Diario quotidiano del 7 marzo 2017: le nuove FAQ di Equitalia sulla rottamazione

Pubblicato il 7 marzo 2017

1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende
2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center
3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore
4) Chi non è obbligato può chiedere la notifica degli atti fiscali via PEC: approvato il modello
5) Già in vigore l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di dati fiscali
6) Equitalia - ODCEC di Roma: arrivano ulteriori chiarimenti
7) Nuovi termini di stampa dei registri Iva
8) In arrivo il revisore legale anche nelle piccole Srl?
9) Entrate tributarie, a gennaio 2017 il gettito aumenta dell’1,9%
10) Entrate tributarie, nel 2016 il gettito aumenta del 3,3%. Bene Irpef, Ires e Iva
cartellineCT1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende 2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center 3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore 4) Chi non è obbligato può chiedere la notifica degli atti fiscali via PEC: approvato il modello 5) Già in vigore l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di dati fiscali 6) Equitalia - ODCEC di Roma: arrivano ulteriori chiarimenti 7) Nuovi termini di stampa dei registri Iva 8) In arrivo il revisore legale anche nelle piccole Srl? 9) Entrate tributarie, a gennaio 2017 il gettito aumenta dell’1,9% 10) Entrate tributarie, nel 2016 il gettito aumenta del 3,3%. Bene Irpef, Ires e Iva ***

1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende

Il Ministero del Lavoro, con nota 1328 del 1° marzo 2017, ha fornito alcuni chiarimenti operativi circa le nuove disposizioni in materia di sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell’occupazione nelle attività svolte da call center (così come previste dall’articolo 24-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, come modificato dall’articolo 1, comma 243, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – c.d. legge di Bilancio 2017).

Una prima indicazione riguarda gli operatori economici tenuti alle comunicazioni previste dall’articolo 24-bis. A questo proposito le nuove disposizioni non possono più ritenersi limitate alle sole aziende che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di call center, in quanto l’ambito di applicazione soggettivo è riferibile all’operatore economico, indipendentemente dal numero di dipendenti occupati, che svolge attività di call center utilizzando numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico, a prescindere dalla prevalenza o meno dell’attività di call center rispetto al complesso delle proprie attività.

Per “operatore economico” la norma intende coloro i quali offrono beni e servizi sul mercato a prescindere dalla forma giuridica di riferimento.

Restano escluse le pubbliche amministrazioni, nonché tutti i soggetti (di qualsiasi natura giuridica) che operano per realizzare attività che non siano caratterizzate da finalità lucrative.

Una seconda indicazione riguarda gli obblighi di comunicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La nuova disciplina stabilisce che qualora un operatore economico decida di localizzare, anche mediante affidamento a terzi, l’attività di call center in un Paese che non è membro dell’Unione europea, deve darne comunicazione, almeno 30 giorni prima del trasferimento, al Ministero del lavoro e all’Ispettorato nazionale del lavoro, indicando i lavoratori coinvolti. L’indicazione dei lavoratori deve intendersi come il numero complessivo dei lavoratori che, in conseguenza della diversa localizzazione delle attività di call center, abbiano subito una modifica della propria posizione lavorativa (ad esempio, per trasferimento, riduzione d’orario o di mansione, licenziamento). Nel comunicare il numero dei lavoratori coinvolti, l’operatore economico indicherà anche l’unità o le unità produttive in cui i medesimi lavoratori sono occupati, nonché le eventuali modifiche della posizione lavorativa conseguente alla diversa localizzazione.

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2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center

Garante privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato, sul proprio sito internet, una nota informativa circa le modalità di effettuazione della comunicazione concernente le attività di call center, prevista dall’articolo 1, comma 243, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cd. legge di bilancio) che sostituisce l’art. 24-bis, D.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

Nota informativa: Nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center

Innovando la previgente disciplina in materia di localizzazione in Paesi terzi dell’attività di call center, la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), in particolare all’articolo 1, comma 243, ha novellato l’art. 24-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Il mutamento della cornice normativa di riferimento nella materia considerata ̶ con particolare riguardo all’ampliamento del novero dei soggetti destinatari della nuova disciplina di settore, delle informazioni che gli stessi sono tenuti a fornire e degli adempimenti che devono porre in essere ̶ tocca in parte anche le attribuzioni già in passato rimesse al Garante e comporta la ridefinizione delle misure e degli adempimenti individuati con il provvedimento del 10 ottobre 2013, n. 444, successivamente integrato dal provvedimento del 18 dicembre 2013, n. 582 i cui effetti devono quindi ritenersi caducati dalle previsioni contenute nel vigente art. 24-bis.

