Tutte le novità dalla conversione della manovra correttiva: split payment, DURC, detrazione IVA voucher… – Diario quotidiano del 5 giugno 2017

Pubblicato il 5 giugno 2017



1) Le novità dalla conversione della manovra D.L. 50/2017, ecco i cambiamenti
2) Disposizioni in materia di rilascio del certificato di regolarità fiscale e di erogazione dei rimborsi
3) Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA
4) Disposizioni in materia di contrasto delle indebite compensazioni
5) Disciplina delle prestazioni occasionali: Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale
6) Disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori transfrontalieri
7) Rideterminate le aliquote dell’Ace
8) Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari
9) Indici sintetici di affidabilità fiscale per favorire l’emersione spontanea
10) Altre di fisco e previdenza
Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Manovra_Correttiva1) Le novità dalla manovra D.L. 50/2017 approvata, ecco i cambiamenti allo split payment 2) Disposizioni in materia di rilascio del certificato di regolarità fiscale e di erogazione dei rimborsi 3) Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA 4) Disposizioni in materia di contrasto delle indebite compensazioni 5) Disciplina delle prestazioni occasionali: Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale 6) Disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori transfrontalieri 7) Rideterminate le aliquote dell’Ace 8) Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari 9) Indici sintetici di affidabilità fiscale per favorire l’emersione spontanea 10) Altre di fisco e previdenza ***

1) Le novità dalla manovra D.L. 50/2017, ecco i cambiamenti allo split payment

Approvata la manovra correttiva di bilancio: Nella seduta del 1° giugno 2017, la Camera, dopo aver esaminato gli ordini del giorno, ha approvato il disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo (C. 4444-A). Il provvedimento è ora passato all’esame dell'altro ramo del Parlamento.

Voto sulla fiducia

La Camera dei deputati, il 31 maggio 2017, con 315 voti favorevoli e 142 contrari aveva votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge: Conversione in legge del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo, meglio nota come la manovra d’aprile.

Ebbene, il Servizio studi parlamentare della Camera ha reso disponibile il proprio dossier del 30 maggio 2017, sulle novità (emendamenti approvati dalla V Commissione Bilancio) introdotte nella manovra.

Ne vediamo di seguito alcune (nei restanti articoli che compongono il Diario odierno, vengono illustrate le altre più importanti, peraltro focalizzate nel citato dossier della Camera dei deputati):

Split payment

Viene inserito il capoverso 1-quater al comma 1, lettera b), ai sensi del quale, a richiesta dei cedenti o dei prestatori, i cessionari o i committenti devono rilasciare un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti cui si applicano le norme sullo split payment. Si chiarisce che i cedenti e prestatori in possesso di tale attestazione devono applicare tale modalità di versamento dell’IVA (per tutta conseguenza, se i cedenti/prestatori non ricevessero tale attestazione e allora non sarebbero sottoposti alla particolare disciplina).

Viene inserito il capoverso 1-quinquies al comma 1, lettera b), che esclude dall’applicazione delle norme sullo split payment gli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico.

Per bilanciare la perdita di gettito dovuta al mancato incasso dell’Iva, vengono poi inseriti i commi 4-bis e 4-ter, i quali dispongono, a partire dal 1° gennaio 2018, una accelerazione dei rimborsi da conto fiscale per i soggetti passivi d’imposta a cui si applica lo split payment. Per tali soggetti, i rimborsi sono pagati direttamente dalla struttura di gestione (Equitalia), sui fondi di bilancio resi disponibili dall’Agenzia delle entrate (sulla contabilità speciale n. 1778), eliminando così i tempi per l’accredito di specifici fondi da parte dell’Amministrazione finanziaria. Si demanda a un decreto del MEF l’attuazione di tali disposizioni.

Infine, si modifica il comma 3, per chiarire che le modalità di attuazione delle norme così introdotte sono affidate a uno specifico decreto, diverso da quello da emanarsi in attuazione delle disposizioni introdotte dai commi 1 e 2 del decreto in esame.

Iva su prestazioni accessorie

Viene inserito il comma 4-quater, che reca una norma interpretativa delle disposizioni che qualificano alcune prestazioni come accessorie a fini IVA, cui si applica il medesimo trattamento dell’operazione principale alle condizioni di legge. In particolare, le prestazioni di trasporto di veicoli al seguito di passeggeri sono qualificate come accessorie rispetto alle prestazioni principali di trasporto di persone, assoggettate ad IVA alle aliquote ridotte del 5% (prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare) e del 10% (prestazioni di trasporto di persone e dei rispettivi bagagli al seguito), nonché, fino al 31 dicembre 2016, esenti da imposta (prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante veicoli da piazza).

