Le start up innovative nel 2017

La start up innovativa è una società di capitali, residente in Italia, le cui quote, detenute in maggioranza da persone fisiche, non sono negoziate su mercati regolamentati, avente quale oggetto sociale esclusivo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Per questa tipologia di soggetti è stata introdotta dal legislatore una normativa di favore: in particolare, gli artt. 25 – 32 del D.L. 18.10.2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17.12.2012, n. 221, prevedono vantaggi in ambito camerale, societario, fiscale e occupazionale.
Al fine di fruire della disciplina fiscale di favore, la start up innovativa deve rispettare alcuni requisiti, tra cui l’iscrizione in un’apposita sezione del registro delle imprese.
Il beneficio fiscale prevede:

una detrazione IRPEF del 19% (25% per le start up operanti in ambito sociale o energetico) delle somme investite da soggetti IRPEF in tali società;

una deduzione IRES del 20% (27% per le start up operanti in ambito sociale o energetico) delle somme investite da soggetti IRES.

Inoltre esse possono accedere gratuitamente, in via prioritaria e secondo modalità semplificate, alla garanzia sul credito bancario concessa dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (ciò è previsto dal decreto di natura non regolamentare emanato dal Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e pubblicato sulla G.U. n. 147 del 25.6.2013.
La normativa di favore consente alle persone fisiche e alle persone giuridiche di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile le somme investite nelle start up innovative.
La legge di bilancio 2017 (art. 11, cc. 69-72, legge 11.12.2016, n. 232) ha apportato alcune novità, più avanti esaminate.
Norme di riferimento
La prima codificazione normativa della start up innovativa in Italia avviene con gli artt. 25-32 del D.L. 18.10.2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17.12.2012, n. 221.
Le disposizioni normative in materia di start up innovative sono state in seguito innovate:

dal D.L. 28.6.2013, n. 76 (“Decreto lavoro”), convertito dalla legge 9.8.2013, n. 99;

dal D.L. 24.1.2015, n. 3 (“Investment compact”), convertito dalla legge 24.3.2015, n. 33.

Occorre inoltre considerare l’intervento della legge di bilancio 2017, che è specificamente oggetto del presente contributo.
Quale cornice di riferimento, il Ministero dello Sviluppo Economico indica il “Piano Nazionale Industria 4.0”, che contiene il quadro di sintesi di tutte le misure tese al rilancio della produzione economica e all’innovazione nei vari settori produttivi del Paese.
Requisiti di accesso
Alle misure agevolative possono accedere le società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

sono di nuova costituzione o comunque sono state costituite da meno di 5 anni (in ogni caso non prima del 18.12.2012);

hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;

presentano un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro;

non distribuiscono e non hanno distribuito utili;

hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

non sono costituite da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

infine, il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:

il 15% del …

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