Diario quotidiano del 24 aprile 2017, tra cui: Manovra correttiva, provvedimenti iniqui che non contrastano l’evasione fiscale

Pubblicato il 24 aprile 2017



1) Commercialisti: l’AIDC ci ripensa sull’astensione dallo sciopero?
2) Manovra correttiva: provvedimenti iniqui che non contrastano l’evasione fiscale
3) Copia pass invalidi a colori non è reato
4) Videosorveglianza: detrazioni Imu e Tasi per chi avrà pagato quote per l’istallazione
5) Aggiornati coefficienti IMU e TASI 2017 - Fabbricati D
6) L’arbitrato societario nella prospettiva delle imprese
7) Commercialisti: ecco la Guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari
8) Proroga dei termini per la conferma delle istanze di accesso alle assunzioni agevolate “incentivo occupazione sud”
9) Cassa Integrazione: chiarimenti in merito sulla Cig in deroga per il 2017
10) Istituiti nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens
diario-quotidiano-articoli-91) Commercialisti: l’AIDC ci ripensa sull’astensione dallo sciopero? 2) Manovra correttiva: provvedimenti iniqui che non contrastano l’evasione fiscale 3) Copia pass invalidi a colori non è reato 4) Videosorveglianza: detrazioni Imu e Tasi per chi avrà pagato quote per l’istallazione 5) Aggiornati coefficienti IMU e TASI 2017 - Fabbricati D 6) L’arbitrato societario nella prospettiva delle imprese 7) Commercialisti: ecco la Guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari 8) Proroga dei termini per la conferma delle istanze di accesso alle assunzioni agevolate “incentivo occupazione sud” 9) Cassa Integrazione: chiarimenti in merito sulla Cig in deroga per il 2017 10) Istituiti nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens *** 1) Commercialisti: l’AIDC ci ripensa sull’astensione dallo sciopero? Commercialisti: l’AIDC ci ripensa sull’astensione dallo sciopero (sarebbe stato il primo nella storia) ?. A distanza di due mesi l’Associazione italiana dei Commercialisti scrive al Viceministro all’Economia per manifestare il proprio disappunto per le promesse non mantenute. E’ quanto si legge nel seguente comunicato stampa del 20 aprile 2017, firmato dal presidente dell’AIDC: Al Viceministro dell’Economia On. Luigi Casero Ministero dell’Economia e delle Finanze Roma Via email a: segreteria.casero@tesoro.it Roma, 20 aprile 2017 Oggetto: Preg.ma Sua del 16 febbraio u.s. Onorevole Viceministro, ci riferiamo alla Sua in oggetto nella quale Ella ebbe a compiacersi della “decisione di revocare lo sciopero” da parte delle sigle sindacali di categoria, confermando la “volontà di aprire un momento di confronto sul riconoscimento del ruolo del commercialista nel nostro Paese” ed impegnandosi “a risolvere con circolari o nuove norme i temi ancora aperti”. AIDC ha aderito alla sospensione dello sciopero, in particolar modo per la mancanza di garanzie e di possibili ricadute sui clienti, confidando comunque che il Suo impegno portasse ad un cambio di rotta nei rapporti con la categoria. Vorremmo esaminare con Lei le evoluzioni occorse nei due mesi ormai trascorsi. Il 17 febbraio con un comunicato stampa l’Agenzia delle Entrate ha anticipato l’interpretazione di una norma, inserita del D.d.l. di conversione del D.L. n. 244/2016 (c.d. decreto Milleproroghe), in forza della quale per il 2017 viene reintrodotto, per tutti, l’obbligo di trasmettere il modello intracomunitario degli acquisti di beni e servizi (modello INTRA-2), precedentemente abrogato. Il 28 febbraio la Direttrice dell'Agenzia delle Entrate Rosella Orlandi pronuncia le inverosimili parole: «Stiamo lavorando con la Corte per avere sentenze pilota», affermazione immediatamente replicata da AIDC al fine di "garantire l'assoluta terzietà del giudice" in ogni grado di giudizio. Ciò ha condotto all’atto di sindacato ispettivo n. 4-07167 del Senato della Repubblica, nei confronti dei Ministri Padoan ed Orlando, riproponendo un clima di tensione, che invece speravamo fosse largamente superato. Ed ancora, il 1 marzo l’Agenzia delle Entrate, di nuovo con un comunicato stampa, si auto concede una proroga di tre giorni sula scadenza naturale della dichiarazione IVA a causa di “temporanei rallentamenti nella rete di trasmissione delle dichiarazioni”. Di nuovo un atto in chiaro contrasto con i principi immanenti nel diritto tributario ed in primis con lo spirito dello Statuto dei Diritti del Contribuente. Infine, il 10 aprile, il Governo approva il Documento di programmazione economica e finanziaria, senza aver