Ampliate le disposizioni sulla solidarietà nel pagamento dell’IVA anche al settore dei combustibili

Si aggiunge il comma 4-quinquies il quale affida ad un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze il compito di estendere le disposizioni sulla solidarietà nel pagamento dell’IVA anche al settore dei combustibili per autotrazione.

Le maggiori entrate derivanti dal comma suddetto vanno ad incremento del rifinanziamento del Fondo interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 66, comma 2.

In sede di coordinamento formale è stata introdotta la lettera c-bis) al comma 1, con la quale si modifica la rubrica dell’articolo 17-bis del DPR n. 633 del 1972 in “Operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società”.

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2) Disposizioni in materia di rilascio del certificato di regolarità fiscale e di erogazione dei rimborsi

Nel D.L. 50/2017 (manovra correttiva) viene inserito, con emendamento approvato dalla V Commissione Bilancio (come precisa il Dossier della Camera del 30 maggio 2017) l’articolo 1-quater, ai sensi del quale i certificati di regolarità fiscale, ivi compresi quelli per la partecipazione alle procedure di appalto, ove il contribuente si intenda avvalere della definizione agevolata dei debiti tributari di cui al decreto-legge n. 193 del 2016, sono rilasciati a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersene avvalere, limitatamente ai carichi definibili oggetto della dichiarazione stessa (comma 1).

Si chiarisce (comma 2) che la regolarità fiscale viene meno dalla data di esclusione dalla procedura di definizione agevolata anche a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute. Il comma 3 dispone che i rimborsi sono erogati, ove sussistano i relativi presupposti, a seguito della presentazione da parte dei debitore della dichiarazione di volersi avvalere della definizione agevolata, limitatamente ai carichi definibili. Nel caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, l'erogazione del rimborso può essere sospesa.

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3) Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA

Nel D.L. 50/2017 (manovra correttiva) viene inserito, con emendamento approvato dalla V Commissione Bilancio (come precisa il Dossier della Camera del 30 maggio 2017) il comma 2-bis, prevedendo l’applicazione alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017 dell’anticipo dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, che deve ora avvenire con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e non più con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo alla maturazione del diritto. Analoga modifica riguarda l’annotazione nel registro Iva.

Interpretazione autentica in materia di regime IVA dei servizi di vitto e di alloggio universitario

Si inserisce l’articolo 2-bis, che prevede una norma interpretativa secondo la quale sono esenti da IVA i servizi di vitto e di alloggio resi in favore degli studenti universitari da parte degli istituti o enti per il diritto alla studio universitario regionali.

In considerazione dell’incertezza interpretativa pregressa, sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti dagli istituti per il diritto allo studio universitario, per cui non si dà luogo al rimborso dell’IVA erroneamente applicata, né al recupero dell’IVA assolta sugli acquisti erroneamente detratta. Gli stessi soggetti devono operare la rettifica della detrazione limitatamente ai beni ed ai servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati, ai sensi della norma che disciplina la rettifica della detrazione nei casi di mutamento del regime fiscale delle operazioni attive.

A copertura degli oneri conseguenti, la dotazione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica è ridotta di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

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4) Disposizioni in materia di contrasto delle indebite compensazioni

Nel D.L. 50/2017 (manovra correttiva) viene modificata, con emendamento approvato dalla V Commissione Bilancio, la norma ed, in particolare:

- precisa che l’obbligo di apposizione del visto di conformità per importi superiori a 5.000 euro annui gravi sui contribuenti che intendano utilizzare in compensazione il credito sia annuale sia infrannuale IVA; per conseguenza si chiarisce che detto visto va apposto sulla dichiarazione IVA o sull’istanza di rimborso infrannuale;

- prevede che, nei casi di utilizzo dei crediti in compensazione in violazione degli adempimenti relativi al visto di conformità o della sottoscrizione da parte dei soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione, ovvero nei casi di utilizzo in compensazione di crediti che emergono da dichiarazioni o istanze con visto di conformità o sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli abilitati, l’Amministrazione proceda al recupero dei crediti e dei relativi interessi, nonché all’irrogazione delle sanzioni.

