Stampa registri contabili: scadenza al 31/12/2017 – diario quotidiano dell’11 aprile 2017

Pubblicato il 11 aprile 2017



1) Dichiarazione precompilata 2017: ecco le nuove regole
2) Registro revisori: la gestione ritorna ai Commercialisti?
3) Scritture contabili: termine di conservazione di tutti i documenti informatici, anche Iva, entro il 31 dicembre 2017?
4) Incentivo “Occupazione SUD”: verifiche delle istanze
5) Commercialisti: cumulo onorari per l’assistenza nel contenzioso con la consulenza tributaria
6) Gestione antieconomica prolungata: ok alle risultanze da studi di settore
7) Equitalia: al via gli sportelli bancomat per definire le cartelle
8) Equitalia full time
9) Spesometro: esclusione dall’obbligo di comunicare le operazioni con soggetti di paesi c.d. “black list”
10) Aperture delle nuove partite Iva in diminuzione vicina al 5%
11) F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del bonus ceduto sulla riqualificazione energetica di parti condominiali
12) F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del credito per la sostituzione di autocaravan
CT_Facebook_Cover_828x3151) Dichiarazione precompilata 2017: ecco le regole per l’accesso 2) Registro revisori: la gestione ritorna ai Commercialisti? 3) Scritture contabili: termine di conservazione di tutti i documenti informatici, anche Iva, entro il 31 dicembre 2017 4) Incentivo “Occupazione SUD”: verifiche delle istanze 5) Commercialisti: quando si possono cumulare gli onorari per l’assistenza nel contenzioso con la consulenza tributaria 6) Gestione antieconomica prolungata: ok alle risultanze da studi di settore 7) Equitalia: al via gli sportelli bancomat per definire le cartelle 8) Equitalia full time 9) Spesometro: esclusione dall’obbligo di comunicare le operazioni con soggetti di paesi c.d. “black list” 10) Aperture delle nuove partite Iva in diminuzione vicina al 5% 11) Modello F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del bonus ceduto sulla riqualificazione energetica di parti condominiali 12) Modello F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del credito per la sostituzione di autocaravan ****

1) Dichiarazione precompilata 2017: ecco le regole per l’accesso

L’Amministrazione finanziaria ha spiegato le modalità con cui, a partire dal 18 aprile, i contribuenti o i soggetti delegati possono visionare il proprio modello 730 precompilato.

In vista dell’appuntamento con la presentazione della dichiarazione dei redditi, anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 69483 del 7 aprile 2017, ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda le regole relative all’accesso al 730 precompilato da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati.

Dunque, sarà possibile accedere ai dati a partire da martedì 18 aprile (la data ordinaria del 15 aprile, infatti, quest’anno cade di sabato, mentre il 16 e il 17 sono giornate festive).

A chi è destinato il 730 precompilato

In primo luogo, l’Agenzia ricorda che sono destinatari della dichiarazione 730 precompilata i lavoratori dipendenti, i pensionati e i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Il 730 precompilato può essere presentato anche in forma congiunta.

Cosa c’è nel 730 precompilato

Nel 730 precompilato di quest’anno, i contribuenti troveranno i dati relativi ai seguenti oneri detraibili e deducibili, comunicati da soggetti terzi:

quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso

premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni

contributi previdenziali e assistenziali

contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare

spese sanitarie e relativi rimborsi

spese veterinarie

spese universitarie e relativi rimborsi

contributi versati alle forme di previdenza complementare

spese funebri

spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico.

All’interno del 730 precompilato, inoltre, sono indicati i dati relativi alle spese da ripartire su diverse annualità desumibili dalla dichiarazione presentata dal contribuente per l’anno precedente.

Oltre alla dichiarazione, a disposizione del contribuente c’è l’elenco delle informazioni a essa relative, in cui sono indicati separatamente i dati inseriti e quelli non inseriti (e le relative fonti informative).

Per quanto riguarda gli oneri detraibili o deducibili sostenuti nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, è importante ricordare che l’Agenzia, nel predisporre la precompilata, individua tali familiari esclusivamente sulla base delle informazioni (anche reddituali) comunicate dai sostituti d’imposta attraverso le Certificazioni uniche.

