Diario quotidiano del 7 marzo 2017: le nuove FAQ di Equitalia sulla rottamazione

Pubblicato il 7 marzo 2017



1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende
2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center
3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore
4) Chi non è obbligato può chiedere la notifica degli atti fiscali via PEC: approvato il modello
5) Già in vigore l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di dati fiscali
6) Equitalia - ODCEC di Roma: arrivano ulteriori chiarimenti
7) Nuovi termini di stampa dei registri Iva
8) In arrivo il revisore legale anche nelle piccole Srl?
9) Entrate tributarie, a gennaio 2017 il gettito aumenta dell’1,9%
10) Entrate tributarie, nel 2016 il gettito aumenta del 3,3%. Bene Irpef, Ires e Iva
cartellineCT1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende 2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center 3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore 4) Chi non è obbligato può chiedere la notifica degli atti fiscali via PEC: approvato il modello 5) Già in vigore l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di dati fiscali 6) Equitalia - ODCEC di Roma: arrivano ulteriori chiarimenti 7) Nuovi termini di stampa dei registri Iva 8) In arrivo il revisore legale anche nelle piccole Srl? 9) Entrate tributarie, a gennaio 2017 il gettito aumenta dell’1,9% 10) Entrate tributarie, nel 2016 il gettito aumenta del 3,3%. Bene Irpef, Ires e Iva ***

1) Nuove disposizioni nelle attività di call center presso le aziende

Il Ministero del Lavoro, con nota 1328 del 1° marzo 2017, ha fornito alcuni chiarimenti operativi circa le nuove disposizioni in materia di sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell’occupazione nelle attività svolte da call center (così come previste dall’articolo 24-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, come modificato dall’articolo 1, comma 243, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – c.d. legge di Bilancio 2017).

Una prima indicazione riguarda gli operatori economici tenuti alle comunicazioni previste dall’articolo 24-bis. A questo proposito le nuove disposizioni non possono più ritenersi limitate alle sole aziende che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di call center, in quanto l’ambito di applicazione soggettivo è riferibile all’operatore economico, indipendentemente dal numero di dipendenti occupati, che svolge attività di call center utilizzando numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico, a prescindere dalla prevalenza o meno dell’attività di call center rispetto al complesso delle proprie attività.

Per “operatore economico” la norma intende coloro i quali offrono beni e servizi sul mercato a prescindere dalla forma giuridica di riferimento.

Restano escluse le pubbliche amministrazioni, nonché tutti i soggetti (di qualsiasi natura giuridica) che operano per realizzare attività che non siano caratterizzate da finalità lucrative.

Una seconda indicazione riguarda gli obblighi di comunicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La nuova disciplina stabilisce che qualora un operatore economico decida di localizzare, anche mediante affidamento a terzi, l’attività di call center in un Paese che non è membro dell’Unione europea, deve darne comunicazione, almeno 30 giorni prima del trasferimento, al Ministero del lavoro e all’Ispettorato nazionale del lavoro, indicando i lavoratori coinvolti. L’indicazione dei lavoratori deve intendersi come il numero complessivo dei lavoratori che, in conseguenza della diversa localizzazione delle attività di call center, abbiano subito una modifica della propria posizione lavorativa (ad esempio, per trasferimento, riduzione d’orario o di mansione, licenziamento). Nel comunicare il numero dei lavoratori coinvolti, l’operatore economico indicherà anche l’unità o le unità produttive in cui i medesimi lavoratori sono occupati, nonché le eventuali modifiche della posizione lavorativa conseguente alla diversa localizzazione.

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2) Privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center

Garante privacy: nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato, sul proprio sito internet, una nota informativa circa le modalità di effettuazione della comunicazione concernente le attività di call center, prevista dall’articolo 1, comma 243, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cd. legge di bilancio) che sostituisce l’art. 24-bis, D.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

Nota informativa: Nuove disposizioni normative concernenti le attività di call center

Innovando la previgente disciplina in materia di localizzazione in Paesi terzi dell’attività di call center, la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), in particolare all’articolo 1, comma 243, ha novellato l’art. 24-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Il mutamento della cornice normativa di riferimento nella materia considerata ̶ con particolare riguardo all’ampliamento del novero dei soggetti destinatari della nuova disciplina di settore, delle informazioni che gli stessi sono tenuti a fornire e degli adempimenti che devono porre in essere ̶ tocca in parte anche le attribuzioni già in passato rimesse al Garante e comporta la ridefinizione delle misure e degli adempimenti individuati con il provvedimento del 10 ottobre 2013, n. 444, successivamente integrato dal provvedimento del 18 dicembre 2013, n. 582 i cui effetti devono quindi ritenersi caducati dalle previsioni contenute nel vigente art. 24-bis.

