Diario quotidiano del 12 aprile 2017 – i ritocchi al modello Redditi 2017

Pubblicato il 12 aprile 2017



1) Decreto eventi sismici è andato in G.U.
2) E’ retroattiva la norma sui prelievi bancari
3) La procedura di fallimento prevale su tutto
4) Truffe sul web: sono aggravate
5) Il questore deve concedere la licenza dell’arma a difesa del denaro aziendale
6) Bonus strumenti musicali: accreditati nuovi licei
7) Ritoccato il modello di dichiarazione “Redditi 2017–PF” e relative istruzioni
8) Nel DEF 2017 per la prima volta gli indicatori BES
9) Prestazioni economiche di malattia e di maternità: salari medi e convenzionali per l’anno 2017
10) Cumulo dei periodi di assicurazione maturati presso organizzazioni internazionali
diario-quotidiano-articoli-91) Decreto eventi sismici è andato in G.U. 2) E’ retroattiva la norma sui prelievi bancari: circolare della Guardia di Finanza 3) La procedura di fallimento prevale su tutto 4) Truffe sul web: sono aggravate 5) Il questore deve concedere la licenza dell’arma a difesa del denaro aziendale 6) Bonus strumenti musicali: accreditati nuovi licei 7) Ritoccato il modello di dichiarazione “Redditi 2017–PF” e relative istruzioni 8) Nel DEF 2017 per la prima volta gli indicatori BES 9) Prestazioni economiche di malattia e di maternità: salari medi e convenzionali per l’anno 2017 10) Disposizioni in materia di cumulo dei periodi di assicurazione maturati presso organizzazioni internazionali ***

1) Decreto eventi sismici è andato in G.U.

E’ stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2017, la Legge n. 45 del 7 aprile 2017 di conversione del Decreto Legge n. 8/2017, recante nuovi interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. Il provvedimento contiene anche la proroga al 21 aprile 2017 del termine, originariamente fissato al 31 marzo, per aderire alla definizione agevolata delle cartelle e misure a sostegno del reddito per i lavoratori costretti ad interrompere la propria attività lavorativa. Inoltre il decreto prevede misure per la ricostruzione e finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese colpite dagli eventi sismici.

Gli interventi contenuti nel provvedimento riguardano complessivamente misure di favore per la ricostruzione, finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese colpite dagli eventi sismici, azioni di carattere nazionale per il contrasto alla povertà e la proroga della sospensione degli adempimenti, dei versamenti tributari e dei termini per aderire alla rottamazione dei ruoli.

Di seguito le novità di maggiore interesse.

Definizione agevolata delle cartelle

Viene prorogato al 21 aprile 2017 il termine, originariamente fissato dal D.L. n. 193/2016 al 31 marzo, per aderire alla definizione agevolata delle cartelle.

Conseguentemente, è posticipato dal 31 maggio al 15 giugno 2017 il termine entro il quale Equitalia comunica, ai debitori che hanno chiesto la rottamazione, l'ammontare complessivo delle somme dovute e quello delle singole rate, nonché il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. Inoltre, con norma di interpretazione autentica, viene chiarito che, ai fini dell'accesso alla rottamazione, non sono dovute le sanzioni irrogate per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi, anche nel caso in cui il debitore sia lo stesso ente previdenziale.

Le ricordate novità riguardano non solo i contribuenti che vivono nelle zone colpite dal terremoto, ma la generalità dei soggetti interessati. Per i primi, comunque, resta ferma la proroga di un anno dei termini e delle scadenze previsti dalla disciplina della definizione agevolata (commi 1, 2, 3, 3-ter e 12, dell'articolo 6, Dl 193/2016).

Ritenute e sostituti d'imposta

Confermata la possibilità, per i sostituti d'imposta, di regolarizzare, entro il 31 maggio 2017 (e senza applicazione di sanzioni e interessi), gli adempimenti concernenti le ritenute relative ai soggetti residenti nei comuni colpiti dal terremoto. In particolare, la regolarizzazione agevolata concerne le ritenute non effettuate o non versate nei seguenti periodi:

dal 24 agosto 2016 (data del primo terremoto) al 19 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del Dl 189/2016)

dal 26 ottobre 2016 (data del successivo terremoto) al 18 dicembre 2016 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 189/2016).

Resta invariata la norma in materia di "busta paga pesante", secondo cui gli interessati residenti nei comuni colpiti dal sisma possono chiedere al sostituto d'imposta (indipendentemente dal domicilio fiscale di quest'ultimo) di non operare le ritenute alla fonte dal 1° gennaio 2017 al 30 novembre 2017 (si ricorda che la sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi, effettuati mediante ritenuta alla fonte, si applica alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nonché a quelle sui compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato).

Sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari

Viene confermata la sospensione fino al 30 novembre 2017 degli adempimenti e dei versamenti tributari (con esclusione del rimborso di quanto eventualmente già versato).