Se nelle comunicazioni relative agli oneri detraibili/deducibili, trasmesse dai soggetti terzi, non è individuato il soggetto che ha sostenuto la spesa, l’onere è inserito nelle dichiarazioni dei redditi dei soggetti dei quali il familiare, a cui la spesa si riferisce, risulta fiscalmente a carico, in proporzione alle percentuali di carico. Naturalmente, qualora il familiare non sia in possesso dei requisiti per essere considerato fiscalmente a carico o se la spesa è stata sostenuta da un soggetto diverso o in una percentuale diversa rispetto a quella risultante dal prospetto dei familiari a carico, il contribuente è tenuto a modificare la dichiarazione proposta dall’Agenzia.

Come si accede al 730 precompilato

Le modalità di accesso alla dichiarazione sono due:

accesso diretto da parte del contribuente

accesso da parte del sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, del Caf o del professionista abilitato.

Accesso diretto da parte del contribuente

Il contribuente può accedere direttamente al 730, utilizzando uno dei seguenti strumenti di autenticazione:

credenziali dispositive Fisconline

Carta nazionale dei servizi (Cns)

identità Spid (Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale)

credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o dalla Guardia di finanza o dal sistema informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPa)

credenziali rilasciate da altri soggetti individuati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa può fare il contribuente

In relazione alla propria dichiarazione precompilata, il contribuente, eseguito l’accesso, può effettuare una delle seguenti operazioni:

visualizzazione e stampa

accettazione ovvero modifica, anche con integrazione, dei dati contenuti nella dichiarazione, e invio

versamento delle somme eventualmente dovute mediante modello F24 già compilato con i dati relativi al pagamento da eseguire, con possibilità di addebito sul proprio conto corrente bancario o postale (nei casi di presentazione della dichiarazione in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio)

indicazione delle coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale accreditare l’eventuale rimborso (nei casi di presentazione della dichiarazione in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio)

consultazione delle comunicazioni, delle ricevute e della dichiarazione presentata

consultazione dell’elenco dei soggetti delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione 730 precompilata

indicazione di un indirizzo di posta elettronica presso cui ricevere eventuali comunicazioni relative alla dichiarazione.

La dichiarazione presentata per conto di persone incapaci e minori Il rappresentante legale e l’amministratore di sostegno, tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi per conto di persone legalmente incapaci, eseguono le operazioni indicate sopra utilizzando le proprie credenziali. A tal fine, per ottenere l’abilitazione, devono recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate ed esibire la documentazione attestante la propria condizione di tutore.

Allo stesso modo i genitori, tenuti a presentare la dichiarazione per conto dei figli minori, devono recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia, autocertificare la propria condizione di genitore e consegnare copia di un documento di identità del figlio. In alternativa, se il genitore ha presentato per conto del figlio la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta precedente, può ottenere l’abilitazione in via telematica, con le modalità descritte sul sito internet dell’Agenzia.

In entrambi i casi, le abilitazioni sono valide fino al 31 dicembre dell’anno in cui sono rilasciate.

Accesso da parte del sostituto d’imposta, del Caf e del professionista abilitato

I contribuenti, che non intendono accedere direttamente alla propria dichiarazione precompilata, possono farlo tramite uno dei seguenti soggetti:

sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale

Caf

professionista abilitato.

La delega

Tali soggetti possono accedere alla dichiarazione precompilata solo dopo aver acquisito una specifica delega del contribuente, contenente le seguenti informazioni:

codice fiscale e dati anagrafici del contribuente

anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione 730 precompilata

data di conferimento della delega

indicazione che la delega si estende, oltre all’accesso alla dichiarazione, anche alla consultazione dell’elenco delle informazioni relative alla stessa.

La delega può essere acquisita, insieme a un documento d’identità del delegante, in formato cartaceo o in formato elettronico.

I sostituti d’imposta, i Caf e i professionisti abilitati devono numerare e annotare in un apposito registro cronologico le deleghe acquisite.

