Pubblicati modelli e istruzioni per comunicare le liquidazioni IVA - Diario quotidiano del 22 marzo 2017

1) Congruità con gli studi di settore, ma contabilità inattendibile: accertamento lecito

2) Reati tributari: applicabilità della causa di non punibilità fino al giudicato

3) Obbligatorietà del contraddittorio endoprocedimentale per i tributi armonizzati

4) Corte Costituzionale: è dovuto il bollo sulle auto soggette a “fermo fiscale”

5) Professioni: concorso nel dolo con il cliente, consulente in salvo se…….

6) Liquidazioni Iva: invio telematico dei dati fuori da Entratel ? pubblicato modello ed istruzioni che pare smentire le anticipazioni

7) Voucher: per quelli acquistati prima valgono le norme precedenti

8) Appalti, committente pagherà prima dell’appaltatore: responsabilità solidale invariata

9) Revisione legale dei conti: il CNDCEC offre due documenti in vista dei bilanci 2016

10) Società, autonomia statutaria del consiglio di amministrazione: intervento di Assonime

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1) Congruità con gli studi di settore, ma contabilità inattendibile: accertamento lecito
E’ applicabile l’accertamento fiscale a quella azienda che, pur ritrovandosi congrua e coerente con gli standard derivanti dalle risultanze degli studi di settore, abbia la contabilità inattendibile.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6951 del 17 marzo 2017, ha stabilito che dichiarare un reddito entro gli studi di settore non salva dall’accertamento fiscale. E’, quindi, legittimo l’atto impositivo a carico della piccola impresa quando, nonostante la congruità dei ricavi con gli standard, la contabilità risulti nel complesso inattendibile. Sono rilevanti, ad esempio, le perdite dichiarate a fronte di un gran numero di dipendenti ben pagati. Gli “ermellini”, con questa pronuncia, hanno respinto il ricorso di un artigiano.
La suprema Corte non ha ritenuto fondato il motivo con il quale si contestava la violazione del D.L. 331/1993, per avere il giudice d’appello ignorato la sussistenza della congruità dei ricavi con quelli dello studio di settore applicabile.
Difatti, il metodo di accertamento di cui all’art. 62-sexies del D.L. n. 331/93, convertito in Legge n. 427/93, è soltanto uno degli strumenti utilizzabili dall’Amministrazione finanziaria per accertare in via presuntiva, al cospetto di una contabilità formalmente regolare, ma intrinsecamente inattendibile, il reddito reale del contribuente. Si tratta di un accertamento che può essere condotto anche sulla base del riscontro di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche della specifica attività svolta.
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2) Reati tributari: applicabilità della causa di non punibilità fino al giudicato
La Suprema Corte ha affermato l’applicabilità della causa di non punibilità, introdotta all’art. 13, d.lgs. n. 74 del 2000 dal d.lgs. n. 158 del 2015, a tutti i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto. L’estinzione dei reati tributari, di cui agli artt. 10 bis, 10 ter e 10 quater, comma 1, d. lgs. 74 del 2000, derivante dall’integrale pagamento dei debiti tributari, non è limitata ai soli casi in cui la regolarizzazione avvenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado (Cass. 4314/2016). Secondo i giudici di legittimità è, infatti, il principio di uguaglianza a imporre tali considerazioni, in assenza delle quali si verificherebbe una disparità di trattamento in relazione a situazioni uguali per la quale sarebbe prospettabile una questione di legittimità costituzionale.
(Corte di cassazione, sentenza del 09/03/2017, n. 11417/4)
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3) Obbligatorietà del contraddittorio endoprocedimentale per i tributi armonizzati
E’ illegittimo il recupero dell’IVA non preceduto dal contraddittorio. La normativa comunitaria, infatti, come riconosciuto anche dalla giurisprudenza di legittimità, impone l’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale per i tributi armonizzati ed in particolare per l’IVA. …

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