Antiriciclaggio: la protesta dei professionisti – Diario quotidiano del 7 luglio 2017 – Lavoro occasionale: arrivata la circolare INPS

Pubblicato il 7 luglio 2017

1) Antiriciclaggio: nota congiunta Avvocati, Commercialisti e Notai
2) Entrate tributarie: i primi 5 mesi segnano un aumento dell’1,9%
3) Ricorsi contro il provvedimento di disconoscimento del rapporto di lavoro
4) Lavoro occasionale: arrivata la circolare INPS
5) INL: caporalato – stipulata la convenzione con AGEA
6) Cosa cambia con i nuovi voucher: circolare della Fondazione dei CDL
7) Non profit: per i ritardatari sono disponibili gli elenchi del 5 per mille
8) Guida delle Entrate sulle spese sanitarie: tante utili indicazioni
9) Istituzione del servizio civile universale: riscatto ai fini pensionistici
10) Spettano gli interessi di mora sul rimborso dell’eccedenza Iva
protesta1) Antiriciclaggio: nota congiunta Avvocati, Commercialisti e Notai - ecco la prima voce ufficiale di protesta dei professionisti 2) Entrate tributarie: i primi 5 mesi segnano un aumento dell’1,9% 3) Organo competente a decidere sui ricorsi contro il provvedimento di disconoscimento del rapporto di lavoro 4) Lavoro occasionale: arrivata la circolare INPS 5) INL: caporalato – stipulata la convenzione con AGEA 6) Cosa cambia con i nuovi voucher: circolare della Fondazione dei CDL 7) Non profit: per i ritardatari sono disponibili gli elenchi del 5 per mille 8) Ecco la guida delle Entrate sulle spese sanitarie: tante utili indicazioni anche per i CAF 9) Istituzione del servizio civile universale: riscatto ai fini pensionistici 10) Spettano gli interessi di mora sul rimborso dell’eccedenza Iva ****

1) Antiriciclaggio: nota congiunta Avvocati, Commercialisti e Notai (ecco la la prima voce di protesta dei professionisti)

Antiriciclaggio. "Ora la politica rispetti gli impegni assunti". Nota congiunta Avvocati, Commercialisti, Notai: "Pieno contributo al nuovo tavolo tecnico, ma ora servono soluzioni normative univoche, applicabili nel breve periodo e non punitive per i professionisti”.

In attesa della definizione delle regole tecniche previste dal d.lgs. 90/2017, è di estrema urgenza fornire indicazioni ai professionisti per la corretta gestione degli obblighi antiriciclaggio”. Lo affermano i Consigli nazionali di Avvocati, Commercialisti e Notai che ieri sono stati convocati, insieme ad UIF e Guardia di Finanza, alla prima riunione del nuovo tavolo tecnico sull’Antiriciclaggio istituito dal Viceministro all’economia Luigi Casero “Le professioni economico-giuridiche - scrivono in una nota congiunta i tre Consigli - prendono atto di quanto dichiarato dal Viceministro Casero in relazione alla volontà del governo di “attuare le nuove norme antiriciclaggio senza introdurre adempimenti che appesantiscano ulteriormente la parte burocratica e amministrativa degli obblighi di segnalazione e senza fornire interpretazioni peggiorative degli adempimenti in essere”.

In tal senso, affermano Avvocati, Commercialisti e Notai “offriremo il nostro pieno contributo affinché dal tavolo possano emergere soluzioni normative univoche e applicabili nel breve periodo, tali da non dare adito a soluzioni interpretative controverse”. “L’auspicio - continuano le tre professioni - è che gli impegni ancora una volta pubblicamente assunti dalla politica vengano effettivamente rispettati. Troppo spesso – concludono – anche in tempi molto recenti siamo stati costretti ad esprimere il nostro forte disappunto di fronte all’approvazione di norme non corrispondenti a quanto espressamente concordato nell’ambito di analoghi tavoli tecnici e, in ultima analisi, sostanzialmente punitive per i professionisti”.

(CNDCEC, comunicato del 6 luglio 2017)

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2) Entrate tributarie: i primi 5 mesi segnano un aumento dell’1,9%

Segnale positivo dalle casse erariali. Sia le imposte dirette sia quelle indirette incrementano il gettito rispetto all’anno scorso. Iva più 4,3% grazie anche allo split payment.

Entrate tributarie: 159,4 miliardi (+1,9%) nei primi cinque mesi del 2017

Nel periodo gennaio-maggio 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 159.423 milioni di euro, in aumento dell’1,9% (+ 2.953 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016.

