Proroga al 12 giugno delle Liquidazioni IVA e nuove FAQ relative – Diario quotidiano del 30 maggio 2017

Pubblicato il 30 maggio 2017



1) Comunicazione periodica Iva passata al 12 giugno: arrivato il comunicato ufficiale del Mef
2) Le faq sulla dichiarazione Iva periodica
3) Proroga del superammortamento e nuovo iperammortamento
4) Voucher: in arrivo nuovi strumenti, Libretto famiglia e nuovo contratto di prestazione occasionale
5) Liquidazioni Iva: per i Commercialisti: la proroga è tardiva e insufficiente
6) Antiriciclaggio: aumentati gli adempimenti per gli studi professionali
7) Guida sulle novità sulle compensazioni fiscali: il credito Irpef è già utilizzabile a partire dall’inizio dell’anno
8) Modifica delle tariffe e delle aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio
9) Risposte dal Mef sull’Imu e sulla Tasi: pubblicata risoluzione ministeriale
10) Problematiche in materia di ACE derivanti dall’adozione dei nuovi principi contabili: documento del CNDCEC
diario-quotidiano-articoli-91) Comunicazione periodica Iva passata al 12 giugno: arrivato il comunicato ufficiale del Mef 2) Le faq sulla dichiarazione Iva periodica 3) Proroga del superammortamento e nuovo iperammortamento: circolare Assonime 4) Voucher: in arrivo nuovi strumenti, Libretto famiglia e nuovo contratto di prestazione occasionale 5) Liquidazioni Iva: per i Commercialisti: la proroga è tardiva e insufficiente 6) Antiriciclaggio: aumentati gli adempimenti per gli studi professionali 7) Arrivata la guida sulle novità sulle compensazioni fiscali: il credito Irpef è già utilizzabile a partire dall’inizio dell’anno 8) Modifica delle tariffe e delle aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio 9) Risposte dal Mef sull’Imu e sulla Tasi: pubblicata risoluzione ministeriale 10) Problematiche in materia di ACE derivanti dall’adozione dei nuovi principi contabili: documento del CNDCEC ***

1) Comunicazione periodica Iva passata al 12 giugno: arrivato il comunicato ufficiale del Mef

E’ stato ufficialmente posticipato il termine per le comunicazioni periodiche IVA, dopo le recenti anticipazioni avvenute nei giorni scorsi.

Anticipando, il 29 maggio 2017, la pubblicazione di un Dpcm, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha, ufficialmente, reso noto la proroga del termine di trasmissione delle liquidazioni periodiche Iva relative al primo trimestre del 2017, dal 31 maggio 2017 al 12 giugno 2017, con la pubblicazione, intorno alle ore 14,30, sul proprio sito internet del comunicato stampa n. 89 del 29 maggio 2017.

Ecco di seguito il comunicato stampa integrale:

<<Fisco: posticipato al 12 giugno 2017 il termine per le comunicazioni Iva del primo trimestre 2017 - Il relativo DPCM è stato firmato ed è in via di pubblicazione sulla GU

Viene posticipato dal 31 maggio al 12 giugno 2017 il termine di trasmissione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva relativi al primo trimestre del 2017. Il differimento è contenuto nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il provvedimento è stato firmato dal Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dal Presidente Paolo Gentiloni, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.>>

(Ministero dell’Economia e Finanze. comunicato stampa n 89 del 29/05/2017)

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2) Le faq sulla dichiarazione Iva periodica

Se dal trimestre precedente non emergono crediti da riportare, in assenza di altri dati da indicare nel quadro VP, il contribuente è esonerato dalla presentazione della comunicazione periodica Iva. Confermata, dunque, l’esclusione dall’invio telematico del Modello Ivp 2017 in caso di operazioni cd. a zero (assenza nel periodo relativo di operazione attive/passive), come già preannunciato in alcuni numeri del Diario quotidiano de Il Commercialista Telematico.

A soli tre giorni lavorativi (dal 26 maggio esclusi sabato e domenica) dalla scadenza naturale dell’obbligo di presentazione della comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva (31 maggio 2017), termine spostato al 12 giugno (come comunicato anche dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro), l’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul web istituzionale (www.agenziaentrate.it), le risposte ai quesiti più frequenti posti in queste settimane dagli operatori di categoria (commercialisti, consulenti, revisori, esperti, semplici impiegati di studi, e così via).

