La rottamazione delle liti tributarie pendenti e le altre novità della manovra – Diario quotidiano del 13 aprile 2017

Pubblicato il 13 aprile 2017



1) Arriva la rottamazione delle liti tributarie con l’Agenzia delle Entrate, split payment allargato ai professionisti, stretta sulle compensazioni
2) Intermediari Entratel: ecco gli indirizzi locali delle Entrate a cui comunicare le proprie richieste
3) Abusivismo professionale: arriva l’invito a segnalare agli Ordini le irregolarità
4) Ecco chi sono i maggiori utilizzatori dei voucher
5) Audizione del direttore centrale catasto, cartografia e pubblicità immobiliare
6) Caso di esonero dall’obbligo di redazione del consolidato
7) Diritto d’autore, Antitrust apre istruttoria sulla Siae
8) Pubblicato il Def: salta il taglio all’Irpef
9) Cooperative: contributo per le spese relative all’attività di vigilanza - biennio 2017-2018
10) Assunzione disabile: sanzione diffida e termini per adempiere
commercialista-telematico-abbonamento1) Arriva la rottamazione delle liti tributarie con l’Agenzia delle Entrate, Split payment allargato ai professionisti, stretta sulle compensazioni 2) Intermediari Entratel: ecco gli indirizzi locali delle Entrate a cui comunicare le proprie richieste 3) Abusivismo professionale: arriva l’invito a segnalare agli Ordini le irregolarità 4) Ecco chi sono i maggiori utilizzatori dei voucher 5) Audizione del direttore centrale catasto, cartografia e pubblicità immobiliare, in evidenza l’Anagrafe Immobiliare Integrata 6) Caso di esonero dall’obbligo di redazione del consolidato 7) Diritto d’autore, Antitrust apre istruttoria sulla Siae 8) Pubblicato il Def: salta il taglio all’Irpef 9) Cooperative: contributo per le spese relative all’attività di vigilanza - biennio 2017-2018 10) Assunzione disabile: sanzione diffida e termini per adempiere *****

1) Arriva la rottamazione delle liti tributarie con l’Agenzia delle Entrate

Approvata dal Consiglio dei ministri, nella seduta del 11 aprile 2017, la definizione agevolata (in tre rate), ovvero si inserisce nel contesto normativo anche la rottamazione delle liti con l’Agenzia delle entrate (per tutti i gradi di giudizio, compresa la Cassazione).

In particolare, viene data la possibilità di definire le controversie rientranti nella giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, mediante il pagamento degli importi contestati con l’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni e degli interessi di mora (la richiesta di definizione andrà presentata entro il 30 settembre 2017).

Si alza la soglia delle liti che rientrano nella mediazione tributaria: per tutti gli atti impugnabili notificati dal 1° gennaio 2018, è innalzata da 20mila a 50mila euro la soglia entro la quale è d'obbligo tentare l’accordo con l’ente creditore (Entrate e enti territoriali).

Il Consiglio dei Ministri, con il comunicato del 11 aprile 2017, ha reso noto l’approvazione del Def - Documento di economia e finanza – 2017 e del decreto legge con la manovra correttiva.

Il Documento è completato da alcuni allegati.

Il DEF verrà trasmesso alle Camere che dovranno esprimersi sugli obiettivi programmatici, sulle strategie di politica economica e sul programma di riforme. Dopo il passaggio parlamentare ed entro il 30 aprile il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma saranno inviati al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea.

Split payment allargato ai professionisti

Per le fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017 rientrano nel meccanismo - ai fornitori le fatture saranno al netto dell’Iva che viene girata direttamente all’Erario - anche le operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che, a legislazione vigente, pagano l’imposta ai loro fornitori secondo le regole generali.

L’estensione riguarda:

- tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione;

- le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto;

- le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali;

- le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

L’allargamento riguarda anche i professionisti. Difatti, nel comunicato n. 23 dell’11 aprile 2017 viene riportato: “Si ricomprendendo anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (essenzialmente liberi professionisti)”.

Le suddette modifiche si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017.

