Diario quotidiano del 2 maggio 2017 – Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

Pubblicato il 2 maggio 2017



1) Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: chiarimenti nella nuova circolare delle Entrate
2) Verifiche fiscali senza tempi
3) CNDCEC: software per trasmissione liquidazioni periodiche IVA
4) La Cassa di previdenza pretende il versamento dei contributi anche dal professionista cancellato
5) Contrasto all’evasione internazionale: parte il progetto “Fostering tax transparency”
6) Assistenza del Fisco “on the road” sulla precompilata
7) Attività di accertamento: circolare Entrate su come ridurre in dichiarazione le perdite utilizzate
8) Welfare: interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici
9) “Prelevometro”: lavoratori autonomi doppiamente tutelati
10) Anche i trust “opachi” vanno assoggettati a tassazione
diario-quotidiano-articoli-71) Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: chiarimenti nella circolare delle Entrate 2) Verifiche fiscali senza tempi 3) CNDCEC: software per trasmissione liquidazioni periodiche IVA 4) La Cassa di previdenza pretende il versamento dei contributi anche dal professionista cancellato 5) Contrasto all’evasione internazionale: parte il progetto “Fostering tax transparency” 6) Assistenza del Fisco “on the road” sulla precompilata 7) Attività di accertamento: circolare Entrate su come ridurre in dichiarazione le perdite utilizzate 8) Welfare: interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici 9) “Prelevometro”: lavoratori autonomi doppiamente tutelati 10) Anche i trust “opachi” vanno assoggettati a tassazione *****

1) Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: chiarimenti nella circolare delle Entrate

Pubblicata la circolare n. 14/E del 27 aprile 2017 sulla ennesima opportunità della rivalutazione.

I chiarimenti in una circolare delle Entrate: Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni

La circolare è stata accompagnata dal comunicato n. 98 del 27 aprile 2017, con cui la stessa Agenzia delle entrate ha offerto la sintesi dei contenuti.

La rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni per i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto relativo all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015. Dunque, l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito alla disciplina della rivalutazione dei beni d’impresa (ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa) e delle partecipazioni per i soggetti non Ias/Ifrs.

La legge di bilancio ha reintrodotto questa disciplina con alcune novità che riguardano il bilancio in cui individuare i beni rivalutabili, ossia quello relativo all’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2015 e il bilancio in cui deve essere eseguita la rivalutazione, ossia il bilancio relativo all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Chi può procedere alla rivalutazione

I soggetti che possono effettuare la rivalutazione sono quelli che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio di esercizio. Sono ammesse alla rivalutazione anche le società in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate, le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata. Sono inclusi, inoltre, i soggetti in contabilità ordinaria e quelli che fruiscono di regimi semplificati di contabilità.

Su quali beni si applica la rivalutazione

Possono formare oggetto di rivalutazione i beni d’impresa, con esclusione degli immobili alla cui produzione e al cui scambio è diretta l’attività di impresa e anche le partecipazioni in società controllate e collegate. Rientrano anche i beni completamente ammortizzati e le immobilizzazioni in corso risultanti dall’attivo dello stato patrimoniale del bilancio relativo all’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2015. Per poter effettuare la rivalutazione è necessario che i beni e le partecipazioni siano iscritti sia nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2015 sia nel bilancio relativo all’esercizio successivo.

L’affrancamento del saldo attivo e il riallineamento

Contemporaneamente alla rivalutazione, è possibile effettuare l’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione tramite il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e di eventuali addizionali nella misura del 10%. L’affrancamento non produce effetti sul differimento del riconoscimento fiscale del maggior valore iscritto in bilancio sui beni in conseguenza della rivalutazione. Con il riallineamento è possibile, invece, adeguare i valori fiscali ai maggiori valori dei beni relativi all’impresa che risultano iscritti nel bilancio relativo all’esercizio chiuso entro il 31 dicembre 2015. La disciplina del riallineamento può essere utilizzata anche congiuntamente alla rivalutazione del bene; con il riallineamento si ottiene il riconoscimento fiscale del maggior valore del bene risultante dal bilancio, mentre, con la rivalutazione, si realizza l’ulteriore incremento di questo valore con effetti sia civili che fiscali. La legge di bilancio ha esteso anche ai soggetti che utilizzano i principi contabili internazionali la disciplina del riallineamento dei valori; questi soggetti possono riallineare le differenze di valori esistenti sulle partecipazioni in società ed enti, che costituiscono immobilizzazioni finanziarie. Inoltre, il disallineamento tra i valori fiscali e contabili, emergenti nel bilancio in corso al 31 dicembre 2015, può derivare anche dall’adozione del criterio del fair value, nell’ipotesi in cui lo stesso ha determinato l’iscrizione di un maggior valore contabile rispetto a quello fiscale.

