Comunicazione liquidazioni periodiche IVA: i mensili presentano un distinto modello per ciascun mese – Diario quotidiano del 21 aprile 2017

Pubblicato il 21 aprile 2017



1) Acquisto casa: la guida fiscale aggiornata
2) Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA: i mensili presentano un distinto modello per ciascun mese
3) Responsabilità amministrativa della società: le nuove sanzioni sono in vigore dal 14 aprile 2017
4) Modello 730 precompilato: dati per la dichiarazione dei redditi 2016 già disponibili
5) Anche l’imposta sostitutiva sui finanziamenti si versa con l’F24
6) Modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e relativi interessi e sanzioni, chiarite anche le modalità di versamento dell’acconto
7) Approvata la legge di conversione per l’abrogazione dei voucher, ma in arrivo il lavoro breve
8) Attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita
9) APE e RITA: dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro arrivano i chiarimenti
10) Studi digitali: Commercialisti pronti al cambiamento, ma a costi “calmierati”
CT_Facebook_Cover_828x3151) Acquisto casa: la guida fiscale aggiornata 2) Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA: i mensili presentano un distinto modello per ciascun mese 3) Responsabilità amministrativa della società: le nuove sanzioni sono in vigore dal 14 aprile 2017 4) Modello 730 precompilato: dati per la dichiarazione dei redditi 2016 già disponibili 5) Anche l’imposta sostitutiva sui finanziamenti si versa con l’F24 6) Modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e relativi interessi e sanzioni, chiarite anche le modalità di versamento dell’acconto 7) Approvata la legge di conversione per l’abrogazione dei voucher, ma in arrivo il lavoro breve 8) Attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita 9) APE e RITA: dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro arrivano i chiarimenti 10) Studi digitali: Commercialisti pronti al cambiamento, ma a costi “calmierati” *****

1) Acquisto casa: la guida fiscale aggiornata

Acquistare casa: i passi da seguire nel nuovo vademecum delle Entrate. Le guide dell’Agenzia on-line: nel triennio 2014-2016, 3,6 mln di visitatori unici e 4,1 mln di download.

Dal calcolo delle imposte ai requisiti per le agevolazioni fiscali: un vademecum che arricchisce la sezione “L’Agenzia informa” del sito delle Entrate relativo alle guide fiscali e spiega i vari step da seguire per concludere l’acquisto di un immobile. La guida descrive, anche con esempi pratici le principali regole da osservare quando si compra una casa, in modo da poter fruire di tutti i benefici previsti dalla legge quali le agevolazioni legate alla prima abitazione.

L’obiettivo della guida, relativa sia alle compravendite tra privati sia a quelle tra imprese e privati, è quello di fornire un utile supporto informativo alle persone fisiche che intendono acquistare un immobile e che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.

Le guide delle Entrate

Sempre in continuo aggiornamento la sezione online delle guide “L’Agenzia informa”, pensata per garantire un accesso semplice e intuitivo alle informazioni sugli argomenti fiscali di maggior interesse per i cittadini.

Al suo interno, i contribuenti hanno la possibilità di consultare in modo tradizionale le guide e di scaricarle nel formato pdf. Sono stati ben 3,6 milioni i contribuenti che nel triennio 2014-2016 hanno visitato le guide dell’Agenzia per un totale di 4,1 milioni di download.

Cosa fare prima dell’acquisto

Prima di procedere all’acquisto di una casa, è opportuno ottenere più informazioni possibili sull’immobile. Come primo passo, bisogna verificare la situazione catastale e ipotecaria del bene; a tal fine l’Agenzia mette a disposizione dei cittadini alcuni servizi come, per esempio, quello di ispezione ipotecaria che consente di individuare il proprietario dell’immobile e di controllare se ci sono ipoteche o pendenze, anche giudiziarie.

L’ispezione può essere richiesta presso gli uffici provinciali

Territorio oppure online. In entrambi i casi, il servizio è gratuito se viene richiesto per i beni immobili dei quali il richiedente risulta titolare, anche in parte, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento (ispezione ipotecaria personale); rientrano nella consultazione gratuita le ipoteche “contro”, mentre sono escluse le ipoteche “a favore”.

L’opzione del contratto preliminare

Una volta accertato che l’immobile è libero da vincoli, si può procedere alla stipula del contratto preliminare, un accordo tra venditore e compratore che si impegnano reciprocamente a stipulare un successivo e definitivo contratto di compravendita. Il contratto preliminare deve essere redatto in forma scritta (scrittura privata, scrittura privata autenticata o atto pubblico) e deve essere registrato entro 20 giorni dalla sottoscrizione, pagando l’imposta di registro di 200 euro, oltre all’imposta di bollo.