Compensazione dei crediti di imposta, visto già sopra i 5mila euro

Viene ridotto dagli attuali 15.000 euro a 5.000 euro il limite al di sopra del quale i crediti di imposta possono essere usati in compensazione solo attraverso l’apposizione del visto di conformità del professionista (o sottoscrizione alternativa del revisore legale), sulla dichiarazione da cui emergono.

Le compensazioni senza rispetto del vincolo o con certificazione apposta da soggetti non abilitati, saranno oggetto di recupero, compresi interessi, con irrogazione di sanzioni.

Misure per lo sviluppo

Sono previsti interventi per sviluppo economico:

- potenziamento degli incentivi alle quotazioni con riferimento alle piccole e medie imprese (equity crowfunding);

- estensione temporale delle agevolazioni per le start-up innovative;

norme per agevolare la finanza di progetto nell’ammodernamento degli impianti sportivi pubblici; allineamento della disciplina del regime patent box (con i marchi esclusi dalla detassazione) alle linee guida Ocse.

Giochi

Si prevede l’aumento, a partire dal 1° ottobre 2017, del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi da intrattenimento c.d. “new slot” o AWP e sulla raccolta derivante dagli apparecchi c.d. “videolotteries” o VLT.

Rideterminazione base ACE (Aiuto alla Crescita Economica)

Si modificano le modalità di determinazione della base di riferimento su cui calcolare il rendimento nozionale ai fini ACE, per la quale si prevede il progressivo abbandono del criterio incrementale su base fissa.

Flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche

Si consente, in via sperimentale, l’accesso diretto all’Agenzia Italiana del Farmaco ai flussi informativi di monitoraggio dell'assistenza farmaceutica, ai dati della ricetta dematerializzata farmaceutica presente nel sistema Tessera Sanitaria e ai dati della fatturazione elettronica relativa ai medicinali.

Interventi in favore delle zone terremotate

Fondo per l’accelerazione della ricostruzione e zona franca

È istituito un Fondo specifico di 1 miliardo di euro per ciascun anno del triennio 2017-2019 finalizzato a consentire l’accelerazione delle attività di ricostruzione.

Tra le misure viene istituita una zona franca urbana nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, in favore delle imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della stessa zona franca e che abbiano subito una contrazione del fatturato a seguito degli eventi sismici. Tali imprese possono beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attività nei citati Comuni, di una esenzione biennale IRES e IRPEF (fino a 100 mila euro di reddito), IRAP (fino a 300 mila euro di valore della produzione netta) e IMU, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dai regolamenti “de minimis”.

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2) Intermediari Entratel: ecco gli indirizzi locali delle Entrate a cui comunicare le proprie richieste

L’Agenzia delle entrate, il 12 aprile 2017, ha pubblicato sul sito internet istituzionale la seguente nota:

Comunicazione agli intermediari Entratel

Gli intermediari Entratel potranno inviare segnalazioni, richieste di informazioni e trasmissioni di documentazione riguardo all’invio telematico delle dichiarazioni fiscali all’Ufficio Gestione tributi della Direzione regionale competente.

Inoltre, per le Direzioni regionali di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta e le Direzioni Provinciali di Trento e Bolzano la documentazione va indirizzata all’Ufficio Servizi e Consulenza.

Di seguito, gli indirizzi e-mail a cui indirizzare le comunicazioni:

