Diario quotidiano del 6 giugno 2017 – Equitalia può pignorare liberamente il conto corrente del contribuente?

Pubblicato il 6 giugno 2017



1) Redditi non dichiarati nel 2014: arrivano le lettere per la compliance con l’integrativa assistita
2) Azioni esecutive sui C/C dei contribuenti: Equitalia chiarisce le novità sui pignoramenti
3) Limite della detrazione per familiare a carico: i compensi dalle ASD non incidono
4) Oneri delle parti nei casi di accertamento da studi di settore
5) Mamme in “dolce attesa”: le spese per degenze ospedaliere sono detraibili?
6) Garanzie per il contribuente in caso di verifica previo accesso presso i propri locali
7) Istanza CIGO: invio semplificato
8) Contratto di lavoro con disabile irregolare: azione avviata dagli uffici e sanzioni
9) L’8 giugno a Roma l’assemblea dei commercialisti
10) Entrate tributarie: nei primi quattro mesi del 2017 aumento del 2,2%
cartellineCT 1) Redditi non dichiarati nel 2014: arrivano le lettere per la compliance con l’integrativa assistita 2) Azioni esecutive sui C/C dei contribuenti: Equitalia chiarisce le novità sui pignoramenti 3) Limite della detrazione per familiare a carico: i compensi dalle ASD non incidono 4) Oneri delle parti nei casi di accertamento da studi di settore 5) Mamme in “dolce attesa”: le spese per degenze ospedaliere sono detraibili ? 6) Garanzie per il contribuente in caso di verifica previo accesso presso i propri locali 7) Istanza CIGO: invio semplificato 8) Contratto di lavoro con disabile irregolare: azione avviata dagli uffici e sanzioni 9) L’8 giugno a Roma l’assemblea dei commercialisti 10) Entrate tributarie: nei primi quattro mesi del 2017 aumento del 2,2% *****

1) Redditi non dichiarati nel 2014: arrivano le lettere per la compliance con l’integrativa assistita

Compliance per i redditi del 2013: Debutta l’integrativa assistita. I destinatari delle comunicazioni troveranno disponibile, nel proprio Cassetto fiscale, la dichiarazione da “perfezionare” sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio

Lettere per la compliance, in arrivo altre 100mila. Riguardano redditi che risultano non dichiarati, in tutto o in parte, nel 2014.

Nel cassetto fiscale debuttano il prospetto precompilato e l’integrativa assistita

Centomila lettere in arrivo per altrettanti cittadini che, secondo i dati in possesso del Fisco, non hanno dichiarato, nel 2014, dei redditi percepiti l’anno precedente. Non si tratta di avvisi di accertamento, ma di semplici comunicazioni, che viaggiano via posta ordinaria o via pec, con cui l’Agenzia informa che, dall’incrocio delle informazioni presenti nelle proprie banche dati, risultano delle somme non dichiarate, in tutto o in parte. I destinatari delle lettere, tra cui per la prima volta figurano anche titolari di reddito di lavoro autonomo, potranno quindi giustificare l’anomalia o presentare una dichiarazione integrativa e mettersi in regola beneficiando delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso. Con questa nuova tornata di comunicazioni, il Fisco continua a percorrere la strada del dialogo preventivo, con l’obiettivo di evitare che un errore o una dimenticanza possano trasformarsi, senza che il contribuente ne abbia consapevolezza, in un avviso di accertamento vero e proprio, che comporta il pagamento di sanzioni e interessi in misura piena. Novità in arrivo anche sul fronte dell’assistenza: chi riceve una di queste lettere, potrà trovare nel proprio cassetto fiscale la dichiarazione 2014, pronta da integrare sulla base di un prospetto precompilato (disponibile solo per alcuni tipi di reddito) o del prospetto di dettaglio. Potrà quindi fare le correzioni in modalità assistita, inviare l’integrativa e stampare l’F24 per versare gli importi dovuti.

