Comunicazione periodica delle liquidazioni Iva del 1° trimestre 2017 è passata al 12 giugno 2017: ecco tutti i passi da seguire – Diario quotidiano del 23 maggio 2017

Pubblicato il 23 maggio 2017



1) Al via la riforma della Pubblica Amministrazione: ora vale anche il parere dei cittadini e quindi dei contribuenti
2) Istituita la Fondazione “Italia sociale” per lo sviluppo del terzo settore: statuto approvato
3) Anche l’agente di commercio riveste la qualifica di imprenditore commerciale fallibile
4) Stop all’accertamento Iva e Irpef sul lavoro del giornalista con partita Iva; altre di giurisprudenza
5) Comunicazione periodica delle liquidazioni Iva del primo trimestre 2017 è passata al 12 giugno 2017: ecco tutti i passi da seguire
6) E’ iniziato il Forum PA 2017, tra i temi trattati il Fisco
7) Disponibile il software di compilazione modello 770/2017
8) Reintrodurre l’Imu per redditi alti: l’Ue esorta l'Italia
9) Commercialisti, il 24 a Roma segretari in Assemblea per importanti temi professionali da trattare
10) Entrate tributarie: da ieri é più facile consultare i dati sulle entrate
11) MEF, OCSE e Banca Mondiale lanciano la nuova versione del sito del Network per la Gestione del debito pubblico
diario-quotidiano-articoli-91) Al via la riforma della Pubblica Amministrazione: ora vale anche il parere dei cittadini e quindi dei contribuenti 2) Istituita la Fondazione “Italia sociale” per lo sviluppo del terzo settore: statuto approvato 3) Anche l’agente di commercio riveste la qualifica di imprenditore commerciale fallibile 4) Stop all’accertamento Iva e Irpef sul lavoro del giornalista con partita Iva; altre di giurisprudenza 5) Comunicazione periodica delle liquidazioni Iva del 1° trimestre 2017 è passata al 12 giugno 2017: ecco tutti i passi da seguire 6) E’ iniziato il Forum PA 2017, tra i temi trattati il Fisco 7) Disponibile il software di compilazione modello 770/2017 8) Reintrodurre l’Imu per redditi alti: l’Ue esorta l'Italia 9) Commercialisti, il 24 a Roma segretari in Assemblea per importanti temi professionali da trattare 10) Entrate tributarie: da ieri é più facile consultare i dati sulle entrate 11) MEF, OCSE e Banca Mondiale lanciano la nuova versione del sito del Network per la Gestione del debito pubblico *****

1) Al via la riforma della Pubblica Amministrazione: ora vale anche il parere dei cittadini e quindi dei contribuenti

Ora anche i semplici cittadini (quindi, i contribuenti) potrebbero avere un “peso” per incidere sostanzialmente sui servizi resi dalla Pubblica Amministrazione.

Difatti, come si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri, pubblicato nella tarda serata di venerdì scorso (19 maggio 2017), viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi.

RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

Di seguito le principali misure introdotte con i decreti.

Testo unico del pubblico impiego

Modifiche e integrazioni al “Testo unico del pubblico impiego”, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l), m), n), o), q), r), s) e z) della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Il decreto introduce disposizioni mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

il progressivo superamento della “dotazione organica” come limite alle assunzioni, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, con la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni differenziati in base agli effettivi fabbisogni, la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici e la previsione di un sistema informativo nazionale volto ad orientare la programmazione delle assunzioni;

l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare;

l’aggiornamento delle procedure, prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa;

la previsione nelle procedure concorsuali pubbliche di meccanismi di valutazione finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile con le amministrazioni pubbliche, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia di un adeguato accesso dall’esterno;

la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata e la previsione dell’accertamento della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue, quale requisito di partecipazione al concorso o titolo di merito valutabile dalle commissioni giudicatrici, e la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca;

la disciplina delle forme di lavoro flessibile, anche al fine di prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito a regime il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti;

l’integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità attraverso l’istituzione di una Consulta nazionale composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche centrali e territoriali, e la nomina, da parte delle amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, di un responsabile dei processi di inserimento;

la definizione delle materie escluse dalla contrattazione integrativa, anche al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del merito e la parità di trattamento tra categorie omogenee, nonché di accelerare le procedure negoziali;

la riorganizzazione delle funzioni di accertamento medico legale in caso di assenze per malattia, con l’attribuzione all’I.N.P.S. delle relative competenze;

la razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, lo sviluppo di sistemi di misurazione dei risultati raggiunti dall’organizzazione e dai singoli dipendenti e forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione.

Valutazione della performance dei dipendenti pubblici

Modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, in attuazione dell’articolo 17, comma 1, lettera r), della legge n. 124 del 2015.

