Sono disponibili e aggiornati i software dell’Agenzia, tra cui quello per comunicare le Liquidazioni IVA – Diario quotidiano dell’11 maggio 2017

Pubblicato il 11 maggio 2017



1) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile
2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare
3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore
4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act
5) Rai: da canone in bolletta 5,5 mln abbonati in più
6) Operativa la società che fruisce dei redditi derivanti dai fitti
7) Reclamo e mediazione: nuovo limite per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018
8) Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva: ecco come inviare i files
9) Cambiano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF
10) In discreto aumento l’apertura delle partite IVA
CT_Facebook_Cover_828x3151) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile 2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare 3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore 4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act 5) Rai: da canone in bolletta 5,5 mln abbonati in più 6) Operativa la società che fruisce dei redditi derivanti dai fitti 7) Reclamo e mediazione: nuovo limite per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018 8) Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva: ecco come inviare i files, arrivato il comunicato delle entrate 9) Cambiano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF 10) In discreto aumento l’apertura delle partite IVA *****

1) Nuova versione delle piattaforme Desktop Telematico ed Entratel multifile

Dal 10 maggio 2017 sono aggiornabili le applicazioni Entratel e File Internet, disponibili all’interno del Desktop Telematico e Entratel multifile, e peraltro vengono implementate con la nuova funzionalità “Firma file” per consentire l’apposizione della firma basata su certificati rilasciati dall'Agenzia delle Entrate sulle Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e sulle Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

L’Agenzia nella nota del 9 maggio 2017 precisa che le nuove funzionalità integrate nelle piattaforme potranno essere utilizzate soltanto ai fini dell’apposizione della firma elettronica al documento, mentre la successiva trasmissione dovrà essere effettuata seguendo le modalità stabilite dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017.

Nuova funzionalità “Firma file”:

La funzione “Firma file” consente di apporre la firma su uno o più file, creati in precedenza dall'utente, utilizzando il certificato di firma rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

L’opzione, in particolare, permette di firmare i file contenenti le seguenti tipologie di documenti secondo quanto stabilito dal citato Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017:

Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute;

Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Creazione del file trasmissibile

Al termine della firma viene creato un file con estensione “p7m”.

Invio telematico della dichiarazione periodica Iva

Ieri, almeno in mattinata, non è stato possibile accedere al nuovo canale “fatture e corrispettivi”, per potere accedere nell’area adibita all’invio telematico della dichiarazione Iva relativa al 1° trimestre 2017.

Segnalati da vari utenti i relativi malfunzionamenti. E’, comunque, in arrivo la proroga della scadenza fissata al 31 maggio, di almeno 10 giorni. Infatti, come è noto anche il direttore dell’Agenzia delle entrate non si è dimostrato contrario a quanto affermato in precedenza dal vice ministro delle Finanze in audizione parlamentare.

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2) Commercialisti mediatori con il Fisco: appuntamenti da non saltare

Il consulente che non si presenta all’appuntamento fissato dal Fisco poi paga i danni al proprio cliente ?.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11213 del 9 maggio 2017, ha stabilito che il consulente é responsabile dei danni provocati al proprio cliente per non essersi presentato all’incontro con l’Agenzia delle Entrate, contrattando una minore sanzione.

Nel caso di specie, il cliente ha chiamato in causa la propria associazione di consulenza fiscale per inadempienza nello svolgimento dell’incarico ricevuto; infatti l’associazione non si è presentata all’incontro chiesto dal Fisco, nonostante la contribuente avesse predisposto l’idonea documentazione, sollecitando, invece, la cliente a proporre al Fisco il condono fiscale. Ma l’Agenzia delle Entrate comunicava che il condono non era più richiedibile e inviava alla contribuente un avviso di accertamento di 12.000 euro. Su tale cifra, l’associazione consigliava di chiedere la rateizzazione cosicché il debito veniva ulteriormente aggravato di interessi.

Sulla base di tali fatti, la contribuente ha citato in causa il consulente fiscale per ottenere il risarcimento del danno subito.

Il tribunale e la Corte di appello hanno ritenuto provato l’inadempimento dell’associazione di consulenza che presentava ricorso per cassazione.

Secondo i fatti di causa la Corte di cassazione, rigettando il ricorso, ha precisato quanto segue:

- è stata soddisfatta la condizione, richiesta dalla giurisprudenza, per la quale la responsabilità del prestatore di opera intellettuale verso il cliente per negligente svolgimento dell’incarico richiede la prova del danno e del nesso di causalità;

- il consulente non è tenuto ad evitare al cliente l’applicazione di sanzioni, ma è obbligato a prodigarsi per evitare aggravamenti della condizione del cliente. Il professionista, quindi, era tenuto a partecipare all’incontro con le Entrate e negoziare una sanzione inferiore, invece di consigliare un condono impossibile.

