Diario quotidiano del 13 giugno 2017 – i casi di esclusione dal VIES

Pubblicato il 13 giugno 2017

1) Operazioni intracomunitarie: un provvedimento direttoriale provvede a definire le modalità di cessazione/esclusione dal Vies
2) Circolazione prodotti energetici con accisa: obbligo di comunicazione delle differenze di volume rilevate dall’esercente
3) Equitalia: se occorre opera l’autotutela, altrimenti condannabile per lite temeraria
4) Cassazione: scomputo ritenute salvo anche senza la certificazione
5) Voluntary disclosures bis: novità dalla manovra correttiva “di primavera”
6) Notai che possono consultare on-line le banche dati di anagrafe e stato civile
7) Nel Modello F24 individuati i codici tributo che richiedono l’uso di fisconline/Entratel
8) Ernesto Maria Ruffini è ora il Direttore dell’Agenzia delle entrate
9) Fisco: Equitalia, in arrivo risposte rottamazione, online la guida
10) Aperture nuove partite Iva di nuovo in “caduta”
Male Judge Writing On Paper In Courtroom1) Operazioni intracomunitarie: un provvedimento direttoriale provvede a definire le modalità di cessazione/esclusione dal Vies 2) Circolazione prodotti energetici con accisa: obbligo di comunicazione delle differenze di volume rilevate dall’esercente 3) Equitalia: se occorre opera l’autotutela, altrimenti condannabile per lite temeraria 4) Cassazione: scomputo ritenute salvo anche senza la certificazione 5) Voluntary disclosures bis: novità dalla manovra correttiva “di primavera” 6) Notai che possono consultare on-line le banche dati di anagrafe e stato civile 7) Nel Modello F24 individuati i codici tributo che richiedono l’uso di fisconline/Entratel 8) Ernesto Maria Ruffini è ora il Direttore dell’Agenzia delle entrate 9) Fisco: Equitalia, in arrivo risposte rottamazione, online la guida 10) Aperture nuove partite Iva di nuovo in “caduta” ***

1) Operazioni intracomunitarie: un provvedimento direttoriale provvede a definire le modalità di cessazione/esclusione dal Vies

Con il provvedimento direttoriale n. 110418 del 12 giugno 2017, l’Agenzia delle Entrate provvede a definire le modalità di cessazione ed esclusione dal Vies.

Mentre, invece, il comunicato n. 138 del 12 giugno 2017, redatto dalla stessa Agenzia delle entrate, ne sintetizza i contenuti:

Partite Iva, definiti i criteri e le modalità di cessazione ed esclusione dal Vies. Al via analisi di rischio e controlli per individuare le frodi

L’Agenzia delle Entrate detta le regole per la chiusura delle partite Iva e per l’esclusione dalla banca dati Vies in caso di irregolarità o frodi. Il provvedimento di oggi illustra nel dettaglio le caratteristiche delle attività di analisi del rischio e dei controlli periodici, formali e sostanziali, messi in atto dall’Agenzia per verificare l’esattezza e la completezza dei dati forniti dagli operatori per la loro identificazione ai fini Iva e per individuare le eventuali frodi.

L’analisi del rischio apre le porte ai controlli

Entro sei mesi dall’attribuzione della partita Iva o dall’iscrizione al Vies - la banca dati europea dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie - l’Agenzia delle Entrate valuta l’eventuale presenza di elementi di rischio, come ad esempio omissioni o incongruenze nei versamenti e nelle dichiarazioni. Per gli operatori individuati sulla base dell’analisi del rischio scattano i controlli periodici che possono essere sia formali sia sostanziali, per riscontrare la veridicità dei dati dichiarati al momento dell’attribuzione della partita Iva o dell’iscrizione al Vies.

Quando scatta la chiusura della partita Iva e l’esclusione dal Vies

Se a seguito dei controlli un operatore economico risulta privo dei requisiti soggettivi e/o oggettivi, l’Agenzia notifica al contribuente un provvedimento di cessazione della partita Iva, indebitamente richiesta o mantenuta. Di conseguenza, la stessa partita Iva sarà esclusa dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie (Vies).

In caso di frode stop alle operazioni intracomunitarie

Per gli operatori economici che, a seguito dei controlli, risultano aver effettuato operazioni intracomunitarie in un contesto di frode Iva scatta il provvedimento di esclusione dal Vies. L’esclusione dalla banca dati europea si applica anche se l’operatore possiede i requisiti soggettivi e oggettivi. In ogni caso, il contribuente che ha subito un provvedimento di esclusione può richiedere, una volta rimosse le irregolarità, di essere nuovamente incluso nel Vies.

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2) Circolazione prodotti energetici con accisa: obbligo di comunicazione delle differenze di volume rilevate dall’esercente

Circolazione prodotti energetici assoggettati ad accisa: obbligo di comunicazione delle differenze di volume rilevate dall’esercente l’impianto destinatario.

L’Agenzia delle dogane, con la nota n. 53616/RU del 9 giugno 2017, e pubblicata il 12 giugno 2017, a cui è stato chiesto di definire la fattispecie dalla quale sorge l’obbligo specificando le modalità di computo delle differenze di prodotto nonché i limiti quantitativi rientranti nelle tolleranze attribuibili a variazioni termiche ed agli strumenti di misura, conferma che le eventuali deficienze od eccedenze di prodotto prese in considerazione dalla procedura del comma 4, dell’art. 18 del D.M. 210/1996, rappresentano le risultanze del raffronto tra la quantità scaricata all’ultimo impianto di distribuzione e quella indicata nel DAS emesso a scorta della partita destinata all’esercente il medesimo impianto.

