Diario quotidiano del 10 aprile 2017: confermati gli esoneri per lo spesometro in scadenza oggi

Pubblicato il 10 aprile 2017



1) Esonero da Spesometro: tutto confermato per le comunicazioni di commercianti al dettaglio e tour operator
2) Verifica del requisito della professione abituale per il contribuente che vende alcuni immobili
3) Sempre deducibili le spese di “sponsor” fino a € 200.000 pagate alle ASD
4) Cessione della licenza non equivale a cessione d’azienda, accertamento fiscale annullato
5) Interessi passivi dovuti al Fisco ancora in attesa di una aliquota unica
6) Regolamenti Consob in materia di abusi di mercato e la consultazione sulle guide operative
7) Autorizzazione di approvazione dei luoghi
8) Regolamentazione comunitaria: Gestione dei recuperi di prestazioni indebitamente erogate e di contributi
9) Iper/superammortamento: Assonime sulla circolare del Fisco
10) Circolare omnibus sulle ultime novità fiscali
11) F24 ELIDE: Istituiti codici tributo per versare l’Iva sui beni estratti
12) Scuola: dal Cdm ok a decreti attuativi della riforma, tutte le novità
CT_Facebook_Cover_828x3151) Esonero da Spesometro: tutto confermato per le comunicazioni di commercianti al dettaglio e tour operator 2) Verifica del requisito della professione abituale per il contribuente che vende alcuni immobili 3) Sempre deducibili le spese di “sponsor” fino a € 200.000 pagate alle ASD 4) Cessione della licenza non equivale a cessione d’azienda, accertamento fiscale annullato 5) Interessi passivi dovuti al Fisco ancora in attesa di una aliquota unica 6) Pubblicate le modifiche ai regolamenti Consob in materia di abusi di mercato e la consultazione sulle guide operative 7) Autorizzazione di approvazione dei luoghi: valgono le norme per il procedimento amministrativo 8) Regolamentazione comunitaria: Gestione dei recuperi di prestazioni indebitamente erogate e di contributi 9) Iper/superammortamento: Assonime sulla circolare del Fisco 10) Videoconferenza stampa/fisco: dalla circolare omnibus arrivati anche i chiarimenti sul regime di cassa 11) F24 ELIDE: Istituiti codici tributo per versare l’Iva sui beni estratti 12) Scuola: dal Cdm ok a decreti attuativi della riforma, tutte le novità *****

1) Esonero da Spesometro: tutto confermato per le comunicazioni di commercianti al dettaglio e tour operator

No allo Spesometro per la Pubblica Amministrazione. Tetto confermato per le comunicazioni di commercianti al dettaglio e tour operator.

Le Pubbliche Amministrazioni e quelle autonome non devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini Iva (c.d. Spesometro) relative all’anno 2016. È quanto prevede il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 6 aprile 2017 (si veda nel diario quotidiano del 7 aprile 2017).

Il documento esclude dalla comunicazione anche le operazioni dei commercianti al dettaglio, per importi fino a 3mila euro al netto dell’Iva, e quelle dei tour operator, per importi inferiori ai 3.600 euro, al lordo dell’Iva.

Il provvedimento si inserisce in un’ottica di progressiva semplificazione degli adempimenti di natura tributaria, evitando ulteriori incombenze a carico degli enti pubblici, e recepisce le richieste dei tour operator e dei commercianti al dettaglio, limitando, anche per quest’anno, l’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva per questi soggetti, tenuto conto delle difficoltà che sono state segnalate dalle associazioni di categoria.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 84 del 6 aprile 2017)

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2) Verifica del requisito della professione abituale per il contribuente che vende alcuni immobili

Sulla verifica del requisito della professione abituale per il contribuente che vende alcuni immobili si è soffermata la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 8982 del 6 aprile 2017, ha accolto il ricorso di un contribuente che aveva ricevuto un atto impositivo con il quale l’Agenzia delle entrate pretendeva Irpef e Iva in relazione alla vendita di tre immobili, dei quali era stato chiesto il cambio di destinazione d’uso e poi era stata eseguita la ristrutturazione.

Difatti, secondo la suprema Corte, non è imprenditore edile colui che vende alcuni immobili. Per questo motivo l’Irpef e l’Iva non possono essere accertate sulla base di presunzioni super semplici, essendo necessario da parte dell’ufficio qualche elemento concreto e soprattutto la verifica del requisito della professione abituale.

Infatti, quale punto di partenza della tesi esposta dagli Ermellini, anche sulla base della normativa e della giurisprudenza eurounitaria in materia di Iva - la nozione civilistica e quella tributaristica di “imprenditore commerciale” divergano per un aspetto essenziale ossia quello della necessità dell’organizzazione, essendo tale requisito indispensabile per il diritto civile, non indispensabile per quello tributario, ai fini del quale è sufficiente la “professionalità abituale” dell'attività economica, anche senza l’esclusività della stessa.

Nel caso di specie, tre cessioni immobiliari effettuate nel 2005 dal contribuente quale persona fisica - quindi il primo, pregiudiziale, tema giuridico della controversia è se ciò possa considerarsi una attività economica produttiva di un reddito di impresa e qualificabile come esercizio di impresa rispettivamente ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, essendo peraltro evidente che ciò costituisce presupposto necessario ai fini della applicabilità delle correlative procedure di accertamento, quali quelle attuate nel caso di specie ex artt. 39, secondo comma, lett. a), dpr 600/1973, 55, dpr 633/1972.

Per la Cassazione questa ricostruzione è insufficiente: di imprenditore si può parlare e dunque si procede all’accertamento basato solo quando è verificato il requisito della professionalità abituale.

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3) Sempre deducibili le spese di “sponsor” fino a € 200.000 pagate alle ASD

Sempre deducibili le spese di pubblicità fino a € 200.000 pagate alle ASD.

L’Amministrazione finanziaria non può recuperare il costo di pubblicità inferiore a 200mila euro poiché la deducibilità di questi oneri è prevista espressamente dalla norma con una presunzione assoluta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza 8981 del 6 aprile 2017. L’agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società disconoscendo, tra l’altro, anche la deducibilità delle spese di pubblicità sostenute. Si trattava di somme corrisposte a un’associazione sportiva dilettantistica affinché promuovesse il marchio in occasione degli eventi sportivi.

Secondo la Corte Suprema, le sponsorizzazioni erogate ad associazioni sportive dilettantistiche (ASD) costituiscono, per lo sponsor, spese di pubblicità, per presunzione assoluta di legge, sino a 200.000 euro annui, dovendosi, pertanto, ritenere ex se integrata, entro tale limite, sia l’inerenza quantitativa che qualitativa. Dette spese non sono quindi contestabili da parte del Fisco, neppure parzialmente per antieconomicità, qualora sussistano i relativi presupposti oggettivi e soggettivi, a prescindere dalla registrazione del contratto di sponsorizzazione e di eventuali omissioni finanche dichiarative dei soggetti sponsorizzati.

In relazione alle sponsorizzazioni concesse alle ASD, il legislatore ha previsto una specifica disciplina agevolativa: si tratta dell’art. 90, comma 8 della L. 289/2002, per cui il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino a un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario.