L’identikit dei destinatari di questa tranche di invii

Nel dettaglio, le comunicazioni in partenza sono indirizzate a contribuenti persone fisiche e originate da anomalie relative a:

- redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca;

- redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge;

- redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza

- redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;

- redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale;

- alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale;

- redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

Prospetto precompilato e integrativa assistita, il Fisco aiuta a rimediare

Novità in arrivo per i contribuenti che ricevono una di queste comunicazioni. Non soltanto nella lettera troveranno indicati, in un dettagliato prospetto informativo, tutti gli elementi che hanno originato l’anomalia segnalata, ma un numero considerevole di contribuenti sarà indirizzato ad accedere a Fisconline per correggere la dichiarazione, direttamente online e in maniera assistita. Per la prima volta, infatti, nel cassetto fiscale sarà disponibile il link “scarica dichiarazione da integrare”, tramite il quale sarà possibile ottenere il file contenente la dichiarazione originaria presentata per il 2013. New entry nell’ottica di agevolare i cittadini anche il collegamento diretto “scarica il software di compilazione”, tramite cui i contribuenti potranno installare automaticamente il pacchetto UnicoOnLine necessario per richiamare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2013, importandola con l’apposita funzionalità, e integrare la dichiarazione, sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio. Per rendere il tutto ancora più semplice, nei casi in cui l’anomalia riscontrata riguarda redditi di lavoro dipendente e assegni periodici (quadro RC), redditi di partecipazione (se non è stato compilato il quadro RH) e altri redditi (se nel quadro RL del modello Unico Persone fisiche o nel quadro D del modello 730 non sono stati dichiarati redditi di capitale), verrà fornito anche il prospetto precompilato del quadro da rettificare o integrare. Una volta predisposta l’integrativa, il contribuente non dovrà far altro che inviarla e stampare l’F24 per il pagamento degli importi dovuti.

Cam e uffici pronti ad assistere i cittadini

I cittadini che ricevono una di queste comunicazioni possono chiedere chiarimenti rivolgendosi a uno dei Centri di assistenza multicanale (Cam) dell’Agenzia, che rispondono ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore - comunicazione direzione centrale accertamento”. In alternativa, è possibile rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o ancora a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate.

Tutte le informazioni sulle lettere per la compliance sono disponibili in una nuova sezione dedicata sul sito dell’Agenzia, raggiungibile seguendo il percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 131 del 5 giugno 2017)

*******

2) Azioni esecutive sui C/C dei contribuenti: Equitalia chiarisce le novità sui pignoramenti

Nuove azioni esecutive di Equitalia: precisazioni sulle norme relative ai pignoramenti delle somme sui conti correnti dei contribuenti.

Fisco; Equitalia, norme pignoramenti nate nel 2005. In merito alle notizie apparse su diversi organi di stampa e di comunicazione, relativamente agli atti di pignoramento presso terzi che l’Agente della riscossione effettua per legge, Equitalia Spa precisa quanto segue.

L’azione di pignoramento presso terzi è disciplinata da una norma del 2005 (dl 203/2005 che ha introdotto l’art. 72 bis del DPR 602/1973) la quale prevede l’azione diretta da parte di Equitalia sui crediti del debitore detenuti da terzi (ivi comprese le eventuali somme sul conto corrente). La norma, inoltre, prevede l’intervento dell’Autorità giudiziaria in via eventuale laddove il terzo pignorato o il contribuente stesso abbiano elementi validi per contestare l’azione dell’Agente della riscossione.

In particolare, Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”.

L’interazione delle banche dati introdotta dal Dl 193/2016 va nella direzione di poter migliorare l’attività di riscossione che non si muoverà più “a fari spenti” relativamente alle azioni esecutive ma soprattutto di limitare al minimo, grazie ad informazioni più puntuali, l’impatto sul debitore e sulle sue attività professionali.

(Equitalia, comunicato del 5 giugno 2017)

******

3) Limite della detrazione per familiare a carico: i compensi dalle ASD non incidono

Limite della detrazione per familiare a carico: I compensi ricevuti dalle Associazioni Sportive Dilettantistiche non incidono.