Una volta fornite le prove, dunque l’associazione di consulenza è stata condannata al pagamento del danno, anche se in misura inferiore a quella chiesta.

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3) Per le Start Up non valgono gli studi di settore

Non si applicano gli studi di settore se l’azienda, che ha ricevuto l’accertamento delle Entrate, sia ancora una Start Up. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10984 del 5 maggio 2017, con la quale è stato accolto il ricorso di una casa editrice di giochi da tavolo.

Nel caso di specie, l’editore aveva ricevuto un avviso di accertamento a fini IRAP, IRES ed IVA e tanto in primo quanto in secondo grado i giudici avevano dato ragione alle Entrate. Posizione, disattesa, poi dalla Cassazione.

Innanzitutto, i Giudici di legittimità hanno focalizzato la loro attenzione sullo studio di settore utilizzato con l’atto impositivo impugnato: non era così scontato applicare lo studio di settore utilizzato con l’atto impositivo, e a tal proposito la CTR non aveva adeguatamente affrontato tale argomento, specie in merito alle controdeduzioni del contribuente in sede di contraddittorio endoprocedimentale. Ma non soltanto. Perché nella motivazione degli Ermellini è contenuto anche un interessante riferimento al fatto che la casa editrice si trovava, al tempo dell’accertamento, in fase di Start Up; e la presunta antieconomicità rilevata dalle Entrate dell’attività economica della contribuente poteva quindi spiegarsi in questo modo. Tale è la situazione che ha fatto accogliere il ricorso dell’editore e cassare la sentenza di appello, con rimando alla Commissione Tributaria Regionale in diversa composizione.

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4) Lavoro autonomo: via libera definitivo al Jobs Act

L’iter del cd. "Jobs Act degli autonomi" è stato approvato il 10 maggio 2017 dal Senato in via definitiva dopo un lungo cammino parlamentare.

L’Assemblea, con 158 voti favorevoli, 9 contrari e 45 astenuti, nella seduta antimeridiana di mercoledì 10 maggio 2017, ha dato il via libero definitivo al ddl n. 2233-B recante le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Deducibilità delle spese di formazione ed accesso alla formazione permanente)

Si prevede (come precisa il dossier parlamentare), nella determinazione del reddito di lavoro autonomo di cui all'articolo 54 TUIR:

- la piena deducibilità, nei limiti di 10 mila euro, delle spese di iscrizione a master e corsi di formazione o aggiornamento professionale, convegni e congressi oltre a tutte le altre spese relative, quali soggiorno e viaggio;

- nel limite di 5 mila euro, la piena deducibilità delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, ricerca e sostegno alla autoimprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro erogati dagli organismi accreditati.

Sintesi

Il testo prevede congedi parentali per i lavoratori iscritti alla Gestione separata dell'Inps (per un massimo di 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino), paletti per arginare i ritardi dei pagamenti nei confronti degli autonomi, spese per la formazione detraibili fino a 10.000 euro annui. E, ancora, estesa la Dis-coll (l'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi) ai ricercatori universitari e disciplinato il lavoro 'agile' ('smart working') attraverso l'uso degli strumenti tecnologici. Sono le novità introdotte dal Disegno di legge sul lavoro autonomo e agile, approvato definitivamente in terza lettura al Senato.

PAGAMENTI TUTELATI: Norme sulle transazioni commerciali già in vigore applicate a professionisti, artigiani e collaboratori coordinati: i compensi per le prestazioni dovranno avvenire entro un termine concordato, ma mai superiore a 60 giorni, e se il termine non è pattuito la scadenza naturale sarà entro 30 giorni dall'emissione della fattura.

MATERNITA' E MALATTIA: Gravidanza, malattia e infortunio non comporteranno automaticamente l'estinzione del rapporto, la cui esecuzione, su richiesta della lavoratrice, rimarrà sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, fatto salvo, però, "il venir meno dell'interesse" del cliente. I congedi parentali saliranno da 3 a 6 mesi, e saranno fruibili fino a che il bambino (anche adottato, o in affidamento) non compirà 3 anni.

ATTI P.A. A PROFESSIONISTI: Esercitando una delega, il Governo dovrà individuare funzioni della Pubblica amministrazione da devolvere agli esponenti delle varie categorie.

PIU' WELFARE DA ENTI DI PREVIDENZA: Le Casse pensionistiche private potranno attivare ulteriori prestazioni sociali, "finanziate da apposita contribuzione", destinate soprattutto ad associati vittime di una "significativa riduzione del reddito per ragioni non dipendenti dalla propria volontà", o con "gravi patologie".

FORMAZIONE 'SCONTATA': Deducibili, entro i 10.000 euro all'anno, i costi sostenuti per seguire master, o corsi di aggiornamento, o per iscriversi a convegni.

