Diario quotidiano del 28 aprile 2017: continua l’analisi della manovra correttiva di primavera

Pubblicato il 28 aprile 2017



1) Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo: ecco altri chiarimenti
2) Disponibile il software per compilare la richiesta del bonus per gli investimenti nel Sud
3) Le società captive di gruppo nell’evoluzione della prassi amministrativa
4) Manovra correttiva 2017: le novità in materia di lavoro
5) Marchi di impresa esclusi dal Patent box
6) Modificata anche la disciplina del transfer pricing
7) Proventi da partecipazioni a società, enti o OICR di dipendenti e amministratori
8) Bonus fiscale prorogato fino al 2019
9) Sisma: ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi
10) Prima casa: chiarimenti sui requisiti per accedere al bonus fiscale
11) Prassi INPS
12) Altre notizie
diario-quotidiano-articoli-91) Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo: ecco altri chiarimenti 2) Disponibile il software per compilare la richiesta del bonus per gli investimenti nel Sud 3) Le società captive di gruppo nell’evoluzione della prassi amministrativa 4) Manovrina: le novità in materia di lavoro 5) Marchi di impresa esclusi dal Patent box 6) Modificata anche la disciplina del transfer pricing 7) Proventi da partecipazioni a società, enti o OICR di dipendenti e amministratori 8) Bonus fiscale prorogato fino al 2019 9) Sisma: ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi 10) Prima casa: chiarimenti sui requisiti per accedere al bonus fiscale 11) Prassi INPS 12) Altre notizie ****

1) Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo: ecco altri chiarimenti

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile sul proprio sito internet la circolare n. 13 del 27 aprile 2017, al fine di fornire ulteriori chiarimenti sul credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo a seguito delle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2017.

Al contempo la stessa Agenzia delle entrate ha commentato, sia pure in maniera sintetica, alcuni tratti della suddetta circolare, composta da 81 pagine, con il comunicato n. 96 del 27 aprile 2017.

Bonus R&S, l’Agenzia illustra le novità della Legge di bilancio 2017

Tetto annuo a 20 milioni di euro e calcoli più semplici con l’aliquota unica al 50%. Credito d’imposta ricerca e sviluppo, arrivati nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Con la circolare n. 13/E/2017, elaborata d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia ha, quindi, fornito istruzioni alle imprese che intendono usufruire dell’incentivo, alla luce delle modifiche introdotte, al fine di potenziare lo strumento, con l’ultima Legge di bilancio. Tra le novità, che si applicano da quest’anno, viene concesso un anno in più per effettuare gli investimenti, viene innalzato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario può maturare mentre l’aliquota aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili. E ancora: entrano nella platea dei beneficiari anche le imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti e sono agevolabili le spese relative a tutto il personale impiegato in R&S, a prescindere dalla qualifica e dal titolo di studio del lavoratore. Si tratta di novità significative, che hanno un impatto sul calcolo dell’incentivo: a questo proposito, il documento di prassi fornisce istruzioni sulla determinazione dell’agevolazione, spiega con esempi come effettuare il calcolo sia con riferimento ai primi due periodi d’imposta (2015 e 2016), sia ai successivi (dal 2017 al 2020) e risponde ad alcuni quesiti specifici.

Un anno in più per gli investimenti agevolati

Si allunga di un anno il periodo di tempo entro il quale i soggetti interessati possono effettuare gli investimenti ammissibili all’agevolazione: per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di bilancio 2017, i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare possono avvalersi dell’agevolazione, oltre che per gli investimenti effettuati nei periodi di imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, anche per quelli effettuati nel periodo di imposta 2020. Analogamente, i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare possono beneficiare dell’agevolazione per gli investimenti effettuati a decorrere dal periodo di imposta 2015-2016 e fino al periodo di imposta 2020-2021.