Modalità di accesso

I sostituti d’imposta possono accedere alla dichiarazione avvalendosi dei soggetti incaricati della presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi (ad esempio, dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro).

I Caf e i professionisti abilitati possono nominare propri dipendenti come operatori incaricati di effettuare l’accesso alle dichiarazioni precompilate. L’accesso alla dichiarazione precompilata (e all’elenco dei dati a essa relativi) da parte di tali soggetti è consentito fino al 10 novembre 2017, previa specifica richiesta all’Agenzia delle Entrate tramite file ovvero via web (le regole tecniche per l’invio della richiesta sono illustrate nei paragrafi 4.2.3 e 4.2.4 del provvedimento in esame).

Presentazione diretta della dichiarazione

Il contribuente che accede direttamente alla propria dichiarazione precompilata può:

accettarla nei termini in cui è stata predisposta dall’Agenzia delle Entrate

modificarla o integrarla.

A partire dal 2 maggio, la dichiarazione accettata, modificata o integrata, può essere inviata telematicamente all’Agenzia che, entro cinque giorni, fornisce un’apposita ricevuta contenente:

la data di presentazione della dichiarazione

il riepilogo dei principali dati contabili.

Per rendere possibile le operazioni di conguaglio, il risultato contabile delle dichiarazioni presentate direttamente dal contribuente viene trasmesso dall’Agenzia ai sostituti d’imposta.

Qualora ciò non fosse possibile, l’Agenzia informa il contribuente mediante un avviso nell’area autenticata nonché mediante la trasmissione di un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail comunicato.

Se, invece, il sostituto d’imposta che riceve il risultato contabile della dichiarazione non è tenuto a effettuare il conguaglio, comunica in via telematica all’Agenzia il codice fiscale del contribuente interessato. Quest’ultimo, a sua volta, riceve apposita comunicazione dall’Agenzia stessa. In entrambi i casi, il contribuente può, alternativamente,:

presentare un modello 730 integrativo, con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta ovvero di indicare l’assenza del sostituto rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato.

Si ricorda che, per i contribuenti che presentano la dichiarazione in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, gli eventuali rimborsi sono eseguiti dall’amministrazione finanziaria.

Se, invece, dalle dichiarazioni presentate emerge un debito, il contribuente effettua il pagamento mediante F24, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale.

Protezione dei dati personali e misure di sicurezza

La salvaguardia dei dati trattati è garantita da stringenti protocolli di sicurezza aggiornati alle più recenti versioni.

Inoltre, a tutela della privacy dei contribuenti, l’Agenzia ha acquisito il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali.

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2) Registro revisori: la gestione ritorna ai Commercialisti?

Dopo l’annuncio della riforma da parte di Miani, l’intervento del vice ministro dell’Economia al congresso nazionale dei giovani Dottori commercialisti che non esclude un ritorno al passato se la gestione del registro dei revisori da parte del Mef non risulti così efficiente.

Mediazione tributaria più ampia, con l’innalzamento a 50 mila euro del tetto di accesso alle controversie. Il tutto anticipato da una rottamazione delle liti tributarie pendenti. Fatturazione elettronica certificata dai commercialisti, per far avere alle aziende una corsia preferenziale per poter accedere ai finanziamenti da parte del sistema bancario. Revisione contabile da rivedere, riportando l’albo di nuovo dentro l’ordine ma con minori oneri burocratici per l’accesso. Sono solo alcune delle prospettive di evoluzione della professione di dottore commercialista che il viceministro dell’economia Luigi Casero, ha messo sul tavolo del dibattito sul futuro della categoria, a Napoli in occasione del 55esimo congresso nazionale dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti.

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3) Scritture contabili: termine di conservazione di tutti i documenti informatici, anche Iva, entro il 31 dicembre 2017

Scritture contabili: il contribuente termina il processo di conservazione di tutti i documenti informatici rilevanti ai fini fiscali (documenti IVA e non) al più tardi entro il 31 dicembre 2017.

