Super e iper ammortamento: arrivati (finalmente) i chiarimenti sui bonus – Diario quotidiano del 3 aprile 2017

Pubblicato il 3 aprile 2017



1) Super e iper ammortamento: arrivati i chiarimenti sui bonus
2) Decreto sui conti di pagamento in G.U.: al via il c/c solo per pagare
3) Indennizzo forfettario ai contribuenti Iva
4) Comunicazioni Iva al vaglio della Gdf
5) Semplificazione delle modalità di accesso al contributo del cinque per mille
6) In Gazzetta il decreto attuativo riguardante la corruzione nel settore privato
7) Bonus fiscale sull’acquisto di nuovi strumenti musicali per gli studenti
8) Depositi IVA: le novità sono in vigore dall'1 aprile 2017
9) Chiusura del servizio on line “Banca dati prestazioni sociali agevolate”
10) Lavoratori agricoli: pubblicati gli elenchi annuali per l’anno 2016
diario-quotidiano-articoli-91) Super e iper ammortamento: arrivati i chiarimenti sui bonus 2) Decreto sui conti di pagamento in G.U.: al via il c/c solo per pagare 3) Indennizzo forfettario ai contribuenti Iva 4) Comunicazioni Iva al vaglio della Gdf 5) Semplificazione delle modalità di accesso al contributo del cinque per mille: i chiarimenti delle Entrate 6) In Gazzetta il decreto attuativo riguardante la corruzione nel settore privato 7) Bonus fiscale sull’acquisto di nuovi strumenti musicali per gli studenti 8) Depositi IVA: le novità sono in vigore dall'1 aprile 2017 9) Chiusura del servizio on line “Banca dati prestazioni sociali agevolate” 10) Lavoratori agricoli: pubblicati gli elenchi annuali per l’anno 2016 ****

1) Super e iper ammortamento: arrivati i chiarimenti sui bonus

Super e iper ammortamento per favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0: Ecco i chiarimenti sui bonus, con maggiorazioni del 40% e del 150%. Dai sensori ai robot il sostegno premia l’high-tech. Per quali categorie di beni scattano i bonus super e iper ammortamento? Quali tipologie di investimento premiano e a quali condizioni? Quali i termini temporali di riferimento, le scadenze e a favore di quali soggetti ?.

Sono questi alcuni dei quesiti che trovano risposta nella circolare n. 4/E del 30 aprile 2017 redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e Ministero dello Sviluppo Economico. Il documento di prassi fornisce chiarimenti sulle misure fiscali introdotte per dare impulso all’ammodernamento delle imprese e alla loro trasformazione tecnologica e digitale.

In particolare, la Legge di Bilancio 2017 ha previsto la proroga del super ammortamento e ha introdotto l’iper ammortamento, una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di determinati beni ai fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Nella circolare, inoltre, vengono fornite indicazioni sull’ulteriore maggiorazione del 40% sul costo di acquisto di beni strumentali immateriali (tra cui, alcuni software, sistemi IT e attività di system integration), prevista sempre dalla Legge di Bilancio per i soggetti che beneficiano già dell’iper ammortamento. Super e iper ammortamento a confronto sulla base del risparmio fiscale

La diversa entità delle maggiorazioni relative al super e all’iper ammortamento produce un diverso risparmio d’imposta, come illustrato dalla tabella seguente, che evidenzia gli effetti fiscali di un investimento di 1 milione di euro effettuato da un soggetto Ires per l’acquisto di un bene che fruisce del super/iper ammortamento rispetto all’ipotesi di ammortamento ordinario:

Ammortamento ordinario

Super ammortamento (maggiorazione 40%)

Iper ammortamento (maggiorazione 150%)

Importo deducibile ai fini IRES

1.000.000

1.400.000

2.500.000

Risparmio d’imposta (24% dell’importo deducibile ai fini IRES)

240.000

336.000

600.000

Costo netto dell’investimento (1.000.000 - risparmio d’imposta)

760.000

664.000

400.000

Maggior risparmio sul costo netto dell’investimento

9,60%

(760.000 - 664.000)/1.000.000

36,00%

(760.000 - 400.000)/1.000.000

Nel caso dell’ammortamento ordinario, e sempre partendo da un investimento pari a 1 milione di euro, il risparmio d’imposta netto è di 240mila euro, che diventano 336mila con il super ammortamento e 600mila grazie all’iper ammortamento.

Cos’è il super ammortamento

Il super ammortamento è un’agevolazione che prevede l’incremento del 40% del costo fiscale di beni materiali originariamente acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, oggi prorogata. Il maggior costo, riconosciuto solo per le imposte sui redditi e non ai fini Irap, può essere infatti portato extracontabilmente in deduzione del reddito attraverso l’effettuazione di variazioni in diminuzione in dichiarazione.

