Diario quotidiano del 18 aprile 2017: la cedolare secca per gli affitti brevi

Pubblicato il 18 aprile 2017



1) Bonus fiscale sugli investimenti nel Sud: chiarimenti dalle Entrate
2) Indice Tfr di marzo 2017
3) Aggiornamento della DSU e delle relative istruzioni
4) Decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti pubblici
5) Codici Inps per mettersi in regola con il versamento contributo addizionale CIGO/CIGS
6) Disciplina ad hoc per la cedolare degli affitti brevi anche in presenza di intermediazioni on line
7) Pensione retributiva: non rileva la disoccupazione
8) Professionisti: assoggettabili ad Irap le collaborazioni autonome esterne
9) La marca da bollo per i documenti richiesti alla PA si acquista online
10) Modelli 730/2017: modificate le specifiche tecniche per l’invio dei dati
11) Ok ai compensi differenziati per gli amministratori di società ma con prudenza
12) Normativa sul lavoro accessorio abolita: ecco come si gestisce il periodo transitorio
diario-quotidiano-articoli-81) Bonus fiscale sugli investimenti nel Sud: chiarimenti dalle Entrate 2) Indice Tfr di marzo 2017 3) Pubblicato il Decreto Interministeriale di aggiornamento della DSU e delle relative istruzioni 4) Decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti pubblici 5) Codici Inps per mettersi in regola con il versamento contributo addizionale CIGO/CIGS 6) Disciplina ad hoc per la cedolare degli affitti brevi anche in presenza di intermediazioni on line 7) Pensione retributiva: non rileva la disoccupazione 8) Professionisti: assoggettabili ad Irap le collaborazioni autonome esterne 9) La marca da bollo per i documenti richiesti alla PA si acquista online 10) Modelli 730/2017: modificate le specifiche tecniche per l’invio dei dati 11) Ok ai compensi differenziati per gli amministratori di società ma con prudenza 12) Normativa sul lavoro accessorio abolita: ecco come si gestisce il periodo transitorio *****

1) Bonus fiscale sugli investimenti nel Sud: chiarimenti dalle Entrate

Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: Sono arrivati anche i chiarimenti delle Entrate sulle novità che riguardano il bonus fiscale per la misura destinata alle aree svantaggiate del Sud.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, ha pubblicato la circolare n. 12/E del 13 aprile 2017, contenente le nuove indicazioni delle Entrate relative alla fruibilità e applicabilità del credito d’imposta, anche detto bonus Sud, istituito dalla Legge di Stabilità per il 2016 a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo, e modificato di recente dal Dl Mezzogiorno 243/2016.

La nuova disciplina del credito d’imposta, ovvero, come cambia il bonus per chi investe al Sud.

In sintesi, le modifiche che incidono sull’agevolazione prevedono:

- l’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna;

- l’aumento della misura del credito d’imposta spettante;

- l’aumento del limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta, Tale massimale è ora raddoppiato per le piccole e medie imprese, passando rispettivamente da 3 a 10 milioni di euro. Resta invece immutato a 15 milioni per le grandi imprese;

- la determinazione del credito d’imposta sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti;

- la possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea (in precedenza sussisteva il divieto di cumulo).

Novità già in vigore, dal 1° marzo dell’anno in corso

In merito alla tempistica, si ricorda che la decorrenza delle nuove disposizioni coincide con la data di entrata in vigore della legge stessa di conversione del decreto-legge n. 243 del 2016, il cosiddetto Dl Mezzogiorno, avvenuta il 1° marzo 2017. Pertanto, le nuove norme si applicano a partire dalla medesima data. L’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna ha effetto, invece, dal 1° gennaio 2017.

Per quanto riguarda invece i requisiti di accesso all’agevolazione previsti dalla normativa europea, si rinvia alle istruzioni impartite con la circolare 34/E del 3 agosto 2016.

Misura dell’agevolazione

La misura dell’agevolazione è diversa in relazione alla dimensione aziendale:

- il 20% per le piccole imprese;

- il 15% per le medie imprese;

- il 10% per le grandi imprese.

Per le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, il beneficio è concesso nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato del relativo settore.

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2) Indice Tfr di marzo 2017

Indice Tfr di marzo a 0,898430%. A marzo il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 0,898430. L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 101,0.

Prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

L’Istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di marzo 2017 è pari a 101,0 punti. L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2016 è pari a 0,697906; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,898430%.

Periodo di riferimento: marzo 2017

Aggiornato: 13 aprile 2017

Prossimo aggiornamento: 15 maggio 2017

Indice generale FOI

101,0

Variazione % rispetto al mese precedente

0,0

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+1,4

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+1,1

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3) Pubblicato il Decreto Interministeriale di aggiornamento della DSU e delle relative istruzioni

Con una nota del 13 aprile 2017, il Ministero del lavoro rende noto che il 12 aprile 2017 è stato firmato il Decreto Interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze, che pubblica le modifiche in sede di aggiornamento al modello della Dichiarazione Sostitutiva Unica “DSU”, nonché delle relative istruzioni per la compilazione dopo il secondo anno di operatività, ferme restando le modalità di rilascio dell’attestazione.

Approvato il nuovo modello della dichiarazione sostitutiva unica

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il 13 aprile 2017 sul proprio sito il decreto interministeriale di concerto col MEF, firmato il 12 aprile 2017, che approva il modello tipo della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonché delle relative istruzioni per la compilazione. Resta fermo, invece, il modello di attestazione approvato col decreto direttoriale del 7 novembre 2014.

Viene ricordato che la dichiarazione sostitutiva unica (DSU) è necessaria per calcolare l’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate (come, ad esempio, retta agevolata per l’asilo nido, mensa scolastica, sussidi assistenziali, diritto allo studio universitario, prestazioni socio-sanitarie).

Il modello raccoglie informazioni sul nucleo familiare e su tutti i suoi componenti (rispettivamente, nel “Modello Base” – MB – e nei “Fogli Componente” – FC).

Nella gran parte delle situazioni è sufficiente compilare il “modello MINI” allegato al decreto, costituito dalla prima parte del Modello Base (MB.1) e dalla prima parte del Foglio componente (FC.1).

In alcuni casi, però, il modello MINI non è sufficiente. Esso non può essere presentato quando ricorre una delle situazioni seguenti:

- richiesta di prestazioni per il diritto allo studio universitario;

- presenza nel nucleo di persone con disabilità e/o non autosufficienti;

- presenza nel nucleo di figli i cui genitori non siano coniugati tra loro, né conviventi; - esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o sospensione degli

adempimenti tributari.

In tali casi deve essere compilata la DSU nella sua versione estesa.

L’ISEE sarà calcolato sulla base dei dati dichiarati in DSU e di altri dati (ad es. redditi, trattamenti economici, ecc.) rilevati direttamente negli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

L’attestazione dell’ISEE è resa disponibile dall’INPS entro il decimo giorno lavorativo successivo alla presentazione della DSU. Se il dichiarante rileva inesattezze nell’attestazione o non ha ricevuto l’attestazione medesima entro il quindicesimo giorno lavorativo, al fine di rettificare l’attestazione o integrare la DSU per il calcolo dell’ISEE, deve compilare il Modulo FC.3.

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4) Decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti pubblici

Il Consiglio dei ministri, il 13 aprile 2017, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo correttivo del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 e in esito alla consultazione pubblica.

Secondo quanto viene riportato nel comunicato del governo, l’intervento apporta modifiche e integrazioni al Codice, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali, in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore. Nell’introdurre tali modifiche, il Governo ha tenuto conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento, delle osservazioni formulate dall’ANAC e delle considerazioni del Consiglio di Stato.

Le modifiche seguono tre direttrici:

- modifiche di coordinamento per una più agevole lettura e interpretazione del testo; - integrazioni per migliorare l’efficacia e chiarire la portata di alcuni istituti, sulla base anche di quanto suggerito dal Consiglio di Stato in sede consultiva e dalle associazioni o dagli operatori di settore;

- limitate modifiche ad alcuni istituti rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del Codice.

In particolare, tra le novità introdotte il governo segnala:

- l’introduzione di un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza; - l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara; - una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato;

- la conferma della soglia limite del 30% sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento in subappalto;

- semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni;

- specifica individuazione del costo della manodopera ai fini della determinazione della base d’asta.