Direzione Regionale

Indirizzo e-mail

Dr Campania Gestione Tributi

dr.campania.gt@agenziaentrate.it

Dr Emilia Romagna Gestione Tributi

dr.emiliaromagna.gt@agenziaentrate.it

Dr Friuli V.G. Gestione Tributi

dr.friulivg.gt@agenziaentrate.it

Dr Lazio Gestione Tributi

dr.lazio.getr@agenziaentrate.it

Dr Liguria Gestione Tributi

dr.liguria.gt@agenziaentrate.it

Dr Lombardia Gestione Tributi

dr.lombardia.getr@agenziaentrate.it

Dr Marche Gestione Tributi

dr.marche.gt@agenziaentrate.it

Dr Piemonte Gestione Tributi

dr.piemonte.getr@agenziaentrate.it

Dr Puglia Gestione Tributi

dr.puglia.getr@agenziaentrate.it

Dr Sicilia Gestione Tributi

dr.sicilia.getr@agenziaentrate.it

Dr Toscana Gestione Tributi

dr.toscana.getr@agenziaentrate.it

Dr Veneto Gestione Tributi

dr.veneto.gt@agenziaentrate.it

Dr Abruzzo Servizi E Consulenza

dr.abruzzo.sc@agenziaentrate.it

Dr Basilicata Servizi E Consulenza

dr.basilicata.sc@agenziaentrate.it

Dr Calabria Servizi E Consulenza

dr.calabria.sc@agenziaentrate.it

Dr Molise Servizi E Consulenza

dr.molise.sc@agenziaentrate.it

Dr Sardegna Servizi E Consulenza

dr.sardegna.sc@agenziaentrate.it

Dr Umbria Servizi E Consulenza

dr.umbria.sc@agenziaentrate.it

Dr Valle D'Aosta Servizi E Consulenza

dr.valledaosta.sc@agenziaentrate.it

Dp Trento Servizi E Consulenza

dp.trento.sc@agenziaentrate.it

Dp Bolzano Servizi E Consulenza

dp.bolzano.sc@agenziaentrate.it

Modifica dell’organizzazione della funzione di Audit dell’Agenzia delle Entrate - Dal 1° aprile 2017 le competenze degli Uffici Audit delle Direzioni Regionali sono trasferite alla Direzione Centrale Audit.

Tenuto conto della nuova articolazione, tutte le segnalazioni, richieste di informazioni e trasmissioni di documentazione relative alle lavorazioni degli Uffici soppressi vanno inviate a:

Area Nord Ovest, con sede a Milano e competenza su Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, indirizzo e-mail: dc.au.areanordovest@agenziaentrate.it;

Area Nord Est, con sede a Venezia e competenza su Emila Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto e province di Trento e Bolzano, indirizzo e-mail: dc.au.areanordest@agenziaentrate.it;

Area Centro, con sede a Roma e competenza su Abruzzo, Lazio, Marche, Molise, Sardegna, Umbria e Toscana, indirizzo e-mail:dc.au.areacentro@agenziaentrate.it;

Area Sud, con sede a Napoli e competenza su Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, indirizzo e-mail: dc.au.areasud@agenziaentrate.it.

(Agenzia delle entrate, nota del 12 aprile 2017)

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3) Abusivismo professionale: arriva l’invito a segnalare agli Ordini le irregolarità

Segnalare agli Ordini le irregolarità riscontrate dagli iscritti negli Albi professionali.

L’invito arriva dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con una nota pubblicata sul sito internet il 12 aprile 2017.

Il socio amministratore di un Centro di elaborazione dati è stato condannato in 1° grado dal Tribunale penale di Pesaro a 5 mesi di reclusione e al risarcimento delle spese nei confronti del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Pesaro-Urbino, che si era costituito parte civile nel procedimento, oltre che al risarcimento dei danni d'immagine nei confronti della Categoria. "Una sentenza importantissima - ha sottolineato il Segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine, Sergio Giorgini, in un'intervista in web tv - che mette in evidenza come l'attività riservata in materia di lavoro debba essere svolta esclusivamente dai professionisti iscritti agli Ordini ed in particolare dai Consulenti del Lavoro".

Giorgini ha poi invitato gli iscritti a vigilare e a denunciare agli Ordini provinciali di appartenenza tutte quelle situazioni riguardanti l'esercizio abusivo della professione per tutelare la fede pubblica e le attività svolte dai professionisti regolarmente iscritti all'albo. "Le attività riservate - ha concluso - non sono svolte a tutela dei professionisti, ma di tutti i clienti, pubblici e privati, a cui si rivolgono i professionisti stessi".

Sulla sentenza del Tribunale di Pesaro viene poi ricordato il parere n. 4/2017 della Fondazione Studi Consulenti del lavoro.

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4) Ecco chi sono i maggiori utilizzatori dei voucher

I maggiori utilizzatori dei voucher sono i pensionati, lavoratori dipendenti e disoccupati. Mentre il mondo delle imprese è coinvolto solo per un terzo dell'intero volume di ore lavorate dai voucheristi.