Questo poiché non concorrono alla determinazione del reddito complessivo e, quindi, alla quantificazione della soglia di 2.840,51 euro i seguenti redditi:

- redditi esenti;

- redditi assoggettati a tassazione separata;

- redditi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

Difatti, i compensi per attività sportiva dilettantistica quali indennità di trasferta, rimborsi forfettari di spesa, premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche riconosciuto dal Coni o dagli enti di promozione sportiva sono considerati redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del Tuir.

Tali somme sono esenti da imposta, cioè non concorrono a formare il reddito imponibile Irpef del percettore fino al limite annuo di 7.500 euro; sui successivi 20.658,28 euro viene operata una ritenuta a titolo di imposta, con aliquota del 23%, mentre sulle somme eccedenti l’importo complessivo di 28.158,28 euro viene operata una ritenuta a titolo d’acconto, sempre con aliquota del 23%.

Per conseguenza poiché ai fini della detrazione per familiari a carico non rilevano i redditi esenti da Irpef né quelli assoggettati a ritenuta a titolo di imposta, i compensi corrisposti da associazioni sportive dilettantistiche fino a 28.158,28 euro non rientrano nel calcolo del reddito complessivo.

È possibile beneficiare delle detrazioni per carichi di famiglia per i seguenti familiari, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:

- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

- i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

- il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

- i discendenti dei figli;

- i genitori (compresi quelli adottivi);

- i generi e le nuore;

- il suocero e la suocera;

- i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);

- i nonni e le nonne.

Il limite di reddito di 2.840,51 euro che consente di considerare un familiare a carico, è riferito all’intero periodo d’imposta.

******

4) Oneri delle parti nei casi di accertamento da studi di settore

La motivazione dell’avviso di accertamento basato sugli studi di settore non può limitarsi al solo rilievo dello scostamento dai parametri, ma deve essere sempre integrata con le ragioni per le quali vengono disattese le contestazioni sollevate dal contribuente nella fase di contraddittorio. Secondo il ragionamento dei giudici della Cassazione, esposto nella sentenza n. 12631 depositata il 19 maggio, solo in tal modo può emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui parametri e la giustificabilità dell’onere della prova a carico del contribuente. La Suprema Corte ha, nel caso di specie, abbracciato la tesi del contribuente spiegando che la CTR è incorsa in un evidente vizio logico e in un travisamento degli oneri probatori gravanti sulle parti nel ritenere direttamente riconducibile all’accertamento fondato sugli studi di settore la determinazione del ricarico, senza valutare le giustificazioni addotte dalla ricorrente nonché gli elementi proposti per dimostrare lo scostamento dell’attività accertata dal modello normale.

(Corte di cassazione, Sentenza n. 12631/5 del 19/05/2017)

******

5) Mamme in “dolce attesa”: le spese per degenze ospedaliere sono detraibili?

Le spese sostenute per degenze (quindi, anche quelle per il parto della gestante), indipendentemente dal fatto che le stesse siano o meno collegate a interventi chirurgici sono detraibili; nel computo rientrano anche le differenze di classe, imputabili, ad esempio, alla presenza o meno del bagno in camera (circolare n. 122/1999). Non sono invece comprese quelle, anche se effettuate in relazione a un intervento chirurgico, per far fronte a taluni bisogni non essenziali del malato, piuttosto che a una effettiva esigenza di ordine sanitario conseguente all’intervento subito. Ad esempio, non sono pertanto detraibili le spese di pernottamento di congiunti del malato, gli addebiti per l’apparecchio telefonico o televisivo installati nella stanza di ricovero o i sovrapprezzi per determinate prestazioni aggiuntive (circolare n. 14/1981). Nel caso opposto di ricovero di un paziente in un istituto di assistenza (ad es. l’anziano nella casa di riposo, invece, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta, ma solo per quelle mediche, che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’istituto.

Quindi, é possibile detrarre tra le spese mediche la fattura sostenuta per una camera a pagamento in seguito a ricovero per intervento chirurgico (taglio cesareo per parto) o per parto naturale. Sono le spese aggiuntive extra (appunto, ad es. quelle dei familiari) che non possono essere detratte.