L’iper ammortamento, l’agevolazione che premia l’industria in chiave 4.0.

Per i soli imprenditori, con la Legge di Bilancio 2017 arriva l’iper ammortamento, una maxi maggiorazione che consente di incrementare del 150% il costo deducibile di tutti i beni strumentali acquistati per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale 4.0. Si tratta concretamente degli investimenti in macchine intelligenti, interconnesse, il cui elenco è fornito analiticamente nell’Allegato A dell’Appendice della circolare, diviso in categorie. L’iper maggiorazione spetta solo nella misura in cui il bene rispetti le linee guida elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), fornite dalla circolare per ciascuna tipologia di macchina. In caso di dubbi sull’ammissibilità all’agevolazione di una specifica macchina è possibile richiedere un parere tecnico al Mise; se l’incertezza relativa all’agevolazione è, invece, di natura tributaria, si può presentare interpello ordinario all’Agenzia delle Entrate.

Spazio a super e iper ammortamento per il 2017 e, a certe condizioni, fino a giugno 2018

La Legge di Bilancio 2017 ha esteso l’operatività e gli effetti del super ammortamento anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017, escludendo dalla proroga taluni mezzi di trasporto a motore. Il termine può essere allungato fino al 30 giugno 2018, ma solo a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento dei rispettivi acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Stessa tempistica anche per l’iper ammortamento, con una precisazione in più: per usufruire della maggiorazione del 150%, infatti, occorre anche rispettare il requisito dell’interconnessione: il bene, cioè, potrà essere “iper ammortizzato” se, oltre ad essere entrato in funzione, sarà interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Fino ad allora, potrà temporaneamente godere del beneficio del super ammortamento, se ricorrono i requisiti. Le quote di iper ammortamento del 150% di cui l’impresa non ha fruito inizialmente a causa del ritardo nell’interconnessione saranno comunque recuperabili nei periodi d’imposta successivi.

I beni “super ammortizzabili”

Rientrano nell’agevolazione tutti gli acquisti di beni materiali nuovi strumentali all’attività d’impresa o professionale. La neo circolare illustra, anche tramite esempi, le modalità di calcolo del maggiore ammortamento deducibile e chiarisce alcuni casi particolari, ad esempio come trattare i beni acquisiti con contratto di leasing e quelli realizzati in economia. La maggiorazione del 40% riguarda anche i veicoli a motore acquistati a partire dal 1 gennaio 2017. In questo caso però, il super ammortamento opera solo per i veicoli per i quali è prevista una deducibilità integrale dei costi, ossia quelli adibiti ad uso pubblico (ad esempio i taxi) o quelli utilizzati esclusivamente come beni strumentali.

Oltre che alle Direzioni regionali e provinciali e agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, la Circolare si rivolge sia alle imprese che intendono avviare programmi di investimento in chiave Industria 4.0 che ai soggetti – ingegneri, periti ed enti di certificazione – che saranno chiamati a fornire le perizie tecniche e gli attestati per gli investimenti di valore superiore ai 500 mila euro. Con il documento di prassi pubblicato il 30 marzo 2017, le principali misure del Piano nazionale Industria 4.0 sono pienamente operative e tutti i passaggi implementativi sono conclusi, così da assicurare un orizzonte di certezze nella pianificazione degli investimenti e garantire la piena fruibilità degli strumenti messi a disposizione delle imprese.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 74 del 30 marzo 2017)

******

2) Decreto sui conti di pagamento in G.U.: al via il c/c solo per pagare

Conti di pagamento, in Gazzetta il decreto: Procedure semplificate per il trasferimento del conto e un regime tariffario agevolato nel caso di apertura di un conto di pagamento con caratteristiche di base. In sintesi, maggiori garanzie per i consumatori che utilizzano conti di pagamento. Questo quanto richiesto dalla direttiva 2014/92/Ue sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base: il decreto legislativo di attuazione è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del l'11 marzo ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2017 (Decreto legislativo 15 marzo 2017 , n. 37).

Il conto di pagamento

Il conto di pagamento è simile al conto corrente con la differenza che le somme accreditate possono essere utilizzate solo per effettuare pagamenti e non anche per la gestione del risparmio. Pertanto, il suo beneficio principale è rappresentato dalla possibilità di ricevere accrediti di vario genere ( ad esempio, stipendi e pensioni) e di utilizzare le somme depositate per effettuare pagamenti (come bonifici, pagamento di utenze eccetera).