A tale orientamento conducono le norme contenute nello stesso art. 18 del D.M. n. 210/96 che conferiscono autonoma rilevanza a ciascuna partita di prodotti energetici di cui si compone il trasporto alla rinfusa. Ne sono indici, tra l’altro, l’emissione di tanti DAS quanti sono i destinatari del prodotto (comma 1), completi dell’indicazione dei quantitativi da erogare nelle distinte consegne (comma 2) nonché l’apposizione sulla distinta dei DAS, tenuta dall’incaricato del trasporto, della firma da parte di ogni destinatario a comprova dell’avvenuta ricezione della merce (comma 3).

Su tale presupposto, considerato che l’obbligo di informazione risponde alla finalità di consentire all’Amministrazione finanziaria di avviare eventuali controlli sulla circolazione di prodotti ad accisa assolta ex art. 49 del D.Lgs. n. 504/95 ed al fine di dare concreto significato alla norma regolamentare in esame, fermo restando il distinto regime delle giacenze di prodotti stoccati, l’esercente interessato è tenuto alla prescritta comunicazione al suddetto Ufficio delle dogane in presenza di:

a) differenza quantitativa, in più, in misura superiore all’1%;

b) differenza quantitativa, in meno, in misura superiore al 2% oltre il calo ammesso dalle norme doganali vigenti (0,5 per cento ex tabella B allegata al D.M.13.1.2000, n. 55).

Quanto sopra indipendentemente dall’origine della differenza di volume rilevata, vale a dire se attribuibile a variazioni termiche e/o rientrante nelle tolleranze degli strumenti di misura.

Riguardo, poi, alle differenze di prodotto riscontrate nella verificazione dei depositi commerciali, il par. V della circolare n. 6/D del 18.06.2015 ha evidenziato la rilevanza anche ai fini dell’IVA della ratio sottesa alle disposizioni che consentono di non addebitare l’accisa sulle deficienze ed eccedenze rientranti nelle tolleranze ammesse, uniformando il regime in entrambe le discipline tributarie.

Tale trattamento in virtù del quale non si dà luogo a tassazione, ricorrendone i medesimi presupposti trova applicazione anche per gli impianti di distribuzione stradale di carburanti nei limiti delle tolleranze per essi stabilite in materia, rispettivamente, di cali naturali ex art. 50, comma 2, del D.Lgs. n. 504/95 e tabella A allegata al D.M.13.1.2000, n.55, e di eccedenze ex art. 48, comma 3, lett. b), del medesimo D.Lgs. n. 504/95.

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3) Equitalia: se occorre opera l’autotutela, altrimenti condannabile per lite temeraria

L’autotutela, dovuta e non operata da Equitalia determina la condanna della stessa per lite temeraria.

La Ctp di Roma (sentenza n. 9546/26/17) ha accolto il ricorso che ha visto dei soci di uno Studio e ha condannato Equitalia non solo alle spese di giudizio, ma anche alla rifusione del danno per aver costretto il contribuente ad una ingiusta lite (articolo 96 Cpc) a causa di un “comportamento assolutamente negligente”, in quanto Equitalia “avrebbe potuto e dovuto annullare in autotutela l'atto impugnato perlomeno a seguito della sollecitazione del contribuente ma che invece ha inopinatamente affermato che, nonostante la produzione di idonea documentazione, nulla era stato prodotto per accogliere la richiesta”.

La Commissione ha accolto dunque il ricorso e condanna Equitalia al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in 5mila euro, e al pagamento di ulteriori 20mila euro come “somma equitativamente determinata a favore di parte ricorrente”.

Dunque, se Equitalia non provvede ad annullare in autotutela l’atto impugnato, nonostante le ragioni del ricorrente e l’inesistenza del credito erariale, può vedersi applicato, nei propri confronti, l’articolo 96 del Codice di procedura civile, terzo comma, che prevede la possibilità per il giudice che si pronuncia sulle spese, di condannare parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata.

E’ quanto occorso alla società di riscossione nell’ambito di una vicenda in cui la Commissione tributaria provinciale di Roma ha condannato Equitalia a pagare, oltre alle spese di lite, un’ulteriore somma pari a 20mila euro, equitativamente determinata ai sensi del citato articolo 96 C.p.c., in considerazione della condotta, definita “assolutamente negligente”, tenuta dalla stessa nel giudizio che vedeva coinvolta una Srl immobiliare.

La società era stata raggiunta da intimazione di pagamento da parte di Equitalia, intimazione che era stata impugnata con contestuale istanza di sospensione corredata dalla documentazione atta a dimostrare l’inesistenza del debito erariale.

L’Agenzia di riscossione, però, aveva respinto la domanda di sospensione asserendo che non era stata prodotta documentazione atta a comprovare in maniera puntuale le ragioni della richiesta. Da qui l’avvio del giudizio.

Nella specie, la specifica richiesta della contribuente di condannare Equitalia per responsabilità aggravata ex articolo 96 c.p.c. e 2043 c.c. non è stata accolta in quanto la Ctp ha ritenuto che la ricorrente non avesse fornito la prova di aver subito danni dal comportamento dell’amministrazione, danni poi esclusi grazie al provvedimento cautelare di sospensione degli effetti dell’atto, emesso in corso di causa. La valutazione equitativa prevista dall’articolo 96 – ha spiegato la Commissione – attiene alla quantificazione e nella specie mancava la prova dei danni.

Tuttavia, atteso il comportamento negligente di Equitalia, che invece di annullare l’atto in autotutela aveva inopinatamente affermato che nulla era stato prodotto per poter accogliere la richiesta di sospensione, la Ctp di Roma ha ritenuto che potesse trovare applicazione l’ultimo capoverso dell’articolo 96 c.p.c. che consente al giudice di disporre, d’ufficio, in capo al soccombente, il pagamento di una somma equitativamente determinata.

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4) Cassazione: scomputo ritenute salvo anche senza l