Il provvedimento persegue l’obiettivo generale di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Con il decreto, ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni, si introducono, tra le altre, le seguenti novità:

viene chiarito che il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione costituisce non solo condizione necessaria per l’erogazione di premi, ma rileva anche ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali; è stato chiarito che la valutazione negativa delle performance, come specificamente disciplinata nell’ambito del sistema di misurazione, rileva ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale e, in casi specifici e determinati, a fini disciplinari;

ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti;

oltre agli obiettivi specifici di ogni amministrazione, è stata introdotta la categoria degli obiettivi generali, che identificano le priorità in termini di attività delle pubbliche amministrazioni coerentemente con le politiche nazionali, definiti tenendo conto del comparto di contrattazione collettiva di appartenenza;

gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV), tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi. A tal proposito, sono previsti strumenti e poteri incisivi per garantire il ruolo degli OIV, specie con riferimento al potere ispettivo, al diritto di accesso al sistema informatico e agli atti e documenti degli uffici;

viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi;

nella misurazione delle performance individuale del personale dirigente, è attribuito un peso prevalente ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno essi diretta responsabilità;

è definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano della performance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria, introducendo sanzioni più incisive in caso di mancata adozione del Piano;

sono introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance, affidati al contratto collettivo nazionale, che stabilirà la quota delle risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati.

Il testo del decreto recepisce e fa proprie gran parte delle osservazioni e delle indicazioni poste, nei rispettivi pareri, dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza unificata.

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2) Istituita la Fondazione “Italia sociale” per lo sviluppo del terzo settore: statuto approvato

Approvato lo statuto della Fondazione “Italia sociale”. Difatti, il 19 maggio 2016, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, sentiti i Ministri del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato lo statuto della Fondazione “Italia sociale”, istituita dalla legge delega di riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e della disciplina del Servizio civile universale.

La Fondazione ha lo scopo di sostenere, mediante l’apporto di risorse finanziarie e di competenze gestionali, la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi da parte di enti del Terzo settore caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti maggiormente svantaggiati. La Fondazione, nel rispetto del principio di prevalenza dell’impiego di risorse provenienti da soggetti privati, svolge una funzione sussidiaria e non sostitutiva dell’intervento pubblico.

La Fondazione opera, altresì, per la promozione e la diffusione della fiducia nel valore degli investimenti sociali, con gli enti del Terzo settore, sia mediante il sostegno ad attività di ricerca, formazione e sviluppo di buone pratiche (anche attraverso la collaborazione con centri di ricerca e università), sia nel compito di predisporre gli strumenti e le modalità di verifica dei risultati raggiunti e degli impatti sociali ed occupazionali effettivamente prodotti

Lo statuto del nuovo ente, che ha natura giuridica privata, ha ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti e sarà emanato con decreto del Presidente della Repubblica.

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3) Anche l’agente di commercio riveste la qualifica di imprenditore commerciale fallibile

Anche l’agente di commercio riveste la qualifica di imprenditore commerciale fallibile. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12338 del 17 maggio 2017, con la quale ha respinto il ricorso presentato dallo stesso agente che riteneva di non potere essere sottoposto al fallimento.

In particolare, la Suprema Corte, con tale decisione si è soffermata sui presupposti soggettivi dell’attività di agente di commercio per l’assoggettamento a procedure concorsuali quale imprenditore commerciale.

Ragioni della decisione

<<Con sentenza del 21.7.2015 la Corte di Appello di Catania respingeva il reclamo proposto da A.G. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento n. 77/15 emessa dal Tribunale di Catania.

Avverso questa sentenza A.G. ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi: con il primo, per violazione o falsa applicazione degli artt. 1 e 15 legge fall., ha negato la propria qualifica di imprenditore commerciale, assumendo di avere svolto solo attività di agente di commercio di abiti da sposa, di essersi limitato a promuovere la stipulazione di contratti commerciali tra le committenti ed i commercianti al dettaglio e di avere svolto solo per un breve periodo di tempo una modesta attività di commercio dei medesimi prodotti di cui era agente, oltre tre anni prima della pronuncia di fallimento; con il secondo motivo, ha denunciato la violazione o falsa applicazione dell'art. 5 legge fall., non essendo sufficiente ad integrare lo stato di insolvenza, a norma dell'art. 5 legge fall., la sussistenza dell'unico debito per il quale si era chiesto il fallimento.

La curatela del fallimento A. e la B. s.p.a. non hanno svolto difese.

Comunicato il decreto di fissazione di adunanza in camera di consiglio, a seguito della proposta del relatore, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c. (nella nuova formulazione applicabile, ratione temporis, a seguito delle modifiche intervenute con d.l. 31.8.2016, n. 168 conv. con modif. dalla L. n. 197 del 2016), le parti non hanno depositato memorie difensive.