Diritti dei cittadini

Il decreto prevede il diritto per tutti i cittadini legalmente soggiornanti nella Ue di aprire un conto di pagamento con caratteristiche di base, senza discriminazioni fondate sulla nazionalità o sul luogo di residenza. Le banche dovranno fornire ai consumatori le informazioni precontrattuali attraverso un documento standard sulle spese del conto di pagamento. I prestatori avranno altresì l'obbligo di fornire gratuitamente al consumatore, almeno una volta all'anno, un riepilogo di tutte le spese sostenute, nonché informazioni con riguardo ai tassi di interesse per i servizi collegati al conto di pagamento. Il canone del conto deve essere di ammontare “ragionevole”. Tra i servizi offerti obbligatoriamente nel conto di base è compresa anche l'emissione della carta di debito. Con un decreto del ministero dell'Economia, sentita la Banca d'Italia, saranno individuate le fasce di consumatori socialmente svantaggiate a cui il conto di base deve essere offerto senza spese.

******

3) Indennizzo forfettario ai contribuenti Iva

Rimborsi Iva, indennizzi a forfait per le garanzie: Un indennizzo forfettario ai contribuenti Iva che hanno dovuto presentare la garanzia per richiedere i rimborsi d’imposta (al fine di evitare la procedura d’infrazione da Bruxelles). Estensione, poi, dell’esenzione Iva anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e di soggetti della cooperazione allo sviluppo. Stop alle contestazioni della Commissione Ue sul regime agevolato per le navi iscritte nel registro internazionale italiano. Un tris di norme fiscali inserite nel disegno di legge della legge europea per il 2017 che il Governo ha approvato il 31 marzo 2017.

Dall’avvocatura alle missioni internazionali, tutte le novità della Legge europea 2017.

Il consiglio dei Ministri del 31 marzo 2017 ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che detta disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (Legge europea 2017).

Di seguito le principali disposizioni:

Avvocati stabiliti

Si dispone, per l'iscrizione degli “avvocati stabiliti” nell'albo speciale dei patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori, l'esercizio della professione per almeno 8 anni in uno o più Stati membri, con l'aggiunta dell'ulteriore requisito della proficua frequenza alla Scuola superiore dell'avvocatura.

Tracciabilità dei medicinali veterinari

Si dispongono misure in materia di tracciabilità dei farmaci veterinari, come l'introduzione dell'informatizzazione dei meccanismi di registrazione dei dati relativi alla produzione, commercializzazione e distribuzione degli stessi all'interno della Banca dati operante presso il Ministero della salute e, nell'ambito dell'Agenda di semplificazione, la sostituzione del modello cartaceo di ricetta medico veterinaria con un modello informatizzato.

Rimborsi Iva

Si prevede la modifica della disciplina dei rimborsi Iva al fine di chiudere la procedura di infrazione 2013/4080. In particolare, è riconosciuta una somma (pari allo 0,15% dell'importo garantito per ogni anno di durata della garanzia) a titolo di ristoro forfettario dei costi sostenuti dai soggetti passivi che prestano garanzia a favore dello Stato in relazione a richieste di rimborso dell'Iva. La disposizione si applica a partire dalle richieste di rimborso predisposte con la dichiarazione annuale dell'Iva relativa all'anno 2017 e dalle istanze di rimborso infrannuale inerenti al primo trimestre 2018.

Modifiche al regime di non imponibilità ai fini Iva delle cessioni all'esportazione

Si riconduce nell'ambito del Dpr 633/1972 la disciplina sulla non imponibilità Iva delle cessioni effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti della cooperazione allo sviluppo iscritti nell' apposito elenco che provvedono al trasporto ed alla spedizione dei beni all'estero in attuazione di finalità umanitarie, comprese quelle dirette a realizzare programmi di cooperazione allo sviluppo.

Agevolazioni fiscali per le navi iscritte nei Registri dei Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo

La disposizione è finalizzata alla chiusura del caso Eu pilot 7060/14/Taxu e prevede l'estensione del vigente regime fiscale agevolato relativo ai soggetti esercenti navi iscritte al Registro internazionale italiano (Rii), anche nei confronti di soggetti residenti e non, con stabile organizzazione in Italia che utilizzano navi iscritte in registri di Paesi Ue o See.

Trattamento economico del personale estraneo alla Pa selezionato per partecipare ad iniziative e missioni del Servizio europeo di azione esterna

Si prevede che l'indennità corrisposta al personale esterno alla pubblica amministrazione che partecipa ad iniziative e missioni del Servizio di azione esterna dell'Unione europea (Seae) sia calcolata conformemente alla disciplina che regola la partecipazione dell' Italia alle missioni internazionali. Il provvedimento sarà trasmesso alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in sessione europea, per l'espressione del prescritto parere.