La ripresa della riscossione dei tributi sospesi e non versati avviene entro il 16 dicembre 2017, senza applicazione di interessi e sanzioni. La disposizione interessa anche le ritenute alla fonte non operate dai sostituti d'imposta su richiesta degli interessati ("busta paga pesante"). Con riferimento a quest'ultimo aspetto, durante l'iter di conversione, è stata inserita la norma in base alla quale la ripresa del versamento delle ritenute non operate può essere disciplinata con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze da emanare (entro il 30 novembre 2017) secondo quanto previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente (articolo 9, comma 2-bis, legge 212/2000). Pertanto, il decreto in parola potrà prevedere la rateizzazione del versamento fino a un massimo di 18 rate mensili (nei limiti della disponibilità del fondo rotativo istituito per far fronte alle esigenze che derivano dal differimento di riscossione a seguito di eventi calamitosi).

In materia di sospensione dei termini tributari a favore dei contribuenti colpiti dal terremoto si rinvia anche al Dm 1° settembre 2016 (a sua volta richiamato dall'articolo 48, Dl 189/2016).

Canone tv

Anche la ripresa del versamento del canone tv, mediante addebito sulla bolletta elettrica, avviene, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 16 dicembre 2017. Inoltre, nei casi in cui, a seguito del terremoto, la famiglia anagrafica non detenga più alcun apparecchio televisivo, il canone non è dovuto per l'intero secondo semestre 2016 e per tutto il 2017.

Altri adempimenti tributari

Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della sospensione stabilita dal Dm 1° settembre 2016,devono essere effettuati entro il mese di dicembre 2017.

Esenzione imposta di bollo e di registro

Nel corso del passaggio parlamentare, è stata inserita la norma secondo cui le persone fisiche residenti (o domiciliate) e le persone giuridiche aventi sede legale nei comuni colpiti dal sisma, oltre a quella dall'imposta di bollo, beneficiano anche dell'esenzione dall'imposta di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentanti alla pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2017 in esecuzione di quanto stabilito dalle ordinanze del Commissario straordinario del governo. Viene altresì specificato che il deposito delle istanze, dei contratti e dei documenti, effettuato presso gli uffici speciali per la ricostruzione, produce gli stessi effetti della registrazione eseguita secondo le disposizioni del Testo unico dell'imposta di registro (Dpr 131/1986). Anche in questo caso, viene stabilito che non si procede al rimborso dell'imposta di registro già versata prima dell'entrata in vigore della nuova disposizione agevolativa.

Agevolazioni per i redditi di fabbricati

Altra novità emersa durante il passaggio parlamentare, è la proroga dal 28 febbraio 2017 al 30 giugno 2017 del termine per l'emanazione delle ordinanze sindacali di sgombero funzionali all'individuazione degli immobili inagibili destinatari dei benefici previsti dall'articolo 48, comma 16, Dl 189/2016. Quest'ultima disposizione prevede una serie di agevolazioni fiscali (esclusione dalla base imponibile Irpef e Ires dei redditi dei fabbricati, esenzione Imu e Tasi fino alla ricostruzione) per i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma, se distrutti od oggetto delle predette ordinanze. Conseguentemente, viene posticipato al 30 giugno 2017 il termine entro cui il contribuente può dichiarare, ai medesimi fini, la distruzione o l'inagibilità totale o parziale del fabbricato all'autorità comunale.

Sospensione dei termini per la riscossione

In sede di conversione, è stata confermata la sospensione dal 1° gennaio al 30 novembre 2017 dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli avvisi di accertamento esecutivi e dagli avvisi di addebito esecutivi (relativi al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all'Inps), nonché delle attività esecutive da parte degli agenti della riscossione e dei termini di prescrizione e decadenza relativi all'attività degli enti creditori (compresi quelli degli enti locali).

Agevolazioni per imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori Confermate anche le diverse misure agevolative previste per imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori.

In sintesi:

finanziamento agevolato (assistito da garanzia dello Stato) per il pagamento dei tributi sospesi (ex articolo 48, Dl 189/2016), dei tributi dovuti nel periodo dal 1° al 31 dicembre 2017 e di quelli dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 (per questi ultimi, inoltre, gli stessi soggetti hanno la possibilità di eseguire il versamento in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2018)

i beneficiari corrispondono alle banche gli interessi e le spese strettamente necessarie alla gestione dei finanziamenti ricevuti mediante un credito d'imposta di importo pari all'importo relativo agli interessi e alle spese dovuti (il credito è utilizzabile in compensazione, senza applicazione dei limiti quantitativi previsti dalla legge ovvero può essere ceduto nell'ambito dello stesso gruppo societario in base alla disciplina della cessione delle eccedenze, ex articolo 43-ter, Dpr 602/1973)

