Diario Quotidiano del 9 Giugno 2017 - Assegnazione agevolata ai soci e trasformazione agevolata in società semplice

INDICE:

1) Ecco come si determina la svalutazione fiscale dei crediti: nuova prassi Entrate
2) Assegnazione agevolata ai soci e trasformazione agevolata in società semplice: il Fisco chiarisce
3) Antielusione: svolta dell’Ocse
4) Istituiti dei nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens
5) Alle infrastrutture per fibra ottica e banda ultralarga non serve la rendita catastale
6) Entro due mesi le Camere di Commercio scendono a 60
7) Procedure di insolvenza, atti pregiudizievoli per la massa dei creditori: pronuncia della Corte Ue sul Regolamento n. 1346/2000
8) Definizione agevolata: comunicazione somme dovute entro il 15 giugno
9) Ok al trasferimento del lavoratore che fruisce della legge n. 104/1992
10) Non è scontato che le somme sui c/c dei soci siano relative alla società

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1) Ecco come si determina la svalutazione fiscale dei crediti: nuova prassi Entrate

La svalutazione fiscalmente ammessa (comma 1 dell’art. 106 del TUIR) si determina secondo un criterio forfettario riferito all’insieme dei crediti iscritti in bilancio, senza alcuna indagine sul grado di esigibilità di ciascuno di essi; per effetto della forfetizzazione ivi prevista, la norma determina la configurazione di un “fondo fiscale” formato da tutte le svalutazioni e gli accantonamenti dedotti ai sensi dell’articolo 106 del TUIR (circolare n. 26/E del 2013).

Secondo quanto ribadisce adesso l’Agenzia delle entrate, con la neo risoluzione n. 65/E del 8 giugno 2017, il confronto con il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti deve essere effettuato con il totale delle svalutazioni e degli accantonamenti “dedotti” e non con quelli complessivamente imputati in bilancio. Così come, se in un esercizio l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti eccede il 5% del valore nominale: Concorre a formare il reddito dell’esercizio l’eccedenza e non tutti gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti.

Risulta evidente, quindi, che i due quesiti posti da una società con istanza di interpello, sono già stati chiariti dall’Agenzia delle entrate (circolare n. 26/E del 2013 e istruzioni al Modello Unico SC), nel senso che:

il confronto con il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti – necessario per stabilire quando la deduzione fiscale della svalutazione non è più ammessa – deve essere effettuato con il totale delle svalutazioni e degli accantonamenti “dedotti” e non con quelli complessivamente imputati in bilancio;
se in un esercizio l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti eccede il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti, concorre a formare il reddito dell’esercizio l’eccedenza e non tutti gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti effettuati nell’esercizio medesimo.

Il dubbio interpretativo, tuttavia, nasce a parere dell’istante da una recente pronuncia della Corte di Cassazione (cfr. sentenza n. 13458 del 1° luglio 2015) che “parrebbe abbia accolto l’interpretazione dei verificatori, secondo cui l’importo limite del 5% deve essere raffrontato con l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti, comprendente tutti gli accantonamenti (civilistici) al fondo svalutazione crediti e non solo l’ammontare dedotto”.

Al riguardo, viene evidenziato che la sentenza della Corte di Cassazione n. 13458 del 1° luglio 2015 – pur accogliendo il ricorso presentato dalla stessa Agenzia delle Entrate – non stabilisce espressamente un principio di diritto diverso rispetto a all’interpretazione sopra evidenziata dalla scrivente nei punti sopra indicati.

Nel contesto attuale, peraltro, non risulta alla Entrate un orientamento giurisprudenziale consolidato in contrasto con le conclusioni sopra evidenziate.

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2) Assegnazione agevolata ai soci e trasformazione agevolata in società semplice: il Fisco chiarisce

Al pari dell’assegnazione …

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