Modello Redditi PF 2017: le scadenze per il pagamento rateale delle imposte – Diario quotidiano del 31 maggio 2017

Pubblicato il 31 maggio 2017



1) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno
2) Basta l’eredità per fare annullare l’avviso di accertamento del Fisco
3) Ricorso tramite posta: l’avviso di avvenuto ricevimento è sufficiente
4) Dichiarazione Iva periodica: obbligo in linea con l’UE, ma non la comunicazione analitica di fattura per fattura
5) Assistenza delle Entrate sulla precompilata anche su Facebook
6) Modelli F24 reclamo/mediazione: istituiti codici tributo per i tributi su atti emessi dagli uffici provinciali – Territorio
7) Lavoratrici autonome: chiarimenti su maternità/paternità
8) Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo
9) L’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti come aderire alla “lettera per la compliance”
10) Imposta/Contributo di soggiorno: nel Modello F24 i codici tributo cambiano “nome”
diario-quotidiano-articoli-81) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno 2) Basta l’eredità per fare annullare l’avviso di accertamento del Fisco 3) Ricorso tramite posta: l’avviso di avvenuto ricevimento è sufficiente 4) Dichiarazione Iva periodica: obbligo in linea con l’UE, ma non la comunicazione analitica di fattura per fattura al Fisco 5) Assistenza delle Entrate sulla precompilata anche su Facebook 6) Modelli F24 & reclamo/mediazione: istituiti codici tributo per i tributi su atti emessi dagli uffici provinciali – Territorio 7) Lavoratrici autonome: chiarimenti su maternità/paternità 8) Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo 9) L’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti come aderire alla “lettera per la compliance” 10) Imposta/Contributo di soggiorno: nel Modello F24 i codici tributo cambiano “nome” *****

1) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno

Anche i contribuenti titolari di partita Iva possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 30.6.2017, ovvero entro il 31.7.2017, maggiorando l’importo dovuto dello 0,40% a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi indicati nelle connesse istruzioni ministeriali.

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 31.1.2017, modificato dal Provvedimento 9.2.2017, è stato approvato il modello di dichiarazione «Redditi Persone Fisiche 2017», con le relative istruzioni, che le persone fisiche devono presentare nell’anno 2017, per il periodo d’imposta 2016, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.

Poi con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 11.4.2017 è stato nuovamente modificato il modello di dichiarazione “Redditi Persone Fisiche 2017” (e relative istruzioni) già approvato in precedenza. Il provvedimento si è reso necessario al fine di rimuove alcuni errori materiali riscontrati dopo la prima pubblicazione sul sito delle Entrate.

Nuovi termini di versamento delle imposte

Tutti i versamenti a saldo che risultano dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto, devono essere eseguiti entro il 30.6.2017 ovvero entro il 30.7.2017.

I contribuenti che scelgono di versare le imposte dovute (saldo per l’anno 2016 e prima rata di acconto per il 2017) nel periodo dal 30.6.2017 al 31.7.2017 devono applicare sulle somme da versare la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Modello Redditi Persone Fisiche 2017: Novità

Le istruzioni allegate al Modello Redditi PF 2017 evidenziano le seguenti principali novità:

- premi di risultato : i co. da 182 a 189 dell’art. 1, L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), introducono, in via permanente, una disciplina tributaria specifica per gli emolumenti retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile e la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, misurabili e verifica bili, nonché per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. È inoltre modificata la nozione di alcuni valori, somme e servizi percepiti o goduti dal dipendente ed esclusi dall'imposizione Irpef ai sensi del D.P.R. 22.12.1986, n. 917. Il nuovo regime tributario di cui ai citati co. da 182 a 189 concerne:

sotto il profilo oggettivo, le somme ed i valori corrisposti in esecuzione di contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o di contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali delle suddette associazioni ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria;

sotto il profilo soggettivo, i titolari di reddito da lavoro dipendente privato di importo non superiore, nell’anno precedente a quello di percezione, a 50.000 euro.

