Diario quotidiano del 4 aprile 2017: i riflessi previdenziali delle unioni civili

Pubblicato il 4 aprile 2017



1) Regime agevolato per “impatriati”: opzione possibile fino al 2 maggio
2) Aggiornato il software di compilazione del Modello Iva Tr 2016
3) Unità produttiva ed ammortizzatori sociali: ecco le FAQ della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
4) Equitalia, tutte le cartelle online: arrivato Contotax, il contatore per le rateizzazioni
5) Domande fino al 10 aprile per il bonus su negoziazione assistita e arbitrato
6) Ordine Commercialisti: deposito delle scritture contabili del cliente solo in casi particolari
7) Altre notizie in breve: tra cui modifiche agli studi di settore in G.U., reato di omesso versamento Iva, rottamazione ruoli e rinuncia alla causa, ok alla duplice iscrizione previdenziale per il socio amministratore di Srl
8) Unioni civili e convivenze: risvolti per le gestioni INPS
9) Solidarietà: sgravio 35% per solidarietà difensiva
10) L’elenco dei clienti e fornitori é prova d’evasione
diario-quotidiano-articoli-91) Regime agevolato per “impatriati”: opzione possibile fino al 2 maggio 2) Aggiornato il software di compilazione del Modello Iva Tr 2016 3) Unità produttiva ed ammortizzatori sociali: ecco le FAQ della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro 4) Equitalia, tutte le cartelle online: arrivato Contotax, il contatore per le rateizzazioni 5) Domande fino al 10 aprile per il bonus su negoziazione assistita e arbitrato 6) Ordine Commercialisti: deposito delle scritture contabili del cliente solo in casi particolari 7) Altre notizie in breve: tra cui modifiche agli studi di settore in G.U., reato di omesso versamento Iva, rottamazione ruoli e rinuncia alla causa, ok alla duplice iscrizione previdenziale per il socio amministratore di Srl 8) Unioni civili e convivenze: risvolti per le gestioni INPS 9) Solidarietà: sgravio 35% per solidarietà difensiva 10) L’elenco dei clienti e fornitori é prova d’evasione *****

1) Regime agevolato per “impatriati”: opzione possibile fino al 2 maggio

Riguardo all’anno d’imposta 2016, i benefici sono fruiti direttamente nella dichiarazione dei redditi; per il 2017, in linea di massima, deve pensarci il datore di lavoro.

Regime fiscale per i lavoratori “impatriati”, scadenza al 2 maggio 2017. In un provvedimento delle Entrate le modalità di esercizio dell’opzione. Più tempo per i lavoratori dipendenti, rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015, per accedere al regime fiscale speciale previsto dal Dlgs n. 147/2015. Infatti, potranno optare fino al 30 aprile 2017 (termine festivo, prorogato al 2 maggio 2017) per la misura agevolativa che prevede una riduzione della base imponibile ai fini Irpef, del 30% per l’anno di imposta 2016, e del 50% a partire dal periodo di imposta 2017 e per i tre successivi. Questi i principali chiarimenti contenuti nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 marzo 2017.

L’ultimo “decreto milleproroghe” (articolo 3, comma 3-novies, decreto legge 244/2016) ha stabilito che i lavoratori dipendenti trasferitisi in Italia entro il 2015 hanno tempo fino al prossimo 30 aprile (termine festivo prorogato di diritto al 2 maggio) per scegliere in modo irrevocabile, in alternativa alle agevolazioni biennali di cui alla legge 238/2010, il trattamento di favore quinquennale riservato agli “impatriati”, consistente nella riduzione della base imponibile Irpef nella misura del 30%, per l’anno di imposta 2016, e del 50%, per il 2017 e i tre periodi successivi (fino al 2020).