Sostituisce il comma 4, introducendo il divieto di utilizzare la compensazione per il pagamento di somme iscritte a ruolo in base all’atto di recupero di crediti d’imposta indebitamente utilizzati.

Aggiunge il comma 4-bis, il quale prevede che il modello F24 sia scartato, qualora il credito d’imposta utilizzabile in compensazione sia superiore all’importo previsto dalle norma che fissano il limite massimo dei crediti compensabili. Si affida a provvedimenti di rango secondario l’attuazione progressiva di tale disposizione e le modalità di comunicazione dello scarto ai contribuenti interessati.

Compensazione somme iscritte a ruolo

Si inserisce l’articolo 9-quater, che estende al 2017 la possibilità di compensare le cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti certi, non prescritti, liquidi ed esigibili nei confronti della Pubblica Amministrazione.

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5) Disciplina delle prestazioni occasionali: Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale

All’interno del D.L. 50/2017 (manovra correttiva), modificato con l’emendamento approvato dalla V Commissione Bilancio, si introduce l’articolo 54-bis, recante una nuova disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale.

Come viene spiegato nel dossier della Camera dei deputati, redatto dal Servizio Studi del parlamento e datato 30 maggio 2017, vengono definite tali le attività lavorative che danno luogo (in un anno civile) a compensi (esenti da imposizione fiscale, non incidenti sull’eventuale staso di disoccupazione e computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno) complessivamente non superiori:

- 5.000 euro, per ciascun prestatore con riferimento alla totalità degli utilizzatori;

- 5.000 euro, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;

- 2.500 euro, per prestazioni rese complessivamente da ogni prestatore in favore dello stesso utilizzatore.

In caso di superamento del limite di 2.500 euro, o comunque di durata della prestazione superiore a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, il rapporto di lavoro si trasforma a tempo pieno e indeterminato. E’ prevista una sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.500, per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui risulta accertata la violazione (senza applicazione della procedura di diffida di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 124/2004).

Per quanto attiene il limite di reddito degli utilizzatori, alcuni compensi dei prestatori sono computati al 75% del loro importo. Si tratta:

- dei titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; - dei giovani con meno di 25 anni di età (se regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario);

- delle persone disoccupate (ex articolo 19 del D.Lgs. 150/2015);

- dei percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito (in tal caso l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali di cui al presente articolo).

Il prestatore ha diritto alla copertura previdenziale, assicurativa e infortunistica, ed ha l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS (di cui all’articolo 2, comma 26, della L. 335/1995) (comma 2). Inoltre, trovano applicazione nei confronti del prestatore le disposizioni vigenti in materia di riposo giornaliero e settimanale e delle pause (ex articoli da 7 a 9 del D.Lgs. 266/2003) e quelle in materia di sicurezza sul lavoro (la cui applicazione però, è circoscritta, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del D.Lgs. 81/2008, ai prestatori che svolgano la prestazione a favore di un committente imprenditore o professionista) (comma 3). Inoltre, non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia cessato) da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

È previsto l’obbligo di registrazione (con relativi adempimenti), per gli utilizzatori e i prestatori che vogliono utilizzare le prestazioni occasionali, in un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS, che supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamenti elettronici. La registrazione e i relativi adempimenti possono essere svolti tramite i consulenti del lavoro (tramite i patronati esclusivamente ai fini dell’accesso al Libretto Famiglia).

Alle prestazioni di lavoro occasionali possono ricorrere le persone fisiche o altri utilizzatori.

Per quanto concerne le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, possono ricorrere a prestazioni occasionali utilizzando il Libretto Famiglia, cioè un apposito libretto nominativo prefinanziato, acquistabile presso l’INPS o gli uffici postali, e utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali rese nell'ambito di: a) piccoli lavori domestici - inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione -; b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; c) insegnamento privato supplementare. Ogni Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento con valore nominale di 10 euro per prestazioni non superiori ad un’ora; di tale somma 1,65 euro e 0,25 euro sono a carico dell’utilizzatore, rispettivamente per la contribuzione alla Gestione separata e per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; 0,10 euro sono invece destinati al finanziamento degli oneri gestionali; gli utilizzatori, devono comunicare con specifiche modalità entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione tutti i dati relativi al prestatore e alla prestazione;

Per quanto concerne gli altri utilizzatori, possono ricorrere a prestazioni occasionali mediante uno specifico contratto di prestazione occasionale.