Il regime tributario specifico consiste, salva l’ipotesi di espressa rinunzia al medesimo da parte del lavoratore, in un’imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al 10%, entro il limite di importo complessivo del relativo imponibile pari a 2.000 euro lordi, ovvero a 2.500 euro per le imprese che coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

È specificato che rientrano nei valori e somme in oggetto anche quelli corrisposti (in esecuzione dei suddetti contratti collettivi) con riferimento a periodi obbligatori di congedi di maternità.

Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione, altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite (Quadro RC, rigo RC4);

- regime speciale per i lavoratori impatriati: per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre

alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese;

- assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave: a decorrere dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19%;

- erogazioni liberali a tutela delle persone con disabilità grave: a decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20% delle erogazioni liberali, delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza;

- school bonus: per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;

- credito d’imposta per videosorveglianza: è riconosciuto un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2016 per la videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali;

- detrazione delle spese di arredo di immobili di giovani coppie: alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non abbia più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 abbiano acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50% delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale;

- detrazione delle spese per canoni di leasing per l’abitazione principale: è riconosciuta la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale ai contribuenti che alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro;

- detrazione dell’Iva pagata nel 2016 per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B: a chi nel 2016 abbia acquistato un’abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50% dell’Iva pagata nel 2016;

- detrazione delle spese per dispositivi multimediali per il controllo da remoto: è riconosciuta la detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 per acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.

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2) Basta l’eredità per fare annullare l’avviso di accertamento del Fisco

E’ sufficiente avere ricevuto un eredità per “smontare” un avviso di accertamento emesso dall’Amministrazione finanziaria, a maggior ragione se viene basato sugli introiti relativi.

Difatti, secondo la Corte di Cassazione, ordinanza n. 13246 del 25 maggio 2017, non deve fornire ulteriori dimostrazioni dell’utilizzo delle disponibilità finanziarie.

Pertanto, la Corte Suprema ha respinto il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, che aveva emesso avviso di accertamento contro un contribuente aveva solo ricevuto alcuni immobili in eredità, dalla vendita dei quali aveva incassato 120mila euro.

A questo punto, ovviamente, chi ha ricevuto tali somme può utilizzarle come preferisce.

In presenza di auto e abitazione bisogna dimostrare come averli ottenuti

Viceversa, il possesso di autovettura e di abitazione possono giustificare l’emissione di un avviso di accertamento se il contribuente non riesce a dimostrare come ne è venuto in possesso.

In questo caso, invece, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13041 del 24 maggio 2017, ha affermato che abitazione principale ed autovettura costituiscono “elementi e circostanze di fatto certi”, menzionati dall’art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/1973, “sintomatici di una capacità di spesa da cui deriva la presunta corrispondente disponibilità di un adeguato reddito in capo al soggetto”, il quale può comunque difendersi per dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore. Dunque, ricorso delle Entrate accolto, con rinvio della questione nuovamente alla CTR ai fini del riesame.

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3) Ricorso tramite posta: l’avviso di avvenuto ricevimento è sufficiente

Nell’ambito del ricorso postale, l’avviso di ricevimento del ricorso sostituisce la ricevuta di spedizione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 13452 del 29 maggio 2017, che ha accolto l’orientamento pro-contribuente. Come è noto, il ricorrente/appellante deve, a pena di inammissibilità, costituirsi in giudizio entro trenta giorni dalla notifica del ricorso. Su tale punto, la Corte afferma che il termine va computato facendo riferimento al giorno di ricezione del plico ad opera del resistente/appellato, e non dal giorno di spedizione.

Dunque, se si deposita non tanto la ricevuta di spedizione ma l’avviso di ricevimento non ci può essere alcuna inammissibilità, sempre che il tutto venga depositato nei trenta giorni.

L’enunciazione di questi due principi di diritto fa seguito all’Ordinanza interlocutoria n. 1800/16 con cui la Sezione Quinta della Suprema Corte aveva trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.