Si segnala che nel 2016, anno dell’entrate in vigore della nuova modalità di pagamento del canone tv attraverso la bolletta elettrica, i primi versamenti del canone si sono registrati a partire dal mese di agosto, mentre nel 2017 i versamenti sono affluiti all’erario da gennaio. Al netto del gettito del canone televisivo, che nei primi cinque mesi è stato pari a 642 milioni di euro, le entrate crescono dell’1,5%.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 80.704 milioni di euro, in aumento dell’1,4% (+ 1.135 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le entrate IRPEF ammontano a 72.430 milioni di euro, in crescita di 1.149 milioni di euro (+1,6%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente e da pensione (+1.178 milioni di euro, +1,8%). Il risultato riflette anche gli effetti di alcune misure introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 (Legge n.232 del 11 dicembre 2016) e, in particolare, l’aumento delle detrazioni per i pensionati di età inferiore a 75 anni, equiparate a quelle previste per i pensionati di età pari o superiore ai 75 anni (art.1, comma 210) e le revisioni al regime della tassazione dei premi di produttività (art. 1, comma 160). Si tratta di interventi di alleggerimento del carico tributario che riducono il gettito Irpef.

Gli introiti dell’IRES registrano un incremento di 211 milioni di euro (+16,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le entrate dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi ed altri redditi di capitale mostrano una crescita tendenziale pari a +1,7%. Prosegue il trend negativo delle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (- 161 milioni di euro, pari a –24,6%) e quello dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (–9 milioni di euro, pari a –1,3%).

All’andamento delle imposte dirette di gennaio-maggio 2017 ha contribuito anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 405 milioni di euro, con una diminuzione di 348 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 78.719 milioni di euro, in aumento del 2,4% (+1.818 milioni di euro) rispetto ai primi cinque mesi dell’anno precedente.

Le entrate dell’IVA sono pari a 46.761 milioni di euro con un incremento di 1.912 milioni di euro (+4,3%). L’andamento è positivo sia per la componente dell’IVA sugli scambi interni (+2,2%) sia per quella sulle importazioni (+22,1%). Il gettito dell’IVA sugli scambi interni riflette per 4.078 milioni di euro l’applicazione del meccanismo dello split payment.

Tra le imposte sulle transazioni, l’imposta di registro segna una diminuzione dell’8,1%. La variazione negativa, rispetto all’analogo periodo del 2016 che si è avuta per l’imposta di bollo (-260 milioni di euro) è dovuta al diverso profilo di versamento mensile derivante dalle modalità di scomputo dell’acconto dell’imposta di bollo versato ad aprile (modalità introdotta con la circolare n. 16 del 14 aprile 2015 dell’Agenzia delle Entrate).

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attestano a 9.210 milioni di euro (-0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso); il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 1.452 milioni di euro con una diminuzione del 2,7%.

ENTRATE DA GIOCHI

Il gettito relativo ai giochi, pari a 5.879 milioni di euro, presenta, nel complesso, una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo del 2016.

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, si sono attestate a 3.491 milioni di euro e presentano una lieve variazione negativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-30 milioni di euro, pari a -0,9%).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–maggio 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

(Ministero dell’Economia, Comunicato Stampa N° 114 del 05/07/2017)

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3) Organo competente a decidere sui ricorsi contro il provvedimento di disconoscimento del rapporto di lavoro

Ricorsi amministrativi avverso provvedimenti di disconoscimento del rapporto di lavoro adottati dalle strutture amministrative dell’Istituto e notificati al lavoratore. Competenza a decidere.

Con apposito messaggio l’INPS ha fornito chiarimenti in ordine alla individuazione dell’organo competente a decidere i ricorsi avverso il provvedimento di disconoscimento del rapporto di lavoro adottato, nei confronti del lavoratore, dagli Uffici amministrativi dell’Istituto all’esito delle proprie attività di verifica amministrativa o successivamente ad accertamento ispettivo in cui è stata contestata al datore di lavoro l’insussistenza di detto rapporto a seguito della novella legislativa costituita dalla sostituzione dell’art. 17 del decreto legislativo n. 124 del 2004 da parte dell’art. 11 del decreto legislativo n. 149 del 2015.

Tale norma, come noto, ha istituito il Comitato per i rapporti di lavoro al quale ha affidato il compito, precedentemente di competenza del soppresso Comitato regionale per i rapporti di lavoro, di esaminare “tutti i ricorsi avverso gli atti di accertamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e gli atti di accertamento degli Enti previdenziali e assicurativi che abbiano ad oggetto la sussistenza o la qualificazione dei rapporti di lavoro”.

Quadro normativo

Prima della novella legislativa del 2015 il riparto di competenze fra il Comitato regionale per i rapporti di lavoro istituito presso la Direzione regionale del lavoro e i Comitati regionali Inps, ai quali è affidato il compito di “decidere in via definitiva, i ricorsi relativi alla sussistenza del rapporto di lavoro”, è stato disciplinato in ordine cronologico dalle circolari dell’Istituto n. 132/04, n. 8/06, n. 127/07, n. 105/09.

Secondo le istruzioni impartite nelle predette circolari, che riprendevano altresì la posizione del Ministero del lavoro comunicata all’Istituto rispettivamente con la nota prot. n. 25/I/0011847 del 20.9.2007 e con la nota prot. n. 26/I/0002831 del 2 marzo 2009, restava ferma la competenza del Comitato regionale Inps nelle ipotesi in cui la materia del contendere riguardava la sussistenza e la qualificazione dei rapporti di lavoro avverso provvedimenti diversi dai verbali di accertamento ispettivo o riguardava irregolarità non contestate in sede ispettiva.