prima consultato i dottori commercialisti. Evidentemente il “tavolo di lavoro sulle problematiche specifiche della vostra professione”, di cui alla già richiamata Sua del 16 febbraio, non ha potuto esplicare, in questa occasione, la funzione auspicata. A meno che tale auspicio non fosse solo il nostro e quindi ci si trovi di fronte ad un clamoroso equivoco, come parrebbe anche dalla lettura dei fatti sopra riportati. Gentile Viceministro e Collega Casero, cosa ci dobbiamo nuovamente aspettare? Dobbiamo restare spettatori inermi, limitandoci a guardare cosa verrà deciso e comunicato con proposte legislative, decreti legge, circolari o addirittura semplici comunicati stampa dall’Agenzia delle Entrate ? Ci sorge un dubbio, che non vorremmo suonasse impertinente: la dottoressa Orlandi è stata messa al corrente di quanto Lei ci aveva scritto? Dalle sue esternazioni, spesso non consone ad un così alto rappresentante della Pubblica Amministrazione, parrebbe proprio di no. Anzi, parrebbe aver ricevuto indicazioni opposte! Molto ci è costato non esercitare il diritto di astensione, il primo della nostra categoria, attorno al quale si sono coagulate ampie fasce della professione fino a quel giorno distanti e prive di un comune obiettivo. Abbiamo interrotto un processo democratico sulla scorta di una manifesta apertura ad una collaborazione fattiva sui noti temi di interesse della categoria. I segnali che cogliamo sono, però, deludenti, contraddittori e largamente insoddisfacenti. Ce ne dispiacciamo enormemente. p. Il Consiglio Direttivo Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Il Presidente AIDC Andrea Ferrari ****** 2) Manovra correttiva: provvedimenti iniqui che non contrastano l’evasione fiscale Illegittima la stretta sulle compensazioni limitate a 5 mila euro con effetto retroattivo. Non sono queste le misure che portano alla riduzione dell’evasione fiscale. Per aumentare il gettito dell’IVA in questi ultimi anni sono stati adottati numerosi provvedimenti ed altri sono contenuti nella Manovra correttiva e nel DEF. Le stime più recenti indicano che l’IVA è una delle imposte più evase nel nostro Paese e che, in Italia, il problema è particolarmente acuto anche quando valutato rispetto agli altri paesi europei. Provvedimenti della manovra correttiva Il Decreto Legge di correzione dei conti dovrebbe contenere diversi provvedimenti finalizzati a ridurre l’evasione dell’IVA. In primo luogo vi dovrebbero essere una serie di misure riguardanti le compensazioni e, con particolare riferimento all’IVA: - obbligo di utilizzare il canale telematico dell’Agenzia per tutte le compensazioni IVA; - obbligo di apposizione del visto di conformità alle dichiarazioni se il credito che da esse emerge è superiore a 5.000 euro. In secondo luogo, il decreto porta all’estensione del meccanismo dello split payment a soggetti che, pur essendo riconducibili alla Pubblica Amministrazione, attualmente non lo applicano. Tutte queste tipologie di evasione, infatti, portano ad un accumulo di crediti IVA non dovuti, che è sintomo di una probabile perdita di gettito anche sul fronte delle imposte dirette. A tale riduzione dei benefici immediati si accompagnano maggiori controlli esperibili o attraverso il canale telematico ovvero attraverso l’operato del professionista che appone il visto di conformità. D’altra parte, l’estensione dello split payment mira a ridurre i casi di mancata dichiarazione o versamento dell’IVA da parte del venditore, quando l’acquirente l’ha regolarmente dichiarata o pagata. Tuttavia, i limiti di questi provvedimenti, come rilevato in dottrina, sono principalmente due. In primo luogo, essi non servono a contrastare il caso di sottodichiarazione degli acquisti proprio perché l’obiettivo è quello di evadere la base imponibile delle imposte dirette, non l’IVA. A quest’ultima osservazione si può rispondere che le discrepanze tra acquisti e vendite dichiarate nelle transazioni B2B dovrebbero emergere dalle comunicazioni IVA di prossima attuazione. É tuttavia vero che nessuno di questi provvedimenti può per definizione contrastare l’evasione e, anzi che, nella misura in cui essi fanno leva su asimmetrie di comportamento dello stesso contribuente (tra i suoi acquisti e le sue vendite, come nel caso dei limiti alle compensazioni) o su asimmetrie tra contribuenti (tra le vendite dell’uno e gli acquisti dell’altro, come nello split payment, nel reverse charge o nell’incrocio delle comunicazioni IVA) spingono