Diario quotidiano del 4 maggio 2017: Bonus mamma, dal 4 maggio le domande per gli 800 euro

1) Sull’estrazione di beni dal deposito Iva, credito periodico non scomputabile

2) Documento Cndcec: Bilanci, dai commercialisti focus sulle cooperative

3) Garante privacy: prima Guida applicativa al nuovo Regolamento Ue sulla privacy

4) Bonus mamma: dal 4 maggio le domande per gli 800 euro

5) Società di persone in liquidazione: Modalità di applicazione del regime agevolato per l’assegnazione di beni ai soci

6) Manovra fiscale bocciata su tutti i fronti

7) E’ tempo di redigere i bilanci: ecco le ultime novità

8) E’ stretta sulla disciplina IVA: intervento di Assonime sulla manovrina, situazione pesantissima per i contribuenti

9) Holding passive e vantaggi fiscali: ultimi chiarimenti di giurisprudenza

10) Dichiarazione IVA: comunicazione del Fisco per correggere errori e omissioni

11) Piante aromatiche in vaso: sulle vendite si applica l’Iva al 22%

12) Modalità di compilazione della sezione ListaPosPA del flusso UNIEMENS in caso di attribuzioni di maggiorazioni

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1) Sull’estrazione di beni dal deposito Iva, credito periodico non scomputabile
Sull’estrazione di beni dal deposito Iva non si scomputa il credito periodico. L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 55/E del 3 maggio 2017, ha fornito dei chiarimenti in merito alla nuova disciplina introdotta dal decreto legge collegato alla manovra di bilancio 2017.
A poco più di un mese dall’entrata in vigore della nuova disciplina, l’Agenzia delle entrate è chiamata a rispondere a un’istanza di interpello in materia di depositi Iva. Con tale risoluzione, infatti, l’amministrazione fornisce una serie di chiarimenti interpretativi su alcune questioni connesse all’operatività delle recenti modifiche normative.
Le novità in materia di depositi Iva
La disciplina dei depositi fiscali ai fini Iva (articolo 50-bis, Dl 331/1993) è stata significativamente riformata dal decreto legge collegato alla manovra di bilancio 2017 (articolo 4, commi 7 e 8, Dl 193/2016).
A partire dal 1° aprile 2017, in base alle nuove disposizioni tutte le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito, a prescindere dalla provenienza dei beni stessi, sono effettuate senza pagamento dell’Iva (articolo 50-bis, comma 4, lettera c); a eccezione dei beni introdotti in forza di un acquisto intracomunitario e dei beni immessi in libera pratica, per le altre operazioni l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione ed è versata in suo nome e per suo conto dal gestore del deposito.
L’interpello è formulato da una società svizzera (con rappresentante fiscale in Italia), tra i cui fornitori vi è una società appartenente allo stesso gruppo multinazionale. Quest’ultima società, in particolare, gestisce un deposito Iva, all’interno del quale vengono introdotte materie prime e semilavorati di natura e provenienza geografica diversa (si tratta, nello specifico, di prodotti petroliferi). Tutte le introduzioni (sia quelle eseguite in funzione di transazioni commerciali sia quelle che rappresentano immissioni in libera pratica) sono effettuate in nome e per conto della società che gestisce il deposito Iva.
Le estrazioni dei beni vengono effettuate secondo canali e modalità diverse (via mare, via terra, via oleodotti).
Alla luce delle suddette modifiche normative, la società istante indirizza all’Agenzia quattro diversi quesiti, ritenendo necessario specifici chiarimenti interpretativi.
Quesito 1
Il primo quesito riguarda il caso in cui colui che estrae la merce dal deposito Iva, per commercializzarla o utilizzarla in Italia, sia un soggetto diverso da colui che l’ha introdotta a monte, poiché la merce, durante la permanenza nel deposito, è stata ceduta. L’istante chiede, in particolare, quale sia, in tale ipotesi, la modalità di assolvimento dell’Iva e se sia necessario o meno tenere traccia della provenienza dei beni introdotti nel deposito e, conseguentemente, versare …

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