È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro (il cui approfondimento è stato pubblicato sul proprio sito internet) sui dati Inps che impone una riflessione politica urgente per evitare che tutti questi soggetti alimentino lavoro sommerso reso visibile proprio grazie all'utilizzo dei voucher.

Inoltre, i tre maggiori utilizzatori dei buoni lavoro oggi non possono che essere occupati “occasionalmente” solo tramite uno strumento normativo con le caratteristiche simili al voucher. Questo perché il loro status principale risulta incompatibile o non conveniente rispetto ad un rapporto di lavoro dipendente di tipo tradizionale. Allo stato attuale, neanche il lavoro intermittente “modificato” sarebbe utile, poiché destinato all'utilizzo da parte di aziende, cioè da parte soggetti che non hanno utilizzato i voucher in maniera prevalente come inizialmente sostenuto dai principali detrattori. Nell'approfondimento della Fondazione Studi viene analizzato il quadro normativo attuale, che non vede valide alternative al lavoro occasionale, e gli effetti dell’abrogazione dei voucher su imprese e famiglie.

Cosa cambia per le imprese

Attualmente non si registrano valide alternative che possano rispondere appieno alle esigenze di una prestazione di lavoro di natura occasionale. Non è del tutto adatto il contratto di lavoro a tempo determinato, che comunque prefigura una durata, seppur minima e quindi una sua programmazione, oltre ai divieti connessi al cosiddetto “stop & go”, che impone un intervallo di tempo minimo tra un contratto e l’altro. Non lo è il contratto di somministrazione, per motivi simili, oltre al costo orario della prestazione, che supera anche del 50% quello del lavoratore “voucherista”.

Il lavoro a chiamata appare come quello più simile alle esigenze cui rispondeva l’utilizzo dei voucher. Il contratto intermittente, infatti, consente di regolare prestazioni di lavoro discontinue. D’altra parte, però, anche questo è pur sempre un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti che prevede adempimenti, formalità e programmazione preventiva. Conseguentemente, anche i costi presentano un significativo aumento rispetto al lavoro accessorio, tra il 40% e il 60% rispetto al costo del singolo voucher. Peraltro l’attuale normativa, con i limiti di età che impone per il ricorso al lavoro a chiamata (sono esclusi i soggetti che hanno compiuto 25 anni e fino ai 55 anni di età), finisce per tenere fuori dall’utilizzazione di questo contratto proprio la fascia di età di maggior interesse per il dato occupazionale.

Cosa cambia per le famiglie

L’abolizione dei voucher comporta un vuoto normativo ancor più significativo per le famiglie, evidentemente meno attrezzate per provvedere agli adempimenti formali previsti per la formalizzazione di un rapporto di lavoro, che invece avevano nel voucher un utile strumento di flessibilità e semplicità per richiedere prestazioni lavorative di piccolo cabotaggio, tipiche delle esigenze familiari (collaborazioni domestiche per le pulizia, piccoli lavori di manutenzione, artigianali, ecc.). Dunque, manca completamente uno strumento normativo per dare regolarità ai tanti rapporti che si avviano in ambito familiare. Infatti, i soggetti maggiormente utilizzati in ambito familiare si troveranno ora a fare i conti con una assoluta mancanza di regolamentazione.

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5) Audizione del direttore centrale catasto, cartografia e pubblicità immobiliare, in evidenza l’Anagrafe Immobiliare Integrata

Il Direttore centrale catasto, nell’audizione parlamentare del 12 aprile 2017, presso la commissione per il federalismo fiscale, fornisce un contributo sulle seguenti questioni:

- la consistenza e le rendite delle unità immobiliari del Catasto Edilizio Urbano;

- la conoscenza delle informazioni in merito al patrimonio immobiliare quale strumento per il contrasto dell’evasione fiscale;

- la collaborazione tra Agenzia ed Enti locali per il contrasto dell’evasione fiscale in ambito immobiliare, con particolare riferimento alle attività sugli immobili che non risultano dichiarati al Catasto (cosiddetti "immobili fantasma"), le attività di revisione del classamento degli immobili relative all’attuazione di quanto previsto dai commi 335 e 336 dell’articolo unico della legge n. 311/2004 su iniziativa dei Comuni e dall’articolo 1, comma 277 della legge n. 244/2007, su iniziativa d’ufficio;

- lo stato di realizzazione dell’Archivio Nazionale degli Stradari e dei numeri Civici (ANSC) e dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane (ANNCSU);

- l’Anagrafe Immobiliare Integrata: lo stato di attuazione del progetto e i servizi erogabili a cittadini, professionisti e altre amministrazioni pubbliche;

- la partecipazione dei Comuni alla gestione delle funzioni catastali;

- lo sviluppo dei servizi erogati.