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5) Codici Inps per mettersi in regola con il versamento contributo addizionale CIGO/CIGS

L’Inps, con messaggio n. 1640 del 13 aprile 2017, ha fornito indicazioni alle aziende per la regolarizzazione del versamento del contributo addizionale CIGO/CIGS per i periodi precedenti il mese di marzo 2017.

Ai sensi della circolare n. 9/2017, le aziende che devono versare il contributo addizionale ex art. 5 del D.lgs. 148/2015 effettuano gli adempimenti informativi riguardanti i periodi pregressi nell’ambito del flusso UniEmens relativo al mese di marzo 2017.

Codici da utilizzare

Per le autorizzazioni CIGO/CIGS rilasciate con sistema ticket va indicato nell’elemento ‘CongCIGOCausAdd’:

- “E501”, “Ctr. Addizionale CIG ordinaria Post D.lgs 148/2015”;

- “E600”, “Ctr addizionale CIG straordinaria”.

Per le autorizzazioni CIGO/CIGS rilasciate con sistema di CIG Aggregata va indicato nell’elemento ‘CausaleContrAddCIGO’:

- “E301”, Ctr. Addizionale CIG ordinaria post D.Lgs. 148/2015”;

- “E399”, “Ctr. Addizionale CIG straordinaria post D.Lgs. 148/2015”.

Per le autorizzazioni di Cig in deroga - sistema di CIG Aggregata – va indicato il codice “E404”, Ctr Addizionale CIGS L. 350/2004 post D.Lgs. 148/2015”, nell’elemento ‘CausaleContrAddCIGS’.

Le aziende che hanno beneficiato di CIGO/CIGS ed hanno cessato l’attività, devono provvedere all’invio di flussi regolarizzativi ed effettuare il versamento senza aggravio di oneri accessori entro il giorno 18 aprile 2017.

Il messaggio n. 1640/2017 avvisa che le imprese che abbiano versato il predetto contributo in misura inferiore a quella dovuta, sono tenute ad integrare la differenza nella denuncia del mese di marzo 2017.

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6) Disciplina ad hoc per la cedolare degli affitti brevi anche in presenza di intermediazioni on line

Una disciplina ad hoc per la cedolare degli affitti brevi anche in presenza di intermediazioni on line (Airbnb). Gli intermediari sono inoltre coinvolti sia nella fase di acquisizione dei dati relativi ai contratti sia come sostituti d’imposta, con una ritenuta del 21%, laddove gli stessi intervengano nel pagamento del canone.

Il decreto legge approvato lo scorso 11 aprile dal governo definisce le regole applicabili, a far data dai contratti stipulati dal 1° maggio prossimo, per le locazioni abitative di durata non superiore a 30 giorni, incluse quelle che comprendono le prestazioni di servizi accessori della pulizia e della fornitura di biancheria. Deve comunque trattarsi di contratti stipulati al di fuori dell’esercizio d’impresa. Vale peraltro segnalare che se le prestazioni aggiuntive sono preponderanti rispetto alla locazione si esula da tale tipologia contrattuale.

Si conferma in primo luogo l’applicabilità della cedolare, su opzione, nella misura standard del 21%. La medesima facoltà riguarda i contratti di sub locazione e i contratti di godimento oneroso dell’immobile stipulati dal comodatario. Il riferimento alla sub locazione appare decisamente innovativa, poiché i relativi redditi non rientrano in realtà nei redditi fondiari, ma nei redditi diversi (articolo 67, lettera h, del Tuir). In quanto tali, gli stessi sarebbero del tutto esclusi dalla sfera di operatività dell’imposta sostitutiva. Peraltro, qualora il sub locatore non dovesse scegliere l’imposta piatta, il relativo reddito risulterebbe comunque tassabile come reddito diverso.

Nell’ipotesi del comodatario, invece, la modifica supera lo scoglio rappresentato dal fatto che, a regime, l’opzione per la cedolare può essere esercitata unicamente dal proprietario-locatore dell’immobile. Ne consegue che, di regola, se il negozio di affitto viene sottoscritto dal comodatario, questi non è in condizione di manifestare l’opzione, giacché non è il titolare dell’immobile. Nei casi di sublocazione e di contratto del comodatario, la base imponibile è rappresentata dai corrispettivi lordi pattuiti, comprensivi, sembrerebbe, dei rimborsi spese. Diversamente, nelle ipotesi delle locazioni tipiche, la base imponibile non comprende il rimborso documentato delle spese sostenute dal locatore (ad esempio, condominio).