i soggetti che chiedono il finanziamento per il pagamento dei tributi devono restituire la quota capitale a partire dal 1° gennaio 2020 (dal 1° gennaio 2021 per i finanziamenti richiesti per pagare i tributi dovuti nel 2018) in cinque anni, secondo il piano di ammortamento definito nel contratto di finanziamento. In sede di conversione, è stato disposto che il piano di ammortamento prevede che gli interessi e le spese dovuti per i relativi finanziamenti sono riconosciuti con riferimento al 31 dicembre 2018

in capo ai soggetti finanziatori (banche) sono previsti obblighi di comunicazione all'Agenzia delle Entrate per il monitoraggio delle modalità di utilizzo e di restituzione dei finanziamenti agevolati (a tal fine, è prevista l'adozione, entro il 31 maggio 2017, di un provvedimento del direttore dell'Agenzia).

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2) E’ retroattiva la norma sui prelievi bancari: circolare della Guardia di Finanza

Prelievi bancari, regime di favore retroattivo. A tal fine, la Guardia di Finanza ha predisposto la circolare del 7 aprile 2017, che si sofferma sull'applicazione della disposizione, introdotta con il collegato fiscale (dl 193/2016).

L’articolo 7 quater del D.L. 193 del 2016 è intervenuto nell’articolo 32, primo comma, n. 2, del DPR 600/73, recante la disciplina dell’utilizzo delle indagini finanziarie in materia di accertamenti fiscali, apportando due modifiche che riguardano rispettivamente il mondo professionale e i titolari di reddito d’impresa.

In relazione ai professionisti, l’intervento effettuato consiste nella soppressione della parola “compensi” nel passaggio della norma che prevede “alle stesse condizioni sono altresì posti come ricavi a base delle stesse rettifiche ed accertamenti”.

Relativamente ai titolari di reddito d’impresa (essendo pertanto interessate anche le società tra i professionisti), è stata introdotta una sorta di soglia di non applicazione della presunzione sui prelievi, stabilendo la non possibilità di contestazione se di ammontare non superiore 1.000 euro e comunque con un tetto massimo di 5.000 euro mensili.

«In considerazione della natura procedurale della disciplina delle indagini finanziarie e delle pertinenti presunzioni, si ritiene», «che le novità introdotte dal dl 193/2016 abbiano carattere retroattivo e risultino applicabili, pertanto, a tutti i periodi di imposta ancora accertabili». Un'applicazione ampia dunque per la Guardia di finanza, che a supporto di questa linea interpretativa richiama anche un orientamento dell'Amministrazione finanziaria. «I profili interpretativi riportati», continua ancora la Gdf nel documento, «sono stati già oggetto di un preliminare confronto con la direzione centrale accertamento dell'agenzia delle entrate che, tra l'altro ha condiviso la retroattività applicativa delle menzionate soglie».

Il documento fa riferimento alla disposizione del collegato fiscale per cui la presunzione per i versamenti non giustificati si applichi soltanto in corrispondenza di prelevamenti o importi riscossi per importi superiori a 1.000 euro giornalieri e, comunque, a 5 mila euro mensili».

Il decreto legge è intervenuta, recependo una sentenza della corte costituzionale che aveva dichiarato l'incostituzionalità della presunzione bancaria per i professionisti.

La presunzione, riferita ai prelevamenti, ricorda la Guardia di finanza, continua ad applicarsi soltanto nei confronti della categoria degli imprenditori.

Un intervento per le Fiamme gialle di adeguamento del testo normativo al precetto vigente.

La franchigia dei prelevamenti risponde, continua la circolare, a esigenze di semplificazione fiscale ed è funzionale a ricondurre entro i criteri della ragionevolezza e della proporzionalità il contraddittorio con l'amministrazione finanziaria in fase di indagine finanziarie.

Sui prelevamenti, poi, la Gdf precisa che non si tratta di una franchigia ma di una limitazione a tutela dell'interesse fiscale. L'onere di indicazione del soggetto beneficiario per il contribuente permane sempreché non risultino dalle scritture contabili: eccedenti la soglia giornaliera di euro 1.000 seppur inferiori a quella di 5 mila euro e di importo inferiore a euro 1.000 che nel complesso superino la soglia mensile di 5 mila. In buona sostanza la presunzione si applica a tutti i prelevamenti superiori la soglia dei 5 mila euro nel corso di un solo mese.

