Diario quotidiano del 9 marzo 2017: parte la staffetta Studi di Settore – Indici Sintetici di Affidabilità

Pubblicato il 9 marzo 2017



1) Staffetta Studi di settore (Sds) - Indici sintetici affidabilità (Isa): aggiornati territorialità e coerenza
2) Residenza oltre confine: prova facile
3) Con la presentazione del modello 770 non scatta la responsabilità penale
4) Decreto spese universitarie detraibili nel 2016in Gazzetta
5) Tasso per le rivalutazioni in G.U.
6) Semplificazioni settore fiscale: audizione alla Camera degli esperti commercialisti ed avvocati
7) Iva su Tariffa rifiuti non dovuta, rimborsi con termine decennale
8) Assirevi: pronta la lista di controllo dei principi di redazione del bilancio con le novità OIC
9) Al via la “flat tax” 100.000 euro per i neo residenti
10) Procedura di Iscrizione e Variazione Azienda: manuale di classificazione dei datori di lavoro
CTverti1) Staffetta Studi di settore - Indici sintetici affidabilità: aggiornati territorialità e coerenza 2) Residenza oltre confine: prova facile 3) Con la presentazione del modello 770 non scatta la responsabilità penale 4) Decreto spese universitarie detraibili in Gazzetta 5) Tasso per le rivalutazioni in G.U. 6) Semplificazioni settore fiscale: audizione alla Camera degli esperti commercialisti ed avvocati 7) Iva su Tariffa rifiuti non dovuta, rimborsi con termine decennale 8) Assirevi: pronta la lista di controllo dei principi di redazione del bilancio con le novità OIC 9) Al via la “flat tax” per i neo residenti 10) Procedura di Iscrizione e Variazione Azienda: aggiornamento del manuale di classificazione dei datori di lavoro; Assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità concessi dai Comuni ***

1) Staffetta Studi di settore (Sds) Indici sintetici affidabilità (Isa): aggiornati territorialità e coerenza

Dagli studi di settore agli Isa. Analizzati dagli esperti gli Indici sintetici di affidabilità. Parere positivo per i correttivi alla territorialità e alla coerenza. Il 7 marzo 2017, in occasione della Commissione degli esperti, sono stati presentati i nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale, che daranno vita a un rapporto completamente nuovo tra Fisco e contribuenti. Dal prossimo anno imprese e professionisti potranno, infatti, avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado di affidabilità/compliance su una scala da 1 a 10. I contribuenti che risulteranno “affidabili” avranno accesso a significativi benefici premiali, anche consistenti nell’esclusione o nella riduzione dei termini per gli accertamenti. I primi 70 Isa dovrebbero essere approvati entro dicembre 2017 e i restanti 80 entro il 2018. Durante la riunione di oggi gli esperti hanno, inoltre, dato parere favorevole ad alcuni correttivi per il 2016.

Come funzionano gli Isa

Gli Indici sintetici di affidabilità sono formati da un insieme di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia e consentono di posizionare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10.

In dettaglio, gli indicatori elementari di affidabilità valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici per il settore e/o per il modello organizzativo di riferimento, mentre gli indicatori elementari di anomalia valutano incongruenze e situazioni di normalità/coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere atipico rispetto al settore e al modello organizzativo cui sono riferiti.

Settori al banco di prova degli Isa

La sperimentazione degli Indici sintetici di affidabilità ha riguardato, in questa prima fase, otto settori economici:

- Commercio all’ingrosso di macchine utensili - M84U

- Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori - M05U

- Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi Integrati di gestione agli edifici - K16U

- Attività degli studi di ingegneria - K02U

- Fabbricazioni di calzature, parti e accessori - D08U

- Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria - D12U

- Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori - G31U

- Servizi di ristorazione commerciale - G36U

A partire dalla annualità di imposta 2017 saranno operativi 70 Isa che riguarderanno circa un milione e mezzo di contribuenti. 29 indicatori sintetici di affidabilità saranno sviluppati per il settore del commercio, 15 per le manifatture, 17 per i servizi e 9 per i professionisti.