Contrasto all’evasione

Sono state individuate le particelle del Catasto Terreni su cui sono stati riconosciuti immobili che non risultano dichiarati al Catasto.

La complessa attività di identificazione dei fabbricati sconosciuti al Catasto, condotta nel periodo 2007-2012, ha fatto emergere, su circa 2,2 milioni di particelle del Catasto Terreni, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale.

Di queste, alla data del 30 novembre 2012, erano 769 mila le unità immobiliari urbane cui era stata attribuita spontaneamente una rendita catastale definitiva perché dichiarate al Catasto dai soggetti interessati, mentre erano 492 mila le unità immobiliari urbane cui l’Agenzia aveva attribuito una rendita presunta, in quanto non ancora regolarizzate.

Il decreto legge n. 78/2010 ha previsto, infatti, in attesa dell’accatastamento definitivo, l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati. Per definire le rendite, seppur presunte, degli immobili, l’Agenzia si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con verifiche in sopralluogo degli immobili stessi.

L’Agenzia, potrà riattivare il processo di identificazione, previsto dalla normativa citata in premessa, con un nuovo ciclo di indagini periodiche sull’intero territorio nazionale.

Anagrafe immobiliare integrata: stato di attuazione del progetto e i servizi erogabili

Nell’ottica prioritaria di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale nel settore immobiliare, l’Agenzia delle Entrate è da tempo fortemente impegnata in un graduale processo di implementazione e miglioramento dei livelli di correlazione delle informazioni degli archivi amministrativo-censuari, cartografici, planimetrici e di Pubblicità Immobiliare. Processo dalle ovvie ricadute non solo fiscali, ma anche di natura civilistica e di trasparenza del mercato immobiliare.

In proposito, è attualmente in corso di realizzazione una nuova piattaforma tecnologica per la gestione del Catasto, per dare soluzione alla maggior parte delle criticità che, nel tempo e per diversi fattori, si sono create.

L’evoluzione in atto segue un percorso di cambiamento che ha posto l’accento su alcuni temi:

- l’integrazione dei dati (Anagrafe Immobiliare Integrata;

- l’integrazione dei processi;

- il controllo di qualità (dati e processi);

- la gestione unitaria dei dati e dell’infrastruttura tecnologica (affidata all’Agenzia).

In tale contesto, l’Anagrafe Immobiliare Integrata ha la finalità specifica di razionalizzare ed assicurare una gestione omogenea delle banche dati in ambito immobiliare, fornendo un efficace supporto operativo per la corretta individuazione degli immobili, la relativa base imponibile, nonché i soggetti titolari di diritti reali in quanto soggetti d’imposta.

In più, l’Anagrafe Immobiliare Integrata è caratterizzata da una forte “vocazione” fiscale, con l’obiettivo primario di diventare lo strumento di riferimento a supporto della gestione della fiscalità immobiliare, erariale e locale, poiché in grado di individuare correttamente, attraverso l’integrazione delle banche dati, oggetto e soggetto di imposta.

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6) Caso di esonero dall’obbligo di redazione del consolidato

Il Caso 3-2017 di Assonime si sofferma sulla facoltà di esonero per i “sottogruppi” dall’obbligo di redazione del consolidato.

Il caso affronta le questioni se l’esonero dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato previsto per i “sottogruppi” sia da considerare una facoltà di cui la società tenuta a redigere il consolidato possa decidere o meno di usufruire e se, nel caso in cui la società decida di non utilizzare la suddetta facoltà e rediga il consolidato, la redazione del consolidato abbia natura volontaria oppure obbligatoria.