Il calcolo delle imposte

Quando si compra una casa, le imposte da pagare variano a seconda che il venditore sia un privato o un’impresa e l’acquisto venga effettuato in presenza o meno dei benefici “prima casa”.

Se il venditore è un privato o un’impresa, con vendita esente da Iva, l’acquirente dovrà pagare l’imposta di registro nella misura proporzionale del 9%, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale nella misura fissa di 50 euro.

In caso contrario, chi acquista sarà tenuto a versare l’Iva al 10% cui si aggiungono le imposte di registro, ipotecaria e catastale, ciascuna per l’importo di 200 euro.

Le agevolazioni “prima casa”

Il vademecum passa poi in rassegna i requisiti per accedere al beneficio legato all’acquisto della prima abitazione. Nel caso del venditore privato o dell’impresa esente da Iva, saranno dovute l’imposta di registro proporzionale nella misura del 2%, l’imposta ipotecaria e quella catastale nella misura fissa di 50 euro.

Se la vendita è soggetta ad Iva, sono dovute l’imposta di registro, quella ipotecaria e quella catastale nella misura fissa di 200 euro, oltre all’Iva ridotta al 4%.

La guida ricorda che le agevolazioni “prima casa” non sono ammesse, invece, per l’acquisto di immobili appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Quando si ha già una “prima casa”

Anche il contribuente che è già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa può avvalersi del beneficio fiscale, a condizione però che la casa posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto. Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%. Inoltre, chi vende l’abitazione acquistata con le agevolazioni ed entro un anno ne compra un’altra in presenza delle condizioni per usufruire dei benefici “prima casa”, ha diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’Iva pagata per il primo acquisto agevolato.

Le Faq dedicate

La guida contiene anche un elenco di quesiti posti dai contribuenti su alcune delle casistiche più ricorrenti. Alcuni esempi: come comportarsi se si riceve un accertamento dell’imposta di registro su una compravendita immobiliare; il rapporto tra la sussistenza delle agevolazioni e il trasferimento della residenza; la possibilità di usufruire delle imposte agevolate sull’acquisto di una casa che si trova nello stesso comune in cui si possiede la nuda proprietà su un’altra abitazione.

La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente percorso: L’Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Guide fiscali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 93 del 19 aprile 2017)

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2) Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA: i mensili presentano un distinto modello per ciascun mese

Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA: Per ciascuna liquidazione periodica va compilato un distinto modulo.

Pertanto, i contribuenti che effettuano:

- esclusivamente liquidazioni periodiche mensili, devono compilare un modulo per ciascun mese del trimestre;

- esclusivamente liquidazioni periodiche trimestrali, devono compilare un unico modulo per il trimestre;

- sia liquidazioni mensili che trimestrali (in caso di contabilità separate), devono compilare un modulo per ciascun mese e un modulo per il trimestre (nel particolare caso di anticipazione, ai fini compensativi dell’imposta, della liquidazione periodica trimestrale in coincidenza con quella relativa al terzo mese di ogni trimestre solare si rinvia alle istruzioni di cui al punto B) del paragrafo “Contribuenti con contabilità separate”).

Periodo di riferimento

Il contribuente deve indicare nelle colonne 1 e 2 del rigo VP1 il mese (valori da 1 a 12) o il trimestre (valori da 1 a 4) cui si riferisce ciascun modulo della Comunicazione.

I contribuenti che eseguono liquidazioni trimestrali, ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, devono indicare in colonna 2 il valore “5” con riferimento al quarto trimestre solare.

Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA: come è noto, con il Provvedimento n. 58793 del 27 marzo 2017, l’Agenzia delle entrate ha approvato modello, istruzioni e specifiche tecniche,

Sono stati approvati il Modello da utilizzare (“Comunicazione liquidazioni periodiche IVA“), le relative istruzioni e le specifiche tecniche per poter eseguire la trasmissione telematica dei dati.

Le informazioni da trasmettere sono definite nell’allegato “Regole per la compilazione”.

Modalità di compilazione

Per ciascuna liquidazione periodica va compilato un distinto modulo della Comunicazione. Quindi, i contribuenti che effettuano:

- esclusivamente liquidazioni mensili: compilano un modulo per ciascun mese del trimestre;

- esclusivamente liquidazioni trimestrali: compilano un unico modulo per il trimestre; - entrambe le liquidazioni (in caso di contabilità separate): compilano un modulo per ciascun mese e un modulo per il trimestre.