i contribuenti stessi ad assumere comportamenti totalmente evasivi coordinati tra i contribuenti stessi. Il secondo limite riguarda le conseguenze patite dai soggetti che, pur non attuando alcuna evasione, sono comunque penalizzati dalle misure varate. Si tratta di tutti i coloro che vantano crediti IVA per ragioni fisiologiche (ad esempio perché esportatori, perché hanno effettuato un investimento o perché vendono ad aliquota IVA ridotta rispetto a quella a cui acquistano) nonché i fornitori della Pubblica Amministrazione, e dei nuovi soggetti cui si applica lo split payment, che potrebbero avere problemi di liquidità trovandosi in posizione di creditori netti di IVA. ****** 3) Copia pass invalidi a colori non è reato Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18961 del 20 aprile 2017, il titolare del pass invalidi può usare il contrassegno anche su un’auto non sua, come quella di un amico, di un parente. Ma non solo: se anche, in tale circostanza, esibisce solo una fotocopia a colori, mentre l’originale è conservato da un’altra parte, non commette reato di falso; a tutto voler concedere sarà multato per una semplice violazione del codice della strada. Nessun procedimento penale insomma; e se anche il vigile decidesse di denunciarlo, il processo si chiuderebbe con una assoluzione perché “il fatto non sussiste”. ****** 4) Videosorveglianza: detrazioni Imu e Tasi per chi avrà pagato quote per l’istallazione Videosorveglianza: detrazioni Imu e Tasi per chi avrà pagato quote per l’istallazione anche se a decorrere dal 2018. Sicurezza in città e nei quartieri: con l’approvazione in Senato, in via definitiva, del Dl 14/2017 sono legge i provvedimenti che stringono le maglie su chi degrada l’ambiente urbano. Ad attuare le norme saranno chiamati soprattutto i sindaci, che disporranno di poteri speciali. Il senso generale del Dl 14 è quello della “sicurezza integrata”, considerando all’interno di piani e progetti tra loro coordinati tutte le attività che servono a combattere il degrado come spaccio di stupefacenti, abusivismo edilizio, occupazione illecita di alloggi, muri imbrattati. E prevedendo l’interconnessione di tutte le forze di polizia locali e statali. L’articolo 5, in particolare, indica i temi dei “patti” per l’attuazione della sicurezza urbana sottoscritti dal prefetto e dal sindaco: tra i principali la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa, anche coinvolgendo le reti territoriali di volontari per la tutela e la salvaguardia dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini e attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza. Proprio sulla videosorveglianza verranno coinvolti gli amministratori di condominio: l’articolo 7 stabilisce che gli accordi e i patti possono riguardare ex Iacp, amministratori di condomìni, imprese dotate di almeno dieci impianti di videosorveglianza, associazioni di categoria, consorzi o comitati costituiti «per la messa in opera a carico di privati di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo». In cambio, dal 2018, i Comuni possono deliberare detrazioni da Imu e Tasi per chi ha pagato quote per l’istallazione. Mano un po’ più ferma anche sulle occupazioni abusive di case: l’articolo 11 prevede che il prefetto impartisca, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposizioni per assicurare il concorso della Forza pubblica all’esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria sulle occupazioni arbitrarie di immobili. E se il provvedimento che decide gli sgomberi viene poi annullato dal Tar, a chi è stato “sfrattato” ingiustamente spetta (salvi i casi di dolo o colpa grave) solo il «risarcimento in forma specifica», cioè dovrà essere riammesso nell’alloggio. Il sindaco potrà però, in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, derogare al divieto di allaccio utenze e di partecipazione all’assegnazione di alloggi. Maggiori possibilità di intervento per il questore anche sulla questione degli alcoolici ai minorenni: non solo a chi li vende ma anche a chi li somministra può essere irrogata la sanzione pecuniaria e chiuso il locale. Viene infine esteso dai pubblici esercizi (bar, ristoranti, alberghi e simili) e agli esercizi di vicinato (i negozi) il potere del questore di sospendere la licenza in caso siano teatro di disordini o ritrovo di delinquenti. ****** 5) Aggiornati coefficienti IMU e TASI 2017 - Fabbricati D In data 21 aprile 2017, il Ministero dell’Economia ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto 14 aprile 2017 concernente l’aggiornamento dei coefficienti IMU e TASI per l'anno 2017, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D. Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile Ai fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) dovuti per l’anno 2017, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure: per l’anno 2017 = 1,01 per l’anno 2016 = 1,01 per l’anno 2015 = 1,01 per l’anno 2014 = 1,01 per l’anno 2013 = 1,02 per l’anno 2012 = 1,04 per l’anno 2011 = 1,07 per l’anno 2010 = 1,09 per l’anno 2009 = 1,10 per l’anno 2008 = 1,14 per l’anno 2007 = 1,18 per l’anno 2006 = 1,21 per l’anno 2005 = 1,25 per l’anno 2004 = 1,32 per l’anno 2003 = 1,37 per l’anno 2002 = 1,42 per l’anno 2001 = 1,45 per l’anno 2000 = 1,50 per l’anno 1999 = 1,52 per l’anno 1998 = 1,54 per l’anno 1997 = 1,58 per l’anno 1996 = 1,63 per l’anno 1995 = 1,68 per l’anno 1994 = 1,73 per l’anno 1993 = 1,77 per l’anno 1992 = 1,78 per l’anno 1991 = 1,82 per l’anno 1990 = 1,91 per l’anno 1989 = 1,99 per l’anno 1988 = 2,08 per l’anno 1987 = 2,25 per l’anno 1986 = 2,43 per l’anno 1985 = 2,60 per l’anno 1984 = 2,77 per l’anno 1983 = 2,94 per l’anno 1982 e anni precedenti = 3,12 ****** 6) L’arbitrato societario nella prospettiva delle imprese Pubblicato da Assonime il Note e Studi n. 5-2017 del 20/04/2017 sull’arbitrato societario nella prospettiva delle imprese. Il Note e Studi analizza l'arbitrato societario italiano, anche nei suoi profili internazionali, come strumento utile per la creazione di un sistema giuridico favorevole alle imprese e competitivo nell'attrarre investimenti. Scopo dello studio è evidenziare, da un lato, le potenzialità del ricorso all'arbitrato e, dall'altro lato, i problemi posti dalla disciplina attuale sull'arbitrato societario, proponendo soluzioni, anche in vista di possibili riforme, che ne promuovano la diffusione quale strumento efficiente per la risoluzione delle controversie che riguardano le imprese ed il mercato. Lo studio si articola in quattro parti: - la prima è dedicata a una breve analisi della disciplina italiana sull'arbitrato societario allo scopo di metterne in evidenza – alla luce dell'evoluzione della giurisprudenza e del dibattito dottrinale – i punti di forza e quelli di debolezza; - la seconda parte descrive i dati relativi all'effettivo uso dell'arbitrato societario, raccolti con la collaborazione di Infocamere sulla base delle domande di arbitrato depositate presso il registro delle imprese dal 2003 al luglio 2016; - la terza parte contiene una sintetica illustrazione delle problematiche di diritto internazionale privato che si pongono nel caso in cui la controversia societaria presenti elementi di estraneità rispetto all'ordinamento italiano e una breve rassegna di alcune tra le principali esperienze straniere in materia di arbitrato societario; - l'ultima parte formula considerazioni e proposte, in vista di riforme del diritto interno, per promuovere la diffusione dell'arbitrato societario. Nel complesso, la disciplina introdotta nel 2003 offre un quadro abbastanza completo e soddisfacente di soluzioni per i problemi specifici posti dall'arbitrato societario; restano tuttavia ancora alcuni profili di incertezza interpretativa e limiti operativi. Si segnalano, in particolare: - la definizione dei confini dell'arbitrabilità delle controversie societarie; - l'applicabilità della disciplina sull'arbitrato societario in presenza di elementi di internazionalità, come ad esempio nel caso di clausola arbitrale statutaria per arbitrato estero; - il divieto di arbitrato societario per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, previsto dall'art. 34 del d.lgs. n. 5 del 2003; - l'assenza di poteri cautelari generali degli arbitri. Lo Studio evidenzia in particolare l'opportunità di avviare una riflessione per possibili modifiche normative volte a valorizzare dell'arbitrato societario attraverso: - l'ampliamento dell'area di applicazione dell'arbitrato, oggi limitata ai soli diritti "disponibili", a tutte le controversie relative al rapporto sociale, ad eccezione delle sole controversie in cui è previsto l'intervento obbligatorio del pubblico ministero; - l'estensione dell'applicazione della disciplina sull'arbitrato societario anche alle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. Con particolare riferimento a quest'ultimo profilo, una soluzione di apertura per le società quotate appare