Per il periodo d’imposta 2018 anche i contribuenti che rientrano nei restanti 80 settori economici avranno a disposizione questo nuovo strumento.

Studi di settore 2016 ok alla modifica della territorialità e della coerenza - Gli esperti hanno valutato positivamente, all’unanimità, l’aggiornamento della territorialità e dei nuovi valori soglia dell’indicatore di coerenza “Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo d’imposta” dello studio WG68U, che interessa il trasporto di merci su strada e i servizi di trasloco.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 52 del 7 marzo 2017)

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2) Residenza oltre confine: prova facile

L’immobile all’estero supera la presunzione di residenza fiscale in Italia: bastano il contratto di locazione e le fatture relative alle utenze.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 5388 del 3 marzo 2017, con la quale ha accolto il ricorso presentato da un noto tennista, il quale aveva posto la sua residenza nel Principato di Monaco.

La Suprema Corte ritiene che la stipula di un contratto di locazione di un immobile nello Stato estero da parte del contribuente congiuntamente alle fatture per le utenze domestiche dell’immobile, costituiscono prove sufficienti per superare la presunzione di residenza in Italia ex art. 2, co. 2-bis del Tuir.

E’, dunque, illegittimo, l’accertamento a fini Irpef con il quale viene accertato un diverso reddito, presumendo la residenza fiscale dello sportivo in Italia, nonostante abbia assunto fin dall’anno precedente la residenza nel principato monegasco.

Il tennista, nella propria fase difensiva, ha sostenuto che in sede di appello era stato depositato il contratto di locazione regolarmente sottoscritto e registrato, insieme a relativi documenti. Secondo la CTR, tuttavia, tale documentazione non era idonea a provare l’effettiva residenza del contribuente nel Principato di Monaco, poiché il contratto d’affitto non sarebbe stato sottoscritto dal locatore, né sarebbe stato registrato. Ma per la Cassazione questo non deve costituire un difetto nella coerenza logico-formale nella attività del giudice di merito di individuazione delle fonti del proprio convincimento. In conclusione, dalla vicenda, presso il giudice di legittimità, ne è uscito fuori vincente il contribuente (tennista).

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3) Con la presentazione del modello 770 non scatta la responsabilità penale

Con la presentazione del modello 770 non si ha la responsabilità penale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del legale rappresentante di una Srl, condannato in secondo grado per il reato ex art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 10509 del 3 marzo 2017), anche prima della riforma, il fatto di avere presentato la dichiarazione dei sostituti d’imposta non testimonia l’omesso versamento.

Difatti, i massimi giudici affermano che “La presentazione del modello 770 può costituire al più un mero indizio dell’avvenuto versamento delle retribuzioni e della effettuazione delle ritenute, in quanto con tale modello il datore di lavoro dichiara di averle appunto effettuate, ma non può costituire elemento di prova dell’avvenuto rilascio delle certificazioni ai sostituti prima del termine previsto per presentare la dichiarazione, dal momento che tale modello non contiene anche la dichiarazione di avere tempestivamente emesso le certificazioni”.

In particolare, i giudici di legittimità evidenziano che per la responsabilità penale non basta la sola presentazione del modello, ma servono le certificazioni dalle quali risultano le ritenute, delle quali è poi stato omesso il versamento. E questo vale anche per i casi precedenti al D.Lgs. 158/2015.

Questo poiché la riforma del 2015 va intesa nel senso che se il legislatore ha voluto “estendere la tipicità del reato anche alle ipotesi di omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione modello 770, deve ritenersi che non solo la precedente formulazione racchiudesse nel proprio perimetro di tipicità soltanto l’omesso versamento di ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, ma richiedesse anche, sotto il profilo probatorio, la necessità di una prova del rilascio della certificazione ai sostituiti”.

