Ho testato il software per il calcolo della Voluntary dell’Agenzia delle Entrate


voluntary-disclosure Ieri mi sono cimentato nell’utilizzo di software AdE per il calcolo delle sanzioni dovute in caso di adesione alla procedura di collaborazione volontaria, dal momento che la circolare 19/E del 12/6/2017 afferma che “Al fine di consentire al contribuente un agevole accesso all’istituto è stato realizzato uno specifico software di ausilio, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate”. Per una volta che l’Agenzia si preoccupa di “agevolarci” con un “ausilio” volete lasciarvi scappare l’occasione?

Devo dire che la partenza è stata incoraggiante: la sezione voluntary disclosure è accessibile a metà pagina a destra nella home page del sito e con due click si arriva alla pagina di partenza che dà la possibilità di effettuare il calcolo relativamente alle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale e alle violazioni degli obblighi di dichiarazione. Partiamo dal monitoraggio che “è più facile”, mi sono detto, speranzoso e fremente di ricevere l’ausilio promesso.

Mi sono trovato così davanti 15 schede compilabili completamente bianche con menù a tendina su “anno”, “sanzione applicata” e “applicazione dell’art. 12” (il tanto agognato cumulo giuridico). In effetti 15 violazioni potrebbero non bastare: si pensi ad un soggetto che non ha mai dichiarato nulla con un deposito a Panama e uno in Svizzera ma, tenuto conto che la Vd bis la stanno facendo in quattro gatti, non è il caso di star lì a puntualizzare tutto.

Nessuna spiegazione mi viene fornita sui periodi da compilare né tantomeno sulla misura della sanzione applicabile ai diversi casi e vabbè: “ignorantia legis non excusat” e dopo una rilettura della norma e aver fatto tutti i calcoli (meno male che ho il software del Commercialista Telematico) compilo diligentemente tutti i riquadri richiesti ma nel mentre mi chiedo: “se la misura delle sanzioni la metto io, cosa mai farà il software?”. Terminata la compilazione devo dimostrare di non essere un robot con il famigerato captcha, già perché dal momento che stanno per essere svelate verità inviolabili che meritano una sicurezza pari a quella militare o all’ultimo segreto di Fatima è bene che nessun malintenzionato senza verifiche opportune possa scoprire il risultato di una semplice moltiplicazione.

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