DIS-COLL AI RICERCATORI: Dal primo luglio 2017 verrà riconosciuta la Dis-coll (l'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi introdotta nel 2015 da un decreto attuativo Jobs Act, ndr) ai collaboratori, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca universitari, a fronte di un incremento dell'aliquota contributiva dello 0,51%.

CENTRI PER L'IMPIEGO: Nei Centri per l'impiego pubblici (Cpi) verrà allestito uno sportello dedicato al lavoro autonomo, per favorire l'incontro fra domanda ed offerta.

LAVORO AGILE REGOLAMENTATO: Si promuove lo 'smart working', inteso come modalità di esecuzione del rapporto subordinato "stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro", e con "il possibile utilizzo di strumenti tecnologici".

Relazione parlamentare

Viene ricordato che a legislazione vigente sono deducibili nella misura del 50% le spese di partecipazione a congressi, convegni e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno. Ai fini della determinazione dei possibili effetti di gettito conseguenti si è proceduto nel seguente modo:

Per quanto riguarda il primo punto attraverso un modello di microsimulazione sono state effettuate specifiche elaborazioni nei confronti di tutti i contribuenti esercenti arti e professioni in forma individuale od associata (quadri RE), utilizzando i dati delle dichiarazioni delle persone fisiche, società di persone ed enti non commerciali.

In capo ad ogni contribuente interessato e stata simulata:

- La variazione del reddito di specie

- La variazione del reddito complessivo

- La variazione dell'imponibile

- La variazione della imposta lorda

- La variazione delle detrazioni

- La variazione della imposta netta statale

- La variazione delle addizionali conseguenti alle seguenti modifiche nella determinazione del reddito di specie:

- è stata raddoppiata (dal 50% al 100%) la deducibilità fiscale delle spese per convegni, congressi, formazione (attualmente prevista nel 50% del rigo RE 17 colonna 2), nei limiti di 10 mila euro;

- e stato inoltre assunto, dato il tenore letterale della norma, che la parte degli oneri e delle spese connesse alla formazione eventualmente superiore a detto limite sia indeducibile;

- sempre ai fini della determinazione del limite fiscalmente deducibile, nel caso delle associazioni tra professionisti il limite di 10 mila euro è stato inteso come riferito a ciascun socio od associato, in analogia a quanto avviene nell'articolo 164 TUIR con riferimento alla deducibilità fiscale dei costi relativi ai veicoli aziendali ("Se l'attività e svolta da società semplici e da associazioni di cui all'articolo 5, la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato" e "Nel caso di esercizio delle predette attività svolte da società semplici e associazioni di cui ai citato articolo 5, i suddetti limiti sono riferiti a ciascun socio o associato");

- sempre secondo quanto indicato nella norma ai fini della deducibilità fiscale e stata stimata la concorrenza delle spese di viaggio e delle spese di vitto ed alloggio collegate alla formazione (la cui deducibilità è attualmente prevista

nella misura del 50% di quanto indicato al rigo RE17 colonna 1) al limite complessivo di deducibilità di 10 mila euro.

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5) Rai: da canone in bolletta 5,5 mln abbonati in più

Orlandi, passati da 16,5 mln a 22 mln. Gettito 2016 a 2,1 mld. Con la riscossione del canone tv in bolletta gli abbonamenti alla Rai sono aumentati di 5,5 milioni in un anno. A dirlo in audizione alla commissione di vigilanza sull'Anagrafe tributaria il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ricordando che il gettito 2016 si è attestato a 2,1 miliardi. Gli abbonati sono passati dai 16,5 milioni del 2015 ai 22 milioni del 2016.

Oltre mezzo milione di italiani dichiara di non possedere la Tv. Nel 2016 infatti, come ha spiegato in audizione davanti alla bicamerale sull'Anagrafe tributaria il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, sono "state accolte circa 547 mila dichiarazioni sostitutive di non detenzione dell'apparecchio televisivo" mentre nel 2017 ci sono state "circa 485 mila dichiarazioni". Nel 2016 ci sono stati poi circa "131 mila" over 75 esenti per reddito (non superiore a 6.713m98 euro) e "circa 5 mila contribuenti esenti per effetto di convenzioni internazionali".

Nell'audizione di questa mattina presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria, Rossella Orlandi ha affrontato diversi temi relativi all'attività dell'Agenzia delle Entrate e attinenti alla razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e tributaria, fornendo cifre, risultati e dati significativi. Di seguito, una sintesi degli aspetti più rilevanti emersi come sintetizzati dal notiziario fiscale delle Entrate (Fiscoggi).