Il termine per procedere alla conservazione di tutti i documenti informatici coincide con quello per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi. Si tratta di un termine che é valido anche per i documenti rilevanti ai fini dell’IVA, questo dopo le recenti novità normative che erano state interpretate in senso opposto.

Quindi, ad es. un contribuente con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (1.1.2016-31.12.2016) termina il processo di conservazione di tutti i documenti rilevanti ai fini fiscali (documenti IVA e altri documenti) al più tardi entro il 31.12.2017.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 46/E del 10 aprile 2017.

Altri chiarimenti:

Non occorre procedere alla stampa dei documenti ricevuti in formato digitale. E’ possibile integrare i documenti ricevuti in formato Pdf, per i quali la normativa vigente in materia prevede l'assolvimento dell'IVA da parte del cessionario/committente (esempio fatture per acquisti intracomunitari e per altri acquisti in regime di "reverse charge"), mediante la predisposizione di un altro documento, che verrà allegato all'immagine della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l'integrazione sia gli estremi della stessa.

Detto documento sarà predisposto da un apposito software, che provvederà alla sua conservazione sostitutiva unitamente alla fattura di riferimento, senza che entrambi vengano mai stampati in formato cartaceo.

Non è necessario che il numero progressivo di registrazione sul registro IVA coincida con il numero di protocollo di ricezione. L’annotazione di entrambi i numeri attribuiti alla fattura di acquisto, sia sul registro dei protocolli di arrivo sia sul registro IVA degli acquisti, assicura la univoca correlazione tra i dati contenuti nel documento ed i dati registrati nei menzionati registri. Ne consegue che dal registro del protocollo di arrivo si può agevolmente risalire alla registrazione del documento sul registro IVA degli acquisti e, viceversa, dal registro acquisti si può risalire al numero di protocollo di arrivo”.

E’ stato, altresì chiarito come “l’apposizione fisica del “numero progressivo IVA” sul documento originale non sia indispensabile qualora sia assicurata la perfetta corrispondenza dei dati contenuti nella fattura e quelli riportati nel registro IVA degli acquisti e nel registro dei protocolli di arrivo e, in particolare, sia riportato nel registro IVA, con riferimento a ciascun documento, anche il numero progressivo di “protocollo di arrivo”. E’ in ogni caso indispensabile che attraverso la consultazione dell’archivio informatico sia possibile reperire agevolmente qualsiasi documento originale contraddistinto dal numero di “protocollo di arrivo” e conservato nell’archivio cartaceo.

Resta inteso che la facoltà di non stampare i documenti suddetti, compreso il registro dei protocolli di arrivo, è consentita laddove si proceda alla conservazione in modalità elettronica degli stessi secondo le formalità previste dalla legge.

A tal riguardo, viene ricordato che, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.M. 17.06.14 (che rinvia all’articolo 7, comma 4-ter, del D.L. n. 357/1994) la conservazione dei documenti informatici, ai fini della rilevanza fiscale, deve essere eseguita entro il terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni annuali, da intendersi, in un ottica di semplificazione e uniformità del sistema, con il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi.

In altre parole, il termine di riferimento per procedere alla conservazione di tutti i documenti informatici coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, termine valido anche per i documenti rilevanti ai fini dell’IVA, ancorché a partire dal periodo d’imposta 2017 i termini di presentazione delle dichiarazioni rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA siano disallineati.

In caso di periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, i documenti rilevanti ai fini IVA riferibili ad un anno solare andranno comunque conservati entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile.

Ad esempio:

- un contribuente con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (1.1.2016-31.12.2016) concluderà il processo di conservazione di tutti i documenti rilevanti ai fini fiscali (documenti IVA e altri documenti) al più tardi entro il 31.12.2017;

un contribuente con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare (1.7.2016-30.6.2017) conserverà i documenti rilevanti ai fini IVA dell’anno 2016 entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi presentata successivamente al 31.12.2016. Presa, quindi, a riferimento la dichiarazione annuale dei redditi del periodo 1.7.2015-30.6.2016 da presentarsi entro il 31.3.2017, il termine di conservazione dei documenti IVA dell’anno solare 2016 sarà il 30.6.2017, insieme agli altri documenti fiscalmente rilevanti del periodo 1.7.2015-30.6.2016.