***

In arrivo nuove regole per i centri estetici

Massaggi, pulizia del viso, depilazione: una legge potrebbe regolare i trattamenti estetici, anche per contrastare la «concorrenza spietata» di chi offre servizi a prezzi bassi. Nei giorni scorsi la Commissione attività produttive della Camera ha iniziato l’esame delle tre proposte di legge (n. 2182, 4350 e 4169) che puntano a disciplinare l’attività dell’estetista. Pare che l’intenzione sia quella di colpire i centri gestiti da cinesi. Tra le novità c’è anche l’istituzione di un elenco nazionale degli estetisti professionali e di un contributo obbligatorio che gli iscritti dovranno versare ogni anno.

Tatuaggi e piercing

I tatuatori, i piercer, i truccatori e gli onicotecnici (ossia gli esperti di unghie) devono rispettare le misure igieniche e preventive, utilizzando apparecchiature in regola con le norme tecniche vigenti. Per i minorenni non sarà possibile farsi fare un tatuaggio o un piercing senza il consenso di un genitore, mentre il divieto è assoluto per chi ha meno di 14 anni. Fanno eccezione solo i buchi all’orecchio, che possono essere fatti anche prima dei 14 anni (ma con il consenso di un genitore).

Terapie

Gli estetisti non potranno - in base a quanto stabilito nella proposta di legge n. 4350 - offrire prestazioni di carattere «terapeutico» ma è ammessa la possibilità di vendere ai clienti prodotti erboristici, cosmetici e integratori alimentari che siano «idonei a favorire lo stato di benessere derivante dalle prestazioni svolte».

Qualifiche professionali

Le proposte di legge disciplinano anche le qualifiche professionali per l’esercizio dell’attività di estetista: in particolare, la proposta n. 4350 prevede l’abilitazione dopo il superamento di un esame teorico-pratico a cui si accederà al termine di un corso biennale di almeno 900 ore seguito da una specializzazione di un anno o da un anno di pratica. In alternativa si potrà sostenere l’esame anche dopo un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente a tempo pieno presso uno studio medico specializzato o un’impresa di estetica. La proposta n. 4169 invece non modifica i requisiti per l’accesso alla professione di estetista ma introduce regole per i tatuatori e i truccatori: si potrà ottenere la qualifica di «operatore di tatuaggi e di piercing» dopo un corso biennale di almeno 600 ore, seguito da un esame teorico-pratico. Per i truccatori e gli esperti di unghie, invece, il corso durerà un anno e sarà di almeno 300 ore. La proposta n. 2182 punta a inserire la qualifica professionale di estetista in un percorso formativo che sia «in raccordo con il sistema dell’istruzione tecnica e professionale».

Sanzioni

Obiettivo delle tre proposte di legge è anche quello di contrastare «il continuo dilagare del fenomeno dell’abusivismo che genera una concorrenza spietata». Ecco perché si punta a introdurre sanzioni più alte per chi viola le regole: la multa per gli estetisti e le estetiste non autorizzati sale da un minimo di 516 e un massimo di 2.582 euro a un minimo di 5mila euro e un massimo di 50mila euro.

*****

4) Comunicazioni Iva al vaglio della Gdf

La GdF punta sulle comunicazioni Iva. Le nuove comunicazioni per ridurre l’evasione Iva senza dimenticare le frodi. Gli indici di affidabilità per misurare meglio il rischio fiscale di grandi platee di contribuenti e i “cyber investigatori” per contrastare le nuove frontiere dell’evasione digitale. La lotta all’evasione targata Fiamme Gialle del 2017 viaggerà anche su questi tre binari per centrare e, se possibile, migliorare i risultati di contrasto al sommerso e all’evasione raggiunti nel 2016. Risultati che, per citarne solo alcuni di quelli snocciolati dal Comandante generale, Giorgio Toschi, nel corso dell’audizione in Commissione Finanze della Camera, hanno fatto segnare: un +60% dei reati tributari particolarmente gravi (dalle false fatturazioni per operazioni inesistenti all’occultamento di documenti contabili); il boom del nuovo reato di autoriciclaggio contestato a chi ha utilizzato per attività economiche i proventi della lotta all’evasione; l’emersione di quasi 2.700evasori totali traditi dai loro conti correnti forse troppo ricchi; le oltre 4.600 indagini effettuate su chi ha esportato capitali all’estero “dimenticando” di dirlo al Fisco e ignorando la possibilità di aderire alla voluntary disclosure.

Toschi non lo manda a dire e ha chiesto espressamente i dati del nuovo spesometro: «L’Iva è il tributo con il più alto tax gap e la concreta riduzione della differenza fra quanto dovuto e quanto effettivamente versato dai contribuenti in questo ambito, costituisce una priorità». E in questo senso il comandante generale, apprezzando le recenti innovazioni del decreto fiscale di fine anno con l’introduzione delle comunicazioni periodiche, ha sottolineato come sia «assolutamente evidente la necessità che anche la Guardia di Finanza acceda, in maniera completa e tempestiva, a tali nuove informazioni, analogamente a quanto già avviene con riferimento alla mole di altri elementi e dati contenuti nell’Anagrafe tributaria».