Per l’attivazione di tale contratto, ciascun utilizzatore deve versare (attraverso la piattaforma informatica INPS) le somme dovute, secondo specifiche modalità l’1% degli importi versati è per il finanziamento degli oneri gestionali.

La misura minima del compenso è pari a 9 euro; per il settore agricolo è invece pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale). Sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla Gestione separata (33% del compenso) e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (3,5% del compenso).

Almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, l’utilizzatore è tenuto a trasmettere, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, una dichiarazione contenente, tra l’altro, le seguenti informazioni:

- i dati anagrafici e identificativi del prestatore;

- il luogo di svolgimento della prestazione;

- l’oggetto della prestazione;

- la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni;

- il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata

(fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo).

Il prestatore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso comunicazione SMS o di posta elettronica. Nel caso in cui la prestazione lavorativa non abbia luogo, l’utilizzatore è tenuto a comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, la revoca della dichiarazione trasmessa all’INPS entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.

È fatto divieto di utilizzare il contratto di prestazione occasionale:

- per gli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato; -

per le imprese dell’edilizia e di settori affini, le imprese esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, le imprese del settore miniere, cave e torbiere.

- nell’esecuzione di appalti di opere o servizi;

- da parte di imprese del settore agricolo (pensionati, studenti, disoccupati, precettori di prestazioni integrative del salario), purché non iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Sia per il Libretto Famiglia, sia per il contratto di prestazione occasionale, l’INPS provvede al pagamento del compenso entro il 15 del mese successivo alla prestazione, mediante specifico accredito su c/c bancario o bonifico bancario (con oneri in quest’ultimo caso a carico del prestatore). L’INPS, inoltre, attraverso la richiamata piattaforma informatica, provvede all’accreditamento dei contributi previdenziali e al trasferimento all’INAIL dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nonché dei dati sulle prestazioni di lavoro occasionale nel periodo di riferimento.

Le pubbliche amministrazioni possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale (nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale), esclusivamente:

- nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;

- per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;

- per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e/o associazioni di volontariato;

- per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

Infine, si prevede l’obbligo, per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di trasmettere alle Camere entro il 31 marzo di ogni anno (previo confronto con le parti sociali) una relazione sullo sviluppo delle attività lavorative in oggetto.

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6) Disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori transfrontalieri

Sempre dal dossier della Camera del 30 maggio 2017, emerge l’introduzione nel D.L. 50/2017 delle modifiche alle disposizioni sulle prestazioni previdenziali erogate ai lavoratori italiani transfrontalieri in Svizzera.

In particolare:

- si dispone (integrando l’articolo 76 della L. 413/1991) che la ritenuta unica del 5% sulle rendite corrisposte in Italia da parte della assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti Svizzera (AVS), maturata sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera, venga applicata dagli intermediari italiani interessati anche sulle somme corrisposte in Italia dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità svizzera (LPPT). Tra le somme sono altresì ricomprese le prestazioni erogate dai diversi enti o istituti svizzeri di prepensionamento (maturate anche sulla base di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera ed erogate in qualsiasi forma);

- si prevede (aggiungendo la lettera b-bis) al comma 13 dell’articolo 38 del D.L. 78/2010) che l’esonero dall’obbligo della dichiarazione annuale per gli investimenti e le attività, per i soggetti residenti in Italia che prestino la propria attività lavorativa in via continuativa all'estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi (con riferimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenute nel Paese in cui svolgono la propria attività lavorativa) si applichi (con riferimento al conto corrente costituito all’estero per l’accredito di stipendi o altri emolumenti dalle attività lavorative svolte all’estero e limitatamente a tali somme) anche al coniuge e ai familiari di 1° grado eventualmente cointestatari o beneficiari di procure o deleghe sullo stesso conto corrente.

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7) Rideterminate le aliquote dell’Ace

Con il D.L. 50/2017 (modificato alla Camera, come si evince dal dossier dei Servizi parlamentari del 30 maggio 2017), si eliminano le norme che, per il calcolo del beneficio, introducevano una base di riferimento mobile (cd. criterio incrementale su base mobile); tale previsione viene sostituita da una riduzione delle aliquote ACE.