Termini di presentazione

Le scadenze sono confermate, pertanto devono seguire il seguente calendario:

Periodo di riferimento

Liquidazione interessata

Scadenza

1° trimestre

mensile: gennaio

31 maggio

mensile: febbraio

mensile: marzo

trimestrale: 1° trimestre

2° trimestre

mensile: aprile

16 settembre (*)

mensile: maggio

mensile: giugno

trimestrale: 2° trimestre

3° trimestre

mensile: luglio

30 novembre

mensile: agosto

mensile: settembre

trimestrale: 3° trimestre

4° trimestre

mensile: ottobre

28 febbraio

mensile: novembre

mensile: dicembre

trimestrale: 4° trimestre

(*) Per il 2017, dato che la scadenza cade di sabato, la stessa è prorogata al 18 settembre.

Modalità di presentazione

La presentazione della Comunicazione avviene esclusivamente per via telematica, o direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato.

La Comunicazione va presentata anche in caso di liquidazione con eccedenza a credito.

È stato inoltre previsto che le informazioni acquisite tramite la trasmissione della Comunicazione saranno tempestivamente messe a disposizione del contribuente che potrà verificare potenziali incoerenze segnalate dall’AE fra i versamenti IVA effettuati e l’importo indicato come IVA da versare nella Comunicazione stessa. Tali informazioni saranno consultabili attraverso il Cassetto fiscale del contribuente oppure nella sezione Consultazione dell’area autenticata dell’interfaccia web “Fatture e Corrispettivi” nel sito internet dell’Agenzia delle entrate.

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3) Responsabilità amministrativa della società: le nuove sanzioni sono in vigore dal 14 aprile 2017

Responsabilità amministrativa della società ex D.Lgs. 231/2001: corruzione tra privati e istigazione alla corruzione.

Dal 14 aprile 2017 sono in vigore le nuove sanzioni da applicare alla società nel caso di responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001 per il reato di corruzione tra privati. Precisamente si applicano (art. 25 ter c. 1 lett. s-bis D.Lgs. 231/2001 sostituito dal D.Lgs. 38/2017):

- la sanzione pecuniaria da 400 a 600 quote;

- le sanzioni interdittive di cui all’art. 9 c. 2 D.Lgs. 231/2001.

A decorrere dalla stessa data la responsabilità amministrativa della società può sorgere anche per il nuovo reato di istigazione alla corruzione tra privati e alla società si applicano sia la sanzione pecuniaria da 200 a 400 quote sia le sanzioni interdittive di cui all’art. 9 c. 2 D.Lgs. 231/2001 (art. 25 ter c. 1 lett. s-bis D.Lgs. 231/2001 sostituito dall’art. 6 c. 1 D.Lgs. 38/2017).

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4) Modello 730 precompilato: dati per la dichiarazione dei redditi 2016 già disponibili

Modello 730 precompilato: Dal 18 aprile 2017 disponibili i dati per la dichiarazione dei redditi 2016.

Quest’anno, a partire dal 18 aprile (la data inizialmente indicata, del 15 aprile, è stata infatti rinviata di alcuni giorni a causa delle festività pasquali), è possibile scaricare il modello 730 precompilato tramite la piattaforma predisposta dall’Agenzia delle entrate.

Nei primi mesi del 2017 l’Agenzia delle entrate ha elaborato 900 milioni di informazioni (200 milioni in più rispetto all’anno precedente), al fine di metterle a disposizione dei contribuenti. Per consegnare ai cittadini un modello ancora più completo, la precompilata 2017 si è arricchita di 690 milioni di documenti fiscali per spese sanitarie.

Come scaricare il modello 730 precompilato

Dall’apposita area autenticata disponibile sul sito internet dell’Agenzia Entrate, disponendo di un Pin che può essere richiesto:

- online, accedendo al sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it e inserendo alcuni dati personali, quali il codice fiscale, il tipo di dichiarazione presentata nel 2016 (730, Unico Pf, nessuna o solo la Cu), a chi è stata presentata la dichiarazione (Sostituto/Intermediario, Poste, Servizi telematici, Ufficio Agenzia Entrate) e il reddito complessivo dichiarato nel 2016 (anno d’imposta 2015). Una volta inseriti tali dati, il contribuente non riceverà tutto il pin, ma solo la prima parte, mentre la seconda arriverà per posta insieme alla password in un periodo di 15 giorni.

- in ufficio, presentando un documento di identità. Bisogna recarsi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate presentando un documento di riconoscimento e il modulo di richiesta. In ufficio verranno consegnate le prime 4 cifre del Pin e la password per il primo accesso. Per ottenere la seconda parte del Pin (6 cifre), poi, bisogna accedere al sito delle Entrate e seguire le istruzioni indicate sul sito stesso. La richiesta di abilitazione può essere presentata all’ufficio anche tramite un delegato: ma in questo caso dovrà attendere 15 giorni perché gli sia inviata la password e la seconda parte del pin a casa.

