Sono disponibili e aggiornati i software dell’Agenzia, tra cui quello per comunicare le Liquidazioni IVA – Diario quotidiano dell’11 maggio 2017

Pubblicato il 11 maggio 2017

1) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile
2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare
3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore
4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act
5) Rai: da canone in bolletta 5,5 mln abbonati in più
6) Operativa la società che fruisce dei redditi derivanti dai fitti
7) Reclamo e mediazione: nuovo limite per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018
8) Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva: ecco come inviare i files
9) Cambiano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF
10) In discreto aumento l’apertura delle partite IVA
CT_Facebook_Cover_828x3151) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile 2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare 3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore 4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act 5) Rai: da canone in bolletta 5,5 mln abbonati in più 6) Operativa la società che fruisce dei redditi derivanti dai fitti 7) Reclamo e mediazione: nuovo limite per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018 8) Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva: ecco come inviare i files, arrivato il comunicato delle entrate 9) Cambiano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF 10) In discreto aumento l’apertura delle partite IVA *****

1) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile

Dal 10 maggio 2017 sono aggiornabili le applicazioni Entratel e File Internet, disponibili all’interno del Desktop Telematico e Entratel multifile, e peraltro vengono implementate con la nuova funzionalità “Firma file” per consentire l’apposizione della firma basata su certificati rilasciati dall'Agenzia delle Entrate sulle Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e sulle Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

L’Agenzia nella nota del 9 maggio 2017 precisa che le nuove funzionalità integrate nelle piattaforme potranno essere utilizzate soltanto ai fini dell’apposizione della firma elettronica al documento, mentre la successiva trasmissione dovrà essere effettuata seguendo le modalità stabilite dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017.

Nuova funzionalità “Firma file”:

La funzione “Firma file” consente di apporre la firma su uno o più file, creati in precedenza dall'utente, utilizzando il certificato di firma rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

L’opzione, in particolare, permette di firmare i file contenenti le seguenti tipologie di documenti secondo quanto stabilito dal citato Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017:

Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute;

Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Creazione del file trasmissibile

Al termine della firma viene creato un file con estensione “p7m”.

Invio telematico della dichiarazione periodica Iva

Ieri, almeno in mattinata, non è stato possibile accedere al nuovo canale “fatture e corrispettivi”, per potere accedere nell’area adibita all’invio telematico della dichiarazione Iva relativa al 1° trimestre 2017.

Segnalati da vari utenti i relativi malfunzionamenti. E’, comunque, in arrivo la proroga della scadenza fissata al 31 maggio, di almeno 10 giorni. Infatti, come è noto anche il direttore dell’Agenzia delle entrate non si è dimostrato contrario a quanto affermato in precedenza dal vice ministro delle Finanze in audizione parlamentare.

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2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare

Il consulente che non si presenta all’appuntamento fissato dal Fisco poi paga i danni al proprio cliente ?.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11213 del 9 maggio 2017, ha stabilito che il consulente é responsabile dei danni provocati al proprio cliente per non essersi presentato all’incontro con l’Agenzia delle Entrate, contrattando una minore sanzione.

Nel caso di specie, il cliente ha chiamato in causa la propria associazione di consulenza fiscale per inadempienza nello svolgimento dell’incarico ricevuto; infatti l’associazione non si è presentata all’incontro chiesto dal Fisco, nonostante la contribuente avesse predisposto l’idonea documentazione, sollecitando, invece, la cliente a proporre al Fisco il condono fiscale. Ma l’Agenzia delle Entrate comunicava che il condono non era più richiedibile e inviava alla contribuente un avviso di accertamento di 12.000 euro. Su tale cifra, l’associazione consigliava di chiedere la rateizzazione cosicché il debito veniva ulteriormente aggravato di interessi.

Sulla base di tali fatti, la contribuente ha citato in causa il consulente fiscale per ottenere il risarcimento del danno subito.

Il tribunale e la Corte di appello hanno ritenuto provato l’inadempimento dell’associazione di consulenza che presentava ricorso per cassazione.

Secondo i fatti di causa la Corte di cassazione, rigettando il ricorso, ha precisato quanto segue:

- è stata soddisfatta la condizione, richiesta dalla giurisprudenza, per la quale la responsabilità del prestatore di opera intellettuale verso il cliente per negligente svolgimento dell’incarico richiede la prova del danno e del nesso di causalità;

- il consulente non è tenuto ad evitare al cliente l’applicazione di sanzioni, ma è obbligato a prodigarsi per evitare aggravamenti della condizione del cliente. Il professionista, quindi, era tenuto a partecipare all’incontro con le Entrate e negoziare una sanzione inferiore, invece di consigliare un condono impossibile.

Una volta fornite le prove, dunque l’associazione di consulenza è stata condannata al pagamento del danno, anche se in misura inferiore a quella chiesta.

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3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore

Non si applicano gli studi di settore se l’azienda, che ha ricevuto l’accertamento delle Entrate, sia ancora una Start Up. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10984 del 5 maggio 2017, con la quale è stato accolto il ricorso di una casa editrice di giochi da tavolo.

Nel caso di specie, l’editore aveva ricevuto un avviso di accertamento a fini IRAP, IRES ed IVA e tanto in primo quanto in secondo grado i giudici avevano dato ragione alle Entrate. Posizione, disattesa, poi dalla Cassazione.

Innanzitutto, i Giudici di legittimità hanno focalizzato la loro attenzione sullo studio di settore utilizzato con l’atto impositivo impugnato: non era così scontato applicare lo studio di settore utilizzato con l’atto impositivo, e a tal proposito la CTR non aveva adeguatamente affrontato tale argomento, specie in merito alle controdeduzioni del contribuente in sede di contraddittorio endoprocedimentale. Ma non soltanto. Perché nella motivazione degli Ermellini è contenuto anche un interessante riferimento al fatto che la casa editrice si trovava, al tempo dell’accertamento, in fase di Start Up; e la presunta antieconomicità rilevata dalle Entrate dell’attività economica della contribuente poteva quindi spiegarsi in questo modo. Tale è la situazione che ha fatto accogliere il ricorso dell’editore e cassare la sentenza di appello, con rimando alla Commissione Tributaria Regionale in diversa composizione.

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4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act

L’iter del cd. "Jobs Act degli autonomi" è stato approvato il 10 maggio 2017 dal Senato in via definitiva dopo un lungo cammino parlamentare.

L’Assemblea, con 158 voti favorevoli, 9 contrari e 45 astenuti, nella seduta antimeridiana di mercoledì 10 maggio 2017, ha dato il via libero definitivo al ddl n. 2233-B recante le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Deducibilità delle spese di formazione ed accesso alla formazione permanente)

Si prevede (come precisa il dossier parlamentare), nella determinazione del reddito di lavoro autonomo di cui all'articolo 54 TUIR:

- la piena deducibilità, nei limiti di 10 mila euro, delle spese di iscrizione a master e corsi di formazione o aggiornamento professionale, convegni e congressi oltre a tutte le altre spese relative, quali soggiorno e viaggio;

- nel limite di 5 mila euro, la piena deducibilità delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, ricerca e sostegno alla autoimprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro erogati