Nella prima fase applicativa, le modifiche normative introdotte hanno tuttavia sollevato alcune questioni interpretative portate all’attenzione dei soggetti menzionati dall’attuale art. 24-bis, comma 2, d.l. n. 83/2012 (segnatamente il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Garante per la protezione dei dati personali), alle quali, a seguito di un esame comune, è stato fornito un primo riscontro, nelle “Domande frequenti (FAQ) in materia di Call center” rese disponibili dal Ministero dello sviluppo economico sul proprio sito web.

Anche il Garante, a fine di agevolare l’applicazione della nuova disciplina, unisce alla presente nota informativa due modelli volti ad agevolare l’assolvimento degli obblighi comunicativi diretti all’Autorità, adeguandone il contenuto alle sopravvenute disposizioni di legge, ed utilizzabile dagli operatori economici cui facciano capo le localizzazioni in Paesi terzi dell’attività di call center (inbound e outbound): un primo modello potrà essere utilizzato, ai sensi dell’art. 24-bis, comma 2, lett. c), da parte degli operatori economici che intendono localizzare l’attività di call center in Paesi terzi in tempi successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina); un secondo modello potrà invece essere utilizzato, ai sensi dell’art. 24-bis, comma 3, per gli operatori che abbiano localizzato l’attività di call center in Paesi terzi anteriormente all’entrata in vigore della nuova disciplina. In ossequio al principio di semplificazione (cfr. art. 12, comma 1, d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale), non dovranno tuttavia formare oggetto di comunicazione al Garante (e di successivo aggiornamento) le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate nell’attività delocalizzata di call center secondo quanto previsto dalla nuova cornice normativa. Al fine di evitare che gli operatori economici di cui all’art. 24-bis, comma 2, siano tenuti ad un duplice adempimento di obblighi di comunicazione contenutisticamente identici concernenti le menzionate numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate per i servizi delocalizzati di call center, con la conseguente duplicazione dei relativi archivi presso i soggetti destinatari, tali obblighi saranno quindi utilmente assolti, anche nei confronti del Garante, con la comunicazione delle informazioni previste dalla legge al Ministero dello sviluppo economico (art. 24-bis, comma 2, lett. b, d.l. n. 83/2012) e l’attestazione al Garante dell’adempimento degli stessi.

Per lo svolgimento dei compiti istituzionali rimessi al Garante (artt. 50, d.lgs. n. 82/2005 nonché 24-bis, D.l. n. 83/2012, come modificato, e 154 del Codice in materia di protezione dei dati personali) e d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, oltre che con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l’Autorità avrà accesso ai dati relativi alle numerazioni telefoniche oggetto di utilizzazione per svolgere i servizi delocalizzati di call center e ai dati identificativi dei soggetti che, ai sensi dell’art. 24-bis, commi 2, lett. b) e 11 d.l. n. 83/2012, li hanno trasmessi a detti Enti.

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3) In arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore

Approvato dal governo italiano, il 3 marzo 2107, il D.lgs. che recepisce la direttiva europea sulla gestione collettiva. Sono in arrivo riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei diritti d’autore per alcune tipologie di eventi, come ad esempio gli spettacoli dal vivo con meno di 100 spettatori o le rappresentazioni di opere di esordienti under 35, quando questi ultimi siano titolari per intero dei relativi diritti d'autore.

A disciplinare (e anche ad estendere) le tipologie di eventi e ricorrenze particolari, a cui si applicheranno sconti ed esoneri, sarà un prossimo decreto del ministero dei beni culturali e del turismo.

Il fine è quello di assicurare una maggiore responsabilità degli organismi di gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti ad essi connessi, tra cui anche la Siae, nei confronti dei titolari dei diritti, che ne sono membri.

