Diario quotidiano del 29 giugno 2017: un riassunto della riforma del Terzo Settore

Pubblicato il 29 giugno 2017

1) Condomini: entro il 30 giugno 2017 si versano le ritenute cumulative
2) Non profit: ecco tutte le novità in arrivo sul Terzo settore
3) Gli associati non sono soggetti all’INAIL
4) Favor rei applicabile in automatico
5) Antiriciclaggio: le nuove sanzioni saranno in vigore dal 4 luglio 2017
6) Con il possesso dell’auto storica, ok al redditometro
7) La notifica della cartella, via PEC
8) Dal 1° luglio 2017 con il modello F24 ELIDE si pagano le imposte e tasse ipotecarie, oltre ai tributi speciali
9) Le nuove prestazioni occasionali non interessano quelle disciplinate dall’art. 2222 c.c.
10) Mobilità in deroga con accertamento di sostenibilità finanziaria
CT_Facebook_Cover_828x3151) Condomini: entro il 30 giugno 2017 si versano le ritenute cumulative 2) Non profit: ecco tutte le novità in arrivo sul Terzo settore 3) Gli associati non sono soggetti all’INAIL 4) Favor rei applicabile in automatico 5) Antiriciclaggio: le nuove sanzioni saranno in vigore dal 4 luglio 2017 6) Con il possesso dell’auto storica, ok al redditometro 7) La notifica della cartella, via PEC, è comunque valida se il contribuente ne abbia compreso il contenuto 8) Dal 1° luglio 2017 con il modello F24 ELIDE si pagano le imposte e tasse ipotecarie, oltre ai tributi speciali 9) Le nuove prestazioni occasionali non interessano quelle disciplinate dall’art. 2222 c.c. 10) Mobilità in deroga con accertamento di sostenibilità finanziaria *****

1) Condomini: entro il 30 giugno 2017 si versano le ritenute cumulative

Scade domani (30 giugno 2017) il nuovo adempimento, introdotto dalla legge di Bilancio 2017 per i condomini, tenuti in ogni caso al versamento della ritenuta d’acconto anche quando l’ammontare dell’importo del pagamento dei corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi non è superiore a 500 euro. Al fine di evitare l’applicazione di sanzioni amministrative, il pagamento deve essere eseguito con modalità tracciabili o mediante conti correnti bancari o postali, ovvero mediante altre modalità che consentano il controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il condominio, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuto a operare, al momento del pagamento, una ritenuta del 4% a titolo di acconto dell’imposta dovuta sui corrispettivi, per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi effettuate nell’esercizio di impresa. La ritenuta, generalmente, va versata con F24 entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata.

Con un’aggiunta all’articolo 25-ter del Dpr 600/73, la legge di Bilancio 2017 (articolo 1, comma 36) ha previsto, dal 1° gennaio 2017, che il versamento della ritenuta non va più effettuato entro il 16 del mese successivo se l’importo da versare per uno specifico condominio è al di sotto di 500 euro. Quindi, se l’importo delle ritenute è inferiore a tale soglia, il versamento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno e il 20 dicembre. In caso di superamento del limite, invece, il versamento rimane al 16 del mese successivo a quello di effettuazione della ritenuta.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 8/E del 7 aprile 2017 (punto 2), ha spiegato che per calcolare la soglia si devono sommare mese dopo mese le ritenute e pagarle nel primo mese successivo a quello in cui la soglia viene superata. Ad es., se a febbraio sono state effettuate ritenute per 400 euro e a marzo altre ritenute per 400 euro, il totale di 800 euro supera la soglia e fa scattare il versamento entro il 16 aprile.

Ultimo aspetto chiarito riguarda l’obbligatorietà o meno delle nuove tempistiche di versamento. Le Entrate spiegano che il condominio può tranquillamente continuare a effettuare il pagamento delle ritenute (anche se di importo inferiore a 500 euro) secondo le scadenze ordinarie, senza incorrere in sanzioni.

Invece, non è stato ancora chiarito quale periodo vada indicato nel modello F24. Ciò poiché dai successivi controlli automatizzati sui modelli F24 potrebbero poi arrivare ai contribuenti sanzioni che, invero, non sono dovute. Certo che se l’ultima ritenuta versata sia relativa al mese di maggio, sicuramente indicando, come mese, il dato 05, anche formalmente il modello F24 sarebbe immune dai successivi controlli automatizzati.

Tuttavia, c’è chi sostiene che le ritenute, anche se sotto 500 euro, vadano indicate nel modello F24 cumulativo, in maniera analitica, mese per mese.

Quindi, ad esempio nel modello F24 da presentare entro il 30 giugno 2017, si esporrebbero i dati nel modo seguente (utilizzando, quindi, tre righi):

(Come è noto, i codici con riferimento ai pagamenti in relazione a contratti di appalto, del 4%, sono: 1019: per percipienti del corrispettivo soggetti passivi Irpef; 1020: per percipienti del corrispettivo soggetti passivi Ires)

Codice tributo: 1019, periodo di riferimento: 01/2017, importo € 120,00

Codice tributo: 1019, periodo di riferimento: 02/2017, importo € 140,00

Codice tributo: 1019, periodo di riferimento: 04/2017, importo € 160,00

Totale F24 di € 420,00 da versare entro il 30 giugno 2017.