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4) Decreto spese universitarie detraibili in Gazzetta

Università non statali: Sono definitivi gli importi massimi detraibili per le spese di iscrizione. È stato, infatti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2017, il Decreto del 23 dicembre 2016, che disciplina la spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali, detraibile dall'imposta lorda sui redditi dell'anno 2016.

La spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali, detraibile dall'imposta lorda sui redditi dell'anno 2016, ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è individuata, per ciascuna area disciplinare di afferenza e regione in cui ha sede, l'Ateneo presso il quale è presente il corso di studio, negli importi massimi indicati nella

seguente tabella:

Area disciplinare corsi istruzione

Nord

Centro

Sud e isole

Medica

€ 3.700

€ 2.900

€ 1.800

Sanitaria

€ 2.600

€ 2.200

€ 1.600

Scientifico-Tecnologica

€ 3.500

€ 2.400

€ 1.600

Umanistico-sociale

€ 2.800

€ 2.300

€ 1.500

Nell'allegato 1 al presente decreto sono riportate le classi di laurea, di laurea magistrale e di laurea magistrale a ciclo unico afferenti alle aree disciplinari, nonchè le zone geografiche di riferimento delle regioni.

La spesa riferita agli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello è indicata nell'importo massimo di cui alla sottostante tabella:

Tipologia corsi post-laurea

Spesa massima detraibile

Nord

Centro

Sud e isole

Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello

€ 3.700

€ 2.900

€ 1.800

Agli importi di cui ai commi precedenti va sommato, l'importo relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio di cui all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995 , n. 549 e successive modificazioni.

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5) Tasso per le rivalutazioni in G.U.

Per il mese di gennaio 2017 il tasso dell'inflazione é salito allo 0,90%. Pubblicato nella G.U. l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi al mese di gennaio 2017, che si pubblicano ai sensi dell'art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell'art. 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica). Gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, senza tabacchi, relativi ai singoli mesi del 2015 e 2016 e le loro variazioni rispetto agli indici relativi al corrispondente mese dell'anno precedente e di due anni precedenti risultano:

Per il mese di gennaio 2017 il tasso dell'inflazione é salito allo 0,90%.

(ISTAT, comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2017)

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6) Semplificazioni settore fiscale: audizione alla Camera degli esperti commercialisti ed avvocati

Mercoledì 8 marzo 2017, dalle ore 8,15, la Commissione parlamentare per la semplificazione, presso Palazzo San Macuto, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel settore fiscale, ha svolto le seguenti audizioni: rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec); rappresentanti del Consiglio nazionale forense (Cnf).

Fatturazione elettronica, arriva il sì condizionato

Il Consiglio nazionale dei commercialisti apre alla fatturazione elettronica tra privati (B2B), specificando che per il suo successo «servono “certificatori” in grado di controllarne il meccanismo».

In un'audizione svoltasi l’8 marzo 2017 alla Camera presso la Commissione parlamentare per la semplificazione, il vicepresidente della categoria, Davide Di Russo, ha affermato che «Il Consiglio nazionale è consapevole che la diffusione della fatturazione elettronica anche nel B2B servirebbe a semplificare il nostro sistema Paese e a renderlo maggiormente competitivo rispetto ai nostri principali competitors internazionali».

Ma, secondo il Consiglio nazionale, «per raggiungere importanti e duraturi risultati in termini di semplificazione, di maggiore celerità dei controlli e di riduzione dei costi per l'Amministrazione finanziaria, alla fatturazione elettronica dovrebbe accompagnarsi un meccanismo di verifica della corrispondenza tra i dati contenuti nel flusso telematico trasmesso all'agenzia delle Entrate e la documentazione di base a supporto dell'operazione, nonchè della loro successiva corretta contabilizzazione».

«Tale verifica – è la proposta dei commercialisti - potrebbe essere affidata a “certificatori” dotati di specifiche competenze nel settore fiscale e nella tenuta della contabilità, nonché di particolari conoscenze dei processi aziendali, che garantiscano il corretto e completo esperimento dei controlli».