Il Dlgs punta, in particolare, ad aumentare la trasparenza in questi organismi di raccolta collettiva dei diritti d'autore e prevede l'introduzione di licenze multi-territoriali per gli stessi diritti, tali da renderli attivi anche per le opere musicali diffuse online.

Il Dlgs interviene poi sulle regole che governano i rapporti tra i titolari dei diritti d’autore, gli organismi di raccolta e gli utilizzatori dei contenuti; gli autori dovranno essere informati in modo adeguato sugli utili loro spettanti, così come sulle spese di gestione.

A garanzia della trasparenza dell’attività degli organismi, il Dlgs introduce l’obbligo di una relazione annuale. Quindi, regola la distribuzione degli importi dei diritti, che dovranno andare a destinazione entro nove mesi dalla chiusura dell’anno finanziario in cui l’organismo di gestione collettiva li ha riscossi.

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4) Chi non è obbligato può chiedere la notifica degli atti fiscali via PEC: approvato il modello

I soggetti non obbligati per legge ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata potranno comunicare il proprio indirizzo PEC all’Agenzia delle entrate, che lo utilizzerà per le notifiche degli atti fiscali dal 1° luglio 2017. Con la sua presentazione, il contribuente manifesta la volontà di ricevere le notifiche con tale mezzo, all’indirizzo di cui è intestatario o di altri soggetti specificamente incaricati di ricevere la notifica per suo conto. Il modello per comunicare la PEC, con le relative istruzioni, è stato approvato dal direttore dell’Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 44027 del 3 marzo 2017. Potrà essere utilizzato anche per variare o revocare l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato in precedenza.

In tal modo i contribuenti che scelgono questa opzione non potranno poi dire di non avere ricevuto l’atto che li riguarda. Proprio per permettere a tutti coloro che lo desiderano di essere sicuri di venire a conoscenza del contenuto delle comunicazioni provenienti dall’Agenzia, è stato approvato, con il citato Provvedimento direttoriale, il modello per comunicare i dati relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata per la notifica degli avvisi e degli altri atti delle Entrate che per legge devono essere notificati. Con lo stesso modello possono essere comunicate le variazioni e la revoca dell’indirizzo PEC. Il documento di prassi è stato emesso in attuazione delle modifiche apportate all’articolo 60 del Dpr 600/1973 dal decreto legge 193/2016.

Chi può utilizzare il modello

Possono fruire del modello le persone fisiche (residenti e non residenti) e i soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati ad avere un indirizzo PEC risultante dall’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC). La comunicazione dell’indirizzo PEC non produce, pertanto, effetti se il soggetto istante risulti già titolare di un indirizzo PEC inserito nell’INI-PEC.

Da quando sarà operativo l’indirizzo

La modalità di notifica tramite l’indirizzo PEC comunicato potrà essere utilizzata dai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate per le notificazioni degli avvisi e degli altri atti effettuate a partire dal 1° luglio 2017.

Come presentare il modello

La presentazione del modello deve avvenire esclusivamente per via telematica dal soggetto istante abilitato ai servizi telematici, secondo le modalità che saranno stabilite con un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia. La trasmissione telematica dei dati è effettuata mediante l’apposito software reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Sullo stesso sito è reperibile il modello con le relative istruzioni.

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5) Già in vigore l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di dati fiscali

E’ in vigore dal 4 febbraio 2017 l’accordo Italia-Monaco sullo scambio di informazioni fiscali.

L’Accordo tra Italia e Principato di Monaco e relativo protocollo, fatto a Monaco il 2 marzo 2015, è in vigore dal 4 febbraio 2017. Il comunicato che annuncia l’avvenuto scambio delle notifiche previsto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2017. L’Accordo è stato ratificato con la L. 231/2016.

L’accordo consente all’Amministrazione finanziaria italiana di avanzare richieste a quella monegasca, la quale è tenuta a darvi corso non potendo più opporre il segreto bancario.

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6) Equitalia - ODCEC di Roma: arrivano ulteriori chiarimenti

Proseguono in maniera proficua - tra Equitalia e Odcec di Roma - gli incontri del tavolo tecnico per l’analisi e la definizione delle modalità applicative della “rottamazione “ dei ruoli.