È possibile accedere al 730 precompilato anche utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o la Carta Nazionale dei Servizi oppure tramite SPID, la nuova password per accedere ai servizi della pubblica amministrazione.

Nella sezione del sito internet dedicata al 730 precompilato è possibile visualizzare:

- il modello 730 precompilato;

- un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione.

Le nuove informazioni contenute nel 730 precompilato

Oltre alle informazioni presenti nelle dichiarazioni degli anni precedenti, quest’anno i contribuenti troveranno molti più dati sulle spese sanitarie ma non solo. Nella precompilata 2017 sono presenti sia le spese per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, sia le spese sanitarie sostenute per le prestazioni di:

- ottici

- psicologi

- infermieri

- ostetriche

- tecnici sanitari di radiologia medica e delle strutture autorizzate a fornire i servizi sanitari e non accreditate.

A queste spese si aggiungono, oltre a quelle già presenti lo scorso anno, anche:

- le spese veterinarie comunicate dalle farmacie, dalle parafarmacie e dai veterinari

- le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate all'Agenzia dagli amministratori di condominio.

Calendario delle scadenze

18 aprile

Le dichiarazioni precompilate sono messe a disposizione telematicamente ai contribuenti con redditi di lavoro dipendente. I modelli saranno disponibili al contribuente tramite Fisconline, canale che tuttavia necessita di un’abilitazione.

2° maggio

Da questa data è possibile modificare e inviare il modello 730 alla Agenzia delle Entrate, direttamente tramite l’applicazione web presente sul sito, o ad opera dei Caf o professionisti abilitati.

7 luglio

Scade la presentazione di tutti i 730 (sia precompilati che non) da presentarsi telematicamente alle Entrate, ai sostituto d’imposta (che aderisce all’assistenza fiscale), a un Caf o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro o esperto contabile).

25 ottobre

Qualora si riscontrino errori, entro il 25 ottobre è possibile presentare un modello integrativo, non direttamente, ma rivolgendosi ad un Caf o un professionista abilitato.

10 novembre

L’accesso alla dichiarazione da parte di sostituti d’imposta, Caf e professionisti è consentito fino al 10 novembre, al fine di consentire l’utilizzo dei dati contenuti nella precompilata per la predisposizione di eventuali dichiarazioni rettificative.

Dichiarazione ordinaria

I contribuenti che non accederanno al 730 precompilato avranno in ogni caso la possibilità di continuare a presentare la dichiarazione dei redditi autonomamente compilata con le modalità ordinarie.

A tal proposito, viene specificato che il contribuente, qualora decida di non avvalersi della dichiarazione precompilata, potrà utilizzare, in alternativa:

- il modello Redditi Persone Fisiche;

- il modello 730 autonomamente compilato, presentandolo al sostituto d'imposta che presta assistenza fiscale, a un Caf o a un professionista abilitato entro il 7 luglio (come nel caso della dichiarazione precompilata, il 7 luglio rappresenta anche il termine per la consegna ai contribuenti della dichiarazione elaborata da sostituti d'imposta, Caf e professionisti abilitati e per la trasmissione in via telematica all'Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nei 730 presentati a sostituti d'imposta, Caf e professionisti abilitati); qualora il modello 730 autonomamente compilato venga presentato a un Caf o a un professionista abilitato, troveranno però in ogni caso applicazione le disposizioni in materia di limiti ai poteri di controllo e di visto di conformità.

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5) Anche l’imposta sostitutiva sui finanziamenti si versa con il modello F24

Esteso l’utilizzo del modello di versamento “F24 ”. Difatti, l’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 78600 del 20 aprile 2017, ora dispone che l’imposta sostitutiva sui finanziamenti (art. 17 del DPR n. 601/1973), nonché i relativi interessi e sanzioni, siano versati mediante il modello di pagamento “F24”. Con risoluzione dell’Agenzia delle entrate vengono istituiti a tal fine i codici tributo da utilizzare per i versamenti.

Decorrenza

Le disposizioni del presente provvedimento decorrono dalla data della sua pubblicazione (20 aprile 2017).

Per il versamento delle somme di cui sopra, fino al 31 dicembre 2017 può essere ancora utilizzato il modello “F23”, secondo le attuali modalità. Dal 1° gennaio 2018, i suddetti versamenti sono effettuati esclusivamente con il modello “F24”.

