Approvato il nuovo modello IVA TR con visto di conformità – Diario quotidiano del 5 luglio 2017

Pubblicato il 5 luglio 2017



1) Approvato il nuovo modello Iva Tr: trova posto la nuova compensazione con visto di conformità
2) Bonus asilo nido: a breve la presentazione delle domande
3) Impugnabilità del diniego di disapplicazione di norme antielusive
4) Qualificazione del cantiere edile come unità produttiva
5) Tassazione delle plusvalenze anche sui beni acquisiti per successione
6) Lavoro occasionale: arrivate le causali per pagare con il modello F24
7) Antiriciclaggio: ancora sulla caduta dell’obbligo di registrazione
8) Enasarco: niente reato per l’imprenditore che non ha versato i contributi
9) Autotrasportatori, al via le agevolazioni fiscali 2017
10) Agevolazioni riservate alla prima casa di abitazione – Reiterazione delle agevolazioni
diario-quotidiano-articoli-91) Approvato il nuovo modello Iva Tr: trova posto la nuova compensazione con visto di conformità 2) Bonus asilo nido: a breve la presentazione delle domande 3) Impugnabilità del diniego di disapplicazione di norme antielusive 4) Qualificazione del cantiere edile come unità produttiva 5) Tassazione delle plusvalenze anche sui beni acquisiti per successione 6) Lavoro occasionale: arrivate le causali per pagare con il modello F24 7) Antiriciclaggio: ancora sulla caduta dell’obbligo di registrazione 8) Enasarco: niente reato per l’imprenditore che ha non versato i contributi 9) Autotrasportatori, al via le agevolazioni fiscali 2017 10) Applicazione delle agevolazioni riservate alla prima casa di abitazione – Reiterazione delle agevolazioni ****

1) Approvato il nuovo modello Iva Tr: trova posto la nuova compensazione con visto di conformità

Online il nuovo modello Iva Tr, pubblicate anche le istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati.

L’Agenzia delle entrate, con un comunicato stampa di ieri ha reso noto che è disponibile online, sul sito internet istituzionale (www.agenziaentrate.it), il nuovo modello Iva Tr, che i contribuenti titolari di partita Iva possono utilizzare per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale.

Il vecchio modello è stato, infatti, aggiornato per recepire le ultime novità introdotte dalla legge n. 96/2017, che ha previsto, per i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti per importi superiori a 5mila euro annui, l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità o, in alternativa, la sottoscrizione da parte dell’organo di controllo sull’istanza da cui emerge il credito.

Il nuovo modello dovrà essere utilizzato a partire dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al secondo trimestre dell’anno d’imposta 2017 e dovrà essere presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento.

Assieme al modello, il provvedimento dell’Agenzia di ieri approva le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati, che può avvenire in maniera diretta oppure tramite un intermediario abilitato.

In particolare, il Provvedimento direttoriale 4 luglio 2017 sostituisce il precedente entrato in scena con provvedimento del 21 marzo 2016. La norma ora in vigore (articolo 10, comma 1, lettera a, numero 7, Dl 78/2009) prevede che chi intende utilizzare in compensazione crediti Iva per importi superiori a 5mila euro annui deve richiedere l’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni (ovvero sulle istanze, in caso di credito infrannuale) dalle quali emerge il credito. In alternativa, per i contribuenti soggetti al controllo contabile, è ammessa la sottoscrizione della dichiarazione (o dell’istanza) da parte dell’organo di controllo.

La versione aggiornata di Iva Tr dovrà essere utilizzata a partire dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito relativo al periodo aprile/giugno 2017, per la presentazione delle quali c’è tempo fino al prossimo 31 luglio. Il modello è provvisto del prospetto riepilogativo riservato all’ente o alla società controllante per i crediti trimestrali relativi al gruppo. Il Modello Tr è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e del Mef; nell’ipotesi in cui si prelevasse da altri portali, è necessario che il format utilizzato abbia le caratteristiche tecniche indicate nell’allegato A al provvedimento e riporti l’indirizzo del sito dal quale è stato preso.