Procedure concorsuali, niente verifiche Gdf

La guardia di finanza non può effettuare accertamenti patrimoniali e finanziari nell'ambito di procedure fallimentari e nei giudizi di separazione in merito ad obbligazioni alimentari. E quanto viene contenuto nel documento del 7 aprile 2017. Il chiarimento è stato effettuato in risposta alle numerose richieste di verifiche inoltrate da diversi curatori fallimentari nell'esercizio delle loro funzioni. I vari reparti coinvolti hanno richiesto indicazioni infatti «sulla possibilità di fornire riscontro alle richieste di accertamenti patrimoniali e finanziari nell'ambito di giudizi afferenti a procedure concorsuali originate da parte di diversi curatori fallimentari». Il documento ricorda come le indagini finanziarie siano per la loro intrinseca incisività «esperibili soltanto in presenza di un'espressa disposizione normativa che definisca i presupposti di accesso allo strumento istruttorio» e quindi dato che il giudice delegato «non dispone del potere di richiedere ai reparti del corpo l'attivazione delle indagini finanziarie, la Guardia di finanza non può fornire alcun riscontro, ostandovi la mancanza di un'espressa previsione normativa che legittimi, nell'ambito dei procedimenti di natura fallimentare, il ricorso alle indagini, sia con riferimento ai soggetti coinvolti sia, a maggior ragione, a quelli estranei alla procedura». Nella nota, viene ricordato come il Dlgs n. 5/2006 ha demandato al giudice delegato l'attività di controllo e vigilanza sul procedimento fallimentare.

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3) La procedura di fallimento prevale su tutto

La sentenza di fallimento fa decadere le cause in corso sul concordato. Le sezioni unite della Cassazione, con la sentenza n. 9146 del 10 aprile 2017, prendono posizione su un punto non solo processuale. La sentenza fa decadere eventuali altre cause in corso.

Una volta dichiarato lo stato di decozione tutte le questioni relative all'impresa (se meritava il fallimento o se poteva andare in concordato) devono essere discusse nelle fasi giudiziarie relative al fallimento. La Cassazione, a Sezioni unite, prende posizione su una questione apparentemente solo processuale, ma che tocca il destino di una impresa in crisi.

La sentenza n. 9146/2017 si occupa dei rapporti tra giudizio di concordato e giudizio di fallimento: In poche parole, una volta arrivata la sentenza di fallimento, non ha più senso proseguire un giudizio su una possibilità alternativa al fallimento.

Dal punto di vista delle imprese, la sentenza significa capire quale sia il proprio destino: fallimento o concordato. E se il concordato non è arrivato al traguardo, bisogna giocarsela tutta in sede di reclamo contro il fallimento. Nel caso specifico i creditori di una società a responsabilità limitata hanno approvato il concordato, ma l'Inps ha presentato il reclamo. Nelle more del procedimento di reclamo, la società è stata dichiarata fallita e contro la dichiarazione di fallimento è stato presentato ricorso. Si è posto, quindi, il problema del rapporto tra giudizio di impugnazione del diniego di ammissione o di omologazione del concordato preventivo e giudizio di impugnazione della dichiarazione di fallimento.

La Cassazione in proposito ha enunciato il seguente principio. La sopravvenuta dichiarazione di fallimento comporta l'inammissibilità delle impugnazioni autonomamente proponibili contro il diniego di omologazione di concordato preventivo e comunque l'improcedibilità del separato giudizio di omologazione in corso perché l'eventuale giudizio di reclamo conto la dichiarazione di fallimento assorbe l'intera controversia relativa alla crisi di impressa, mente il giudicato sul fallimento preclude in ogni caso il concordato.

Nella vicenda, che è stata l'occasione della pronuncia in esame, il concordato della srl è stato omologato. Su reclamo dell'istituto previdenziale la proposta di concordato è stata dichiarata inammissibile dalla corte di appello e il giudizio è proseguito in Cassazione. Nel frattempo è sopravvenuta la dichiarazione di fallimento. Applicando il nuovo principio di diritto, la Cassazione ha stabilito che il giudizio di omologazione del concordato preventivo è divenuto improcedibile, con il conseguente trasferimento della relativa controversia nell'ambito dell'eventuale giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento. La Cassazione spiega che non è certo ipotizzabile che in accoglimento del reclamo del debitore sia dichiarato omologabile un concordato, che è ormai precluso dal sopravvenuto fallimento. Non sarebbe nemmeno possibile la sospensione del giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento in attesa della definizione del giudizio di omologazione, perché le questioni relative all'omologazione sono integralmente assorbite nel giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento.

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4) Truffe sul web: sono aggravate

Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza 17937 del 10 aprile 2017, le truffe online sono aggravate, perché il delinquente si approfitta della condizione di debolezza del compratore. Il venditore si fa pagare in anticipo e può dileguarsi con più facilità: la distanza del rapporto line lo fa più spavaldo e il compratore è in condizione di minorata difesa. Un tale è stato denunciato per avere messo in vendita su un sito internet computer e iPad a prezzi bassi: la merce non è stata consegnata o sono stati consegnati prodotti diversi. Il problema giuridico (discusso ai fini della applicazione di una misura cautelare) è se c'è stato approfittamento di persone in difficoltà (l'aggravante della minorata difesa). Chi compra on line accetta il rischio, visto che normalmente risparmia? Oppure chi vende è uno che raggira abusando di un mezzo che mette il compratore in una situazione di sudditanza? I giudici, prima della Cassazione, hanno escluso l'aggravante. Secondo i giudici di merito, infatti, internet è uno spazio abituale per fare acquisti e chi compra in rete accetta i rischi. Questo perchè si rinuncia a vedere prima il bene e ci si affida alla buona fede del venditore virtuale. La Cassazione ha ribaltato la decisione. Per minorata difesa si intende approfittamento di circostanze di tempo, luogo o persona. Nelle truffe on line il luogo è da intendersi, ai fini giuridici, come il luogo in cui si trovava il responsabile al momento in cui ha realizzato il suo profitto. Questo luogo è lontano da quello in cui si trova l'acquirente e questo il venditore lo sa. Chi compra è distante e paga anticipatamente e sono questi gli elementi che squilibrano il rapporto: il truffatore è in posizione di forza e può sottrarsi comodamente ai suoi obblighi. Quindi l'uso del mezzo hi-tech, unito al saldo anticipato della merce, integra l'aggravate della minorata difesa. Non conta nulla la maggiore o minore accortezza dell'acquirente. Nel caso specifico la Cassazione ha dato peso al fatto che il truffatore ha indicato un falso luogo di residenza.

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5) Il questore deve concedere la licenza dell’arma a difesa del denaro aziendale

Il questore deve concedere la licenza di una pistola a difesa del denaro aziendale. L’imprenditore ha, quindi, diritto a sentirsi tutelato con tali mezzi di difesa.

Dal Tar Liguria, sentenza 256/17, arriva il sì all’imprenditore con la pistola. Non si può negare il rinnovo dell'autorizzazione a portare l'arma al titolare dell'azienda abituato a girare con denaro contante per lavoro perché il titolo risulta concesso da molto tempo e per negarlo bisognerebbe dimostrare che sono venute meno le condizioni. La sezione del Tar Liguria ha, così, accolto il ricorso del commerciante di legname.

E’ in errore il questore a non confermare l'autorizzazione sul rilievo che invece di utilizzare i contanti l'imprenditore ben potrebbe servirsi di mezzi di pagamento alternati offerti dal sistema bancario. Il punto è che il titolare dell'azienda gira con la pistola da oltre 40 anni e le esigenze di pagamenti cash sono imputabili soprattutto ai fornitori. Non risulta che il titolare dall'autorizzazione abbia subito minacce né aggressioni, ma le intrusioni notturne nello stabilimento risultano documentate. Se in passato si sono ritenute esistenti le condizioni per detenere l'arma sta all'amministrazione indicare le ragioni giustificative del diniego.

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6) Bonus strumenti musicali: accreditati nuovi licei

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento del 11 aprile 2017, ha aggiornato l’elenco dei licei musicali accreditati ai fini del riconoscimento del bonus per l’acquisto degli strumenti musicali in favore degli studenti, inserendo tre nuovi licei delle province di Venezia, Avellino e Messina.

La legge di bilancio 2017 (articolo 1, comma 626, legge 232/2016) ha previsto, a favore degli studenti in regola con il pagamento delle tasse di iscrizione per l'anno 2016-2017 o 2017-2018, l'attribuzione di uno sconto del 65% (per un massimo di 2.500 euro) sul prezzo finale di uno strumento acquistato nell'anno corrente. Il provvedimento del 14 marzo scorso ha definito le modalità applicative per il riconoscimento del bonus e fornito l'elenco dei licei musicali, dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione musicale, la cui frequenza consente di accedere all'incentivo.

A seguito di richiesta formulata dal ministero dell'Istruzione, università e ricerca, l'elenco è stato aggiornato con l'inserimento di altri tre istituti.

L’allegato 1 del Provvedimento n. 50771 del 14 marzo 2017 è integrato con i dati dei seguenti licei musicali:

- Liceo XXV Aprile, Portogruaro (VE), Codice Fiscale 83003670276 (liceo musicale statale);

- Istituto L. Einaudi, Cervinara (AV), Codice Fiscale 80016930648 (liceo musicale statale);

- Istituto superiore paritario di Terme Vigliatore, Terme Vigliatore (ME), Codice Fiscale 00777270836 (liceo musicale paritario).

(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 71940 del 11 aprile 2017)

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7) Ritoccato il modello di dichiarazione “Redditi 2017–PF” e relative istruzioni

Modificato modello di dichiarazione “Redditi 2017–PF” (e relative istruzioni) già approvato in precedenza con provvedimento del 31 gennaio 2017.

Questo mediante il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate Prot. n. 72741/2017 pubblicato l’11 aprile 2017.