Come cambia l’agevolazione

Il Dlgs n. 147/2015 ha introdotto un regime ad hoc per i lavoratori “impatriati” in base al quale, dall’anno di imposta 2016, il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato, può concorrere alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare. La legge di bilancio 2017 ha modificato questa percentuale, stabilendo che i redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia da lavoratori “impatriati”, a partire dall’anno d’imposta 2017, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

L’esercizio dell’opzione slitta al 2 maggio

Per i lavoratori dipendenti di cui alla legge n. 238/2010, rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015, che non abbiano già esercitato l’opzione per accedere al regime speciale per i lavoratori “impatriati”, il decreto “milleproroghe” ha posticipato il termine al 30 aprile 2017, prorogato, in quanto festivo, al 2 maggio. Per accedere all’agevolazione, irrevocabile, i lavoratori dovranno presentare un’apposita richiesta scritta al proprio datore di lavoro. L’istanza dovrà contenere le generalità del contribuente, il suo codice fiscale, l’indicazione dell’attuale residenza in Italia e l’impegno a comunicare ogni variazione della residenza o del domicilio prima del decorso di cinque anni dalla data della prima fruizione del beneficio. L’opzione consente di fruire del regime speciale per il quinquennio 2016/2020.

In particolare, per l’anno 2016, i lavoratori che esercitano la scelta fruiscono del regime agevolato in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo d’imposta, indicando il reddito di lavoro dipendente nella misura ridotta al 70%. Per l’anno di imposta 2017, l’agevolazione del 50% è applicata dal datore di lavoro; nell’ipotesi in cui quest’ultimo non possa riconoscerla, il contribuente può comunque fruirne direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2017.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 77 del 31 marzo 2017)

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2) Aggiornato il software di compilazione del Modello Iva Tr 2016

Il Fisco aggiorna e rende disponibile sul proprio sito il software di compilazione del Modello Iva Tr 2016.

Si tratta della versione software 1.2.0 del 03 aprile 2017.

Come è noto, il software Modello Iva Tr versione 2016 consente ai contribuenti di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello Iva Tr da utilizzate a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre 2016.

Versione 1.2.0 del 03/04/2017 fa seguito all’adeguamento all’aggiornamento del modello stesso.

(Agenzia delle entrate, nota del 3 aprile 2017)

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3) Unità produttiva ed ammortizzatori sociali: ecco le FAQ della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

La Fondazione dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato, il 3 aprile 2017, un approfondimento con il quale fornisce alcune indicazioni operative in merito alla gestione delle “unità produttive” ai fini della gestione degli ammortizzatori sociali.

Le F.A.Q.

Cosa si intende per unità operativa?

Si intende il luogo ove viene svolta in maniera stabile l’attività lavorativa con uno o più dipendenti.

Nel flusso UniEmens è il progressivo numerico identificativo rilasciato dall’INPS a seguito di comunicazione di nuova unità operativa (Inps circ. 172/2010).

Cosa si intende per unità produttiva ai fini della gestione degli ammortizzatori sociali?

Nel concetto di Unità produttiva rientra ogni articolazione autonoma dell’azienda avente, sotto il profilo funzionale e finalistico, idoneità ad esplicare, in tutto o in parte, l’attività dell’impresa medesima, anche se composta da stabilimenti o uffici dislocati in zone diverse anche dello stesso Comune e vi sia impiegato, stabilmente, personale subordinato. Detto elemento, nel flusso UniEmens, va valorizzato anche laddove, non sussistendo unità produttiva diversa da quella in cui l’azienda ha la propria sede legale, la prestazione lavorativa dei dipendenti si svolga integralmente presso la sede legale del datore di lavoro.

Unità operativa e unità operativa sono due concetti perfettamente sovrapponibili ?

No, l’unità operativa, pur non avendo le caratteristiche dell’autonoma fisionomia come l’unità produttiva, deve essere sempre censita ai fini della gestione degli obblighi contributivi anche qualora non venga assegnata una nuova posizione contributiva.

Al contrario l’unità produttiva andrà censita e valorizzata nel flusso UniEmens solo qualora l’articolazione aziendale presenti autonoma fisionomia. Potrà quindi accadere che la particella aziendale, diversa dalla sede principale, sia, contemporaneamente, unità operativa e unità produttiva o sia unità operativa ma non unità produttiva.

Quali sono le caratteristiche essenziali dell’Unità produttiva?