Dunque, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 26 maggio 2016 (nella tarda serata), sul proprio sito internet le seguenti faq sulla dichiarazione Iva periodica:

Nel rigo VP8 deve essere indicato l'intero importo del credito risultante dal periodo precedente o solo la quota utilizzata in detrazione?

Il rigo VP8 va compilato indicando l'intero importo del credito del periodo precedente (al netto dell'eventuale quota chiesta a rimborso o in compensazione nel modello IVA TR) e non solo la quota utilizzata in detrazione.

L'imponibile delle operazioni passive per le quali, in base a specifiche disposizioni, il cessionario o committente è debitore dell'imposta deve essere ricompreso fra le operazioni attive nel rigo VP2?

Il cessionario o committente non deve ricomprendere nel rigo VP2, riguardante le operazioni attive, l'imponibile delle operazioni passive per le quali lo stesso è debitore dell'imposta (ad esempio, acquisti intracomunitari od operazioni di cui all'art. 17, commi 5 e 6, del DPR n. 633 del 1972). Per tali operazioni, il cessionario o committente deve indicare l'imponibile tra le operazioni passive nel rigo VP3 e la relativa imposta nei righi VP4 e VP5 (in quest'ultimo rigo sempreché detraibile). Il cedente o prestatore, invece, deve ricomprendere nel rigo VP2 anche l'imponibile relativo alle operazioni attive per le quali l'imposta, in base a specifiche disposizioni, è dovuta da parte del cessionario o committente (come precisato nelle istruzioni al citato rigo VP2).

Le fatture emesse dagli autotrasportatori che si avvalgono della facoltà di differire la registrazione al trimestre successivo devono essere comprese nella Comunicazione del trimestre in cui sono registrate?

Si. Le fatture emesse dagli autotrasportatori che si avvalgono della facoltà di cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'art. 74 del DPR n. 633 del 1972 devono essere comprese nella Comunicazione del trimestre in cui sono registrate. Ad esempio, una fattura emessa a febbraio 2017 ma registrata ad aprile 2017 va compresa nella Comunicazione relativa al secondo trimestre 2017 (trimestre di registrazione).

L'imponibile delle fatture con IVA a esigibilità differita deve essere compreso nel rigo VP2 relativo al mese (o trimestre) di effettuazione dell'operazione o in quello di esigibilità dell'IVA?

L'imponibile relativo alle operazioni attive con IVA a esigibilità differita deve essere compreso nel rigo VP2 relativo al mese (o trimestre) di effettuazione dell'operazione, mentre la relativa imposta deve essere compresa nel rigo VP4 del mese (o trimestre) nel quale si verifica l'esigibilità dell'imposta.

In presenza di due attività, di cui una con liquidazioni mensili e l'altra trimestrali, come deve essere compilata la Comunicazione, in particolare con riguardo all'ipotesi di anticipazione della liquidazione trimestrale ai fini della compensazione del relativo credito con il debito risultante dalla liquidazione dell'ultimo mese del trimestre?

In caso di anticipazione della liquidazione trimestrale e di compensazione del relativo credito con il debito risultante dalla liquidazione dell'ultimo mese del trimestre deve essere compilato un unico modulo per i predetti periodi e l'eventuale credito residuo va riportato nella prima liquidazione mensile successiva. A maggior chiarimento, si ipotizzino i seguenti casi:

Caso n. 1

  • Liquidazione di marzo a debito di 500

  • Liquidazione del 1° trimestre a credito di 300

Il contribuente anticipa la liquidazione trimestrale per compensare il credito del 1° trimestre con il debito di marzo e compila un unico modulo per i predetti periodi con un risultato a debito complessivo di 200.

  • Liquidazione di giugno a debito

  • Liquidazione del 2° trimestre a debito

Il contribuente compila due moduli distinti per i predetti periodi.

Tanto premesso, nel rigo VP8 del modulo relativo al 2° trimestre non va riportato il credito del 1° trimestre, in quanto detto credito è già stato utilizzato per ridurre il debito di marzo.

Caso n. 2

  • Liquidazione di marzo a debito di 300

  • Liquidazione del 1° trimestre a credito di 500

Il contribuente anticipa la liquidazione trimestrale per compensare il credito del 1° trimestre con il debito di marzo e compila un unico modulo per i predetti periodi con un risultato a credito complessivo di 200.

- Liquidazione di giugno a debito

- Liquidazione del 2° trimestre a debito

Il contribuente compila due moduli distinti per i predetti periodi.

