle informazioni veloce e di immediata comprensione. Supera la complessità che spesso caratterizza i servizi telematici della PA e trasforma la relazione esistente tra imprese (in particolare le PMI) e le Amministrazioni.

impresa.italia.it sarà in grado di ospitare servizi che altre Amministrazioni vorranno destinare alla platea degli imprenditori.

Il nuovo servizio è il punto di accesso in mobilità ad informazioni e documenti, ufficiali e aggiornati in tempo reale, della propria impresa: da visure, atti e bilanci dal Registro delle Imprese sino al fascicolo informatico e alle pratiche presentate presso i Suap, gli Sportelli Unici delle Attività Produttive.

L’imprenditore può inoltre consultare presentazioni (documenti, filmati, …) ed altre informazioni che, spontaneamente, la nuova generazione di imprese digitali - oltre 8mila startup e PMI innovative - ha inserito sul portale startup.registroimprese.it per una promozione in chiave “social”.

Volano dell’iniziativa sul territorio, per raggiungere in modo capillare e diffuso le PMI, saranno le Camere di Commercio che daranno presto il via ad una serie di incontri con il tessuto imprenditoriale locale, dedicati ad approfondire le funzionalità di questo innovativo strumento di lavoro per l’imprenditore e le opportunità di crescita legate all’utilizzo dei servizi digitali delle Camere di Commercio, già a disposizione delle imprese.

L’iniziativa che prende il via oggi è infatti una tappa del percorso di semplificazione e innovazione intrapreso dal sistema camerale da diversi anni, in linea ed a sostegno della Agenda Digitale italiana e di quella europea. Un’azione di servizio che opera in una prospettiva di alfabetizzazione digitale delle imprese e che verrà ulteriormente rafforzata attraverso la costituzione dei Punti Impresa Digitale per l’accesso al mercato, previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0 e affidati alle Camere di Commercio.

(InfoCamere, CCIAA di Milano, Unioncamere, comunicato congiunto del 13 luglio 2017)

******

4) Contraddittorio: nulla di fatto per il diritto del contribuente

La Consulta non esamina il problema dichiarando la questione manifestamente inammissibile.

Nulla di fatto sul contraddittorio preventivo nei controlli a tavolino e sulla connessa necessità di redigere sempre e comunque un verbale di constatazione al termine del controllo. La Corte Costituzionale con le ordinanze n. 187 , 188 e 189 depositate il 13 luglio 2017, ha ritenuto inammissibili le tre questioni sollevate da altrettante commissioni tributarie (Ctr Toscana, Ctr Campania, Ctp Siracusa).

***

Il Fisco non si deve attivare a seguito della richiesta di autotutela

Non esiste l’istituto del silenzio-rifiuto impugnabile e l’autotutela non è un mezzo di difesa per il contribuente.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 181 depositata il 13 luglio 2017, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2-quater del DL 564/94 e 19 del DLgs. 546/92, nella parte in cui non prevedono, rispettivamente, che l’ente impositore sia obbligato a rispondere in via espressa a seguito di istanza di autotutela di un atto ormai divenuto definitivo e che il contribuente sia legittimato a impugnare il silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria.

***

E’ illegittima la retroattività del privilegio generale mobiliare per i crediti erariali

La disciplina ex art. 23 comma 39 ultimo periodo del DL n. 98/2011 altera i rapporti tra i creditori favorendo la pretesa dello Stato.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 176, depositata il 13 luglio 2017, ha dichiarato illegittimo l’art. 23, comma 39, ultimo periodo del DL 6 luglio 2011 n. 98, conv. L. 15 luglio 2011 n. 111.

Il Tribunale di Forlì si rivolgeva alla Consulta dubitando della legittimità di due disposizioni: il terzo comma dell’art. 2776 c.c., così come modificato dall’art. 23, comma 39 del DL, e il medesimo comma 39, ultimo periodo. Il giudice riteneva, infatti, le due norme richiamate contrastanti con gli artt. 3, 117, comma 1, in relazione all’art. 6 della CEDU, 111 e 24 Cost.

***

Sentenze di opposizione al passivo fallimentare con imposta di registro fisso

Per la Corte Costituzionale, sentenza n. 177 del 13 luglio 2017, è illegittima l’aliquota proporzionale in caso di accertamento di crediti derivanti da operazioni soggette a IVA.