Viene ora chiarito dalle Sezioni Unite che:

- Nel processo tributario, il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, che si avvalga della notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data di spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione);

- nel processo tributario, non costituisce motivo di inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’Ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario. Solo in tal caso l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, l’inidoneità della mera scrittura manuale comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività del ricorso o dell’appello, solo se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza dell’impugnazione dell’atto o della sentenza.

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4) Dichiarazione Iva periodica: obbligo in linea con l’UE, ma non la comunicazione analitica di fattura per fattura al Fisco

Tale importante constatazione, tante volte pensata e rimarcata, adesso viene anche affermata dal Dott. Raffaele Rizzardi (in Il Sole 24 Ore del 30 maggio 2017:

<<L’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni è in linea con quanto prevede la direttiva dell'imposta sul valore aggiunto, dove l'adempimento ha la natura di una vera e propria dichiarazione. E come tale dovrebbe consentire a chiunque di chiedere immediatamente il rimborso dell'Iva per la parte che non ritiene di utilizzare a riporto.

Ben diverso è il caso della comunicazione dei dati delle fatture, dove l'onere dell'informazione relativa a tutte le fatture emesse e a quelle ricevute e registrate non trova alcun conforto nelle prescrizioni dell’Unione europea. Se vogliamo sostenere che questo adempimento è il precursore dell’obbligo generalizzato di fattura elettronica tra i soggetti di imposta, non dobbiamo dimenticare che la fattura semplificata, già prevista normativamente per importi limitati (sino a 100 euro, articolo 21-bis legge Iva e articolo 220-bis della direttiva) non sarà mai una fattura elettronica con tutti i requisiti. Basti pensare a quella da dieci euro per il pranzo di lavoro.>>.

Viene allora da pensare, ulteriormente, e se tale ultimo adempimento fosse del tutto arbitrario e illegittimo ?. Potrebbe cosi saltare la prima scadenza dello spesometro analitico semestrale fissata al 18 settembre 2017 (il 16 è festivo) ?.

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5) Assistenza delle Entrate sulla precompilata anche su Facebook

L’assistenza sulla dichiarazione precompilata è anche su Facebook. Con Messenger le risposte dell’Agenzia ai quesiti dei contribuenti.

Al via la seconda fase di assistenza delle Entrate ai cittadini tramite Facebook. Dopo il debutto dello scorso anno, con il supporto fornito agli utenti in tema di canone tv, l’Agenzia porta avanti il progetto #EntrateinContatto rinnovando il proprio sportello social di informazione attraverso il canale Messenger. Dal 30 maggio 2017, avverte la stessa Agenzia delle entrate con un comunicato stampa, è attivo sulla pagina Facebook dell’Agenzia il servizio di assistenza dedicato alla dichiarazione precompilata, con l’obiettivo di offrire risposte quasi in tempo reale ai dubbi dei contribuenti. Il progetto, curato interamente da risorse interne dell’ufficio Comunicazione e della direzione Gestione tributi, è risultato il primo classificato nella sezione comunicazione ai cittadini e agli stakeholder del Premio 10x10 = 100 progetti per cambiare la PA del Forum PA 2017.

Come funziona lo sportello social

Il servizio di assistenza sulla dichiarazione precompilata fornisce ai cittadini, in particolare, un supporto all’utilizzo dell’applicazione dedicata, rispondendo su problematiche di carattere generale. Per quesiti di natura più personale l’Agenzia garantisce comunque altri canali di assistenza. Il servizio Facebook Messenger delle Entrate, fruibile a costo zero dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 13,30, consente agli utenti di inviare in privato quesiti e richieste e di dialogare con il Fisco in tempo reale e in maniera semplice, anche dal proprio smartphone. È sufficiente aprire una finestra di conversazione privata e scrivere la propria domanda. La policy del servizio è disponibile sul sito internet dell’Agenzia, a questo link diretto: https://goo.gl/fjLxRP

