Modello Redditi PF 2017: le scadenze per il pagamento rateale delle imposte – Diario quotidiano del 31 maggio 2017

Pubblicato il 31 maggio 2017

1) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno
2) Basta l’eredità per fare annullare l’avviso di accertamento del Fisco
3) Ricorso tramite posta: l’avviso di avvenuto ricevimento è sufficiente
4) Dichiarazione Iva periodica: obbligo in linea con l’UE, ma non la comunicazione analitica di fattura per fattura
5) Assistenza delle Entrate sulla precompilata anche su Facebook
6) Modelli F24 reclamo/mediazione: istituiti codici tributo per i tributi su atti emessi dagli uffici provinciali – Territorio
7) Lavoratrici autonome: chiarimenti su maternità/paternità
8) Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo
9) L’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti come aderire alla “lettera per la compliance”
10) Imposta/Contributo di soggiorno: nel Modello F24 i codici tributo cambiano “nome”
diario-quotidiano-articoli-81) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno 2) Basta l’eredità per fare annullare l’avviso di accertamento del Fisco 3) Ricorso tramite posta: l’avviso di avvenuto ricevimento è sufficiente 4) Dichiarazione Iva periodica: obbligo in linea con l’UE, ma non la comunicazione analitica di fattura per fattura al Fisco 5) Assistenza delle Entrate sulla precompilata anche su Facebook 6) Modelli F24 & reclamo/mediazione: istituiti codici tributo per i tributi su atti emessi dagli uffici provinciali – Territorio 7) Lavoratrici autonome: chiarimenti su maternità/paternità 8) Disponibile il software di compilazione modello CNM/2017 e di controllo 9) L’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti come aderire alla “lettera per la compliance” 10) Imposta/Contributo di soggiorno: nel Modello F24 i codici tributo cambiano “nome” *****

1) Modello Redditi PF 2017: anche i titolari di partita Iva possono pagare la prima rata entro il 30 giugno

Anche i contribuenti titolari di partita Iva possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 30.6.2017, ovvero entro il 31.7.2017, maggiorando l’importo dovuto dello 0,40% a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi indicati nelle connesse istruzioni ministeriali.

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 31.1.2017, modificato dal Provvedimento 9.2.2017, è stato approvato il modello di dichiarazione «Redditi Persone Fisiche 2017», con le relative istruzioni, che le persone fisiche devono presentare nell’anno 2017, per il periodo d’imposta 2016, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.

Poi con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 11.4.2017 è stato nuovamente modificato il modello di dichiarazione “Redditi Persone Fisiche 2017” (e relative istruzioni) già approvato in precedenza. Il provvedimento si è reso necessario al fine di rimuove alcuni errori materiali riscontrati dopo la prima pubblicazione sul sito delle Entrate.

Nuovi termini di versamento delle imposte

Tutti i versamenti a saldo che risultano dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto, devono essere eseguiti entro il 30.6.2017 ovvero entro il 30.7.2017.

I contribuenti che scelgono di versare le imposte dovute (saldo per l’anno 2016 e prima rata di acconto per il 2017) nel periodo dal 30.6.2017 al 31.7.2017 devono applicare sulle somme da versare la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Modello Redditi Persone Fisiche 2017: Novità

Le istruzioni allegate al Modello Redditi PF 2017 evidenziano le seguenti principali novità:

- premi di risultato : i co. da 182 a 189 dell’art. 1, L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), introducono, in via permanente, una disciplina tributaria specifica per gli emolumenti retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile e la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, misurabili e verifica bili, nonché per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. È inoltre modificata la nozione di alcuni valori, somme e servizi percepiti o goduti dal dipendente ed esclusi dall'imposizione Irpef ai sensi del D.P.R. 22.12.1986, n. 917. Il nuovo regime tributario di cui ai citati co. da 182 a 189 concerne:

sotto il profilo oggettivo, le somme ed i valori corrisposti in esecuzione di contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o di contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali delle suddette associazioni ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria;

sotto il profilo soggettivo, i titolari di reddito da lavoro dipendente privato di importo non superiore, nell’anno precedente a quello di percezione, a 50.000 euro.

Il regime tributario specifico consiste, salva l’ipotesi di espressa rinunzia al medesimo da parte del lavoratore, in un’imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al 10%, entro il limite di importo complessivo del relativo imponibile pari a 2.000 euro lordi, ovvero a 2.500 euro per le imprese che coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

È specificato che rientrano nei valori e somme in oggetto anche quelli corrisposti (in esecuzione dei suddetti contratti collettivi) con riferimento a periodi obbligatori di congedi di maternità.

Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione, altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite (Quadro RC, rigo RC4);

- regime speciale per i lavoratori impatriati: per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre

alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese;

- assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave: a decorrere dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19%;

- erogazioni liberali a tutela delle persone con disabilità grave: a decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20% delle erogazioni liberali, delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza;

- school bonus: per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, che sarà ripartito in 3 quote annuali di