Unità produttiva è un plesso organizzativo aziendale nell’ambito del quale si svolge, in tutto o in parte, la produzione di beni o servizi e che presenta una propria distinta fisionomia con le seguenti caratteristiche presenti anche alternativamente:

autonomia finanziaria e impiego in via continuativa di maestranze;

autonomia tecnico-funzionale e impiego in via continuativa di maestranze

Una cooperativa che svolge attività di pulizia settimanale in un condominio in virtù di un contratto di appalto annuale, sarà tenuta a censire quel cantiere come unità produttiva vista la durata superiore al mese?

Non si ritiene che quella articolazione sia dotata della richiesta autonomia, pertanto l’attività sarà inclusa nell’unita produttiva censita nella sede principale. Si specifica inoltre che non possono rientrare nella nozione di Unità produttiva quelle articolazioni aziendali con elementi organizzativi minori aventi scopi meramente strumentali, ausiliari o temporanei.

Se la sede legale dell’impresa è presso un professionista e la sede principale, dove viene svolta attività con dipendenti, è presso altra sede come dovranno essere censite Unità operativa e Unità produttiva?

Attraverso la procedura di censimento presente nella sezione “Comunicazione unità produttiva/Accentramento contributivo” si procederà in questo modo: Sede legale non è né Unità Operativa né Unità Produttiva perché non viene svolta, in quel luogo alcuna attività. Lo stabilimento viene qualificato come sede principale pertanto la valorizzazione nel flusso UniEmens sarà: <Unità operativa> = 0 <Unità produttiva> = 0

Nel flusso UniEmens dove si evidenzia l’Unità Produttiva?

L’elemento denominato <UnitaProduttiva> viene introdotto nell’elemento <DenunciaIndividuale> nell’ambito della <PosContributiva>.

Il concetto di Unità produttiva introdotto dalle circolari Inps n. 9 e 56 del 2017 si applica solo per la cassa integrazione ordinaria o straordinaria?

Il concetto di Unità produttiva deve essere applicato in tutti i casi previsti dal D. Lgs. n. 148/2015 e quindi sia per la gestione della cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria ed anche per i fondi di solidarietà.

Un ufficio distaccato dell’azienda dove si svolgono alcune residuali attività amministrative accessorie o un magazzino con presenza in via continuativa di maestranze può essere considerato come unità produttiva?

No, ma deve essere censito come unità operativa.

Sede principale di lavoro coincidente con sede legale e 2 negozi distinti in cui sono impegnati, in modo continuativo, lavoratori subordinati come devono essere censiti e quindi valorizzati nel flusso UniEmens?

La valorizzazione sarà la seguente:

sede principale: <Unità operativa> = 0 <Unità produttiva> = 0 negozio “1”: <Unità operativa> = 1 <Unità produttiva> = 1 negozio “2”: <Unità operativa> = 2 <Unità produttiva> = 2

Sede principale di lavoro coincidente con sede legale e magazzino con un dipendente ma privo di autonomia tecnico-funzionale o finanziaria come devono essere censiti e quindi valorizzati nel flusso UniEmens?

La valorizzazione sarà la seguente:

sede principale: <Unità operativa> = 0 <Unità produttiva> = 0 magazzino: <Unità operativa> = 1 <Unità produttiva> = 0

(Fondazione Ordine Nazionale dei Consulenti del Lavoro, documento del 3 aprile 2017)

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4) Equitalia, tutte le cartelle online: arrivato Contotax, il contatore per le rateizzazioni

Nuovo servizio per incentivare la rottamazione, 600mila già iscritti e un canale dedicato ai Caf.

Quattro milioni di accessi dall'inizio dell'anno e oltre 600.000 domande presentate: la rottamazione delle cartelle esattoriali sta procedendo a ritmi sostenuti. E per venire incontro a chi ritiene di avere ruoli in sospeso ma non ha più i documenti per il pagamento, Equitalia mette a disposizione Contotax, il calcolatore digitale che permette di fare un "estratto conto" dei propri debiti con il Fisco, e di simulare anche le eventuali rate, per verificare se sono sostenibili. La procedura infatti, una volta avviata, non ammette ritardi o rinvii: il mancato pagamento in tempo utile anche di una sola rata interrompe la definizione agevolata e riporta il contribuente al debito iniziale, compreso di tasse e interessi. Entrando nell'area riservata del sito di Equitalia(alla quale si accede con le credenziali fornite dall'Inps o dall'Agenzia delle Entrate) dunque si ha un quadro completo dei propri debiti con l'Agenzia delle Entrate (che costituiscono il grosso delle cartelle da rottamare, circa il 70% dei crediti dei contribuenti entrati nell'operazione), l'Inps, le Regioni o i Comuni. Si tratta di un simulatore di calcolo che consente di verificare online (quindi da casa) i documenti che possono essere ricompresi nella rottamazione. E, per ciascuno di essi, si può visualizzare, a seconda delle scelte di versamento in un’unica soluzione o piuttosto a in maniera dilazionata, gli importi da pagare al netto di sanzioni e interessi (per le multe stradali, si ricorda, sono sottratti soltanto gli interessi e le maggiorazioni di legge).

