Indicazioni INPS per la gestione degli adempimenti previdenziali per gli assunti in Apprendistato - Diario quotidiano del 12 luglio 2017

1) Contribuente obbligato a seguire i campi del software Irap: cartella esattoriale nulla

2) Notifica tardiva: contestazione solo nel ricorso introduttivo

3) Neppure il condono tombale mette al sicuro il contribuente dalle “grinfie” del Fisco

4) Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate nel corso degli anni 2017/2018

5) Riforma della P.A.: norme integrative sul licenziamento disciplinare

6) Fisco: bilancio provvisorio sulla precompilata 2017

7) Erogazioni liberali alla parrocchia detraibili e deducibili per tutti

8) Regolamento UE sulla portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online

9) Piattaforma Inps per il lavoro occasionale poco “flessibile”

10) Imposta unica: piace al CNDCEC ed anche al Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro

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1) Contribuente obbligato a seguire i campi del software Irap: cartella esattoriale nulla

È nulla la cartella di pagamento Irap se è il software che ha costretto il contribuente a compilare il campo della dichiarazione ai fini del versamento di tale tributo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16747 del 7 luglio 2017.

In tema di IRAP, il contribuente obbligato dalle “forzature informatiche del programma di invio della dichiarazione” a compilare il quadro relativo al tributo non deve poi procedere al versamento e poi chiedere il rimborso, perché la dichiarazione può essere emendata in sede di impugnazione della cartella esattoriale, emessa in seguito alla procedura di controllo automatizzato ex art. 36 bis D.P.R. 600/73.

La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso presentato da un avvocato che si è visto recapitare una cartella di pagamento per IRAP 2002, emessa in esito alla liquidazione del modello dichiarativo così presentato.

Il professionista si è difeso sostenendo di non essere tenuto al versamento dell’imposta. A differenza della CTR di Roma che aveva confermato la cartella esattoriale, i giudici di legittimità hanno annullato il gravame.

Secondo la massima Corte, “l’impugnazione della cartella esattoriale, emessa in seguito a procedura di controllo automatizzato ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 non è preclusa dal fatto che l’atto impositivo sia fondato sui dati evidenziati dal contribuente nella propria dichiarazione, poiché tale conclusione presupporrebbe la irretrattabilità delle dichiarazioni del contribuente che, invece, avendo natura di dichiarazioni di scienza, sono ritrattabili in ragione della acquisizione di nuovi elementi di conoscenza o di valutazione” (Cass. n. 9872/11).

La stessa Corte ha poi precisato che, “in tema di IRAP, il contribuente può contestare la debenza del tributo, frutto di errore nella dichiarazione presentata, anche in sede d’impugnazione della cartella di pagamento – beninteso, qualora non abbia effettuato il versamento del tributo stesso lasciando poi spirare il termine di decadenza per il rimborso -, nonostante la scadenza del termine di cui all’art. 2, comma 8 bis, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, atteso che le dichiarazioni dei redditi sono, in linea di principio, sempre emendabili, sin in sede processuale, ove per effetto dell’errore commesso derivi, in contrasto con l’art. 53 Cost., l’assoggettamento del dichiarante a un tributo più gravoso di quello previsto dalla legge” (Cass. n. 4049/15).

Peraltro, è stata riscontrata la mancanza del presupposto dell’autonoma organizzazione, e per conseguenza stato accolto il ricorso del contribuente.

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2) Notifica tardiva: contestazione solo nel ricorso introduttivo

La Corte di cassazione, con l’ordinanza 16803 del 7 luglio 2017, ha sostenuto che è legittimo il provvedimento impositivo notificato oltre i termini di decadenza se il contribuente non ha eccepito la tardività nel ricorso introduttivo. Nel caso analizzato dai giudici …

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