Motivazioni

Gli articoli 15 e seguenti del DPR n. 601/1973, prevedono che gli enti che effettuano le operazioni relative ai finanziamenti ivi indicati, possono corrispondere un’imposta sostitutiva in luogo delle imposte di registro, bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative.

Attualmente i pagamenti di tale imposta sostitutiva sono effettuati mediante il modello di versamento F23.

Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, all’articolo 17, comma 2, lettera h-ter, stabilisce che le modalità di versamento unitario e compensazione, previste per i pagamenti dei tributi e delle somme già individuate al medesimo comma, possono essere estese alle altre entrate individuate con apposito decreto ministeriale.

In applicazione della citata disposizione, il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze dell’8 novembre 2011, all’articolo 1, comma 1, lettera d), ha esteso l’utilizzo del modello F24 anche ai pagamenti della citata imposta sostitutiva sui finanziamenti. Il medesimo decreto, all’articolo 2, ha altresì previsto che le modalità e i termini per l’attuazione, anche progressiva, delle relative disposizioni sono definiti con provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

Inoltre, l’articolo 7-quater , commi 33, 34 e 35, del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, ha previsto, tra l’altro, la presentazione in via telematica della dichiarazione relativa alle suddette operazioni di finanziamento.

Ciò premesso, in un’ottica di razionalizzazione delle modalità di pagamento, considerato che il modello F24 garantisce una maggiore efficienza nella gestione dei tributi e rappresenta un ulteriore progresso verso la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti, che già utilizzano il modello stesso per il pagamento di numerosi tributi, con il presente provvedimento l’utilizzo del modello F24 viene esteso anche al pagamento della suddetta imposta sostitutiva.

Per permettere l’adeguamento alla nuova modalità di pagamento è previsto un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2017, durante il quale sarà possibile utilizzare il modello F23, in alternativa al modello F24, per il versamento dell’imposta sostitutiva di cui trattasi.

(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 78600 del 20 aprile 2017)

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6) Modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e relativi interessi e sanzioni, chiarite anche le modalità di versamento dell’acconto

Per adempiere a quanto previsto dal neo provvedimento n. 78600 del 20 aprile 2017, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 49/E del 20 aprile 2017, ha istituito i previsti codici tributo.

In particolare, per consentire il versamento dell’imposta autoliquidata e dei relativi interessi e sanzioni da ravvedimento, si istituiscono i seguenti codici tributo, da utilizzare esclusivamente mediante il modello F24:

- “1545” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 - ACCONTO ”;

- “1546” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 - SALDO”;

- “1547” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 – Sanzione da ravvedimento;

- “1548” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 – Interessi da ravvedimento”.

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno di erogazione dei finanziamenti, nel formato “AAAA”.

Esclusivamente per il codice “1545”, il campo “rateazione/regione/prov./mese di rif.to” è valorizzato con il numero della rata di acconto nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata di acconto in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate di acconto (ad esempio, “0102” nel caso di pagamento della prima di 2 rate di acconto).

Infine, Per consentire il versamento delle somme dovute a seguito degli avvisi di liquidazione emessi dagli uffici, si istituiscono i seguenti codici tributo, da utilizzare esclusivamente mediante il modello F24:

A193” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 – Avviso di liquidazione dell’imposta - IMPOSTA”;

- “A194” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 – Avviso di liquidazione dell’imposta - SANZIONE”;

- “A195” denominato “Imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui all’articolo 17 del DPR n. 601/1973 - Avviso di liquidazione dell’imposta - INTERESSI”.

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nei campi “codice ufficio”, “codice atto” e “anno di riferimento”, nel formato “AAAA”, dei dati riportati nell’atto emesso dall’Ufficio.

Viene precisato che, per il pagamento delle spese di notifica degli atti emessi dagli Uffici, si utilizza il vigente codice tributo “9400 - spese di notifica per atti impositivi”.

Modalità di versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine

Sul tema l’Agenzia delle entrate ha incentrato la risoluzione n. 50/E del 20 aprile 2017.

Com’è noto, con l’articolo 7-quater, commi da 33 a 35, del DL 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla Legge 1° dicembre 2016, n. 225, sono state introdotte modifiche alla disciplina dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine, di cui agli articoli 15 e segg. del DPR 29 settembre 1973, n. 601.

Con l’introduzione della richiamata modifica normativa, il legislatore ha inteso semplificare le modalità di presentazione della dichiarazione e di liquidazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti, prevedendo la presentazione di un’unica dichiarazione da trasmettere, in via telematica (in luogo delle due dichiarazioni da presentare in forma cartacea, ai sensi dell’abrogato articolo 8, comma 4, del DL 27 aprile 1990, n. 90), con la quale i soggetti tenuti provvedono all’autoliquidazione dell’imposta sostitutiva da versare.