Quadruplica il tetto massimo annuale

Sale da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito di imposta riconosciuto a ciascun beneficiario, fermo restando il fatto che le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo devono essere almeno pari a 30mila euro nel periodo di imposta per il quale si intende beneficiare dell’agevolazione. Per i primi due periodi agevolati il credito di imposta compete nei limiti dell’importo massimo annuale pari a 5 milioni di euro, mentre per i restanti quattro periodi agevolati il beneficio spetta nei limiti del nuovo tetto massimo. Nessuna novità, invece, con riguardo al momento in cui far valere il credito d’imposta: potrà essere utilizzato, esclusivamente in compensazione, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività di R&S.

L’aliquota sale e diventa unica

Più impulso all’incentivo con la nuova aliquota unica, più alta rispetto a quella fissata precedentemente. Prima delle modifiche apportate dalla Legge di bilancio, infatti, l’aliquota ordinaria del credito di imposta era fissata al 25% e saliva al 50% in relazione alla quota dell’eccedenza agevolabile riferibile alle spese per il “personale altamente qualificato” impiegato nell’attività di ricerca e a quelle per i contratti di ricerca extra muros. Alla luce dell’ultimo intervento normativo, invece, la misura dell’aliquota del credito di imposta non è più differenziata in funzione della tipologia di spese ammissibili, ma è fissata al 50% per tutti i costi ammissibili. Una novità che semplifica anche il meccanismo di calcolo dell’agevolazione.

Ammesse al credito le attività di ricerca e sviluppo svolte per committenti esteri

Più ampi i confini della ricerca agevolabile: rientra anche l’attività di R&S svolta da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese estere. Per effetto di questa modifica il soggetto commissionario residente che “esegue attività di ricerca e sviluppo” per conto di committenti non residenti viene quindi equiparato, ai fini dell’agevolazione, al soggetto residente che “effettua investimenti” in attività di ricerca e sviluppo. Anche questa novità trova applicazione a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e quindi, nella maggior parte dei casi, da quest’anno.

Semplificazioni per le spese del personale impiegato in R&S

Via la distinzione tra “personale altamente qualificato” e “personale non altamente qualificato”. Con la modifica apportata dalla Legge di bilancio 2017, a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (dal 2017 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare), non occorre più suddividere il costo sostenuto per il “personale altamente qualificato” e quello sostenuto per il personale “tecnico” non in possesso del titolo di studio richiesto. Le spese sostenute per quest’ultima categoria di lavoratori erano già state ammesse al beneficio in via interpretativa (circolare n. 5/E del 2016).

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2) Disponibile il software per compilare la richiesta del bonus per gli investimenti nel Sud

L’Agenzia delle entrate, in data 27 aprile 2017, ha reso disponibile sul proprio sito internet il “Software di compilazione - Richiesta per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel mezzogiorno - Art. 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; art. 7 - quater del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18”.

Si tratta della versione software 1.0.0 del 27/04/2017 (software CIM17) che consente la compilazione delle richieste di attribuzione del credito d'imposta per gli investimenti nel mezzogiorno, istituito dall'articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e dall'art. 7 - quater del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18) e la predisposizione del relativo file da trasmettere in via Telematica all'Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, nella giornata di ieri sono stati segnalati dagli utenti (diretti interessati) dei malfunzionamenti della procedura.

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3) Le società captive di gruppo nell’evoluzione della prassi amministrativa

Assonime con la circolare n. 9 del 26 aprile 2017, illustra i chiarimenti resi dall’Agenzia delle entrate in risposta ad una nostra richiesta di consulenza giuridica in merito al trattamento fiscale IRES e IRAP applicabile dalle società che – all’interno dei gruppi industriali – svolgono attività di finanziamento infragruppo. In particolare, la circolare esamina le ragioni che hanno portato l’Agenzia a condividere le considerazioni da noi espresse sulla non riconducibilità di tali società nel novero dei soggetti finanziari e sul conseguente trattamento fiscale assimilabile a quello delle holding industriali (da ultimo circolare Assonime n. 17 del 2016). Con l’occasione, sempre in materia fiscale, l’associazione segnala anche alcuni interessanti risvolti derivanti dalle modifiche alla disciplina degli intermediari introdotte dal decreto legislativo n. 136 del 2015 e dal decreto ministeriale n. 53 del 2015.