La Guardia di Finanza non nasconde le difficoltà oggi esistenti nel doversi confrontare efficacemente con la «spersonalizzazione e delocalizzazione» dei rapporti commerciali della nuova economia digitale. Anche perché, ha sottolineato il numero uno della GdF, ora sono «in discussione le nozioni tradizionali di “luogo di produzione del reddito” e di “stabile organizzazione” come luogo “fisso” d’affari». Per superare quelle che lo stesso Toschi definisce «grandi difficoltà» la GdF punta su nuove figure specializzate e formate secondo un preciso percorso di formazione che potrà qualificare i nuovi cyberinvestigatori come «computer forensics e data analysis». Personale specializzato in grado di «fornire supporto tecnico alle investigazioni attraverso la raccolta di prove sui sistemi informatici». La strada da seguire è quella già tracciata dall’Ocse nell’ambito del piano d’azione (il cosiddetto Beps) volto a contrastare, tra l’altro, proprio i fenomeni di allocazione di comodo dei profitti da parte delle imprese multinazionali. Dal canto suo il presidente della commissione Finanze, Maurizio Bernardo (Ap), ha rimarcato l’importanza dell’incrocio dei dati sottolineando come «le informazioni incrociate banche dati/controllo del territorio hanno consentito di raggiungere obiettivi importanti, anche grazie al supporto di ulteriori strumenti messi in atto da Parlamento e Governo, come ad esempio la ratifica degli accordi bilaterali sullo scambio automatico di informazioni tra Paesi e i Crs (Common reporting standard) sull’abolizione del segreto bancario».

Infine per non sparare nel mucchio mirare i controlli sulle grandi platee, la Guardia di Finanza guarda con grande interesse (per altro collaborando attivamente con Sose per la loro nuova evoluzione) ai nuovi indicatori di fedeltà fiscale destinati a sostituire gli studi di settore. Gli Isa - ha sottolineato Toschi - possano costituire un utile strumento, sia per affinare i processi di selezione alla base delle attività ispettive, per orientarle nei confronti dei contribuenti connotati da più alti profili di pericolosità in ambito tributario, sia per favorire la compliance.

******

5) Semplificazione delle modalità di accesso al contributo del cinque per mille: i chiarimenti delle Entrate

Iscrizione agli elenchi 5 per mille: non serve ripresentare la domanda. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 31 marzo 2017, ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte dal D.P.C.M. 07 luglio 2016 in tema di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti per l’iscrizione al beneficio e, in particolare, all’applicazione della nuova procedura nell’anno 2017.

La richiesta di accesso alla ripartizione del contributo non ha più validità annuale: gli enti in possesso dei requisiti di legge sono inseriti in un apposito elenco permanente

Adempimenti semplificati e razionalizzati per accedere al cinque per mille dell'Irpef. Il Dpcm del 7 luglio 2016 ha adeguato la procedura di ammissione al beneficio alla stabilizzazione del contributo. È stato infatti eliminato, per gli enti regolarmente iscritti nell'esercizio precedente e in possesso dei requisiti di accesso, l'obbligo di riproporre la domanda di iscrizione al riparto e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. Inoltre, è stato istituito un apposito elenco aggiornato, integrato e pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo di ciascun anno. Le novità si applicano a decorrere dall'esercizio finanziario 2017, con riferimento a quanti risultano regolarmente iscritti nel 2016.

L'iscrizione è sempre valida

L'iscrizione al riparto del 5‰, dunque, non ha più validità annuale: l'ente che ha regolarmente presentato la domanda e la successiva dichiarazione sostitutiva, se conserva i necessari requisiti, accede al contributo anche per gli esercizi successivi a quello di iscrizione, senza dover riproporre né la domanda di iscrizione né la dichiarazione sostitutiva, fatta eccezione per il caso in cui sia cambiato il rappresentate legale.

Nasce l'elenco permanente

È istituito un apposito elenco - integrato, aggiornato e pubblicato sul sito delle Entrate entro il 31 marzo di ogni anno - nel quale vengono inseriti, a partire dall'esercizio successivo a quello di iscrizione, gli enti in possesso dei requisiti. Se vengono rilevati errori o sono intervenute variazioni rispetto ai dati pubblicati, i legali rappresentanti degli enti interessati possono evidenziare la circostanza alla direzione regionale dell'Agenzia territorialmente competente entro il successivo 20 maggio; stesso termine anche per le segnalazioni da parte delle amministrazioni interessate.