Tanto premesso, nel rigo VP8 del modulo relativo al mese di aprile va riportato 200 (che corrisponde al credito residuo del 1° trimestre). Pertanto, nel rigo VP8 del modulo relativo al 2° trimestre non va riportato alcun importo, in quanto il credito del 1° trimestre è già stato utilizzato in parte per ridurre il debito di marzo e la quota residua è stata riportata nella liquidazione di aprile.

Il contribuente è obbligato a riportare nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di gennaio l'intero ammontare del credito IVA dell'anno precedente destinato all'utilizzo in compensazione/detrazione?

Il contribuente non è tenuto ad indicare nel rigo VP9 del mese di gennaio l'intero ammontare del credito IVA dell'anno precedente se non intende utilizzarlo nella relativa liquidazione periodica. Detto credito potrà, eventualmente, essere indicato, in tutto o in parte, nel rigo VP9 dei mesi successivi, allorquando il contribuente intenderà utilizzarlo nelle liquidazioni periodiche. Resta fermo che il credito dell'anno precedente utilizzato in compensazione mediante modello F24 non dovrà mai essere esposto nel rigo VP9.

Se nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di gennaio viene indicato tutto il credito dell'anno precedente è corretto riportare, poi, detto credito (per l'eventuale quota non utilizzata nella liquidazione di gennaio) nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di febbraio, quale credito dell'anno precedente?

Una volta indicato il credito dell'anno precedente nel rigo VP9, questo partecipa alla liquidazione del periodo e l'eventuale risultato a credito va evidenziato nella colonna 2 del rigo VP14. Pertanto, il comportamento descritto nel quesito non è corretto in quanto il credito dell'anno precedente, per l'eventuale quota non utilizzata nella liquidazione di gennaio, va riportato nel rigo VP8 del modulo relativo al mese di febbraio, quale credito del periodo precedente, e non nel rigo VP9.

Come deve essere compilato il rigo VP9 (Credito anno precedente) nel caso in cui si intenda “estromettere” dalla contabilità IVA (ad esempio, per il suo utilizzo in compensazione tramite modello F24) una quota o l'intero ammontare del credito IVA risultante dalla dichiarazione dell'anno precedente, non ancora utilizzato in detrazione, e già riportato nel rigo VP9 di un periodo precedente?

Per estromettere dalla contabilità IVA, in tutto o in parte, il credito dell'anno precedente occorre esporre l'importo da estromettere nel rigo VP9, preceduto dal segno “-“. A maggior chiarimento, si ipotizzino i seguenti casi:

Caso n. 1

- Credito dell'anno precedente pari a 10.000 già indicato (per la “prima volta”) nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di marzo

- La liquidazione periodica del mese di marzo chiude con un risultato a credito pari a 8.000

Il contribuente intende estromettere l'intera quota residua del credito dell'anno precedente (8.000). In tal caso, nel rigo VP8 del modulo relativo al mese di aprile va indicato 8.000 (risultante dalla colonna 2 del rigo VP14 del modulo relativo al mese precedente) e nel rigo VP9 del medesimo modulo va indicato - 8.000. Nei moduli relativi ai mesi successivi, nel rigo VP9, non va indicato alcun importo.

Caso n. 2

Riprendendo i dati del caso n. 1, il contribuente intende estromettere una quota del credito dell'anno precedente, pari a 3.000. In tale ipotesi, nel rigo VP8 del modulo relativo al mese di aprile va indicato 8.000 (risultante dalla colonna 2 del rigo VP14 del modulo relativo al mese precedente) e nel rigo VP9 del medesimo modulo va indicato - 3.000. Nel modulo relativo al mese di maggio, nel rigo VP9, non va indicato alcun importo in quanto il credito residuo di 5.000 (al netto della quota estromessa) ha concorso alla liquidazione del mese di aprile e quindi andrà, semmai, valorizzato il rigo VP8 del modulo relativo al mese di maggio indicando l'eventuale credito risultante dalla liquidazione del mese di aprile.

Nel caso in cui il contribuente chiuda la liquidazione periodica a debito e decida di non versare regolarizzando poi l'omissione tramite ravvedimento operoso, come va compilata la Comunicazione?