A seguito dell’ultima riunione, che si è svolta il 2 marzo 2017, Equitalia ha fatto pervenire all’Ordine ulteriori 24 risposte ai quesiti inoltrati dagli Iscritti.

Quesito n. 1 (Cartelle rateizzate)

Salve, ho delle cartelle rateizzate, ma ad oggi, alcune rate non sono state pagate. I mancati pagamenti non comportano la decadenza dal beneficio. Volevo presentare richiesta di rottamazione su quelle cartelle, pagando le rate in scadenza da ottobre a dicembre. Mi chiedo, dato che la legge sulla rateazione dice che i pagamenti effettuati vengono imputati alla rate più vecchie, io sono costretta a saldare tutte le rate non pagate al 31.12.2016 per accedere alla rottamazione?

Risposta

Sì. In base alla formulazione del comma 8 dell’articolo 6 del D.L. 193/2016, la facoltà di definizione agevolata può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente in base ai provvedimenti di dilazione già emessi dall’AdR e a condizione che, rispetto ai soli piani rateali già in essere al 24/10/2016 (data di entrata in vigore del decreto legge), risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza tra ottobre e dicembre 2016 e il debitore sia, quindi, in regola con i pagamenti a tutto il 31/12/2016.

Quesito n. 2 (Simulazione rottamazione ruoli)

Salve, avrei bisogno di sapere se si può fare una simulazione dell'adesione alla rottamazione. Solo perchè una volta richiesta non si può rinunciare senza perdere il diritto ad una rateazione successiva. Grazie mille Francesco 3391572640

Risposta

No. Alla data attuale non possiamo simulare il pagamento.

Quesito n. 3 (Contributi importi aggiuntivi )

Nel caso di contributi ENPALS (ma vale anche per altri contributi), gli importi aggiuntivi al debito contributivo originale dovrebbero essere soggetti a rottamazione risultando dovuti solo i contributi originariamente dovuti, gli interessi e l’aggio. In realtà chiedendo l’estratto dei ruoli tale voce 1A54 risulta nella leggenda riepilogativa di un agenzia come "I" , quindi come imposta dovuta.

Risposta

Alla luce delle indicazioni fornite dall’INPS, nel caso di definizione agevolata di carichi di natura contributivi, per effetto della definizione stessa, non sono dovute le c.d. sanzioni civili ivi comprese quelle di cui al codice 1A54.

Quesito n. 4 (Rottamazione con ppt)

C'è necessità di disposizioni di Equitalia su comunicazione della stessa al terzo pignorato, in presenza di rottamazione. In assenza, il terzo potrebbe pagare ugualmente, con grave danno

Risposta

Solo in seguito alla presentazione della dichiarazione, l’Agente della riscossione, per i carichi definibili (quelli cioè rientranti nell’ambito applicativo della definizione agevolata) e compresi nella dichiarazione, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive e non può proseguire quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale.

Relativamente alle azioni esecutive che non siano in fase avanzata, l’agente della riscossione comunica al terzo la “non prosecuzione” delle azioni esecutive già avviate, a fronte dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.

Quesito n. 5 (Interessi di dilazione e pagamento contributi)

Per tutte le rateizzazione in corso, esistono interessi di dilazione che chiaramente vanno sospesi e quelli successivi al 2017 vanno rottamati. Negli estratti di ruolo sono indicati come "interessi di dilazione". La prima domanda è: è giusto non considerare nei versamenti da fare tutti gli interessi futuri?( presuppongo di sì). E per quelli precedenti al 31/12/2016, sono tutti da considerare persi e definitivamente acquisiti da Equitalia o è possibile ipotizzare un ricalcolo. La seconda domanda: per gli interessi sulle rate della rottamazione, è giusto che il 4,5% annuo sia calcolato a partire dal 31/7/2017?

Risposta

Con la definizione agevolata non sono da corrispondere le somme residue dovute a titolo di interessi di rateizzazione nel caso di carichi oggetto di provvedimenti di rateizzazione.

Restano definitivamente acquisite, ai sensi dell’art. 6, comma 8, lettera b), e non sono rimborsabili le somme versate per interessi di rateazione, anche anteriormente alla definizione.