È incostituzionale la norma che assoggetta all’imposta proporzionale di registro dell’1% gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controversie civili che definiscono, anche parzialmente, il giudizio di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale, nella parte in cui prevede la tassazione proporzionale, anziché in misura fissa, delle pronunce che definiscono i giudizi di opposizione allo stato passivo del fallimento con l’accertamento di crediti derivanti da operazioni soggette a IVA.

***

Assegnazione ai soci anche non proporzionale

Un fattivo contributo per formulare una adeguata opzione tra assegnazioni agevolate e cessioni agevolate di beni ai soci e trasformazione di società commerciali in società semplici, vale a dire le operazioni attualmente beneficiate (e perciò incentivate) dall’articolo 1, commi 565 e 566, legge n. 232/2016: è questo lo scopo di uno studio (n. 73-2017/T del 13 luglio 2017) diffuso dal Consiglio nazionale del Notariato.

******

5) Sistema idrico integrato: Fondazione dei Commercialisti sul trattamento fiscale del trasferimento delle reti

FNC sul trattamento fiscale del trasferimento delle reti del sistema idrico integrato.

La Fondazione nazionale dei commercialisti, il 12 luglio 2017, ha pubblicato un documento sull’argomento.

Il processo di riorganizzazione del servizio idrico integrato da parte degli enti locali ad oltre vent’anni di distanza dalla legge 5 gennaio 1994 n. 36 (c.d. Legge Galli) non può dirsi ancora completato.

Ciò lo si deve anche alla complessità e all’ambiguità della normativa di settore che ha determinato sui territori problematiche gestionali e fiscali legate al “trasferimento” delle reti e degli impianti agli enti deputati alla gestione del servizio idrico.

Nel Documento si esamina il trattamento fiscale di tali “trasferimenti” sotto il profilo sia dell’imposizione diretta che indiretta.

In particolare, una prima casistica che viene analizzata è quella della concessione d’uso gratuita delle infrastrutture e degli impianti prevista dall’art. 153 del D.Lgs. n. 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambientale).

La seconda casistica esaminata è quella in cui l’Ente proprietario delle infrastrutture, nel concedere la gestione del servizio a un soggetto esterno, viene da questi rimborsato delle passività pregresse derivanti dall'ammortamento dei mutui accesi per gli investimenti relativi al servizio idrico.

******

6) Condanna per evasione contributiva revocabile

Secondo la Suprema Corte la nuova soglia di punibilità del reato trascina anche le condotte precedenti.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34362 del 13 luglio 2017, ritiene, infatti, che vadano revocati i decreti penali di condanna emessi per evasione contributiva che è al di sotto della nuova soglia, 150 mila euro, prevista dal Dlgs 158/2015.

Il reato per le omesse ritenute è stato introdotto dalla L. 311/2004 (Finanziaria per il 2005) e modificato dalla riforma del diritto penale tributario del DLgs. 158/2015. In atto viene punito, con la reclusione da sei mesi a due anni, chiunque non versa, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta.

Oltre alla nuova previsione per cui rilevano anche le “ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione” (modello 770), la riforma del 2015 ha inciso sulla soglia di punibilità della condotta che è passata da 50.000 a 150.000 euro.

Tali novità normative sono in vigore dal 22 ottobre del 2015, tuttavia, in forza del principio del “favor rei” previsto dall’art. 2 c.p., è necessario verificare in concreto quale sia la norma applicabile per le condotte poste in essere prima di tale data.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34362/2017, torna sulla problematica del regime di successione delle norme penali, proprio con riferimento ad un caso in cui era contestato al legale rappresentante di una Srl il mancato versamento, nei termini di legge, delle ritenute fiscali operate sugli emolumenti erogati nel corso dell’anno di imposta 2011 per un ammontare complessivo di 115.697,82 euro.

La questione sorge dal fatto che la condotta posta in essere dall’imputato nel 2011 costituiva effettivamente reato (considerando la soglia di 50.000 euro), mentre adesso un’omissione di ritenute che non superi i 150.000 euro per ciascun periodo di imposta non è più penalmente rilevante.