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2) Verifiche fiscali senza tempi

Accertamento fiscale sempre valido anche se ha superato i termini di tolleranza. La giurisprudenza di legittimità sposa la tesi delle Entrate.

L’ispezione del fisco in azienda può prolungarsi anche oltre i termini, trenta o sessanta giorni a seconda dei casi. L’accertamento è comunque valido e il contribuente ha una sola chance per far valere le irregolarità eventualmente riscontrate, rivolgersi al Garante. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 10481 del 27 aprile 2017, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. In particolare gli Ermellini, ribaltando il verdetto reso dalla Ctr di Venezia, hanno precisato che «in tema di verifiche tributarie, il termine di permanenza degli operatori civili o militari dell’Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente è meramente ordinatorio, in quanto nessuna disposizione lo dichiara perentorio, o stabilisce la nullità degli atti compiuti dopo il suo decorso, ne’ la nullità di tali atti può ricavarsi dalla «ratio» delle disposizioni in materia, apparendo sproporzionata la sanzione del venir meno del potere accertativo fiscale a fronte del disagio arrecato al contribuente dalla più lunga permanenza degli agenti dell’Amministrazione».

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3) CNDCEC: software per trasmissione liquidazioni periodiche IVA

E’ arrivato, il 27 aprile 2017 anche dal Cndcec, il grido di allarme per il costo, di mille euro annui, che potrebbe gravare sugli studi professionali riguardante il software specifico per la trasmissione telematica delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Salvo proroghe, la trasmissione telematica relativa al primo trimestre deve essere effettuata entro il 31 maggio 2017.

La categoria dei commercialisti, fa presente Miani, è in costante insoddisfazione e chiede che, per rendere meno gravoso l’adempimento, “si tenti di uniformare le modalità di trasmissione telematica di questi modelli a quelle tradizionalmente in uso per gli altri adempimenti dichiarativi”.

La preoccupazione è data dalla firma e soprattutto dall’invio telematico dei modelli, in considerazione del fatto che “la trasmissione seguirà una strada del tutto nuova, non essendo utilizzabile per questo adempimento il tradizionale servizio Entratel”.

Più in particolare, sulla manovra correttiva emanata dal governo (D.L. n. 50/2017) è sceso in campo il Consiglio nazionale dei commercialisti. A tal fime, sta per essere predisposto un documento che sarà presentato nelle sedi parlamentari in cui si elencano le criticità presenti nel testo appena reso noto.

Le critiche maggiori sono incentrate sullo split payment la cui applicazione anche ai professionisti comporta seri problemi di liquidità per le categorie. Ma anche la norma che dispone la riduzione del termine per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva non è molto gradita: sarebbe necessario almeno permettere per l’esercizio del diritto alla detrazione un regime transitorio.

Infine, in relazione alla rottamazione delle liti pendenti viene auspicato l’estensione della procedura agevolata alle cause in cui è parte l’agente della riscossione e a quelle relative ai tributi locali.

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4) La Cassa di previdenza pretende il versamento dei contributi anche dal professionista cancellato

Non si sfugge dal versamento dei contributi previdenziali nei confronti della Cassa di appartenenza. A tal fine, non serve risultare cancellato all’Ordine professionale di appartenenza.

In particolare, secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 10437 del 27 aprile 2017, l’avvocato cancellato dall’Albo, versa contributi alla Cassa se continua a praticare, difatti, é tenuto a versare i contributi alla Cassa forense l’avvocato che, pur cancellato dall'Albo, continui ad esercitare l’attività professionale.

La Corte Suprema ha respinto il ricorso di un avvocato avverso la cartella notificatagli nell'interesse della Cassa forense, con cui gli era stato chiesto il pagamento dei contributi conseguenti all'esercizio di attività professionale in favore di una S.p.A, svolta nel periodo successivo alla sua cancellazione dall’Albo.

E’ stato dimostrato come non sussistesse alcun rapporto di collaborazione coordinata e continuativa con la predetta società (come invece sostenuto dal legale). Ciò, stante in particolar modo la mancanza di un compenso fisso e la determinazione dello stesso secondo i canoni delle tariffe professionali; comprensivo cioè di voci quali onorari, diritti, indennità, spese generali, contributo integrativo.