Va da se, infine, che - in caso di verifiche, controlli o ispezioni - ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del decreto del 17.6.2014, “il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 46/E del 10 aprile 2017)

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4) Incentivo “Occupazione SUD”: verifiche delle istanze

L’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), con comunicato del 10 aprile 2017, ha reso noto che, in tema di incentivo "Occupazione SUD", le istanze presentate dai datori di lavoro privati e già elaborate dall’Inps, sono state riscontrate alcune anomalie in sede di verifica delle informazioni concernenti lo stato di disoccupazione. L’Anpal e l’Istituto provvederanno a riesaminare le istanze rigettate, la cui istruttoria, pertanto, non deve ritenersi ancora definitiva.

Incentivo Occupazione Sud: esiti elaborazione istanze

A fronte delle istanze relative all’“Incentivo Occupazione SUD”, presentate dai datori di lavoro privati e già elaborate dall’INPS, si comunica che, rispetto a tali istanze, sono state riscontrate alcune anomalie in sede di verifica delle informazioni concernenti lo stato di disoccupazione. A tal riguardo, si fa presente che sarà cura dell’ANPAL e dell’INPS riesaminare le istanze rigettate, la cui istruttoria, pertanto, non deve ritenersi ancora definitiva.

Si precisa che, fino al completamento di tali operazioni di riesame, l’Inps non procederà all’elaborazione di ulteriori richieste. Con successive comunicazioni saranno fornite indicazioni aggiuntive.

(Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), comunicato del 10 aprile 2017)

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5) Commercialisti: quando si possono cumulare gli onorari per l’assistenza nel contenzioso con la consulenza tributaria

Nel caso di patrocinio tributario svolto dal commercialista, gli onorari per l’assistenza e la rappresentanza tributaria possono essere cumulati con quelli previsti per la consulenza tributaria soltanto se sono state rese attività che rientrano in tale categoria (nel caso esaminato si trattava di una consulenza fatta all’Ilva per ottenere uno sgravio Irpeg) e dunque quelle volte all’analisi della legislazione, della giurisprudenza oltre alle interpretazioni dottrinarie dell’Amministrazione finanziaria.

Bocciato il ricorso del professionista, incaricato dall’impresa industriale di realizzare uno studio per consentire alla società di ottenere l’esenzione decennale dall’imposta sul reddito per gli investimenti realizzati nel Mezzogiorno prevista dalla legge dell’epoca. Un testimone ha confermato che la richiesta del beneficio fiscale all’amministrazione finanziaria venne presentata dagli uffici dell’azienda sulla base degli approfondimenti compiuti dal professionista. Solo che l’istanza è stata respinta e il professionista ha predisposto due ricorsi. Ma per il commercialista il cumulo tra il compenso per la rappresentanza e l'assistenza in giudizio e quello per la consulenza tributaria è previsto soltanto se quest'ultima attività svolta si risolve nell’analisi della legislazione e della giurisprudenza oltre che della prassi seguita dall'amministrazione finanziaria e della dottrina. Nella specie, però, lo studio è avvenuto nella fase precedente e risulta dunque compensato dalle somme pattuite per i due contratti con cui il professionista è stato incaricato di approfondire le agevolazioni per le attività produttive al Sud.

(Corte di Cassazione, sentenza 8924 del 7 aprile 2017).

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6) Gestione antieconomica prolungata: ok alle risultanze da studi di settore

Studi di settore, scostamento prolungato equivale a prova di antieconomicità: È legittimo l’accertamento basato sul solo scostamento dagli studi di settore a carico dell'azienda la cui gestione è risultata antieconomica. A rilanciare l’importanza degli standard delle Entrate è stata la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 9079 del 7 aprile 2017, ha accolto nel merito il ricorso dell'amministrazione finanziaria condannando la società a versare le maggiori imposte solo per lo scostamento dagli standard. Insomma gli Ermellini hanno reso un pronuncia che potrebbe suonare come una voce fuori dal coro giacché nell’ultimo periodo si è consolidato l’orientamento per cui il solo scostamento non dimostra certo ricavi in nero. Sul punto la Corte evidenzia che l’accertamento tributario standardizzato costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è per legge determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standard in sé considerati ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente. In tale sede, questi ha l’onere di provare, senza limitazione di mezzi e contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standard o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento. Per la Cassazione la condotta antieconomica è un indizio sufficientemente grave, ove tutto ciò sia ripetuto nel tempo.