Con la neo sentenza la Suprema Corte dovrebbe avere chiuso la querelle, occupandosi dell’ultima questione rimasta, ovvero della sindacabilità della congruenza delle spese in oggetto (cd. inerenza quantitativa): Infatti, a fronte della contestazione di antieconomicità formulata dal Fisco (atteso che vi sarebbe stata un’irragionevole sproporzione tra l’entità delle spese di sponsorizzazione e il fatturato/utile dello sponsor) i giudici hanno stabilito che quella sancita dall’art. 90, comma 8 della L. 289/2002 è una presunzione assoluta oltre che della natura di spesa pubblicitaria, altresì di inerenza della spesa stessa fino alla soglia, normativamente prefissata, dell’importo di 200.000 euro.

Infine, secondo la Cassazione, per la contestazione della deducibilità delle spese in oggetto è del tutto irrilevante la registrazione e la certezza di data del contratto di sponsorizzazione, nonché l’omissione della dichiarazione reddituale da parte dell’ASD, se, come nel caso di specie, tutto è risultato regolare.

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4) Cessione della licenza non equivale a cessione d’azienda, accertamento fiscale annullato

E’ illegittimo per violazione dell'obbligo di motivazione, l’avviso di accertamento relativo all'omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi della plusvalenza realizzata per effetto del trasferimento di una licenza taxi che faccia un semplice rinvio, per la determinazione del valore accertato, ad indagini di mercato svolte attraverso vari operatori d'informazione specializzati nel settore, o ad indagini fatte da noti quotidiani economici.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 8770 del 5 aprile 2017. Il caso sottoposto all’esame dei massimi giudici si basava sull’impugnazione di un avviso di accertamento induttivo da parte di un taxista, cui l’Amministrazione finanziaria aveva contestato la cessione della sua licenza poiché sarebbe stata paragonabile ad una cessione d’azienda.

Il Fisco emetteva l’accertamento per omessa presentazione della dichiarazione del reddito imputabile alla cessione. I Giudici di merito davano ragione al contribuente, che sosteneva di essere un socio di una cooperativa e che il caso di specie era un semplice cambio di intestazione della licenza. L’Agenzia delle Entrate attribuiva alla licenza il valore di 150mila euro, basandosi su indagini effettuate tramite siti internet specializzati, ma omettendo qualsiasi altra indicazione.

In definitiva, la Suprema Corte ha affermato che è invalido, per violazione dell’obbligo di motivazione, l’avviso di accertamento relativo all’omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi della plusvalenza realizzata per effetto del trasferimento di una licenza taxi, che operi un mero rinvio, per la determinazione del valore accertato, ad indagini di mercato svolte attraverso vari operatori dell’informazione specializzati nel settore, nonché ad indagini poste da autorevoli quotidiani economici, senza alcuna allegazione o specifica riproduzione dei documenti richiamati, trattandosi di una generica indicazione, che preclude al contribuente di potersene avvalere ai fini difensivi ed al giudice, in sede di eventuale sindacato giurisdizionale, di esaminare il merito della pretesa fiscale.

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5) Interessi passivi dovuti al Fisco ancora in attesa di una aliquota unica

Interessi passivi dovuti al Fisco in attesa di una aliquota unica. Difatti, come viene “denunciato” da un noto quotidiano economico, ancora non è fissata una misura unica per i versamenti e per i rimborsi. Purtroppo, nonostante i vari annunci, si è ancora in attesa di un allineamento per evitare che i tassi di interesse applicati dal Fisco su quanto gli è dovuto siano sensibilmente più alti di quelli riconosciuti al contribuente in caso di rimborso.

La disparità doveva essere eliminata da un decreto che si sarebbe dovuto approvare nel mese di gennaio del 2016. Si tratta del decreto previsto dall'articolo 13 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, in vigore dal 22 ottobre 2015.

Misura degli interessi

Le misure previste per i pagamenti in ritardo nei confronti del Fisco

Rimborsi o pagamenti

Misure vigenti

Norma di riferimento

Interessi legali

0,2% dal 1° gennaio 2016 0,1% dal 1° gennaio 2017

Articolo 1284 del Codice civile; articolo 1, decreto ministero dell’Economia 7 dicembre 2016, pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 291 del 14 dicembre 2016

Tasse e imposte indirette dovute all’erario (per ogni semestre compiuto)

1% semestrale dal 1° gennaio 2010

Articolo 1, legge 29/1961; articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Rimborso di tasse e imposte indirette non dovute all’erario (per ogni semestre compiuto, a decorrere dalla data della domanda di rimborso)

1% semestrale dal 1° gennaio 2010

Articolo 5, legge 29/1961; articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Rimborso di imposte pagate (a decorrere dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione)

2% annuo e 1% semestrale dal 1° gennaio 2010

Articolo 44, Dpr 602/1973; articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Rimborso di imposte con procedura automatizzata (a decorrere dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione)

2% annuo e 1% semestrale dal 1° gennaio 2010

Articolo 44-bis, Dpr 602/1973; articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Rimborsi Iva

2% annuo dal 1° gennaio 2010

Articoli 38-bis e 38-ter, Dpr 633/1972; articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Imposte o maggiori imposte iscritte a ruolo (a decorrere dal giorno successivo alla scadenza)

4% annuo dal 1° ottobre 2009

Articolo 20, Dpr 602/1973; articolo 2, Dm 21 maggio 2009

Dilazione di pagamento di imposte

4,5% annuo dal 1° ottobre 2009

Articolo 21, Dpr 602/1973; articolo 3, Dm 21 maggio 2009

Sospensione della riscossione

4,5% annuo dal 1° ottobre 2009

Articolo 39, Dpr 602/1973; articolo 4, Dm 21 maggio 2009

Pagamenti a rate di Iva, Unico e 730

4% annuo a decorrere dai pagamenti delle imposte dovute in relazione alle dichiarazioni presentate dal 1° luglio 2009, Unico 2009 compreso

Articolo 20, decreto legislativo 241/1997; articolo 5, Dm 21 maggio 2009

Pagamenti rateali in seguito ai controlli automatici o formali delle dichiarazioni

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Articolo 3-bis, decreto legislativo 462/1997; articolo 5, Dm 21 maggio 2009

Imposte di successione e donazione

3% annuo a scalare per le dilazioni concesse dal 1° gennaio 2010

Articolo 38, comma 2, decreto legislativo 346/1990; articolo 5, Dm 21 maggio 2009

Rimborso dell’imposta di successione, ipotecaria e catastale

1% per ogni semestre compiuto dal 1° gennaio 2010

Articolo 42, comma 3, e 37, comma 2, decreto legislativo 346/1990 (imposte sulle successioni), e articoli 13, comma 4, decreto legislativo 347/1990 (imposte ipotecarie e catastali); articolo 1, Dm 21 maggio 2009

Imposte dovute in seguito a liquidazione automatizzata o controllo formale delle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap

3,5% annuo a decorrere dalle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007

Articoli 2, comma 2, e 3, comma 1, decreto legislativo 462/1997; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Somme dovute in seguito alla rinuncia all’impugnazione dell’accertamento versate nei termini

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Articolo 15,decreto legislativo 218/1997; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Imposta di registro, di donazione, ipotecaria e catastale

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Articoli 54, comma 5 e 55, comma 1, Dpr 131/1986; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Tasse sulle concessioni governative, e tasse automobilistiche la cui gestione è di competenza dello Stato

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Dpr 641/1972; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Imposte dovute a seguito di accertamento con adesione versate nei termini

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Articolo 8,decreto legislativo 218/1997; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Imposte dovute a seguito di conciliazione giudiziale versate nei termini

3,5% annuo dal 1° gennaio 2010

Articolo 48, decreto legislativo 546/1992; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

Somme dovute per le imposte sulle successioni e per le imposte ipotecarie e catastali

2,5% per ogni semestre compiuto

Articolo 37, comma 1, decreto legislativo 346/1990; articolo 6, Dm 21 maggio 2009

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6) Pubblicate le modifiche ai regolamenti Consob in materia di abusi di mercato e la consultazione sulle guide operative

Il 6 aprile 2017 la Consob ha pubblicato le modifiche ai regolamenti Consob in materia di abusi di mercato (delibera n. 19925 del 22 marzo 2017, in attesa di pubblicazione sulla G.U., accompagnata dalla relazione illustrativa) e la consultazione sulle guide operative in tema di informazioni privilegiate e raccomandazioni di investimento.

