Diario quotidiano del 16 giugno 2017: la manovra correttiva è stata convertita in legge

Pubblicato il 16 giugno 2017



1) Nuova disciplina del lavoro occasionale
2) Approvato modello e istruzioni di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali
3) Locazione e affitto di immobili: approvato nuovo modello RLI e relative istruzioni
4) Corte Ue: esenzione Iva su vendita veicoli, non occorre essere residenti
5) Novità sulle ristrutturazioni edilizie spiegate nella guida delle Entrate aggiornata
6) Start Up: novità per i fiducianti
7) In G.U. la ratifica della convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Barbados
8) Nel 2016 continua la riduzione delle liti tributarie pendenti (-11,6%)
9) La manovra correttiva è Legge
10) Rapporto sulle entrate – Aprile 2017; Il taglio Ires è legittimo
Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Manovra_Correttiva1) Nuova disciplina del lavoro occasionale 2) Approvato modello e istruzioni di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali 3) Locazione e affitto di immobili: approvato nuovo modello RLI e relative istruzioni 4) Corte Ue: esenzione Iva su vendita veicoli, non occorre essere residenti 5) Novità sulle ristrutturazioni edilizie spiegate nella guida delle Entrate aggiornata 6) Start Up: novità per i fiducianti 7) In G.U. la ratifica della convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Barbados 8) Nel 2016 continua la riduzione delle liti tributarie pendenti (-11,6%) 9) La manovra correttiva è Legge 10) Rapporto sulle entrate – Aprile 2017; Il taglio Ires è legittimo: non contrasta con l’autonomia regionale siciliana *****

1) Nuova disciplina del lavoro occasionale

Dopo l’abrogazione dei voucher è arrivato il nuovo lavoro occasionale. Le nuove disposizioni in materia di lavoro occasionale, inserite nella legge di conversione del D.L. 50/2017, c.d. Manovra correttiva 2017, vedono il ritorno all’origine, ma con differenze affatto irrilevanti, introducendo più regole e maggiore tracciabilità.

La nuova disciplina del lavoro occasionale, è stata voluta per colmare il vuoto lasciato nel tessuto economico dalla brusca abrogazione dei voucher. Si introduce questo nuova forma, ipotizzando due strumenti per gestire le attività lavorative di natura saltuaria: PrestO, acronimo di “Prestazione Occasionale”, è il nome con cui l’emendamento al disegno di legge di conversione in legge identifica il nuovo strumento destinato a sostituire i voucher nelle attività di impresa e professionali per la remunerazione di "prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità" che non possono eccedere i limiti di importo stabiliti. Per i privati si prevede, invece, il Libretto Famiglia.

Novità per i lavori occasionali

Le nuove disposizioni, oltre a istituire due diversi strumenti operativi a seconda che l’utilizzatore sia persona fisica non nell’esercizio di attività di impresa o professionali (libretto famiglia) o che sia un utilizzatore imprenditore, professionista o pubblica amministrazione (contratto di prestazione occasionale), forniscono una diversa definizione della nuova tipologia lavorativa a seconda della natura dell’utilizzatore:

- per l’uso familiare valgono i limiti quantitativi di 2.500 euro per ciascun prestatore riferiti a un singolo utilizzatore e di 5.000 euro complessivamente nell’anno, limite quest’ultimo che vale anche per gli utilizzatori con riferimento alla totalità dei prestatori d’opera;

- per gli utilizzatori imprenditori, professionisti e amministrazioni pubbliche, ai limiti quantitativi di cui sopra si aggiunge la qualificazione della prestazione di cui al comma 13 dell’articolo 54-bis secondo il quale “il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore…acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionale o saltuarie di ridotta entità...”. Si aggiunge il limite di durata della prestazione nel massimo di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

Utilizzo familiare con il “libretto di famiglia”

Il primo di questi strumenti è il libretto famiglia. Si tratta di un meccanismo che consente di utilizzare un monte ore predefinito di prestazioni di lavoro, a condizione che sia seguita una procedura specifica. Le parti del rapporto devono registrarsi su una piattaforma informatica, gestita dall’Inps, dove si può acquistare un pacchetto di ore lavorative, utilizzabili per alcune attività specifiche (piccoli lavori domestici, assistenza domiciliare, insegnamento privato). Ciascuna ora di lavoro vale 8 euro netti (10 euro lordi), e il pagamento viene intermediato dall’Inps, che eroga il compenso il giorno 15 del mese successivo.

Questo meccanismo presenta alcune vaghe somiglianze con il lavoro accessorio appena abrogato (il sistema del libretto è simile al voucher), ma sono profondamente diversi i presupposti di utilizzo. Ciascun lavoratore non può superare, nell’anno, un compenso totale di 5mila euro (con un limite di 2.500 per ogni singolo committente) e, soprattutto, la platea dei soggetti che possono utilizzare i lavoratori occasionali è molto ristretta (persone fisiche e amministrazioni pubbliche, ma per casi eccezionali).

Contratto di prestazione occasionale

Il secondo strumento contenuto nella manovra è il “contratto di prestazione occasionale”: un vero e proprio accordo, con il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità. Tale contratto non può essere utilizzato da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, da parte delle imprese del settore agricolo (che possono utilizzare il contratto occasionale per pensionati, studenti e disoccupati non iscritti, l’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli), da parte delle imprese dell’edilizia e nell’ambito di appalti di opere o servizi.

Ciascun committente non può utilizzare il contratto con la stessa persona per più di 280 ore annue. Anche questo contratto si attiva con modalità telematica, ed è soggetto a incisive misure contrasto agli abusi.

La previsione che è dato ritenere potrebbe creare materia di contenzioso è quella che richiede i presupposti di occasionalità o saltuarietà della prestazione, considerando che in ambito lavoristico non si è mai applicato il criterio dell’occasionalità al rapporto di lavoro subordinato. Il ritorno alla “duplice” definizione riapre, ora, il dibattito sul corretto uso da parte egli utilizzatori professionali di tale modalità lavorativa evidenziando che l’interpretazione letterale sembrerebbe privilegiare, per ora, l’occasionalità o saltuarietà e poi il rispetto dei limiti quantitativi.

Pagamento dei compensi

Il pagamento dei compensi avviene, come per il libretto famiglia, mediante la piattaforma informatica Inps; la misura minima oraria del compenso è pari a 9 euro netti (cui va sommata la contribuzione previdenziale e assicurativa, per un valore di 12,37 euro lordi), tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo è pari fissato dal Ccnl più rappresentativo sul piano nazionale.