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4) Manovrina: le novità in materia di lavoro

Come è noto, è stata pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017, il Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 (c.d. manovrina), che contiene anche misure in materia di lavoro e previdenza così sintetizzabili:

APE sociale (art. 53)

Le novità riguardano le attività indicate negli allegati C ed E della legge n. 232/2016. Esse si considerano svolte in via continuativa quando nei 6 anni precedenti il momento del pensionamento le medesime attività non abbiano subìto interruzioni per un periodo complessivamente superiore a 12 mesi ed a condizione che le stesse siano state svolte nel settimo anno antecedente la predetta decorrenza e sempre che la tale periodo sia corrispondente a quello di interruzione.

DURC (art. 54)

Il documento di regolarità contributiva, in presenza della regolarità di tutti gli altri requisiti richiesti, si potrà ottenere dal momento in cui viene presentata la dichiarazione di adesione alla rottamazione delle cartelle attraverso il modulo “DA1”. Con tale interpretazione viene superato ciò che aveva affermato l’INPS con il messaggio n. 824/2017.

L’adesione, tuttavia, comporta un comportamento virtuoso anche nelle fasi successive in quanto il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una delle rate previste nel piano, comporta l’annullamento del DURC che andrà memorizzato in una sezione del servizio “Durc on line”. L’agente della riscossione ha l’obbligo di comunicare agli Enti il pagamento delle rate.

I soggetti che hanno richiesto il DURC poi annullato per i mancati pagamenti “utilizzano le informazioni rese disponibili nella speciale sezione, nell’ambito dei procedimenti per cui il DURC è stato richiesto”.

Le amministrazioni interessate devono provvedere ad adeguare i sistemi, cosa che, probabilmente, porterà ad un adeguamento della procedura telematica. Premio di produttività (art. 55)

Le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del Lavoro secondo le modalità individuate dal comma 188 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, hanno diritto all’abbassamento del 20% della ordinaria aliquota contributiva a loro carico su una quota delle erogazioni non superiore a 800 euro. Sulla stessa quota non è dovuta alcuna contribuzione a carico dei singoli lavoratori interessati. L’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici viene parimenti ridotta.

Tale disposizione trova applicazione per gli accordi sottoscritti a partire dal 25 aprile 2017. Quelli sottoscritti in data antecedente continuano ad essere disciplinati dalle vecchie regole.

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5) Marchi di impresa esclusi dal Patent box

Per le opzioni esercitate con decorrenza 2017, i marchi di impresa vengono esclusi dal Patent Box. L’art. 56 del Decreto Legge 50/2017 (cd. manovrina), stabilisce che, per i regimi avviati nel 2015 e nel 2016, la deduzione relativa al reddito dei marchi, sia a uso diretto sia in licenza, continua fino al termine del quinquennio e in ogni caso non oltre il 30 giugno 2021.

I redditi dei soggetti titolari di reddito d’impresa derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo, in quanto esclusi per il 50% del relativo ammontare. Tali disposizioni si applicano anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali, collegati tra loro da vincoli di complementarietà, ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi unicamente quelli indicati nel primo periodo.

Le suddette disposizioni si applicano:

- per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta per i quali le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016; - per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Relativamente alle opzioni esercitate per i primi due periodi d'imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014 si applicano le disposizioni vigenti anteriormente e, comunque, non oltre il 30 giugno 2021.

6) Modificata anche la disciplina del transfer pricing

Subisce modifiche anche la disciplina del transfer pricing, a seguito di quanto viene introdotto nell’art. 59 del D.L. 50/2017.

Prima di tutto, si prevede che i componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti in Italia, che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa, sono determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili, se ne deriva un aumento del reddito. La stessa regola si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito (nuovo comma 7, art. 110, Tuir).