In particolare, si dispone che dall’8° periodo d’imposta l’aliquota per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è fissata all’1,5% in luogo del 2,7%. Inoltre la misura di aliquota è disposta per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 è fissata nella misura dell’1,6%, in luogo del 2,3%.

Viene dunque eliminata la disposizione originaria che:

- per abbandonare progressivamente il criterio incrementale su base fissa del capitale proprio, posto alla base del calcolo del rendimento nozionale utile ai fini della determinazione dell'ACE, espungeva dalla disciplina ACE il riferimento al capitale proprio alla data fissa del 31 dicembre 2010;

- introduceva per il calcolo del beneficio una base di riferimento mobile, ovvero la variazione in aumento del capitale proprio, rispetto a quello esistente alla chiusura del quinto esercizio precedente a quello per il quale si applica il beneficio ACE.

Resta fermo che le modifiche suddette si applicano a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2016, pertanto dal 2017. Rimane altresì ferma la modalità di determinazione dell’acconto per l’anno d’imposta 2017; ai fini dell’imposta sul reddito delle società il calcolo dell’acconto è effettuato considerando, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui alla novità.

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8) Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari

Con il D.L. 50/2017 (poi modificato in parlamento), in base a quanto viene affermato nel dossier della Camera del 30 maggio 2017, si introduce il comma 1-ter all'articolo 29 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, volto a garantire la validità dell’atto avente ad oggetto diritti reali su fabbricati già esistenti, se la mancanza nell’atto del riferimento alle planimetrie o della dichiarazione di conformità, ovvero la mancanza dell'attestazione di conformità rilasciata dal tecnico abilitato non siano dipese dall'inesistenza delle planimetrie o dalla loro difformità allo stato di fatto. In tal caso una sola delle parti è autorizzata a confermare l’atto con atto successivo che contenga le menzioni omesse.

L'atto di conferma costituisce atto direttamente conseguente a quello cui si riferisce ed è dunque esente dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e soggetto a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta (ai sensi dell’articolo 10, comma 3 del D.Lgs. n. 23 del 2011).

Si ricorda che il vigente articolo 29 impone, per gli atti di allegare, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale anche il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, che può essere sostituita da un'attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato.

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9) Indici sintetici di affidabilità fiscale per favorire l’emersione spontanea

Con il D.L. 50/2017 (poi modificato dalla Camera, come da dossier del Servizio studi parlamentare del 30 maggio 2017) viene inserita una disposizione, la quale - al fine di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili e di stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari da parte del contribuente - disciplina l'introduzione di indici sintetici di affidabilità fiscale dei contribuenti, cui sono correlati specifici benefìci, in relazione ai diversi livelli di affidabilità, prevedendo contemporaneamente la progressiva eliminazione degli effetti derivanti dall'applicazione dei parametri e degli studi di settore.

Gli indici riguardano gli esercenti attività di impresa, arti o professioni e sono elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d'imposta; in sostanza, essi rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono - su una scala da 1 a 10 - il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, anche ai fini dell'accesso al regime premiale.

Si ricorda che già l'articolo 7-bis del decreto-legge n. 193 del 2016 reca l'abolizione degli studi di settore, in sostituzione dei quali sono introdotti, dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017, con decreto ministeriale (non ancora emanato), indici sintetici di affidabilità fiscale, cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti.

Gli indici sono approvati con decreto del MEF entro il 31 dicembre del periodo d'imposta per il quale sono applicati e sono soggetti a revisione ogni due anni, mentre un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro il mese di gennaio di ciascun anno, individua le attività economiche interessate dagli indici. È prevista l'istituzione di una commissione di esperti per la valutazione dell'idoneità degli indicatori a rappresentare la realtà cui si riferiscono. Ai suoi componenti non spetta alcun compenso o rimborso.

Il regime premiale da attribuire in funzione dei diversi livelli di affidabilità fiscale conseguenti all'applicazione degli indici, la cui definizione è demandata a un provvedimento del direttore dell'Agenzia, deve prevedere: a) esonero dall'apposizione del visto di conformità relativamente all'IVA per la compensazione di crediti non superiori a 50.000 euro annui e alle imposte sui redditi e all’IRAP per un importo non superiore a 20.000 euro annui; b) esonero dall'apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell'IVA per un importo non superiore a 50.000 euro annui; c) esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative; d) esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici; e) anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza per l'attività di accertamento; f) esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda il reddito dichiarato di due terzi.