Nel quadro VP non vanno indicati i versamenti, neppure quelli tardivi effettuati avvalendosi del ravvedimento operoso. L'unica eccezione è rappresentata dal rigo VP10 (Versamenti auto UE) dove vanno indicati unicamente i versamenti relativi all'IVA dovuta per la prima cessione interna di autoveicoli in precedenza oggetto di acquisto intracomunitario effettuati utilizzando gli appositi codici tributo istituiti con la risoluzione n. 337 del 21 novembre 2007.

In caso di fatture emesse in regime di split payment, è corretto per il cedente o prestatore compilare la Comunicazione riportando l'imponibile nel totale delle operazioni attive (rigo VP2) senza considerare l'imposta nell'IVA esigibile (rigo VP4)?

La modalità di compilazione descritta è corretta.

Nel caso in cui non sia stata registrata alcuna operazione rilevante ai fini IVA in un determinato trimestre, sussiste l'obbligo di presentare la Comunicazione?

L'obbligo di invio della Comunicazione non ricorre in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L'obbligo, invece, sussiste nell'ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente. Pertanto, se dal trimestre precedente non emergono crediti da riportare, in assenza di altri dati da indicare nel quadro VP, il contribuente è esonerato dalla presentazione della Comunicazione.

Si tratta, ad esempio, di un contribuente che effettua liquidazioni mensili e non possiede dati da indicare nel quadro VP per i mesi di aprile, maggio e giugno; in tal caso, in assenza di un credito da riportare dal mese di marzo, non è tenuto a presentare la Comunicazione con riferimento al secondo trimestre. Analogamente, per un contribuente con liquidazioni mensili è possibile non includere nella Comunicazione da inviare i moduli relativi ai mesi in cui si versa nella situazione sopra descritta, salvo il caso in cui sia necessario dare evidenza del riporto del credito proveniente dal mese precedente.

Nel rigo VP2 vanno ricomprese anche le operazioni escluse da IVA ex art. 74, comma 1, del DPR 633 del 1972?

Nel rigo VP2 non vanno ricomprese le operazioni escluse da IVA ex art. 74, comma 1, del DPR 633 del 1972. Ovviamente, i soggetti passivi che applicano uno dei regimi c.d. monofase previsti dal citato art. 74 devono indicare nel rigo VP2 l'imponibile relativo alle operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta (ad esempio, l'editore deve indicare nel rigo VP2 l'imponibile relativo alle operazioni per le quali è debitore dell'IVA). Giova precisare, al riguardo, che gli editori che fruiscono di una riduzione della base imponibile indicano nel rigo VP2 l'imponibile delle operazioni già al netto della riduzione spettante.

In quale rigo del quadro VP va indicato il credito derivante dalla rettifica della detrazione a favore in caso di passaggio dal regime speciale dell'agricoltura di cui all'art. 34 del DPR n. 633 del 1972 a quello ordinario?

Il credito derivante dalla rettifica della detrazione a favore in caso di passaggio dal regime speciale dell'agricoltura a quello ordinario va ricompreso nel rigo VP5 (IVA detratta).

Come ci si deve comportare nel caso si intenda rettificare una Comunicazione già trasmessa in via telematica e per la quale è scaduto il termine di presentazione?

Il sistema telematico accoglie eventuali Comunicazioni inviate successivamente alla prima, per correggere errori od omissioni, anche oltre il termine di scadenza ordinario. Ovviamente, la Comunicazione successiva sostituisce quelle precedentemente trasmesse.

Nella colonna 1 del rigo VP14 va indicata anche l'IVA a debito non versata in quanto non superiore a 25,82 euro?

Si. L'IVA a debito di ammontare non superiore a 25,82 euro va comunque indicata nella colonna 1 del rigo VP14 anche se non versata. In tal caso, ai sensi del comma 4 dell'art. 1 del DPR n. 100 del 1998 (liquidazioni mensili) e del comma 1, lett. a, dell'art. 7 del DPR n. 542 del 1999 (liquidazioni trimestrali), il versamento è effettuato insieme a quello relativo al mese/trimestre successivo.

Le pubbliche amministrazioni, qualora titolari di partita IVA, devono riportare nel rigo VP4 anche l'IVA dovuta sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio delle attività istituzionali per i quali si applica il regime dello split payment?