I motivi sono infondati.

Quanto al primo, si rileva che la mera affermazione dello svolgimento dell'attività di agente di commercio non fa escludere nel ricorrente la qualifica di imprenditore commerciale fallibile: "poiché fra le attività ausiliarie contemplate dall'art. 2195 n. 5 cod. civ. è compresa quella dell'agente di commercio, che con una propria organizzazione di mezzi e a proprio rischio, promuove contratti per conto del produttore o fornitore di beni o servizi, ricorrono, anche riguardo all'agente, i presupposti soggettivi per l'assoggettamento procedure concorsuali quale imprenditore commerciale" (Cass. n. 6151 del 1978);

"gli elementi identificativi dell'impresa commerciale, ai sensi dell'art. 2082 cod. civ., sono la professionalità e l'organizzazione, intese come svolgimento abituale e continuo dell'attività e sistematica aggregazione di mezzi materiali e immateriali, al di là della scarsezza dei beni predisposti, tanto più quando l'attività, come quella dell'agente di commercio, non necessiti di mezzi materiali e personali rilevanti" (Cass. n. 9102 del 2003).

Il secondo motivo è infondato perché correttamente la Corte territoriale ha desunto lo stato di insolvenza dall'inadempimento dedotto dal creditore ricorrente (e lo stato di insolvenza può essere ricavato in via induttiva anche dal mancato pagamento di un solo credito di importo non inferiore ad euro trentamila, ai sensi dell'art. 15, ult. co ., legge fall.).

Il ricorso va pertanto rigettato. Non si deve provvedere sulle spese, attesa la mancata costituzione in giudizio degli intimati.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

Sussistono i presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo dovuto per legge a titolo di contributo unificato.>>.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 12338 del 17 maggio 2017)

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4) Stop all’accertamento Iva e Irpef sul lavoro del giornalista con partita Iva

L’accertamento fiscale svolto sull’attività del giornalista, con partita Iva, può bastare se basato solo sui parametri, purché sia svolta la fase del contradditorio.

Tuttavia, l’Amministrazione finanziaria deve motivare l’accertamento effettuato anche sull'inquadramento dell’attività svolta concretamente dal contribuente. Se non lo fa l’accertamento è nullo.

Con tale verdetto (terzo motivo), sostanzialmente, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12248 del 17 maggio 2017, ha accolto il ricorso presentato da una giornalista.

Non è, quindi, espletabile l’accertamento fiscale nei confronti del giornalista, in possesso di partita Iva, basato solo sui parametri presuntivi senza tenere conto della concreta situazione del contribuente.

Ecco di seguito l’ordinanza:

<<Tributi - Accertamento - Parametri - DPCM 29.1.1996 - Attività giornalistica

Rilevato che

- A.G. ricorre per l'annullamento della sentenza della C.T.R. della Lombardia, n. 163/24/09 dep. 11.11.2009, che confermando la decisione di primo grado ha rigettato l'appello della contribuente.

- Il contenzioso ha origine dalla notifica dell'avviso di accertamento, emesso previo contradditorio, col quale sulla base dei parametri (di cui al DPCM 29.1.1996, come mod. dal DPCM 27/3/97), è stata recuperata la maggiore imposta ai fini Irpef, Irap, Iva per l'anno 1999, avendo l'Ufficio ritenuto prevalente l'attività di giornalista, svolta dalla contribuente, rispetto a quella di pubbliche relazioni, considerata di supporto alla prima.

- Rifiutata la proposta dell'Ufficio di ridurre del 50% i maggiori compensi presuntivamente accertati la G. ha proposto ricorso alla C.T.P. di Lecco, che lo ha parzialmente accolto, con decisione confermata dalla C.T.R. con la sentenza oggetto del presente ricorso per cassazione.

- In particolare la CTR ha statuito che "appare pacifico che l'appellante sino al 31.12.2003 ha svolto l'attività di giornalista e non di pubbliche relazioni e quindi i maggiori ricavi di lavoro autonomo per E. 33.568.000 determinati dal giudice di prime cure sono sorretti da una logica presunzione di attendibilità per similitudine delle due attività con punti di confine molto incerti".

- L'Agenzia si costituisce con controricorso.

- La ricorrente ha presentato memoria ex art. 378 c.p.c..

Considerato che

1. Col primo motivo la ricorrente deduce violazione dell'art. 132 n. 4 c.p.c. ai sensi dell'art. 360 n. 4 c.p.c., vertendosi in ipotesi di motivazione meramente apparente.

Il motivo è infondato, contenendo la sentenza una pur sintetica motivazione circa un accertamento di fatto sullo svolgimento dell'attività svolta dalla contribuente.