(Corte di Cassazione, sentenza 9079 del 7 aprile 2017).

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7) Equitalia: al via gli sportelli bancomat per definire le cartelle

Equitalia, con equipay cartelle “rottamate”: si pagano al bancomat.

La definizione agevolata, la cd. rottamazione delle cartelle Equitalia, si potrà pagare anche con il bancomat. Grazie al progetto Equipay sarà possibile pagare i bollettini con cui regolarizzare i propri debiti direttamente agli sportelli bancomat degli istituti di credito che hanno aderito ai servizi di pagamento del nodo CBILL del Consorzio CBI (Customer to Business Interaction). Sarà sufficiente andare presso uno sportello ATM (Automated Teller Machine) della banca che ha aderito, verificare che il saldo da pagare sia compatibile col limite di utilizzo del proprio bancomat e quindi selezionare la funzione relativa ai pagamenti che guida il contribuente fino alla conclusione dell’operazione.

Equipay si inserisce nel percorso voluto dall’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini per ampliare e semplificare la gamma dei servizi a disposizione dei cittadini, anche nelle modalità di pagamento dei propri debiti. Il servizio di pagamento (così come già avviene per le normali cartelle e le rate dei piani di dilazione) potrà essere un altro strumento con cui poter saldare i bollettini che Equitalia invierà ai contribuenti che hanno aderito alla cosiddetta rottamazione, che scade il prossimo 21 aprile. Su ogni bollettino saranno indicati l’importo, la scadenza del pagamento e il codice RAV che potrà essere utilizzato ai bancomat abilitati per saldare la rata.

Equipay si aggiunge alle altre modalità di pagamento che la società di riscossione ha già attivato come la domiciliazione bancaria, gli sportelli bancari, il proprio internet banking, gli uffici postali, i tabaccai, tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, il portale www.gruppoequitalia.it e la App Equiclick (PagoPa) e i 200 sportelli di Equitalia.

(Equitalia, comunicato del 8 aprile 2017)

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8) Equitalia full time

Sportelli Equitalia aperti di pomeriggio fino al 21 aprile per la definizione agevolata.

Gli sportelli di Equitalia rimarranno aperti anche di pomeriggio fino al 21 aprile 2017 per dare massima assistenza a tutti i contribuenti interessati alla definizione agevolata, la cosiddetta "rottamazione delle cartelle".

A seguito della pubblicazione del dl n. 36/2017, che ha prorogato dal 31 marzo al prossimo 21 aprile il termine per aderire alla definizione agevolata, l’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini ha disposto, d’intesa con le parti sociali, di prolungare l’apertura pomeridiana – fino alle 15,15 - in 15 sedi che registrano una più alta affluenza di contribuenti: - Padova, in Via Longhin 115; - Bologna, in Via Tiarini 37; - Firenze, in Via Riguccio Galluzzi 30; - Bari, in Via Marin 3; - Brindisi, in Via Santa Lucia 10; - Foggia, in Via Gramsci 37; - Lecce, in Via Adriatica 2; - Taranto, in Via XX Settembre 6. - Perugia, Strada delle Fratte 2/I; - Napoli, in Viale Kennedy 7; - Napoli, in Via San Gennaro al Vomero 12; - Caserta, in Viale V. Lamberti - fabb. A/4 (ex Area Saint Gobain); - Salerno, in Via San Leonardo 242; - Cagliari, in Via Giorgio Asproni 13; - Sassari, in Via Piandanna 10/E; - Catanzaro, in Via A. Lombardi (pal. Metroquadro); - Cosenza, in Via 24 Maggio 47; - Crotone, in Via Mediterraneo 33; - Reggio Calabria, in Via Demetrio Tripepi 92. Il servizio cassa rispetterà il consueto orario e quindi sarà attivo fino alle 13,15, ad eccezione degli sportelli di Padova, Bologna e Firenze dove sarà prolungato fino alle 15,15.