Il canale di trasmissione è esclusivamente telematico; il contribuente può provvedervi direttamente o rivolgendosi a intermediari abilitati.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 146 del 4 luglio 2017)

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2) Bonus asilo nido: a breve la presentazione delle domande

Bonus asilo nido: Dal prossimo 17 luglio domande on line. Dunque, dal 17 luglio 2017 sarà possibile presentare on line la domanda per il bonus asilo nido. Si potranno gestire anche i periodi pregressi che decorrono dall’1 gennaio 2017.

Il premio di 1000€ è corrisposto direttamente dall’INPS su domanda del genitore che in sede di presentazione dell’istanza dovrà specificare l’evento per il quale si richiede il beneficio: pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (contributo asilo nido); introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).

Al fine di far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di un asilo nido pubblico o privato autorizzato, è previsto il pagamento di un buono annuo per un massimo di 1000€ (con cadenza mensile 90,91€), parametrato per ogni anno di riferimento a 11 mensilità da corrispondere in base alla domanda del genitore richiedente. Nel caso in cui la retta mensile sia inferiore a 90,91€ il richiedente avrà diritto ad un contributo pari alla sola spesa sostenuta.

Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione fiscale frequenza asili nido, è cumulabile con il baby sitting, ma non può essere fruito, nel corso dell'anno, in mensilità coincidenti con quelle di fruizione degli stessi. Nella domanda telematica il richiedente sarà tenuto ad autocertificare l’esistenza di tali condizioni.

Una seconda ipotesi, invece, è prevista al fine di favorire l’introduzione di forme di supporto presso l’abitazione in favore dei bimbi con meno di 3 anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche (contributo per un importo massimo di 1000€ annui).

In tale caso, il genitore richiedente dovrà presentare un’attestazione del pediatra di libera scelta, che dichiari per l’intero anno di riferimento, “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. Il bonus sarà erogato in un’unica soluzione ed è cumulabile con il baby sitting.

La domanda potrà essere presentata dal 17 luglio 2017 al 31 dicembre 2017 esclusivamente in via telematica anche mediante WEB – Servizi telematici accessibili tramite PIN dispositivo Inps. Ulteriore possibilità è data dal numero verde 803.164 Contact Center Integrato.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 4 luglio 2017)

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3) Impugnabilità del diniego di disapplicazione di norme antielusive

L’impugnazione di atti diversi da quelli specificatamente indicati nell’art. 19 D.lgs. 546/92 non comporta in ogni caso inammissibilità. La CTR toscana, pur ricordando che sul punto si sono susseguiti orientamenti oscillanti da parte dei giudici di merito e di legittimità, sottolinea come oggi sia pacificamente accettato il principio secondo il quale gli atti impugnabili elencati nel succitato articolo siano suscettibili di interpretazione estensiva, anche in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente e di buon andamento della P.A. (Cass. SS.UU. 8587/16). Nel caso di specie, contrariamente ha quanto asserito dalla CTP, i giudici di appello affermano che anche il diniego di disapplicazione di norme antielusive, ex art. 37 bis c. VIII DPR 600/73, rientra nel novero degli atti facoltativamente impugnabili da parte del contribuente.

(Sentenza del 31/05/2017 n. 1386/5 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana)

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4) Qualificazione del cantiere edile come unità produttiva

Edili, cantiere è unità produttiva se dura almeno 30 gg. Il cantiere è unità produttiva, ai fini della concessione della CIG se ha durata di 30 giorni almeno.

Il Ministero del Lavoro con nota prot. n. 9631/2017, ha risposto a un quesito di Ance (associazione nazionale costruzioni edili) e sindacati.

La notizia e la nota integrale sono state evidenziate il 4 luglio 2017 dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nella propria home page del sito internet istituzionale.

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – NOTA 14 GIUGNO 2017, N. 9631

Lettera parti sociali settore edilizia

Facendo seguito alla nota prot. 6328 del 13 aprile 2017 di questa Direzione Generale, in relazione agli ulteriori chiarimenti richiesti con la nota pervenuta a questa DG in data 6 giugno 2017 (All. 1) dalle parti sociali, acquisito il parere dell’Ufficio Legislativo prot. 4030 del 13 giugno 2017, si rappresenta quanto segue.

