Nuova disciplina del terzo settore: capitale minimo e reti associative – Diario quotidiano del 28 giugno 2017

Pubblicato il 28 giugno 2017

1) Nuova disciplina del terzo settore: anche le associazioni e fondazioni dovranno avere un patrimonio minimo
2) Nuova disciplina del terzo settore: Reti associative
3) Sono soggetti ad IRAP i proventi derivanti dal trasferimento di calciatori tra società
4) Anche le società autostradali sono tenute al pagamento della Tosap
5) Split payment: ecco gli elenchi con cui il Mef rende noto codice fiscale e nome dei soggetti cui si applica la scissione dei pagamenti Iva
6) Corte Ue boccia esenzioni di cui fruisce la Chiesa cattolica in Spagna
7) OICR USA: ecco i chiarimenti su quando spetta l’esenzione degli utili
8) Novità fiscali per gli autonomi chiariti dalla Fondazione studi CNCL
9) DID online: prorogato il termine del periodo transitorio
10) Premi di produttività e welfare aziendale dopo la legge di bilancio 2017 e successiva manovra correttiva
CT_Facebook_Cover_828x3151) Nuova disciplina del terzo settore: anche le associazioni e fondazioni dovranno avere un patrimonio minimo 2) Nuova disciplina del terzo settore: Reti associative 3) Sono soggetti ad IRAP i proventi derivanti dal trasferimento di calciatori tra società 4) Anche le società autostradali sono tenute al pagamento della Tosap 5) Split payment: ecco gli elenchi con cui il Mef rende noto codice fiscale e nome dei soggetti cui si applica la scissione dei pagamenti Iva 6) Corte Ue boccia esenzioni di cui fruisce la Chiesa cattolica in Spagna 7) OICR USA: ecco i chiarimenti su quando spetta l’esenzione degli utili 8) Novità fiscali per gli autonomi chiariti dalla Fondazione studi CNCL 9) DID online: prorogato il termine del periodo transitorio 10) Premi di produttività e welfare aziendale dopo la legge di bilancio 2017 e successiva manovra correttiva: circolare di Assonime *****

1) Nuova disciplina del terzo settore: anche le associazioni e fondazioni dovranno avere un patrimonio minimo

Nuova disciplina del terzo settore: anche le associazioni e fondazioni, al pari delle società di capitale, dovranno avere un patrimonio minimo.

Nell’ambito della nuova disciplina sul terzo settore, approvata, in via preliminare, dal Consiglio dei ministri nel mese scorso, gli artt. 20-31 regolano le associazioni e le fondazioni del Terzo settore, ciò in attuazione della delega di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a) della legge n. 106/2016, relativa alla “revisione della disciplina del titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute” .

Con riferimento a tale disposizione, l'art. 3 della l. 106/2016 detta appositi principi e criteri direttivi per la revisione del titolo II del libro primo del codice civile.

Tali articoli contengono:

- disposizioni generali volte a definire l'ambito di applicazione della disciplina associativa;

- la disciplina della costituzione delle associazioni e fondazioni del Terzo settore che prevede nuove procedure di acquisizione tramite notaio per la verifica dell’esistenza dei requisiti (un patrimonio minimo per associazioni pari a 15.000 euro e per le fondazioni pari a 30.000 euro, anche in beni diversi dal denaro);

- la disciplina del loro ordinamento e della loro amministrazione.

Lo statuto e l'atto costitutivo delle associazioni e fondazioni del Terzo settore risultano soggetti ad una disciplina più stringente rispetto alla disciplina generale del codice civile.

In particolare:

- il loro atto costitutivo deve recare obbligatoriamente informazioni aggiuntive o comunque più articolate rispetto a quelle cui sono tenute le persone giuridiche private soggette alla disciplina generale (l’assenza di scopo di lucro e le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale perseguite; l’attività di interesse generale che costituisce l’oggetto sociale; la nomina dei primi componenti degli organi sociali obbligatori e, quando previsto, del soggetto incaricato della revisione legale dei conti; la durata dell’ente, se prevista; le norme sulla devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento o di estinzione, che nella disciplina codicistica costituiscono un contenuto facoltativo dell'atto costitutivo e dello statuto);

- la procedura di ammissione di nuovi associati deve ispirarsi a criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e l’attività di interesse generale svolta;

- nel Terzo settore non viene fatta alcuna distinzione tra gli statuti e gli atti costitutivi delle persone giuridiche private e quelli delle associazioni non riconosciute, essendo questi soggetti alle medesime disposizioni.

L'ambito di applicazione dell'articolo in commento è infatti definito dal precedente art. 20 come quello degli enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione.

Con le neo disposizioni associazioni e fondazioni del Terzo settore acquistano la personalità mediante l’iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell'art. 45 del provvedimento in esame e operativamente gestito su base territoriale.

In ottemperanza al disposto della legge delega, la semplificazione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica è perseguita tramite l'istituzione di un apposito canale di riconoscimento, al quale in prima battuta può accedere soltanto il notaio incaricato e in seconda istanza il fondatore e gli amministratori dell'associazione, con una significativa riduzione dei tempi rispetto a quelli previsti dal D.P.R. n. 361/2000 (20/30 giorni per il notaio e 30 giorni per l'ufficio del registro, contro i 120 giorni a disposizione del prefetto).

Costituzione (artt. 21-22)

L'articolo 21 reca disciplina dell'atto costitutivo delle associazioni, riconosciute e non riconosciute, e delle fondazioni del Terzo settore, indicando gli elementi obbligatori dell'atto costitutivo e disponendo in ordine al rapporto tra atto costitutivo e statuto.

Il comma 1 prevede che l’atto costitutivo di tali enti contenga i seguenti elementi obbligatori:

- la denominazione dell’ente;

- l’assenza di scopo di lucro e le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale perseguite;

- l’attività di interesse generale che costituisce l’oggetto sociale;

- la sede legale e le eventuali sedi secondarie;

- l’eventuale patrimonio iniziale;

- le norme sull’ordinamento, l’amministrazione e la rappresentanza dell’ente;

- i diritti e gli obblighi degli associati, ove presenti;

- i requisiti per l’ammissione di nuovi associati, ove presenti, e la procedura di ammissione, che deve ispirarsi a criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e l’attività di interesse generale svolta;

- la nomina dei primi componenti degli organi sociali obbligatori e, quando previsto, del soggetto incaricato della revisione legale dei conti;

- le norme sulla devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento o di estinzione;

- la durata dell’ente, se prevista.

Il comma 2 prevede che lo statuto degli enti in questione – sebbene oggetto di atto separato rispetto all'atto costitutivo - ne costituisca parte integrante, e che le norme statutarie prevalgano in caso di contrasto con le clausole dell’atto costitutivo.

L'articolo 22 reca disciplina dell'acquisto della personalità giuridica per le associazioni e fondazioni del Terzo settore. Tale disciplina è derogatoria rispetto alla disciplina generale recata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 361/2000.

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2) Nuova disciplina del terzo settore: reti associative

In relazione alla neo disciplina, approvata in via preliminare dal Cdm nel mese di maggio scorso, gli artt. 32-44 sono dedicati agli enti del Terzo settore destinatari di una disciplina particolare, in particolare sono relativi:

Alle Organizzazioni di volontariato (ODV);

- alle Associazioni di promozione sociale (APS);

- agli enti filantropici, alle imprese sociali;

- alle reti associative ed infine alle società di mutuo soccorso.

L'individuazione delle