Per effetto dell’introduzione delle richiamate modifiche normative sono sorti, tuttavia, dubbi interpretativi in ordine alla sussistenza dell’obbligo di versamento, nell’anno in corso, dell’acconto dell’imposta in argomento.

Viene ricordato come si stabiliva che, contestualmente al pagamento dell’imposta sostitutiva che risultava dovuta sulle operazioni effettuate nel corso del primo semestre di ciascun esercizio doveva essere corrisposta anche una somma, pari al 90% dell’ammontare di tale imposta, a titolo di acconto dell’imposta dovuta per il secondo semestre dell’esercizio.

Dette previsioni non trovano più applicazione per le operazioni poste in essere nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, per effetto dell’espressa abrogazione operata con il citato articolo 7-quater, comma 34, del DL n. 193 del 2016.

In applicazione delle nuove previsioni recate dal citato articolo 7-quater, tuttavia, l’obbligo della dichiarazione telematica sorge in relazione alle operazioni effettuate nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e, dunque, nel caso di esercizio coincidente con l’anno solare, la dichiarazione telematica per le operazioni effettuate nel 2017, verrà presentata entro il 30 aprile 2018.

Con apposite istanze, viene, quindi, chiesto di conoscere se, anche in assenza della presentazione della dichiarazione telematica dell’imposta sostitutiva nel corso del 2017, sorga in capo agli enti interessati, per le operazioni effettuate nell’anno in corso, l’obbligo di procedere al versamento dell’acconto secondo le previsioni recate dall’articolo 7-quater, comma 33, del DL n. 193 del 2016.

In applicazione della richiamata disposizione, dunque, i contribuenti sono tenuti al versamento dell’acconto, in genere, entro il 30 aprile di ogni anno.

Tale adempimento deve essere effettuato anche per l’annualità in corso, ancorché nell’anno 2017 i contribuenti non procedono alla presentazione della dichiarazione telematica.

Infatti, la previsione di cui al predetto articolo 7-quater, comma 33, stabilisce che gli enti tenuti provvedono a versare, a titolo di acconto, una somma pari al 95% dell’imposta sostitutiva che risulta dovuta sulle operazioni effettuate nell’esercizio precedente; l’obbligo di versamento dell’acconto disposto dal legislatore, prescinde, dunque, dalla presentazione della dichiarazione telematica.

In considerazione delle richieste formulate, viene precisato, dunque, che gli enti che effettuano le operazioni indicate dagli articoli 15 e 16 del DPR n. 601 del 1973 sono tenuti al versamento dell’acconto per l’esercizio in corso (relativo alle operazioni del 2017), nella misura del 95% dell'imposta sostitutiva che risulta dovuta sulle operazioni effettuate nell'esercizio precedente; ai fini del calcolo dell’acconto, pertanto, rileva l’imposta sostitutiva dovuta per l’annualità precedente relativa ai finanziamenti effettuati sia nel primo che nel secondo semestre dell’esercizio.

Gli enti che effettuano le operazioni indicate dagli articoli 15 e 16 del DPR n. 601 del 1973, pertanto, devono corrispondere, nel caso di esercizio coincidente con l’anno solare, entro il 30 aprile 2017, la prima rata dell’acconto, calcolata nella misura del 45 per cento dell’acconto complessivamente dovuto.

Detti soggetti, inoltre, entro il 31 ottobre 2017, devono provvedere a versare la seconda rata di acconto dell’imposta sostitutiva, nella misura del 55% dell’acconto complessivo, calcolato secondo le modalità in precedenza chiarite.

Il versamento degli acconti può essere effettuato mediante il modello F24, come disposto dal Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 20 aprile 2017, utilizzando il codice tributo 1545, istituito con risoluzione n. 49 di pari data.

Peraltro, il citato Provvedimento stabilisce che, fino al 31 dicembre 2017, gli stessi pagamenti possono essere effettuati con il modello F23 ed i relativi codici tributo ordinariamente previsti.

L’eventuale credito risultante dalle dichiarazione semestrali precedenti potrà essere scomputato dai versamenti in acconto che i predetti contribuenti devono effettuare nel corso del 2017.

Per completezza, si fa, infine, presente che per le operazioni effettuate nel semestre in corso al 31 dicembre 2016, il contribuente deve provvedere alla presentazione della dichiarazione semestrale, in forma cartacea, entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio, secondo le modalità stabilite dall'articolo 8, comma 4, del DL n. 90 del 1990 ed assolvere ai relativi obblighi di versamento dell’imposta a saldo.