******

6) Garanzie per il contribuente in caso di verifica previo accesso presso i propri locali

In tema di “tributi non armonizzati”, le garanzie fissate nell’art. 12, comma 7, L. 212/2000 trovano applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l'attività imprenditoriale o professionale del contribuente. La Suprema Corte, nel ribadire tale principio espresso dalle Sezioni Unite con sentenza n. 24835/2015, ha cassato la sentenza della CTR lombarda che aveva ritenuto non applicabili le suddette garanzie. Nel caso di specie, infatti, i giudici lombardi avevano deciso di respingere il gravame del contribuente poiché l’atto impositivo derivava, oltre che dall’accesso presso gli uffici dello stesso, anche da contestuali indagini finanziarie avviate per via telematica.

(Corte di cassazione, Ordinanza n. 10989/6 del 05/05/2017)

******

7) Istanza CIGO: invio semplificato

CIGO e cali periodici di attività. L’INPS, con messaggio n. 2276 del 1 giugno 2017, ha fornito una serie di indicazioni operative relative alle imprese alle prese con cali ciclici di attività.

Dopo aver sottolineato che nelle aziende soggette a variazioni dell’attività produttiva ricorrente in determinati periodi dell’anno ha affermato che esso non è imputabile a negligenza od imperizia delle parti o alla volontà dell’imprenditore o dei lavoratori. Di conseguenza, l’istanza di CIGO non può essere respinta.

Ciò postula una serie di informazioni dettagliate da inserire nella relazione tecnica.

In particolare:

- la situazione complessiva dell’impresa alla luce del settore meteorologico, del prodotto e del mercato di riferimento;

- il contesto economico e produttivo concernente, in particolare, il segmento di mercato al quale si riferisce;

- i periodi antecedenti nei quali è stata utilizzata la CIGO;

la continuità dell’attività aziendale;

- il numero dei dipendenti sospesi in relazione all’organico complessivo ed il rapporto tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a termine. Un numero elevato di lavoratori subordinati rispetto a quelli flessibili viene considerato indice che l’azienda non risente soltanto dei cicli del settore di riferimento ma presenta una continuità produttiva.

Nello stesso messaggio l’INPS ha affermato che, in via generale, non si dovranno indicare più le informazioni riguardanti le ferie da fruire.

Nella comunicazione Inps si precisa, inoltre, che per quelle aziende soggette a variazioni dell’attività produttiva in periodi ricorrenti dell’anno, il calo di attività costituisce un evento che non si può imputare all’imprenditore, ai lavoratori o alla negligenza o imperizia delle parti, che quindi ostacolerebbero l'accesso all’ammortizzatore. Per questo, a fronte di una situazione di calo ciclico della produzione ed in presenza di tutti gli altri requisiti, è possibile accedere alla Cassa integrazione ordinaria.

Per impedire il rigetto dell'istanza l'Istituto riepiloga, a fine messaggio, i profili che devono essere descritti nella relazione tecnica allegata alla domanda: la situazione aziendale complessiva con riferimento alle caratteristiche della produzione aziendale tenuto conto del settore merceologico, del prodotto e del mercato di riferimento; il contesto economico e produttivo in cui l'impresa opera, con particolare riferimento al segmento di mercato in cui l'azienda si colloca; precedenti dell'azienda nel ricorso alla CIG; il numero di lavoratori posti in CIG rispetto all'organico complessivo ed il rapporto tra contratti di lavoro di natura stabile e contratti di lavoro temporanei; continuità dell'attività aziendale.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 5 giugno 2017)

******

8) Contratto di lavoro con disabile irregolare: azione avviata dagli uffici e sanzioni

INL: lavoro dei disabili e profili sanzionatori. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il 30 maggio 2017, ha pubblicato una risposta ad un quesito della DTL di Milano-Lodi relativo alla corretta applicazione dell’art. 7, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificato dal decreto legislativo n. 151/2015, con riferimento alle modalità delle assunzioni obbligatorie, chiedendo, in particolare, di conoscere se il datore di lavoro, ai fini dell’adempimento alla diffida di cui all’art. 13 decreto legislativo n. 124/2004, possa ricorrere alla stipula delle convezioni di cui all’art. 11 della Legge n. 68/1999.