Gli interessi di rateazione, in caso di definizione agevolata, non sono dovuti, se derivanti da precedenti provvedimenti di dilazione, ma non ancora versati,.

In caso di pagamento dilazionato delle somme da corrispondere a titolo di definizione agevolata, sono dovuti gli interessi nella misura prevista dall’art. 21 del DPR 29/9/1973 n. 602 a decorrere dal 1° agosto 2017.

Quesito n. 6 (Soprattasse su contributi previdenziali)

In realtà Equitalia ha buona cognizione della parte di soprattasse da rottamare per le imposte erariali, è molto meno idee chiare e dati certi sulla parte contributi previdenziali vari ( Inps e vari altri tipo Enpals, oggetto di altro specifico quesito). In realtà , sopratutto per i ruoli più datati, credo tendano a considerare "quota capitale" anche le soprattasse. In realtà mi ritrovo molte cartelle relative all INPS con soprattasse ed oneri aggiuntivi ridotti al 2%, mentre credo siano in realtà molto più alte. È possibile avere un approfondimento e uno schema di quello che è il possibile recupero su contributi degli anni 2007 e seguenti...

Risposta

Alla luce delle indicazioni fornite dall’INPS, nel caso di definizione agevolata di carichi di natura contributivi, per effetto della definizione stessa, non sono dovute le c.d. sanzioni civili

Quesito n. 7 (Rottamazione avviso di accertamento)

buongiorno ho la presente situazione: avviso accertamento anno 2010 presentazione ricorso e rigettato in data 22/11/2016 in equitalia è presente 1/3 importo. Vorremmo sfruttare la rottamazione invece di ricorrere in appello. Posso rottamare l'intero accertamento ? Quando notificano la rimanente parte ? Se la notificano dopo il 31/03/2016 ? Per rottamare lo devono notificare entro il 31/12/2016 ?

Risposta

Sono rottamabili, esclusivamente, i carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016.

Quesito n. 8 (Accesso alla rottamazione da parte degli eredi)

In presenza di cartelle di pagamento notificate al de cuius per le quali gli eredi hanno ottenuto lo sgravio delle sanzioni perché intrasmissibili agli eredi, è possibile accedere alla definizione agevolata al fine di ottenere lo sgravio degli interessi di mora?

Risposta

Sì, gli eredi possono aderire per la definizione degli interessi di mora.

Quesito n. 9 (Adesione e contenzioso)

In caso di richiesta rottamazione cartella impugnata e rateizzata con relativa rinuncia al contenzioso, l'Ente di riscossione accetta la rottamazione con indicazione dell'importo e delle rate. L'importo richiesto non viene accettato dall'istante il quale rinuncia alla rottamazione non effettuando i relativi pagamenti.

Risposta

In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento della prima o unica rata, la definizione non produce effetti e l’agente della riscossione riprende le attività volte al recupero dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico. Possono, tuttavia, essere ripresi i versamenti rateizzati relativi a provvedimenti di dilazione in essere alla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Quesito n. 10 (Rottamazione su posizioni rateizzate)

Un cliente un anno fa ha rateizzato una cartella Ici di circa 7.000,00 euro ed e' in regola con i versamenti.

Risposta

Sì. In base alla formulazione del comma 8 dell’articolo 6 del D.L. 193/2016, la facoltà di definizione agevolata può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente in base ai provvedimenti di dilazione già emessi dall’AdR e a condizione che, rispetto ai soli piani rateali già in essere al 24/10/2016 (data di entrata in vigore del decreto legge), risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza tra ottobre e dicembre 2016 e il debitore sia, quindi, in regola con i pagamenti a tutto il 31/12/2016.

Quesito n. 11 (Avviso di accertamento esecutivo)

Un avviso di accertamento esecutivo notificato il 28/11/2016 non sarà preso in carico fino alla scadenza di 90 giorni. perciò alla data del 31/12/2016 non sarà identificato come ruolo iscritto, impedendo la possibilità di attivare la domanda di rottamazione.

Risposta

Sono rottamabili, esclusivamente, i carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016.

Quesito n. 12 (Adesione procedura legge 3/2012)

E' possibile l’adesione alla rottamazione in pendenza di domanda per adesione a procedura di proposta ai creditori ai sensi della legge 3/2012?