Nelle more dell’approvazione della nuova dichiarazione telematica, detta modalità cartacea deve essere utilizzata anche per gli adempimenti dichiarativi da porre in essere entro il 31 dicembre 2017, ancorchè relativi ad operazioni poste in essere nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (si pensi al caso di esercizio di durata inferiore all’anno solare, ad esempio, per cessazione dell’attività).

Per dette operazioni, dunque, gli enti interessati devono presentare, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, apposita dichiarazione in forma cartacea all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione è la sede legale dell’ente.

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7) Approvata la legge di conversione per l’abrogazione dei voucher, ma in arrivo il lavoro breve

Il Senato, nella seduta del 19 aprile 2017, ha approvato, in via definitiva, con 140 voti favorevoli, 49 contrari e 31 astenuti, il provvedimento di conversione in legge del Decreto Legge n. 25/2017, sul lavoro accessorio, cosiddetto “abrogazione voucher“.

Nel frattempo il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi ha presentato il Ddl sul lavoro breve.

Lavoro breve e lavoro intermittente semplificato: Due nuovi contratti per sostituire i voucher

Arrivano due nuove alternative ai voucher, una dedicata alle prestazioni meramente saltuarie, un’altra dedicata a prestazioni discontinue, ma protratte nel tempo: si tratta del lavoro breve e del lavoro intermittente semplificato.

Nel corso della seduta del 19 aprile in Senato per la conversione in legge del D.L. n. 25/2017, già approvato dalla Camera dei deputati, sull'abrogazione dei voucher per il lavoro accessorio, il presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, ha presentato una proposta di legge mirata a colmare il vuoto normativo venutosi a creare a seguito della cancellazione dei buoni lavoro.

Ai microfoni della nostra web tv, Sacconi ha illustrato brevemente il suo disegno di legge che regolamenta il lavoro breve, elaborato assieme ai relatori Hans Berger, Franco Panizza e Giancarlo Serafini. Si tratta di un testo che regolarizza, attraverso il ricorso ad una forma di lavoro semplice, quelle prestazioni occasionali brevi ripetute dallo stesso lavoratore nell’arco temporale di un anno. La comunicazione all’Inps avverrebbe su una specifica piattaforma telematica per regolare prestazioni che non superino i 900 euro in un anno con lo stesso committente (si scenderebbe, quindi, da 2.000 euro a 900 euro). Prestazioni, sottolinea Sacconi, che rientrino nei 10 euro l’ora, da erogare direttamente dal committente al prestatore con modalità tracciabile, e che siano soggette ad un pagamento agevolato per quanto riguarda gli adempimenti contributivi ed assicurativi. “Una regolazione semplice, - ha spiegato Sacconi - e neutrale dal punto di vista fiscale e degli indicatori di reddito. Questo è l’unico modo per far emergere spezzoni che sarebbero condannati al sommerso”.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 20 aprile 2017)

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8) Attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita

L’INPS, con il messaggio n. 1706 del 20 aprile 2017, ha reso noto che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2016 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: Prestazione e servizi > Tutti i servizi > Portale dei pagamenti > servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite > entra nel servizio > accedi > sezione pagamenti effettuati.

L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendite.

Precisazioni Le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al fondo sportivi professionisti (ex Enpals), non sono presenti sul Portale dei Pagamenti ma verranno spedite secondo le consuete modalità.

Le attestazioni fiscali relative ai versamenti effettuati in forma rateale dagli Enti datori di lavoro pubblici per conto dei dipendenti iscritti alle Gestioni ex INPDAP non sono presenti sul Portale dei Pagamenti in quanto gli Enti predetti, quali sostituti d’imposta, operano la deduzione fiscale alla fonte. Viceversa, è possibile la visualizzazione dei versamenti effettuati in unica soluzione direttamente dagli iscritti, accedendo al sito dell’Istituto, mediante il seguente percorso:

Prestazione e servizi > Tutti i servizi > Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati > accedi> servizi GDP > per Area Tematica > Contributi e Versamenti > Consultazione > versamenti Consultazione.

Gli interessati potranno in ogni caso richiedere alle sedi Inps la stampa delle attestazioni e, ove riscontrino discordanze tra importi attestati e importi versati, la rettifica del documento.

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9) APE e RITA: dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro arrivano i chiarimenti

La Fondazione dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato, in data 20 aprile 2017, un approfondimento con il quale fornisce alcuni chiarimenti sull’Anticipo pensionistico (APE) e sulla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA). Due forme di sostegno al reddito che prevedono diverse dinamiche di finanziamento.