Indici sintetici di affidabilità e superamento degli studi di settore In prima battuta, la direttrice ha posto l'attenzione sull'attività svolta dall'Agenzia per quanto concerne l'elaborazione dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale che, come noto, sono destinati a sostituire gli attuali studi di settore e parametri. Il nuovo strumento si inserisce nel solco della più ampia strategia di gestione della compliance fiscale che mira, da un lato, a un aumento dell'adempimento spontaneo da parte dei contribuenti e, dall'altro, alla riduzione dell'invasività dei controlli nei confronti dei soggetti ritenuti a basso rischio. In tale contesto, l'introduzione dei nuovi indici favorirà ulteriormente il rafforzamento del rapporto fiduciario con i contribuenti, che potranno avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una metodologia statistico-economica innovativa e moderna. Entro dicembre 2017 è prevista l'approvazione dei primi 70 indici, mentre i restanti 80 saranno approvati entro il 2018. La predisposizione degli indici avverrà in sinergia sia con le Organizzazioni di categoria (per quanto attiene l'analisi e la condivisione delle metodologie di realizzazione) sia con Sose e Sogei (per quanto concerne gli aspetti tecnici e informatici). La Orlandi ha sottolineato, inoltre, l'importanza che la "qualità dei dati" utilizzati riveste per l'efficacia dei nuovi indici. Anche su questo versante, l'Agenzia è impegnata in attività e iniziative progettuali tese ad aumentare la qualità complessiva del patrimonio informativo a sua disposizione in termini di maggiore efficienza e migliore disponibilità, tempestività e gestione. Altro aspetto evidenziato è la capacità degli indici di intercettare l'andamento del ciclo economico in modo da riconoscere eventuali situazioni di crisi delle aziende, superando così la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (come avviene ora per gli studi di settore). La nuova metodologia, inoltre, consentirà di personalizzare i risultati per singolo contribuente, dimostrandosi, anche sotto questo aspetto, più aderente alla effettiva situazione economica. Infine, la direttrice si è soffermata sull'aspetto premiale degli indici, alla cui applicazione, infatti, saranno connessi specifici benefici per i contribuenti in termini di semplificazione degli adempimenti, di esclusione dei controlli e di riduzione dei termini di decadenza per l'attività di accertamento. In definitiva, quindi, il superamento degli studi di settore e l'introduzione degli indici sintetici di affidabilità si prospetta come un'opportunità di miglioramento nel rapporto con i contribuenti in coerenza la promozione della tax compliance, a cui da tempo l'Agenzia sta ispirando la propria attività.

Definizione agevolata delle cartelle Con riguardo alla "rottamazione" dei ruoli, la Orlandi ha evidenziato che tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia è in corso un'attività quotidiana di aggiornamento dei flussi informativi, necessaria per garantire la corretta e tempestiva gestione, in prima battuta, delle istanze di definizione agevolata (relative ai ruoli in riferimento ai quali l'Agenzia è ente creditore) e, in un secondo momento, dei casi di perfezionamento della definizione, con la conseguente emissione dei provvedimenti di sgravio. La direttrice ha poi fornito interessati dati (elaborati rispetto a un significativo campione di cartelle e avvisi di accertamento esecutivo) relativi alle differenti tipologie di tributi amministrati dall'Agenzia oggetto delle richieste di "rottamazione". Ne è emerso che l'incidenza percentuale delle imposte sul reddito delle persone fisiche è pari al 41,9%, seguita dall'imposta sul valore aggiunto (35,7%). La percentuale si attesta al 13,1% per gli "altri" crediti (ad esempio, Irap, imposta di registro e addizione comunale all'Irpef) e all'8,9% per le imposte sul reddito delle persone giuridiche. Canone tv Sul versante del canone tv, la Orlandi ha sottolineato lo straordinario impegno profuso dall'Agenzia, e da tutti gli altri attori coinvolti, nell'applicazione della riforma introdotta dalla legge di stabilità 2016 (introduzione della presunzione di detenzione dell'apparecchio televisivo nel caso in cui esista un'utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica e pagamento mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche). Lo sforzo organizzativo e operativo ha contribuito al successo dell'iniziativa. È stato, infatti, sviluppato un sistema completamente automatizzato di interscambio delle informazioni necessarie all'addebito del canone in fattura tra l'Agenzia delle Entrate, la Rai e le imprese elettriche, per il tramite del Sistema informativo integrato gestito da Acquirente unico. Dal canto suo, l'Agenzia ha assicurato il massimo supporto ai cittadini, anche mediante l'utilizzo dei social media. Questi i "numeri" del nuovo sistema di pagamento (relativi al 2016):
  • 2.268 milioni di euro (importo complessivo addebitato dalle imprese elettriche)

  • 2.143 milioni di euro (importo riscosso al 31 dicembre 2016)

  • 5% (percentuale di morosità - fermo restando che parte di tali somme non pagate potranno ancora essere riscosse nel 2017 a seguito delle attività di sollecito)

  • 2.123 milioni di euro (importo riversato dalle imprese elettriche)

  • 18 milioni di euro (importo versato direttamente, mediante modello F24, dai contribuenti che non disponevano di un'utenza elettrica di tipo domestico residenziale)

  • 2.141 milioni di euro (importo complessivamente versato a titolo di canone tv 2016).