Risposta

Sì. Sono compresi nella definizione agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori ai sensi del capo II, sezione prima, della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Nelle proposte di accordo o del piano del consumatore presentate ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni, gli interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e nei tempi previsti nel decreto di omologazione dell'accordo o del piano del consumatore.

Quesito n. 13 (Pignoramento presso terzi)

Nel caso di procedura di pignoramento presso tersi avviata nei confronti del debitore la rottamazione dei ruoli prevede letteralmente l'interruzione della stessa. Ma nel caso di un cliente Equitalia ha inviato solo una comunicazione di sospensione che a rigore prevede solo di non pagare le somme trattenute ad Equitalia ma, ribadendo gli obblighi del custode, dispone quindi di continuare a trattenere le somme dovute al debitore sino a nuova comunicazione.

Risposta

Solo in seguito alla presentazione della dichiarazione, l’Agente della riscossione, per i carichi definibili (quelli cioè rientranti nell’ambito applicativo della definizione agevolata) e compresi nella dichiarazione, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive e non può proseguire quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale.

Relativamente alle azioni esecutive che non siano in fase avanzata, l’agente della riscossione comunica al terzo la “non prosecuzione” delle azioni esecutive già avviate, a fronte dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.

Quesito n. 14 (Estratto conto per le società)

E' possibile ricevere per conto dei miei clienti l'e.c. delle società? Sul sito Equitalia, quando faccio una richiesta all'interno dello Sportello Telematico previsto per associazioni e ordini, la maschera è prevista per le persone fisiche (per le quali, infatti, ho ricevuto quanto richiesto) e non per le società. Ho provato a fare una richiesta superando il blocco del cognome con l'indicazione di "SRL", ho ricevuto la mail di conferma il 22/12/16, ma poi nessun successivo invio dell'estratto, mentre per una persona fisica la richiesta del 5/12 è stata lavorata con invio dell'e.c. il 7/12.

Risposta

Deve accreditarsi nella sezione del sito Equitalia Delega un professionista. Il servizio “Delega”, presente nell’area riservata, consente di delegare uno o due intermediari fiscali, abilitati a visualizzare la situazione debitoria.

Quesito n. 15 (Pagamento rottamazione cartelle mediante compensazione)

Una società di capitali vanta un credito d'imposta nei confronti dell'Agenzia delle Entrate relativo alla trasformazione delle DTA. Si chiede se questo credito può essere utilizzato in compensazione per il pagamento degli importi che risultano dalla adesione alla definizione agevolata e in caso affermativo le modalità operative in cui procedere.

Risposta

Il pagamento delle somme dovute a seguito dell’adesione per la definizione agevolata non può essere effettuata compensando a mezzo F24 con crediti d’imposta risultanti da dichiarazione.

Quesito n. 16 (Multe stradali)

La cartella contiene i codici tributo 5242, 5243 e 5354. tranne il primo che è relativo alla sanzione, gli altri due sono rottamabili in quanto voci di interessi?

Risposta

Con riferimento alle sanzioni amministrative irrogate per violazioni al Codice della strada, aderendo alla definizione agevolata non sono da corrispondere, per ciascuna partita, le somme dovute a titolo di interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della Legge 24 novembre 1981 n. 689 , restando, invece, integralmente dovuta la sanzione.

Pertanto il codice tributo 5243 non è dovuto mentre non sono definibili i codici 5242 (relativo alla sanzione) ed il codice 5354 relativo al recupero delle spese.

Quesito n. 17 (Rottamazione ruoli altra società)

Una società vuole rottamare ruoli di altra società dalla quale, in fase acquisto immobile, si è accollata debito vs Equitalia al fine di estinguere ipoteca gravante sugli immobili stessi oggetto di compravendita A tale scopo ho inoltrato in data 16 dicembre una specifica richiesta allo sportello telematico neo istituito per avere conferma della fattibilità dell'operazione e per sapere gli estremi delle cartelle relative alle ipoteche Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta

Risposta

L’istanza deve essere sottoscritta dal legale rappresentate/procuratore della società iscritta a ruolo. Può essere – invece – presentata da un soggetto delegato. Il pagamento può effettuarlo anche un soggetto diverso.

