Diario quotidiano del 20 aprile 2017: in scadenza il termine per chiedere il rimborso IVA del 1′ trimestre 2017

Pubblicato il 20 aprile 2017

1) E’ valido l’accertamento basato sugli studi di settore se il contribuente non ne contesta un punto essenziale
2) In scadenza il termine per il rimborso Iva del 1 trimestre 2017
3) Esami del sangue vietati nelle parafarmacie
4) Tobin tax: termine presentazione dichiarazione fissato al 31 maggio 2017
5) Società estinte: il Fisco può agire contro gli ex soci ma non può chiedere le sanzioni
6) Come identificare gli azionisti
7) Ammessi ed esclusi sul cinque per mille 2015
8) Bonus asilo nido: Decreto pubblicato in G.U.
9) Accertamenti fiscali: prelievi bancari senza inerenza
10) Anche per le Srl in trasparenza fiscale, litisconsorzio necessario
Male Judge Writing On Paper In Courtroom 1) E’ valido l’accertamento basato sugli studi di settore se il contribuente non ne contesta un punto essenziale 2) In scadenza il termine per chiedere il rimborso Iva del 1 trimestre 2017 3) Esami del sangue vietati nelle parafarmacie 4) Tobin tax: termine presentazione dichiarazione fissato al 31 maggio 2017 5) Società estinte: il Fisco può agire contro gli ex soci ma non può chiedere le sanzioni 6) Come identificare gli azionisti 7) Ammessi ed esclusi sul cinque per mille 2015 8) Bonus asilo nido: Decreto pubblicato in G.U. 9) Accertamenti fiscali: prelievi bancari senza inerenza 10) Anche per le Srl in trasparenza fiscale, litisconsorzio necessario ****

1) E’ valido l’accertamento basato sugli studi di settore se il contribuente non ne contesta un punto essenziale

E’ valido l’accertamento basato sugli studi di settore se il contribuente non ne contesti il difetto di motivazione. Il fatto che le scritture contabili risultino regolari non incide a favore dello stesso contribuente.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9671 del 14 aprile 2017, ha condannato una società al pagamento delle maggiori imposte e sanzioni scaturenti dall’emissione di uno avviso di accertamento che la Commissione Tributaria Regionale aveva annullato.

In precedenza, la Commissione Tributaria provinciale aveva, invece, dato ragione al fisco.

In particolare, la Corte Suprema ha censurato la decisione del giudice d’appello ritenendo che la Commissione tributaria regionale, accogliendo nel merito l’appello della società, ha implicitamente ma inequivocabilmente escluso la nullità dell’avviso di accertamento per mancanza di motivazione, rilevando che esso era motivato sulla base dello scostamento esistente tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dalla applicazione dello studio di settore, previo contraddittorio con il contribuente.

Quindi, non è bastato invocare tali spunti difensivi, ma, invece, il contribuente avrebbe dovuto chiedere ed elencare, in maniera dettagliata, tutti i punti che avrebbero portato alla dichiarazione della mancanza di motivazione da parte dell’Amministrazione finanziaria. Circostanza che nel caso di specie non è avvenuta.

Il giudice di appello osservava che “l’accertamento è stato effettuato esclusivamente mediante il confronto tra le risultanze dello studio di settore ritenuto pertinente ed il reddito dichiarato dalla società”, mentre, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, “l’Amministrazione, in presenza di tale divergenza costituente un semplice indizio avrebbe dovuto cercare un riscontro nella contabilità della società: il che non è stato fatto. La mancanza di ogni indagine sul punto ha reso quindi l'accertamento incompleto ed illegittimo”.

Contro la sentenza di appello l’Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso per due motivi.

Primo motivo: Violazione e falsa applicazione dell'art. 39 comma 1 lett. d) D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, 62 sexies d.l. n. 331 del 1993 e art. 2697 cod. civ., in relazione all'art. 360 comma primo n. 3 cod proc. civ. , in quanto l'accertamento mediante applicazione degli studi di settore prescinde dall'analisi delle scritture contabili.