Con riferimento alla problematica posta dalle parti sociali nell’ambito della nota allegata, si evidenzia che occorre tenere distinti i due aspetti della questione che attengono, l’uno, alle caratteristiche che deve avere un cantiere edile per essere qualificato come unità produttiva ai fini della concessione del trattamento di integrazione salariale, l’altro, alla verifica in capo ai lavoratori del requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento. Ai fini della qualificazione di un cantiere come unità produttiva, è stato stabilito che il cantiere debba avere una durata di almeno 30 giorni.

Pertanto, per i cantieri che costituiscono unità produttiva, la verifica dell’anzianità di effettivo lavoro andrà effettuata con riferimento al singolo cantiere. Con la conseguenza che potranno fruire del trattamento di integrazione salariale i lavoratori che abbiano, presso l’unità produttiva per la quale viene richiesto il trattamento (il cantiere), un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni. Fermo restando che, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 148 del 2015, la verifica del requisito dell’anzianità di effettivo lavoro non va effettuata per gli eventi oggettivamente non evitabili.

Diversamente, nel caso in cui un cantiere abbia una durata inferiore a 30 giorni e non sia dunque qualificabile come unità produttiva autonoma rispetto all’impresa, può essere considerata, come unità produttiva di riferimento dei lavoratori, la sede dell’impresa, alla quale vengono imputati i giorni di lavoro effettuati nei cantieri non qualificabili come unità produttive.

Si resta a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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5) Tassazione delle plusvalenze anche sui beni acquisiti per successione

E’ soggetto a tassazione il reddito da plusvalenza derivante da attività edificatoria realizzata su terreni di proprietà successivamente alienati a terzi anche nel caso in cui gli stessi siano pervenuti al contribuente per successione o per divisione ereditaria. La Suprema Corte, ribadendo il proprio orientamento contenuto nella sentenza n. 4806/1998, ha precisato che quando tra il momento dell’acquisto e quello dell’alienazione siano state compiute attività intese ad aumentare il valore dei beni si ravvisa sempre una fattispecie impositiva. L’analisi offerta dagli ermellini ritiene quindi errata l’interpretazione letterale dell’art. 76 del d.p.r. n. 597 del 1973 nella parte in cui prevede che “ove il bene sia pervenuto al contribuente a seguito di successione mortis causa” la plusvalenza non sia mai tassabile.

(Sentenza del 24/05/2017 n. 13071/5 - Corte di cassazione)

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6) Lavoro occasionale: arrivate le causali per pagare con il modello F24

Le deleghe di pagamento potranno essere utilizzate per pagare collaboratori familiari, baby sitter e giardinieri, o dipendenti di piccole aziende, amministrazioni pubbliche ed enti no-profit

Lifa “e “Cloc” sono le causali contributo, istituite dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione 81/E del 1° luglio 2017, su richiesta dell’Inps, per effettuare i versamenti relativi ai due nuovi strumenti introdotti dalla conversione in legge del Dl 50/2017 (manovra correttiva), per regolamentare determinate situazioni di lavoro occasionale riguardanti famiglie e micro-imprese. In particolare, l’articolo 54-bis della manovra correttiva prevede, nel primo caso, un “libretto di famiglia” che potrà essere utilizzato per pagare i compensi di colf, giardinieri, per l’assistenza a domicilio, le ripetizioni dei figli o la baby sitter.

Il contratto di prestazione occasione, invece, potrà essere applicato soltanto dalle imprese fino a 5 dipendenti, entro la soglia di 5mila euro l’anno, con paghe fino a 2.500 euro per ogni lavoratore. Potranno utilizzarlo anche professionisti, enti no-profit e amministrazioni pubbliche.

In entrambi i casi, gli utilizzatori dovranno effettuare versamenti “preventivi” delle retribuzioni tramite i modelli F24 Elide o, se a pagare è un’amministrazione pubblica, F24 Enti pubblici.

Ecco, quindi, il perché delle due causali contributo:

Lifa” – finanziamento del libretto famiglia per l’accesso a prestazioni fi lavoro occasionale

Cloc” – finanziamento del contratto di lavoro occasionale.