Le citate modifiche fanno seguito alla consultazione avviata il 24 ottobre 2016 cui Assonime ha risposto. La consultazione sulle guide operative si concluderà invece il 6 giugno prossimo.

Si segnala in particolare:

il mantenimento degli obblighi di disclosure delle informazioni price sensitive per le società controllate da quotate;

- l’inapplicabilità della disciplina dei registri insiders alle società controllate da quotate; - il rinvio al legislatore nazionale dell’esercizio dell’opzione delle spiegazioni del ritardo della comunicazione di informazioni privilegiate su richiesta della Consob; - il mantenimento degli obblighi di informativa continua in capo agli emittenti diffusi; - in materia di operazioni dei manager: i) il mantenimento degli obblighi di comunicazione per gli azionisti rilevanti dell’emittente (partecipanti sopra il 10% e ogni altro controllante) che scattano al superamento della soglia di 20.000 euro, soglia applicabile anche alle operazioni dei manager e delle persone strettamente associate; ii) l’inapplicabilità della disciplina alle operazioni su azioni quotate e non quotate emesse da società controllate dell’emittente quotato; iii) il chiarimento circa il fatto che il sabato, la domenica e ogni altro giorno festivo sono esclusi dal novero dei 3 giorni lavorativi richiesti per la comunicazione delle operazioni dei manager; iv) il chiarimento circa l’inapplicabilità della disciplina delle operazioni dei manager alle operazioni effettuate nell’ambito di una gestione collettiva del risparmio, tenuto conto della spoliazione dei poteri dispositivi dell’investitore sul patrimonio conferito; v) il chiarimento circa il fatto che in caso di servizio di gestione individuale vale quanto prescritto nella comunicazione Consob n. DME/6027054 del 28 marzo 2006 che prevedeva che ove le operazioni non fossero derivate da istruzioni del cliente, gli obblighi di comunicazione decorressero dal giorno in cui il cliente riceve la comunicazione dell’intermediario; vi) il chiarimento circa l’inapplicabilità dei closed period ai resoconti intermedi di gestione pubblicati volontariamente; vii) per le operazioni compiute dal manager per conto dell’emittente sui titoli dello stesso emittente (manager dell’emittente che autorizza l’operatività della società su azioni proprie), il chiarimento in ordine all’inapplicabilità della disciplina dei closed period, in quanto l’attività posta in essere dal manager (nella sua veste di organo/rappresentante) è direttamente imputabile alla società e non a una persona fisica.

Quanto alla questione relativa alla definizione delle persone strettamente legate ai manager di una società quotata (manager di una società quotata che ha responsabilità manageriali presso un’altra società, cd. cross-directorship) e ai connessi obblighi di notifica delle operazioni da parte della seconda società, la Consob ha affermato che la questione è all’attenzione dell’ESMA e della Commissione europea e che pertanto i chiarimenti potranno essere forniti solo al termine degli approfondimenti che si stanno svolgendo in sede europea.

Infine si segnala, in tema di registri insiders, che nella Guida operativa delle informazioni privilegiate in consultazione sembra emergere l’orientamento secondo cui qualora la persona che ha un rapporto di collaborazione professionale con l’emittente sia una società, un’associazione o altro ente, l’emittente debba indicare nel registro insider i dati delle relative persone fisiche che hanno accesso all’informazione privilegiata; esempi di tali società, associazioni o enti possono essere consulenti dell’emittente in materia legale, fiscale, economico aziendale, banche che attuano o programmano attività di finanziamento dell’emittente, società di revisione ecc..

(Assonime, nota del 6 aprile 2017)

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7) Autorizzazione di approvazione dei luoghi: valgono le norme per il procedimento amministrativo

Il provvedimento di approvazione dei luoghi nella forma dell’autorizzazione, non essendo stato inserito tra le decisioni doganali di cui ai vari regolamenti Ue, va considerato atto autorizzatorio al quale applicare le disposizioni nazionali stabilite per il procedimento amministrativo.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 31744/RU/2017 pubblicata sul sito internet il 7 aprile 2017., emanata a seguito di un quesito sull’approvazione di luoghi ai sensi dell’articolo 139 del Regolamento (UE) n. 952/2013 e 115 del Regolamento delegato (UE) n. 2446/2015.

E’ stato chiesto a codesta Direzione territoriale un parere in merito alla suddetta procedura doganale.

L’Agenzia ritiene che l’approvazione dei luoghi debba rientrare nel novero delle decisioni tenuto conto che, al punto A6 della circolare n. 8/D/2016, si indica espressamente come prevalenti le disposizioni dettate dalla regolamentazione doganale su analoghe norme interne in materia di individuazione dei termini e dei responsabili dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Agenzia delle dogane ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 241/90.

Ciò premesso, la Direzione prospetta l’applicazione delle norme in materia di procedimento amministrativo previste dall’art. 22 del Reg. (UE) 952/2013 (d’ora in poi CDU) per le decisioni unionali

In proposito, va rilevato che con la circolare 8/D/2016, punto A6, si è espresso il principio di carattere generale della prevalenza della regolamentazione unionale rispetto a quella nazionale (L.241/90 e relativo regolamento di questa Agenzia prot. 18612/RI del 1/07/2010) per i soli provvedimenti amministrativi disciplinati dal sopracitato articolo 22 del CDU (cosiddette “ customs decisions”).

Il provvedimento di approvazione dei luoghi nella forma dell’autorizzazione, non essendo stato inserito tra le decisioni doganali di cui all’Allegato A, Titolo I e Capitolo I, del Regolamento delegato (UE) n. 2446/2015 ed all’art. 2 del Regolamento di Esecuzione (UE) N. 2447/2015, va considerato atto autorizzatorio al quale applicare le disposizioni nazionali stabilite per il procedimento amministrativo. A conferma di tale orientamento si richiamano le linee guida unionali riguardanti l’entrata delle merci nel territorio doganale, con le quali, al par. 2.2 della Sezione D, relativo a luoghi approvati, si chiarisce che ogni Stato membro può definire a sua discrezione i dati necessari per l’istanza e per l’autorizzazione in esame a condizione che tali dati siano sufficienti a garantire l’applicazione delle norme giuridiche più rilevanti previste per l’istituto in esame.

E’ evidente, quindi, che tale autorizzazione è stata considerata nel nuovo assetto normativo come un’autorizzazione nazionale; pertanto, si ritengono nel caso applicabili, ai fini del procedimento amministrativo, le norme prescritte dalla legge 241/1990 invece di quelle stabilite dall’art. 22 del CDU.