2. Col secondo motivo si deduce violazione dell'art. 112 c.p.c. ai sensi dell'art. 360 n. 4 c.p.c., nella parte in cui la CTR non ha motivato sulla dedotta illegittimità dell'accertamento per violazione dell'art. 3, commi 181 e 183, I. 549/95, in quanto basato esclusivamente sui parametri presuntivi senza tener conto della situazione concreta riferibile alla contribuente.

Anche questo motivo è infondato poiché alla contribuente il pur svolto contraddittorio avrebbe consentito la più ampia facoltà di provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza di circostanze di fatto da allontanare l'attività del contribuente dal modello normale al quale i parametri fanno riferimento (cfr., fra le altre, Cass. n. 3415/2015). Peraltro la C.T.P. aveva rettificato l'accertamento, con decisione confermata dalla C.T.R.

3. Col terzo motivo si deduce omessa motivazione sull'inquadramento dell'attività svolta dalla contribuente, in base a due fatti, ritenuti decisivi e non esaminati dalla C.T.R.: a) contabilità, la cui corretta tenuta non è stata contestata; b) introduzione solo nel 2004, per l'attività di pubbliche relazioni / del codice di riferimento, rispetto al quale sono applicabili gli studi di settore e non i parametri.

Questo motivo è fondato, risultando del tutto carente la motivazione della sentenza a fronte delle ampie argomentazioni della contribuente che ha, fin dal primo grado di giudizio, dedotto la diversa qualificazione dell'attività lavorativa svolta (di pubbliche relazioni) sulla base di fatti ed elementi non esaminati dalla C.T.R., anche in relazione all'inquadramento dell'attività di pubbliche relazioni nel corretto cluster di riferimento.

Il ricorso va conseguentemente accolto nei limiti anzidetti e la sentenza cassata con rinvio alla C.T.R. della Lombardia, in diversa composizione, che si pronuncerà anche sulle spese.

P.Q.M.

Accoglie il terzo motivo di ricorso, rigetta il primo e il secondo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla C.T.R. della Lombardia, in diversa composizione.>>.

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4–a) Studi di settore: difese del contribuente da tenere in considerazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12631 del 19 maggio 2017, chiarisce che è illegittimo l'avviso di accertamento fondato sugli studi di settore se non motiva il rigetto delle difese del contribuente prodotte in sede di contraddittorio. La puntuale valutazione delle risultanze del contraddittorio costituisce un elemento essenziale e imprescindibile della validazione da parte del giudice tributario dell'accertamento fondato sugli studi di settore. Ne consegue che la motivazione dell'atto impositivo non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dai parametri, ma va integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente durante il contraddittorio. Solo così può emergere la gravità, precisione e concordanza necessaria per la presunzione di maggior reddito posta a fondamento della pretesa impositiva.

*** 4–b) Basta la presunzione per contestare che la fattura è falsa?

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12649 del 19 maggio 2017, ha asserito che all'Agenzia delle entrate non serve la prova certa per contestare le fatture false. Infatti, la detrazione di imposta può essere negata anche sulla base di presunzioni delle quali il giudice sarà poi tenuto a testare la gravità. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria e ribaltato il verdetto della Ctr di Roma. Il caso riguardava una società che aveva ricevuto delle fatture da una collegata estera la quale, secondo le autorità locali, era una mera cartiera. Per questo l’Amministrazione finanziaria aveva negato la detrazione emettendo il recupero di imposta.

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5) Comunicazione periodica delle liquidazioni Iva del 1° trimestre 2017 è passata al 12 giugno 2017: ecco tutti i passi da seguire

La comunicazione periodica delle liquidazioni Iva del primo trimestre 2017 è passata dal 31 maggio al 12 giugno 2017 (DPCM firmato dal MEF).

Adesso, quindi, i contribuenti possono affrontare l’adempimento con qualche giorno di tempo in più. Ma facciamo il punto su come possa essere effettuato l’invio anche sui contenuti essenziali del modello Ivp 2017.

Utilizzando, ad esempio, il software messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Occorre prima creare il file:

- il file della comunicazione ha una estensione “xml”;

- va controllato con uno dei software di controllo messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (si hanno tre diverse possibilità: software on line sul sito, controllo disponibile in Desktop Telematico – Entratel, controllo on line sul sito “Fatture e corrispettivi”);

- va firmato con firma elettronica digitale (anche qui, le possibilità sono tre: firma rilasciata da un Ente autorizzato, funzione “firma” disponibile in Desktop Telematico – Entratel oppure funzione “Sigilla” disponibile sul sito “Fatture e corrispettivi”);

- va trasmesso esclusivamente utilizzando il canale di trasmissione “Fatture elettronica e Corrispettivi elettronici”.

Utilizzo del servizio Fatture e Corrispettivi

E’ ora possibile trasmettere il file attraverso il web Fatture e Corrispettivi.

Il servizio Fattura elettronica e corrispettivi elettronici è disponibile per i contribuenti dotati di credenziali Entratel, Fisconline o SPID.