Parimenti erano di competenza dell’organo periferico dell’Istituto anche i ricorsi amministrativi proposti dai lavoratori avverso atti amministrativi di disconoscimento rapporti di lavoro che trovavano il loro presupposto in verbali ispettivi emessi nei confronti dei datori di lavoro.

Tali istruzioni in merito conservano la loro vigenza anche dopo la novella legislativa. Novella che non ha mutato, per quel che riguarda la questione oggetto delle odierne istruzioni, la competenza del neo istituito Comitato per i rapporti di lavoro rispetto al soppresso Comitato regionale per i rapporti di lavoro.

Le competenze del Comitato regionale dell’Istituto, quindi, sono rimaste inalterate e fra i compiti dello stesso rientra anche quello di decidere i ricorsi amministrativi proposti dal lavoratore avverso provvedimenti di disconoscimento del citato rapporto notificati al lavoratore dagli Uffici territoriali dell’Istituto a seguito di verbale ispettivo; le Sedi territoriali competenti ad istruire i ricorsi dovranno peraltro verificare l’esistenza di gravami prodotti dai datori di lavoro avanti ai Comitati per i rapporti di lavoro presso le sedi territoriali dell’INL (ex Comitati presso le DRL), originati dalle risultanze del medesimo verbale ispettivo dal quale è conseguito il disconoscimento del rapporto di lavoro.

Indicazioni operative

I ricorsi amministrativi aventi ad oggetto il provvedimento di disconoscimento del rapporto di lavoro adottato dall’Istituto – indirizzati al competente Comitato regionale - sono trasmessi dal ricorrente esclusivamente per via telematica, pena la loro irricevibilità e il termine per la presentazione è di novanta giorni dalla data di ricezione del provvedimento medesimo, secondo quanto previsto dal vigente “Regolamento delle procedure in materia di ricorsi amministrativi” di cui alla Determinazione presidenziale n. 195 del 20.12.2013.

L’invio telematico si effettua accedendo al Servizio “Ricorsi OnLine”, del portale istituzionale dell’INPS, all’indirizzo www.inps.it.

L’istanza di ricorso può essere presentata:

- in via diretta dai cittadini, dotati di PIN, tramite accesso al sito Internet dell’Istituto (www.inps.it) e al Servizio “Ricorsi OnLine”;

- tramite gli Avvocati, gli Enti di patronato e gli altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto ai sensi della L. n. 12/1979, per gli ambiti di propria competenza, attraverso i servizi telematici a loro disposizione.

Affinché il ricorso amministrativo ai Comitati regionali sia correttamente canalizzato verso le competenti strutture territoriali INPS, il ricorrente che accede in RiOL deve selezionare l’opzione “nuovo ricorso Gestione Privata” o, qualora iscritto alla Gestione ex_Enpals, l’opzione “nuovo ricorso Lavoratori Sport e Spettacolo”; nella sezione relativa ai dati del provvedimento impugnato, il ricorrente deve selezionare la voce “contributi” e, nel successivo pannello relativo al destinatario provvedimento, la voce “lavoratore dipendente”; i restanti campi di RiOL non presentano peculiarità specifiche rispetto alle altre tipologie di ricorso (numero protocollo, dati anagrafici, recapiti etc).

Il ricorso viene in tal modo instradato sulla procedura di gestione del contenzioso amministrativo Dicaweb, opportunamente implementata per gestire da oggi anche l’iter di lavorazione dei ricorsi di competenza dei Comitati regionali.

A tal fine, è stato creato il nuovo profilo procedurale di “Operatore Segreteria Comitato regionale” che sarà attribuito al personale dipendente che - presso le Direzioni regionali - svolge le funzioni di segreteria dell’organo regionale. In proposito si ricordano le disposizioni di cui al messaggio Hermes n. 0003150 del 21/2/2013 e ad oggetto il passaggio al sistema delle utenze con Identity Management (IDM).

L’iter di lavorazione dei ricorsi di competenza dei Comitati regionali è analogo a quello dei ricorsi di competenza degli Organi centrali, ma se ne differenzia esclusivamente per la gestione della fase finale che è gestita dalla segreteria dell’Organo, in tal caso di livello regionale, e che, pertanto, non prevede la partecipazione delle Direzioni centrali all’attività di istruttoria amministrativa.

Pertanto, secondo il modello organizzativo di gestione del contenzioso amministrativo (Circ.132/2011) e in analogia a quanto già previsto per la generalità dei ricorsi Dicaweb, per i ricorsi di Competenza dei Comitati regionali:

1) la Sede territorialmente competente acquisisce il ricorso da RiOL e provvede alla redazione in Dicaweb della Scheda Istruttoria che inoltra - entro 30 gg - alla S