Riguardo le sanzioni per chi supera i limiti di utilizzo di questi rapporti fissati dalla legge: Il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

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2) Approvato modello e istruzioni di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali

Approvato modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, e relative istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 112426 del 15 giugno 2017, dispone l’approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

Il nuovo modello fornisce informazioni dettagliate in relazione ai beni, diritti e passività che concorrono alla formazione dell’attivo ereditario e consente di determinare le somme da versare in autoliquidazione.

In presenza di cespiti immobiliari, salvo determinate eccezioni, con la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, il contribuente richiede la voltura catastale, salvo diversa volontà da indicare nel modello.

La versione aggiornata del modello consente la gestione di particolari fattispecie, alcune delle quali entrate in vigore successivamente all’approvazione del precedente provvedimento.

A tutela dei rapporti con i contribuenti e per consentire un graduale avvio delle nuove procedure, la precedente modulistica cartacea (Modello 4) potrà essere utilizzata fino alla data del 31 dicembre 2017 per la presentazione della dichiarazione di successione presso gli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate.

In particolare, il nuovo modello di cui sostituisce quello approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 27 dicembre 2016 con riferimento alle successioni aperte a decorrere dal 3 ottobre 2006.

Per le successioni apertesi in data anteriore al 3 ottobre 2006, nonché per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una dichiarazione presentata con il modello approvato con il decreto ministeriale del 10 gennaio 1992, deve essere utilizzato il medesimo modello seguendo le relative modalità di presentazione.

La presentazione del neo modello consente di eseguire le volture catastali senza la necessità di un’ulteriore richiesta da parte del contribuente. Per gli immobili ricadenti nei territori ove vige il sistema del Libro Fondiario e per quelli gravati da oneri reali, nei casi di trust e di eredità giacente/eredità amministrata, le domande di volture catastali sono presentate utilizzando le precedenti modalità di presentazione.

Viene, dunque, approvato il modello per la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali unitamente alle relative istruzioni per la compilazione, allegati al citato provvedimento.

Il modello è composto da:

- il frontespizio, con i dati del de cuius e del soggetto che presenta la dichiarazione;

- il quadro EA, con i dati relativi agli eredi, ai legatari ed altri soggetti;

- i quadri EB ed EC, con la parte dell’attivo ereditario costituita da beni immobili e diritti reali immobiliari;

- il quadro ED, con le passività;

- il quadro ER, con le rendite e i crediti;

- il quadro EE, riepilogativo dell’asse ereditario al netto delle passività;

- il quadro EF, con la determinazione dei tributi dovuti in autoliquidazione;

- il quadro EG, con l’elenco dei documenti da allegare alla dichiarazione;

- il quadro EH, con le dichiarazioni sostitutive di atto notorio, le richieste di agevolazioni e riduzioni;

il quadro EI, con le dichiarazioni utili alla voltura catastale nei casi di discordanza fra il soggetto iscritto in catasto e quello dal quale si fa luogo al trasferimento;

- i quadri EL ed EM, con la parte dell’attivo ereditario costituita da beni immobili e diritti reali immobiliari iscritti nel sistema tavolare;

- il quadro EN, con i dati relativi alle aziende;

- il quadro EO, con le azioni, le obbligazioni, gli altri titoli e quote sociali;

- i quadri EP ed EQ, con gli aeromobili, le navi e le imbarcazioni;

- il quadro ES, con le donazioni e gli atti a titolo gratuito.

Modalità di presentazione e ufficio competente

Il nuovo modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali è presentato in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente dai contribuenti abilitati ai servizi telematici ovvero tramite i soggetti incaricati di cui all’articolo 3, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonché tramite quelli da ultimo individuati dal Provvedimento del 1° marzo 2017. La presentazione del modello può essere effettuata anche presso l’ufficio territorialmente competente, per il successivo inoltro telematico.

I contribuenti residenti all’estero, se impossibilitati ad utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, possono inviare il modello di dichiarazione in modalità cartacea mediante raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione all’ufficio territorialmente competente.

Le dichiarazioni sostitutive di atto notorio vengono rese dal dichiarante compilando il quadro EH della dichiarazione. Se la dichiarazione viene presentata tramite uno degli incaricati alla trasmissione telematica, questi deve aver cura di conservare gli originali delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese, la copia di un valido documento d’identità di coloro che le hanno sottoscritte, unitamente all’originale della dichiarazione di successione sottoscritta dal dichiarante.

Eventuali dichiarazioni sostitutive, rese da un soggetto diverso dal dichiarante, si intendono effettuate tramite allegazione alla dichiarazione di successione dei relativi file, corredati dalla copia di un documento di identità del soggetto che le ha sottoscritte.

Per ufficio territoriale competente alla lavorazione della dichiarazione di successione, si intende l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate presso la cui circoscrizione il defunto aveva l’ultima residenza. Se il de cuius risiedeva in Italia, prima di risiedere all’estero, l’ufficio territoriale competente alla lavorazione della dichiarazione è quello dell’ultima residenza nota in Italia. Le suddette regole di determinazione della competenza si applicano anche alle dichiarazioni presentate con il modello approvato con il Decreto Ministeriale 10 gennaio 1992. Per le dichiarazioni presentate atte ad integrare, modificare o sostituire una dichiarazione già presentata con il modello di cui al periodo precedente, l’ufficio territoriale competente è quello presso il quale è stata presentata la dichiarazione oggetto di variazione/sostituzione. Per gli adempimenti correlati alle volture catastali è competente ciascun ufficio provinciale – territorio nella cui circoscrizione territoriale ricadono i beni per cui è richiesta la voltura.

Le dichiarazioni sostitutive mediante le quali il dichiarante segnala i passaggi intermedi non registrati in catasto ovvero non convalidati da atti legali, sono rese mediante la compilazione del quadro EI. Eventuali dichiarazioni sostitutive di atto notorio, riguardanti i passaggi intermedi mancanti segnalati nel quadro EI, rese da un soggetto diverso dal dichiarante, si intendono effettuate tramite allegazione dei relativi file, corredati dalla copia di un documento di identità del soggetto che le ha sottoscritte.

Modalità di pagamento

Il pagamento delle somme dovute e calcolate in autoliquidazione avviene con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione, convenzionato con l’Agenzia delle Entrate e intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica, identificati dal relativo codice fiscale. A tal fine, in fase di presentazione della dichiarazione sono indicati anche il codice IBAN del conto da addebitare e il codice fiscale dell’intestatario. In alternativa, nel caso in cui la dichiarazione sia presentata tramite l’ufficio territoriale competente dell’Agenzia delle Entrate, il pagamento può avvenire tramite il sistema dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24), in base a quanto previsto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 marzo 2016.