Il Fisco a stretto dialogo con il cittadino

Finora il servizio di assistenza Facebook Messenger dell’Agenzia ha registrato un elevato indice di gradimento con recensioni che rivelano pubblicamente il massimo livello di soddisfazione. La fruibilità delle piattaforme social è ormai alla portata non solo dei giovani, ma anche dei contribuenti di fascia adulta, per cui questo tipo di assistenza interattiva abbraccia un’utenza sempre più variegata a cui l’Agenzia vuole rispondere. Tramite la propria pagina istituzionale Facebook, l’Agenzia intende non solo mettere a disposizione dei cittadini le informazioni di base sulla dichiarazione precompilata, ma anche dialogare attivamente con gli utenti per fornire risposte concrete a quesiti specifici grazie all’interattività e all’immediatezza offerte da Facebook Messenger.

Policy e dati personali

Le Entrate non richiederanno alcun dato personale, ma si limiteranno a rispondere ai dubbi e ad aiutare i contribuenti nei propri adempimenti dichiarativi. Il trattamento dei dati personali degli utenti risponderà, comunque, alle policy in uso sulle piattaforme utilizzate, mentre i dati sensibili postati in commenti o post pubblici verranno rimossi.

La pagina Facebook dell’Agenzia è raggiungibile tramite il link https://www.facebook.com/agenziadelleentrate/

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 128 del 30 maggio 2017)

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6) Modelli F24 & reclamo/mediazione: istituiti codici tributo per i tributi su atti emessi dagli uffici provinciali – Territorio

Per consentire il versamento, con i modelli di pagamento “F24” ed “F24EP”, delle somme dovute per i tributi a seguito degli atti oggetto del reclamo e della mediazione emessi dagli uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia delle entrate, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 63/E del 30 maggio 2017, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “T030” denominato “Imposta di bollo e relativi interessi - reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T031” denominato “Imposta ipotecaria e relativi interessi - reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T032” denominato “Tassa ipotecaria e relativi interessi - reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T033” denominato “Sanzione amministrativa - reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T034” denominato “Tributi speciali catastali e relativi interessi – reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T035” denominato “Oneri accessori connessi ad operazioni catastali e relativi interessi reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T036” denominato “Sanzione relativa a violazioni della normativa catastale - reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T037” denominato “Sanzione per mancato adempimento catastale – rendita presunta – reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T038” denominato “Tributi speciali catastali e relativi interessi – rendita presunta – reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”;

- “T039” denominato “Oneri accessori connessi ad operazioni catastali e relativi interessi – rendita presunta – reclamo e mediazione - art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992 – TERRITORIO”.

Per il versamento delle eventuali spese di notifica degli atti di mediazione si utilizza il vigente codice tributo 9400 - spese di notifica per atti impositivi.

In sede di compilazione del modello “F24” i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nei campi “codice ufficio”, “codice atto” e “anno di riferimento”, nel formato “AAAA”, dei dati riportati nell’atto di mediazione emesso dall’ufficio.

In sede di compilazione del modello “F24 EP”, i suddetti codici tributo sono esposti in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “sezione” è valorizzato con “Erario” (valore F), i campi “codice ufficio” “codice atto” e “riferimento B” (anno di riferimento) sono valorizzati con le informazioni riportate nell’atto di mediazione emesso dall’ufficio.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 63/E del 30 maggio 2017)

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7) Lavoratrici autonome: chiarimenti su maternità/paternità

L’INPS, con il messaggio n. 2214 del 30 maggio 2017, ha fornito alcuni chiarimenti in merito al riconoscimento, da parte delle lavoratrici autonome iscritte alla gestione PALS, della flessibilità di cui all’art. 20 del T.U. maternità/paternità (D.LGS. n. 151/2001).

Lavoratrici autonome iscritte alla gestione PALS - chiarimenti in merito al riconoscimento della flessibilità di cui all’art. 20 del T.U. maternità/paternità (D.lgs. 151/2001).