Al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2017, pubblicato in pari data, concernente l’approvazione del modello di dichiarazione “Redditi 2017–PF”, da presentare nell’anno 2017 per il periodo d’imposta 2016, sono apportate le seguenti modifiche:

o Fascicolo 1 – Modello

a) nel riquadro Firma della dichiarazione, è eliminata la dicitura “In caso di dichiarazione integrativa, al posto della barratura inserire gli appositi codici”;

b) nel quadro RP, sezione III A, nell’intestazione delle colonne 2, l’anno “2015” è sostituito con “2016”;

c) nel quadro RX, è inserita la casella “Mod. N.” ed il rigo RX5 “Imposta sostitutiva premi di risultato.

o Fascicolo 1 – Istruzioni

a) a pagina 2, nella sezione Assistenza agli uffici, la parola “UNICO” è sostituita con “REDDITI”;

b) a pagina 4, nella tabella “Casi di esonero con limite di reddito”, al rigo “Assegno periodico corrisposto dal coniuge + altre tipologie di reddito”, l’importo “7.500” è sostituito da “7.750”;

c) a pagina 7, al paragrafo “Termini di versamento”, dopo la parola “nel periodo”, la data del “30 giugno” è sostituita con “1° luglio”;

d) a pagina 9, nel quarto punto elenco del paragrafo “Le novità di quest’anno”, la parola “beneficienza” è sostituita con “beneficenza” e alla fine del paragrafo è aggiunta la frase: “In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”;

e) a pagina 11, al paragrafo “Termini di versamento da parte degli eredi”, la data del “16” è sostituita con “28” febbraio;

f) alle pagine 24 e 31, l’utilizzo “10” (abitazione data in uso gratuito a un proprio familiare) è stato eliminato in presenza di codice “1” nella casella “casi particolari IMU” e a pagina 28, all’ultimo punto elenco, dopo la parola “colonna 17.” è inserita la dicitura “In caso di utilizzo 9,”;

g) a pagina 33, alle colonne 3, 4, 5 e 6 (Estremi di registrazione del contratto), le istruzioni “devono essere” sono sostituite con “vanno” e le parole da “Pertanto” a “colonna 7” sono sostituite con “Se il contratto di locazione, è stato registrato per via telematica tramite Siria, Iris, Locazioni web o Contratti on line oppure tramite il nuovo modello on line RLI, in alternativa può essere compilata la colonna 7”;

h) a pagina 55, al codice ‘25’, le parole da “La necessità delle spese” a “deve risultare da apposita” sono sostituite con “La documentazione finalizzata a documentare la necessità di effettuare le spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da un’apposita”;

i) a pagina 56, nelle istruzioni al codice ‘38’, dopo le parole “Unica con il codice onere 38.” sono eliminate le parole da “Con decreto del Ministro” a “di tale agevolazione”;

j) a pagina 58, nella colonna 3, il riferimento al rigo “RP13” delle colonne 3 e 4 è sostituito con “RP14” e al rigo RP23 il codice “30” è sostituito con il “3”;

k) a pagina 60, al codice “12’, dopo le parole “progetti di utilità sociale.” sono eliminate le parole da “Con decreto del Ministro” a “di tale agevolazione”;

l) a pagina 64, al rigo RP39, dopo la colonna “5” del rigo RP34 è aggiunta la “6”;

m) a pagina 67, è aggiornata la tabella ristrutturazioni;

n) a pagina 83, sono aggiornate le detrazioni per assegni corrisposti al coniuge;

o) a pagina 85, alla seconda riga, al calcolo della capienza è aggiunta il rigo RN18 e al rigo RN15 “Detrazione per spese indicate nella sezione III C del Quadro RP…” il rigo “RP57 colonna 7” è sostituito con “RP60”;

p) a pagina 93, dal calcolo del LimiteRedditoBonus è eliminato “+ RC4 col.3”;

q) a pagina 94, è eliminato dal calcolo “determinazione dell’imposta” il rigo “+RP80 colonna 9”;

r) a pagina 104, nella colonna 1, dopo il rigo RX4, è inserito “il rigo RX5 (imposta sostitutiva premi di risultato): l’importo del rigo RC4, colonna 10”;

s) a pagina 105, sezione II, nella colonna 4, dopo la parola “rimborso.” è inserita la frase “Per quanto concerne il rimborso del credito IVA, dovrà essere presentata anche specifica istanza al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate”;

t) a pagina 109 dell’appendice, la parola “UNICO” è sostituita con “REDDITI”.

o Fascicolo 2 – Modello

a) Nel quadro RT, al rigo RT81 e RT 83 la dicitura “black list” è sostituita con “Paesi a regime fiscale privilegiato”;

b) nel quadro RM, al rigo RM25 nella denominazione delle colonne 13 e 30 l’indicazione 2015 è sostituita con 2016.