Nella prima fase applicativa, le modifiche normative introdotte hanno tuttavia sollevato alcune questioni interpretative portate all’attenzione dei soggetti menzionati dall’attuale art. 24-bis, comma 2, d.l. n. 83/2012 (segnatamente il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Garante per la protezione dei dati personali), alle quali, a seguito di un esame comune, è stato fornito un primo riscontro, nelle “Domande frequenti (FAQ) in materia di Call center” rese disponibili dal Ministero dello sviluppo economico sul proprio sito web.

Anche il Garante, a fine di agevolare l’applicazione della nuova disciplina, unisce alla presente nota informativa due modelli volti ad agevolare l’assolvimento degli obblighi comunicativi diretti all’Autorità, adeguandone il contenuto alle sopravvenute disposizioni di legge, ed utilizzabile dagli operatori economici cui facciano capo le localizzazioni in Paesi terzi dell’attività di call center (inbound e outbound): un primo modello potrà essere utilizzato, ai sensi dell’art. 24-bis, comma 2, lett. c), da parte degli operatori economici che intendono localizzare l’attività di call center in Paesi terzi in tempi successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina); un secondo modello potrà invece essere utilizzato, ai sensi dell’art. 24-bis, comma 3, per gli operatori che abbiano localizzato l’attività di call center in Paesi terzi anteriormente all’entrata in vigore della nuova disciplina. In ossequio al principio di semplificazione (cfr. art. 12, comma 1, d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale), non dovranno tuttavia formare oggetto di comunicazione al Garante (e di successivo aggiornamento) le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate nell’attività delocalizzata di call center secondo quanto previsto dalla nuova cornice normativa. Al fine di evitare che gli operatori economici di cui all’art. 24-bis, comma 2, siano tenuti ad un duplice adempimento di obblighi di comunicazione contenutisticamente identici concernenti le menzionate numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate per i servizi delocalizzati di call center, con la conseguente duplicazione dei relativi archivi presso i soggetti destinatari, tali obblighi saranno quindi utilmente assolti, anche nei confronti del Garante, con la comunicazione delle informazioni previste dalla legge al Ministero dello sviluppo economico (art. 24-bis, comma 2, lett. b, d.l. n. 83/2012) e l’attestazione al Garante dell’adempimento degli stessi.

Per lo svolgimento dei compiti istituzionali rimessi al Garante (artt. 50, d.lgs. n. 82/2005 nonché 24-bis, D.l. n. 83/2012, come modificato, e 154 del Codice in materia di protezione dei dati personali) e d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, oltre che con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l’Autorità avrà accesso ai dati relativi alle numerazioni telefoniche oggetto di utilizzazione per svolgere i servizi delocalizzati di call center e ai dati identificativi dei soggetti che, ai sensi dell’art. 24-bis, commi 2, lett. b) e 11 d.l. n. 83/2012, li hanno trasmessi a detti Enti.

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3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore

Approvato dal governo italiano, il 3 marzo 2107, il D.lgs. che recepisce la direttiva europea sulla gestione collettiva. Sono in arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore per alcune tipologie di eventi, come ad esempio gli spettacoli dal vivo con meno di 100 spettatori o le rappresentazioni di opere di esordienti under 35, quando questi ultimi siano titolari per intero dei relativi diritti d'autore.

A disciplinare (e anche ad estendere) le tipologie di eventi e ricorrenze particolari, a cui si applicheranno sconti ed esoneri, sarà un prossimo decreto del ministero dei beni culturali e del turismo.

Il fine è quello di assicurare una maggiore responsabilità degli organismi di gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti ad essi connessi, tra cui anche la Siae, nei confronti dei titolari dei diritti,