Come è noto, l’assicurazione di maternità, con i connessi obblighi contributivi a carico del datore di lavoro, opera a favore di tutti i lavoratori dello spettacolo iscritti alla gestione PALS, a prescindere dalla natura del relativo rapporto di lavoro (subordinata, parasubordinata o autonoma) e dal tipo di qualifica rivestita (impiegato, operaio, quadro, etc.).

Ne consegue che ai predetti lavoratori si applicano le disposizioni generali di cui al menzionato T.U. maternità/paternità, valide per tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti (cfr. circolare Inps/Enpals n. 134363/AGO - n. 1065/RCV - n. 632/EAD del 21 maggio 1980).

Si osservi anche che, con circolare n. 10314 del 16 giugno 1983 in materia di assicurazione economica di malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo, l’Istituto ha rimandato, per le prestazioni di maternità, all’applicazione delle istruzioni di portata generale impartite con la circolare n. 134382 del 26 gennaio 1982, che chiarisce come la disciplina dell’indennità giornaliera di maternità spettante alle lavoratrici per i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro sia contenuta nella legge n. 1204/1971, oggi sostituita dal D.Lgs. n. 151/2001.

Pertanto, posto che alle lavoratrici autonome dello spettacolo si applicano le disposizioni contenute nel predetto D.Lgs. n. 151/2001 (in deroga a quanto previsto dall’art. 2 comma 1, lett. e) in materia di trattamento economico, si ritiene che non possano non applicarsi anche le disposizioni contenute nel medesimo testo di legge in ordine all’istituto della flessibilità del congedo di maternità di cui all’art. 20 del medesimo T.U., fermo restando il rispetto delle condizioni ivi previste, comprese quelle relative alle certificazioni mediche.

Peraltro, con Messaggio n. 13279/2007 (con oggetto “Chiarimenti in merito all’istituto della flessibilità del congedo di maternità ex art. 20 del D.Lgs. n. 151/2001) l’Istituto ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione della prescritta documentazione, precisando che “sotto il profilo del trattamento economico, l’indebita permanenza al lavoro della lavoratrice determinerebbe la perdita del diritto all’indennità per le relative giornate e, in ogni caso, la non computabilità nel periodo post partum delle giornate medesime, secondo quanto disposto dall’art. 22 del DPR n. 1026/1976” .

(INPS, messaggio n. 2214 del 30 maggio 2017)

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8) Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo

Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo. L’Agenzia delle entrate, con una nota del 30 maggio 2017, comunica di avere reso scaricabile la versione software: 1.0.0 del 30/05/2017 e di controllo (versione software: 1.0.0 del 30/05/2017).

Il software Consolidato nazionale e mondiale 2017 consente la compilazione del modello Consolidato nazionale e mondiale 2017 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

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Videosorveglianza: accordo valido con la sola RSA

E’ legittimo il comportamento del datore che predispone l'installazione dell’impianto di controllo previo accordo con la sola maggioranza della Rsa, non ritenendo operativamente conveniente riferirsi a tutte le rappresentanze.

L'accordo con le rappresentanze aziendali costituisce il percorso preferenziale previsto dal Legislatore per l'installazione degli strumenti indicati dalla disposizione normativa.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la nota n. 4619/17, interviene sulla videosorveglianza alla luce del nuovo articolo 4 della legge n. 300/70, modificato dal DLgs n. 151/15.

I dubbi sollevati dal quesito attengono soprattutto alla disomogeneità tra i soggetti ai quali è devoluto l’accordo relativo all’installazione degli indicati dall'art. 4, L. n. 300/70 (rappresentanze sindacali unitarie o aziendali) ed i soggetti coinvolti nella contrattazione c.d. di prossimità ex art. 8, D.L. n. 138/11 e, conseguentemente, al raccordo fra norme.