Attraverso tale servizio è possibile trasmettere:

- singole comunicazioni (file XML) firmate elettronicamente, con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate ovvero “sigillate” tramite l’apposita funzionalità disponibile;

- file ZIP (cartelle compresse) contenenti le comunicazioni di più contribuenti, ciascuna firmata con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate;

- file ZIP (cartelle compresse) firmato digitalmente contenenti le comunicazioni di più contribuenti (file XML) che possono non essere firmate singolarmente.

Nei giorni scorsi il sito ha subito notevoli rallentamenti o momenti di indisponibilità assoluta.

Ricezione

Una volta trasmessa la comunicazione, il sistema, a video, mostra l’esito (con tanto di numero identificativo del SdI) avvisando che le notifiche relative ai file trasmessi sono disponibili nell’area “Monitoraggio flussi”.

Accedendo alla suddetta area, è possibile visualizzare una notifica con un relativo codice (ES01 vuol dire “Esito OK”).

Ancora però manca una vera e propria ricevuta così come si era abituati con Entratel.

I contenuti del modello Ivp 2017

Il modello è costituito, oltre al frontespizio (dove indicare i dati del contribuente e quelli del soggetto che trasmette la comunicazione), dal quadro VP: dove indicare i dati risultanti dalle liquidazioni periodiche.

In particolare, dopo aver riportato nel rigo VP1 il mese o il trimestre di riferimento della liquidazione periodica, vanno indicati:

- Nel rigo VP2 l’ammontare complessivo delle operazioni attive al netto dell’Iva, effettuate nel periodo di riferimento, annotate nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi o comunque soggette a registrazione, comprese le operazioni ad esigibilità differita, non imponibili o esenti, non soggette per carenza del presupposto territoriale di cui agli articoli da 7 a 7-septies del D.P.R. 633/1972 per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura in base alle disposizioni contenute nell’articolo 21, comma 6-bis del D.P.R. 633/1972, soggette a reverse charge.

Non dovrà invece essere indicato l’ammontare delle operazioni esenti effettuate dai soggetti che si sono avvalsi della dispensa dagli adempimenti di cui all’articolo 36-bis (ad eccezione delle operazioni esenti di cui ai nn. 11, 18 e 19 dell’articolo 10, per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione).

Nel rigo VP3 va indicato l’ammontare complessivo degli acquisti interni o intracomunitari e delle importazioni relativi a beni e servizi risultanti dalle fatture e dalle bollette doganali di importazione, al netto dell’Iva, annotate nel periodo di riferimento sul registro degli acquisti di cui all’articolo 25 del D.P.R. 633/1972.

Vanno inoltre indicati gli acquisti:

- ad esigibilità differita;

- con Iva indetraibile;

- intracomunitari non imponibili di cui all’articolo 42, comma 1, del D.L. 331/1993 (inclusi quelli effettuati senza pagamento dell’imposta con utilizzo del plafond di cui all’articolo 2, comma 2, della L. 28/1997), triangolari comunitari con intervento dell’operatore nazionale in qualità di cessionario-cedente, di cui all’articolo 40, comma 2, del D.L. 331/1993.

Nel rigo VP4 va riportato l’ammontare dell’Iva a debito, relativa alle operazioni effettuate nel periodo di riferimento, per le quali si è verificata l’esigibilità, oltre che l’Iva a debito relativa ad operazioni effettuate in precedenza per le quali l’imposta è diventata esigibile nello stesso periodo (operazioni con Iva ad esigibilità differita).

Nel rigo VP5 va indicato l’ammontare dell’Iva relativa agli acquisti registrati per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione per il periodo di riferimento.

Nel caso di opzione per il regime Iva per cassa di cui all’articolo 32-bis del D.L. 83/2012 nel rigo va indicata l’imposta relativa agli acquisti registrati in precedenti periodi, per i quali si è verificato il diritto alla detrazione nel periodo di riferimento, mentre il relativo imponibile non va, invece, riportato nel rigo VP3.

Nelle istruzioni viene precisato che l’imposta relativa ad operazioni nelle quali, in base a specifiche disposizioni, l’Iva risulta dovuta dal cessionario (ad esempio nel caso di acquisti intracomunitari o operazioni di cui all’articolo 17, commi 2, 5, 6 e 7), ovvero da parte di soggetti operanti in particolari settori di attività per le provvigioni da loro corrisposte (es. articolo 74, comma 1, lettera e), articolo 74-ter, comma 8), deve essere compresa, quale Iva esigibile, nel rigo VP4 e, quale Iva detratta, nel rigo VP5.