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10) Altre di fisco e previdenza

Ecco di seguito le altre novità:

- Sisma 2016: modalità e termini di invio dati per i finanziamenti agevolati

Il Direttore dell'Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 104380 del 31 maggio 2017, ha stabilito i tempi e le modalità di trasmissione al Fisco, da parte dei soggetti finanziatori, dei dati relativi ai finanziamenti erogati e al loro utilizzo per il pagamento dei tributi sospesi in favore dei titolari di reddito d’impresa, dei titolari di reddito di lavoro autonomo e degli esercenti attività agricole, operanti nei luoghi colpiti dagli eventi sismici del 2016, nonché dei dati identificativi dei soggetti che omettono i pagamenti previsti nel piano di ammortamento.

- Lavoratori in mobilità o disoccupati: indicazioni sull'assunzione in apprendistato professionalizzante

L’Inps, con messaggio n. 2243 del 31 maggio 2017, anche alla luce dell’abrogazione delle norme in materia di mobilità disposta dalla L. n. 92/2012 a decorrere dal 1° gennaio 2017, fornisce indicazioni sull’assunzione in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità ovvero di un trattamento di disoccupazione.

- Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali: contributi obbligatori dovuti per l’anno 2017

L’Inps, con la circolare n. 96 del 31 maggio 2017, comunica il calcolo della Contribuzione IVS dovuta dai coltivatori diretti, coloni, mezzadri ed imprenditori agricoli professionali, per l’anno 2017.

- Cassazione: conseguenze per chi si adegua alla circolare ministeriale

Al contribuente è consentito assumere una condotta fiscale ispirata all’interpretazione contenuta negli atti interni ma, se questa cambia, l’eventuale accertamento è legittimo. Agire in linea con la “prassi” salva solo da sanzioni e interessi.

Le circolari ministeriali in materia tributaria non costituiscono fonte di diritti e obblighi, per cui, ove il contribuente si sia conformato a un’interpretazione erronea fornita dall’Amministrazione finanziaria, è esclusa soltanto l’irrogazione delle relative sanzioni e degli interessi, senza alcun esonero dall’adempimento dell’obbligazione tributaria, in base al principio di tutela dell’affidamento, espressamente sancito dall’articolo 10, comma 2, della legge 212/2000. Il legittimo affidamento del contribuente, infatti, non incide sulla debenza del tributo, che prescinde del tutto dalle intenzioni manifestate dalle parti del rapporto fiscale, dipendendo esclusivamente dall’obiettiva realizzazione dei presupposti impositivi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12635 del 19 maggio 2017, rigettando il ricorso di una contribuente.

- OIC pubblica un questionario per raccolta problemi applicativi in tema di Ricavi

1 giugno 2017

L’ Organismo Italiano Contabilità (di seguito OIC), nell’ambito del lavoro di aggiornamento dei principi contabili svolto in osservanza dell’art. 12 del D.Lgs. 139/2015, ha rilevato che gli attuali principi contabili, non occupandosi nello specifico delle voci di Conto Economico, non trattano in un apposito principio contabile la contabilizzazione dei ricavi, ad eccezione dei ricavi su commessa disciplinati nell’OIC 23 – Lavori in corso su ordinazione.

Pertanto l’OIC, al fine di valutare l’effettiva necessità di un principio sui ricavi, ha deciso di lanciare un questionario in cui vengono poste domande che hanno l’obiettivo di aiutare l’OIC stesso a decidere se e come procedere alla predisposizione di uno specifico principio contabile sui ricavi. L’OIC ha predisposto il seguente questionario al fine di identificare le difficoltà applicative riscontrate negli ultimi anni in merito alla contabilizzazione dei ricavi. Per la compilazione del questionario predisposto dall’OIC, termine è fissato entro il 31 luglio 2017.

Si fa presente che l’OIC utilizzerà le risposte ricevute nel pieno rispetto della confidenzialità, quindi non menzionando i nomi di coloro che parteciperanno alla

- OIC pubblica questionario in merito a possibili revisioni del Principio Contabile OIC 6 - Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio

1 giugno 2017

L’OIC nel corso del 2016, in virtù dell’art. 12 del D.lgs. 139/2015 che prevede che “L’Organismo italiano di contabilità aggiorna i principi contabili nazionali di cui all’articolo 9-bis, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, sulla base delle disposizioni contenute nel presente decreto”, ha concentrato la propria attività, prioritariamente, nell’esame degli istituti introdotti dalla nuova legge aventi un impatto innovativo importante rispetto alla previgente disciplina.