Quesito n. 18 (Compensazione ai sensi dell’art. 31 DL 78/2010)

Un contribuente con crediti erariali consistenti e debiti iscritti a ruolo sta valutando la possibilità di rottamare le proprie cartelle. E' suo interesse compensare l'importo dovuto a seguito della rottamazione con il credito irpef. Equitalia a seguito della definizione agevolata emetterà dei bollettini MAV e non è chiaro se sarà possibile utilizzare il modello F24 accise per la compensazione.

Risposta

Il pagamento delle somme dovute a seguito dell’adesione per la definizione agevolata non può essere effettuata compensando a mezzo F24 con crediti d’imposta risultanti da dichiarazione.

Quesito n. 19 (Rottamazione debiti tributari do società fusa)

In data 30 dicembre 2016 una Srl è stata incorporata in altra Srl. La società incorporata aveva in essere una dilazione di pagamenti di debiti Equitalia. Con la fusione per incorporazione tutti i suoi debiti sono passati alla Soc. incorporante. Il pagamento delle rate a seguito di "rottamazione" sarà con il CF della società incorporante. C'è il rischio che si aprano contenziosi per non corrispondenza?

Risposta

l’istanza è presentata dalla società incorporante, indicando i carichi della incorporata.

Quesito n. 20 (Ruoli emessi dalla Direzione prov.le del lavoro)

Ho un ruolo emesso dalla DPL a seguito di ispezione nella quale è emerso un lavoratore non in regola con l'assunzione. A seguito di emissione della sanzione è stato emesso il ruolo. E' rottamabile ? Eventualmente di quanto si riduce atteso che ci sono solo sanzioni ? Grazie

Risposta

Sono esclusi dall’ambito applicativo le altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali.

Quesito n. 21 (Richiesta dati ed informazioni)

Richiesta di indicazioni sia sul carico pendente sia, essendo in corso una rateizzazione di più ruoli non tutti rottamabili e ricompresi nella medesima rateizzazione (uno dei quali sgravato), sull'ammontare da continuare a pagare della rateizzazione in corso.

Risposta

Il pagamento pro quota è possibile farlo allo sportello piuttosto che collegandosi al sito di Equitalia nella sezione riguardante il pagamento on line https://www.equitaliaservizi.it/was85/Pagamenti/FormCartelleAvvisiWeb.action specificando la singola cartella e la singola rata per cui si intende pagare.

Per ottenere, invece, il ricalcolo delle rate dovute relativamente al piano di rateazione in essere, è necessario recarsi presso gli sportelli di Equitalia.

Quesito n. 22 (Rottamazione cartelle oggetto di pignoramento 48 bis)

Un'azienda ha subito un'ispezione ex art. 48 bis dpr 602/73 che ha fornito esito negativo a causa della presenza di un'istanza di rateizzazione presentata ma non ancora lavorata da Equitalia. Equitalia ha successivamente dato seguito al pignoramento delle somme presso la Pubblica Amministrazione e l'azienda ha proposto ricorso contro tale atto attesa l'avvenuta presentazione della domanda di rateizzazione antecedentemente l'ispezione ex art. 48bis. Il Tribunale ha sospeso il pignoramento in attesa dell'udienza. E' possibile rottamare le cartelle oggetto di pignoramento e ricorso ?

Risposta

Si, è possibile aderire alla definizione agevolata.

Quesito n. 23 (Regolarità fiscale)

Se un'azienda presenta domanda di definizione agevolata per una cartella nel periodo intercorrente tra la data di presentazione della domanda e quella di risposta di Equitalia l'azienda deve ritenersi avente regolarità fiscale ed immune da qualsiasi azione di recupero tipo fermo amministrativo, iscrizione ipoteca, pignoramento crediti e/o conti correnti ?

Risposta

Dopo la presentazione della dichiarazione di adesione l’Agente della riscossione, relativamente ai soli carichi definibili, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive e non prosegue quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale (non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati).