La Orlandi ha quindi sottolineato che, dall'analisi di tali risultati, emerge chiaramente che nel 2016 c'è stato un notevole recupero di gettito (da 16,5 milioni di abbonati nel 2015 si è passati a circa 22 milioni di soggetti addebitati nel 2016) che ha già consentito, tra l'altro, una significativa riduzione dell'importo del canone annuo per i cittadini, passato da 113,5 euro nel 2015 a 100 euro nel 2016 e a 90 euro nel 2017.

Il 730 precompilato Sul versante della dichiarazione precompilata, la direttrice ha ricordato, innanzitutto, che, rispetto allo scorso anno, il flusso dei dati è stato arricchito con maggiori informazioni presenti nel modello messo a disposizione dei cittadini (nuove tipologie di spese sanitarie, spese veterinarie, spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini). Alla maggiore ricchezza informativa, si aggiungono, in un'ottica di semplificazione, le ulteriori migliorie e implementazioni apportate all'applicazione web, sia per aumentare le funzionalità a disposizione dei contribuenti sia per consentire a un maggior numero di utenti di usufruire dell'applicazione in modo semplice ed immediato. Queste le cifre registrate nel corso delle prime settimane della nuova campagna dichiarativa (intervallo di tempo considerato 18 aprile - 8 maggio):
  • 2,6 milioni di accessi

  • 1,3 milioni (singoli utenti che hanno visualizzato i dati contenuti nella dichiarazione)

  • 2.500 (accessi riferibili alla nuova funzionalità riservata agli eredi)

  • 53% (percentuale dei contribuenti che ha effettuato l'accesso tramite le credenziali Fisconline)

  • 37% (percentuale dei contribuenti che ha effettuato l'accesso tramite le credenziali Inps)

  • 181mila (dichiarazioni già inviate)

  • 193mila (dichiarazioni accettate o modificate, ma non ancora inviate).

Quanto all'andamento dei flussi informativi con i soggetti esterni, la Orlandi ha evidenziato le seguenti cifre:

  • 900 milioni (dati complessivamente pervenuti dagli enti esterni e confluiti nella dichiarazione precompilata 2017 - 200 milioni in più rispetto all'anno precedente)

  • 700 milioni (dati relativi alle spese sanitarie - con un incremento rispetto al 2016 del 34,6%, quando le spese sanitarie si sono attestate su 520 milioni di informazioni)

  • 29 miliardi di euro (importo delle spese sanitarie detraibili, messe a disposizione dei contribuenti, pari a, circa il doppio dello scorso anno).

Altri flussi informativi:

  • 15,8 milioni di comunicazioni di avvenuto bonifico relative a bonus per ristrutturazioni, arredo e risparmio energetico

  • 4 milioni di comunicazioni relative a contributi versati alle forme di previdenza complementare

  • più di 3 milioni di comunicazioni riguardanti le spese universitarie

  • circa 600mila comunicazioni concernenti le spese funebri

  • più di 8 milioni di comunicazioni relative a interessi passivi

  • 3,3 milioni di comunicazioni dei contributi versati per i collaboratori domestici

  • 4,4 milioni di dati relativi ai contributi previdenziali e assistenziali

  • circa 94 milioni di comunicazioni relative a premi assicurativi

  • circa 3 milioni di dati concernenti i rimborsi delle spese sanitarie.

A questi dati vanno aggiunte le informazioni trasmesse a partire dall'anno di imposta 2016, ovvero:

  • circa 33mila comunicazioni relative ai rimborsi delle spese universitarie

  • circa 5,6 milioni di dati inviati dagli amministratori di condominio con riferimento alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini.

Fatturazione elettronica Con riguardo alla fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, la Orlandi evidenzia che, dall'avvio del servizio al 30 aprile 2017, attraverso il Sistema di interscambio dati (di cui l'Agenzia è il gestore) sono stati ricevuti e correttamente gestiti circa 65,6 milioni di file fattura (di cui circa 60,9 milioni consegnati alle pubbliche amministrazioni destinatarie). Inoltre, nei primi mesi del 2017, sono stati gestiti mediamente circa 2,5 milioni di file fattura al mese. Il Sistema, negli oltre due anni di esercizio, non ha registrato diminuzioni del livello qualitativo del servizio erogato: a fronte di ciascun file inviato, il trasmittente riceve una comunicazione dopo un tempo medio inferiore alle tre ore. Le fatture sono state emesse da circa 944mila fornitori e sono state consegnate a oltre 62mila "uffici virtuali" di 23mila amministrazioni pubbliche, valori che tendono costantemente ad aumentare nel tempo. I "numeri", quindi, delineano un quadro d'insieme positivo e dicono che la fatturazione elettronica verso la Pa procede nel senso della stabilità, con un tasso di scarto che si è progressivamente ridotto (anche dopo l'introduzione di due rilevanti innovazioni quali i più stringenti controlli formali eseguiti dallo Sdi e l'evoluzione del tracciato FatturaPa, ai fini del supporto anche della fatturazione B2B a partire dal gennaio 2017).