La stessa modalità di compilazione deve essere utilizzata anche per le importazioni di materiale d’oro, prodotti semilavorati in oro e importazioni d’argento puro per le quali l’imposta non viene versata in dogana, ma assolta mediante contemporanea annotazione della bolletta doganale nei registri di cui agli articoli 23 (o 24) e dell’articolo 25 del D.P.R. 633/1972.

Nel rigo VP6 va indicata l’Iva dovuta o a credito, come differenza tra i campi VP4 e VP5.

Nel rigo VP7 va indicato l’eventuale importo a debito non versato nel periodo precedente in quanto non superiore a 25,82 euro.

Nel rigo VP8 va indicata l’Iva a credito computata in detrazione, risultante dalle liquidazioni precedenti dello stesso anno solare (senza considerare i crediti chiesti a rimborso o in compensazione mediante presentazione del modello IVA TR).

Si evidenzia che il rigo non può essere compilato dai soggetti che hanno partecipato alla liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’art. 73 per il periodo di riferimento (VP1).

Nel rigo VP9 va indicato l’ammontare del credito Iva compensabile, ai sensi del D.Lgs. 241/1997, che viene portato in detrazione nella liquidazione del periodo, risultante dalla dichiarazione annuale dell’anno precedente, al netto della quota già portata in detrazione nelle liquidazioni dei periodi precedenti dello stesso anno solare.

Nella particolare ipotesi in cui il contribuente intenda “estromettere” dalla contabilità IVA (per la compensazione tramite modello F24) una parte o l’intero ammontare del credito IVA compensabile risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, già precedentemente indicato nel rigo VP9 e non ancora utilizzato, deve compilare il rigo VP9 della presente Comunicazione riportando l’importo del credito da estromettere preceduto dal segno meno.

Nel presente rigo va indicato anche il credito chiesto a rimborso in anni precedenti per il quale l’Ufficio competente abbia formalmente negato il diritto al rimborso per la quota dello stesso utilizzata (a seguito di autorizzazione dell’Ufficio) in sede di liquidazione periodica (D.P.R. 10 novembre 1997, n. 443 e la circolare n. 134/E del 28 maggio 1998).

Si evidenzia che il rigo non può essere compilato dai soggetti che hanno partecipato alla liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’art. 73 per il periodo di riferimento (VP1).

Nel rigo VP10 va indicato l’ammontare complessivo dei versamenti relativi all’imposta dovuta per la prima cessione interna di autoveicoli in precedenza oggetto di acquisto intracomunitario.

Nel rigo VP11 va indicato l’ammontare dei particolari crediti d’imposta utilizzati nel periodo di riferimento a scomputo del versamento, esclusi quelli la cui compensazione avviene direttamente nel modello F24.

Nel rigo VP12 vanno indicati gli interessi dovuti, pari all’1%, calcolati sugli importi da versare relativamente alla liquidazione del primo, secondo e terzo trimestre per i contribuenti trimestrali.

Nel rigo VP13 va indicato l’ammontare dell’acconto dovuto, anche se non effettivamente versato.

Nel rigo VP14 va indicato in colonna 1 l’importo dell’Iva da versare, o da trasferire all’ente o società controllante nel caso di ente o società che aderisce alla liquidazione di gruppo, pari al risultato, se positivo:

(VP6, col. 1 + VP7 + VP12) – (VP6, col. 2 + VP8 + VP9 + VP10 + VP11 + VP13)

In colonna 2 va indicato l’importo dell’Iva a credito, o da trasferire all’ente o società controllante nel caso di ente o società che aderisce alla liquidazione di gruppo, pari al risultato della seguente formula se positivo:

(VP6, col. 2 + VP8 + VP9 + VP10 + VP11 + VP13) – (VP6, col. 1 + VP7 + VP12)

Tale rigo non deve essere compilato dai contribuenti trimestrali di cui all’articolo 7 del D.P.R. 542/1999 relativamente al 4° trimestre.

Casi particolari

Le cessioni e prestazioni soggette all’Iva con il meccanismo dell’inversione contabile sono operazioni attive del cedente/prestatore ed operazioni passive del cessionario/committente, il quale è però debitore della relativa imposta. In sede di compilazione del modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche, pertanto, il fornitore dovrà riportarle, soltanto per l’imponibile, nel rigo VP2, mentre il cliente dovrà riportare la corrispondente Iva a debito nel rigo VP4. Quest’ultimo, inoltre, dovrà indicare l’imponibile insieme agli altri acquisti, nel rigo VP3 e l’imposta se detraibile, nel rigo VP5.

Esoneri

Dall’obbligo in esame sono esonerati:

- I soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA annuale (ad esempio, soggetti che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti, produttori agricoli in regime speciale ex art. 34, comma 6, DPR n. 633/72);

- i soggetti non tenuti all’effettuazione delle liquidazioni IVA periodiche (ad esempio, soggetti minimi / forfetari, le ASD in regime 398/1991).