Ricevute rilasciate dal sistema telematico e termini di presentazione della dichiarazione di successione

L’Agenzia delle Entrate attesta, per via telematica, l’avvenuta ricezione, controllo ed accettazione dei file contenenti i dati delle dichiarazioni di successione, per i quali si richiede la registrazione telematica, nonché le informazioni riguardanti i pagamenti delle imposte autoliquidate e la regolarità della dichiarazione presentata mediante apposite ricevute.

Il contenuto minimo delle ricevute è disciplinato dal Decreto Dirigenziale 31 luglio 1998 “Modalità tecniche di trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione e di affitto da sottoporre a registrazione, nonché di esecuzione telematica dei pagamenti” e successive modificazioni ed integrazioni. Con l’attestazione della ricezione della dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate comunica gli estremi di registrazione e la Direzione provinciale competente per la sua lavorazione. In caso di dichiarazione di successione sostitutiva contenente soli allegati, presentati dal dichiarante sia spontaneamente sia su invito di regolarizzazione da parte dell’Agenzia, nell’attestazione di cui sopra vengono riportati gli estremi di registrazione identificativi della dichiarazione che si intende integrare.

L’esito del pagamento delle somme autoliquidate effettuato mediante la richiesta di addebito in conto viene riportato in una apposita ricevuta.

Se i successivi controlli sulla regolarità della dichiarazione e dei relativi allegati, effettuati dall’ufficio territoriale competente, si concludono con esito positivo, una copia semplice della dichiarazione presentata, contenente gli estremi di registrazione e l’indicazione dell’ufficio territoriale competente, viene resa disponibile nel cassetto fiscale del dichiarante, di eventuali coeredi o chiamati all’eredità, nonché nell’ambito del servizio di acquisizione delle ricevute. Se i suddetti controlli si concludono con esito negativo, l’ufficio territoriale competente invita il dichiarante a procedere alla regolarizzazione della dichiarazione e dei suoi allegati, secondo le disposizioni di cui all’art. 32 del Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346.

L’esito della domanda di volture catastali, richieste con le modalità ora previste, è riportato con specifica attestazione resa disponibile nell’ambito del servizio di acquisizione delle ricevute.

Gli incaricati sono tenuti a rilasciare tempestivamente ai contribuenti che hanno conferito loro l’incarico di provvedere agli adempimenti previsti dal presente provvedimento, oltre alla dichiarazione di impegno a provvedere alla presentazione del modello, copia delle ricevute e delle attestazioni rese disponibili dal servizio telematico.

Gli utenti del servizio telematico devono conservare, per il periodo previsto dall’art. 23 del Decreto Dirigenziale 31 luglio 1998, la dichiarazione di successione e i relativi documenti allegati, unitamente alle ricevute indicate nel presente provvedimento, anche al fine di consentire i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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3) Locazione e affitto di immobili: approvato nuovo modello RLI e relative istruzioni

Approvato modello per la “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - contratti di locazione e affitto di immobili” (modello RLI), delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017, dispone l’approvazione del modello per la richiesta di registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e adempimenti successivi e delle relative istruzioni.

Viene approvato, unitamente alle relative istruzioni, il nuovo modello denominato: “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - Contratti di locazione e affitto di immobili”, di seguito “modello RLI” per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e per gli adempimenti successivi.

Il provvedimento approva il nuovo modello per la “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - contratti di locazione e affitto di immobili” (modello RLI), le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione in via telematica. Con tale modello è possibile richiedere la registrazione, comunicare proroghe, cessioni, subentro e risoluzioni dei contratti di locazione e affitto di beni immobili, nonché esercitare o revocare l’opzione della cedolare secca.

Con il modello RLI è consentita anche la contestuale registrazione dei contratti di affitto dei terreni e degli annessi titoli PAC, nonché la possibilità di comunicare il subentro nel contratto di locazione, ad esempio in caso di successione mortis causa.

Con il medesimo provvedimento vengono approvate anche le specifiche tecniche per la trasmissione in via telematica dei dati contenuti nel modello RLI.

Descrizione e contenuto del modello

Il modello, oltre al frontespizio che contiene l’informativa sul trattamento dei dati personali (di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), è composto da:

- quadro A “Dati generali”, nel quale sono contenuti i dati utili alla registrazione del contratto (quali la tipologia del contratto, la data di stipula e la durata della locazione), la sezione dedicata agli adempimenti successivi (tra i quali proroga, cessione, subentro e risoluzione), i dati del richiedente la registrazione e la sezione riservata alla presentazione in via telematica;

- quadro B “Soggetti”, in cui sono indicati i dati dei locatori e dei conduttori;

- quadro C “Dati degli immobili”, riguardante i dati degli immobili principali e delle relative pertinenze;

- quadro D “Locazione ad uso abitativo e opzione/revoca cedolare secca”, contenente le informazioni relative al regime della cedolare secca;

- quadro E “Locazione con canoni differenti per una o più annualità”, in cui possono essere indicati i diversi canoni di locazione pattuiti nel contratto per le successive annualità.

Ambito di applicazione

Il modello RLI è utilizzato per richiedere la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili ed eventuali proroghe, cessioni, subentro e risoluzioni con il calcolo delle relative imposte e di eventuali interessi e sanzioni, nonché per l’esercizio dell’opzione o della revoca della cedolare secca.

Il modello “RLI” è altresì utilizzato per effettuare i seguenti adempimenti:

- comunicazione dei dati catastali ai sensi dell’articolo 19, comma 15, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;

- contestuale registrazione dei contratti di affitto dei terreni e degli annessi “titoli PAC”, sostituendo il “Modello 69” per tali fattispecie;

- denunce relative ai contratti di locazione non registrati, ai contratti di locazione con canone superiore a quello registrato o ai comodati fittizi;

- registrazione dei contratti di locazione con previsione di canoni differenti per le diverse annualità;

- registrazione dei contratti di locazione a tempo indeterminato;

- ravvedimento operoso;

- gestione della comunicazione della risoluzione o proroga tardiva in caso di cedolare secca;

- registrazione dei contratti di locazione di pertinenze concesse con atto separato rispetto all’immobile principale.