Secondo motivo: Omessa e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all'art. 360 comma primo n. 5 cod. proc. civ., nella parte in cui non ha considerato che l'avviso di accertamento non è basato sul mero scostamento dagli studi di settore, ma è scaturito anche dalla fase procedimentale di contraddittorio con il contribuente, al quale è stata data la possibilità di fornire giustificazioni alle anomalie rinvenute.

La società resiste con controricorso e propone ricorso incidentale condizionato, deducendo la nullità della sentenza, ai sensi dell'art. 360 comma primo n. 4 cod. proc. civ., per omessa pronuncia sulla eccezione di nullità dell'avviso di accertamento per difetto di motivazione.

Ebbene la Cassazione ha dichiarato i due suddetti motivi del tutto fondati, trattati poi congiuntamente.

Secondo i giudici di legittimità, rispetto alle modalità di accertamento previste dall’art. 39 D.P.R. n. 600/1973, l’accertamento standardizzato mediante applicazione degli studi costituisce una metodologia di accertamento tributario autonoma ed aggiuntiva, la quale prescinde dall’analisi delle scritture contabili, la cui regolarità non è ostativa alla applicazione dei parametri presuntivi, né costituisce elemento di prova contraria rispetto alla efficacia del dato presuntivo.

Conclusione della Corte suprema

Una volta che l'Amministrazione finanziaria abbia ottemperato all’obbligo di valutare l’applicabilità degli studi di settore al caso concreto, in contraddittorio con il contribuente, ed abbia esaminato le giustificazioni eventualmente addotte dall’interessato dandone conto nella motivazione dell’atto di accertamento, nessun altro incombente sussiste a carico dell’ente impositore, e l’avviso di accertamento cosi emesso è sorretto dalla efficacia probatoria della presunzione qualificata stabilita dall’art. 62 sexies del D.l. n. 331 del 1993, non essendo necessario reperire altri elementi di riscontro probatorio “esterno” (come la irregolarità delle scritture contabili o altro).

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2) In scadenza il termine per chiedere il rimborso Iva del 1 trimestre 2017

Scadrà il prossimo 2 maggio il termine per chiedere il rimborso Iva del 1 trimestre 2017.

Il nuovo modello dovrà essere impiegato a partire dal mese di aprile per richiedere il rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito Iva maturato nel primo trimestre del 2017 (quest’anno il termine di presentazione scade il 2 maggio poiché il 30 aprile cade di domenica).

Soglia dei 30.000 euro anche per i rimborsi IVA in corso al 3 dicembre 2016

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 8 del 7 aprile 2017, ha precisato che la nuova soglia di 30.000 euro per i rimborsi Iva senza la prestazione di garanzia si applica anche ai rimborsi in corso di esecuzione alla data del 3 dicembre 2016.

Per i rimborsi richiesti prima dell'entrata in vigore del D.L. 193/2016, ma non ancora eseguiti, gli Uffici non richiederanno la prestazione della garanzia o l’integrazione della Dichiarazione IVA con il visto di conformità mancante.

I contribuenti Iva che hanno realizzato nel trimestre un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma (o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi), devono presentare il modello TR.

Il credito Iva infrannuale può essere richiesto a rimborso (articolo 38-bis, secondo comma, Dpr n. 633/1972):

- dai contribuenti che esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano operazioni soggette a imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni

- dai contribuenti che effettuano operazioni non imponibili (articoli 8, 8-bis e 9 del Dpr n. 633/1972) per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni effettuate

- dai contribuenti che hanno effettuato nel trimestre acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili

- dai soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, identificati direttamente (articolo 35-ter del Dpr n. 633/1972) o che hanno nominato un rappresentante residente nel territorio dello Stato.

E’ stato adeguato il modello IVA TR per tenere conto delle disposizioni introdotte dai D.Lgs. n. 127 e n. 128/2015, che hanno previsto ulteriori casi di esonero dalla prestazione della garanzia e dal D.L. n. 193/2016, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 225/2016, che ha innalzato a 30.000 euro l’ammontare dei rimborsi eseguibili senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti.

In particolare la principale novità riguarda la compilazione del rigo TD6, in cui deve essere indicato l’ammontare del credito infrannuale chiesto a rimbors