Diario quotidiano dell'8 giugno 2017, tante novità tra cui: niente più autorizzazione del Comune per la vendita dei quotidiani e riviste

Indice:

1) Innovato il sistema di vendita dei quotidiani e riviste periodiche, niente autorizzazione del comune

2) Novità sulla cessione delle detrazioni per interventi di incremento dell’efficienza energetica nei condomìni

3) Estensione al settore dei tabacchi delle procedure di rimozione dai siti web dell’offerta in difetto di titolo autorizzativo o abilitativo: sanzioni fino a 180mila euro

4) Apparecchi da divertimento: riduzione drastica degli apparecchi new slot (AWP)

5) Le parole giustificative del dipendente vanno prese in seria considerazione

6) La chiusura del fallimento, anche con giudizi pendenti, è un atto dovuto

7) Ai fini penali non conta la presentazione della dichiarazione integrativa fiscale

8) Siglata intesa tra Entrate e IGM per lo scambio dei dati

9) Funzioni elettorali: regole per datori e lavoratori

10) Redditi dei Commercialisti: scesi quasi del 14% in 10 anni
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1) Innovato il sistema di vendita dei quotidiani e riviste periodiche, niente autorizzazione del comune
Con le ultime modifiche sono state inserite nel D.L. 50/2017 (come viene commentato nel dossier del servizio studi parlamentare del 30 maggio 2017) anche misure per l’innovazione del sistema di vendita e distribuzione della stampa quotidiana e periodica.
Intanto viene confermato l’attuale articolazione del sistema sul territorio nazionale in punti vendita esclusivi (che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici) e punti vendita non esclusivi (esercizi commerciali individuati dallo stesso d.lgs., che possono vendere, a determinate condizioni, quotidiani e periodici, in aggiunta ad altre merci).
In particolare, si interviene sul sistema di vendita e distribuzione della stampa quotidiana e periodica, apportando alcune modifiche alla disciplina recata dal d.lgs. 170/2001, che viene così modificato:
– viene eliminata la previsione di rilascio dell’autorizzazione da parte dei comuni per l’esercizio dell’attività di vendita da parte dei punti vendita esclusivi e non esclusivi.
Conseguentemente, vengono soppressi anche gli specifici obblighi di programmazione e pianificazione, in capo alle regioni, chiamate, a legislazione vigente, ad emanare indirizzi in materia, e in capo ai comuni, chiamati, sempre a legislazione vigente, nel rispetto dei predetti indirizzi, a dotarsi di appositi piani di localizzazione dei punti vendita esclusivi, sulla base dei quali rilasciare poi le singole autorizzazioni per l’esercizio dell’attività.
Si tratta di modifiche che rispondono anche a quanto evidenziato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con segnalazione AS1137 – proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2014, del luglio 2014.
A tali fini, si novella l’art. 2, co. 1 e 3, e abroga l’art. 1, co. 2, l’art. 2, co. 2, 4, 5 e 6, e l’art. 6 del citato d.lgs. 170/2001.
Viene poi segnalata la necessità di abrogare anche l’art. 3 del citato d.lgs., che stabilisce i casi in cui non è necessaria alcuna autorizzazione (in quanto superato dalla nuova disciplina).
Si definisce una nuova disciplina per l’apertura di nuovi punti vendita (esclusivi e non esclusivi), anche a carattere stagionale, stabilendo, innanzitutto, in linea generale, che essa avviene mediante segnalazione certificata di inizio attività (Scia), di cui all’art. 19 della L. 241/1990.
Tuttavia, in determinate zone – individuate dai comuni in relazione al numero di punti vendita già esistenti, alla domanda, anche stagionale, e alle esigenze di sostenibilità ambientale e di viabilità, nonché di tutela di zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale –, l’apertura di nuovi punti vendita è regolamentata sulla base delle disposizioni delle regioni e delle province autonome in materia, nonché di criteri e parametri qualitativi – volti a garantire una presenza capillare ed equilibrata dei punti vendita sul …

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