Modalità di presentazione

Il modello è presentato in modalità telematica, direttamente o per il tramite dei soggetti indicati nell’articolo 15 del decreto direttoriale del 31 luglio 1998. La presentazione telematica del modello può essere effettuata anche presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate da parte dei soggetti non obbligati alla registrazione telematica dei contratti di locazione.

In caso di richiesta di registrazione, il modello può essere presentato in via telematica in forma semplificata senza l’allegazione della copia del testo contrattuale in presenza delle seguenti caratteristiche:

- un numero di locatori e di conduttori, rispettivamente, non superiore a tre, una sola unità abitativa ed un numero di pertinenze non superiore a tre;

- tutti gli immobili devono essere censiti con attribuzione di rendita;

- il contratto contiene esclusivamente la disciplina del rapporto di locazione e, pertanto, non comprende ulteriori pattuizioni;

- il contratto è stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione.

Applicazioni informatiche

Per la presentazione in via telematica del modello nel sito internet www.agenziaentrate.gov.it. verrà reso disponibile gratuitamente l’apposito prodotto software.

Revoca dell’opzione per la cedolare secca

Il locatore può revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata l’opzione entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento.

La revoca comporta il pagamento dell’imposta di registro dovuta per detta annualità di riferimento e per le successive.

Periodo transitorio

Il nuovo modello sostituisce il precedente modello RLI, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2014, a decorrere dal 19 settembre 2017;

pertanto il calendario del rilascio progressivo è il seguente:

- fino al 18 settembre 2017, per l’effettuazione dell’adempimento, deve essere utilizzato il Modello RLI attualmente in uso, approvato con il provvedimento del 10 gennaio 2014;

- a decorrere dal 19 settembre 2017 dovrà essere utilizzato esclusivamente il modello approvato con il presente provvedimento con il relativo software.

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4) Corte Ue: esenzione Iva su vendita veicoli, non occorre essere residenti

Corte Ue, sentenza 14 giugno 2017, causa n. C-26/16: chiarimenti su vendita veicoli negli stati membri. Esenzione Iva anche senza residenza.

Ai fini dell’esenzione dall’Iva delle vendite di veicoli nuovi trasferiti in altri paesi membri non viene richiesta la residenza dell’acquirente.

I giudici della nona sezione della Corte di giustizia europea si sono pronunciati stabilendo che l’articolo 138, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio europeo osta a disposizioni nazionali che subordinano il beneficio dell’esenzione di una cessione intracomunitaria di un mezzo di trasporto nuovo alla condizione che l’acquirente di tale mezzo sia stabilito o domiciliato nello Stato membro di destinazione. In secondo luogo, a che l’esenzione della cessione, di cui al procedimento principale, sia rifiutata a motivo della sola immatricolazione provvisoria e che il venditore sia di conseguenza tenuto a versare l’Iva senza aver stabilito che il regime provvisorio sia cessato. Infine, che lo stesso venditore, in buona fede, sia altresì tenuto al versamento dell’imposta sul valore aggiunto nell’ipotesi di evasione commessa dall’acquirente.

(Corte di giustizia Ue, sentenza 14 giugno 2017, causa n. C-26/16)

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5) Novità sulle ristrutturazioni edilizie spiegate nella guida delle Entrate aggiornata

Novità ristrutturazioni edilizie: disponibile dal 14 giugno 2017 l’aggiornamento della guida redatta dall’Agenzia delle entrate.

Proroga della maggiore detrazione Irpef per i lavori di recupero e anche per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, specificazioni sui beneficiari degli sconti e altro ancora.

Nuovo restyling per il vademecum sui bonus fiscali previsti in caso di ristrutturazione edilizia. A innescare l’update, naturalmente, le modifiche normative e, in particolare, le conseguenti precisazioni dell’Agenzia. Tra le altre novità, le regole per la cessione del credito relativo alla detrazione (del 75 o dell’85%, a seconda dei risultati conseguiti in termini di riduzione del rischio sismico) delle spese sostenute per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica effettuate sulle parti comuni di edifici, dettagliate nel provvedimento dell’8 giugno scorso. Recepiti anche i chiarimenti arrivati in tema di detrazioni “connesse”, come quelle per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici: ad esempio, le modalità di calcolo del tetto massimo di 10mila euro, da determinare considerando le spese sostenute nel corso dell’intero arco temporale che va dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, anche nel caso di successivi e distinti interventi edilizi che abbiano interessato la stessa unità immobiliare. E, ancora, a proposito di quanto affermato con la risoluzione 64/2016 che, a seguito dell’entrata in vigore della legge 76/2016 sulla regolamentazione delle unioni civili e sulla disciplina delle convivenze, ha riconosciuto la possibilità di fruire del bonus ristrutturazioni per le spese sostenute dal “convivente di fatto” anche se non possessore o non detentore dell’immobile sul quale sono effettuati i lavori (come previsto per i familiari conviventi), la precisazione che tale orientamento vale per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016: una interpretazione supportata dal principio dell’unitarietà del periodo d’imposta (circolare 8/E del 7 aprile 2017).

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6) Start Up: novità per i fiducianti

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la circolare n. 3699/C del 13 giugno 2017, ha esaminato la disciplina normativa sulle Start up innovative, che richiede di dare evidenza dei soci fiduciari, nella domanda di iscrizione nella sezione speciale riservata alle Start up (’articolo 25 del Dl n. 179/2012).

Nello specifico, il raccoglie le indicazioni di alcuni osservatori che fanno notare come la modulistica in uso alle Camere di commercio, ai fini dell’iscrizione delle Start up nella sezione loro dedicata, contiene una serie di informazioni sulla compagine societaria che, nel caso delle fiduciarie, rischia di compromettere seriamente gli obblighi di segretezza cui queste sono tenute in relazione ai propri fiducianti.

Elenco soci trasparente

Per ovviare a tale problema ma, allo stesso tempo, fornire adempimento a quanto previsto dalla norma sulle Start up innovative, che prevede la presentazione dell’elenco soci con trasparenza rispetto a fiduciarie “con autocertificazione di veridicità”, il MiSE ha dovuto modificare le citate indicazioni operative.

Modulo transitorio con codice 98

La modulistica è stata, così, rivista ed è stata eliminata la parte dove andavano esplicitati i dati del fiduciante. Pertanto, ora, i dati relativi al fiduciante dovranno essere inseriti in un file a parte (che viaggerà come allegato dell’autocertificazione di cui al codice 033, oppure come allegato del documento contenente la medesima autocertificazione in formato Pdf, presentato con codice D31) con codice 98 della tabella DOC.