La Orlandi, inoltre, ha ricordato la messa a disposizione (su base opzionale) del Sistema di interscambio anche per la veicolazione delle fatture elettroniche tra privati, con la connessa possibilità per i contribuenti che scelgono questa strada di sottrarsi all'adempimento comunicativo delle fatture emesse e ricevute (oltre a beneficiare di ulteriori incentivi, tra cui i rimborsi prioritari e la riduzione di un anno dei termini di accertamento nel caso in cui i pagamenti delle operazioni attive e passive avvengano con modalità tracciata). Inoltre, per stimolare ulteriormente i contribuenti Iva italiani ad adottare la fatturazione elettronica, da luglio dello scorso anno è stato messo a disposizione il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche. Dopo dieci mesi, il servizio è stato utilizzato da più di 55mila utenti, che hanno generato 500mila fatture. 13mila contribuenti hanno sottoscritto l'accordo di servizio per delegare gratuitamente all'Agenzia la conservazione delle proprie fatture elettroniche e, a oggi, sono circa 85mila le fatture elettroniche conservate. Infine, la direttrice ha affrontato il tema dell'archiviazione delle fatture elettroniche, ricordando che, per legge, gli obblighi di conservazione ai fini fiscali sussistono per quelle fatture che transitano attraverso il Sistema di interscambio e che vengono memorizzate dall'Agenzia delle Entrate. Per rendere operativo questo aspetto, sarà necessario realizzare un servizio di memorizzazione dei file fattura, sia per quelle alla PA sia per quelle tra privati (con funzioni di ricerca, estrazione e scarico dei dati da parte dei soggetti autorizzati). Il sistema sarà approntato da Sogei e, successivamente, l'Agenzia adotterà il provvedimento con le disposizioni di attuazione.

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6) Operativa la società che fruisce dei redditi derivanti dai fitti

Secondo la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 10979 del 5 maggio 2017, passa il test di operatività la Srl che assurge a prova il reddito derivante dai canoni di locazione.

In tal modo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso delle Entrate contro la decisione della CTR che aveva ritenuto fondato quanto allegato da una Srl come prova contraria del mancato superamento del c.d. “test di operatività”, come previsto e disciplinato dalle disposizioni legislative speciali antielusive (artt. 30, commi 4 e 4 bis, L. n. 724/1994), in base al quale la società era stata ritenuta dal fisco “società di comodo”.

Per i giudici di legittimità, la tesi esposta dalla CTR è corretta poiché i giudici di merito avevano ritenuto non applicabile la suddetta normativa antielusiva, avendo la contribuente debitamente assolto all’onere probatorio sancito dal secondo principio di diritto richiamato, adducendo come prova della propria operatività, e quindi come reddito, i canoni relativi ad immobili che la stessa società aveva concesso in locazione, in considerazione, peraltro, dei dati oggettivi della crisi industriale che aveva colpito il settore in cui operava la società e a cui gli immobili locati si riferivano.

La decisione di merito, sottolineano i giudici riportandosi ad un recente orientamento, non può essere sindacata in sede di legittimità, giacché “In materia di società di comodo, i parametri previsti dall'art. 30 della I. n. 724 del 1994, nel testo risultante dalle modifiche apportate dall'art. 35 del d.l. n. 223 del 2006, conv. nella I. n. 248 del 2006, sono fondati sulla correlazione tra il valore di determinati beni patrimoniali ed un livello minimo di ricavi e proventi, sicché la determinazione dell'imponibile è effettuata sulla base di precisi criteri di legge, che escludono qualsiasi discrezionalità deduttiva, imponendosi sia in sede di accertamento, sia di determinazione giudiziale, salva la prova contraria da parte del contribuente”.

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7) Reclamo e mediazione: nuovo limite per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018

Per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018, il limite per l’attivazione del reclamo è elevato da € 20.000 a € 50.000.

Lo prevede l’articolo 10 del D.L. 50/2017 (cd. manovra d’aprile).

Definizione liti pendenti

Secondo dispone l’art. 11 del D.L. 50/2017 (cd. manovra d’aprile) i contribuenti che hanno un contenzioso contro l’Agenzia delle entrate, pendente in ogni stato e grado del giudizio, in cui si siano costituiti nel giudizio di primo grado entro il 31 dicembre 2016 (fanno eccezione alcune controversie in tema di IVA all’importazione, aiuti di Stato illegittimi e risorse proprie UE che non sono definibili) possono definire il giudizio in via agevolata.

