Visto di conformità su dichiarativi fiscali: occorre integrare subito la polizza assicurativa – Diario quotidiano del 15 maggio 2017

Pubblicato il 15 maggio 2017

1) Visto di conformità su dichiarativi fiscali: occorre integrare subito la polizza assicurativa
2) Termini di detrazione Iva allungabili con il ravvedimento operoso
3) Modello Redditi 2017: Detrazione per spese sportive dei ragazzi ancora ferma soltanto a € 210 a figlio
4) Elenchi provvisori del 5 per mille 2017: oltre 56mila le richieste
5) Riforma disciplina sanzionatoria del sistema dell’inversione contabile: ecco tutti i chiarimenti sul D.Lgs. 158/2015
6) Antiriciclaggio: avvocati, commercialisti e notai, dalle camere indicazioni positive sulle sanzioni
7) Rappresentazione in bilancio di fusioni di società operative con altre non operative
8) Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali
9) Tuir: detrazione sulle liberalità fatte alle associazioni di spettacolo
10) Comunicazioni per promuovere l’adempimento spontaneo su più categorie reddituali: provvedimento Entrate ne definisce le modalità
11) Anche per le altre prestazioni, le farmacie possono emettere lo scontrino parlante
diario-quotidiano-articoli-91) Visto di conformità su dichiarativi fiscali: occorre integrare subito la polizza assicurativa 2) Termini di detrazione Iva allungabili con il ravvedimento operoso 3) Modello Redditi 2017: Detrazione per spese sportive dei ragazzi ancora ferma soltanto a € 210 a figlio 4) Elenchi provvisori del 5 per mille 2017: oltre 56mila le richieste 5) Riforma disciplina sanzionatoria del sistema dell’inversione contabile: ecco tutti i chiarimenti sul D.Lgs. 158/2015 6) Antiriciclaggio: avvocati, commercialisti e notai, dalle camere indicazioni positive sulle sanzioni 7) Rappresentazione in bilancio di fusioni di società operative con altre non operative 8) Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali 9) Tuir: detrazione sulle liberalità fatte alle associazioni di spettacaolo 10) Comunicazioni per promuovere l’adempimento spontaneo su più categorie reddituali: provvedimento Entrate ne definisce le modalità 11) Anche per le altre prestazioni, le farmacie possono emettere lo scontrino parlante ****

1) Visto di conformità su dichiarativi fiscali: occorre integrare subito la polizza assicurativa

Visto di conformità: dalle Entrate arriva la richiesta di aggiornare subito le polizze.

L’agenzia delle Entrate, Direzione regionale Lombardia sul visto di conformità non perde tempo. In questi giorni, via Pec , sta chiedendo ai professionisti di integrare la loro assicurazione se intendono continuare ad essere abilitati al rilascio del visto di conformità. L’integrazione va effettuata entro 30 giorni altrimenti si procederà alla cancellazione dall’elenco informatizzato dei professionisti abilitati.

Visto di conformità e professionisti abilitati

Per i professionisti:

Per svolgere l'attività di assistenza fiscale, con l'apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali, i professionisti devono presentare una comunicazione alla Direzione regionale competente in base al proprio domicilio fiscale.

La comunicazione deve contenere:

- i dati anagrafici, i requisiti professionali, il codice fiscale e la partita Iva;

- il domicilio e gli altri luoghi dove viene esercitata l'attività professionale (se il professionista esercita nell'ambito di un'associazione professionale, deve indicare anche i dati dello studio associato, cioè denominazione, codice fiscale e sede) ;

- la denominazione o la ragione sociale e i dati anagrafici dei soci e dei componenti il consiglio di amministrazione o del collegio sindacale;

- la denominazione o la ragione sociale delle società di servizi delle quali il professionista intende avvalersi per lo svolgimento dell'attività di assistenza fiscale, con l'indicazione delle specifiche attività da affidare alle stesse.