Come si accede

Per conoscere esattamente la propria posizione debitoria, è necessario innanzitutto entrare nel portale di Equitalia (www.gruppoequitalia.it), cliccare sul box «ACCEDI ALL’AREA RISERVATA» e scegliere il servizio «DEFINIZIONE AGEVOLATA», in cui sono elencati i documenti intestati al contribuente e i relativi importi che possono essere ricompresi nella rottamazione, suddivisi per ambito provinciale. Si ricorda, infatti, che deve essere effettuata una richiesta di definizione agevolata per ciascuna Provincia cui si riferisce il debito.

Cliccando poi su ciascun documento rottamabile, è possibile visualizzare in dettaglio l’importo dovuto senza rottamazione e quello da pagare in caso di rottamazione. Infine, selezionando gli atti che si intende rottamare, sarà possibile vedere l’importo complessivamente dovuto, da pagare in un’unica soluzione o ripartire a rate, da 2 a 5.

Come ottenere le password

All’«AREA RISERVATA» si può accedere in modi diversi e alternativi tra loro ossia attraverso le credenziali del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) o quelle fornite direttamente dall’agenzia delle Entrate o dall’Inps, o ancora con la Carta nazionale dei servizi (Cns) tramite smart card.

L’estratto conto debitorio

Per avere una situazione aggiornata della propria posizione debitoria, sempre attraverso la propria «AREA RISERVATA» è opportuno consultare anche il servizio «CONTROLLA LA SITUAZIONE – ESTRATTO CONTO».

Tale servizio, consente, infatti, di:

- visualizzare, in tempo reale, il proprio estratto di ruolo ossia il riepilogo complessivo dei documenti, aggiornato alla data della consultazione, che risultano già saldati o non ancora pagati, in tutto o in parte, su tutto il territorio nazionale, esclusa la Sicilia, a decorrere dall’anno 2000; - controllare il dettaglio degli importi riportati sugli atti, con la analitica distinzione delle somme dovute a titolo di tributo o contributo, sanzioni, interessi da ritardata iscrizione a ruolo, interessi di mora, compensi della riscossione, spese di notifica.

In particolare, attraverso la voce «CONSULTA» è possibile ricercare i documenti «DA SALDARE» cioè che risultano ancora non pagati o pagati parzialmente e quelli «SALDATI», con l’indicazione delle Province in cui tali documenti risultano. In particolare, entrando nella sezione «DA SALDARE» è possibile visualizzare il numero del documento e la sua descrizione (cartella, avviso esecutivo, ecc.), l’ente creditore (agenzia delle Entrate, Inps, ente locale, eccetera), la data di notifica dell’atto, gli importi dovuti aggiornati alla data di consultazione, l’eventuale presenza di provvedimenti di sospensione, sgravio o rateizzazione e ulteriori dettagli sulla natura delle somme dovute ed eventuali procedure esecutive o cautelari (ipoteche o fermi amministrativi) già avviate.

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5) Domande fino al 10 aprile per il bonus su negoziazione assistita e arbitrato

Il Ministero della Giustizia il 31 marzo 2017 ha pubblicato il decreto con cui si adegua il DM 23 dicembre 2015 alle disposizioni della legge di stabilità 2016.

