Diario quotidiano dell’1 giugno 2017 – Controlli per il contrasto alla simulazione di rapporti di lavoro

Pubblicato il 1 giugno 2017

1) G. U.: pubblicato DPCM 22 maggio 2017 di proroga della comunicazione Iva periodica
2) Amministratore cessato dalla carica nell’ente, rimane coobligato per il mancato pagamento dell’Iva
3) Stop all’evasione fiscale estiva negli stabilimenti balneari: condizioni metereologiche spie del Fisco
4) Controlli per il contrasto alla simulazione di rapporti di lavoro
5) Report regionali 2017 sul mercato immobiliare residenziale
6) Cooperative compliance nei controlli del contribuente: primo intervento di Assonime
8) Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti: chiarimenti
9) Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea esteso alla Croazia
10) Fisco: anche in Sicilia arriva la sanatoria per le case rurali non dichiarate
diario-quotidiano-articoli-71) Gazzetta Ufficiale: pubblicato DPCM 22 maggio 2017 di proroga della comunicazione Iva periodica 2) Amministratore cessato dalla carica nell’ente, rimane coobligato per il mancato pagamento dell’Iva 3) Stop all’evasione fiscale estiva negli stabilimenti balneari: condizioni metereologiche spie del Fisco 4) Controlli per il contrasto alla simulazione di rapporti di lavoro 5) Report regionali 2017 sul mercato immobiliare residenziale 6) Cooperative compliance nei controlli del contribuente: primo intervento di Assonime 8) Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti: chiarimenti 9) Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea esteso alla Croazia: chiarimenti previdenziali 10) Fisco: anche in Sicilia arriva la sanatoria per le case rurali non dichiarate ****

1) Gazzetta Ufficiale: pubblicato DPCM 22 maggio 2017 di proroga della comunicazione Iva periodica

Il Decreto del presidente del consiglio dei ministri 22 maggio 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 2017.

Si tratta del decreto che dispone il differimento, per l'anno 2017, del termine di trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relativi al primo trimestre (nel gazzetta ufficiale, vi è un refuso, difatti riporta, erroneamente, la parola semestrale) 2017.

In particolare, l’art. 1 (qui la dicitura è corretta) di tale decreto dispone il differimento, per l’anno 2017, del termine di trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relativi al primo trimestre dell'anno 2017. Le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche dell’Imposta sul valore aggiunto di cui all’art. 21-bis del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78 relative al primo trimestre 2017 vanno trasmesse entro il 12 giugno 2017 (in luogo del 31 maggio 2017).

Le considerazioni, riportate nel decreto, che hanno portato alla proroga:

<<Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante «Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonche' di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni» e, in particolare, l'art. 12, comma 5, il quale prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, dei sostituti e dei responsabili d'imposta o delle esigenze organizzative dell'amministrazione, possono essere modificati i termini riguardanti gli adempimenti dei contribuenti relativi a imposte e contributi dovuti in base allo stesso decreto; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante «Istituzione dell'imposta sul valore aggiunto»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, con il quale e' stato approvato il regolamento recante «Modalita' per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attivita' produttive e all'imposta sul valore aggiunto»; Visti gli articoli 21 e 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, concernenti, rispettivamente, «Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute» e «Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche I.V.A»; Visto l'art. 4, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, concernente «Disposizioni recanti misure per il recupero dell'evasione»; Visto, in particolare, l'art. 4, comma 4, decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, che ha confermato il termine previsto dall'art. 21, del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 per la trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA di cui all'art. 21-bis dello stesso decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre; Visto il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate 27 marzo 2017 concernente «Definizione delle informazioni da trasmettere e delle modalita' per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA di cui agli articoli 21 e 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 e modifica dei termini per la trasmissione dei dati delle fatture stabiliti dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016, numero 182070»; Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212, recante «Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente»; Ritenuto opportuno disporre un differimento del termine di trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA di cui all'art. 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, introdotto dall'art. 4, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, al fine di agevolare gli adempimenti posti a carico dei contribuenti e degli intermediari;>>.

******

2) L'Amministratore cessato dalla carica nell’ente rimane coobligato per il mancato pagamento dell’Iva

Lo dice ora la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26930 del 30 maggio 2017, secondo cui rimane una sorta di responsabilità solidale con il rappresentante legale subentrante (che non è, quindi, l’unico che ne risponde, come, invece, affermava, altra decisione sempre della Cassazione dei giorni addietro, in tal senso si veda quanto riportato nel diario quotidiano del 25 maggio 2017)

Nel caso di specie, era stato disposto il sequestro preventivo per equivalente (in virtù del nuovo art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000) di una somma superiore a € 300.000,00 nei confronti di due amministratori (quello in carica e quello già cessato), per aver omesso il versamento dell’Iva dovuta in forza della dichiarazione presentata dalla società cooperativa a responsabilità limitata che amministravano.

Per cui, l’amministratore cessato è dovuto ricorrere in cassazione, sostenendo di non poter essere ritenuto coobbligato al versamento dell’Iva omessa per il solo fatto di avere provveduto egli stesso a presentare la dichiarazione fiscale.

Per questo il malcapitato chiedeva la revoca di tale sequestro.

Nella circostanza, i massimi giudici hanno evidenziato la struttura complessa del reato di omesso versamento Iva di cui all’art. 10-ter del DLgs. 74/2000, che si configura come una fattispecie “a struttura mista”, consistente in una condotta commissiva – la presentazione da parte del soggetto obbligato della dichiarazione annuale IVA – e in una condotta omissiva – il mancato versamento nei termini di legge dell’Iva dovuta sulla base di tale dichiarazione.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’ex manager contro il decreto di sequestro preventivo funzionale alla confisca “per equivalente” emesso dal Gip nei suoi confronti quale ex amministratore di una Cooperativa a r.l. e del suo successore.

Viene, pertanto, chiamato a rispondere del reato chi abbia perduto “artatamente” la carica di amministratore della persona giuridica soggetto IVA, oppure chi abbia fornito un contributo causale, materiale o morale, da valutarsi a norma dell’art. 110 del codice penale, all'omissione della persona obbligata, al momento della scadenza, al versamento dell'imposta dichiarata.

******

3) Stop all’evasione fiscale estiva negli stabilimenti balneari: condizioni metereologiche spie del Fisco

Il giudice di legittimità apre le porte agli accertamenti fiscali eseguiti nei confronti degli stabilimenti balneari che dichiarano un reddito irrisorio anche nel periodo estivo, e si terrà conto anche delle buone condizioni climatiche.

Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13561 del 30 maggio 2017, ha dichiarato legittimo l’accertamento eseguito dall’Amministrazione finanziaria nei riguardi di uno stabilimento balneare che per la stagione estiva aveva dichiarato al Fisco un reddito di importo esiguo.

Nel caso di specie, è stato emesso un avviso di accertamento di maggior reddito con metodo induttivo nei riguardi di uno stabilimento balneare romagnolo. I verificatori si sono limitati ad evidenziare i seguenti rilievi, costituenti po