I soggetti che intervengono come intermediari anche on line nel mettere in contatto le parti della locazione devono trasmettere all’agenzia delle Entrate tutti i dati relativi ai contratti. In caso di omessa o infedele trasmissione dei dati, risulta applicabile la sanzione da 250 a 2.000 euro, ridotta alla metà in caso di ritardi non superiore a 15 giorni. Il termine di presentazione sarà stabilito con successivo decreto delle Entrate.

I medesimi intermediari, inoltre, qualora intervengano anche nella fase del pagamento dei canoni di locazione devono operare una ritenuta del 21% all’atto dell’avvenuto accredito del corrispettivo. La ritenuta deve essere versata con il modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo. Nei riguardi del beneficiario di tale somma (locatore), in caso di opzione per la cedolare, la ritenuta si considera a titolo d’imposta. Al contrario, in regime Irpef, la stessa non può che essere considerata a titolo di acconto. Il medesimo intermediario rilascia altresì la certificazione unica dei redditi assoggettati a ritenuta. Al riguardo, va evidenziato che, in linea di principio, la cedolare si applica sui redditi maturati, anche se non percepiti, come accade normalmente per i redditi fondiari. Nel caso delle locazioni brevi, tuttavia, non dovrebbero verificarsi disallineamenti rilevanti, poiché i pagamenti avvengono normalmente in anticipo.

La disciplina attuativa della nuova normativa sarà adottata con decreto delle Entrate entro 90 giorni. Si prevede infine che l’Agenzia delle entrate stipuli delle convenzioni con i soggetti licenziatari dei marchi di intermediazione on line dei contratti di locazione al fine di monitorare gli stessi.

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7) Pensione retributiva: non rileva la disoccupazione

Per la pensione retributiva non si conta il periodo di disoccupazione

Nel calcolo della quota retributiva della pensione si devono poter escludere i periodi in cui si sono percepiti contributi per disoccupazione, che abbassano la retribuzione di riferimento e quindi l’assegno previdenziale.

La Corte costituzionale, con la sentenza 82 del 13 aprile 2017, ha stabilito l’illegittimità dell’articolo 3, comma 8, della legge 297/1982 nella parte in cui non prevede la possibilità per un lavoratore, che ha già maturato i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione e ha percepito contributi di disoccupazione nel periodo utilizzato per il calcolo, di avere una pensione non inferiore a quella che si otterrebbe scorporando il periodo non lavorato.

La legge 297/1982 ha stabilito che la pensione retributiva, oggi la quota retributiva della pensione, viene calcolata prendendo come riferimento le retribuzioni «percepite in costanza di rapporto di lavoro, o corrispondenti a periodi riconosciuti figurativamente, ovvero ad eventuale contribuzione volontaria, risultante dalle ultime 260 settimane di contribuzione antecedenti la decorrenza della pensione».

Il tribunale di Ravenna ha sollevato la questione di legittimità della norma in relazione al principio di ragionevolezza sancito dall’articolo 3 della Costituzione, alla proporzionalità tra lavoro prestato e pensione (articolo 36) e adeguatezza del trattamento previdenziale (articolo 38).

Le altre esclusioni

L’articolo 3, comma 8 della legge 297/1982 è già stato oggetto di altre pronunce di illegittimità della Consulta e a tali decisione i giudici si rifanno nella sentenza 82/2017. Quando un lavoratore ha già raggiunto i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione, «la contribuzione acquisita nella fase successiva non può determinare una riduzione della prestazione virtualmente già maturata». Questo principio è già stato applicato in passato in caso di prosecuzione volontaria (sentenza 307/1989), di retribuzione dell’ultimo periodo notevolmente inferiore a quella precedente (sentenza 264/1994), di contribuzione figurativa per integrazione salariale (sentenza 388/1995).

La decisione

Con la decisione depositata ieri, quindi, viene prevista la possibilità di escludere dal conteggio anche i contributi da disoccupazione, sempre se in precedenza si è già raggiunto il requisito previdenziale. Secondo i giudici, «sarebbe intrinsecamente irragionevole un meccanismo che, per la fase successiva al perfezionamento del requisito minimo contributivo, si tramutasse in un decremento della prestazione previdenziale, in antitesi con la finalità di favore che la norma persegue, nel considerare il livello retributivo, tendenzialmente più elevato, degli ultimi anni di lavoro».