Coloro che intendono usufruire del credito d’imposta relativo ai compensi corrisposti ad avvocati ed arbitri in caso, rispettivamente, di successo nel procedimento di negoziazione assistita e di conclusione dell’arbitrato con lodo dovranno presentare l’istanza a partire dal giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale 30 marzo 2017 (avvenuta nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 1° aprile 2017) fino al 10 aprile 2017. Il decreto 30 marzo 2017, inoltre, fissa le date per la presentazione della domande nel 2018 e modifica il DM 23 dicembre 2015 in virtù della stabilizzazione dell’incentivo a opera della legge di stabilità 2016.

In particolare, si dispone che la trasmissione deve essere effettuata, per l'anno 2017, nel periodo compreso tra la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto e il 10 aprile dello stesso anno e, a decorrere dall'anno 2018, dal 10 gennaio al 10 febbraio di ogni anno.

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6) Ordine Commercialisti: deposito delle scritture contabili del cliente solo in casi particolari

Il CNDCEC, con il P.O. n. 80/2017, ha inteso chiarire che, in caso di mancato ritiro da parte del cliente della documentazione detenuta dal professionista che abbia rinunciato all’incarico professionale, il commercialista non può sempre depositare tale documentazione presso la sede dell’Ordine.

Tale possibilità viene consentita solo in casi particolari e più in dettaglio qualora l’Ordine sia chiamato ad intervenire ai sensi dell’art. 12, comma 1, lett. h) del DLgs. 139/2005, “per comporre le contestazioni che sorgono, in dipendenza dell’esercizio professionale, tra gli iscritti nell’albo e, su concorde richiesta delle parti, fra gli iscritti e i loro clienti”.

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7) Altre notizie fiscali in breve

Ecco di seguito altre brevi notizie fiscali:

- Reato di omesso versamento Iva: non vale la disapplicazione dell'interruzione della prescrizione

La Corte di cassazione, con la sentenza 16458 del 31 marzo 2017, ha deciso che il reato di omesso versamento Iva non è caratterizzato da condotte fraudolente e, di conseguenza, non vale la disapplicazione dell'interruzione della prescrizione da parte del giudice penale come ritenuto dalla Corte di giustizia Ue. Una Procura presentava ricorso contro la sentenza con cui era stata dichiarata l'intervenuta prescrizione del reato di omesso versamento Iva;

- Modifiche agli studi di settore in G.U.

In Gazzetta le modifiche agli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2016: È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 2017 il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 23 marzo 2017, con il quale sono approvate le modifiche agli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2016;

- Rottamazione ruoli: Chi rinuncia alla causa paga se i motivi erano infondati

Rottamazione ruoli, dalla Cassazione i primi chiarimenti sul decreto 193/2016

Chi rinuncia alla causa paga se i motivi erano infondati. Il contribuente che rinuncia alla causa perché ha rottamato le cartelle paga comunque le spese processuali se i motivi presentati per far annullare l'atto impositivo erano in teoria infondati. Si applica, cioè, il principio di soccombenza virtuale. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 8377 del 31 marzo 2017, ha fornito il primo chiarimento sul dl 193/2016;

- Entro il 2 maggio la comunicazione dei consumi per il “caro petrolio”

Pubblicato il pacchetto software che va utilizzato per fruire delle agevolazioni per i consumi tra il 1° gennaio e il 31 marzo.

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato il 31 marzo 2017 sul proprio sito il pacchetto software da utilizzare per la compilazione e la stampa della dichiarazione necessaria alla fruizione delle agevolazioni relative al “caro petrolio” per il primo trimestre 2017.

Per i consumi di gasolio effettuati tra il 1° gennaio e il 31 marzo di quest’anno, la dichiarazione dovrà essere presentata dal 1° aprile, al 2 maggio 2017. Il beneficio consiste nel rimborso del gasolio per autotrazione e ha struttura trimestrale. - Duplice iscrizione previdenziale per il socio amministratore di Srl

Niente iscrizione unica, in relazione all’attività prevalente, per gli iscritti alla Gestione separata.

La Corte di Cassazione, con la decisione n. 8474 del 31 marzo 2017, ha ribadito la legittimità della doppia e contestuale iscrizione alla Gestione separata ex L. 335/95 e alla Gestione Commercianti per i soci di una srl che svolgono attività lavorativa in azienda e, al contempo, ne sono anche amministratori.