La scelta (indicazione cumulativa in solo rigo del Modello F24 utilizzando il mese 05/2017 oppure analitica in più righi dello stesso modello), quindi, resta affidata a coloro che dovranno, loro malgrado, compilare tali modelli F24 (tutto questo per l’assenza ad oggi di istruzioni ministeriali in tal senso).

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2) Non profit: ecco tutte le novità in arrivo sul Terzo settore

Il Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore. Come è noto, il Consiglio dei ministri del 12 maggio 2017, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto recante Codice del Terzo settore, di attuazione della legge delega 106/2016 per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale.

In conformità con quanto disposto dall’articolo 1, co. 5, della legge delega 106/2016, lo schema di decreto recante Codice del Terzo settore, corredato dalla relazione illustrativa e dalla relazione tecnica, è stato trasmesso alle Camere il 19 maggio 2017 (ma assegnato alle Commissioni competenti il 22 maggio 2017), entro il quarantacinquesimo giorno antecedente il termine per l'esercizio della delega (3 luglio 2017), perché su di esso siano espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle rispettive commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso il termine previsto per l'espressione dei pareri (21 giugno 2017), il decreto può essere comunque adottato.

In attuazione della delega contenuta nell’articolo 1, co. 2, lett. b), della legge 106/2016, lo schema in esame provvede “al riordino e alla revisione organica della disciplina speciale e delle altre disposizioni vigenti relative agli enti del Terzo settore, compresa la disciplina tributaria applicabile a tali enti, mediante la redazione di un apposito codice del Terzo settore”. Il Codice intende dunque configurarsi come uno strumento unitario in grado di garantire la “coerenza giuridica, logica e sistematica” di tutte le componenti del Terzo settore (art. 2, comma 1, lett. d) della legge delega 106/2016).

I principi e i criteri direttivi per la redazione del Codice del Terzo settore sono contenuti nell’art. 4 della legge delega.

Il Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore al fine di “sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa, in attuazione dei principi costituzionali”.

Lo schema di decreto legislativo si compone di 104 articoli suddivisi in dodici titoli.

Titolo I (articoli da 1 a 3)

Il Titolo I (articoli da 1 a 3) fornisce la definizione normativa del Terzo settore precisandone le finalità proprie (finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale) e delimita il campo di applicabilità delle disposizioni dello stesso Codice, chiarendo che queste si utilizzano, ove non derogate ed in quanto compatibili, anche per gli enti del Terzo settore regolati da una disciplina particolare. Inoltre, agli enti del Terzo settore si applicano, in quanto compatibili, le norme del Codice civile e le relative disposizioni di attuazione nel caso di lacune di previsione accertate nel Codice, previa verifica di compatibilità. Infine, si specifica che le disposizioni del Codice non si applicano alle fondazioni bancarie, alle quali sono riferibili soltanto le disposizioni raccolte nel Capo II del Titolo VIII, riferite ai Centri di servizio per il volontariato.

Titolo II (articoli da 4 a 16):

Il Titolo II (articoli da 4 a 16):

- delimita il perimetro del Terzo settore, enumerando gli enti che ne fanno parte individuati in: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative e società di mutuo soccorso. Viene inserita in tale perimetro la nozione di ente del terzo settore definito come “ente costituito in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi” (art. 4);

- razionalizza i settori delle attività di interesse generale attraverso la compilazione di un elenco unico, con il tentativo di fondere la normativa attualmente prevista ai fini fiscali con quella prevista ai fini civilistici. Introduce nuovi settori di attività, fra i quali si segnalano:

commercio equo e solidale; comunicazione a carattere comunitario;

alloggio sociale; accoglienza umanitaria ed integrazione sociale di stranieri; agricoltura sociale; adozioni internazionali; riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata. Viene inoltre prevista la possibilità di aggiornare l’elenco delle attività di interesse generale con D.P.C.M. da adottarsi su proposta dei ministri lavoro/MEF, acquisito il parere delle commissioni parlamentari competenti (art. 5). Le attività di interesse generale possono essere finanziate anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva (art. 7);

- prevede, accanto all’ esercizio delle attività di interesse generale, l’esercizio di attività diverse (art. 6) e la possibilità di costituire uno o più patrimoni destinati ad uno specifico affare (art. 10);

- integra la nozione vigente di distribuzione indiretta (art. 8);

- prescrive l’obbligo, per gli enti del Terzo settore, di iscriversi nel Registro unico nazionale del Terzo settore e di indicare gli estremi dell’iscrizione negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico;

- introduce l’obbligo, per tutti gli enti del Terzo settore, di redazione del bilancio. Fanno eccezione gli enti con ricavi/entrate/rendite o proventi al di sotto dei 220.000 euro che possono redigere il rendiconto di cassa;

- prevede l’adozione, con decreto, di Linee guida in ma