Per l’attuazione della predetta disposizione normativa si farà riferimento alle modalità previste dal sopracitato Regolamento per l’individuazione dei termini e dei responsabili dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Agenzia delle dogane, ai sensi degli articoli 2 e 4 della L. 7 agosto 1990, n.241 adottato con la citata nota prot. 18612/RI del 1/07/2010.

Nelle more dell’adeguamento del predetto regolamento attualmente in corso da parte della competente Direzione centrale personale ed organizzazione, si specifica, altresì che, tenuto conto degli adempimenti che gli Uffici periferici dovranno espletare per l’istruttoria dell’autorizzazione in parola, si ritiene applicabile per la conclusione di tale procedimento il termine di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, conformemente a quanto già previsto per le previgenti autorizzazioni alla procedura di domiciliazione.

Richiesta di interpretazione della normativa: Luoghi approvati ed esportazione fuori circuito

Si fa riferimento alla richiesta di chiarimenti di codesta Associazione, pervenuta alla Scrivente il 28/09/2016, in merito agli istituti indicati in oggetto.

Si informa che è stato possibile dare riscontro a tale nota solo a seguito degli opportuni approfondimenti svolti con le altre Strutture centrali e periferiche interessate alle procedure doganali in esame. Con la predetta coordinata attività sono state definite le istruzioni relativamente all’istanza ed all’autorizzazione di un luogo diverso dalla dogana per la presentazione di merci unionali all’esportazione, pubblicate sul sito internet di questa Agenzia con la nota prot. 27517/RU del 6/03/2017 della Direzione centrale tecnologie per l’innovazione.

In relazione a tale autorizzazione codesta Associazione ha chiesto se le esistenti autorizzazioni ad effettuare operazioni di esportazioni in fuori circuito, ai sensi dell’art. 238 del Reg. di esecuzione (UE) n. 2015/2447 (d’ora in poi RE), debbano essere obbligatoriamente trasformate in autorizzazioni ad operare presso un luogo approvato per il regime dell’esportazione anziché in richieste di fuori circuito.

Al riguardo, si fa rinvio alle istruzioni fornite con la nota prot. 27517/RU sopracitata; infatti con tali direttive, è stato chiarito che l’autorizzazione di un luogo diverso dalla dogana per la presentazione di merci unionali all’esportazione è concessa in presenza di elementi che giustifichino l’utilizzo del luogo in ragione del volume delle operazioni da effettuare e ne escludono l’occasionalità; in assenza di tali condizioni è possibile ricorrere alla procedura doganale del fuori circuito, prevista dal predetto art. 238 del RE.

Pertanto, nella fattispecie, gli operatori potranno continuare ad utilizzare tale ultima modalità in caso di operazioni sporadiche e non ricorrenti.

Con la nota indicata in oggetto, codesta Associazione ha chiesto un ulteriore chiarimento sull’istituto del luogo approvato per il regime dell’importazione. In particolare, si vuole sapere se un soggetto diverso da titolare del luogo approvato possa effettuarvi operazioni doganali qualora sia autorizzato dal titolare stesso e di tale autorizzazione sia stata data comunicazione a questa Agenzia.

Al riguardo, si fa presente che, ai sensi degli articoli 115 e 117 del Reg. delegato (UE) n. 2446/2015, il luogo approvato può essere esclusivamente utilizzato dal titolare dell’autorizzazione.

Tuttavia, si ritiene che, nell’ambito dello stesso sito, sia possibile rilasciare più autorizzazioni della specie a soggetti diversi a condizione che siano individuate e delineate le aree di intervento per ciascun operatore; in tal modo ogni soggetto autorizzato può svolgere la propria attività doganale con il proprio codice rilasciato dal sistema informatico di AIDA operando nell’area di cui abbia la disponibilità attestata da un titolo (contratto di locazione, comodato, contratto di servizio, ecc.), in applicazione delle istruzioni della circolare n.8/D/2016, par.E.2.4.2.

(Agenzia delle Dogane, nota n. 30170/RU/2017 pubblicata il 7 aprile 2017)

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8) Regolamentazione comunitaria: Gestione dei recuperi di prestazioni indebitamente erogate e di contributi

Regolamentazione comunitaria: Gestione dei recuperi di prestazioni indebitamente erogate e di contributi: In materia l’INPS ha pubblicato la circolare n. 60 del 7 aprile 2017.

I Regolamenti comunitari CE n. 883/2004 (di seguito Regolamento di base) e CE n. 987/2009 (di seguito Regolamento di applicazione) in vigore dal 1° Maggio 2010, nell’ambito più generale della cooperazione tra Paesi Membri tesa a prevenire ed affrontare abusi e frodi nonché ad assicurare un più efficace recupero dei crediti nel campo della sicurezza sociale, prevedono in materia di recupero di prestazioni indebite e di contributi nuovi strumenti e procedure dirette a rafforzare l’assistenza reciproca tra le Istituzioni.

Tale assistenza consiste, sostanzialmente, nella possibilità per un’Istituzione di richiedere all’Istituzione di un altro Paese:

le informazioni utili per il recupero dei propri crediti;

la notifica al debitore degli atti relativi ai crediti;

il recupero dei crediti accertati tramite il titolo esecutivo trasmesso dalla stessa.

Le Istituzioni che ricevono la richiesta devono assicurare tali attività in forma gratuita, comportandosi come se si trattasse dell’applicazione della propria legislazione.

In tal senso, l’art. 84, ai paragrafi 2 e 3, del Regolamento di base stabilisce che i titoli esecutivi emessi nello Stato membro in cui ha sede l’Istituzione titolare del credito sono riconosciuti direttamente e trattati automaticamente come strumenti che consentono l’esecuzione del credito nello Stato membro in cui ha sede l’Istituzione che riceve la richiesta, entro i limiti e secondo le procedure previste dalla legislazione di quest’ultimo Stato membro.

Inoltre, secondo le disposizioni citate, in caso di esecuzione forzata, fallimento o concordato i crediti dell’Istituzione di uno Stato membro beneficiano, nello Stato membro al quale viene richiesto il recupero, di privilegi identici a quelli che la legislazione di quest’ultimo Stato riconosce a crediti della stessa natura.

Il Regolamento di applicazione al Titolo II, capo III, sezione 3, detta specifiche disposizioni in tema di recuperi, disciplinando agli articoli da 75 a 86 le relative modalità di esecuzione.

In particolare dopo le definizioni contenute nell’art. 75, di interesse sono gli artt. 76, 77 e 78 che, rispettivamente, hanno riguardo al flusso di richiesta di informazioni, notifica atti e domanda di recupero.

L’art. 79 contiene indicazioni relative all’atto che consente il recupero. Gli articoli successivi da 80 a 86 concernono gli aspetti relativi ai termini e alle modalità operative.

Nei paragrafi successivi della neo circolare, dopo l’illustrazione degli aspetti normativi, vengono fornite le istruzioni operative.

Si evidenzia che gli Enti Previdenziali Tedeschi, per il recupero dei loro crediti contributivi, ricorrono anche (e preferibilmente) alle procedure previste dall’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Federale Tedesca, sottoscritto il 3 aprile 2000.

L’Accordo è stato sottoscritto in applicazione dell’art. 92 del Regolamento CEE n. 1408/71 che prevede la possibilità del recupero dei contributi di sicurezza sociale dovuti e non versati mediante la collaborazione di omologhe Istituzioni degli Stati membri e definisce specifiche modalità operative di recupero dei crediti contributivi dei due paesi contraenti. In relazione a ciò sono state fornite prime indicazioni operative alle strutture territoriali con messaggio (n.2637/2016).