Gli enti presenti nell'elenco, non tenuti a ripetere la procedura di iscrizione, sono comunque soggetti annualmente a verifica da parte delle competenti amministrazioni in ordine alla persistenza dei requisiti per l'ammissione al contributo. Se cambia il rappresentante legale

La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti per l'ammissione al beneficio perde efficacia, se cambia il rappresentante legale rispetto all'esercizio precedente.

Il nuovo rappresentante, a pena di decadenza, dovrà sottoscrivere e trasmettere, con le modalità e i termini ordinari (previsti dal Dpcm 23 aprile 2010), una nuova dichiarazione, indicando la data della sua nomina e quella di iscrizione dell'ente alla ripartizione del contributo.

Chi non è inserito nell'elenco

Devono rispettare la tempistica e le modalità dettate dal citato provvedimento anche gli enti che richiedono per la prima volta l'accesso al contributo e quelli che, in assenza delle necessarie condizioni, non risultano inseriti nell'elenco pubblicato entro il 31 marzo.

Quando scatta la revoca

Se vengono meno i requisiti, il rappresentante legale dell'ente deve comunicare all'amministrazione competente la revoca dell'iscrizione con le stesse modalità previste per la dichiarazione sostitutiva.

Se la revoca non viene trasmessa, il contributo indebitamente percepito - rivalutato secondo l'indice dei prezzi al consumo Istat e maggiorato degli interessi al tasso legale, con decorrenza dalla data di erogazione del beneficio - va riversato all'Erario entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di contestazione da parte dell'amministrazione competente. Questa, in caso di inadempimento, procede al recupero coattivo, con rivalutazione e interessi, ferma restando, se ne ricorrono i presupposti, l'applicazione delle sanzioni penali e amministrative.

Decorrenza delle novità

Come già ricordato, le semplificazioni si applicano a partire dall'esercizio finanziario 2017.

La circolare fornisce chiarimenti in merito alle modalità applicative riguardanti, in particolare, gli enti del volontariato, la cui iscrizione e ammissione al beneficio è gestita dall'Agenzia delle Entrate.

Quali enti non devono ripresentare domanda nel 2017

Si tratta degli enti del volontariato regolarmente iscritti nel 2016 e degli enti appartenenti alle altre categorie (la cui lista è trasmessa all'Agenzia dalle competenti amministrazioni), che sono inseriti nell'apposito elenco pubblicato sul sito delle Entrate entro il 31 marzo 2017.

Sono considerati regolarmente iscritti:

- gli enti del volontariato che hanno presentato la domanda di iscrizione entro il 9 maggio 2016 e la successiva dichiarazione sostitutiva alla Dr competente entro il 30 giugno 2016;

- gli enti della ricerca sanitaria che hanno trasmesso istanza e dichiarazione sostitutiva al ministero della Salute entro il 30 aprile 2016;

- gli enti della ricerca scientifica e dell'università che hanno presentato istanza e dichiarazione al Miur entro il 30 aprile 2016;

- le associazioni sportive dilettantistiche che hanno inviato all'Agenzia delle Entrate la domanda di iscrizione entro il 9 maggio 2016 e la dichiarazione sostitutiva all'ufficio del Coni territorialmente competente entro il 30 giugno 2016.

Sono considerati regolarmente iscritti anche gli enti che hanno inviato la domanda di iscrizione e/o la relativa documentazione integrativa entro il 30 settembre 2016, versando tramite modello F24 (codice tributo "8115") la sanzione di 250 euro (articolo 2, comma 2, Dl 16/2012).

Se si rilevano errori o sono intervenute variazioni, i legali rappresentanti hanno tempo fino al 22 maggio per effettuare le segnalazioni, a seguito delle quali l'Agenzia provvede alle opportune verifiche e a pubblicare, entro il 25 maggio, gli elenchi aggiornati.

Se cambia il rappresentante legale rispetto al 2016

Per accedere al contributo in caso di variazione del rappresentante legale di un ente inserito nell'elenco pubblicato entro il 31 marzo, il nuovo rappresentante deve trasmettere all'amministrazione competente, nei termini ordinari (per gli enti del volontariato, entro il 30 giugno 2017), la sola dichiarazione sostitutiva, senza ripresentare la domanda di iscrizione.

L'invio è comunque possibile fino al 2 ottobre 2017, versando però la sanzione di 250 euro.

Quali enti devono ripresentare la domanda nel 2017

Invece, gli enti di nuova costituzione, quelli che non si sono iscritti nel 2016 e quelli non inseriti nell'elenco pubblicato entro il 31 marzo (perché non regolarmente iscritti o perché privi dei requisiti previsti nel 2016) devono presentare la domanda e successiva documentazione rispettando modalità e termini previsti per la "categoria" di appartenenza.