Di fronte ad un innalzamento della soglia di punibilità che viene triplicata, entra in gioco il principio del c.d. favor rei, essendo ridotto rispetto al passato lo spettro di condotte aventi rilievo penale.

******

7) Reddito derivante dall’allevamento di animali: Decreto in G.U.

Decreto in G.U. relativo ai parametri per la determinazione del reddito da allevamento di animali 2016-2017.

È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2017, il Decreto MEF 15 giugno 2017 con il quale sono stati individuati i parametri (ex art. 32, comma 3 e art. 56, comma 5, TUIR), per il biennio 2016-2017, utili ai fini della determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali.

La norma in questione per la determinazione dei valori da utilizzare conferma l’applicabilità del D.M. 20 aprile 2006 che fissava i coefficienti per il biennio 2005-2006.

Anche per il biennio 2016-2017, dunque, occorre far riferimento ai parametri stabiliti nel 2006 e contenuti nelle tabelle 1, 2 e 3 allegate al Dm del 20 aprile. Le tre tabelle riportano, rispettivamente:

- la divisione dei terreni per fasce di qualità;

- per ogni singola fascia di qualità, una tariffa media di reddito agrario e un numero di unità foraggere producibili per ettaro;

- il numero di capi allevabili per ettaro, il numero di capi allevabili ogni 51.645,69 euro di reddito agrario, il numero di capi tassabili ex articolo 32 del Tuir ogni 51.645,69 euro di reddito agrario e l'imponibile per ogni capo eccedente.

******

8) Lavoro intermittente ammesso per la manutenzione stradale

Per i lavori di manutenzione stradale è possibile ricorrere al lavoro intermittente.

Il Ministero del Lavoro, rispondendo all’interpello n. 1 del 13 luglio 2017 proposto da Confartigianato, ha fornito chiarimenti in merito alla corretta interpretazione dell’art. 13 del D.Lgs n. 81/2015 relativo al contratto di lavoro intermittente.

Il Ministero ha, in particolare, precisato che le imprese del settore edile possono assumere con contratto a chiamata figure professionali quali manovali, muratori, asfaltisti, autisti e conducenti di macchine operatrici che svolgono attività con carattere discontinuo nell’ambito di appalti per lavori di manutenzione stradale straordinaria, in forza di determinati ordini di servizio impartiti dal committente.

***

INPS: cir.112 – prestazioni antitubercolari

L’INPS ha emanato la circolare n. 112 del 13 luglio 2017, con la quale fornisce un quadro riepilogativo della normativa inerente alle prestazioni antitubercolari.

***

INPS: cir.113 – compilazione del modello F24 ELIDE

L’INPS ha emanato la circolare n. 113 del 13 luglio 2017, con la quale fornisce le istruzioni per la compilazione del modello F24 ELIDE e dei relativi codici di pagamento con riferimento alla contribuzione di cui all’articolo 38, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, afferente ai lavoratori dipendenti privati in aspettativa per cariche pubbliche.

***

INPS: cir.114 – Gestione dipendenti pubblici – personale collocato in disponibilità

L’INPS ha emanato la circolare n. 114 del 13 luglio 2017, con la quale fornisce alcuni chiarimenti in ordine al versamento degli oneri sociali corrisposti dalle Amministrazioni pubbliche all’INPS durante il periodo in cui il dipendente è collocato in disponibilità (art. 33, comma 4, del D.L.gs n.165/2001) e sui riflessi pensionistici e previdenziali.

******

9) Cndcec: spesometro semestrale adempimento complesso, non basta un automatico “rigiro” dei dati delle fatture già contenuti nei registri IVA

Cndcec: spesometro semestrale adempimento complesso, non basta un automatico “rigiro” dei dati delle fatture già contenuti nei registri IVA.

Dunque, le fatture emesse e ricevute andranno controllate una per una, tranne per chi decidesse per altre opportunità di caricarle comunque a mano nel software apposito per l’invio telematico all’Agenzia delle entrate da effettuare entro il 18 settembre 2017 (software Sogei non ancora disponibile).

E’ quanto evidenzia il Consiglio nazionale dei commercialisti nel documento di criticità pubblicato il 14 luglio 2017 sul proprio sito istituzionale ed inviato al Mef (Casero) e all’Agenzia delle entrate (Ruffini).