La definizione comporta il pagamento di tutte le imposte oggetto del contenzioso ma non sono dovute le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora.

Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni collegate al tributo, non è dovuto alcun importo se il rapporto su questo è stato definito anche con modalità diverse; se la lite riguarda invece esclusivamente sanzioni non collegate al tributo e interessi di mora, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.

In ogni caso si scomputa quanto versato in pendenza di giudizio.

Gli importi dovuti dovranno essere versati in un massimo di 3 rate con le seguenti scadenze:

- 30 settembre 2017 (40% dell’importo);

- 30 novembre 2017 (40%);

- 30 giugno 2018 (20%).

Gli importi inferiori a 2.000 euro non sono rateizzabili.

Per la definizione, è necessario presentare istanza entro il 30 settembre 2017.

Chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, potrebbe sanare la parte rimasta esclusa da questa e deve perfezionare entrambe le procedure.

In caso di diniego della definizione, il provvedimento va notificato entro il 31 luglio 2018 ed è impugnabile entro 60 giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. L’Agenzia delle Entrate dovrà emanare uno o più provvedimenti attuativi.

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8) Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva: ecco come inviare i files, arrivato il comunicato delle entrate

Arrivano le istruzione dalle Entrate. Pubblicato il comunicato stampa n. 110 del 10 maggio 2017.

In relazione al Servizio di trasferimento file tramite protocollo ftp, le comunicazioni possono essere inserite in un unico supporto e trasmesse secondo le modalità descritte nel documento Istruzioni per il Servizio SDIFTP vers. 1.3 disponibile al seguente indirizzo:

http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/sdi/ftp/v2.0/Specifiche_tecniche_FTP_v2.0.pdf.

Comunicazione telematica delle liquidazioni periodiche Iva

Disponibile il software gratuito per la trasmissione dei dati. A partire dal 10 maggio è possibile trasmettere online le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. I nuovi servizi permettono ai contribuenti e agli intermediari di condividere con l’Amministrazione finanziaria i dati di sintesi delle operazioni di liquidazione Iva effettuate nel trimestre di riferimento, come previsto dall’art. 4 del Dl n. 193/2016.

La comunicazione dei dati può essere realizzata tramite i nuovi servizi e strumenti messi gratuitamente a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per contribuenti e intermediari. L’Agenzia mette inoltre a disposizione istruzioni e assistenza per contribuenti e intermediari, tutti raggiungibili sul sito www.agenziaentrate.it al seguente percorso: Home - Strumenti - Specifiche tecniche - Modelli di comunicazione - Fatture e corrispettivi.

Dove trovare il software

Il software permette la generazione dei file conformi alle “Specifiche tecniche e regole per la compilazione della comunicazione”, seguendo le istruzioni contenute nel “Modello e istruzioni Comunicazione liquidazioni periodiche Iva”. Entrambi questi documenti sono allegati al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017.

Il software è disponibile sul sito dell’Agenzia, alla pagina “Software di compilazione Comunicazioni Liquidazioni Periodiche IVA” (Home - Cosa devi fare - Comunicare dati - Fatture e corrispettivi - Software di compilazione). Sul sito si trova inoltre il software di controllo (raggiungibile al percorso: Home - Cosa devi fare - Comunicare dati - Fatture e corrispettivi - Software di controllo). I file possono comunque essere generati con altri strumenti informatici che rispettino la struttura definita.

Occhio alla firma elettronica

Ai file contenenti le comunicazioni va apposta una qualsiasi firma qualificata (firma digitale) o, in alternativa, la firma elettronica basata sui certificati rilasciati dall’Agenzia delle Entrate (di seguito, anche “firma Entrate”).

La firma Entrate potrà essere apposta con la nuova funzionalità disponibile sulle piattaforme “Desktop Telematico” ed “Entratel Multifile”. Analogamente a quanto succede per la funzione di autentica, la firma potrà essere apposta con un'unica operazione su tutti i file selezionati.

Servizio web “Fatture e Corrispettivi” – Tramite il servizio, disponibile per i contribuenti dotati di credenziali Entratel, Fisconline o SPID, è possibile trasmettere:

- singole comunicazioni (file XML) firmate elettronicamente, con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate ovvero “sigillate” tramite l’apposita funzionalità disponibile;

- file ZIP (cartelle compresse) contenenti le comunicazioni di più contribuenti, ciascuna firmata con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate;

- file ZIP (cartelle compresse) firmato digitalmente contenenti le comunicazioni di più contribuenti (file XML) che possono non essere firmate singolarmente (funzionalità disponibile dal prossimo 16 maggio).