Nello specifico, gli enti del volontariato sono tenuti a trasmettere all'Agenzia delle Entrate l'istanza telematica entro l'8 maggio e la dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno. Per le associazioni sportive dilettantistiche, stesse date ma due diversi destinatari: richiesta all'Agenzia, dichiarazione sostitutiva al Coni. Resta sempre in piedi la possibilità dell'invio entro il 2 ottobre, con il pagamento della sanzione di 250 euro.

******

6) In Gazzetta il decreto attuativo riguardante la corruzione nel settore privato

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2017, il Decreto Legislativo n. 38 del 15 marzo 2017, con cui viene attuata la Decisione Quadro 2003/568/GAI del Consiglio dell’Unione Europea del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato.

Il Decreto Legislativo, andando a modificare l’articolo 2635 del codice civile, da un lato amplia la categoria dei soggetti punibili per il reato di corruzione nel settore privato, ricomprendendo anche coloro che “nell’ambito organizzativo della società o dell’ente privato esercita funzioni direttive”; dall’altro estende la categoria delle condotte sanzionabili, prevedendo che siano punite la dazione e la sollecitazione della corresponsione di denaro o altra utilità.

Tra le novità legislative si segnala tra le altre, l’inserimento dell’articolo 2635-bis nel codice civile volto a punire l’istigazione alla corruzione fra privati ad oggi non punita. Infine, in ambito della disciplina 231/2001, si inaspriscono le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente stesso.

(Assonime, nota del 31 marzo 2017)

******

7) Bonus fiscale sull’acquisto di nuovi strumenti musicali per gli studenti

Acquisto agevolato di strumenti musicali nuovi per gli studenti. Il fisco fa il punto su novità e regole per il 2017.

Bonus strumenti musicali nuovi, pronta la guida delle Entrate. Con la circolare n. 6/E del 31 marzo 2017, l’Agenzia delle entrate completa il kit delle istruzioni già fornite con il provvedimento dello scorso 14 marzo e illustra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. In particolare, rispetto alla versione 2016, si amplia la categoria dei soggetti che possono accedere al beneficio e viene innalzato il tetto massimo del contributo da 1.000 a 2.500 euro. L’agevolazione si applica sotto forma di sconto sul prezzo di vendita praticato dal rivenditore o produttore, che potrà successivamente recuperare la somma tramite credito d’imposta attraverso una procedura online, disponibile dal prossimo 20 aprile.

Più istituti riconosciuti, più studenti che possono accedere allo sconto

Nel 2016 l’agevolazione era riservata agli studenti iscritti ai corsi di strumento del triennio e del precedente ordinamento dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati. Quest’anno, invece, il via libera è per gli iscritti a tutti i corsi dei conservatori e degli istituti musicali pareggiati, a licei musicali e coreutici (sezioni musicali), alle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al Dpr n. 212/2005, limitatamente ai corsi riconosciuti dal Miur. Per fruire del contributo, gli studenti devono essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016-2017 o all’anno 2017-2018. Sono ammessi al beneficio anche gli studenti che avevano fruito del bonus l’anno scorso, ai quali può essere riconosciuto un contributo al netto dell’importo già fruito.

Da 1.000 euro a 2.500, il bonus targato 2017 cresce

Il tetto massimo di sconto passa quest’anno da 1.000 euro a 2.500, che può coprire fino al 65% del prezzo finale dello strumento, comprensivo di Iva. Per ottenerlo, lo studente deve richiedere all’istituto un certificato di iscrizione che riporti alcuni dati principali (cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione, strumento musicale coerente con il corso di studi) che consegnerà al rivenditore all’atto dell’acquisto. A questo proposito, la circolare specifica che sia i certificati di frequenza rilasciati dagli istituti musicali agli studenti sia le richieste presentate da questi ultimi sono esenti da imposta di bollo. In ogni caso, chi ha chiesto il certificato lo scorso anno deve chiederne uno nuovo per beneficiare dello sconto nel 2017.

Anche il piatto della batteria è scontato

Nel bonus rientra l’acquisto di un solo strumento musicale nuovo o anche di un singolo componente, come ad esempio il piatto di una batteria, mentre sono esclusi i beni di consumo, come corde o ance.

In ogni caso, per usufruire del beneficio lo strumento deve essere coerente, “affine” o “complementare” con il corso di studi, in base alle indicazioni contenute nell’Allegato 2 del Provvedimento o, in mancanza, alla valutazione di coerenza tra il corso di studi frequentato e lo strumento agevolato attestata dall’istituto.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 76 del 31 marzo 2017)

******

8) Depositi IVA: le novità sono in vigore dal 1° aprile 2017

Le novità in materia di depositi IVA sono entrate in vigore dal 1° aprile 2017.