E inoltre, in ulteriori 7 sedi, sono previsti più giorni di apertura settimanale: - Fermo, in Via Salvo d'Acquisto 8; - Chioggia (Venezia), in Via dei Granatieri di Sardegna 317; - Montebelluna (Treviso), in Via D. Buzzati 18; - Tolmezzo (Udine), in Via Carnia Libera 1944, 15; - Empoli (Firenze), in Via dei Neri 4; - Ariano Irpino (Avellino), in Via Cardito 201; - Torre del Greco (Napoli), in Via Sedivola 1; - Casamicciola Terme (Napoli), Via Cumana 3 - Piazzetta S'Antonio; - Lagonegro (Potenza), in Via Tribunale snc.

(Equitalia, comunicato del 7 aprile 2017)

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9) Spesometro: esclusione dall’obbligo di comunicare le operazioni con soggetti di paesi c.d. “black list”

Esclusione dall’obbligo di comunicare con lo spesometro le operazioni intercorse con soggetti di paesi c.d. “black list”.

Lo evidenzia Assonime, con una nota pubblicata nei giorni scorsi.

IVA – Spesometro – Provvedimento direttoriale del 6 aprile 2017

Con il Provvedimento n. 68495 dell’Agenzia delle Entrate del 6 aprile 2017 – confermando quanto già anticipato dal comunicato stampa del 24 marzo 2017 – è stato riproposto, per le operazioni relative all’anno 2016, l’esonero dall’obbligo di presentazione del c.d. “spesometro” (o “modello polivalente”) già vigente per le operazioni attive poste in essere, rispettivamente, dalle agenzie di viaggi di cui all’art. 74-ter del d.P.R. n. 633 del 1972 e dai commercianti al minuto di cui all’art. 22 dello stesso d.P.R. n. 633. Più in particolare, il provvedimento dispone l’esonero per le operazioni attive di importo unitario inferiore ai 3.600 euro al lordo dell’IVA, per la prima categoria di soggetti, e per le operazioni attive di importo unitario inferiore ai 3.000 euro al netto dell’IVA, per i secondi.

Lo stesso provvedimento, infine – sulla falsariga del precedente provvedimento n. 49798 del 6 aprile 2016 – conferma l’esonero dalla presentazione dello spesometro per le operazioni, attive e passive, rese e ricevute dalle Pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, della Legge n. 196 del 2009 e dalle Amministrazioni autonome.

Come noto, la comunicazione in oggetto, a regime, deve essere presentata entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, dai soggetti passivi che effettuano le liquidazioni IVA con cadenza mensile, ed entro il 20 aprile, dagli altri soggetti IVA.

Si ricorda, peraltro, che, per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2017, per effetto delle modifiche apportate dal D.L. n. 193 del 2016 alla norma istitutiva dello spesometro (art. 21 del D.L. n. 78 del 2010), l’adempimento in questione è stato ora sostituito dal nuovo obbligo di comunicazione telematica dei dati delle fatture. Con il medesimo comunicato stampa del 24 marzo 2017, infine, l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’esclusione dall’obbligo di comunicare con lo spesometro le operazioni intercorse con soggetti di paesi c.d. “black list” , ed ha altresì chiarito che i contribuenti che hanno già effettuato la trasmissione dei dati delle fatture al sistema Tessera sanitaria (compresi gli iscritti agli albi professionali degli psicologi, degli infermieri, delle ostetriche e dei tecnici sanitari) possono non riportare tali dati nello stesso modello.

(Assonime, nota del 7 aprile 2017)

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10) Aperture delle nuove partite Iva in diminuzione vicina al 5%

Nel mese di febbraio 2017 sono state aperte 49.412 partite Iva e, in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente, si è registrata una diminuzione del 4,8%.