Le richieste degli Enti previdenziali tedeschi di recupero dei crediti contributivi vengono trasmesse al nostro Istituto tramite un formulario composto da tre modelli, redatti sia in lingua tedesca che in italiano:

modello I 13 - si tratta della richiesta di assistenza, con la quale l’Istituzione tedesca comunica altresì le generalità e la residenza o la sede legale in Italia del debitore al fine di attivare il recupero del credito da parte dell’Inps;

modello I 13 a - contiene il nome e l’indirizzo dell’Istituzione tedesca creditrice, l’importo del credito, la data a decorrere dalla quale il debitore è tenuto al pagamento dell’indennità di mora nella misura prevista dalla normativa dell’Ente creditore e l’attestazione che ogni tentativo di recupero del credito effettuato in Germania dall’Ente creditore è risultato vano. Qualora il credito sia stato accertato presso le competenti autorità giudiziarie tedesche, al modello è allegata anche copia autentica del titolo (sentenza), unitamente alla ulteriore documentazione necessaria;

modello I 13 b - sono specificati il periodo contributivo per il quale sono dovute le somme oggetto del credito da recuperare e il dettaglio del credito. Sono inoltre indicate le coordinate bancarie e le modalità per provvedere al pagamento di quanto dovuto.

Si precisa che le istruzioni contenute in questa circolare per i modelli della serie R devono essere applicate anche per i modelli della serie I relativi all’Accordo Italo- Tedesco appena descritto.

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9) Iper/superammortamento: Assonime sulla circolare del Fisco

Assonime si sofferma sulla circolare dell'Agenzia delle entrate n. 4 del 2017 sull'iper/superammortamento.

Con la circolare n. 4 del 30/3/2017 l’Agenzia delle entrate ha fornito importanti indicazioni in merito alla nuova agevolazione c.d iperammortamento di cui all’art. 1, commi 8-13, della l. n. 232/2016, nonché alla proroga del c.d. superammortamento, della diversa agevolazione, cioè, che ha già trovato applicazione nel 2015/2016.

Il contenuto di questo documento verrà poi analizzato in una circolare di prossima pubblicazione.

In queste sede Assonime si limita ad osservare che in merito al c.d. iperammortamento l’Agenzia delle entrate ha esteso gran parte delle soluzioni interpretative che la stessa Agenzia aveva raggiunto in merito al c.d. superammortamento (cfr. circolare dell’Agenzia delle entrate n. 23/E del 26/5/2016); soluzioni illustrate nella circolare Assonime n. 17 del 2016 alla quale rinviamo per maggiori approfondimenti.

In questa nuova declaratoria l’Agenzia ha altresì risolto talune criticità che avevamo segnalato nella nostra circolare n. 17 del 2016 e che avrebbero avuto riflessi negativi anche per quanto riguarda l’iperammortamento.

Per esempio, è stata (implicitamente) revocata la regola indicata nella circolare n. 23/E del 26/5/2016 secondo cui “il costo del bene agevolabile è assunto al netto di eventuali contributi in conto impianti, indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione, con l’eccezione di quelli non rilevanti ai fini delle imposte sui redditi”. Al riguardo, Assonime aveva messo in evidenza nella nostra circolare n. 17 del 2016 che in questo modo venivano a ricevere un beneficio maggiore in termini di superammortamento i soggetti che fruivano di contributi detassati rispetto a quelli che ricevevano contributi imponibili e ciò appariva poco logico (cfr. in questo senso anche le circolari Assonime n. 30 del 2002 (par. 14.2) e 7 del 2010).

L’Agenzia delle entrate ha condiviso le perplessità di Assonime e nella neo circolare ha chiarito che “Per quanto riguarda la determinazione del costo del bene agevolabile, si precisa che esso è assunto al lordo di eventuali contributi in conto impianti, indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione dei medesimi”.

(Assonime, nota del 7 aprile 2017)

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10) Videoconferenza stampa/fisco: dalla circolare omnibus arrivati anche i chiarimenti sul regime di cassa

Regime di cassa: la norma che vuole evitare duplicazioni o salti di imposizione vale anche per i contribuenti che nel 2016 applicano il criterio di competenza e nel 2017 quello di cassa, quindi, i servizi ultimati nel 2016, ma non ancora fatturati, concorrono al reddito di tale ultimo anno, mentre il corrispettivo, quando sarà incassato, non darà luogo ad un ricavo imponibile.

Sono arrivati i chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti in occasione di eventi in videoconferenza organizzati dalla stampa specializzata.

Proprio a tal fine, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare n. 8 del 7 aprile 2017.

Regime per cassa (si veda: La contabilità per cassa dopo i chiarimenti dall’Agenzia )

 Il regime riservato alle imprese minori dal nuovo articolo 66 del Tuir è "improntato alla cassa", cioè sono presenti alcune deroghe al regime di cassa "puro": le plusvalenze (o le minusvalenze) e le sopravvenienze attive (o passive) sono imponibili (o deducibili) per competenza a norma degli articoli 86, 88 e 101 del Tuir. Allo stesso modo, nel caso di assegnazione dei beni ai soci o destinazione degli stessi a finalità estranee all'esercizio dell'impresa, il valore normale dei beni concorre alla formazione del reddito nel periodo di imposta in cui è avvenuta l'assegnazione o la destinazione a finalità estranea. Analogamente sono deducibili per competenza le spese per prestazioni di lavoro, oneri di utilità sociale e ammortamenti e canoni di leasing.

Nel primo periodo di imposta di applicazione del regime di cassa, le rimanenze finali 2016 sono deducibili dal reddito d'impresa. Vi rientrano non solo quelle di cui all'articolo 92 Tuir (rimanenze di merci e di lavori in corso su ordinazione di durata infrannuale), ma anche quelle degli articoli 93 (rimanenze di lavori in corso su ordinazione di durata ultrannuale) e 94 (rimanenze dei titoli).

La disposizione dettata per evitare duplicazioni o salti di imposizione vale anche per i contribuenti che nel 2016 applicano il criterio di competenza e nel 2017 quello di cassa. Ad esempio, i servizi ultimati nel 2016, ma non ancora fatturati, concorrono al reddito di quell'annualità, mentre il corrispettivo, quando sarà incassato, non determinerà un ricavo imponibile.

Cedolare secca

La cedolare secca con l'aliquota ridotta al 10%, prevista per gli affitti a canone concordato, si applica anche ai contratti transitori, cioè di durata da un minimo di un mese a un massimo di diciotto mesi, purché relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative o in quelli ad alta tensione abitativa.

La disposizione contenuta nel Dl 193/2016, secondo cui la mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione per il quale si è scelta la cedolare secca non comporta decadenza dall'opzione, è applicabile anche alle comunicazioni che andavano presentate prima del 3 dicembre 2016, data di entrata in vigore del "collegato fiscale", a condizione che il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con l'applicazione del regime sostitutivo, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione.

Analogamente, anche la nuova previsione sanzionatoria per la tardiva comunicazione della proroga del contratto (100 euro, ridotti a 50 in caso di ritardo non superiore a 30 giorni) si applica alle comunicazioni omesse alla data del 3 dicembre 2016.

Ritenute in condominio

La norma della legge di bilancio 2017 in base alla quale il condominio versa le ritenute effettuate in qualità di sostituto d'imposta nei confronti dell'appaltatore quando l'ammontare delle stesse raggiunge i 500 euro (altrimenti versa entro il 30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno) ha effetto dal 1° gennaio 2017, pertanto riguarda anche le ritenute relative a dicembre 2016, da versare entro il successivo 16 gennaio 2017.