Un ruolo «fondamentale – secondo Di Russo - che appartiene sicuramente ai tratti distintivi della figura professionale del commercialista, dotata di peculiarità che non trovano omologhi nel panorama degli altri intermediari attivi in questo settore».

«I commercialisti - ha dichiarato Di Russo -, come già in passato, sono pronti a mettere al servizio dell'Amministrazione finanziaria e di tutta la Pubblica amministrazione le loro competenze. Anche grazie al nostro impegno, con l'introduzione del fisco telematico, l’Italia, secondo l'Ocse, ha ridotto la spesa aggregata per le funzioni fiscali del 50,3% tra il 2007 e il 2011. È giunto però il momento – ha sostenuto Di Russo - che le nostre competenze trovino finalmente il loro giusto riconoscimento e la loro adeguata valorizzazione, il che comporterebbe sicuri riflessi positivi anche sulla tax compliance».

Per Di Russo, infine, «se opportunamente incentivato, il ruolo di “certificatori” potrebbe tornare utile oltre che all'Amministrazione finanziaria ed al sistema fiscale, anche al sistema bancario, nel cui ambito si potrebbero creare meccanismi preferenziali di accesso al credito per i soggetti che si avvalgano di sistemi contabili e di flussi informativi certificati».

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7) Iva su Tariffa rifiuti non dovuta, rimborsi con termine decennale

Non è dovuta l'Iva sulla Tariffa rifiuti, poiché si tratta di una entrata tributaria che non è quindi corrispettiva di un servizio. Rimborso Iva su Tariffa rifiuti con termine decennale.

E' corretta inoltre l'individuazione del termine prescrizionale di 10 anni per richiedere la restituzione dell'imposta, in luogo del termine breve di 5 anni. L'ordinanza n. 5627 del 7 marzo 2017 della sezione terza della Corte di Cassazione, ribadisce e rafforza principi già consolidati nella giurisprudenza di legittimità. Va precisato che il prelievo di cui si discute è la tariffa Ronchi, abrogata dal 2013 e già in precedenza applicata non in tutti i comuni.

L'importo pagato dagli utenti non corrisponde al servizio reso; l'obbligo di corresponsione sorge infatti anche nell'ipotesi in cui il soggetto passivo non utilizzi il servizio pubblico.

La TIA - Tariffa sui rifiuti, o più precisamente, Tariffa d’Igiene Ambientale introdotta dalla Legge n. 22/1997 art. 49 e abolita/sostituita dalla TARES con Legge n. 214/2011 – non è assoggettabile ad Iva, stante l’inesistenza di un nesso diretto tra il servizio fruito e l’entità del prelievo; quest’ultimo commisurato in base a mere presunzioni forfetarie di producibilità dei rifiuti interni ed al costo complessivo dello smaltimento anche dei rifiuti esterni. Ciò che porta ad escludere la sussistenza di un rapporto sinallagmatico, posto alla base dell’assoggettamento ad Iva ai sensi degli artt. 3 e 4 D.p.r. n. 633/1972 e caratterizzato dal pagamento di un “corrispettivo” per la prestazione di servizi.

Se poi si considerano gli elementi autoritativi propri sia della TARSU (tassa, precedente alla TIA, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) che della TIA in esame, entrambe le entrate devono essere ricondotte nel novero di quei “diritti, canoni o contributi” che la stessa normativa comunitaria esclude, in via generale, dall'assoggettamento ad Iva, perché percepiti da enti pubblici per “le attività ed operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità”. Non può difatti negarsi che, sia per la TARSU che per la TIA, il soggetto attivo del prelievo è il Comune; e ciò ancorché, come nel caso qui in esame, il regolamento comunale affidi a terzi l’accertamento o la riscossione dei relativi prelievi.

