La Nuova Cigo: istruzioni pratiche

Con questo articolo torniamo ad occuparci della nuova procedura per la richiesta del trattamento di integrazione salariale, fornendo, questa volta, tutte le istruzioni per la corretta gestione contabile del trattamento, una volta ottenuta l’autorizzazione da parte dell’Inps. In particolare andremo ad esaminare gli adempimenti connessi all’associazione di ogni lavoratore con l’unità produttiva di riferimento, i criteri per individuare i trattamenti soggetti alla nuova disciplina, la metodologia di calcolo della contribuzione addizionale nonché le modalità di gestione del trattamento di fine rapporto in relazione alle diverse tipologie di cassa integrazione.

 

PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE DAL D.LGS. 148/2015

Come abbiamo già avuto modo di dire nel precedente articolo, il D.Lgs. 148/2015 ha operato il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporti di lavoro. Le principali novità che possiamo riscontrare ad un attento esame del decreto in commento sono:

l’estensione della tutela ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante;
la ridefinizione dei requisiti soggettivi per l’accesso alle prestazioni;
la revisione dei limiti massimi di durata dei trattamenti;
la rimodulazione della misura della contribuzione ordinaria;
la revisione dell’assetto e della misura della contribuzione addizionale;
l’introduzione del termine di decadenza di 6 mesi entro il quale è ammesso il conguaglio delle prestazioni CIG anticipate dal datore di lavoro.

 

DESTINATARI DELLA CIGO: Anzianità di effettivo lavoro

Il nuovo D.lgs. 148/2015 individua i destinatari del trattamento di integrazione salariale ordinario e straordinario nei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante. Restano esclusi dalla presente disciplina i lavoratori a domicilio e i lavoratori assunti con contratto di apprendistato non professionalizzante. Per poter accedere al trattamento di integrazione salariale i lavoratori beneficiari devono aver conseguito un’anzianità di effettivo lavoro, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento , di almeno 90 giorni dalla data di presentazione della relativa domanda di concessione al Ministero, se trattasi di trattamento straordinario ovvero all’Istituto per i trattamenti ordinari. Ai fini della maturazione del predetto requisito soggettivo di anzianità di effettivo lavoro, si computano le giornate di effettiva presenza al lavoro, indipendentemente dalla durata oraria, nonché i periodi di sospensione dal lavoro per:

ferie;
festività;
maternità obbligatoria;

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha precisato che, ai fini del raggiungimento del requisito dell’anzianità di effettivo lavoro, devono essere conteggiati come giorni di effettivo lavoro sia il sabato, in caso di articolazione dell’orario di lavoro su 5 giorni a settimana, sia il riposo settimanale, cadente di domenica ovvero in altro giorno infrasettimanale, in quanto tali giornate sono comprese nel normale corso del rapporto di lavoro. La nota del Ministero ha precisato anche che in caso di cambio di qualifica del lavoratore, l’anzianità di effettivo lavoro presso l’unità produttiva viene considerata in modo unitario, ossia deve essere considerato anche il periodo anteriore la variazione, indipendentemente dalla qualifica precedentemente posseduta dal lavoratore.

 

UNITA’ PRODUTTIVA

La corretta identificazione dell’unità produttiva è di rilevante importanza per l’istruttoria della pratica, in quanto fondamentale parametro di riferimento per la valutazione sia di requisiti che di limiti. Occorre pertanto tenere presente che l’unità produttiva si identifica con la sede legale, gli stabilimenti, le filiali e i laboratori distaccati dalla sede, che abbiano un’organizzazione autonoma. L’organizzazione autonoma si realizza…

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