La rottamazione delle liti pendenti con l’Agenzia delle Dogane – Diario quotidiano del 20 giugno 2017

Pubblicato il 20 giugno 2017

1) Ipoteca su beni immobili: prima ci vuole l’avviso al contribuente
2) Accertamento Irpef sintetico nullo
3) L’amministratore può prelevarsi i rimborsi spese dal c/c condominiale
4) Registro Telematico dei dati della contabilità del depositario autorizzato
5) Definizione delle liti fiscali pendenti con le Dogane
6) Con la cancellazione della società resta la legittimazione dei soci in giudizio
7) Domande per l’Ape sociale: decreti in G.U.
8) Adottato il nuovo principio professionale (SA Italia) 720B
9) Modificato anche il termine di versamento del diritto annuale
10) Filtro sull’azione di classe nella giurisprudenza della Cassazione
CT_Facebook_Cover_828x3151) Ipoteca su beni immobili: prima ci vuole l’avviso al contribuente 2) Accertamento Irpef sintetico nullo 3) L’amministratore può prelevarsi i rimborsi spese dal c/c condominiale 4) Registro Telematico dei dati della contabilità del depositario autorizzato 5) Definizione delle liti fiscali pendenti con le Dogane 6) Con la cancellazione della società resta la legittimazione dei soci in giudizio 7) Domande per l’Ape sociale: decreti in G.U. 8) Adottato il nuovo principio professionale (SA Italia) 720B 9) Modificato anche il termine di versamento del diritto annuale 10) Filtro sull’azione di classe nella giurisprudenza della Cassazione *****

In materia di ipoteca su beni immobili occorre la preventiva comunicazione dell’Amministrazione finanziaria.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14852 del 14 giugno 2017, ha accolto il ricorso del contribuente e ha condannato condanna Equitalia Sud SpA al pagamento delle spese del giudizio di legittimità liquidate in € 3.000,00, oltre € 200,00 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, oltre accessori di legge.

Il ricorrente aveva ricevuto iscrizione di ipoteca, che ha impugnato davanti al giudice tributario, adducendo diversi vizi di forma dell’atto in questione. I giudici di merito hanno rigettato la domanda in parte in primo grado, ed integralmente in secondo.

Contro la decisione della CTR il contribuente ha proposto due motivi di ricorso, illustrati da memoria, ai quali si è opposta Equitalia con controricorso, eccependo che l’ipoteca è stata cancellata in data 14.5.2013 (dopo il giudizio di primo grado) e chiedendo, di conseguenza l’inammissibilità del ricorso per carenza d'interesse.

Secondo l’orientamento della Corte suprema, "In tema di riscossione coattiva delle imposte, l'Amministrazione finanziaria prima di iscrivere l'ipoteca su beni immobili ai sensi dell'art. 77 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (nella formulazione vigente "ratione temporis"), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine - che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall'art. 77, comma 2 bis, del medesimo D.P.R., come introdotto dal d.l. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif dalla legge 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni - per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l'omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell'ipoteca l'iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d'illegittimità" (Cass. n. 19667/14).

Nel caso di specie, tale principio trova piena applicazione, giacché, il concessionario non ha inviato alla parte contribuente una comunicazione preventiva che lo mettesse in condizione di evitare l’evento pregiudizievole dell’iscrizione del gravame, anche attraverso l’adempimento spontaneo del debito sottostante all’iscrizione ipotecaria, inoltre, dall’esame degli atti è emerso che tale eccezione era stata sollevata dalla parte contribuente fin dal ricorso introduttivo e, quindi, non è una questione nuova, sollevata per la prima volta nella presente sede di legittimità.

In conclusione, la Cassazione ha, pertanto, accolto il ricorso del contribuente.

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2) Accertamento Irpef sintetico nullo

In relazione all’accertamento Irpef sul possesso di beni, la presunzione di capacità di spesa del contribuente necessita di attenta verifica.

E’ nullo l’accertamento Irpef “redditometrico” basato su un’imbarcazione vetusta e un immobile ricevuto per donazione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14825 del 14 giugno 2017, ha condannato l’Agenzia delle entrate al pagamento, in favore del contribuente, delle spese del giudizio di legittimità liquidate in euro 2.000, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%.

Va, quindi, annullato l’accertamento basato sul redditometro basato su un’imbarcazione e su un immobile abitativo nel momento in cui il contribuente riesce a dimostrare che l’acquisto del natante risaliva a molti anni prima rispetto all’annualità accertata e l’immobile sia pervenuto per donazione.

Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Calabria che aveva accolto l'appello del contribuente contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Cosenza che, invece, aveva rigettato l'impugnazione contro l'avviso di accertamento IRPEF, per l'anno 2007.

Nella decisione impugnata, la CTR ha osservato come l'immobile era stato trasferito per donazione, mentre l'acquisto dell'imbarcazione risaliva a diversi anni precedenti l'anno di imposta contestato, mentre, d'altronde, nell'accertamento non vi sarebbero state indicazioni chiare in ordine al maggior reddito da capitale percepito nell'anno di riferimento.

L’Agenzia delle entrate ha, quindi, perso su tutti i fronti. Difatti, la Cassazione non ha accolto neppure il secondo motivo, in tema di accertamento dei redditi con metodo sintetico ex art. 38 del D.P.R. n. 600 del 1973, attinge la ratio della sentenza di secondo grado: non si discute del fatto che la disponibilità di un alloggio e di un natante possano integrare, ai sensi dell'art. 2 del d.P.R. citato, nella versione ratione temporis vigente, una presunzione di capacità contributiva "legale" ai sensi dell'art. 2728 c.c., quanto piuttosto del fatto che, secondo la CTR, l'avviso di accertamento (ancora una volta) sia carente ab origine degli elementi idonei ad integrare la presunzione; che al rigetto del ricorso segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore del contribuente.

In conclusione, ricorso dell’Amministrazione finanziaria respinto.

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3) L’amministratore può prelevarsi i rimborsi spese dal c/c condominiale

L’amministratore si può prelevare i rimborsi spese a lui spettanti dal c/c del condominio. Dunque l’eventuale responsabilità dell’amministratore si vede dai