La soglia dei 500 euro va verificata cumulando le ritenute mese dopo mese. Pertanto, se vengono effettuate ritenute a febbraio per 400 euro e altrettante a marzo, il 16 aprile vanno versate ritenute per 800 euro.

È possibile continuare a versare le ritenute secondo la vecchia modalità (entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono state operate o avrebbero dovuto essere operate), anche se di importo inferiore a 500 euro.

Bonus per la casa

Il pagamento delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica di edifici esistenti deve avvenire con bonifico "parlante"; in caso di anomalia nella sua compilazione, non si decade dal beneficio se la ditta destinataria dell'accredito attesta con dichiarazione sostitutiva che i corrispettivi sono stati inclusi nella contabilità perché concorrano alla corretta determinazione del reddito d'impresa.

L'orientamento espresso con la risoluzione 64/2016, che ha riconosciuto la possibilità di fruire del bonus ristrutturazioni per le spese sostenute dal "convivente di fatto" anche se non possessore o non detentore dell'immobile sul quale sono effettuati i lavori (come previsto per i familiari conviventi), è applicabile, considerato il principio della unitarietà del periodo d'imposta, alle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2016.

Ammortamenti maggiorati

Se un bene "industria 4.0" viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software embedded necessario per il suo funzionamento, anche quest'ultimo può beneficiare della maggiorazione del 150%.

Ai fini dell'iper ammortamento, rilevano gli investimenti in beni materiali nuovi inclusi nell'allegato A alla legge 232/2016, effettuati a partire dal 1° gennaio 2017. Pertanto, un bene di quel tipo consegnato nel 2016 può beneficiare solo della maggiorazione del 40%. Stessa soluzione se il bene, acquistato nel 2016, sia entrato in funzione nel 2017 (in questo secondo caso, la maggiorazione del 40% è fruibile dal 2017, periodo d'imposta di entrata in funzione del bene).

L'iper ammortamento con maggiorazione del 150% riguarda soltanto i titolari di reddito d'impresa, non anche gli esercenti arti e professioni.

Il beneficio della maggiorazione del 40% per i beni immateriali elencati nell'allegato B della legge 232/2016 è riconosciuto ai "soggetti" che fruiscono dell'iper ammortamento, a prescindere dal fatto che il bene immateriale sia riferibile o no al bene materiale agevolato.

Affinché un bene si possa definire interconnesso per ottenere il beneficio dell'iper ammortamento, occorre che: scambi informazioni con sistemi interni (ad esempio, gestionale, di pianificazione, monitoraggio) e/o esterni (come clienti, fornitori, partner nella progettazione) tramite collegamento basato su specifiche internazionalmente riconosciute (Tcp-Ip, Http, Mqt, eccetera); sia identificato univocamente mediante standard internazionali, tipo indirizzo Ip.

Assegnazione agevolata di beni

Il differenziale negativo di reddito derivante dall'assegnazione di beni merce è deducibile se il componente positivo è stato determinato in misura pari al valore normale (articolo 9 Tuir).

È possibile fruire della disciplina agevolativa solo se vi sono riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione.

Aiuto alla crescita economica

La nuova sterilizzazione della base Ace introdotta dalla legge di bilancio 2017 non ha natura di disposizione antielusiva specifica e, quindi, non può costituire oggetto di interpello probatorio.

Imposta sul reddito d'impresa

La nuova disciplina dell'Iri (articolo 55-bis del Tuir) prevede che il plafond, nei limiti del quale è consentita la deduzione delle somme prelevate a carico dell'utile dell'esercizio e delle riserve di utili, va determinato considerando in aumento i redditi assoggettati a tassazione separata con l'aliquota del 24% (sia nel periodo di imposta che in quelli precedenti) e in diminuzione le perdite residue non ancora utilizzate.

Redditi dei terreni

L'esclusione ai fini Irpef dei redditi dominicale e agrario per gli anni 2017-2019, introdotta dall'ultima legge di bilancio a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, spetta soltanto alle persone fisiche (incluse le società semplici che attribuiscono per trasparenza ai soci redditi fondiari). Non ne possono beneficiare i soci delle Snc e delle Sas che hanno optato per la determinazione del reddito su base catastale, in quanto il reddito loro attribuito mantiene la natura di reddito d'impresa.

Opzioni

L'istituto della remissione in bonis è applicabile anche per l'omessa comunicazione della revoca delle opzioni per consolidato, trasparenza e tonnage tax, regimi che alla scadenza, dopo la modifica apportata dal "collegato fiscale", si rinnovano salvo revoca espressa.

Versamenti

Le nuove scadenze per il pagamento delle imposte "dichiarative" in vigore dal 2017 (30 giugno ovvero 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%) riguarda anche il saldo e il primo acconto della cedolare secca.

In relazione ai nuovi termini per versare le imposte "dichiarative", in caso di rateizzazione, restano immutate le scadenze per le rate successive alla prima (entro il giorno 16 di ciascun mese per i titolari di partita Iva, entro la fine di ciascun mese per gli altri contribuenti).

Comunicazioni Iva

Possono esercitare le opzioni previste dall'articolo 1, comma 3, e dall'articolo 2, comma 1, del Dlgs 127/2015 (trasmissione telematica dei dati delle fatture e dei corrispettivi giornalieri) tutti i soggetti passivi che emettono fatture, sia normalmente, sia in via eventuale, ad esempio dietro richiesta del cliente. I relativi benefici premiali spettano solo al verificarsi di tutti gli adempimenti richiesti dalla norma.

Il "nuovo spesometro" non prevede più obbligo di trasmissione per le operazioni attive e passive che non devono essere documentate da fattura, qualunque ne sia l'importo: non c'è obbligo di trasmettere le operazioni attive e passive documentate tramite scontrino o ricevuta fiscale.

Dal "nuovo spesometro" sono esclusi i produttori agricoli situati nelle zone montane, i contribuenti in regime forfetario e quelli nel regime "di vantaggio" ("nuovi minimi"), le amministrazioni pubbliche in riferimento alle fatture ricevute. Gli altri soggetti sono obbligati a trasmettere i dati di tutte le singole fatture emesse e di quelle ricevute e registrate, indipendentemente dal loro valore.

Rimborsi Iva

L'innalzamento da 15mila a 30mila euro del limite al di sotto del quale i rimborsi Iva sono eseguiti senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti (articolo 7-quater, comma 32, Dl 193/2016) esplica effetti anche sui rimborsi in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della disposizione (3 dicembre 2016). Invece, per i rimborsi già erogati a quella data, le garanzie prestate non possono essere restituite.

Dichiarazione infedele e credito d'imposta

In caso di dichiarazione infedele a credito, la prevista sanzione dal 90 al 180% si applica solo alla parte di credito non spettante effettivamente utilizzata dal contribuente. Pertanto, se in dichiarazione è esposto un credito superiore a quello spettante e lo stesso non è stato compensato, la violazione è punita con la sanzione da 250 a 2.000 euro (articolo 8, comma 1, Dlgs 471/1997), senza recupero d'imposta.