No. Le pubbliche amministrazioni titolari di partita IVA che ricevono fatture di acquisto in regime di split payment devono riportare nel rigo VP4 soltanto l'IVA dovuta sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio di attività commerciali. Tali fatture concorrono alla liquidazione periodica IVA e gli eventuali versamenti vanno effettuati con gli ordinari codici tributo (es. 6001, 6002, etc.). Le fatture di acquisto ricevute in regime di split payment relative ad acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio delle attività istituzionali, ancorché intestate ad una pubblica amministrazione titolare di partita IVA, non devono essere incluse nella Comunicazione e l'IVA “scissa” va versata con le modalità previste dalla risoluzione n. 15/E del 12 febbraio 2015.

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3) Proroga del superammortamento e nuovo iperammortamento: circolare Assonime

Partendo dai chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria con la C.M. 4/E del 30 marzo 2017, viene fatto il punto sulle più rilevanti agevolazioni introdotte per gli investimenti produttivi: il super e l’iperammortamento.

Sulla locazione operativa e al noleggio, l’Agenzia delle entrate ha, infatti, precisato che ai locatori (operativi) e ai noleggianti il super-ammortamento spetta solo se la locazione e il noleggio rappresentano l’oggetto principale della loro attività imprenditoriale, aggiungendo che qualora, invece, le operazioni in esame siano effettuate in maniera occasionale e non abituale con società estere del gruppo, la maggiorazione non spetti giacché l’investimento sarebbe effettuato solo strumentalmente in Italia, mentre nella sostanza andrebbe a rafforzare una struttura operativa estera.

Insomma, si vuole evitare che fruiscano dell’agevolazione soggetti residenti che effettuano investimenti in beni non strumentali per la propria attività caratteristica (per locazione o noleggio, cioè, solo occasionali) e destinati a strutture operative di soggetti esteri facenti parte del medesimo gruppo. In particolare, viene tolta la possibilità alle società residenti di sostituirsi alle società estere non residenti del medesimo gruppo, alle quali non spetta l’agevolazione poiché non soggetti all’IRES, nell’acquisizione di beni ricompresi tra quelli potenzialmente agevolabili al solo fine di fruire dell’incentivo fiscale.

Gli elementi costitutivi della predetta fattispecie di esclusione dell’agevolazione sono dunque i seguenti: beni non strumentali per il locatore/noleggiatore; destinati a società estere; facenti parte del medesimo gruppo del locatore/noleggiatore. Si tratta di elementi che, secondo Assonime, dovrebbero ricorrere tutti perché in linea generale possa configurarsi la fattispecie di esclusione prevista.

Se così è, ne dovrebbe conseguire, secondo l’Associazione, che, di converso, l’agevolazione spetti nell’ipotesi in cui la locazione o il noleggio rappresentino l’attività caratteristica (e, cioè, non occasionale) del soggetto residente e l’utilizzatore sia un soggetto residente terzo rispetto al locatore/noleggiante. In tal caso, si tratterebbe di un bene strumentale per il locatore/noleggiatore per la sua attività tipica, oggetto dell’impresa, sicché difetta il primo requisito dell’ipotesi di esclusione prevista dall’Agenzia, vale a dire l’assenza di strumentalità del bene.

Assonime evidenzia che l’agevolazione in questione dovrebbe altresì spettare, in linea di principio, anche nel caso in cui la locazione o il noleggio rappresentino l’attività caratteristica (quindi non occasionale) del soggetto residente e la locazione o il noleggio venga realizzata dall’impresa residente in favore di soggetti esteri non facenti parte del medesimo gruppo del locatore/noleggiatore. Anche in tal caso, infatti, non vi sono cointeressenze di gruppo che rendano l’operazione particolarmente sospetta.

La terzietà del soggetto (italiano o estero che sia) è un punto fondamentale su cui l’Amministrazione finanziaria ferma l’attenzione.

Né dovrebbe trarre in inganno, secondo l’Associazione, il fatto che in questo modo il locatore/noleggiatore può ribaltare, in termini di minor prezzo di noleggio, il beneficio qui in esame in favore dell’utilizzatore estero.

Si tratta, infatti, di un aspetto fisiologico di pertinenza della generalità delle agevolazioni, nel senso che non esiste alcun principio che vieti la traslazione economica a soggetti terzi degli effetti delle agevolazioni fiscali, anche quando tali soggetti non avrebbero comunque potuto fruire autonomamente di tali agevolazioni.

Considerata la delicatezza della questione, Assonime auspica un chiarimento ufficiale.

In merito alla fruizione dell’agevolazione, in base a quanto chiarito dall’Agenzia (secondo cui il differenziale non dedotto può essere recuperato con gli ordinari strumenti che consentono la rettifica a favore del reddito per il periodo di competenza) per Assonime è possibile recuperare la quota di super-ammortamento non dedotta in un esercizio presentando una dichiarazione integrativa a favore o un’istanza di rimborso.