Il documento contiene una serie di FAQ sulla natura, il funzionamento e la convenienza delle due misure in attesa dei Decreti del Presidente del Consiglio, delle Circolari INPS e del materiale informativo delle forme di previdenza complementari.

Che cos’è la Rita

La “rendita integrativa temporanea anticipata”, come chiarito dall’ultimo periodo del comma 188 della manovra 2017, consiste “nell’erogazione frazionata per il periodo considerato del montante accumulato richiesto.” L’iscritto, in possesso dei requisiti richiesti, deciderà la misura del montante contributivo da destinare a Rita. A seconda delle scelte manifestate dall’iscritto, il Fondo provvederà materialmente allo smobilizzo di una parte o dell’intera posizione contributiva, costituendo un ‘sub-capitale’ la cui erogazione sarà frazionata in un arco di tempo massimo pari a 3 anni e 7 mesi (da adeguare a speranza di vita ex L. 122/2010); durante questo arco di tempo, il Fondo provvederà direttamente alla erogazione della rendita integrativa sulla base di un ‘frazionamento’ periodico che potrà essere scelto sulla base di una rosa di opzioni che saranno proposte dai Fondi sulla base delle diverse esigenze dell’iscritto.

A differenza delle due forme di Ape, la Rita quindi non è né un anticipo di futuri redditi, né una prestazione assistenziale, in quanto del tutto slegata dalle condizioni di fruizione della indennità di disoccupazione o dagli altri requisiti soggettivi richiesti dall’Ape Sociale.

Secondo la Covip, la Rita non rientra neanche in una delle prestazioni al momento previste dal decreto legislativo n. 252/2005 (anticipo, riscatto o rendita). Si tratta infatti di istituto innovativo, che va ad aggiungersi alle altre prestazioni già erogabili. Di diverso avviso da questo punto di vista, Assoprevidenza che, nel contesto della Circolare n.15 del 2017, pur segnalando l’ambiguità del tenore letterale della norma (tale da non consentire di pervenire alla esatta qualificazione della sua natura giuridica) sembra propendere per assimilare la Rita al riscatto o all’anticipo della prestazione pensionistica già previsto dall’articolo 11, comma 4 del decreto legislativo 252/2005.

Rimane assodato che, in caso di erogazione frazionata di parte della posizione previdenziale dell’iscritto, il montante residuo continuerà a seguire le regole ordinarie generando, al perfezionamento dei requisiti ex D.lgs. 252/2005, le prestazioni sotto forma di rendita e/o capitale correlate a quanto rimasto nel Fondo.

L’APE è un nuovo metodo di accesso a pensione ?

No, le due forme di APE introdotte con la Legge di Stabilità 2017 non sono un nuovo tipo di accesso a pensione e lasciano dunque del tutto inalterata la riforma operata dal governo Monti-Fornero alla fine del 2011 (L. 214/2011). Le due forme di Ape (privato e sociale) costituiscono invece un reddito-ponte distribuito su 12 mensilità che accompagna gli assicurati con più di 63 anni ed altri requisiti (soggettivi e contributivi) alla sola pensione di vecchiaia. Il primo è a carico del contribuente, il secondo è una indennità a carico dello stato erogata da INPS.

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10) Studi digitali: Commercialisti pronti al cambiamento, ma a costi “calmierati”

I commercialisti sono propensi al cambiamento ma non possono accettare i maggiori costi tecnologici che competono allo Stato ed in particolar modo all’Amministrazione finanziaria.

In una lettera, il Presidente del consiglio nazione dei commercialisti Massimo Miani ha risposto al responsabile di Assosoftware Bonfiglio Mariotti che contestava come i professionisti fossero poco propensi al cambiamento.

Nulla di tutto questo. Anzi è risultato determinante e prezioso il ruolo di intermediazione svolto in questi anni dalla categoria dei commercialisti tra imprese, cittadini e Agenzie fiscali, con enormi risparmi per le casse dello Stato.

In particolare, negli scorsi decenni la professione dei commercialisti ha subito l’innovazione tecnologica senza che di fatto si sia costruito con l’Amministrazione finanziaria un rapporto paritario, che partisse dal riconoscimento, anche economico, del suo ruolo.

Modificare questa pessima impostazione è uno dei principali obiettivi che si prefigge il nuovo Consiglio nazionale dei commercialisti. Solo sedendo ai tavoli, in maniera propositiva e dinamica, con MEF e Agenzia delle Entrate, ai quali, in cambio della rinnovata disponibilità ad accompagnare un ulteriore sviluppo digitale del Fisco italiano, si potrà ottenere l’esplicito riconoscimento del prezioso ruolo svolto dai commercialisti italiani.

Vincenzo D’Andò