Il sistema di esonero per i “sottogruppi” dalla redazione del bilancio consolidato deve essere inquadrato come una forma di agevolazione per la controllante intermedia il cui esercizio ha natura volontaria. Nel caso in cui essa decida di non usufruire dell’esonero, la stessa è tenuta a redigere il bilancio consolidato ai sensi della disciplina del d.lgs. 127/1991 e sulla base dei principi contabili internazionali, se applicabili.

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7) Diritto d’autore, Antitrust apre istruttoria sulla Siae

"E' un atto importante che mira a ripristinare la legalità in questo settore nel nostro Paese",

L'Autorità Antitrust ha aperto, come riporta la nota ANSA del 12 aprile 2017, un'istruttoria sulla Siae per verificare eventuali condotte abusive nel settore della gestione e intermediazione dei diritti d'autore. Ispezioni negli uffici della Società autori ed editori.

"Siamo tranquilli". Il direttore generale della Siae Gaetano Blandini conferma all'ANSA la presenza di ispettori inviati dall'Antitrust negli uffici della Società degli autori e degli editori. La Siae, commenta il dg, "è trasparente e tranquilla, come sempre collaborativa con le istituzioni. Finalmente si farà chiarezza".

L'Antitrust, si precisa in una nota diffusa nel pomeriggio dall'Authority presieduta da Giovanni Pitruzzella, ha aperto un'istruttoria nei confronti di Siae per accertare eventuali condotte abusive ai sensi dell'art. 102 TFUE nel settore della gestione e intermediazione dei diritti d'autore. Il procedimento, viene sottolineato, "è stato avviato a seguito delle segnalazioni di alcune imprese che offrono in Italia servizi innovativi alternativi a quelli del monopolista nazionale, al fine di verificare se le condotte di Siae abbiano l'effetto di escludere ogni concorrenza dai mercati oggetto di indagine, ostacolando le attività degli operatori nuovi entranti e riducendo così anche la libertà degli stessi autori ed editori di scegliere a quale collecting associarsi o richiedere servizi, anche solo di carattere 'accessorio' a quelli di intermediazione del copyright". L'istruttoria ha, inoltre, lo scopo di accertare se l'associazione degli organizzatori di concerti di musica dal vivo, Assomusica, abbia posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza, ai sensi dell'art. 101 TFUE, tramite l'adozione di linee guida che indicano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di Siae. I funzionari dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno oggi eseguito un'ispezione nella sede di Siae e nella sua filiale territoriale di Roma, nonché presso la sede di Assomusica di Roma e la sua sede operativa di Genova, con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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8) Pubblicato il Def: salta il taglio all’Irpef

Pubblicato il Def: sì alla riduzione del cuneo fiscale, niente taglio all’Irpef nè aumenti dell’Iva.

Sì alla riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, attraverso un meccanismo che interessa premi di produttività e decontribuzione; no, invece, alla riduzione dell'Irpef e ad aumenti dell'Iva. Sono alcune delle previsione contenute nel Documento di Economia e Finanza, il cui testo è stato il 12 aprile 2017 dal Ministero dell'Economia dopo aver ottenuto il via libera da Palazzo Chigi l’11 aprile 2017, insieme al Piano nazionale di riforme. Il Def, come annunciato dal ministro dell'economia Pier carlo Padoan, ha rivisto al rialzo la stima del pil 2017, a +1,1%, ma anche una revisione al ribasso del target delle privatizzazioni, a 0,3% l'anno. Per effetto della manovrina, con l’aggiustamento strutturale da 3,4 miliardi chiesto dalla commissione Ue, il deficit di quest’anno si attesta al 2,1% del Pil. «Dal lato della spesa, anche sulla scorta della riforma della procedura di formazione del bilancio, si attuerà una nuova revisione della spesa», si legge nel Def. «Le Amministrazioni centrali dello Stato contribuiranno al conseguimento degli obiettivi programmatici con almeno un miliardo di risparmi di spesa all'anno». Nel testo si precisa che "tale contributo sarà oggetto del Dpcm previsto dalla nuova normativa". Scompare il calo dell'Irpef dal cronoprogramma delle riforme che il precedente governo puntava a realizzare entro la legislatura. Il nuovo programma nazionale delle riforme indica ora come ''cruciale il taglio del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro e aumentare parallelamente il reddito disponibile dei lavoratori''.