Tale codice 98 (“Documento ad uso interno”), che consente l’acquisizione dei dati relativi al fiduciante ai fini istruttorî, ma che ne evita la pubblicizzazione verso terzi, sarà utilizzato, per i fini in questione, in via transitoria; fino a quando, cioè, non sarà stato previsto, nella prossima revisione delle specifiche tecniche RI/REA, un apposito codice documento per l’adempimento in questione.

Alla luce di quanto detto le istruzioni operative e la guida “La start up innovativa” andranno modificate tenendo conto delle nuove indicazioni.

Il MISE ha preso atto che la modulistica attuale per l’iscrizione delle Start Up in Camera di Commercio contiene delle informazioni che possono compromettere gli obblighi di segretezza. In particolare, la disciplina in materia di Start Up innovative prevede la presentazione di una domanda contenente, tra l’altro, l’elenco dei soci, con trasparenza rispetto a fiduciarie, con autocertificazione di veridicità.

Dunque, il Ministero ha modificato la modulistica ed ha eliminato la sezione nella quale andavano forniti i dati del fiduciante, i cui dati saranno esposti in un altro modulo: «secondo tale nuova modalità di acquisizione dei dati in questione i dati relativi al fiduciante dovranno essere inseriti in un file a parte». Trattasi di un documento ad uso interno «che consente l’acquisizione dei dati relativi al fiduciante ai fini istruttorî, ma che ne evita la pubblicizzazione verso terzi, sarà utilizzato, per i fini in questione, in via transitoria».

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7) In G.U. la ratifica della convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Barbados

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2017, la legge 16 maggio 2017 n. 84 sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo di Barbados per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Barbados il 24 agosto 2015.

La Convenzione entrerà in vigore alla data dello scambio degli strumenti di ratifica. Le sue disposizioni si applicano:

- con riferimento alle imposte prelevate mediante ritenuta alla fonte, alle somme realizzate il, o successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello in cui la Convenzione entra in vigore;

- con riferimento alle altre imposte sul reddito, alle imposte relative ai periodi imponibili che iniziano il, o successivamente al,1° gennaio dell’anno solare successivo a quello in cui la Convenzione entra in vigore.

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8) Nel 2016 continua la riduzione delle liti tributarie pendenti (-11,6%) e la diminuzione dei ricorsi presentati rispetto all’anno precedente (-9,8%)

Prosegue anche nel 2016 il trend di diminuzione delle liti tributarie pendenti che si sono ridotte dell’11,6% rispetto all’anno precedente (469.048 in cifra assoluta). Al risultato del 2016 contribuisce la riduzione del 9,8% (pari a 231.713) dei ricorsi complessivamente pervenuti alle Commissioni tributarie rispetto al 2015 (-13% dei ricorsi presentati in primo grado di giudizio e -1,2% per il secondo grado di giudizio). La diminuzione si concentra principalmente nello scaglione dei ricorsi di valore fino a 20.000 euro, presentanti in primo grado, in cui è attivabile l’istituto deflattivo della mediazione.

Il numero delle liti tributarie definite risulta pari a 293.311, in diminuzione dell’1,6% rispetto al 2015. Riguardo alle controversie ancora pendenti, il cui valore complessivo ammonta a circa 51 miliardi di euro, il 62,9% di esse (pari a 295.104 unità) è in giacenza da meno di 2 anni, il 27,3% (pari a 128.437) è in giacenza da un periodo compreso tra 2 e 5 anni e solo il 9,7% (pari a 45.606) è in giacenza da più di 5 anni.

Il valore complessivo delle controversie presentate nel 2016 è pari a 31,7 miliardi di euro e il valore medio della singola controversia tributaria è pari a circa 137 mila euro. Il 72,1% del totale dei ricorsi pervenuti alle Commissioni tributarie provinciali riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro (per un totale di 460 milioni di euro), mentre solo l’1,4% dei ricorsi riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 13,2 miliardi di euro). Il 55,4% degli appelli pervenuti alle Commissioni tributarie regionali ha ad oggetto controversie con valore inferiore o uguale a 20.000 euro (per un totale di 208 milioni di euro), mentre il 2,7% degli appelli totali riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 9,9 miliardi di euro).

Il valore complessivo delle controversie definite nel 2016 è di poco superiore a 32 miliardi di euro, mentre il valore medio della singola controversia decisa è pari a circa 109 mila euro. Nel primo grado di giudizio, il 71,5% dei ricorsi definiti riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20 mila euro (per un totale di circa 582 milioni di euro), mentre solo l’1,4% riguarda ricorsi di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 14,8 miliardi di euro).

Per quanto attiene gli appelli definiti, il 56,9% del totale delle decisioni riguarda quelli di valore inferiore o uguale a 20 mila euro (per un totale di circa 177 milioni di euro), mentre il 2,5% riguarda appelli di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di circa 7,7 miliardi di euro). Sia in primo che in secondo grado, gli esiti completamente favorevoli all’ente impositore sono maggiori, in percentuale sul totale, rispetto agli esiti completamente favorevoli al contribuente (44,9% contro 31,5% nel primo grado di giudizio e 46,4% contro 37,6% nel secondo grado di giudizio). Il giudizio intermedio risulta pari all’11,7% in primo grado ed all’8,1% in secondo grado.

Nel 2016, la durata media del processo tributario nel primo grado di giudizio è stata di 781 giorni (pari a 2 anni e 2 mesi), con un miglioramento di 76 giorni rispetto al 2015 e di 180 giorni rispetto al 2014; nel secondo grado di giudizio essa è stata di 778 giorni, con un allungamento di 27 giorni rispetto al 2015 e di 49 giorni rispetto al 2014.

Le pronunce definitive risultate favorevoli in tutto o in parte alle Agenzie Fiscali rispetto al totale delle pronunce definitive in cui sono parti le Agenzie stesse sono pari a circa il 70% per l’Agenzia delle Entrate e a circa il 90% per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tutte le statistiche e le analisi dei dati del contenzioso tributario sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze.

(MEF, Comunicato Stampa N° 102 del 15/06/2017)

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9) La manovra correttiva è Legge

Il 15 giugno 2017 l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente il ddl n. 2853 di conversione in legge del Decreto legge in materia finanziaria, nel testo identico a quello approvato dalla Camera (cosiddetta “manovrina”).

Con 144 voti favorevoli, 104 contrari e un astenuto, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando, nel testo licenziato dalla Camera, il ddl. n. 2853 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

Disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale (articolo 1) Split payment

Diverse le modifiche alle disposizioni che hanno esteso l’ambito applicativo dello split payment a tutte le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato pubblicato dall’Istat nonché di altri soggetti considerati ad “alta affidabilità fiscale”.