Infine, in relazione al costo al lordo dei contributi anche per il pregresso (C.M. 4/2017, cioè che ai fini della determinazione dell’agevolazione, l’assunzione del costo debba essere al lordo degli eventuali contributi in conto impianti), vi è un ulteriore intevernto di Assonime: Coloro (nell’uniformarsi al precedente parere fornito dalle Entrate) che abbiano assunto il costo al netto degli eventuali contributi in conto impianti, potranno utilizzare gli ordinari strumenti (dichiarazione integrativa a favore e istanza di rimborso) per recuperare la quota di super-ammortamento non fruita in virtù di tale diverso comportamento.

(Assonime, circolare n. 12 del 26 maggio 2017)

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4) Voucher: in arrivo nuovi strumenti, Libretto famiglia e nuovo contratto di prestazione occasionale

Voucher; in arrivo nuovo strumento sia per le famiglie, con il Libretto famiglia, sia per le aziende, cioè il nuovo contratto di prestazione occasionale.

Arrivano i Libretti famiglia e il “contratto di prestazione occasionale” che sostituiranno i voucher. Il 27 maggio 2017, la commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera alla riformulazione dell’emendamento che introduce per le microimprese sotto i 5 dipendenti un vero e proprio contratto di lavoro.

Nuovi anche i tetti per le prestazioni occasionali, a 5mila euro in capo a ciascun lavoratore sia a ciascun datore di lavoro, con un ulteriore limite di 2500 euro l’anno per le prestazioni rese a un singolo datore.

Rimane il limite alle microimprese sotto i 5 dipendenti, salvo per l’agricoltura, e vengono confermati i tetti ai compensi a 5mila euro e non più di 2.500 euro dal medesimo datore di lavoro. A sua volta, l’utilizzatore non potrà superare i 5mila euro di compensi. Rispetto ai vecchi voucher si alza il compenso per chi svolge attività presso le imprese, da 7,50 euro netti a 9 euro l'ora. Sale anche la quota contributiva a carico del datore (al 33%). Vengono poi stabiliti dei limiti: non sono ammesse le aziende con più di 5 dipendenti, quelle del settore dell'edilizia e prestazioni inferiori alle 4 ore. Non si potrà inoltre fare più incetta andando dal tabaccaio. La gestione delle operazioni sarebbe infatti affidata a un portale ad hoc dell’Inps. Quanto al libretto famiglia, ogni titolo di pagamento vale dieci euro, cui si sommano altri due euro per i contributi e l’assicurazione. Unica novità un contributo erogato mediante il libretto famiglia per l’acquisto di servizi di babysitting, ovvero per far fronte agli oneri della rete pubblica di servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati.

Il Libretto Famiglia che sostituirà i vecchi voucher potrà essere utilizzato anche per pagare i servizi di baby-sitting o i costi dei nidi pubblici e privati.

(Agenzia Ansa, nota del 27 maggio 2017)

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5) Liquidazioni Iva: per i Commercialisti: la proroga è tardiva e insufficiente

Proroga di soli 12 giorni insufficiente: La notizia della proroga della comunicazione periodica Iva, ora passata ufficialmente al 12 giugno 2017, è pervenuta in tutti gli ambienti, in particolare, il Consiglio nazionale dei commercialisti è subito intervenuto pubblicando sul proprio sito internet lo stesso giorno (29 maggio 2017), il seguente comunicato stampa:

<<Miani: “L’incertezza sta diventando l’emblema del nostro sistema fiscale”. E chiede una soluzione rapida anche sulle perdite fiscali delle imprese minori.

Una proroga tardiva e insufficiente”. E’ il commento del presidente nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, all’ufficializzazione, da parte del Mef, dello spostamento al 12 giugno 2017 del termine per le comunicazioni Iva del primo trimestre 2017. “Siamo di fronte – commenta Miani – all’ennesimo caso di una proroga che giunge, attraverso un comunicato stampa, a poco più di 48 ore dalla scadenza prefissata. Una situazione che è ormai diventata la norma nei rapporti tra Amministrazione fiscale e professionisti, in aperta e costante violazione di quanto stabilito dallo Statuto del contribuente. L’incertezza sta diventando l’emblema del nostro sistema fiscale”. Miani aggiunge anche che il ritardo nella ufficializzazione della mini proroga “è questa volta ancor più paradossale, dal momento che già diversi giorni fa fonti del governo si erano pubblicamente pronunciate favorevolmente su questa soluzione”.