o Fascicolo 2 – Istruzioni

a) a pagina 5, nella Sezione IV- Riepilogo, il rigo RH24 è sostituito con RH25;

b) a pagina 7, nel punto elenco del rigo RL1 colonna 1, codice 4, la frase “ a partire dall’esercizio successivo a quello” è sostituita da “ fino all’esercizio”;

c) a pagina 18, nella quota di TFR maturato al 1 gennaio 2001 dopo “11 per cento” è aggiunto “e/o del 17 per cento”;

d) a pagina 20, nella descrizione del rigo RM25, colonna 40, “11 per cento” è sostituito da “17 per cento” e nel rigo RM 27, colonna 1, l’anno “2015” è sostituito con “2016”;

e) a pagina 21, nel rigo RM30 nella colonna 3, l’anno “2016” è sostituito con “2017”;

f) a pagina 26, nel punto RT63 colonna 2 è eliminato il riferimento alla sezione VIII.

g) a pagina 28, nella descrizione di colonna 4 dei righi RT105 e 106, è eliminata l’indicazione della colonna 4;

h) a pagina 30, a colonna 7 del rigo RR2 nella lettera B le percentuali indicate pari a 24,10 e 21,10 sono sostituite rispettivamente da 23,19 e 20,19 e a colonna 10 il riferimento alla colonna “22” è sostituito con “23”;

i) a pagina 37, nella compilazione dei righi da RW1 a RW5, nella colonna 11 nell’esempio nella frase: “In ogni caso il contribuente….. superiore a 10.000 euro”, l’importo “10.000” è sostituito con “15.000”;

j) a pagina 44, nel paragrafo 5 QUADRO RP- Oneri e Spese al quarto punto elenco nella frase in parentesi “da rigo RP 61 a rigo RP 6” , RP6 è sostituito con “RP 64”.

o Fascicolo 3 – Modello

a) Nel quadro LM, al rigo LM35 è inserita la colonna 1;

b) nel quadro RS, la dicitura posta a margine del rigo RS38 è soppressa; la dicitura a margine del rigo RS40 è sostituita con la seguente: “Ritenute regime di vantaggio e regime forfetario - Casi particolari”, mentre in corrispondenza dei righi RS41 - RS42 è inserita la dicitura “Canone RAI”.

o Fascicolo 3 – Istruzioni

a) a pagina 2 e a pagina 3, nel titolo del capitolo n. 1, la dicitura “Unico PF” è sostituita con “REDDITI PF”.

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8) Nel DEF 2017 per la prima volta gli indicatori BES

Nel DEF 2017 per la prima volta gli indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile).

Con il Documento di economia e finanza (DEF) 2017, l’Italia è il primo paese dell’Unione europea e del G7 a includere nella propria programmazione economica – oltre al Prodotto interno lordo (PIL) - indicatori di benessere equo e sostenibile. Infatti nel DEF in via di adozione da parte del Consiglio dei Ministri sarà presentata in via sperimentale l’evoluzione passata e futura di quattro indicatori particolarmente significativi per la qualità della vita dei cittadini e della società nel suo complesso: il reddito medio disponibile, un indice di diseguaglianza, il tasso di mancata partecipazione al lavoro e le emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti.

In linea di principio, il benessere trae vantaggio dall’aumento del prodotto interno lordo ma non coincide con esso. La qualità e la sostenibilità dell’ambiente, le diseguaglianze economiche, la qualità del lavoro, la salute ed il livello di istruzione della popolazione sono alcune delle dimensioni che concorrono al benessere di una società. Come auspicato da esperti di varie discipline (particolarmente noto è il lavoro della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi) e da diverse organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, OCSE e Commissione europea), è tempo che la politica economica superi l’approccio alla programmazione basato esclusivamente sul PIL e assuma impegni programmatici per migliorare ambiti più specifici della qualità della vita dei cittadini. Con l’obiettivo di rispondere a tale esigenza, nel 2016 il Parlamento ha approvato a larga maggioranza l’inserimento degli indicatori di benessere equo e sostenibile nella programmazione economica. La legge 163 del 2016 impegna il Governo a monitorare l’evoluzione di diverse dimensioni del benessere equo e sostenibile (BES) nell’ultimo triennio e a prevederne la dinamica per il triennio futuro a politiche invariate nonché alla luce delle scelte programmatiche. Prevede quindi l’inserimento degli indicatori del BES nel ciclo di bilancio, una volta che questi siano stati selezionati dal Comitato per gli indicatori del benessere equo e sostenibile e sentite le commissioni parlamentari competenti. In attesa della selezione definitiva, il Governo ha scelto di anticipare in via sperimentale già dal DEF 2017 l’inserimento di un primo gruppo di indicatori nel processo di bilancio: il reddito medio disponibile, un indice di diseguaglianza, il tasso di mancata partecipazione al lavoro e le emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti. Per ciascuno dei quattro indicatori, anticipando quanto previsto dalla riforma, il DEF 2017 illustra l’andamento del triennio passato, quello prevedibile secondo uno scenario a politiche vigenti e uno scenario che include le scelte programmatiche. Con l’obiettivo di dare maggiore visibilità a tale esercizio, anziché trattarlo esclusivamente in allegato, come previsto dalla legge, si è scelto di inserirlo anche all’inizio del Documento di economia e finanza.