Rottamazione delle cartelle

L'impegno a rinunciare ai giudizi relativi ai carichi oggetto di rottamazione non corrisponde strettamente alla rinuncia al ricorso (causa di estinzione del processo prevista dall'articolo 44, Dlgs. 546/1992). In tal caso, ciò che rileva, dal punto di vista sostanziale e oggettivo, è il perfezionamento della definizione agevolata mediante il tempestivo e integrale versamento dell'importo complessivamente dovuto. Inoltre, il perfezionamento della rottamazione produce effetti negli eventuali giudizi pendenti in cui sono parti l'agente della riscossione e l'ente creditore, determinando la cessazione della materia del contendere nel caso in cui il carico definito riguardi l'intera pretesa oggetto del giudizio.

È possibile chiedere la rottamazione di un debito che risulta ancora iscritto a ruolo sebbene, in sede giurisdizionale, il relativo atto impositivo sia stato annullato. In questo caso, infatti, l'interesse può derivare dalla circostanza che si tratta di una sentenza non definitiva che potrebbe essere riformata a seguito di impugnazione.

Il perfezionamento della definizione agevolata riguardante l'intera pretesa oggetto di lite fa venir meno l'interesse della parte pubblica alla prosecuzione della controversia ovvero costituisce una causa di cessazione della materia del contendere qualora la sentenza favorevole al debitore sia stata impugnata.

Gli effetti della definizione agevolata, di norma, prevalgono sugli esiti degli eventuali giudizi.

Nel caso di soccombenza del ricorrente in primo grado, la rottamazione può avere a oggetto il carico affidato all'Agente della riscossione relativo ai 2/3 del tributo e relative sanzioni amministrative. In tal caso, prosegue il giudizio avente a oggetto l'avviso di accertamento in esecuzione del quale è stata avviata a titolo provvisorio la riscossione frazionata in pendenza di impugnazione. L'interesse delle parti alla prosecuzione e alla decisione nel merito della controversia riguarda la frazione della pretesa che non è stata definita. Pertanto, se l'esito definitivo del giudizio è favorevole al contribuente, non vi sarà alcuna ulteriore riscossione né alcuna restituzione di quanto versato in sede di definizione agevolata, i cui effetti sono intangibili. Al contrario, se l'esito del giudizio è sfavorevole al contribuente, vi sarà la riscossione del residuo 1/3 di tributi e correlati interessi e sanzioni amministrative.

Quadro RW: sanzioni

In materia di determinazione delle sanzioni relative alle violazioni degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale oggetto della procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure), trova applicazione la regola generale in base alla quale la sanzione unica calcolata con l'applicazione del criterio del cumulo giuridico non può essere superiore a quella risultante dal cumulo delle sanzioni previste per le singole violazioni. In ogni caso, trova applicazione anche l'ulteriore criterio per il quale la sanzione non può comunque essere inferiore ad 1/3 dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo. Accertamento La presentazione del modello Ipea (Istanza di computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili nell'ambito dell'attività di accertamento - articolo 42, Dpr 600/1973) sospende in ogni caso (a prescindere, cioè, dall'esito del controllo relativo alla spettanza dello scomputo delle perdite) per un periodo di 60 giorni il termine per l'impugnazione dell'avviso di accertamento che, in tale ipotesi, quindi, è pari a 120 giorni (fatto salvo l'eventuale periodo di sospensione feriale). Si ricorda che il modello Ipea è stato approvato con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate n. 51240 dell'8 aprile 2016.

Indagini finanziarie

La nuova regola sui limiti quantitativi (1.000 euro giornalieri e 5mila euro mensili) relativi agli importi dei prelevamenti o importi riscossi, posti come ricavi a base delle rettifiche e degli accertamenti (articolo 32, comma 1, n. 2, Dpr 600/1973, come modificato dal Dl 193/2016) non ha effetto retroattivo.

Pertanto, i nuovi limiti si applicano a partire dal 3 dicembre 2016, data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 193/2016).

Diversamente da quanto sembra emergere dai lavori parlamentari, le modifiche apportate all'articolo 32 Dpr 600/1973 riguardano solamente i prelievi non giustificati e non anche i versamenti, per i quali rimane in vigore la regola secondo cui gli stessi costituiscono presunzione di reddito qualora non risultino "giustificati".

Voluntary disclosure

Il beneficiario economico di un rapporto bancario estero, che ha già presentato istanza di collaborazione volontaria nel 2015 esclusivamente in qualità di delegato a operare su un conto corrente estero intestato ad un soggetto terzo, non può accedere alla voluntary-bis. Ciò in quanto lo stesso risulta essere stato non collaborativo in relazione alla procedura di voluntary disclosure già esperita, avendo regolarizzato la sola relazione bancaria di cui era titolare in qualità di soggetto delegato alla firma.

Il contribuente che, nell'ambito della procedura di collaborazione volontaria, intende provvedere spontaneamente al versamento delle sanzioni dovute per le violazioni degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, ai fini del cumulo giuridico deve applicare gli aumenti nelle misure minime stabilite dai commi 1 e 5 dell'articolo 12, Dlgs 472/1997, pari rispettivamente a un quarto e alla metà.

Dichiarazione precompilata

Nella comunicazione telematica per la trasmissione all'Agenzia delle Entrate delle spese attribuite ai condòmini per lavori effettuati sulle parti comuni (recupero edilizio, riqualificazione energetica, acquisto mobili e grandi elettrodomestici), gli amministratori di condominio indicano, per ogni unità immobiliare, la quota di spesa attribuita ai possessori o detentori dell'appartamento (proprietario, nudo proprietario, titolare di un diritto reale di godimento, locatario o comodatario). Qualora la spesa vada attribuita a un soggetto diverso dai precedenti, ad esempio, un familiare convivente del possessore o del detentore dell'immobile, gli amministratori indicano nella comunicazione il codice residuale che individua "altre tipologie di soggetti".

Nella medesima comunicazione, gli amministratori sono tenuti a fornire l'informazione relativa all'effettivo pagamento al 31 dicembre della quota di spesa attribuita a ciascun soggetto. A tal fine, deve essere compilato il campo relativo al "flag pagamento", evidenziando se il pagamento è stato interamente corrisposto al 31 dicembre dell'anno di riferimento ovvero se lo stesso è stato parzialmente o interamente non corrisposto entro tale data. Nel primo caso, la relativa spesa va esposta direttamente nella dichiarazione precompilata. In caso contrario, la spesa va indicata esclusivamente nel foglio informativo e il contribuente, in presenza delle condizioni di detraibilità previste dalla legge, può modificare la dichiarazione aggiungendo tale onere qualora pagato entro la data di presentazione della dichiarazione.

La sanzione dovuta dai Caf e dai professionisti, che si avvalgono della possibilità di correggere il visto infedele presentando una dichiarazione rettificativa (ovvero, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, una comunicazione dei dati relativi alla rettifica) anche dopo il 10 novembre dell'anno della presentazione della dichiarazione errata, sempreché l'infedeltà non sia stata già contestata (articolo 39, comma 1, lett. a, Dlgs 241/1997, come modificato dall'articolo 7-quater, Dl 193/2016) è quella del 30% prevista per i ritardati od omessi versamenti diretti (articolo 13, Dlgs 471/1997). La predetta sanzione è ravvedibile.

L'invio, da parte dei sostituti d'imposta, delle certificazioni uniche che non contengono dati da utilizzare per l'elaborazione della dichiarazione precompilata (come redditi di lavoro autonomo non occasionale e redditi esenti) può avvenire anche successivamente al 7 marzo senza l'applicazione di sanzioni purché entro il termine di presentazione dei quadri riepilogativi (ST, SV, SX, SY) del modello 770.