auspicabile alla luce delle positive esperienze straniere che già vanno in questa direzione (è il caso del Brasile, della Spagna, della Svezia) ma anche degli orientamenti dell'OCSE in materia, che hanno evidenziato l'importanza dell'arbitrato, con riferimento tanto alle società chiuse quanto alle società aperte, come veicolo per rafforzare la tutela degli azionisti e incoraggiare gli investitori esteri, soprattutto nei mercati emergenti. Lo studio è stato elaborato da un Gruppo di Lavoro costituito dall'ASSONIME e dall'AIA (Associazione Italiana per l'Arbitrato) cui hanno partecipato: Valentina Allotti (Dirigente Assonime), Massimo Benedettelli (Ordinario di Diritto Internazionale Privato), Filippo Corsini (Associato di Diritto Processuale Civile), Maria Beatrice Deli (Segretario Generale dell'AIA) e Mario Stella Richter (Ordinario di Diritto Commerciale). ****** 7) Commercialisti: ecco la Guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari Il CNDCEC, con nota informativa n. 23 del 21 aprile 2017, rende noto di avere pubblicato sul proprio sito internet, la Guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari. Il documento è corredato da una apposita tabella sulle disposizioni del codice deontologico (ad es., si arriva dalla censura alla sospensione fino ad un anno). Dalle premesse del documento si evince che la funzione disciplinare costituisce una delle più complesse e delicate attribuzioni tra quelle tradizionalmente affidate dall’Ordinamento giuridico al sistema ordinistico delle professioni intellettuali. Si tratta, infatti, dell’esercizio, da parte dell’Ordine professionale, di poteri autoritativi - squisitamente pubblicistici - che incidono sulle situazioni giuridiche soggettive degli iscritti nell’Albo e che sono diretti ad accertare la responsabilità disciplinare in capo all’iscritto, conseguente all’inosservanza dei doveri professionali previsti dalle norme di legge e deontologiche. L’attribuzione di simili poteri trova fondamento e giustificazione nell’interesse, di valenza generale, di garantire l’effettiva permanenza nel consesso professionale solo dei soggetti giudicati idonei allo svolgimento della Professione, a tutela del suo corretto esercizio. Non si tratta, dunque, di una semplice prerogativa ma, più propriamente, dell’esercizio di un potere-dovere da parte dell’Ordine professionale diretto a conservare, in ultima analisi, attraverso il rispetto e l’osservanza dei doveri individuati dalla legge e dall’etica professionale, il patrimonio morale della comunità professionale a beneficio dell’intera collettività. Basti ricordare, a tal riguardo, che l’art. 5 del Codice deontologico della professione stabilisce espressamente che “il professionista ha il dovere e la responsabilità di agire nell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione” e che “soltanto nel rispetto di tale interesse egli potrà soddisfare le necessità del proprio cliente”. Il dovere di agire nell’interesse al corretto esercizio della professione rivela, dunque, l’esigenza, da parte della Professione, di garantire non solo l’interesse particolare (si pensi a quello del cliente diretto ad ottenere la prestazione professionale) ma anche di tutelarne uno più ampio, connesso alla crescita e allo sviluppo della società intera. ****** 8) Proroga dei termini per la conferma delle istanze di accesso alle assunzioni agevolate “incentivo occupazione sud” A seguito di anomalie temporanee che si sono presentate nella procedura telematica sul portale internet dell’Istituto nei giorni 16-17-18 aprile 2017, si è verificata l’impossibilità di perfezionare, attraverso la procedura telematica “DiResCo”, le istanze di accesso alle assunzioni agevolate “incentivo occupazione sud” (circolare n. 41/2017) la cui conferma scadeva nel corso dei predetti giorni. Preso atto delle predette criticità, con il presente messaggio, l’Inps comunica che il termine per il perfezionamento delle sopra citate istanze - assunzioni agevolate “incentivo occupazione sud” (circolare n. 41/2017) la cui conferma scadeva nei giorni 16-17-18 aprile 2017 – è prorogato al 22 aprile 2017. Pertanto, i datori di lavoro interessati sono tenuti ad effettuare, attraverso l’utilizzo della citata procedura telematica, la conferma delle istanze di cui sopra entro e non oltre il 22 aprile 2017. (INPS, messaggio n. 1727 del 21 aprile 2017) ****** 9) Cassa Integrazione: chiarimenti in merito sulla Cig in deroga per il 2017 L’Inps con messaggio 