Alla comunicazione va allegata:

- copia della polizza assicurativa (avere un massimale non inferiore alla soglia di 3.000.000 di euro) ;

- dichiarazione di assenza di provvedimenti di sospensione dell'ordine professionale di appartenenza;

- dichiarazione di sussistenza di specifici requisiti, ad es. non avere condanne e procedimenti penali pendenti per reati finanziari (compresi i reati tributari); non aver commesso violazioni gravi e ripetute alle norme in materia contributiva e tributaria; non aver fatto parte di società per le quali sono stati emessi provvedimenti di revoca nei cinque anni precedenti (per l'elenco completo consultare la circolare n. 28/E ) ;

- copia del documento di identità (per le dichiarazioni, rese come sostitutive di certificazioni e di atto notorio).

Eventuali variazioni dei dati, degli elementi e degli altri atti indicati, devono essere comunicati entro 30 giorni dalla data in cui si verificano.

Nella sezione Modelli sono disponibili i fac-simile della comunicazione e della dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Per i contribuenti:

Selezionando l'opzione “professionisti abilitati”, è possibile conoscere i nominativi dei professionisti abilitati all'apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali.

Per esercitare tale facoltà, i professionisti hanno presentato, alle Direzioni Regionali, l'apposita comunicazione prevista dalla norma.

Per mantenere l’iscrizione nell’elenco, i requisiti posseduti in origine devono perdurare nel tempo: a ogni scadenza della copertura assicurativa il professionista deve attestare, mediante autocertificazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR. n. 445/2000, la permanenza dei requisiti soggettivi comunicati in precedenza e trasmetterli via PEC alla Direzione Regionale competente.

Poiché la garanzia deve assicurare la continuità, il professionista è tenuto a verificare che la data di validità del rinnovo o la stipula del nuova polizza assicurativa coincidano con il giorno di scadenza del contratto precedente.

In caso di discontinuità della copertura assicurativa, il professionista dovrà richiedere nuova autorizzazione alla Direzione Regionale competente, ripresentando una nuova comunicazione e la documentazione richiesta.

Qualora il professionista ometta di trasmettere la documentazione entro 30 giorni dalla scadenza della polizza, la Direzione Regionale provvederà alla cancellazione del nominativo dall’elenco dei soggetti abilitati per rinuncia all’iscrizione e di conseguenza il professionista non sarà più legittimato ad apporre il visto di conformità.

Soggetti abilitabili

Oltre ai responsabili assistenza fiscale dei CAF, ai sensi dell’art. 35, comma 3, D.lgs. n. 241 del 09/07/1997, sono soggetti legittimati all’apposizione del visto di conformità:

- gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;

- gli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro;

- gli iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria (questi soggetti non sono legittimati ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni modello 730).

Tali soggetti inoltre devono soddisfare anche le seguenti condizioni:

- essere iscritti nell’elenco dei soggetti abilitati tenuto dalle competenti Direzioni regionali;

- essere in possesso della necessaria abilitazione alla trasmissione telematica (Entratel).

Visto di conformità

Il visto leggero o di conformità (D.lgs. n. 241 del 09/07/1997) costituisce uno dei livelli dell’attività di controllo attribuito dal legislatore a soggetti estranei all’amministrazione finanziaria sulla corretta applicazione delle norme tributarie.

L’apposizione del visto di conformità è obbligatoria per:

- la presentazione delle dichiarazioni “modello 730”;

- la compensazione dei crediti, relativi a IVA, imposte dirette, IRAP e ritenute di importo superiore a 5.000 euro annui;

- la presentazione delle istanze di rimborsi dei crediti IVA, annuale e trimestrale, di ammontare superiore a 30.000 euro.

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2) Termini di detrazione Iva allungabili con il ravvedimento operoso

Alla luce delle recenti novità normative, ora il ravvedimento operoso potrebbe allungare i termini per la detrazione Iva. A tal fine, come rilevato da recente autorevole dottrina, le nuove regole sulla detrazione Iva vanno coordinate con la disciplina relativa al ravvedimento operoso e all’accertamento.

Il diritto alla detrazione, in particolare, non può essere limitato ai quattro mesi successivi all’anno in cui l’imposta diviene esigibile nel caso si proceda al ravvedimento operoso per mancata emissione e registrazione (e al conseguente omesso versamento Iva) nel predetto termine della cosiddetta “autofattura spia”: Questi gli effetti del Dl 50/2017 così come interpretato alla luce della sentenza della Corte di cassazione n. 10646 del 3 agosto 2001.