In particolare, viene previsto che:

- a richiesta dei cedenti o dei prestatori, i cessionari o i committenti devono rilasciare un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti cui si applicano le norme sullo split payment. I cedenti e i prestatori, in possesso della predetta attestazione, devono applicare tale modalità di versamento dell’Iva

- dall’applicazione delle norme sulla scissione dei pagamenti vengono esclusi gli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico per consentirne un’erogazione più rapida, a partire dal 1° gennaio 2018, i rimborsi da conto fiscale per i soggetti passivi Iva a cui si applica lo split payment sono pagati direttamente dall’agente della riscossione con fondi dell’Agenzia delle entrate.

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Iva Introdotta una disposizione interpretativa dell’articolo 12, Dpr 633/1972 (che regola il trattamento Iva delle cessioni e prestazioni accessorie, prevedendo che alle stesse si applica il medesimo regime previsto per l’operazione principale). Viene stabilito che le disposizioni dell’articolo 12 si interpretano nel senso che esse si applicano alle prestazioni di trasporto di veicoli al seguito di passeggeri in quanto accessorie rispetto alle prestazioni principali di trasporto di persone, assoggettate a Iva alle aliquote ridotte del 5% (prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante mezzi di trasporto abilitati a eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare) e del 10% (prestazioni di trasporto di persone e dei rispettivi bagagli al seguito), nonché, fino al 31 dicembre 2016, esenti da imposta (prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante veicoli da piazza). Viene affidato a un decreto del Mef il compito di estendere le disposizioni sulla solidarietà nel pagamento dell’Iva (articolo 60, Dpr 633/1972) anche al settore dei combustibili per autotrazione.

Procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata (articolo 1-bis )

La nuova procedura è rivolta alle società e agli enti di ogni tipo, non residenti in Italia, che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro annui e che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi in Italia per un ammontare superiore a 50 milioni di euro annui avvalendosi del supporto di società residenti o di stabili organizzazioni in Italia di società non residenti, appartenenti al medesimo gruppo societario. Attraverso questa nuova procedura collaborativa, tali società possono definire i debiti tributari dell’eventuale stabile organizzazione presente in Italia. In particolare, i soggetti interessati possono chiedere all’Agenzia delle Entrate una valutazione circa la sussistenza dei requisiti che configurano la stabile organizzazione mediante un’istanza finalizzata all’accesso al regime dell’adempimento collaborativo. Qualora ne constati la sussistenza, l’Agenzia, con riferimento ai periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, trasmette alla società un invito per definire, in contraddittorio, i debiti tributari della stabile organizzazione.

Nei confronti delle società che, versando le somme dovute, decidono di estinguere i debiti tributari della stabile organizzazione, le sanzioni amministrative sono ridotte alla metà e il reato di omessa dichiarazione non è punibile. Esse, inoltre, a prescindere dall’ammontare del volume di affari o dei ricavi della stabile organizzazione, possono, in presenza degli altri requisiti di legge, accedere al regime dell’adempimento collaborativo.

Non possono avvalersi della nuova procedura le società che abbiano avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni e verifiche o dell’inizio di qualunque attività di controllo amministrativo o dell’avvio di procedimenti penali.

Con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno definite le modalità di attuazione della nuova procedura.

Modifiche alla disciplina della voluntary disclosure (articolo 1-ter) Apportati alcuni “ritocchi” alla disciplina della riapertura dei termini della collaborazione volontaria (articolo 5 Dl 167/1990):

- si prevede, innanzitutto che, se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo, la disciplina del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero (articolo 165, Tuir) si applica anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero nella dichiarazione presentata. Tale disciplina vale pure per gli inviti a comparire, gli atti di accertamento con adesione e gli atti sanzionatori emanati in virtù della precedente voluntary disclosure, purché non definiti al momento di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge 50/2017; in ogni caso, le imposte già pagate non sono rimborsabili

- si estende l’esonero dagli obblighi dichiarativi anche con riferimento all’Ivie e all’Ivafe

- si stabilisce che il regime sanzionatorio (articolo 5-octies, comma 1, lettera g) non si applica al caso di mancato o insufficiente versamento spontaneo delle somme dovute, bensì all’ipotesi in cui non si provveda spontaneamente al versamento nei termini di legge

- vengono modificate le conseguenze dell’insufficiente versamento delle somme dovute. Fatto salvo il recupero delle stesse da parte dell’Agenzia delle Entrate, esso avviene non più sull’ammontare calcolato secondo quanto previsto per il mancato versamento, ma recuperando quanto dovuto a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base all’istanza di collaborazione originariamente presentata, ferma restando la maggiorazione del 10%. In tal caso, peraltro, l’importo delle somme dovute non può essere comunque superiore a quello determinato per l’ipotesi di mancato spontaneo versamento nei termini.

Rilascio del certificato di regolarità fiscale ed erogazione dei rimborsi (articolo 1-quater)

Si prevede che i certificati di regolarità fiscale (inclusi quelli per la partecipazione ad appalti pubblici) sono rilasciati a seguito della presentazione, da parte del debitore, della dichiarazione di voler accedere alla procedura di definizione agevolata dei debiti tributari (articolo 6, Dl 193/2016).

In tal caso, la regolarità fiscale viene meno dal momento in cui il contribuente viene escluso dalla procedura di definizione agevolata, anche per effetto del mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme dovute. Infine, si stabilisce che i rimborsi sono erogati, in presenza dei relativi presupposti, a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersi avvalere della definizione agevolata, limitatamente ai carichi definibili oggetto della dichiarazione stessa. In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme dovute, l’erogazione del rimborso può essere sospesa.

Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva (articolo 2) Rispetto alla versione originaria del Dl, si specifica che le nuove disposizioni relative al termine di decadenza per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva e al termine di registrazione degli acquisti si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017.

Regime Iva dei servizi di vitto e di alloggio in favore degli studenti universitari (articolo 2-bis)

Attraverso una norma interpretativa dell’articolo 10, primo comma, numero 20, Dpr 633/1972, il regime di esenzione Iva è esteso ai servizi di vitto e di alloggio resi in favore degli studenti universitari dagli istituti o dagli enti per il diritto alla studio universitario regionali.