A ciò si aggiunga che - prosegue – viste tutte le difficoltà che questo nuovo, ennesimo adempimento ha generato e dai commercialisti immediatamente segnalate, una proroga di soli 12 giorni appare del tutto insufficiente”. Il riferimento del presidente dei commercialisti è al fatto che “l’implementazione delle procedure per l’effettuazione del nuovo adempimento ha richiesto oltre cinque mesi di tempo, tant’è che il modello di comunicazione con le relative istruzioni e le specifiche tecniche di trasmissione telematica sono state approvate dall’Agenzia delle Entrate solo il 27 marzo 2017”. Inoltre - ricorda ancora Miani - “i software di compilazione e di controllo necessari per l’invio delle comunicazioni sono stati messi a disposizione sul sito internet delle Entrate soltanto dopo la prima decade di maggio, lasciando dunque a imprese e professionisti soltanto quindici giorni di tempo a disposizione per la materiale esecuzione dell’adempimento”. Il presidente dei commercialisti sottolinea poi come “non essendo queste comunicazioni “veicolabili” all’Agenzia delle Entrate tramite il canale di trasmissione Entratel, tradizionalmente in uso ai professionisti per gli adempimenti fiscali di questo genere, c’era bisogno di maggiore tempo a disposizione per “familiarizzare” con le nuove modalità di trasmissione telematica e per consentire ai professionisti di assolvere agli incarichi ricevuti con la dovuta diligenza professionale”.

E sempre a proposito del “clima di permanente incertezza”, Miani chiede anche una soluzione rapida affinché le imprese minori in contabilità semplificata possano riportare in avanti le perdite fiscali di esercizio. Imprese minori che, ricorda Miani, “per effetto del nuovo principio di cassa loro applicabile, non potranno utilizzare le perdite fiscali generate dalla deduzione nel 2017 dell’intero valore delle rimanenze finali 2016, sebbene – anche su questo – da tempo siano state individuate le possibili soluzioni da adottare”.>>.

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6) Antiriciclaggio: aumentati gli adempimenti per gli studi professionali

Dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri avvenuta nei giorni scorsi, introdotti una serie di nuovi obblighi che incrementeranno gli adempimenti di professionisti e imprese.

Difatti, il nuovo decreto recepisce la direttiva comunitaria che, come è noto, introduce norme più severe in materia, con la conseguenza che, difficilmente, tale recepimento si potrà tradurre in facilitazioni nei riguardi dei soggetti obbligati.

Come viene evidenziato in dottrina, attraverso esempi: si parte dall’obbligo di segnalazione di operazioni sospette. Secondo il nuovo articolo 35 deve essere effettuata prima di compiere l’operazione, mentre in passato tale anticipazione non era prevista.

Un’altra questione che inevitabilmente comporterà un aggravio all’attività professionale, concerne l’identificazione del beneficiario effettivo in presenza di clienti diversi dalle persone fisiche: in passato, in estrema sintesi, era considerato tale colui che deteneva partecipazioni superiori al 25% e occorreva risalire la catena societaria di controllo fino a quando permaneva una simile partecipazione. Ora, invece, ove tale rilevazione non sia possibile occorre far riferimento a una serie di informazioni non sempre agevolmente reperibili come, per esempio, voti esercitabili in assemblea e poteri di direzione.

Viene poi ampliato il concetto di persona politicamente esposta che comporta un’adeguata verifica con maggiori adempimenti. In futuro vi rientreranno una serie di persone con cui molti professionisti intrattengono rapporti lavorativi: si pensi ai direttori delle aziende sanitarie, ai sindaci di comune non capoluogo con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti, e, soprattutto, agli amministratori di imprese partecipate, in misura prevalente o totalitaria, da tali comuni.

Per i professionisti, bisogna poi considerare anche gli adempimenti derivanti dagli incarichi di amministrazione e controllo, eventualmente ricoperti in seno a società. Da un lato la normativa sembra semplificare i compiti degli organi di controllo dei soggetti obbligati (banche, finanziarie): la stessa relazione illustrativa chiarisce, infatti, che i singoli componenti di tali organi sono tenuti unicamente alle comunicazioni previste (segnalazione al rappresentante legale di operazioni potenzialmente sospette e all’autorità di vigilanza ma solo in presenza di violazioni gravi e ripetute). Si evita così che i medesimi adempimenti (adeguata verifica, conservazione, ecc.) vengano duplicati: dal professionista (in proprio) e dalla società per la particolare attività svolta.