La risposta:

In primo luogo, occorre richiamare il disposto dell’art.7, comma 1, della Legge n. 68/1999 in base al quale: <<Ai fini dell’adempimento dell’obbligo di assunzione delle persone con disabilità, previsto dall’articolo 3, i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici assumono i lavoratori mediante richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti o mediante la stipula delle convenzioni di cui all’articolo 11. (…) >>. Il successivo comma 1-bis dispone che <<Nel caso di mancata assunzione secondo le modalità di cui al comma 1 entro il termine di cui all’articolo 9, comma 1, gli uffici competenti avviano i lavoratori secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. (…)>>.

Il termine di cui all’art. 9, comma 1, della legge n. 68, cui fa rinvio il comma 1-bis dell’art. 7, entro il quale i datori di lavoro sono tenuti ad assumere persone con disabilità è pari, come è noto, a sessanta giorni decorrenti dal momento dell’insorgenza dell’obbligo, trascorsi i quali, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta la quota dell’obbligo per cause imputabili al datore di lavoro, quest’ultimo, ai sensi dell’art. 15, comma 4, della Legge n. 68/1999 << (…) è tenuto al versamento, a titolo di sanzione amministrativa, al Fondo di cui all’articolo 14, di una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis al giorno per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata.>>.

Il successivo comma 4-bis dell’art. 15, introdotto dal decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185, dispone che “Per la violazione di cui al comma 4, trova applicazione la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo n. 124/2004, e successive modificazioni. La diffida prevede, in relazione alla quota d’obbligo non coperta, la presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione o la stipulazione del contratto di lavoro con la persona con disabilità avviata dagli uffici”.

Per quanto attiene alla fattispecie in esame giova, altresì, richiamare la nota ministeriale prot. n. 970 del 17 febbraio 2016 – punto 6, “Richiesta di avviamento e prospetto”, nella parte in cui prevede che decorso il termine dei 60 giorni << (…) il datore di lavoro decade dalla possibilità di avvalersi della richiesta nominativa ed è tenuto a presentare richiesta numerica. A tal fine, preliminarmente individua con il servizio per il collocamento mirato competente la qualifica sulla base di quelle possedute dagli iscritti.>>.

Alla luce del quadro normativo sopra ricostruito e ad una lettura sistematica delle citate disposizioni della Legge n. 68/1999, emerge che il legislatore – nel consentire al datore di lavoro un ampio ventaglio di possibilità per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità (richiesta nominativa, richiesta numerica, convenzioni ai sensi degli articoli 11, 12 e 12-bis della Legge n. 68/1999, nonché convenzioni ai sensi dell’articolo 14 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276), da porre in essere nel termine di cui all’articolo 9, comma 1, della medesima Legge n. 68/1999 (si tratta dei soprarichiamati 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo) – ha però individuato, una volta decorso infruttuosamente il menzionato termine dei 60 giorni, la richiesta di avviamento dei lavoratori secondo l’ordine di graduatoria quale unica modalità di assolvimento dell’obbligo, non consentendo, pertanto, il ricorso a forme assunzionali diverse da quella numerica (comma 1-bis dell’articolo 7 della Legge n. 68/1999).

Inoltre, occorre, tenere conto delle caratteristiche proprie dell’istituto della diffida ad adempiere di cui all’art. 13 del decreto legislativo n. 124/2004.

Con la diffida ad adempiere, infatti, l’amministrazione intima al datore di lavoro la regolarizzazione delle inosservanze “comunque sanabili”, fissando un termine perentorio entro cui adempiere alle prescrizioni impartite. L’adempimento comporta l’ammissione al pagamento della sanzione in misura pari al minimo edittale ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa, nonché l’estinzione del procedimento all’esito del pagamento della sanzione.