Si tratta delle modifiche in materia operate dal Decreto Fiscale (D.L. n. 193/2016).

Lo precisa l’Agenzia delle Dogane con la nota, la n. 38945 del 30 marzo 2017, che riassume tali novità.

Introduzione del bene: Con la nuova disciplina sono effettuate senza pagamento dell’imposta sul valore aggiunto le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito IVA (e non più soltanto quelle oggetto di cessione intracomunitaria o quelle elencate nella tabella A-bis allegata al D.L. n. 331/1993);

Estrazione del bene

È questo l’ambito più interessato dalle modifiche legislative. La nuova disciplina prevede che l’estrazione dei beni da un deposito IVA, ai fini della loro utilizzazione o commercializzazione nello Stato, comporta il pagamento dell’imposta. In caso di estrazione di beni introdotti nel deposito IVA ex art. 50-bis, comma 4, lettera b), D.L. n. 331/93 l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione poiché si applica il reverse charge previa prestazione di idonea garanzia (la garanzia non dovrà essere prestata in caso di contribuente “affidabile”). Nei restanti casi di cui al menzionato comma 4, l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione ed è versata in nome e per conto di tale soggetto dal gestore del deposito, che ne è solidalmente responsabile. È esclusa la compensazione. Il soggetto che procede all'estrazione annota, nel registro di cui all'art. 25 del D.P.R. n. 633/72, la fattura ed i dati della ricevuta del versamento effettuato dal gestore del deposito. L'estrazione da parte di soggetti che si avvalgono della facoltà di cui alla lettera c) del primo comma e al secondo comma dell'art. 8 del D.P.R. n. 633/1972 è effettuata senza pagamento dell'imposta. In tal caso, la dichiarazione d’intento deve essere trasmessa telematicamente all'Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica.

Per i beni introdotti in un deposito IVA in forza di un acquisto intracomunitario, il soggetto che procede all'estrazione assolve l'imposta provvedendo all’integrazione della relativa fattura (con l’indicazione dei servizi eventualmente resi e dell'imposta), nonché all’annotazione della variazione in aumento nel registro di cui all'art. 23 del citato D.P.R. n.633/1972, entro quindici giorni dall'estrazione e con riferimento alla relativa data; la variazione deve, altresì, essere annotata nel registro di cui all'art.25 del medesimo decreto entro il mese successivo a quello dell'estrazione.

******

9) Chiusura del servizio on line “Banca dati prestazioni sociali agevolate”

Come noto, con Decreto direttoriale INPS n. 8 del 10 aprile 2015, è stata istituita la Banca Dati delle Prestazioni Sociali Agevolate (BDPSA), prima componente del Casellario dell’Assistenza.

Con successivo decreto direttoriale n. 103 del 15 settembre 2016, si è dato avvio alla costituzione dell’intero Casellario dell’Assistenza con l’istituzione delle altre due componenti previste dalle norme: Banca dati delle prestazioni sociali (BDPS) e Banca dati delle valutazioni multidimensionali per la presa in carico (BDVM).

La piattaforma informatica “Casellario dell’Assistenza” è stata resa disponibile sul sito internet dell’Istituto a partire dal mese di novembre 2016, unitamente alla relativa documentazione amministrativa e tecnica esplicativa, mantenendo contemporaneamente ancora attiva la possibilità di utilizzo della prima piattaforma “Banca dati delle prestazioni sociali agevolate”.

La nuova piattaforma “Casellario dell’Assistenza” offre la possibilità di inserire tutte le prestazioni sociali agevolate e non agevolate ed è ormai opportuno che gli enti erogatori utilizzino il nuovo servizio.

Si comunica pertanto che dal prossimo 3 aprile 2017 si procederà alla chiusura definitiva della piattaforma “Banca dati delle prestazioni sociali agevolate”.

Si segnala che tutte le informazioni inserite nella prima componente della BDPSA sono state già integrate nel nuovo sistema “Casellario dell’assistenza” dal portale istituzionale dell’INPS.

(INPS, nota del 31 marzo 2017)

******

10) Lavoratori agricoli: pubblicati gli elenchi annuali per l’anno 2016

Sono disponibili on line gli elenchi annuali dei lavoratori agricoli per l’anno 2016. Gli elenchi rimangono visualizzabili dal 31 marzo al 15 aprile 2017.

Gli elenchi sono pubblicati con valore di notifica a ogni effetto di legge, ai sensi dell’articolo 38, commi 6 e 7, Legge 6 Luglio 2011, numero 111.

(INPS, nota del 31 marzo 2017)

Vincenzo D’Andò