La norma attuale, secondo la Consulta, è lesiva dei diritti previdenziali con riferimento agli articoli 36, comma 1, e 38, comma 2, della Costituzione.

È stata invece dichiarata inammissibile la richiesta del tribunale di Ravenna di estendere la neutralizzazione dei contributi da disoccupazione e integrazione salariale oltre i cinque anni precedenti la pensione, in quanto non sono state evidenziate ragioni idonee.

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8) Professionisti: assoggettabili ad Irap le collaborazioni autonome esterne

La circostanza che il contribuente non si sia avvalso di lavoratori dipendenti, ma di collaborazioni autonome esterne di per sé non esclude la ricorrenza di una sua autonoma struttura organizzativa assoggettabile ad IRAP, dovendosi invece valutare la qualità e quantità di tali collaborazioni.

Nell’accogliere il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate, la Corte suprema ha censurato l’operato della CTR poiché non ha dato corretta applicazione al principio disposto dalla stessa massima Corte e non ha motivato sui profili di fatto rilevanti in merito.

È, quindi, tenuto al versamento dell’Irap il professionista che dia in outsourcing la gestione del proprio studio. Infatti, secondo la Cassazione, il ricorso al lavoro di terzi per la fornitura di tutti i servizi essenziali fa scattare l’autonoma organizzazione.

(Corte di Cassazione,a sentenza n. 9477 del 12 aprile 2017)

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9) La marca da bollo per i documenti richiesti alla PA si acquista online

Entrate e AgID inaugurano @e.bollo con InfoCa mere. La marca da bollo per i documenti richiesti alla PA si acquista online.

La marca da bollo per i documenti rilasciati dalle pubbliche amministrazioni entra nell’era digitale: i cittadini potranno pagarla direttamente online, con addebito in conto, carta di debito o prepagata attraverso i servizi di pagamento del Sistema pagoPA. È infatti operativo il servizio @e.bollo, sviluppato dall’Agenzia delle Entrate con la collaborazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che consente tramite il Sistema pagoPA di versare l’imposta di bollo con modalità telematiche sulle richieste trasmesse alle PA e relativi atti.

Il primo Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) abilitato è l’Istituto di Pagamento del sistema camerale (www.iconto.infocamere.it) tramite cui, con addebito diretto per i titolari di conto corrente dell’Istituto di InfoCamere (e a seguire anche con carta di credito anche per i non correntisti), è possibile acquistare con pochi click la marca da bollo digitale. La prima marca da bollo digitale è stata acquistata ieri a Rovigo e applicata all’istanza inviata da un’impresa del settore agroalimentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Treviso, gestito attraverso la piattaforma del sistema camerale italiano www.impresainungiorno.gov.it.

A partire dal 14 aprile 2017, il nuovo servizio @e.bollo è disponibile in sperimentazione per alcuni comuni della Lombardia (Legnano, Monza, Pavia, Rho e Voghera) e del Veneto (Treviso, e Vicenza). Successivamente il servizio verrà esteso ai 750 comuni - tra gli oltre 3400 che si avvalgono della piattaforma - accreditati al servizio pagoPA. Il servizio riguarderà progressivamente altre amministrazioni e coinvolgerà presto altri istituti che potranno erogare servizi di pagamento ai propri clienti.

Conclusa la fase pilota, che ha visto Entrate e AgID lavorare in sinergia per trovare le soluzioni tecniche più idonee, nel rispetto della normativa tributaria, la marca da bollo digitale è una realtà che punta a semplificare e a velocizzare le procedure a vantaggio dei cittadini e delle imprese che si interfacciano con la pubblica amministrazione. La novità elimina infatti uno dei principali vincoli alla completa dematerializzazione di documenti e procedure, portando definitivamente sul pc dei cittadini anche i servizi che prevedono il pagamento del bollo.

L’acquisto della marca da bollo digitale sarà possibile, tramite gli strumenti messi a disposizione dai PSP (addebito in conto, carta di debito, prepagata e carta di credito), attraverso i servizi presenti su pagoPA raggiungibili esclusivamente dai siti internet delle pubbliche amministrazioni che offrono servizi per il rilascio dei documenti elettronici e che hanno aderito al sistema pagoPA dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Successivamente, saranno attivate anche le procedure di pagamento della marca da bollo digitale direttamente presso gli intermediari abilitati, per le richieste e per i relativi atti scambiati via posta elettronica tra cittadini e amministrazioni.