Si tratta dell’adempimento che, allo stato attuale, desta le maggiori preoccupazioni per i commercialisti, cadendo in un periodo in cui gli studi professionali sono già fortemente impegnati nella “campagna” di invio delle dichiarazioni dei redditi del 2016. L’adempimento, contrariamente a quanto si ritiene, afferma il Cndcec, non si risolve in un automatico “rigiro” all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture già contenuti nei registri IVA, dovendo il professionista, per tutti i contribuenti, controllare in modo dettagliato che i dati registrati siano corretti o comunque non siano carenti di qualche informazione comunque richiesta dal modello comunicativo. Motivo di ulteriore preoccupazione deriva dal fatto che l’invio dei dati delle fatture sarà caratterizzato dalle medesime complessità procedurali già sperimentate, nel mese di giugno, per l’invio dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, per effetto dell’obbligo di utilizzo dello stesso (nuovo) standard di trasmissione previsto per quest’ultimo tipo di comunicazioni.

Il documento

Fisco, dal Consiglio nazionale l'elenco delle criticità

Inviato a Mef e Entrate. Miani: "Serve un cambio di rotta"

Un documento che mette nero su bianco le principali criticità che, in particolar modo nella prima parte del 2017, hanno caratterizzato gli adempimenti fiscali a carico dei contribuenti e dei commercialisti da loro incaricati. Lo ha messo a punto il Consiglio nazionale dei commercialisti per consegnarlo, accompagnato da una lettera del presidente nazionale Massimo Miani, al Viceministro dell’Economia, Luigi Casero e al neodirettore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Un’elencazione soltanto parziale, sottolinea il Consiglio nazionale, “certamente non esaustiva delle numerose criticità presenti nel nostro sistema fiscale, ma indicativa delle difficoltà che gli operatori devono oggi affrontare per adempiere correttamente ai propri obblighi”.

I commercialisti spiegano come “che la questione da risolvere che riteniamo prioritaria è una questione di metodo, prima ancora che di merito”. “Il problema principale del nostro sistema fiscale è costituito – è scritto nel documento - dal clima di permanente incertezza e di instabilità normativa che lo contraddistingue e che incide negativamente sulla competitività dell’intero sistema - Paese “.

Inquadrata dal punto di vista dei Commercialisti, poi, “l’incertezza e l’instabilità normativa sono tali da rendere impossibile non solo l’individuazione del tax rate di operazioni non particolarmente complesse, ma anche la programmazione delle ordinarie attività di studio, in conseguenza dell’impatto immediato che solitamente hanno le predette modifiche normative, le quali invece, in un sistema più attento alle esigenze dei contribuenti, dovrebbero essere introdotte prevedendone una decorrenza differita, in modo da avere il tempo necessario per la predisposizione degli strumenti indispensabili (decreti attuativi, software di elaborazione e diagnostici, circolari interpretative e altri documenti di prassi) per il corretto adempimento degli obblighi fiscali connessi alle modifiche stesse (esemplificative, al riguardo, le modifiche recentemente apportate dal D.L. n. 50 del 2017 alle modalità di compensazione dei crediti tributari, allo split payment, alle modalità di calcolo degli acconti IRES, per non dire delle modifiche alla disciplina dell’ACE, in parte anticipate dalla legge di bilancio 2017, e alle modalità di determinazione del reddito di impresa per le società che adottano i nuovi principi contabili nazionali)”.

Per questi motivi i commercialisti chiedono “un deciso cambio di rotta nella “gestione” della “macchina” fiscale, il cui filo conduttore non può che essere il ripristino del pieno ed incondizionato rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente”. Ancor più importante, a parere del Consiglio nazionale, è “che le Istituzioni competenti, Parlamento, MEF, Agenzia delle entrate e altri enti impositori, manifestino una maggiore propensione all’ascolto in via preventiva della nostra categoria sia nella fase della produzione normativa che in quella della sua implementazione operativa, non foss’altro per l’esperienza e la competenza che i commercialisti possono offrire in tale delicato settore”.