1713/2017 si sofferma sul tema della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga – chiarimenti in merito alla concessione della Cig in deroga per l’annualità 2017. Com’è noto, la circolare n. 34 del 4 novembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, recepita dall’Istituto con la circolare n. 217 del 13 dicembre 2016, ha previsto la possibilità, per le Regioni e Province autonome, di utilizzare le risorse destinate alla decretazione in deroga agli artt. 2 e 3 del D.I. n. 83473 del 1 agosto 2014 fino al 50% delle risorse ad esse attribuite, per le concessione di ammortizzatori in deroga anche con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016, “purché consecutivi alla fruizione di precedenti interventi ordinari scaduti dopo tale data e purché i provvedimenti autorizzatori siano adottati entro e non oltre il 31 dicembre 2016”. Nella circolare n. 217/2016 si chiarisce, in particolare, che “la concessione di cassa integrazione guadagni in deroga potrà interessare anche periodi di intervento che hanno inizio e termine nell’annualità 2017, purché consecutivi – cioè senza soluzione di continuità – alla fruizione di precedenti interventi di cassa integrazione guadagni ordinaria o di cassa integrazione guadagni straordinaria con scadenza successiva al 31 dicembre 2016”. In considerazione delle problematiche evidenziatesi nei primi mesi di applicazione, il Ministero vigilante, con nota prot. n.5889 del 6 aprile 2017, ha fornito alcuni chiarimenti in ordine all’ambito di applicazione della decretazione per il 2017 ed alla gestione delle ferie programmate/chiusura aziendale. In ordine al primo argomento è stato precisato che le prestazioni di integrazione al reddito in costanza di rapporto di lavoro (assegno ordinario/assegno di solidarietà) garantite dal Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) e dai Fondi di Solidarietà Bilaterale Alternativi, così come quelle garantite da tutti i fondi di solidarietà di cui agli artt. 26 e ss. del d.lgs. 148/2016, sono da annoverare tra gli ammortizzatori sociali e, conseguentemente, le Regioni e le Province autonome possono decretare Cassa integrazione in deroga per l’annualità 2017 in continuità con le prestazioni erogate dai sopradetti fondi. Al riguardo si sottolinea che i Fondi di solidarietà bilaterale alternativi di cui all’art. 27 del d.lgs. 148/2016 non sono fondi gestiti dall’Istituto; pertanto, al fine di consentire la verifica del requisito della continuità, il datore di lavoro dovrà fornire all’Istituto un’apposita dichiarazione di responsabilità in ordine all’avvenuta fruizione delle prestazioni garantite dai citati fondi, con la specifica della data di fine intervento. Quanto al secondo argomento, si forniscono indicazioni relative all’art. 2, comma 9, del D.I. n. 83473 del 1 agosto 2014, il quale prevede che "Allo scopo di fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, l'impresa deve avere previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, ivi inclusa la fruizione delle ferie residue". Sul punto, il Ministero del Lavoro, al fine di garantire il rispetto del D.I. n.83473 e il diritto dei lavoratori a godere delle ferie nell'anno di maturazione, ha precisato che non è possibile considerare la fruizione delle ferie programmate/chiusura aziendale alla stregua di una ripresa dell'attività lavorativa. La fruizione delle stesse va considerata quale adempimento di un obbligo necessario per poter accedere alla CIGD e, pertanto, non costituisce un periodo interruttivo della continuità richiesta per i periodi con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016. Ne consegue che un periodo di intervento dell’ammortizzatore ordinario, a cui faccia seguito la fruizione di ferie programmate/chiusure aziendale, e che termini oltre il 31 dicembre 2016, consente la concessione di trattamenti di cassa integrazione in deroga per l’annualità 2017. Anche in questo caso il datore di lavoro dovrà fornire all’Istituto un’apposita dichiarazione di responsabilità in ordine all’avvenuta fruizione delle ferie programmate/chiusura aziendale con la specifica della data di conclusione delle stesse. La sede territoriale che ha in carico l’autorizzazione della domanda provvederà a chiederne lo sblocco. (INPS, messaggio n. 1713 del 21 aprile 2017) ****** 10) Istituiti nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens Con apposito messaggio l’Inps ha istituito, con decorrenza dal periodo di paga aprile 