Come acquistare la marca da bollo digitale

Per acquistare online la marca da bollo digitale, i cittadini potranno scegliere il PSP tra coloro che hanno aderito al sistema pagoPA e hanno stipulato un’apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate. L’elenco dei PSP, insieme alle altre informazioni utili, è disponibile sul sito internet delle Entrate, nella pagina dedicata al servizio (Home - Documentazione - Servizio @e.bollo). Le linee guida per le pubbliche amministrazioni e per i prestatori di servizi di pagamento sono disponibili anche sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), unitamente alle specifiche attuative per gestire sul sistema pagoPA l’acquisto del bollo digitale (home - agenda digitale - pubblica amministrazione - pagamenti elettronici - linee guida).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 89 del 14 aprile 2017)

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10) Modelli 730/2017: modificate le specifiche tecniche per l’invio dei dati

Senza scadenza la comunicazione della sede telematica dei sostituti. L’eliminazione del termine per la trasmissione dell’indirizzo presso cui ricevere i risultati contabili dei 730 garantisce maggiore tempestività nell’effettuazione dei conguagli.

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 76094 del 14 aprile 2017, ha modificato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni modelli 730/2017 nelle comunicazioni di cui ai modelli 730-4 e 730-4 integrativo nonché nella scheda riguardante le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF e alle istruzioni per lo svolgimento degli adempimenti previsti per l’assistenza fiscale da parte dei sostituti d’imposta, approvate con provvedimento del 15 febbraio 2017.

Vengono, quindi, apportate delle modifiche al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 febbraio 2017, concernente l’approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni modelli 730/2017 nelle comunicazioni di cui ai modelli 730-4 e 730-4 integrativo nonché nella scheda riguardante le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF e l’approvazione delle istruzioni per lo svolgimento degli adempimenti previsti per l’assistenza fiscale da parte dei sostituti d’imposta, dei CAF e dei professionisti abilitati.

Novità per i sostituti d’imposta tenuti a effettuare le operazioni di conguaglio susseguenti al ricevimento dei risultati contabili delle dichiarazioni modello 730. A disporle il provvedimento 14 aprile 2017, che apporta modifiche al precedente del 22 febbraio 2013.

Innanzitutto viene eliminata la scadenza, già fissata per il 31 marzo, entro la quale il sostituto d’imposta doveva inviare il modello di “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi al modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate”.

Per conseguenza, le comunicazioni inviate oltre quella data ora producono subito effetti, potendo essere gestite anche in concomitanza con la messa a disposizione dei risultati contabili. Ciò garantirà una maggiore tempestività nell’effettuazione dei conguagli.

Il secondo intervento riguarda l’ipotesi del sostituto che riceve il risultato contabile di un contribuente per il quale non è tenuto a effettuare le operazioni di conguaglio.

In precedenza, era previsto che, in tale circostanza, restituisse il modello 730-4, entro il quinto giorno lavorativo successivo, direttamente al Caf o al professionista abilitato indicato nel flusso telematico trasmesso dall’Agenzia. Adesso, invece, dovrà darne comunicazione, anche tramite un intermediario appositamente delegato e sempre entro cinque giorni lavorativi da quello di ricezione dei risultati contabili, mediante i servizi telematici delle Entrate, per il successivo inoltro al soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale.

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11) Ok ai compensi differenziati per gli amministratori di società ma con prudenza

Nel caso in cui sia possibile prevedere compensi differenziati in base alle scelte discrezionali operate dall’assemblea all’atto di nomina, occorre che ciò venga effettuato nel rispetto degli interessi dei soci e dei terzi creditori. A tal fine è necessario che l’assemblea effettui le remunerazioni alla luce del criterio di ragionevolezza e adeguatezza.

Assonime, con il CASO n. 6/2017 del 14 aprile 2017, si sofferma sulla tematica dei compensi differenziati agli amministratori nelle società non quotate.