Servizio in cooperazione applicativa (web services)

I soggetti che hanno già accreditato un canale web services per il colloquio con il Sistema di interscambio, possono trasmettere attraverso lo stesso canale:

- singole comunicazioni (file XML) firmate elettronicamente, con certificato qualificato (firma digitale) o con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate riferiti ad un singolo contribuente;

- file ZIP (cartelle compresse) contenenti le comunicazioni di più contribuenti, ciascuna firmata con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate;

- file ZIP (cartelle compresse) firmato digitalmente contenenti le comunicazioni di più contribuenti (file XML) che possono non essere firmate singolarmente

Servizio di trasferimento file tramite protocollo ftp

I soggetti che hanno accreditato un canale ftp per il colloquio con il Sistema di interscambio, possono trasmettere attraverso lo stesso canale una o più comunicazioni firmate singolarmente con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate. Le comunicazioni possono essere inserite in un unico supporto e trasmesse secondo le modalità descritte nel documento Istruzioni per il Servizio SDIFTP vers. 1.3 disponibile al seguente indirizzo:

http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/sdi/ftp/v2.0/Specifiche_tecniche_FTP_v2.0.pdf.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 110 del 10 maggio 2017)

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9) Cambiano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF

Modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati di REDDITI PF

Con il provvedimento direttoriale n. 90520 del 10 maggio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato alcune modifiche alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di dichiarazione REDDITI 2017 PF e dei dati riguardanti le scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF, approvate con provvedimento del 15 febbraio 2017.

Le modifiche – spiega l’Agenzia – si sono rese necessarie per fornire ulteriori indicazioni agli operatori del settore nonché per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione delle predette specifiche tecniche.

Registro degli indirizzi elettronici:

Con il provvedimento direttoriale n. 90677 del 10 maggio 2017, l’Agenzia delle Entrate effettua Modifiche ed integrazioni alle disposizioni del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005, del provvedimento del 12 novembre 2007 e del provvedimento del 20 giugno 2012

Con le disposizioni contenute nel presente provvedimento viene stabilito che il REI, costituito con Provvedimento 188870 del 22 dicembre 2005 per accogliere gli indirizzi PEC dei soggetti obbligati alle risposte alle Indagini finanziarie, è articolato in sezioni distinte, destinate ad accogliere gli indirizzi PEC dei soggetti obbligati alla comunicazione.

Il presente provvedimento, pertanto, costituisce nuovo ed unico riferimento normativo nella definizione delle regole di trasmissione degli indirizzi PEC al REI.

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10) In discreto aumento l’apertura delle partite IVA

Osservatorio sulle partite IVA. Sintesi dei dati di marzo 2017. A marzo 2017 sono state aperte 56.361 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra un significativo incremento (+9,2%).

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che il 70,8% del totale delle nuove è riferibile alle persone fisiche, il 23,5% alle società di capitali, il 5% alle società di persone e lo 0,7% alle altre forme giuridiche. Rispetto al marzo 2016 tutte le forme giuridiche registrano aumenti di aperture: gli incrementi di avviamenti sono più rilevanti per le società di capitali (+15,5%), più contenuti per le persone fisiche (+7,8%) e per le società di persone (+3,2%).

La ripartizione territoriale delle aperture segnala che il 42,3% del totale è localizzato al Nord, il 22,2% al Centro e il 35,4% al Sud e Isole; il confronto con il corrispondente mese dell’anno scorso mostra significativi incrementi di aperture in alcune regioni (+67,7% in Val d’Aosta, +26,6% in Sardegna e +24,1% in Friuli V.G.). Variazioni negative si registrano in provincia di Trento (-24,8%), Molise (-19,4%) e in provincia di Bolzano (-2,3%).

La classificazione per settore produttivo evidenzia il maggior numero di aperture di partite Iva nel settore del commercio (pari al 20,8% del totale), seguito dalle attività professionali (14,6%) e dall’agricoltura (11,3%). Rispetto a marzo 2016, tra i principali settori gli incrementi maggiori si registrano nel settore della sanità (+32,6%), dell’istruzione (+14,6%) e dell’agricoltura (+13,8%); solo il trasporto evidenzia un lieve calo (-0,2%).

Per le persone fisiche, la ripartizione delle nuove aperture di partite Iva per sesso è sostanzialmente stabile con il 62,3% delle nuove partite Iva avviate da soggetti di sesso maschile. Il 47,6% delle aperture è concentrato tra i giovani fino a 35 anni e il 33% nella classe tra i 36-50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, si registrano aumenti per tutte le classi di età, in particolare per quella più giovane (+10,3%). Circa il 16% degli avvianti risulta nato all’estero.

A marzo 20.588 soggetti hanno aderito al regime fiscale forfetario, pari al 36,5% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 14,3% rispetto al marzo dello scorso anno.

(MEF, comunicato del 10 maggio 2017)

Vincenzo D’Andò