Contrasto alle indebite compensazioni (articolo 3)

Rispetto alla versione originaria della disposizione, nel corso del passaggio parlamentare è stato stabilito che:

- in materia di Iva, l’obbligo di apposizione del visto di conformità per importi superiori a 5mila euro annui (in luogo dei precedenti 15mila) grava sui contribuenti che intendano utilizzare in compensazione sia il credito annuale sia quello infrannuale; conseguentemente, si chiarisce che il visto deve essere apposto sulla dichiarazione Iva o sull’istanza di rimborso infrannuale

- la compensazione del credito Iva annuale, o relativo a periodi inferiori all’anno, per importi superiori a 5mila euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge (non più quindi dal giorno sedici del mese successivo)

- qualora il credito di imposta utilizzato in compensazione sia superiore all’importo massimo compensabile, il modello F24 è scartato.

Regime fiscale delle locazioni brevi (articolo 4, commi da 1 a 7) Numerose le modifiche apportate in fase di conversione in legge del provvedimento:

- ai fini del nuovo regime, rilevano anche le locazioni brevi stipulate tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare

- un regolamento ministeriale dovrà definire i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale (ai fini civilistici e tributari), anche avuto riguardo al numero degli immobili locati e alla durata delle locazioni nell’anno solare

i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici trasmettono i dati relativi ai contratti di locazione e di sublocazione breve conclusi per il loro tramite entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello a cui gli stessi si riferiscono

- i soggetti residenti nel territorio dello Stato che esercitano attività di intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici, qualora incassino i canoni o i corrispettivi ovvero intervengano nel pagamento dei compensi, operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21% all’atto del pagamento al beneficiario dei canoni o dei corrispettivi (e provvedono al relativo versamento e alla relativa certificazione). La ritenuta sarà a titolo di acconto o d’imposta, a seconda che sia stata espressa o meno l’opzione per la cedolare secca. Invece, gli intermediari non residenti, in possesso di una stabile organizzazione in Italia, adempiono all’obbligo della ritenuta d’acconto tramite la stabile organizzazione, mentre quelli non residenti privi di stabile organizzazione nominano un rappresentante fiscale

il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo (o che interviene nel pagamento degli stessi) è responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno e del contributo di soggiorno, nonché degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale

eliminata la disposizione che prevedeva la stipula di convenzioni tra l’Agenzia delle Entrate e i soggetti che utilizzano in Italia i marchi di portali di intermediazione on-line, per definire le modalità di collaborazione per il monitoraggio delle locazioni concluse con il loro intervento.

Lavoratori impatriati (articolo 4, comma 7-bis)

I contribuenti in possesso dei requisiti necessari per la fruizione del regime di favore disciplinato dalla legge 238/2010 (“contro-esodati”), che hanno optato per il trattamento agevolato previsto per i lavoratori impatriati, decadono dal beneficio nel caso in cui la residenza in Italia non sia mantenuta per almeno due anni. In tale ipotesi, si provvede al recupero dei benefici già fruiti, con applicazione di sanzioni e interessi (norma di interpretazione autentica dell’articolo 16, comma 4, Dlgs 147/2015).

Ecobonus: cessione del credito (articolo 4-bis)

Estesa fino al 31 dicembre 2021 la possibilità, per i soggetti che si trovano nella no tax area, di cedere la detrazione fiscale loro spettante ai fornitori che hanno effettuato i lavori condominiali per l’incremento dell’efficienza energetica. La detrazione può essere ceduta anche ad altri soggetti privati, compresi intermediari finanziari e banche. La cessione è ammessa purché le condizioni di incapienza sussistano nell’anno precedente a quello in cui sono state sostenute le spese. Ai cessionari è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari alla detrazione ceduta, fruibile in dieci quote annuali di eguale importo. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Si affida a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito di stabilire le modalità attuative della norma.

Rideterminazione delle aliquote Ace (articolo 7)

Durante l’iter di conversione sono state riscritte le norme in materia di aiuto alla crescita economica originariamente introdotte dal Dl. In primo luogo, sono state soppresse le disposizioni che, per il calcolo del beneficio, introducevano una base di riferimento mobile (“criterio incrementale su base mobile”); in secondo luogo, si stabilisce una riduzione delle aliquote Ace. Si prevede, infatti, che, a partire dall’ottavo periodo d’imposta di vigenza della disciplina Ace (quindi, dal 2018 in poi), l’aliquota per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è fissata all’1,5% (in luogo del 2,7%). Viene modificata anche l’aliquota per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, diminuendola dal 2,3% all’1,6%.

Indici sintetici di affidabilità fiscale (articolo 9-bis)

Vengono introdotti gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni, destinati a sostituire parametri e studi di settore. Sono approvati con decreto del Mef, da adottare entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di applicazione.

All’applicazione degli Isa sono connessi determinati benefici (regime premiale) in relazione ai diversi livelli di affidabilità previsti dal legislatore. In sintesi: esonero dall’apposizione dei visti di conformità per la compensazione di crediti o rimborsi Iva entro un certo importo; esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative; esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici nonché dalla determinazione sintetica del reddito (a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato); anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento da parte degli uffici amministrativi.

Compensazione di somme iscritte a ruolo (articolo 9-quater) Viene estesa anche al 2017 l’efficacia delle norme che prevedono, in favore di imprese e professionisti titolari di crediti certi, non prescritti, liquidi ed esigibili nei confronti della pubblica amministrazione, la possibilità di compensare le cartelle esattoriali.

Reclamo e mediazione (articolo 10)

Rispetto alla versione originaria, viene inserita la disposizione che esclude dalla mediazione i tributi che costituiscono risorse proprie tradizionali Ue.

Definizione agevolata delle controversie tributarie (articolo 11) Nel corso del passaggio parlamentare sono state introdotte le seguenti novità:

- si prevede che ciascun ente territoriale può stabilire, entro il 31 agosto 2017, l’applicazione delle norme in materia di definizione agevolata alle controversie tributarie in cui è parte

- viene stabilito che sono definibili le controversie il cui ricorso sia stato notificato alla controparte entro il 24 aprile 2017 (data di entrata in vigore del decreto legge) e per le quali alla data di presentazione della domanda di definizione il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva (nella formulazione originaria era previsto che fossero definibili le controversie rispetto alle quali la costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente fosse avvenuta entro il 31 dicembre 2016).

Rimodulazione del credito d’imposta per le imprese alberghiere (articolo 12-bis) Viene modificata la disciplina del credito d’imposta previsto a favore delle imprese alberghiere (esistenti alla data del 1° gennaio 2012) per le spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche e di incremento dell’efficienza energetica (articolo 10, Dl 83/2014). In particolare, viene rivista la norma che riconosce il credito d’imposta anche per le spese relative a ulteriori interventi, comprese quelle per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.