Lo rendo noto il Ministero dell’Economia, in seno all’Osservatorio sulle partite IVA, con la sintesi dei dati di febbraio 2017 aggiornati.

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che il 70% delle nuove partite Iva è stato aperto dalle persone fisiche, il 24% dalle società di capitali e il 5,1% dalle società di persone; la quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari allo 0,8%. Rispetto al mese di febbraio 2016 si osserva una flessione di avviamenti per le società di persone (-14,5%) e per le persone fisiche (-5,7%) mentre risultano stabili gli avviamenti di società di capitali (-0,1%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 43% delle nuove partite Iva è localizzato al Nord, il 22,2% al Centro e il 34,5% al Sud ed Isole. Il confronto con lo stesso mese dello scorso anno segnala significativi incrementi di avviamenti in Basilicata (+52,8%) concentrati nel settore dell’agricoltura e presumibilmente legati ai bandi regionali PSR 2014-2020 della UE. Aumenti più contenuti si registrano in Calabria (+4%) e Sardegna (+1%); tutte le altre Regioni presentano diminuzioni, in particolare le Marche (-13,1%), la Provincia autonoma di Bolzano (-11,4%) e l’Abruzzo (-10,9%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (20,6% del totale), seguito dalle attività professionali (16,4%) e dall’agricoltura (10,9%). Rispetto al mese di febbraio dello scorso anno, tra i settori principali si registra un incremento delle nuove aperture nel comparto della sanità (+7,4%), delle attività professionali (+7%) e dell’istruzione (+5,1%), mentre il commercio (-15,4%), alloggio e ristorazione (-9,4%) e i servizi alle imprese (-8,1%) registrano i cali di avviamenti più vistosi.

Tra le persone fisiche la ripartizione per genere mostra un lieve aumento della quota femminile (che rappresenta il 37,5% del totale delle aperture di febbraio). Il 48,4% degli avviamenti è riferito a giovani fino a 35 anni e il 33,1% a soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente mese del 2016, la distribuzione per classi di età evidenzia un complessivo decremento di aperture, con l’eccezione della classe “fino a 35 anni” che rimane sostanzialmente stabile (-0,1%). Il 15,6% degli avvianti risulta nato all’estero.

Nello scorso mese di febbraio 18.490 soggetti, pari al 37,4% del totale delle nuove aperture, hanno aderito al regime fiscale cosiddetto forfetario, con un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

(MEF, comunicato del 10 aprile 2017)

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11) Modello F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del bonus ceduto sulla riqualificazione energetica di parti condominiali

Istituito codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta ceduto corrispondente alla detrazione spettante per le spese di riqualificazione energetica di parti condominiali.

Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in parola tramite il modello F24, presentato esclusivamente attraverso i canali ENTRATEL e FISCONLINE messi a disposizione dall’Amministrazione finanziaria, l’Agenzia delle entrate ha istituito con la risoluzione n. 47/E del 10 aprile 2017 il seguente codice tributo:

- “6876” denominato “Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto corrispondente alla detrazione per spese di riqualificazione energetica di parti condominiali - art. 1, c.74, della legge n. 208/2015”.

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 marzo 2016, nel disciplinare la misura agevolativa in argomento, ha stabilito, tra l’altro, che il credito ceduto:

- è fruibile dal fornitore in 10 quote annuali di pari importo, a partire dal 10 aprile 2017. La quota del credito che non è fruita nell’anno è utilizzabile negli anni successivi e non può essere chiesta a rimborso;

- è utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i

servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare maturato, anche tenendo conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 47/E del 10 aprile 2017)

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12) Modello F24: Istituito codice tributo per l’uso in compensazione del credito per la sostituzione di autocaravan

Istituito codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli incentivi riconosciuti per la sostituzione di autocaravan.

Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in parola tramite il modello F24, è stato istituito il seguente codice tributo:

- “6875” denominato “Credito d’imposta - Incentivi fiscali alla sostituzione, mediante demolizione, degli autocaravan - articolo 1, commi 85 e 86, legge 28 dicembre 2015, n. 208”.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 48/E del 10 aprile 2017)

Vincenzo D’Andò