In base alla nuova formulazione dell’articolo 19, comma 1, del Dpr 633/1972, introdotta dall’articolo 2, comma 1, del Dl 50/2017, il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

L’obbligo di emissione della fattura ricade generalmente sul cedente il bene o la prestazione di servizi, che può eventualmente delegare, sotto la propria responsabilità, terzi allo scopo. Tuttavia, in caso di inadempimento da parte del cedente o del prestatore, le conseguenze non ricadono solamente nei loro confronti, quali soggetti primariamente obbligati, ma anche nei confronti del cessionario (o committente) che, qualora non abbia ricevuto la fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, deve provvedere, entro il trentesimo giorno successivo, a presentare all’Ufficio competente un’autofattura in duplice esemplare e la ricevuta di pagamento dell’imposta relativa all’operazione regolarizzata.

Il cessionario (o committente) che non provveda alla regolarizzazione, può comunque sanare la violazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso entro i termini previsti per l’accertamento (si veda la risoluzione 113/2000 delle Entrate).

La sentenza della Corte di cassazione n. 10646/2001 ha confermato che l’irrogazione della sanzione amministrativa relativa all’omessa “autofattura spia” non risulta precludere la possibilità di poter validamente fruire della detrazione dell’imposta risultante dalla fattura ricevuta tardivamente o non ricevuta.

In tale ipotesi infatti, «ove non si dubiti dell’esistenza dell’operazione e della veridicità delle fatture», il ritardo nell’emissione e nella registrazione della autofattura rispetto al termine concesso per la regolarizzazione comporta l’applicazione della correlata sanzione “ravvedibile”, ma dovrebbe comunque riconoscersi la detraibilità dell’Iva tardivamente versata, sempre che il contribuente provveda a detrarre l’imposta con la prima dichiarazione utile (curiosamente la Corte di cassazione ha individuato convenzionalmente un termine non previsto dalla allora vigente normativa in tema di detrazione).

Quest’ultimo termine dovrebbe applicarsi anche nel caso in cui sia il cedente a procedere al ravvedimento della tardiva fatturazione e registrazione (oltre al ritardato pagamento), addebitando l’imposta in rivalsa al proprio cessionario; in tal caso la tardiva fatturazione dell’operazione non priva il cedente del diritto di rivalsa con la conseguente detraibilità dell’imposta in capo al cessionario.

Va infine evidenziato come il termine per l’esercizio del diritto di detrazione introdotto dal nuovo articolo 19 risulta anche disallineato (inspiegabilmente) rispetto a quello previsto nel caso in cui il contribuente abbia diritto di rivalersi dell’imposta relativa ad avvisi di accertamento: in tal caso infatti il cessionario può ancora esercitare il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l’imposta o la maggiore imposta addebitata in via di rivalsa e alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione (si veda l’articolo 60, comma 7, del Dpr 633/1972).

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3) Modello Redditi 2017: Detrazione per spese sportive dei ragazzi ancora ferma soltanto a € 210 a figlio

In un paese dove viene incentivata, o si tenta, l’attività sportiva dei ragazzi, il limite di detrazione delle spese sportive rimane ancora limitato ad una somma annuale quasi ridicola che per tutto quello che viene pagato alle varie palestre per i propri bambini.

A tal fine, comunque, si riepiloga l’attuale situazione.

Modello Redditi 2017 (periodo d’imposta 2016): Ecco come detrarre le spese per lo sport dei ragazzi

Le attività sportive praticate dai ragazzi sono detraibili nella dichiarazione dei redditi 730/2017 : cosa fare per fruire della detrazione

Le attività sportive praticate dai ragazzi possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi 2017, riferita all'anno di imposta 2016.

In particolare la detrazione riguarda le spese sostenute per:

- i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni (anche se compiuti nel corso del 2016 la detrazione spetta per l’intero anno d’imposta);

- l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

L’importo da considerare per ciascun ragazzo non può essere superiore a 210,00 euro, e la detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (ad esempio i genitori nel caso di figli a carico di entrambi). In questo caso sul documento di spesa va ind