Infine, è risultante determinate l’ulteriore circostanza che, a fronte del pagamento dei compensi, le fatture risultavano essere state rilasciate dallo studio legale (sotto forma di società di professionisti) di cui l’avvocato ricorrente era socio.

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5) Contrasto all’evasione internazionale: parte il progetto “Fostering tax transparency”

Al via il progetto “Fostering tax transparency in Albania” per lo scambio automatico di informazioni: l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo insieme nel contrasto all’evasione internazionale.

La convenzione firmata il 28 aprile 2017 da Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, e Laura Frigenti, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo rappresenta l’avvio di una collaborazione istituzionale tra le due agenzie a favore dei

Paesi in via di sviluppo, nello spirito delle linee di intervento promosse dall’Onu per uno sviluppo mondiale sostenibile.

L’Italia fornirà così assistenza tecnica al governo albanese attraverso un progetto per lo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali, nel quadro dell’implementazione del Common Reporting Standard (Crs). La firma della convenzione rende operativo il progetto “Fostering tax transparency in Albania”, grazie al quale l’amministrazione fiscale albanese potrà beneficiare di supporto specialistico per gli aspetti giuridici, fiscali, informatici e per la protezione dei dati personali relativi all’implementazione dello Standard Globale Ocse sullo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali.

Il progetto pilota, finanziato dall’Aics nell’ambito delle attività di cooperazione a

favore dei Paesi in via di sviluppo, prevede il coinvolgimento diretto dell’Agenzia delle Entrate, che sarà impegnata con suoi funzionari sia in attività di consulenza giuridica in Albania, sia in attività di formazione teorico-pratica presso le sedi dell’Agenzia delle Entrate in Italia. L’obiettivo è attuare un efficace trasferimento delle competenze e la loro tempestiva applicazione in Albania. In particolare, nel quadro generale di implementazione del Crs, il progetto, che durerà 3 anni, consentirà di sostenere le istituzioni albanesi nelle varie fasi di implementazione del progetto.

Il contrasto all’evasione internazionale passa infatti per lo scambio automatico di informazioni – L’iniziativa risponde agli impegni presi dall’Italia nel settimo incontro del “Global Forum per la trasparenza e lo scambio di informazioni”, promosso in ambito Ocse (Berlino 2014). In occasione dell’incontro, infatti, oltre cinquanta Paesi, tra cui l’Italia e l’Albania avevano sottoscritto un accordo per favorire lo scambio automatico di informazioni finanziarie attraverso il Common Reporting Standard e i rappresentanti del gruppo G5 avevano manifestato la volontà di assistere i Paesi in via di sviluppo, come l’Albania, nell’applicazione delle riforme necessarie all’implementazione.

La convenzione firmata adesso rappresenta dunque l’avvio di una collaborazione

istituzionale tra l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo a favore dei Paesi partner, nello spirito delle linee di intervento promosse dall’Onu per uno sviluppo mondiale sostenibile e dall’Addis Tax Initiave, a cui il Governo italiano ha aderito nel luglio del 2015.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 99 del 28 aprile 2017)

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6) Assistenza del Fisco “on the road” sulla precompilata

Il Fisco mette le ruote… per la tua precompilata”. Il camper-ufficio delle Entrate compie 10 anni e riparte per la stagione dichiarativa 2017.

Il camper dell’Agenzia delle Entrate scalda il motore. Inizia mercoledì prossimo, 3 maggio, la stagione 2017 di Il Fisco mette le ruote, la campagna che vede un ufficio mobile dell’Agenzia fare sosta nelle piazze delle principali città italiane per fornire informazioni e assistenza ai cittadini sulla dichiarazione precompilata. Il tour, giunto alla sua decima edizione, inizierà il suo viaggio a Pescara, per poi spostarsi in Molise e toccare via via tutte le regioni italiane fino all’ultima tappa, prevista in Sardegna il prossimo 21 luglio. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e l’Ente Nazionale Sordi, alcune tappe ospiteranno un interprete per dare supporto ai contribuenti con problemi uditivi.