(Ministero dell’Economia, comunicato del 11 aprile 2017)

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9) Prestazioni economiche di malattia e di maternità: salari medi e convenzionali per l’anno 2017

Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2017. Sul tema l’Inps ha pubblicato la circolare n. 70 del 11 aprile 2017.

L’articolo 1, comma 287, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, stabilisce che “conriferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all'anno precedente il mese di decorrenza dell'adeguamento, all'analogo valore medio relativo all'anno precedente non può risultare inferiore a zero.”

Come precisato nella circolare n. 12 del 27.01.2017, L’ISTAT, con comunicato ufficiale del 16 gennaio 2017, ha informato che la variazione percentuale verificatasi negli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, nei periodi gennaio – dicembre 2015 e gennaio – dicembre 2016 è pari al –0,1 per cento.

Ciò considerato, la misura per l’anno 2017 del limite minimo di retribuzione giornaliera e degli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute per la generalità dei lavoratori dipendenti risulta pari a quella del 2016 (circolare n. 19 del 31.01.2017).

Questi gli argomenti trattati.

A) Retribuzioni di riferimento, nell’anno 2017 ai seguenti lavoratori:

lavoratori soci di società e di enti cooperativi di cui al D.P.R. 602/1970, art.4;

lavoratori agricoli a tempo determinato;

compartecipanti familiari e piccoli coloni;

lavoratori italiani operanti all’estero in Paesi extracomunitari;

lavoratori italiani e stranieri addetti ai servizi domestici e familiari (solo maternità/paternità);

lavoratrici autonome: artigiane, commercianti, CD-CM, imprenditrici agricole professionali e pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne (solo maternità/paternità);

B) Importi da prendere a riferimento, nell’anno 2017, per le seguenti prestazioni:

lavoratori iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi di cui alla legge n. 335/1995 (maternità/paternità, congedo parentale, malattia e degenza ospedaliera);

assegni di maternità dei Comuni ex art. 74 del D. Lgs. n. 151/2001 (importo prestazione e limite reddituale);

assegni di maternità dello Stato ex art. 75 del D. Lgs. n. 151/2001;

limiti di reddito per l’indennizzabilità del congedo parentale nei casi previsti dall’art. 34, comma 3, D. Lgs. n. 151/2001 (limite reddituale)

art. 42, comma 5, D. Lgs. n. 151/2001 - indennità economica ed accredito figurativo per i periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di disabili in situazione di gravità. Importi massimi per l’anno 2017.

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10) Disposizioni in materia di cumulo dei periodi di assicurazione maturati presso organizzazioni internazionali

La legge 29 luglio 2015, n. 115 recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014", pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015 ha introdotto, all’articolo 18 (allegato 1), la facoltà di cumulo dei periodi assicurativi maturati presso organizzazioni internazionali derivanti da rapporti di lavoro dipendente svolti nel territorio dell'Unione europea o della Confederazione svizzera con quelli maturati presso determinate gestioni previdenziali italiane.

La disposizione è stata introdotta al fine di ottemperare agli obblighi comunitari derivanti dalla procedura di infrazione n. 2014/4168, avviata con la lettera di messa in mora del 27 febbraio 2015 della Commissione europea, a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 4 luglio 2013 (causa C-233/12) in materia di cumulo dei periodi assicurativi svolti alle dipendenze di organismi internazionali.

Com’è noto, il personale dipendente da organismi internazionali viene ammesso a fruire di tutela previdenziale a carico di regimi speciali a statuto internazionale.

Pertanto, i predetti lavoratori sono esclusi dall’assoggettamento alle legislazioni di sicurezza sociale dei singoli Stati nel cui territorio prestano attività lavorativa (si rinvia al messaggio n. 000036 del 03/03/2000 – allegato 2).

La citata sentenza (allegato 3), ha affermato che è illegittimo il mancato riconoscimento dei periodi di lavoro che un cittadino dell’Unione Europea ha compiuto presso l’organizzazione internazionale da parte degli Stati membri, ferma restando la legittimità delle normative nazionali dei Paesi membri che non consentano ai cittadini il trasferimento presso i regimi speciali degli organismi internazionali dei diritti a pensione maturati nel territorio del loro Stato membro d’origine in assenza di un accordo tra tale Stato membro e detta organizzazione internazionale.

La legge comunitaria n. 115/15 ha, pertanto, fornito applicazione al principio affermato dalla Corte, in virtù dell’obbligo di preservare l’uniformità dell’interpretazione ed applicazione delle norme comunitarie, sovraordinate a quelle nazionali.

(Inps, circolare n. 71 del 11 aprile 2017)

Vincenzo D’Andò