La centralità del tema dei compensi degli amministratori nell’attuale diritto societario trova conferma nella questione, emersa dalla prassi, relativa alla possibilità di prevedere un trattamento economico differenziato agli amministratori della medesima società per azioni non quotata, che merita di essere approfondita.

Una soluzione positiva al quesito può essere raggiunta sia con l’interpretazione sistematica dell'art. 2389 c.c. dedicato ai compensi degli amministratori, sia con una lettura della disciplina funzionale agli interessi protetti.

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12) Normativa sul lavoro accessorio abolita: ecco come si gestisce il periodo transitorio

Abrogazione della normativa in materia di lavoro accessorio: Su come potere gestire il periodo transitorio è intervenuto l’INPS, con messaggio n. 1652 del 14 aprile 2017.

Come noto, il Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 aveva abrogato e sostituito integralmente gli articoli da 70 a 73 del Decreto legislativo n. 276/2003, al fine di una nuova disciplina del lavoro occasionale accessorio, per consentire il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative in tutti i settori produttivi e garantire la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati. L’Istituto aveva fornito indicazioni in merito a tale fattispecie con circolare n. 149/2015.

Il Decreto legge 17 marzo 2017, n. 25, "Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti", ha disposto, al primo comma dell'articolo 1, l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del Decreto legislativo n. 81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio.

La norma prevede, altresì, che possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017 i buoni per prestazioni di lavoro accessorio richiesti alla data di entrata in vigore dello stesso decreto.

A tale proposito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che l'utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, nel periodo transitorio sopra ricordato, dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto.

Istruzioni operative

Alla luce della normativa sopra citata, per tutti i buoni lavoro per i quali la procedura di acquisto si sia perfezionata entro il 17 marzo 2017 sarà possibile per i datori di lavoro procedere all’utilizzo e alla comunicazione delle prestazioni lavorative, che dovranno essere svolte non oltre il termine ultimo del 31 dicembre 2017.

Non sarà possibile, invece, registrare tramite la procedura telematica del lavoro accessorio prestazioni lavorative in assenza di buoni lavoro il cui acquisto si sia perfezionato entro il 17 marzo 2017.

Per la riscossione da parte del prestatore rimangono validi i precedenti termini dalla data di emissione di 24 mesi per i voucher postali, di 12 mesi per i voucher distribuiti dai tabaccai abilitati e Banche popolari.

Si evidenzia che, per i soli voucher telematici, i versamenti effettuati con bollettino postale, bonifico, F24 e portale dei pagamenti, in data successiva al 17 marzo 2017 non possono essere utilizzati e verranno, pertanto, rimborsati a cura delle strutture territoriali dell’Istituto, previa verifica del regolare afflusso dei fondi. Poiché per tale finalità è necessaria la predisposizione di apposito applicativo informatico, con successivo messaggio verranno fornite indicazioni per la gestione e le modalità dei rimborsi.

Fino alla data del 31 dicembre 2017 sarà possibile utilizzare i buoni lavoro acquistati dalla Regione Toscana entro la data del 17 marzo 2017 per l'esecuzione del progetto regionale "Pronto Badante", in attuazione della Convenzione per la fornitura di buoni lavoro per l'esecuzione del progetto regionale "Pronto Badante", approvata con Determinazione presidenziale n. 8 del 2 aprile 2015 e rinnovata con Determinazione presidenziale n. 63 del 07 marzo 2017.

Le strutture territoriali dell’Istituto non dovranno acquisire in procedura bollettini relativi a versamenti sul conto corrente postale n. 89778229 finalizzati all’acquisto di voucher telematici del lavoro accessorio aventi data versamento successiva al 17 marzo 2017. Le procedure informatiche sono state conseguentemente modificate.

Inoltre, anche per l’acquisizione dei bollettini postali aventi data di versamento fino al giorno 17 marzo 2017 la procedura non permette l’acquisizione dei bollettini nel caso in cui i dati non siano conformi rispetto ai flussi di informazioni acquisite negli archivi.

Nel caso i datori di lavoro formulino nuove richieste di registrazione di bonifici effettuati sul medesimo conto corrente postale n. 89778229 aventi data di pagamento fino al 17 marzo 2017, le strutture territoriali dovranno inoltrare copia del pagamento tramite casella istituzionale lavorooccasionale.DG@inps.it. L’acquisizione verrà effettuata a livello centrale.

Vincenzo D’Andò