Nel caso di presentazione della dichiarazione direttamente ovvero tramite il sostituto d'imposta che presta l'assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate ovvero determinano un rimborso di importo superiore a 4mila euro, l'Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine (comma 3-bis, articolo 5, Dlgs 175/2014, introdotto dall'articolo 1, comma 949, lettera f, legge 208/2015.

Il sostituto d'imposta che presta l'assistenza fiscale, deve comunicare all'Agenzia delle Entrate in via telematica, entro il termine previsto per l'invio dei 730, anche il risultato finale delle dichiarazioni. A tal fine, da quest'anno, ai modelli 730 trasmessi all'Agenzia a seguito di assistenza fiscale prestata direttamente dal sostituto d'imposta deve essere allegato il risultato contabile (modello 730-4). Ne deriva che, per procedere alle operazioni di conguaglio, il sostituto d'imposta deve attendere che l'Agenzia metta a sua disposizione il modello 730-4, mediante la sede telematica propria o di un intermediario - indicata con la Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 (CSO) o con il quadro CT presente nella Certificazione Unica.

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11) F24 ELIDE: Istituiti codici tributo per versare l’Iva sui beni estratti

F24 ELIDE: Istituiti codici tributo per il versamento dell’Iva da parte del gestore del deposito IVA, che versa in nome e per conto del soggetto estrattore dei beni.

Da gennaio a dicembre, per ogni mese un codice tributo che identifica il momento in cui i beni vengono estratti dal deposito Iva in cui sono custoditi.

Ideati dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione 45/E del 7 aprile 2017, consentono il pagamento dell’imposta, tramite il modello F24 Elide, da parte del gestore del deposito, in nome e per conto dell’estrattore dei beni.

Secondo la lettera della nuova disciplina in materia (introdotta dall’articolo 4, comma 7, Dl 193/2016, e recepita dall’articolo 50-bis, comma 6, Dl 331/1993), infatti, dal 1° aprile 2017, l’Iva dovuta da colui che tira fuori i beni dal deposito è versata da chi li ha tenuti in consegna, cioè il gestore del deposito, perché solidalmente responsabile dell’imposta stessa.

Ovviamente i versamenti in argomento devono essere effettuati entro il 16 del mese successivo alla data di estrazione.

Ecco i codici da riportare nell’F24 Elide:

6301” gennaio

6302” febbraio

6303” per marzo

6304” per aprile

6305” maggio

6306” giugno

6307” luglio

6308” agosto

6309” settembre

6310” ottobre

6311” novembre

6312” dicembre.

Nel modello trovano posto in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” della sezione “Erario ed altro” dove, nel campo “tipo” va scritta la lettera R, mentre, nell’“anno di riferimento”, quello di estrazione.

Intuitiva, poi, la compilazione della parte dell’F24 che richiede le notizie anagrafiche, la sezione “Contribuente”. Qui, negli spazi “codice fiscale” e “dati anagrafici”, il codice fiscale e i dati anagrafici dell’estrattore dei beni, in quello “codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale del gestore del deposito e, nel campo “codice identificativo” il numero 50.

Invece, “codice ufficio”, “codice atto” ed “elementi identificativi”, non vanno riempiti.

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12) Scuola: dal Cdm ok a decreti attuativi della riforma, tutte le novità

Ci saranno nuove regole per maturità e per diventare insegnanti. Nuove modalità per la maturità (dal 2019) e per diventare insegnanti. Il consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva gli otto decreti attuativi della legge 107 (Buona scuola). I provvedimenti ridisegnano anche l'istruzione professionale, prevedono nuove risorse per il diritto allo studio e introducono novità per l'educazione della fascia 0-6 anni, per le scuole all'estero e per l'inclusione degli alunni disabili.

"Si completa e si vara definitivamente la riforma della scuola. Rappresenta una notevole iniezione di qualità nella nostra scuola", ha commentato il premier Gentiloni. I provvedimenti "qualificano ulteriormente il sistema di Istruzione del nostro Paese", ha detto la Ministra Valeria Fedeli ricordando che essi "sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione" e di un "ampio confronto che è servito a migliorare e arricchire i testi".

"E' fondamentale dare ai nostri concittadini la sicurezza che il governo mette in pratica, mantiene, sviluppa, le decisioni che hanno caratterizzato l'azione di questi anni. Lo abbiamo fatto oggi sulla scuola, lo faremo domani a Milano con il lancio del progetto Casa Italia per una grande opera di prevenzione nel Paese", aggiunge Gentiloni.

Ecco cosa cambia:

NUOVA MATURITA' NEL 2019 - Se le novità per i cicli inferiori entreranno in vigore già nel 2018 per la nuova maturità bisognerà aspettare il 2019: c'è bisogno di più tempo, infatti, perché vada a regime l'alternanza scuola lavoro e perché vengano riformulate le nuove prove, dopo la scomparsa del quizzone. Le prove Invalsi, che testeranno anche la conoscenza delle lingue straniere, non saranno incluse né nell'esame di terza media né in quello di diploma, ma saranno obbligatorie per gli studenti. Aumenterà il peso del credito scolastico.

RISORSE PER ASILI NIDO - Ammonta a oltre 600 milioni il pacchetto di risorse stanziate per la delega 0-6 anni che fa transitare dal welfare al sistema educativo e scolastico gli asili nido, assicurando ai Comuni il denaro per la loro gestione. PER INSEGNARE, DOPO LA LAUREA CONCORSO - Con il nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento chi aspira a fare l'insegnante in tre anni entrerà direttamente in ruolo e la fase transitoria permetterà ai docenti di seconda e terza fascia con 3 anni di servizio di essere stabilizzati. RESTA TETTO ATTUALE PER CLASSI CON ALUNNI DISABILI - Nel decreto relativo all'inclusione il tetto degli studenti per classe resta quello attuale (con un numero massimo di 20 alunni per classe in presenza di uno studente con grave disabilità), vengono snellite le pratiche burocratiche e garantiti insegnanti di sostegno più formati e preparati.

TRIPLICATE RISORSE PER DIRITTO STUDIO - Passano da 10 a 30 milioni. Serviranno all'erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle Superiori, per l'acquisto di libri di testo, per la mobilita' e il trasporto, per l'accesso a beni e servizi di natura culturale. Esonero dalle tasse scolastiche per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (si parte nel 2018-2019). Carta dello studente anche per chi frequenta Accademie e conservatori. RESTYLING ISTRUZIONE PROFESSIONALE - Nei percorsi dell'istruzione professionale arriva il 2+3: biennio unico e triennio unico, superando così l'attuale articolazione dei cosiddetti "due bienni più uno". Gli indirizzi passano da 6 a 11 e vengono rafforzate le attività di laboratorio (comprese le esperienze di scuola-impresa e di bottega-scuola).

VALORIZZAZIONE MADE IN ITALY - Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa sono alcune delle arti che verranno potenziate negli istituti scolastici. E l'alternanza Scuola-Lavoro potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

SCUOLE ITALIANE ALL'ESTERO - In arrivo 50 nuovi insegnanti negli istituti italiani oltre confine che potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale. Rivisto il periodo di permanenza fuori dei docenti (6+6 con pausa in mezzo, salvo modifiche dell'ultima ora).

(Ansa, nota del 7 aprile 2017)

Vincenzo D’Andò