Manovra Correttiva 2017: definizione agevolata delle controversie tributarie

La Manovra Correttiva 2017 ripropone la definizione agevolata delle liti fiscali che, rispetto a quella prevista nel 2011, permette di definire solo le controversie tributarie pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, senza alcun limite di valore; l’agevolazione riproposta dal Legislatore al momento sembrerebbe avere in alcuni casi meno convenienza rispetto al passato e la sospensione del processo non è più automatica

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L’articolo 11, del D.L. 50/2017, meglio conosciuta come la Manovra Correttiva 2017, consente di definire con modalità agevolate le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, mediante pagamento degli importi indicati nell’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, escludendo, quindi, il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora.
La previgente definizione agevolata
L’articolo 30, comma 12, del decreto-legge n. 98 del 2011, ha consentito di definire con il pagamento di somme forfettarie, dunque con modalità agevolate, le liti fiscali in cui fosse parte l’Agenzia delle Entrate, di valore non superiore a 20 mila euro (importo modificato dalla Manovra Correttiva 2017) e pendenti al 31 dicembre 2011 davanti alle Commissioni tributarie o al Giudice ordinario, in ogni grado del giudizio, anche a seguito di rinvio. Per la chiusura delle liti è stato necessario versare, in unica soluzione, il predetto importo agevolato e presentare/trasmettere la richiesta per la definizione del contenzioso. Il termine per effettuare il versamento e presentare la richiesta era stato fissato al 2 aprile 2012 e le liti fiscali così definibili erano state sospese fino al 30 giugno 2012. Analogamente erano stati sospesi, fino al 30 giugno 2012, i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio.

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Le controversie definibili
La norma contenuta nella Manovra Correttiva 2017 prevede che possano essere definite con modalità agevolate le controversie:

attribuite alla giurisdizione tributaria;
in cui è parte l’Agenzia delle Entrate;
pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio.

Le controversie definibili con modalità agevolate riguardano quelle con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31 dicembre 2016 e per le quali, alla data di presentazione della domanda di definizione agevolata, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

A domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, ovvero di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, tali controversie possono essere definite col pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (di cui all’articolo 20 del DPR 602/1973), calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto.

Si tratta degli interessi che si applicano (nella misura del 4 per cento annuo), sulle imposte o sulle maggiori imposte dovute in base alla liquidazione ed al controllo formale della dichiarazione od all’accertamento d’ufficio, a partire dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento e fino alla data di consegna al concessionario dei ruoli nei quali tali imposte sono iscritte.

Sono escluse dal pagamento le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora, di cui all’articolo 30, comma 1, del DPR 602/1972.

Decorso inutilmente il termine per adempiere all’intimazione di pagamento, ossia sessanta giorni dalla notifica della cartella o dell’atto esecutivo, sulle somme iscritte a ruolo, esclusi le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella…

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