La rettifica in diminuzione del reddito può essere riconosciuta:

- in esecuzione degli accordi conclusi con le autorità competenti degli Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sui redditi o dalla Convenzione 90/436/CE del 23 luglio 1990;

- a conclusione dei controlli effettuati nell’ambito di attività di cooperazione internazionale i cui esiti siano condivisi dagli Stati partecipanti;

- a seguito di istanza da parte del contribuente, a fronte di una rettifica in aumento definitiva e conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi che consenta un adeguato scambio di informazioni. Resta ferma, in ogni caso, la facoltà per il contribuente di richiedere, ove ne ricorrano i presupposti, l’attivazione delle procedure amichevoli. Modalità e termini per la presentazione dell’istanza verranno definiti da un apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

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7) Proventi da partecipazioni a società, enti o OICR di dipendenti e amministratori

Viene stabilito dall’art. 60 del D.L. 50/2017 che i proventi derivanti dalla partecipazione, diretta o indiretta, a società, enti o organismi di investimento collettivo del risparmio percepiti da dipendenti e amministratori di tali società, enti od organismi di investimento collettivo di risparmio ovvero di soggetti ad essi legati da un rapporto diretto o indiretto di controllo o gestione, se relativi ad azioni, quote o altri strumenti finanziari aventi diritti patrimoniali rafforzati si considerano in ogni caso redditi di capitale o redditi diversi se:

- l’impegno di investimento complessivo di tutti i dipendenti e gli amministratori di cui al presente comma, comporta un esborso effettivo pari ad almeno l’1% dell’investimento complessivo effettuato dall’organismo di investimento collettivo del risparmio o del patrimonio netto nel caso di società o enti;

- i proventi delle azioni, quote o strumenti finanziari che danno i suindicati diritti patrimoniali rafforzati maturano solo dopo che tutti i soci o partecipanti all’ organismo di investimento collettivo del risparmio abbiano percepito un ammontare pari al capitale investito e ad un rendimento minimo previsto nello statuto o nel regolamento ovvero, nel caso di cambio di controllo, alla condizione che gli altri soci o partecipanti dell’investimento abbiano realizzato con la cessione un prezzo di vendita almeno pari al capitale investito e al predetto rendimento minimo;

- le azioni, le quote o gli strumenti finanziari aventi i suindicati diritti patrimoniali rafforzati sono detenuti dai dipendenti e amministratori di cui al presente comma o, in caso di decesso, dai loro eredi, per un periodo non inferiore a 5 anni o, se precedente al decorso di tale periodo quinquennale, fino alla data di cambio di controllo o di sostituzione del soggetto incaricato della gestione. Le neo disposizioni si applicano:

- ai proventi derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio, società o enti residenti o istituiti nei territorio dello Stato ed a quelli residenti ed istituiti in Stati o territori che consentono un adeguato scambio di informazioni.

- ai proventi delle azioni, quote o strumenti finanziari percepiti a decorrere dal 24 aprile 2017 (data di entrate in vigore del D.L. 50/2017).

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8) Bonus fiscale sugli investimenti prorogato fino al 2019

E’ relativo alla proroga incentivi il contenuto dell’art. 44 del D.L. 50/2017 (cd. manovrina).

E’ stato, infatti, prorogato fino al 31 dicembre 2019 il credito d’imposta attribuito nella misura del 25% per le grandi imprese, 35% per le medie imprese e 45% per le piccole imprese, nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016.

Viene, quindi, prorogato al 31 dicembre 2019 (termine precedente 31 dicembre 2018) il termine fino al quale, nei comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016, il credito d'imposta per investimenti (ex articolo 1, comma 98 e seguenti, legge 208/2015) è attribuito nella misura del 25% per le grandi imprese, del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole imprese (modifica articolo 18-quater, comma 1, Dl 8/2017).

Compensazione perdita gettito TARI (art. 45 del D.L. 50/2017)

Al fine di assicurare ai comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016, continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il Commissario per la ricostruzione è autorizzato a concedere un’apposita compensazione fino ad un massimo di 16 milioni di euro con riferimento all’anno 2016, da erogare nel 2017, e di 30 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019, per sopperire ai maggiori costi affrontati o alle minori entrate registrate a titolo di TARI-tributo o di TARI-corrispettivo.