L’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del Lavoro (ITL) è successiva al mancato accordo verificatosi in sede aziendale con gli organismi sindacali interni e può essere sostituita da un successivo accordo sindacale.Quindi, anche laddove sia stato rilasciato il provvedimento autorizzatorio per i sistemi di controllo a distanza da parte dell'Ispettorato competente, in seguito a mancato accordo sindacale, l'autorizzazione in parola può comunque essere sempre sostituita da un successivo accordo.

Le organizzazioni sindacali deputate al raggiungimento dell’accordo sono la RSU o la RSA e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. L’accordo è ritenuto valido se raggiunto con la sola maggioranza della RSA (nota del Minlav n. 2975/05).

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 30 maggio 2017)

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9) L’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti come aderire alla “lettera per la compliance”

Tutte le informazioni per essere compliant con il Fisco: Online la nuova sezione sulle lettere che segnalano errori e dimenticanze.

Cosa fare se si riceve una “lettera per la compliance”? Come dialogare con l’Agenzia e correggere gli eventuali errori commessi in dichiarazione? Tutte le informazioni e le risposte trovano spazio nella nuova sezione del sito istituzionale delle Entrate dedicata alle attività per promuovere l’adempimento spontaneo, da oggi online per aiutare i contribuenti a sfruttare l’opportunità di rimediare velocemente a una svista o a una dimenticanza, beneficiando delle sanzioni ridotte previste dal nuovo ravvedimento operoso, ed evitare così un controllo futuro. La nuova sezione è raggiungibile dal sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance.

Come fare per, sul sito le istruzioni

La nuova sezione è divisa in due sotto-aree: una prima dedicata ai contribuenti persone fisiche, una seconda alle imprese e ai lavoratori autonomi. Nel primo caso, nella lettera viene riportata l’anomalia riscontrata, i redditi che, dalle informazioni presenti nelle banche dati dell’Agenzia, non risultano dichiarati e una tabella di dettaglio delle categorie cui i redditi si riferiscono (per esempio, redditi derivanti da locazione, di lavoro dipendente, assegni periodici, ecc). Alla lettera sono inoltre allegate le istruzioni per accedere al cassetto fiscale, per utilizzare il servizio di assistenza Civis e per compilare la dichiarazione integrativa. Analogamente, nelle lettere indirizzate ai contribuenti Iva viene riportata l’anomalia riscontrata, l’eventuale imponibile contestabile in sede di controllo e la fonte da cui sono stati attinti i dati per il confronto con i dati indicati dal contribuente in dichiarazione. All’interno della nuova sezione, sono inoltre disponibili i fac simile delle lettere e la guida fiscale “L’agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, un manualetto in pdf che contiene tutte le informazioni utili sulle comunicazioni per la compliance.

Come dialogare con l’Agenzia

Se si riceve una di queste comunicazioni, basta andare sulla nuova sezione e cliccare su “Come dialogare con l’Agenzia” per conoscere tutti i canali di assistenza. In particolare, i cittadini possono contattare un Centro di assistenza multicanale (Cam), che risponde ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore - comunicazione direzione centrale accertamento”. In alternativa, è possibile rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o ancora a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate. È possibile trasmettere la documentazione giustificativa dell’anomalia segnalata direttamente, attraverso l’applicativo Civis, in formato elettronico; presentandola alla Direzione Provinciale di competenza o tramite un intermediario abilitato ai Servizi telematici di trasmissione della dichiarazione.

Come regolarizzare gli errori - Gli errori e le omissioni possono essere regolarizzati: presentando una dichiarazione integrativa; versando le maggiori imposte dovute e gli interessi, calcolati al tasso legale annuo (dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente effettuato) e versando, in misura ridotta, le sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione. Per aiutare i contribuenti a calcolare gli interessi relativi alla maggiore imposta dovuta e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta, l’Agenzia ha messo gratuitamente a disposizione online all’interno della sezione “Compliance per i cittadini”, l’applicazione “Calcolo delle sanzioni e interessi”.