Il modello F24 Elide dovrà essere compilato indicando:

nella sezione “contribuente” il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il versamento

nella sezione “Erario ed altro”

la lettera “I” (Inps) nel campo “tipo”

nessun valore per gli “elementi identificativi”

la causale contributo “Lifa” o “Cloc” nel campo “codice”

l’“anno di riferimento”, è quello in cui si effettua il pagamento.

Cloc” potrà essere indicata anche nell’F24 Enti pubblici, esclusivamente nella colonna degli “importi a debito versati”, indicando:

nella sezione “contribuente”, il codice fiscale e i dati anagrafici dell’ente che effettua il versamento

nella sezione “dettaglio versamento”

nel campo “sezione”, la lettera “I” (Inps)

nel campo “codice tributo/causale”, la causale “Cloc”

nessun valore per il “codice” e gòo “estremi identificativi”

nel campo “riferimento A”, il mese in cui si effettua il pagamento

nel campo “riferimento B”, l’anno in cui si effettua il pagamento.

Quattro nuove causali contributo. Destinazione: tre enti e un fondo

Trovano idonea sistemazione nel modello di pagamento unificato e permettono di indirizzare le somme versate direttamente alle casse degli organismi che le attendono

Un passaggio all’Inps e poi immediata dislocazione nelle casse di tre diversi enti bilaterali e del fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori di cooperative “Asicoop”: tutto grazie al modello di pagamento unificato F24 e alle neo causali contributo “Asi1”, “Ebic”, “Ebg1” ed “Enb1”, istituite dall’Agenzia delle Entrate con le risoluzioni 80, 82, 83 e 85, tutte del 3 luglio 2017.

In particolare:

- Asi1 si concilia bene con il fondo di assistenza sanitaria integrativa

- Ebic nasce per le somme destinate all’ente bilaterale per il commercio i servizi e il turismo “Ebicost”

- Ebg1 risponde all’indirizzo dell’ente bilaterale generale “E.bi.gen. Ugl/Confimea”

- Enb1 porta dritto all’ente nazionale bilaterale per l’ambiente e per la sicurezza “Enbas”.

L’istituzione delle quattro nuove causali va inquadrata nell’ambito della convenzione 18 giugno 2008 stipulata tra Agenzia delle Entrate e Inps per regolare la riscossione, mediante F24, dei contributi spettanti all’Istituto di previdenza e di quelli previsti dalla legge 311/1973, che ha “ratificato” l’estensione del servizio di riscossione dei contributi associativi tramite gli enti previdenziali. Nell’F24 vanno indicate nella sezione “Inps”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”. All’interno della stessa sezione, negli appositi campi, vanno riportati, inoltre, il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell’azienda o della filiale.

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7) Antiriciclaggio: ancora sulla caduta dell’obbligo di registrazione

Dal 4 luglio 2017, ai fini della disciplina dell’antiriciclaggio, i professionisti non sono più tenuti ad effettuare la registrazione delle prestazioni professionali oggetto di adeguata verifica della clientela. Tuttavia, il DLgs. 90/2017, pubblicato sulla G.U. n. 149 del 28 giugno 2017, appesantisce gli obblighi di conservazione, potenziandoli e modificandone le modalità di adempimento.

Sul tema è già stata ampiamente illustrata la nuova disciplina nel Diario quotidiano del 30 giugno 2017, a cui si rinvia per l’approfondimento delle novità in materia.

Tra le novità introdotte dal Legislatore, emerge anche la nuova comunicazione dei dati del titolare effettivo al Registro delle imprese, così come prevista dal neo art. 21 del D.Lgs. 231/2007.

Le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, ovvero le S.r.l., le S.p.a., le S.a.p.a. e le cooperative, dovranno comunicare le informazioni relative ai propri titolari effettivi al Registro delle imprese.

I dati trasmessi saranno conservati in un’apposita sezione, a cui potranno accedere anche coloro che sono obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, come nel caso dei professionisti, dietro pagamento dei diritti di segreteria.

Sarà, comunque, un apposito decreto del Ministero delle economia e delle finanze (di concerto con il Ministero dello sviluppo) a stabilire non solo i dati da trasmettere, ma anche le modalità e i termini, nonché le modalità di accesso da parte dei terzi ai dati stessi.