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8) Unioni civili e convivenze: risvolti per le gestioni INPS

Unioni civili e convivenze: risvolti per le gestioni dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti.

L’Inps, con la circolare n. 66 del 31 marzo 2017, fornisce le prime istruzioni in merito all’incidenza delle nuove disposizioni normative, in materia di Regolamentazione delle Unioni civili tra persone dello stesso sesso, sulla disciplina degli obblighi previdenziali posti a carico degli esercenti attività d’impresa.

Le Unioni civili

Le unioni civili sono definite “specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione” e sono costituite, in assenza di cause impeditive di cui all’art. 1, comma 4, da “due persone maggiorenni dello stesso sesso… (omissis) … mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni”.

Risultano di specifico interesse, nell’ambito dell’individuazione dell’obbligo contributivo nelle gestioni autonome, il comma 13 ed il comma 20.

Quest’ultimo prevede che, in materia di Unioni civili, “le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché’ negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonché’ alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184”.

Pertanto, qualsiasi disposizione normativa, regolamentare o amministrativa, oltreché tutte le disposizioni del codice civile espressamente richiamate dalla legge n. 76/16, che contengano la parola “coniuge”, devono intendersi riferite anche ad ognuna delle parti dell’Unione civile.

Lo status di coniuge rileva ai fini dell’individuazione dei soggetti che svolgono attività lavorativa in qualità di collaboratori del titolare d’impresa o, se l’impresa assume forma societaria, di uno dei titolari.

Infatti, nell’ambito della gestione previdenziale degli artigiani, l’art. 2, comma 2, n. 1) della legge n. 463/1959 e s.m.i., che estende l’assicurazione previdenziale per gli artigiani ai “familiari coadiuvanti”, indica “il coniuge”; di contenuto analogo, l’art. 2 comma 1 della legge n. 613/1966 e s.m.i., che annovera tra i soggetti obbligati all’iscrizione alla gestione degli esercenti attività commerciali i “familiari coadiutori”, tra cui “il coniuge”.

La suddetta equiparazione tra il coniuge ed ognuna delle parti dell’Unione civile comporta la necessità di estendere le tutele previdenziali in vigore per gli esercenti attività autonoma anche ai coadiuvanti uniti al titolare da un rapporto di unione civile, registrato ai sensi di legge e comprovato da una dichiarazione sostitutiva della dichiarazione di cui all’art. 1, comma 9 della legge n. 76/2016 e all’art. 7 del DPCM n. 144/2016.

Ne deriva che, in sede di comunicazioni di eventi che il titolare è tenuto ad effettuare mediante il sistema ComUnica, introdotto dalla legge n. 40/07 ed in vigore a partire dal 1/4/2010, egli potrà indicare come proprio collaboratore colui al quale è unito civilmente, identificandolo, nel campo relativo al rapporto di parentela, quale coniuge.

Per quanto attiene al regime patrimoniale applicabile alle Unioni civili, il comma 13 della legge in questione considera applicabili, tra le altre, anche le disposizioni di cui alla sezione VI, del capo VI, del titolo VI, del libro I del codice civile.

In tale ambito rientra l’art. 230 bis c.c., che disciplina l’impresa familiare e i diritti ed obblighi dei relativi partecipanti.

La disposizione precisa che tra i familiari di cui essa assicura la tutela rientra il coniuge.

Pertanto, anche con riferimento al campo di applicazione dell’istituto dell’impresa familiare, deve intendersi che il soggetto unito civilmente al titolare dell’impresa familiare deve essere equiparato al coniuge, con tutti i conseguenti diritti ed obblighi di natura fiscale e previdenziale.

Le convivenze di fatto

Le convivenze di fatto consistono in unioni stabili tra due persone maggiorenni, legate da vincoli affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

La nuova normativa estende al convivente alcune tutele, espressamente indicate, riservate al coniuge o ai familiari, ad esempio in materia penitenziaria, sanitaria, abitativa, ma non introduce alcuna equiparazione di status, né estende al convivente, per quanto di interesse, gli stessi diritti/obblighi di copertura previdenziale previsti per il familiare coadiutore.