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9) Sisma: ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi (art. 43)

Il decreto contiene nuove disposizioni a favore delle zone colpite dai terremoti del 2016 e del 2017.

Innanzitutto, viene prorogato, dal 30 novembre al 31 dicembre 2017, il termine finale del periodo con riferimento al quale i sostituti d’imposta, su richiesta di coloro che risiedono nei comuni interessati dal sisma, non devono operare le ritenute alla fonte (modifica articolo 48, comma 1-bis, Dl 189/2016). Per i soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa e di reddito di lavoro autonomo, nonché dagli esercenti attività agricole, sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli atti di accertamento esecutivo, scadenti nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e il 31 dicembre 2017 (il termine finale precedente era il 30 novembre 2017 - modifica articolo 48, comma 10, Dl 189/2016).

Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto delle sospensioni previste dalla legge, dovranno essere effettuati entro il mese di febbraio 2018 (termine precedente, dicembre 2017 - modifica articolo 48, comma 12, Dl 189/2016).

Viene previsto che per i soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa e di reddito di lavoro autonomo, nonché dagli esercenti attività agricole, la ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto delle sospensioni dovrà avvenire entro il 16 febbraio 2018. Gli stessi soggetti possono versare le somme oggetto di sospensione, senza sanzioni e interessi, mediante rateizzazione fino a un massimo di 9 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 febbraio 2018 (modifica articolo 48, comma 11, Dl 189/2016).

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10) Prima casa: chiarimenti sui requisiti per accedere al bonus fiscale

Agevolazione prima casa: Entro i 18 mesi si può ancora scegliere tra lavoro e residenza. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 53/E del 27 aprile 2017.

L’agevolazione prima casa resta valida anche quando l’acquirente non rispetta il requisito dichiarato di svolgere l’attività lavorativa nel comune di ubicazione dell’immobile, ma ha ancora tempo per trasferire la residenza nello stesso comune, a patto che si impegni per iscritto a farlo entro 18 mesi dall’acquisto.

Interpello posto alle Entrate

In particolare, la risoluzione risponde a un caso specifico in cui il compratore aveva goduto dell’imposta di registro ridotta, dichiarando nell’atto di acquisto di svolgere la sua attività prevalente nel comune in cui si trovava l’immobile.

Tuttavia, per sopraggiunte cause lavorative, tale condizione non si era poi avverata. L’Agenzia chiarisce che l’acquirente può ugualmente mantenere l’agevolazione prima casa se dichiara di impegnarsi a trasferire, entro 18 mesi dall’acquisto, la residenza nello stesso comune dell’immobile. Ciò naturalmente a condizione che i 18 mesi non siano ancora trascorsi.

Per conservare il beneficio prima casa si torna dal notaio

La dichiarazione di impegno deve essere resa con le stesse formalità giuridiche dell’atto originario e va registrata allo stesso ufficio in cui quest’ultimo è stato registrato. La rettifica del requisito prima casa può sopraggiungere anche quando la registrazione dell’atto di acquisto è già avvenuta, sempre che l’Agenzia delle entrate non abbia già disconosciuto il beneficio con un avviso di liquidazione per mancanza del presupposto dello svolgimento dell’attività lavorativa nel comune in cui è sito l’immobile acquistato.

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11) Prassi INPS

L’INPS ha pubblicati i seguenti documenti di prassi:

- Precisazioni relative al quadro normativo della prestazione Cassa Integrazione Salariale Operai dell’Agricoltura (CISOA): circolare 77 del 27-04-17;

- Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2017: circolare 76 del 27-04-17;

- prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2017. Errata corrige: circolare 75 del 27-04-17;

- Nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2017: messaggio 1764 del 27-04-17;

- richiesta applicazione delle detrazioni per carichi familiari per i pensionati residenti all’estero. Convenzione internazionale contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Cile: messaggio 1763 del 27-04-17;

- Integrazioni salariali straordinarie (CIGS) riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l'economia nazionale che comportino notevoli ricadute occupazionali - decreto 29 dicembre 2016 n. 98189 (G.U. n. 54 del 6-3-2017). Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti: messaggio 1762 del 27-04-17.