Dovrebbe essere esclusi dall’invio anche coloro che nel trimestre non hanno effettuato operazioni e non hanno, ovviamente, riporti a credito. Ma di questo si attende la conferma delle Entrate.

Sanzioni

Infine, viene previsto che l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2.000, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

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6) E’ iniziato il Forum PA 2017, tra i temi trattati il Fisco

Al via, da oggi a Roma presso “La nuvola di Fuksas”, il Forum PA 2017. Si parlerà del ruolo che le Amministrazioni Pubbliche rivestono nella costruzione di uno sviluppo economico e sociale che garantisca benessere equo e sostenibile. Tra i molti seminari in programma almeno due sono sul Fisco.

Uno è quello dedicato al nuovo processo tributario telematico: Nel corso della sessione, in programma mercoledì 24 maggio dalle ore 10.00 alle 11.30, dopo una premessa di carattere generale sulle linee essenziali del PTT, verranno descritte e utilizzate le modalità telematiche di deposito degli atti processuali, avvalendosi dell’applicativo informatico della Giustizia Tributaria, in ambiente reale. In tale sessione di lavoro saranno, altresì, delineate le principali questioni tecnico - giuridiche già affrontate dalla giurisprudenza tributaria. Altro tema sarà quello dell’innovazione digitale del Fisco, che si terrà giovedì 25 maggio dalle ore 11.45 alle ore 13.30. All’evento parteciperanno tutti i noti esponenti del Fisco, tra cui il Ministro dell’Economia, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, il Presidente e Amministratore Delegato di Sogei, l’Ad di Sose Spa, il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il Direttore della Direzione della giustizia tributaria del MEF, l’Ad di Equitalia.

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7) Disponibile il software di compilazione modello 770/2017

E’ on line la versione software: 1.0.0 del 22/05/2017. Il software 770 2017 consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta modello 770 ordinario 2017 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Pubblicato anche il software di controllo modello 770/2017

Versione software: 1.0.0 del 22/05/2017

La procedura di controllo consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Il software consente il controllo del modello 770 2017.

Pronto anche il software di compilazione scelta Otto, cinque e due per mille dell'Irpef 2017

Versione software: 1.0.0 del 22/05/2017

Il software Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef consente la compilazione della scheda relativa alla scelta dell'Otto, del cinque e del due per mille 2017 per i soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

(Agenzie delle entrate, note del 22 maggio 2017)

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8) Reintrodurre l’Imu per redditi alti: l’Ue esorta l'Italia

Ok dell'Ue alla manovra bis: "L'Italia ha rispettato le regole". Richiamo su riforme, Imu e giustizia. La Commissione chiede la reintroduzione della tassa per i redditi più alti.

Via libera alla manovra bis da parte dell'Ue: "L'Italia conferma che le misure di bilancio addizionali richieste per il 2017 sono state prese e che quindi, in questa fase, nessun passo ulteriore è giudicato necessario per rispettare la regola del debito", scrive la Commissione Ue nel pacchetto di primavera che contiene l'analisi dei conti pubblici e le raccomandazioni. Bruxelles non ritiene ci siano le condizioni nemmeno per una procedura per squilibri macroeconomici, se si applicano le riforme raccomandate.

Bruxelles incalza l'Italia perché reintroduca l'Imu per redditi alti. Per il 2018, afferma, l'Italia dovrà fare uno "sforzo di bilancio sostanzioso", e le politiche dovranno sia "rafforzare la ripresa" che assicurare la sostenibilità dei conti": lo scrive la Commissione Ue nelle raccomandazioni. Per questo chiede di "spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto".

Padoan contrario, non è buona idea cambiare Imu sulla prima casa. La raccomandazione della Commissione sull' Imu per i redditi alti "è una delle tante proposte" ma "le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea". Così il ministro dell'economia, Piercarlo Padoan, risponde - all'arrivo all'Eurogruppo a Bruxelles - ai giornalisti che chiedono un commento sulla raccomandazione dell'esecutivo Ue. Il Ministro spiega inoltre che dalle raccomandazioni della Commissione europea per l'Italia e gli altri paesi "mi sembra che emerga un quadro positivo". "Le riforme si continuano a fare - aggiunge - Bisogna implementarle e bisogna farne di altre. Siamo assolutamente d'accordo: la crescita ancora non ci soddisfa ma migliora. Poi, soprattutto, bisogna tenere la politica di bilancio in una strada stretta tra consolidamento e sostegno alla crescita.

(Ansa, nota del 22 maggio 2017)

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9) Commercialisti, il 24 a Roma segretari in Assemblea per importanti temi professionali da trattare

L’incontro si svolgerà presso il centro congressi “Roma Eventi – Fontana di Trevi” in piazza della Pilotta sui principali adempimenti a carico degli Ordini territoriali di categoria

Si svolgerà a Roma, il prossimo mercoledì 24 maggio, l’Assemblea dei segretari dei dottori commercialisti e degli esperti contabili presso il centro congressi “Roma Eventi - Fontana di Trevi” in piazza della Pilotta.