I contribuenti interessati dalle comunicazioni della “Compliance per le imprese e i lavoratori autonomi”, invece, devono calcolare distintamente le sanzioni ridotte correlate all’infedele dichiarazione (Irpef, Irap ed Iva) e le sanzioni ridotte relative alle violazioni eventualmente commesse (ad esempio: l’omessa fatturazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o l’irregolare tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva). I versamenti (maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta) devono essere effettuati tramite modello F24, disponibile, con le relative istruzioni di compilazione, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, indicando nell’apposito campo il “codice atto” riportato in alto a sinistra nella lettera ricevuta.

Con le lettere per la compliance più confronto e meno controlli

Da qualche anno, in linea con analoghe esperienze già avviate in altri paesi e coerentemente con le linee tracciate dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), l’Agenzia delle Entrate ha inaugurato un nuovo corso nei rapporti con i cittadini: non solo accertamenti ex-post, ma “avvisi” tempestivi per mettere i contribuenti nelle condizioni di conoscere la loro posizione fiscale e correggere spontaneamente eventuali inesattezze prima che il tutto si traduca in un controllo vero e proprio. Una strada, quella del dialogo preventivo, che nel 2016 si è concretizzata in oltre 500mila comunicazioni e mezzo miliardo di euro riportati nelle casse dello Stato. Le ultime lettere in ordine di tempo sono partite i primi di maggio e riguardano oltre 190mila soggetti Iva che non hanno presentato la relativa dichiarazione per l’anno d’imposta 2016 o che l’hanno presentata compilando solo in parte il quadro Va. Anche per loro si apre una finestra di dialogo: una volta ricevuta la lettera, infatti, possono segnalare alle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze sconosciuti che possano giustificare l'anomalia o sanare l’irregolarità tramite ravvedimento operoso.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 129 del 30 maggio 2017)

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10) Imposta/Contributo di soggiorno: nel Modello F24 i codici tributo cambiano “nome”

Imposta/Contributo di soggiorno: Ridenominati i codici tributo 3936, 3937 e 3938.

Con la risoluzione n. 74/E del 26 luglio 2011, sono stati istituiti i codici tributo 3936, 3937 e 3938 per il versamento, tramite modello F24, del contributo di soggiorno previsto per Roma Capitale, ai sensi dell’articolo 14, comma 16, lett. e), del decreto legge n. 78/2010.

Il decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, ha conferito ad altri comuni la facoltà di istituire l'imposta di soggiorno.

In particolare, l’articolo 4, comma 1, del citato decreto legislativo prevede che i comuni di capoluogo di provincia, le unioni di comuni, nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte, possono istituire, con deliberazione del consiglio, un'imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio.

Adesso, come spiega l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 64/E del 30 maggio 2017, per consentire con i medesimi codici tributo anche il versamento dell’imposta di soggiorno, gli stessi sono ridenominati nel modo seguente:

3936” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c. 16, lett. e), del D.L. n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011”;

3937” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c. 16, lett. e), del D.L. n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011 - INTERESSI”;

3938” denominato “Imposta/Contributo di soggiorno - art. 14, c.16, lett. e), del D.L n. 78/2010 e art. 4, c. 1, del D.Lgs. n. 23/2011 – SANZIONI”.

In sede di compilazione del modello F24, i codici tributo sono esposti nella sezione “IMU e altri tributi locali”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “codice ente/codice comune” del codice catastale del comune. Il campo “Anno di riferimento” è valorizzato, nel formato “AAAA”, con l’anno cui si riferisce il versamento.

Infine, si precisa che, all’attualità, i suddetti codici tributo possono essere utilizzati solo per versamenti in favore dei Comuni che hanno stipulato apposita convenzione con l’Agenzia delle entrate, elencati nella tabella denominata “Tabella degli enti convenzionati per pagamenti di tributi”, pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 64/E del 30 maggio 2017)

Vincenzo D’Andò