Pertanto, il convivente di fatto, non avendo lo status di parente o affine entro il terzo grado rispetto al titolare d’impresa, non è contemplato dalle leggi istitutive delle gestioni autonome quale prestatore di lavoro soggetto ad obbligo assicurativo in qualità di collaboratore familiare.

Le sue prestazioni saranno quindi valutabili, in base alle disposizioni vigenti ed alle elaborazioni giurisprudenziali, al fine di individuare la tipologia di attività lavorativa che si adatti al caso concreto.

E’ utile evidenziare, inoltre, che il comma 46, che aggiunge l’art. 230 ter al codice civile, attribuisce al convivente “che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente“ il diritto di “partecipazione agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato”, a meno che non sussista già tra le parti un rapporto di subordinazione o di società.

Tale innovazione, peraltro, non attribuisce ai conviventi di fatto i medesimi diritti di cui godono i familiari individuati dall’art. 230 bis, poiché a tal fine il legislatore avrebbe utilizzato locuzioni idonee ad includere il convivente nella formulazione del predetto articolo e non avrebbe al contrario introdotto un nuovo articolo, che disciplina separatamente i diritti del convivente che presti attività in un’impresa familiare.

In ogni caso, ai fini che qui interessano, si ritiene che, alla luce del tenore letterale e dell’interpretazione delle disposizioni introdotte, l’eventuale attribuzione di utili d’impresa al convivente di fatto, da parte del titolare, ai sensi del nuovo articolo 230 ter, non abbia alcuna conseguenza in ordine all’insorgenza dell’obbligo contributivo del convivente alle gestioni autonome, mancando i necessari requisiti soggettivi, dati dal legame di parentela o affinità rispetto al titolare.

A seguito delle opportune istruzioni che saranno emanate dalla competente Autorità finanziaria, per regolamentare gli aspetti fiscali di tale innovazione legislativa e le eventuali problematiche connesse, l’Istituto procederà ai conseguenti approfondimenti, utili ad individuare la corretta lettura dei dati reddituali forniti periodicamente dall’Agenzia delle Entrate.

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9) Solidarietà: sgravio 35% per solidarietà difensiva

L’INPS, con la circolare n. 65/17, fornisce le istruzioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà in favore delle aziende che, sulla base dei decreti direttoriali adottati dal Ministero del Lavoro, sono state ammesse allo sgravio dei contributi previsto dall’art.6, del D.L. n. 510/96 a valere sullo stanziamento relativo all’anno 2016.

Le imprese ammesse devono farne richiesta all'INPS e avranno tempo fino al 16 giugno per recuperare il bonus.

Con la circolare n. 153/14, l’INPS ha già illustrato le principali novità introdotte dal DL n. 34/14, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 78/14, alla disciplina dettata dall’articolo 6, del DL 510/96 (L. 608/96) in materia di sgravi contributivi afferenti ai contratti di solidarietà (Cds) difensivi accompagnati da CIGS.

La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro interessato.

La Sede competente - accertata sulla base della documentazione prodotta dall’azienda (decreto direttoriale di ammissione al beneficio) la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva - provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione " 1W " che assume il più ampio significato di "Azienda che ha stipulato contratti di solidarietà accompagnati da CIGS, ammessa alla fruizione delle riduzioni contributive ex lege 608/1996 ai sensi del DI 14 settembre 2015, n. 17981".

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 3 aprile 2017)

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10) L’elenco dei clienti e fornitori é prova d’evasione

L’elenco dei clienti e fornitori può costituire prova nell’accertamento fiscale.

L’elenco dei clienti e fornitori legittima l’inversione dell’onere della prova a carico dell’evasore totale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16454 del 31 marzo 2017, in relazione al ricorso avverso una condanna di merito per omessa presentazione della dichiarazione, ha precisato che l’elenco dei clienti e fornitori (soprattutto se proveniente da imprese diverse da quella oggetto di verifica) costituisce documento che legittima l’inversione dell’onere della prova a carico dell’evasore totale, essendo contrario alla logica ipotizzare che imprese, del tutto diverse tra loro, possano avere indicato costi e ricavi inesistenti relativamente proprio all’identico cliente/fornitore;

Vincenzo D’Andò