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9) Cooperative: contributo per le spese relative all’attività di vigilanza - biennio 2017-2018

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 del 11 aprile 2017 , il Decreto 3 marzo 2017 con il contributo per le spese relative all’attività di vigilanza dovuto dalle società cooperative, dalle banche di credito cooperativo e dalle società di mutuo soccorso, per il biennio 2017-2018.

Il contributo dovuto dalle società cooperative per le spese relative all’attività di vigilanza sugli stessi enti è corrisposto, per il biennio 2017/2018, sulla base dei parametri e nella misura indicata nella seguente tabella:

+-----+------------+------------------------------------------------+

| | | Parametri |

| | |------------------------------------------------+

| | Fasce e | | Capitale | |

| | importo | Numero soci| sottoscritto | Fatturato |

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

| | | | | fino a €|

| a) | € 280,00| fino a 100|fino a € 5.160,00| 75.000,00|

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

| | | |da € 5.160,01 a €| da € 75.000,01 a|

| b) | € 680,00|da 101 a 500| 40.000,00| € 300.000,00|

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

| | | superiore| superiore a €|da € 300.000,01 a|

| c) | € 1.350,00| 500| 40.000,00| € 1.000.000,00|

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

| | | superiore| superiore a €|da € 1.000.000.01|

| d) | € 1.730,00| 500| 40.000,00| a € 2.000.000,00|

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

| | | superiore| superiore a €| superiore a €|

| e) | € 2.380,00| 500| 40.000,00| 2.000.000,00|

+-----+------------+------------+-----------------+-----------------+

I contributi sono riscossi esclusivamente per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, mediante versamento sul modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

===================================================

| Codice | Descrizione |

+=============+===================================+

| |contributo biennale - maggiorazioni|

| |del contributo (ad esclusione del |

| |10% dovuta dalle cooperative |

| |edilizie) - interessi per |

| 3010 |ritardato pagamento |

+-------------+-----------------------------------+

| |- maggiorazione del 10% dovuta |

| |dalle cooperative edilizie - |

| 3011 |interessi per ritardato pagamento |

+-------------+-----------------------------------+

| 3014 |- sanzioni |

+-------------+-----------------------------------+

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10) Assunzione disabile: sanzione diffida e termini per adempiere

La Direzione centrale vigilanza, affari legali e contenzioso, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 2283 del 23 marzo 2017, risponde ad un quesito della DTL di Milano-Lodi in merito alla corretta applicazione dell’art. 7, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificato dal decreto legislativo n. 151/2015, con riferimento alle modalità delle assunzioni obbligatorie, chiedendo, in particolare, di conoscere se il datore di lavoro, ai fini dell’adempimento alla diffida di cui all’art.13 decreto legislativo n. 124/2004, possa ricorrere alla stipula delle convezioni di cui all’art. 11 della legge n. 68 del 1999.

In particolare viene chiarito che, ai fini dell’adempimento alla diffida di cui all’art. 13 del D.lgs. n. 124/2004, il datore di lavoro non può ricorrere alla stipula delle convenzioni di cui all’art. 11 della Legge n. 68 del 1999, in quanto le uniche modalità di assolvimento dell’obbligo sono quelle indicate dall’art. 15, comma 4-bis, della L. n. 68/1999, ovvero “la presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione“, o “la stipulazione del contratto di lavoro con la persona con disabilità avviata dagli uffici“.

Questa la risposta dell’Ispettorato del Lavoro:

Alla luce del quadro normativo sopra ricostruito e ad una lettura sistematica delle citate disposizioni della legge n. 68 del 1999, emerge che il legislatore – nel consentire al datore di lavoro un ampio ventaglio di possibilità per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità (richiesta nominativa, richiesta numerica, convenzioni ai sensi degli articoli 11, 12 e 12-bis della legge n. 68 del 1999, nonché convenzioni ai sensi dell’articolo 14 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276), da porre in essere nel termine di cui all’articolo 9, comma 1, della medesima legge n.68 del 1999 (si tratta dei soprarichiamati 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo) – ha però individuato, una volta decorso infruttuosamente il menzionato termine dei 60 giorni, la richiesta di avviamento dei lavoratori secondo l’ordine di graduatoria quale unica modalità di assolvimento dell’obbligo, non consentendo, pertanto, il ricorso a forme assunzionali diverse da quella numerica (comma 1-bis dell’articolo 7 della legge n.68 del 1999).