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12) Altre notizie

Ecco di seguito altre notizie pubblicate da Il Sole 24 Ore del 27-04-17:

- Agenzia delle Entrate, Vieri Ceriani guiderà il tavolo per la riforma

La riforma dell’agenzia delle Entrate comincia a muovere i primi passi. A dare impulso alla riorganizzazione è stato il viceministro dell’Economia Luigi Casero che ha convocato un tavolo tecnico che sarà presieduto dall’amministratore delegato di Sose Vieri Ceriani. La prima riunione è prevista per mercoledì 3 maggio ed è molto probabile che l’attività del tavolo viaggi in parallelo con le proposte legislative che potrebbero presto materializzarsi nelle aule parlamentari. Del resto la commissione Finanze del Senato presieduta da Mauro maria Marino (Pd) ha svolto nelle scorse settimane un approfondito lavoro preparatorio per definire gli ambiti di intervento della riforma;

- Per la detrazione Iva «abbreviata» manca ancora un regime transitorio

esigibile e mancanza di un periodo transitorio in cui esercitare il diritto: questi gli effetti del decreto legge 50/2017. Quello che lascia perplessi è la non chiara logica sottostante che ispira la nuova formulazione dell’articolo 19, comma 1 del Dpr 633/1972. Che porta al non equo risultato in cui il Fisco ha a disposizione cinque anni per accertare il contribuente mentre quest’ultimo quattro mesi, fino alla data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui l’imposta è divenuta esigibile, per poter esercitare il diritto alla detrazione;

- Stretta del Parlamento Ue ai disallineamenti fiscali tra Paesi

Impedire che una multinazionale con sedi dentro e fuori l'Ue possa dedurre le stesse spese dalle tasse nelle due giurisdizioni, mettere un termine alla pratica di avere un pagamento deducibile in una giurisdizione ma non riconosciuto come tassabile nell'altra: sono alcune degli emendamenti alla direttiva anti evasione fiscale approvati dalla plenaria del Parlamento europeo con 591 voti a favore, 36 no e 12 astensioni. Tocca ora al Consiglio valutare e eventualmente approvare queste modifiche.

- Partite Iva, così il Fisco darà i voti in pagella a chi si mette in regola

Premi ai più virtuosi che saranno in regola con i nuovi indici di affidabilità fiscale e mano dura su chi nasconde ricavi o compensi al Fisco. Allo stesso tempo un approccio più semplice in termini di adempimenti. È questo l’obiettivo dei 13 articoli della proposta di legge (atto Camera 4440) presentata da Michele Pelillo, capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera, e Maurizio Bernardo (Ap), presidente della commissione Finanze di Montecitorio. E quest’ultimo ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il Governo si era impegnato a superare il sistema degli studi di settore.

Gli indici esprimono su scala da 1 a 10 il grado di affidabilità.

Il piatto forte degli indici sarà il regime premiale per i contribuenti più virtuosi. In sostanza i benefici ruoteranno sia in termini di semplificazione che di riduzione dei controlli. La proposta di legge Bernardo-Pelillo li dettaglia espressamente: - abolizione del visto di conformità relativa all’Iva per la compensazione dei crediti non superiori a 50mila euro annui;

- esonero dall'apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro;

- esclusione degli accertamenti basati su presunzione semplice;

- anticipazione dei termini di decadenza per l'attività di accertamento;

- esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo, tradotto in altri termini lo stop al redditometro.

- Avvocato generale: legittimo il prestito reso in valuta

L a clausola che richiede la restituzione di un prestito nella valuta in cui viene concesso non è necessariamente una clausola abusiva. Sono queste, in sintesi, le conclusioni dell'avvocato generale Wahl nella causa C-186/16.

Vincenzo D’Andò