L’OIC inoltre si è impegnato a monitorare l’individuazione, sulla base delle prassi operative, di eventuali ulteriori fattispecie concrete di applicazione dei principi contabili, che potrebbero comportare l’ampliamento e/o la modifica degli standards in vigore.

Pertanto l’OIC ha deciso di avviare un progetto di post-implementation review del principio contabile OIC 6 Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio per valutare se e come modificare tale principio contabile.

L’OIC ha predisposto il seguente questionario al fine di identificare le difficoltà applicative riscontrate negli ultimi anni nell’applicare tale principio contabile. Per la compilazione del questionario predisposto dall’OIC, termine è fissato entro il 30 giugno 2017.

Si fa presente che l’OIC utilizzerà le risposte ricevute nel pieno rispetto della confidenzialità, quindi non menzionando i nomi di coloro che parteciperanno alla consultazione.

- OIC pubblica questionario in merito a possibili revisioni del Principio Contabile OIC 4 - Fusione e scissione

1 giugno 2017

L’OIC nel corso del 2016, in virtù dell’art. 12 del D.lgs. 139/2015 che prevede che “L’Organismo italiano di contabilità aggiorna i principi contabili nazionali di cui all’articolo 9-bis, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, sulla base delle disposizioni contenute nel presente decreto”, ha concentrato la propria attività, prioritariamente, nell’esame degli istituti introdotti dalla nuova legge aventi un impatto innovativo importante rispetto alla previgente disciplina.

L’OIC inoltre si è impegnato a monitorare l’individuazione, sulla base delle prassi operative, di eventuali ulteriori fattispecie concrete di applicazione dei principi contabili, che potrebbero comportare l’ampliamento e/o la modifica degli standards in vigore.

Pertanto l’OIC ha deciso di avviare un progetto di post-implementation review del principio contabile OIC 4 Fusione e Scissione per valutare se e come modificare tale principio contabile.

L’OIC ha predisposto il seguente questionario al fine di identificare le difficoltà applicative riscontrate negli ultimi anni nell’applicare tale principio contabile. Per la compilazione del questionario predisposto dall’ OIC, termine è fissato entro il 30 giugno 2017.

Si fa presente che l’OIC utilizzerà le risposte ricevute nel pieno rispetto della confidenzialità, quindi non menzionando i nomi di coloro che parteciperanno alla consultazione.

- Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale

Decreto interministeriale n. 95269 del 7 aprile 2016. Prestazioni integrative: modalità di accesso e disciplina. Istruzioni contabili.

L’INPS, con la circolare n. 97 del 1 giugno 2017, illustra la disciplina delle prestazioni del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, istituito presso l’INPS con D.I. n. 95269 del 7 aprile 2016. Il Fondo ha lo scopo di assicurare tutele integrative, sia in caso di cessazione che in costanza di rapporto di lavoro, ai lavoratori delle aziende del settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.

- Su dazi e Iva, automatismo fino a prova contraria

In considerazione che il fatto generatore e l’esigibilità dell’Iva all’importazione non sorgono se vi è la prova che la merce non è entrata nel circuito economico dell’Unione, non è possibile, afferma la Corte, far sorgere un’obbligazione a titolo di Iva all’importazione in ragione del fatto che vi sia stata l’inadempienza di uno degli obblighi che derivavano dall’utilizzazione del regime doganale di transito (mancata presentazione della merce all’Ufficio di destinazione). Ciò, in virtù della natura speciale della disciplina doganale che attribuisce rilevanza alla circostanza di sottrazione al controllo doganale della merce estera.

Corte, di Giustizia UE, sentenza del 01/06/2017, causa n. C-571/15.

Ue, il Parlamento europeo dà il via libera all'Iva ridotta sugli ebook: possibile equipararli ai libri cartacei.

- Destinatario registrato. Titolare deposito commerciale di prodotti assoggettati ad accisa. Criteri per il rilascio dell’autorizzazione 31/05/2017

Circolare 8/D del 1° giugno 2017 - D.Lgs. n.504/95, art.8, comma 1. - Laboratori autorizzati a prestare supporto all’Agenzia nei controlli sui sistemi di misura elettrici. Precisazioni alla circolare 21/D del 13 settembre 2016. Nota n. 64091 del 31 maggio 2017

Vincenzo D’Andò