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8) Enasarco: niente reato per l’imprenditore che non ha versato i contributi

Non commette reato l’imprenditore che omette di pagare i contributi previdenziali all’Enasarco.

Lo afferma la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31900 del 3 luglio 2017, secondo cui per l’omissione contributiva degli agenti di commercio non sussiste un reato a carico dell’imprenditore ma solo una sanzione amministrativa. La Suprema Corte ha, così, assolto il titolare di un’azienda che non aveva versato le ritenute previdenziali sulle fatture emesse dai suoi agenti.

In atto, l’omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali è un illecito penalmente sanzionato solo quando l’importo omesso sia superiore a 10.000 euro annui.

L’art. 2 comma 1-bis del D.L. 463/1983 è stato oggetto della depenalizzazione operata dal DLgs. 8/2016, in forza della quale l’omesso versamento delle ritenute, per un importo superiore a 10.000 euro annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro. Se, invece, l’importo omesso non è superiore a 10.000 euro annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro.

La Corte di Cassazione ha adesso precisato che tale norma si riferisce solo ed esclusivamente alle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. Restano, invece, escluse dall’ambito di tale tutela (penale o amministrativa) le altre forme di ritenute previdenziali.

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9) Autotrasportatori, al via le agevolazioni fiscali 2017

Come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze, sono confermate per il 2017, sulla base delle risorse disponibili, le misure agevolative a favore degli autotrasportatori.

Confermati gli importi delle deduzioni forfetarie

In particolare, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR), per il periodo d’imposta 2016, nella misura di 51,00 euro. La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

La deduzione forfetaria va riportata nei quadri RF e RG dei modelli Redditi 2017 Pf e Sp, utilizzando nel rigo RF55 i codici 43 e 44 e nel rigo RG22 i codici 16 e 17, così come indicato nelle istruzioni del modello Redditi (i codici si riferiscono, rispettivamente, alla deduzione per i trasporti all’interno del Comune e alla deduzione per i trasporti oltre tale ambito).

Confermata la misura relativa al recupero del contributo al Ssn

Le imprese di autotrasporto merci - conto terzi e conto proprio - possono recuperare nel 2017 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2016 come contributo al Servizio sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate. Anche quest’anno, per la compensazione in F24, si utilizza il codice tributo “6793”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 145 del 4 luglio 2017)

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10) Applicazione delle agevolazioni riservate alla prima casa di abitazione – Reiterazione delle agevolazioni

Colui che ha già acquistato un’unità immobiliare a titolo oneroso fruendo delle agevolazioni ‘prima casa’ può reiterare la fruizione del beneficio in argomento in relazione alla stipula di un successivo atto di donazione.

Il nuovo regime, in buona sostanza, consente al contribuente di fruire delle agevolazioni 'prima casa' in relazione all'acquisto di un nuovo immobile, ancorchè risulti già in possesso di altra abitazione acquistata con le agevolazioni, a condizione, tuttavia, che si impegni ad alienare l'immobile preposseduto entro un anno dal nuovo acquisto agevolato.

La modifica delle condizioni stabilite dalla Nota II-bis) esplica, quindi, effetti anche ai fini dell'applicazione delle agevolazioni 'prima casa' in sede di successione o donazione e, pertanto, il contribuente che ha già acquistato una abitazione a titolo oneroso, fruendo della agevolazioni prima casa’, potrà richiederle nuovamente in sede di successione o donazione, impegnandosi a rivendere, entro l’anno dall’acquisto del nuovo immobile agevolato, l'immobile preposseduto.

In considerazione delle richiamate disposizioni, deve ritenersi, dunque, con riferimento al caso rappresentato, che il contribuente istante che risulta già in possesso di un immobile acquistato a titolo oneroso fruendo delle agevolazioni di cui alla Nota II-bis) posta in calce all’articolo 1 citato, potrà richiedere nuovamente le agevolazioni riservate alla ‘prima casa di abitazione’ in occasione della stipula dell’atto di donazione sopra rappresentato, a condizione, tuttavia, che nel predetto atto si impegni a vendere entro l'anno dal nuovo acquisto l'immobile preposseduto.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 86/E del 4 luglio 2017)

Vincenzo D’Andò