Inoltre, occorre, tenere conto delle caratteristiche proprie dell’istituto della diffida ad adempiere di cui all’art. 13 del D. Lgs. n. 124/2004.

Con la diffida ad adempiere, infatti, l’amministrazione intima al datore di lavoro la regolarizzazione delle inosservanze “comunque sanabili”, fissando un termine perentorio entro cui adempiere alle prescrizioni impartite. L’adempimento comporta l’ammissione al pagamento della sanzione in misura pari al minimo edittale ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa, nonché l’estinzione del procedimento all’esito del pagamento della sanzione.

Il ritardo o la mancata assunzione delle persone con disabilità – che comporta, come sopra evidenziato, l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 15, comma 4, della legge n. 68/1999 – è diffidabile ex articolo 13 del D. Lgs. n. 124/2004, sulla base di quanto previsto dal comma 4-bis del medesimo articolo 15.

Più nel dettaglio, nel caso in cui la scopertura sia ascrivibile, per ragioni imputabili al datore di lavoro, alla mancata presentazione della richiesta di assunzione o di una richiesta di convenzione entro il termine di 60 giorni previsto dall’art. 7 della stessa L. n. 68/1999, la diffida dovrà avere ad oggetto l’effettuazione dell’adempimento omesso, ossia la presentazione, sia pure tardiva, della richiesta di assunzione numerica, ovvero la stipula del contratto di lavoro. Non si ritiene, pertanto, che la diffida possa contemplare anche la effettuazione della richiesta di convenzione, non potendosi estendere la portata della norma agevolativa del D. Lgs. n. 151/2015 a strumenti diversi rispetto ai due espressamente indicati dal legislatore.

Il diritto al pagamento della sanzione minima, infatti, deve essere riconosciuto a chi si adegua ed ottempera nei termini della diffida per assumere effettivamente, non già ricorrendo alla convenzione, strumento assolutamente valido per assolvere gli obblighi della L. n. 68/1999 ma solo in un momento antecedente all’intervento ispettivo.

Una diversa interpretazione, ispirata al criterio secondo il quale la convenzione con i servizi competenti rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui si attua il principio del collocamento mirato, rappresenterebbe, nella fattispecie in esame, una forzatura del dato letterale normativo che non corrisponde alla specifica finalità deflativa del contenzioso e di riduzione delle sanzioni.

La tempestività dell’assunzione entro la data fissata con la diffida verrebbe infatti meno nel caso di stipulazione delle convenzioni di cui all’art. 11, dato che questo istituto costituisce un progetto di assunzione articolato in varie fasi.

Effettivamente l’art. 11 prevede che gli uffici competenti stipulino con il datore di lavoro convenzioni “aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali” tipici della L. n. 68/1999. Ciò comporta l’avvio di un iter procedimentale, con una serie di adempimenti che non consentono di predeterminare il momento esatto dell’assunzione del disabile.

Ne consegue, nell’ambito dell’applicazione della diffida ex art. 13 D. Lgs. n. 124/2004, per l’amministrazione l’impossibilità di imporre una data certa al trasgressore entro cui adempiere e, per lo stesso datore di lavoro l’impossibilità di adempiere entro il termine tipico previsto in caso di diffida che, per espressa previsione di legge, è di trenta giorni.

Si ritiene, pertanto, che ai fini dell’adempimento alla diffida richiamata dall’art. 15, comma 4bis, della L. n. 68/1999, le uniche modalità di assolvimento dell’obbligo sono quelle ivi indicate, ovvero “la presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione”, o “la stipulazione del contratto di lavoro con la persona con disabilità avviata dagli uffici”, evidenziando a tale proposito che dette previsioni appaiono del tutto in linea con quelle del già richiamato art. 7, comma 1-bis della legge n.68 del 1999.

Vincenzo D’Andò