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8) Assirevi: pronta la lista di controllo dei principi di redazione del bilancio con le novità OIC

Assirevi: Disponibile la lista di controllo dei principi di redazione del bilancio d'esercizio e consolidato alla luce delle novità dei principi contabili nazionali OIC.

Assirevi, l’8 marzo 2017, ha pubblicato sul suo sito internet (nella sezione "Checklist" del sito www.assirevi.it) la lista di controllo relativa ai principi di redazione del bilancio d'esercizio e consolidato delle imprese industriali, commerciali e di servizi secondo la versione definitiva dei Principi Contabili Nazionali (aggiornati a seguito del processo di consultazione avviato nell'aprile del 2016 e resosi necessario alla luce della rilevanza delle novità introdotte dal D.Lgs. 139/2015, che ha modificato la disciplina del codice civile in materia di bilancio d'esercizio e di bilancio consolidato delle società commerciali).

Le principali novità contenute nella lista di controllo di Assirevi, conseguenti all'applicazione dei nuovi OIC, vengono così riepilogate:

- Iscrizione in bilancio degli strumenti derivati a fair value (OIC 32) Con il nuovo OIC 32, tutti i derivati devono essere iscritti in bilancio a fair value e le variazioni di fair value devono essere imputate a conto economico o a patrimonio netto a seconda che si tratti di derivati di negoziazione o di copertura e, in questo secondo caso, a seconda che la copertura riguardi attività o passività iscritte in bilancio (iscrizione a conto economico) oppure flussi futuri (iscrizione a patrimonio netto).

- Adozione del criterio del costo ammortizzato per l'iscrizione dei crediti, debiti e titoli

Il Decreto stabilisce che i crediti e i debiti siano iscritti al costo ammortizzato, ovvero al valore in cui l'attività/passività è stata misurata al momento della rilevazione iniziale al netto dei rimborsi di capitale, aumentato/diminuito dell'ammortamento complessivo utilizzando il criterio dell'interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza e dedotta qualsiasi riduzione a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.

- Eliminazione dall'attivo patrimoniale delle spese di ricerca e pubblicità

Per le società che avevano iscritto costi di ricerca e pubblicità nell'attivo e che, in applicazione del nuovo principio contabile, devono rimuoverli dal bilancio è previsto che l'eliminazione venga effettuata in contropartita alle riserve di patrimonio netto.

- Eliminazione della modalità di rilevazione dei dividendi in base al principio della maturazione (OIC21)

I nuovi OIC non prevedono più la possibilità di rilevare, nel bilancio della controllante, i dividendi nello stesso esercizio in cui maturano, possibilità concessa dalla precedente versione dell'OIC 21 a condizione che vi fosse il controllo e che le date di approvazione dei bilanci delle due società fossero compatibili con l'esigenza di consentire la rilevazione dei dividendi solo quando vi era certezza.

- Iscrizione delle azioni proprie a riduzione del patrimonio netto.

- Obbligo di redazione del rendiconto finanziario

Il nuovo art. 2423 Cod. Civ. stabilisce che il bilancio è costituito da stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa. La redazione del rendiconto finanziario era peraltro raccomandata anche dal precedente set di principi contabili.

- Eliminazione delle voci relative ai proventi e oneri straordinari del conto economico

L'eliminazione delle voci relative ai proventi e oneri straordinari del conto economico comporta la riesposizione delle voci straordinarie nelle voci più appropriate del conto economico in base alla natura dell'onere o del provento. Le voci maggiormente interessate a tale riclassifica dovrebbero essere la voce altri ricavi e proventi e la voce oneri diversi di gestione. E' comunque prevista l'indicazione in nota integrativa circa “l'importo e la natura dei singoli elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali” in modo da consentire al lettore del bilancio di apprezzare il risultato economico privo di elementi che, per l'eccezionalità della loro entità o della loro incidenza sul risultato d'esercizio, non sono ripetibili nel tempo.