Nel corso dell’incontro (ore 10-18) verranno illustrati i tanti temi che riguardano da vicino le attività quotidiane degli Ordini territoriali di categoria i quali, da alcuni anni a questa parte, sono interessati da diverse novità normative che incidono profondamente sulla loro attività e sui loro adempimenti. Si partirà con le iniziative del Consiglio nazionale a favore degli Ordini territoriali e con l’attività di vigilanza sul regolare funzionamento degli stessi Ordini, oltre agli obiettivi indicati nel Piano delle performance. Verrà poi affrontato il tema dell’amministrazione digitale attraverso i servizi che il CNDCEC offre agli iscritti (Pago PA e il software Albo unico).

All’ordine del giorno anche gli adempimenti degli Ordini in materia di anticorruzione e trasparenza. In questo caso, si parlerà di obblighi di pubblicazione, adeguamento del piano triennale per la prevenzione della corruzione, individuazione delle aree e dei processi a rischio, procedure di acquisto e selezione del personale.

Si proseguirà trattando sia la tenuta dell’Albo e i controlli degli Ordini territoriali (gli accertamenti d’ufficio delle autocertificazioni), sia i nuovi adempimenti in materia di equipollenza tra la formazione professionale degli iscritti all’Albo dei commercialisti e quella per gli iscritti nel Registro dei revisori. Altre problematiche operative interessano il Regolamento della formazione professionale continua come l’utilizzo della piattaforma informatica e il rapporto tra Ordini e soggetti autorizzati.

Per quanto riguarda, invece, il tirocinio professionale verranno affrontati i problemi connessi al tirocinio in convenzione e ai corsi formativi sostitutivi. Infine, in tema di Consigli e Collegi di disciplina, verrà esaminata l’applicabilità del Codice delle sanzioni ai procedimenti disciplinari in corso al 1° gennaio 2017.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, comunicato del 22 maggio 2017)

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10) Entrate tributarie: da ieri é più facile consultare i dati sulle entrate

E’ in linea la nuova applicazione delle entrate tributarie, arricchita di contenuti e di funzionalità, che faciliterà l’analisi dei flussi relativi al gettito delle entrate tributarie. Saranno, infatti, disponibili, oltre l’andamento mensile delle entrate F24, anche i dati georeferenziati che consentiranno l’analisi dei dati territoriali al momento riferiti all’IMU.

I grafici dinamici e interattivi sono stati potenziati e ulteriormente sviluppati per consentire a tutti i soggetti interessati un migliore utilizzo e un aggiornamento continuo dei dati mensili e annuali.

La nuova applicazione sarà presentata domani 23 maggio al Forum PA 2017 nel seminario “Open data- Big data” che si svolgerà dalle ore 15.00 presso lo stand dedicato al MEF.

(Ministero dell’Economia e finanze, comunicato del 22 maggio 2017)

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11) MEF, OCSE e Banca Mondiale lanciano la nuova versione del sito del Network per la Gestione del debito pubblico

Roma, 22 maggio 2017 - Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e la Banca Mondiale annunciano il lancio della nuova versione del sito del ‘Network per la Gestione del Debito Pubblico’ (PDM Network), all’indirizzo www.publicdebtnet.org.

Il PDM Network è un’iniziativa congiunta OCSE – Dipartimento del Tesoro Italiano - Banca Mondiale, finalizzata alla condivisione di conoscenze ed informazioni sulla gestione del debito pubblico. L’iniziativa ha l’obiettivo di incoraggiare e favorire in modo organizzato e costante la diffusione – sia nei Paesi avanzati che in quelli meno avanzati - di informazioni su tutti gli aspetti legati alla gestione del debito sovrano. Il MEF è l’unico Ministero coinvolto insieme con le due prestigiose Istituzioni multilaterali nell’implementazione di questa iniziativa unica, a riprova del riconoscimento internazionale dell’esperienza nella gestione del debito pubblico e nella innovazione dei relativi processi di cui l’Italia gode in questo ambito.

Il PDM Network promuove altresì il dialogo internazionale tra i gestori del debito e le altre istituzioni, nonché tra gli accademici, gli esperti ed il pubblico più in generale. Il sito web del PDM Network mira a rappresentare quindi un’utile fonte per l’analisi delle tematiche di maggiore rilevanza circa l’evoluzione dei mercati dei titoli pubblici e le strategie di gestione del debito sovrano, con un’attenzione costante alle buone pratiche codificate a livello internazionale.

(Ministero dell’Economia e finanze, comunicato del 22 maggio 2017)

Vincenzo D’Andò