Dopo anni di incontri, riunioni e Tavoli tecnici – scrive il Consiglio nazionale nel documento - i risultati conseguiti sono stati, purtroppo, al di sotto delle aspettative che, di volta in volta, le stesse Istituzioni avevano riposto in dette iniziative, a cominciare dall’obiettivo (ancora lungi dall’essere realizzato) di semplificare gli adempimenti fiscali e ridurre, di conseguenza, il costo degli stessi in modo significativo”. Da queste premesse scaturisce un dettagliato elenco di criticità e proposte. Si va dalla proroga automatica dei termini degli adempimenti tributari al calendario scadenze fiscali relative al secondo semestre 2017; dall’eliminazione dell’obbligo stampa Registri IVA al trattamento perdite imprese minori, dalla Fiscalità OIC-adopter ai problemi relativi all’ACE fino allo Split payment.

(CNDCEC, Comunicato del 14 luglio 2017)

****

10) Comunicato Mef: dal 15 luglio il processo tributario telematico (PTT) è attivo in tutta Italia

Dal 15 luglio 2017 con l’estensione delle procedure informatiche del contenzioso nelle Commissioni tributarie presenti nelle regioni delle Marche, Valle d’Aosta, province autonome di Trento e Bolzano, il processo tributario telematico (PTT) sarà attivo su tutto il territorio nazionale. Sarà possibile, attraverso il portale dedicato "www.giustiziatributaria.gov.it" accedere al sistema informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T. - PTT) per il deposito telematico degli atti e documenti processuali già notificati alla controparte. Inoltre, i giudici tributari, i contribuenti, i professionisti e gli enti impositori, previamente registrati, potranno consultare da casa o dai propri uffici il fascicolo processuale contenente tutti gli atti e documenti del contenzioso a cui sono interessati. La digitalizzazione delle fasi della notifica e del deposito dei ricorsi e dei documenti comporta vantaggi notevoli per tutti gli attori del processo tributario in termini di semplificazione, trasparenza degli adempimenti processuali e di durata del contenzioso.

(Ministero dell’Economia e finanze, comunicato del 14 luglio 2017)

***

Nuova causale contributo e codici tributo: ecco due diverse risoluzioni Ade

La prima va utilizzata per finanziare la sanità integrativa dei metalmeccanici e gli altri sono necessari per versare l’Iva sugli acquisti effettuati da chi presenta il modello Intra 12.

Con due diversi risoluzioni, entrambe del 14 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate istituisce – con la n. 90/E – la causale contributo MET1 per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo nazionale di categoria di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore metalmeccanico e dell’installazione d’impianti “Metasalute” e – con la n. 91/E – i codici tributo 6043 e 622E i nuovi codici tributo per il versamento, tramite i modelli “F24” ed “F24 Enti pubblici”, dell’Iva sugli acquisti effettuati da parte dei soggetti che presentano il modello Intra 12, ai sensi dell’articolo 49 del Dl 331/1993.

Risoluzione 90/E del 14 luglio 2017

Su richiesta dell’Inps – con il quale l’Agenzia delle Entrate ha stipulato una convenzione per la riscossione mediante F24 dei contributi di sua spettanza – è stata varata l’apposita causale contributo MET1 per consentire agli interessati di versare i contributi per il finanziamento del Fondo nazionale di categoria di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore metalmeccanico e dell’installazione d’impianti denominato “Metasalute”.

Nell’F24, va indicata nella sezione “Inps”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”. All’interno della stessa sezione, negli appositi campi, vanno riportati, inoltre, il codice della sede Inps competente e la matricola Inps dell’azienda.

Nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, mentre la colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata

Risoluzione 91/E del 14 luglio 2017

Per i soggetti tenuti agli adempimenti previsti dall’articolo 49 del Dl 331/1993, che presentano mensilmente la dichiarazione modello Intra 12 e, pertanto, devono versare l’Iva (tramite F24 o F24Ep), in relazione agli acquisti dichiarati, sono stati istituiti due nuovi codici:

6043 da indicare nella sezione “Erario” del modello F24

622E da indicare nel campo “sezione”, della lettera “F” (Erario) del modello F24 Enti pubblici.

I nuovi entrati sostituiscono i precedenti codici tributo 6099 e 619E che restano comunque attivi per effettuare le altre tipologie di versamento per i quali sono attualmente utilizzati.

Vincenzo D’Andò