Assistenza “on the road” sulla precompilata, ma non solo

Presso il camper, i cittadini troveranno un autentico sportello mobile a cui rivolgersi sia per avere informazioni sia per richiedere alcuni servizi. Come di consueto, in primo piano la dichiarazione precompilata: sarà infatti possibile ottenere assistenza, ma anche richiedere il codice Pin per autenticarsi a Fisconline e consultare online il proprio modello. I funzionari dell’Agenzia saranno a disposizione per aiutare i contribuenti in tempo reale ad accedere nella piattaforma e navigare all’interno della propria dichiarazione. L’ufficio mobile fornirà, inoltre, i servizi abitualmente erogati presso i front-office: dalla consultazione delle quotazioni immobiliari al rilascio di codici fiscali, partite iva, visure catastali e ispezioni ipotecarie; dalla richiesta di duplicati della tessera sanitaria alla registrazione dei contratti di locazione. Infine, sarà possibile chiedere chiarimenti su comunicazioni di irregolarità e iscrizioni a ruolo e ottenere informazioni su canone tv, successioni e donazioni.

Il tour del camper tappa per tappa

Il camper sarà in viaggio fino al prossimo 21 luglio e toccherà tutte le regioni italiane.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 100 del 28 aprile 2017)

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7) Attività di accertamento: circolare Entrate su come ridurre in dichiarazione le perdite utilizzate

Scomputo delle perdite nell’ambito dell’attività di accertamento - Riduzione in dichiarazione delle perdite utilizzate. Sul tema l’Agenzia delle entrate ha dedicato la circolare n. 15/E del 28 aprile 2017, composta da 37 pagine.

Al contempo, la medesima Agenzia ha diffuso il comunicato n. 101 del 28 aprile 2017 che ne illustra, in sintesi, i relativi contenuti.

Scomputo delle perdite in caso di accertamento e adesione. In una circolare i chiarimenti delle Entrate

Pronte le nuove indicazioni operative per lo scomputo delle perdite nei procedimenti di accertamento sia ordinario sia in adesione. Con la circolare n. 15/E/2017 le Entrate forniscono chiarimenti ai contribuenti, per i quali le perdite concorrono a formare il reddito, destinatari di un atto di accertamento, affrontando nel dettaglio le differenze tra lo scomputo automatico, operato dall’ufficio, previsto per le perdite di periodo rispetto a quello richiesto dal contribuente con il modello Ipea in relazione alle perdite pregresse.

Come funziona lo scomputo delle perdite richieste con il modello Ipea

Il contribuente può richiedere che siano computate in diminuzione le perdite pregresse presentando l’Ipea, esclusivamente in via telematica, a seguito della notifica dell’avviso di accertamento oppure in caso di accertamento con adesione, avviato sia prima che dopo la notifica dell’avviso. Non possono essere computate le perdite realizzate nei periodi d’imposta successivi a quello oggetto della rettifica. Inoltre, la circolare chiarisce che non sussiste alcun vincolo di priorità nella scelta delle perdite da utilizzare in compensazione. Pertanto, qualora il contribuente possieda perdite utilizzabili sia in misura limitata sia in misura piena, lo stesso può liberamente individuare quali richiedere in diminuzione dai maggiori imponibili.

Per i soggetti aderenti al consolidato al modello Ipec si aggiunge il modello Ipea

Resta ferma la possibilità per la consolidante di presentare il modello Ipec per chiedere in diminuzione dei maggiori imponibili accertati con l’atto unico sia le perdite di periodo sia le perdite pregresse del consolidato che, in costanza di regime, sono nella propria esclusiva disponibilità. L’Agenzia sottolinea come, in determinate ipotesi, le perdite proprie dei soggetti aderenti al consolidato possano essere richieste con il modello Ipea.

Ad esempio, le perdite riattribuite in ipotesi di interruzione della fiscal unit, non più nella disponibilità del consolidato, possono essere richieste utilizzando il modello Ipea.

Argomenti trattati

Ecco di seguito gli argomenti che vengono analizzati nella suddetta circolare:

- Lo scomputo automatico delle perdite di periodo

- Lo scomputo delle perdite richieste con il Modello IPEA

- Le perdite oggetto dell’istanza

- La presentazione dell’IPEA

- Il modello per l’istanza

- Il riscontro delle perdite utilizzabili e l’indisponibilità delle perdite richieste 11

- La presentazione del Modello IPEA e gli adempimenti degli uffici

- Il procedimento a seguito di notifica dell’avviso di accertamento

- Il procedimento di adesione a seguito della notifica dell’avviso di accertamento

- Il procedimento di adesione anteriore alla notifica dell’avviso di accertamento

- Lo scomputo delle perdite richieste dai soggetti aderenti al consolidato

- Le perdite richieste con il Modello IPEC

- Le perdite richieste con il Modello IPEA

- Le perdite anteriori al regime di tassazione di gruppo

- Le perdite riattribuite a seguito di interruzione o revoca dell’opzione per il consolidato

- Le perdite in relazione alla rettifica del Modello CNM

- La riduzione delle perdite

- Riduzione delle perdite di periodo conseguente allo scomputo “automatico”

- Perdite scomputate in “automatico” già utilizzate dal contribuente

- Perdite scomputate in “automatico” non utilizzate dal contribuente

- Riduzione delle perdite conseguente allo scomputo da Modello IPEA e da Modello IPEC

- Esempi sullo scomputo delle perdite.