Il ritardo o la mancata assunzione delle persone con disabilità – che comporta, come sopra evidenziato, l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 15, comma 4, della Legge n. 68/1999 – è diffidabile ex articolo 13 del decreto legislativo n. 124/2004, sulla base di quanto previsto dal comma 4-bis del medesimo articolo 15.

Più nel dettaglio, nel caso in cui la scopertura sia ascrivibile, per ragioni imputabili al datore di lavoro, alla mancata presentazione della richiesta di assunzione o di una richiesta di convenzione entro il termine di 60 giorni previsto dall’art. 7 della stessa Legge n. 68/1999, la diffida dovrà avere ad oggetto l’effettuazione dell’adempimento omesso, ossia la presentazione, sia pure tardiva, della richiesta di assunzione numerica, ovvero la stipula del contratto di lavoro. Non si ritiene, pertanto, che la diffida possa contemplare anche la effettuazione della richiesta di convenzione, non potendosi estendere la portata della norma agevolativa del DLvo n. 151/2015 a strumenti diversi rispetto ai due espressamente indicati dal legislatore.

Il diritto al pagamento della sanzione minima, infatti, deve essere riconosciuto a chi si adegua ed ottempera nei termini della diffida per assumere effettivamente, non già ricorrendo alla convenzione, strumento assolutamente valido per assolvere gli obblighi della Legge n. 68/1999 ma solo in un momento antecedente all’intervento ispettivo.

Una diversa interpretazione, ispirata al criterio secondo il quale la convenzione con i servizi competenti rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui si attua il principio del collocamento mirato, rappresenterebbe, nella fattispecie in esame, una forzatura del dato letterale normativo che non corrisponde alla specifica finalità deflativa del contenzioso e di riduzione delle sanzioni.

La tempestività dell’assunzione entro la data fissata con la diffida verrebbe infatti meno nel caso di stipulazione delle convenzioni di cui all’art. 11, dato che questo istituto costituisce un progetto di assunzione articolato in varie fasi.

Effettivamente l’art. 11 prevede che gli uffici competenti stipulino con il datore di lavoro convenzioni “aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali” tipici della Legge n. 68/1999. Ciò comporta l’avvio di un iter procedimentale, con una serie di adempimenti che non consentono di predeterminare il momento esatto dell’assunzione del disabile.

Ne consegue, nell’ambito dell’applicazione della diffida ex art. 13 decreto legislativo n. 124/2004, per l’amministrazione l’impossibilità di imporre una data certa al trasgressore entro cui adempiere e, per lo stesso datore di lavoro l’impossibilità di adempiere entro il termine tipico previsto in caso di diffida che, per espressa previsione di legge, è di trenta giorni.

Si ritiene, pertanto, che ai fini dell’adempimento alla diffida richiamata dall’art. 15, comma 4bis, della Legge n. 68/1999, le uniche modalità di assolvimento dell’obbligo sono quelle ivi indicate, ovvero “la presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione”, o “la stipulazione del contratto di lavoro con la persona con disabilità avviata dagli uffici”, evidenziando a tale proposito che dette previsioni appaiono del tutto in linea con quelle del già richiamato art. 7, comma 1-bis della Legge n. 68/1999.

******

9) L’8 giugno a Roma l’assemblea dei commercialisti

L’appuntamento alla Nuvola di Fuksas. Tanti gli ospiti politici.

Si terrà il prossimo 8 giugno, a partire dalle 9,30, presso il Roma Convention center La nuvola, l’Assemblea generale dei Consigli degli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’evento è organizzato in due sessioni, una aperta all’esterno, la seconda, nel pomeriggio, dedicata al dibattito interno tra il Consiglio nazionale e i delegati. La prima sessione, moderata dal giornalista Franco Di Mare, sarà aperta da una relazione del presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, che affronterà temi legati all’attualità fiscale e categoriale. A seguire gli interventi delle autorità politiche e istituzionali. Sono stati invitati Maurizio Bernardo, Francesco Boccia, Maria Elena Boschi, Luigi Casero, Enrico Costa, Valeria Fedeli, Antonio Gentile, Giancarlo Giorgetti, Mauro Marino. Rossella Orlandi, Andrea Orlando, Giuliano Poletti, Carla Ruocco, Antonio Tajani, Giorgio Tonini ed Enrico Zanetti. Il dibattito interno prenderà il via alle 15,00.