Le novità riguardano:

- il riconoscimento del credito d’imposta anche se tali beni non sono destinati in via esclusiva agli immobili alberghieri oggetto di intervento

- il riconoscimento del credito a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell’ottavo periodo d’imposta successivo (tale termine, nella versione previgente della norma, era limitato al secondo periodo d’imposta).

Terremoto Centro Italia

Novità anche per quanto riguarda le norme relative alle popolazioni terremotate. Ulteriore proroga della sospensione e rateizzazione tributi (articolo 43) Viene prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2018, l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e dell’imposta di registro prevista a favore delle persone fisiche residenti o domiciliate (e delle persone giuridiche con sede legale o operativa) nei comuni terremotati con riguardo alle istanze, ai contratti e ai documenti presentati alla pubblica amministrazione in esecuzione di quanto stabilito dalle ordinanze del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione.

Semplificazione degli obblighi dichiarativi (articolo 43-quater)

Con riferimento al periodo d’imposta 2016, si consente ai contribuenti residenti nei territori colpiti dal terremoto, titolari di redditi di lavoro dipendenti e assimilati (con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo) di effettuare la dichiarazione dei redditi presentando il modello 730/2017 “senza sostituto”, anche in presenza di un sostituto tenuto a effettuare il conguaglio, ottenendo così il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Zona franca urbana sisma Centro Italia (articolo 46)

Modificate anche le disposizioni del Dl che istituiscono una zona franca urbana nei comuni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017.

Vengono ritoccati i criteri per l’individuazione dei destinatari delle agevolazioni fiscali e contributive derivanti dall’istituzione della zona franca. Più specificamente, si prevede che possono godere di tali benefici le imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della Zfu e che hanno subìto, a causa dei terremoti, la riduzione del fatturato almeno pari al 25%, nel periodo dal 1° settembre al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo del 2015 (secondo la versione originaria della disposizione la riduzione doveva essere parametrata alla media relativa ai tre periodi di imposta precedenti). Con riferimento alla disposizione che ricomprende nella zona franca anche i comuni dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 18 gennaio 2017, si precisa che le agevolazioni ivi previste spettano alle imprese, aventi la sede principale o l’unità locale in tali comuni, che abbiano subìto una riduzione del fatturato pari al 25% (rispetto al corrispondente periodo del 2016) dal 1° febbraio al 21 maggio 2017 (nella versione originaria della norma l’intervallo di tempo considerato era 1° gennaio - 31 marzo 2017).

Incentivi per l’acquisto di case antisismiche (articolo 46-quater)

L’articolo, aggiunto nel corso dell’iter di conversione, modifica la disciplina del “sismabonus” (articolo 16, Dl 63/2013), prevedendo un’ulteriore ipotesi di detrazione operante nel caso in cui gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico siano eseguiti nei comuni localizzati nella zona sismica a più alta pericolosità (zona 1), mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che provvedano alla successiva vendita dell’immobile entro diciotto mesi dal termine dei lavori.

In questo caso, agli acquirenti spettano le detrazioni previste in caso di riduzione del rischio sismico che comporti il passaggio a una o due classi di rischio inferiori, rispettivamente nella misura del 75% e dell’85% del prezzo della singola unità immobiliare.

Le detrazioni spettano entro un ammontare massimo di spesa di 96mila euro.

I beneficiari possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà, per questi ultimi, di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e a intermediari finanziari. Zone franche urbane - sisma 2012 (articolo 46-sexies) Vengono prorogate, fino al 31 dicembre 2017, le agevolazioni previste per le zone franche urbane istituite nei territori della Lombardia colpiti dai terremoti del 20 e del 29 maggio 2012 (cfr articolo 1, commi da 445 a 453, legge 208/2015). Attrazione degli investimenti (articolo 57)

Viene riconosciuta agli enti di previdenza obbligatoria e alle forme di previdenza complementare la possibilità di investire nei piani di risparmio a lungo termine (introdotti e disciplinati dall’articolo 1, commi da 100 e 114, legge 232/2016) con l’applicazione del relativo regime fiscale agevolato. Si prevede, inoltre, che in tali casi agli investimenti nei piani di risparmio non si applicano i limiti quantitativi previsti dalle richiamate disposizioni.

Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari (articolo 57-bis)

Prevista la concessione di incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

In particolare, a decorrere dal 2018, è riconosciuto un credito d’imposta a favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

Il credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative. Viene affidato a un Dpcm il compito di dettare le disposizioni attuative.

Approvate in via definitiva le modifiche al codice penale, di procedura penale e all’ordinamento giudiziario

Il 14/06/2017, la Camera con 320 voti favorevoli, 149 voti contrari e 1 astenuto ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del progetto di legge, già approvato in un testo unificato dal Senato: Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario (C. 4368). Nel pomeriggio, dopo aver esaminato gli ordini del giorno, il provvedimento è stato approvato in via definitiva.

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10) Rapporto sulle entrate di Aprile 2017 - il taglio Ires è legittimo: non contrasta con l’autonomia regionale siciliana

Come riporta il comunicato del 15 giugno 2017 del Mef, le entrate tributarie e contributive nei primi quattro mesi del 2017 mostrano nel complesso un aumento di 3.667 milioni di euro (+1,9 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’aumento registrato è la risultante tra la crescita delle entrate tributarie (+1.648 milioni di euro, +1,3 per cento) e quella evidenziata, in termini di cassa, dalle entrate contributive (+2.019 milioni di euro, +2,8 per cento).

Il taglio Ires è legittimo: non contrasta con l’autonomia regionale siciliana

La Consulta salva la riduzione dal 27,5 al 24% di Renzi. Il taglio dell’Ires dal 27,5% al 24% varato dal governo Renzi a fine 2015 e scattato dal 1° gennaio 2017 non contrasta con l’autonomia delle regioni a statuto speciale. La riduzione d’imposta è quindi legittima, anche se causa fisiologicamente una flessione delle entrate regionali.

Profili di illegittimità si riscontrerebbero soltanto laddove la perdita di gettito fosse così elevata da endere impossibile lo svolgimento delle funzioni regionali, ma tale circostanza deve essere concretamente provata dalla regione. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 140/2017 del 14 giugno 2017. Era stata la regione Sicilia a ricorrere contro la rimodulazione dell’Ires contenuta nella legge di Stabilità per il 2016 varata dal governo Renzi.

Vincenzo D’Andò