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8) Welfare: interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici

Interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dal 24 agosto 2016.

La Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 9 del 28 aprile 2017, con la quale fornisce le indicazioni operative riguardo la prosecuzione delle misure di sostegno al reddito, per il 2017, in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dal 24 agosto 2016.

L’ art. 12 del D.L 9 febbraio 2017 n. 8, convertito dalla legge n. 45 del 07/04/2017, ha previsto che la Convenzione stipulata il 23 gennaio 2017 tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze e i Presidenti delle Regioni continui ad operare nel 2017, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

La norma non introduce alcun limite temporale e, quindi, l’indennità può essere concessa, nell’anno 2017, anche per un periodo superiore ai quattro mesi, nel rispetto delle disponibilità finanziarie previste dal D.L. n. 189 del 17 ottobre 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, e secondo la ripartizione tra le singole Regioni definita appunto dalla Convenzione del 23 gennaio 2017.

Inoltre, al fine di evitare ingiustificate disparità di trattamento tra i soggetti beneficiari dell’indennità collegata agli eventi sismici del 2016, rispetto ai soggetti che abbiano subito danni a seguito di eventi sismici verificatisi nel 2017, è consentita la concessione del beneficio ai lavoratori colpiti dagli eventi sismici del 2016 anche superando il limite temporale del 31 dicembre 2016, sempre nel rispetto delle disponibilità finanziarie previste.

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9) “Prelevometro”: lavoratori autonomi doppiamente tutelati

Sentenza del giudice di merito sull’illegittimità del “prelevometro” per i lavoratori autonomi.

La presunzione di cui all’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973 - secondo cui sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari vanno imputati ai ricavi se il contribuente non ne dimostra l’inclusione nella base imponibile oppure l’estraneità alla produzione del reddito - si riferisce ai soli imprenditori e non anche ai lavoratori autonomi. In questo modo si sono espressi i giudici anconetani facendo leva sulla pronuncia n. 228/2014 della Corte Costituzionale che ha cancellato l'equiparazione dell'attività di lavoro autonomo a quella d’impresa per quanto riguarda la presunzione relativa all’assoggettabilità a tassazione delle somme prelevate dal conto corrente. Inoltre, la successiva giurisprudenza della Corte di Cassazione ha avuto modo di affermare a più riprese la non riferibilità della presunzione di cui all’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973 non solo ai prelievi ma anche ai versamenti effettuati dai lavoratori autonomi (sentt. nn. 12779/2016 e 16440/2016).

(Comm. Trib. Reg. per le Marche, sentenza n. 192/6 del 22/03/2017)

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10) Anche i trust “opachi” vanno assoggettati a tassazione

Sussistenza del presupposto impositivo anche per i trust “opachi”: Il disponente di un trust costituito per scopi caritatevoli e filantropici è tenuto al pagamento dell'imposta sulla costituzione di vincoli di destinazione sui beni immobili trasferiti al trust.

La CTR Lazio ha ritenuto sussistente il presupposto impositivo anche per i trust con beneficiari non individuati (c.d. opachi) poiché, indipendentemente dal successivo trasferimento ai beneficiari finali, la “fuoriuscita” dei beni dal patrimonio del disponente si verifica da subito e deve essere assoggettato a tassazione.

I giudici romani, in linea con il recente orientamento espresso dalla Suprema Corte con la sentenza n. 4482 del 2016, hanno precisato che l’imposta sui vincoli di destinazione è una “nuova imposta” e tale affermazione, sotto il profilo impositivo, svincola la fattispecie dal precetto della mancanza di solidarietà, proprio delle imposte di successione e donazione, e la coniuga con il precetto proprio della tassazione degli atti, contenuto nell’art. 57, co. l del D.P.R. 131/86.

(Comm. Trib. Reg. per il Lazio, sentenza n. 1478/1 del 21/03/2017)

Vincenzo D’Andò