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9) Al via la “flat tax” per i neo residenti

Pronte le regole delle Entrate per chi decide di trasferire la residenza in Italia. Arrivano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per gli stranieri che intendono trasferire la loro residenza fiscale in Italia beneficiando di un una imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero. L’opzione, introdotta con la Legge di bilancio 2017, prevede il pagamento di un’imposta forfettaria di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta per cui viene esercitata, al fine di attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza nel nostro Paese degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio. Con il provvedimento n. 47060 del 8 marzo 2017 del direttore dell'Agenzia delle Entrate è stato approvato anche il modello di check list da allegare all’istanza di interpello che consente una valutazione preventiva dell’Amministrazione finanziaria sull’ammissibilità al regime di favore.

Come esercitare l’opzione

I contribuenti in possesso dei requisiti possono aderire al nuovo regime nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, riferita al periodo d’imposta in cui è stata trasferita la residenza fiscale in Italia o in quello immediatamente successivo. È possibile, inoltre, presentare una specifica istanza preventiva di interpello alla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate. La richiesta può essere consegnata a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento oppure telematicamente, utilizzando la posta elettronica certificata. Nell’istanza il contribuente dovrà indicare:

- i dati anagrafici e, se già attribuito, il codice fiscale, oltre al relativo indirizzo di residenza in Italia, se già residente;

- lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione;

- la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione;

- gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Il contribuente dovrà anche indicare la sussistenza degli elementi necessari per l’accesso al regime, compilando una check list allegata al provvedimento di oggi e presentando, eventualmente, la relativa documentazione a supporto.

Opzione estesa anche ai familiari

Il regime forfettario può essere esteso anche ad uno o più familiari in possesso dei requisiti, attraverso una specifica indicazione nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui il familiare trasferisce la residenza fiscale in Italia o in quella successiva. In questo caso, l’imposta sostitutiva è pari a 25mila euro per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti della stessa opzione.

Quando presentare la richiesta

L’opzione deve essere esercitata entro i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, anche nel caso in cui non sia ancora pervenuta la risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate all’istanza di interpello. La domanda può essere presentata anche se non sono ancora decorsi i termini per radicare la residenza fiscale in Italia. L’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, mentre gli effetti cessano, in ogni caso, decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità.

Unica soluzione per versare l’imposta

Il versamento dell’imposta sostitutiva, nella misura di 100mila euro, deve essere effettuato in un’unica soluzione, per ciascun periodo di imposta di efficacia del regime, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

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10) Procedura di Iscrizione e Variazione Azienda: aggiornamento del manuale di classificazione dei datori di lavoro

Obblighi in materia di censimento delle unità produttive. L’INPS con la circolare n. 56 del 8 marzo 2017 ha fornito chiarimenti sulla procedura di Iscrizione e Variazione Azienda in riferimento alla codifica delle attività non censite dall’Istat e in riferimento al concetto di unità produttiva.

Inoltre vengono fornite precisazioni in merito alla classificazione delle attività di gelaterie e pasticcerie.

Da ultimo, si allega il manuale di classificazione dei datori di lavoro aggiornato a gennaio 2017.

Assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità concessi dai Comuni

Rivalutazione per l'anno 2017 della misura degli assegni e dei requisiti economici.

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE

L'importo dell’assegno per il nucleo familiare da corrispondere agli aventi diritto per l'anno 2017 è pari, nella misura intera, a Euro 141,30.

Per le domande relative al medesimo anno, il valore dell'indicatore della situazione economica equivalente è pari a Euro 8.555,99.

ASSEGNO DI MATERNITA'

L’importo dell’assegno mensile di maternità, spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1.1.2017 al 31.12.2017 è pari a Euro 338,89 per cinque mensilità e quindi a complessivi Euro 1.694,45.

Il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1.1.2017 al 31.12.2017, è pari a Euro 16.954,95.

(INPS, circolare n. 55 del 8 marzo 2017)

Vincenzo D’Andò