(Cndcec, nota sul sito internet istituzionale - 5 giugno 2017)

******

10) Entrate tributarie: nei primi quattro mesi del 2017 aumento del 2,2%

Entrate tributarie: 124,9 miliardi nei primi quattro mesi del 2017 (+2,2%).

Nei primi quattro mesi del 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 124.877 milioni di euro, in aumento del 2,2% (+ 2.738 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016. Si segnala che nel 2016, anno di applicazione della nuova modalità di pagamento del canone tv attraverso la bolletta elettrica, i primi versamenti del canone si sono registrati a partire dal mese di agosto, mentre nel 2017 i versamenti sono affluiti all’erario da gennaio. Nei primi quattro mesi l’introito derivante dal canone televisivo è stato pari a 479 milioni di euro. Neutralizzando gli effetti sul gettito delle suddette disposizioni, la crescita delle entrate tributarie nel periodo considerato risulta pari a +1,9%.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 66.987 milioni di euro, in aumento dell’1,5% (+ 1.013 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate IRPEF ammontano a 59.979 milioni di euro, in aumento di 950 milioni di euro (+1,6%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente (+1,7%). L’andamento riflette anche gli effetti negativi sul gettito IRPEF di alcune misure introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 (Legge n.232 del 11 dicembre 2016) e, in particolare, l’aumento delle detrazioni per i pensionati di età inferiore a 75 anni, equiparate a quelle previste per i pensionati di età pari o superiore ai 75 anni (art.1, comma 210) e le revisioni al regime della tassazione dei premi di produttività con una riduzione ulteriore del carico fiscale sui premi stessi (art.1, comma 160)e un effetto di incentivo sulla produttività di imprese e lavoratori. Il gettito IRES registra un incremento di 231 milioni di euro (+25,3%) rispetto al primo quadrimestre del 2016.

Mostrano una diminuzione le entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (–170 milioni di euro, pari a –26,3%) e quelle relative all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (–8 milioni di euro, pari a –1,2%).

All’andamento delle imposte dirette di gennaio-aprile 2017 ha contribuito anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 391 milioni di euro, con una diminuzione di 100 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 57.890 milioni di euro, in aumento del 3,1% (+1.725 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate dell’IVA sono pari a 33.685 milioni di euro con un incremento di 1.664 milioni di euro (+5,2%). L’andamento è positivo sia per la componente dell’IVA sugli scambi interni (+2,9%) sia per quella sulle importazioni (+23,0%). Tra le imposte sulle transazioni, l’imposta di registro segna una diminuzione del 4,4%. La variazione negativa, rispetto all’analogo periodo del 2016 registrata dall’imposta di bollo (-176 milioni di euro) è dovuta al diverso profilo di versamento mensile derivante dalle modalità di scomputo dell’acconto dell’imposta di bollo versato ad aprile (modalità introdotta con la circolare n. 16 del 14 aprile 2015 dell’Agenzia delle Entrate). Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attestano a 7.217 milioni di euro (-0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso); il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 1.193 milioni di euro con una diminuzione di 4 milioni di euro.

ENTRATE DA GIOCHI

Il gettito relativo ai giochi, pari a 4.710 milioni di euro, presenta, nel complesso, una crescita del 3,6%.

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, si sono attestate a 2.518 milioni di euro con una flessione di 210 milioni di euro (-7,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–aprile 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento. E’ disponibile anche il report “Entrate Erariali F24 maggio 2017” che analizza l’andamento delle entrate tributarie versate con il modello F 24 relativo al periodo gennaio-maggio 2017, fornendo una prima anticipazione dell’andamento delle stesse.

(Ministero dell’Economia, comunicato n. 92 del 05 giugno 2017)

Vincenzo D’Andò