Tuttavia alcuni (nuovi) adempimenti devono comunque interessare gli organi di controllo avendo questi l’obbligo di garantire l’osservanza delle leggi a prescindere dall’attività svolta dalla società. In tale contesto appare rilevante la nuova previsione secondo cui per l’individuazione del titolare effettivo delle imprese dotate di personalità giuridica, gli amministratori acquisiscono informazioni sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo dell’ente, nonché dalle comunicazioni ricevute dai soci e da ogni altro dato a loro disposizione. Se dovessero permanere dubbi in ordine alla titolarità effettiva, sempre gli amministratori devono richiedere chiarimenti ai soci. L’inerzia o il rifiuto del socio ovvero l’indicazione di informazioni palesemente fraudolente rendono inesercitabile il relativo diritto di voto e comportano l’impugnabilità delle deliberazioni assunte con il loro voto determinante.

Va da sé che il collegio sindacale stante la rilevanza di tali previsioni e delle potenziali conseguenze dannose che potrebbero derivare in capo alla società, debba necessariamente svolgere al riguardo, un’attenta attività di vigilanza e controllo.

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7) Arrivata la guida sulle novità sulle compensazioni fiscali: il credito Irpef è già utilizzabile a partire dall’inizio dell’anno

Il credito Irpef è già utilizzabile a partire dall’inizio dell’anno. Arrivate tutte le novità sulle compensazioni fiscali.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento del 29 maggio 2017 analizza i riflessi operativi che scaturiscono dalle modifiche ai due istituti.

Due gli aspetti contenuti nel decreto legge n. 50/2017 sui quali l’Agenzia delle Entrate è intervenuta nel corso del Forum lavoro e fiscale del 17 maggio scorso: il visto di conformità e le modalità di compensazione dei crediti fiscali.

La prima modifica interessa il limite di compensazione dei crediti fiscali, che senza il visto di conformità scende da 15 mila a 5 mila euro annui anche per l’imposta sul valore aggiunto. L'Agenzia ha precisato che c’è una differenza nell’apposizione dei visti. Infatti, se le imposte da compensare sono quelle IVA, la compensazione può avvenire solo dopo la presentazione della dichiarazione. Invece, nel caso di altre imposte, non è necessaria la presentazione anticipata. Il visto può essere apposto in sede di dichiarazione mentre il credito è già utilizzabile a partire dall’inizio dell’anno.

La seconda modifica interessa i titolari di partita IVA obbligati all'utilizzo dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all'imposta regionale sulle attività produttive e dei crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, a prescindere dall’importo compensato e dal saldo del modello F24. Restano esclusi dall’utilizzo dei servizi telematici il bonus Renzi ed i crediti rimborsati ai dipendenti per liquidazione 730.

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8) Modifica delle tariffe e delle aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio

Il Ministero dell’Economia e finanze ha pubblicato la risoluzione n. 1/DF del 29 maggio 2017 su:

Art. 193, comma 3, del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Modifica delle tariffe e delle aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali ai fini della salvaguardia degli equilibri di bilancio.

(Ministero dell’Economia e finanze, risoluzione n. 1/DF del 29 maggio 2017)

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9) Risposte dal Mef sull’Imu e sulla Tasi: pubblicata risoluzione ministeriale

Il Ministero dell’Economia e finanze ha pubblicato la risoluzione n. 2/DF del 29 maggio 2017 su:

Imposta municipale propria (IMU) e tributo per i servizi indivisibili (TASI) – Sospensione dell’efficacia dell’aumento dei tributi ai sensi dell’art. 1, comma 26, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 – Quesiti.

(Ministero dell’Economia e finanze, risoluzione n. 2/DF del 29 maggio 2017)

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10) Problematiche in materia di ACE derivanti dall’adozione dei nuovi principi contabili: documento del CNDCEC

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato il 29 maggio 2017 sul proprio sito istituzionale (www.cndcec.it) un documento in tema di:

Le problematiche in materia di ACE derivanti dall’adozione dei nuovi principi contabili nazionali in vista dell’emanazione del decreto ministeriale: Osservazioni e proposte delConsiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Vincenzo D’Andò