2017, i seguenti nuovi codici dell’elemento di del flusso di denuncia Uniemens: Il codice “400“avente il significato di “CCNL per le micro piccole e medio imprese aziende del settore terziario, commercio e servizi, FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL TERZIARIO e UGL. Il codice “401“avente il significato di “CCNL per i lavoratori dipendenti addetti ai servizi familiari colf e badanti FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL TERZIARIO”. Il codice “402“avente il significato di “CCNL per le imprese cooperative del settore agricolo FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL, UGL AGRICOLI E FORESTALI, UGL FEDERAZIONE AGROALIMENTARE”. Il codice “403“avente il significato di “CCNL per gli imbarcati su natanti di cooperative di pesca FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL AGROALIMENTARE e UGL”. Il codice “404“avente il significato di CCNL per i dipendenti delle imprese di restauro di beni culturali FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., A.R.I. – F.IN.CO. FEDERMIDDLEMANAGEMENT, UGL COSTRUZIONI”. Il codice “405“avente il significato di “CCNL per il personale dipendente non medico da strutture sanitarie, socio sanitarie e cooperative socio sanitarie ed assistenziali private FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL SANITA”. Il codice “406“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore abrasivi FEDERTERZIARIO, CONFIMEA C.F.C., UGL CHIMICI”. Il codice “407“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore ceramica FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL CHIMICI” Il codice “408“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore vetro FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL CHIMICI”. Il codice “409“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore concia e accorpati FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL CHIMICI” Il codice “410“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore chimica e affini FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL CHIMICI” Il codice “411“avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle aziende piccole e medie imprese, delle società cooperative e delle aziende artigiane del settore gomma e plastica FEDERTERZIARIO, CONFIMEA, C.F.C., UGL CHIMICI” Il codice “412“avente il significato di “CCNL per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato nelle scuole non statali, enti di formazione, scuole di preparazione, scuole dell’infanzia, asili nido, FEDERTERZIARIO, FEDERTERZIARIO SCUOLA, CONFIMEA, UGL SCUOLA e UGL”. Il codice “413 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti del Terziario SISTEMA IMPRESA –CONFSAL”. Il codice “414 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti del settore turismo e pubblici esercizi SISTEMA IMPRESA –CONFSAL”. Il codice “415 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti in somministrazione delle Agenzie per il lavoro SISTEMA IMPRESA– SISTEMA LAVORO CONFSAL”. Il codice “416 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle cooperative consorzi e società consortili del settore pulizia e servizi - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP-CONFSAL”. Il codice “417 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti delle cooperative consorzi e società consortili del settore servizi alla persona - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP-CONFSAL”. Il codice “418 “avente il significato “CCNL per i dipendenti del settore trasporto spedizioni e logistica - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP CONFSAL”. Il codice “419 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti del settore agricoltura pesca e agroalimentare - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP CONFSAL”. Il codice “420 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti del settore terziario e turismo - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP CONFSAL”. Il codice “421 “avente il significato di “CCNL per i dipendenti del settore produzione e lavoro industria e artigianato - comparto cooperazione e forme associate d’impresa SISTEMA IMPRESA – SISTEMA COOP CONFSAL”. Il codice “422 “avente il significato di “CCNL Studi professionali SISTEMA IMPRESA –CONFSAL”. Il codice “423 “avente il significato di “CCNL per i lavoratori delle piccole e medie industrie metalmeccaniche e di installazione impianti SISTEMA IMPRESA –CONFSAL”. (INPS, messaggio n. 1712 del 21 aprile 2017) Vincenzo D’Andò