Quesito n. 24 (Rottamazione di ruolo provvisoriamente sgravato in pendenza di contenzioso)

Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento notificata nel 2008 con ente impositore AE. Sia CTP che CTR si sono pronunciate per l'annullamento dell'iscrizione a ruolo relativa alla cartella, AE ha disposto lo sgravio totale del ruolo ma ha presentato ricorso per Cassazione, che ha cassato sentenza della CTR con rinvio. Il contribuente attualmente potrebbe avere interesse a accedere alla definizione agevolata del ruolo in questione, perché al momento il contenzioso lo vede soccombente, sia pure in maniera non ancora definitiva. Nel caso in cui nessun nuovo ruolo venga affidato dall'ente impositore al concessionario entro il 31/12/16 per lo stesso presupposto d'imposta che ha dato origine al contenzioso, è possibile che il contribuente possa accedere alla definizione agevolata del vecchio ruolo ai sensi del D.L. 193/2016 nonostante risulti interamente sgravato ? Grazie

Risposta

Il presupposto per aderire alla definizione è la presenza di carichi affidati all’Agente della riscossione e ancora esistenti come tali. Nel caso di specie, essendo il carico discaricato, il contribuente non può aderire alla definizione.

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7) Nuovi termini di stampa dei registri Iva

I libri Iva del periodo d’imposta 2016 dovranno essere stampati nel prossimo mese di maggio (in particolare, la data ultima di stampa verrebbe a coincidere con il 28 maggio 2017) e non più nel mese di dicembre.

Difatti, la nuova scadenza dell’invio telematico della dichiarazione Iva (28 febbraio 2017) per il periodo d’imposta 2016 ha condizionato anche la scadenza dei termini di stampa dei registri Iva.

La norma dispone che la stampa dei libri Iva deve essere effettuata entro tre mesi dal termine di presentazione della relativa dichiarazione annuale.

Anche le fatture elettroniche devono essere conservate secondo il previsto procedimento di conservazione nel mese di maggio 2017 e non più entro il mese di dicembre.

Mentre, invece, ai fini delle imposte sui redditi, la proroga dell’invio telematico di 15 giorni dei modelli Redditi Sc 2017 concessa soltanto per alcuni soggetti Ires (disposta dall’ultimo cd. Milleproroghe) allunga la scadenza di stampa dei libri, tenuti ai fini delle imposte sui redditi (libro giornale, libro inventari, ecc.), dal prossimo mese di dicembre a metà gennaio 2018.

Secondo quanto affermato in dottrina nei giorni scorsi: “La previsione della stampa dei libri ai fini delle imposte sui redditi è stata associata alla proroga dal 30 settembre al 15 ottobre 2017 della presentazione delle dichiarazioni fiscali delle società interessate alla particolare disciplina relative all’anno 2016. Per cui la scadenza entro 90 giorni dal termine del 30 settembre porta rispettivamente alle scadenze dal 30 dicembre 2017 al 15 gennaio 2018”.

vedi anche l'articolo di: Nicola Forte...:

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8) In arrivo il revisore legale anche nelle piccole Srl?

Sulla base del disegno di legge di riforma delle procedure concorsuali, attualmente al Senato, si prevede che i decreti delegati dovranno estendere i casi nei quali per le Srl è obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore, imponendo comunque la nomina obbligatoria quando la società presenta alcuni requisiti dimensionali (attivo o ricavi delle vendite superiori a 2 milioni di euro o, comunque, più di 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio).

Si potrebbero, quindi, aprire spiragli importanti per i commercialisti. In ballo ci sono le posizioni di “controllore” in oltre 175mila società a responsabilità limitata (Srl), che – con la nuova normativa – dovranno dotarsi di un revisore o di organo di controllo.

Si tratta di notizie incoraggianti che si contrappongono a quelle negative derivanti dall’abbassamento continuo del numero degli iscritti all’Albo dei commercialisti, circa -40%.

I dati relativi ai candidati all’abilitazione per diventare commercialista, architetto e ingegnere sono esplicativi: gli iscritti all’esame di Stato sono crollati di oltre il 40% tra il 2006 e il 2016. Anche una professione forte come quella dell’ingegnere non sfugge a questa dinamica, nonostante l’abilitazione non richieda, in questo caso, la preventiva frequenza di un tirocinio professionale e sia stata vissuta, fino a qualche anno fa, come il naturale corollario della laurea.

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9) Entrate tributarie, a gennaio 2017 il gettito aumenta dell’1,9%

Nel mese di gennaio 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 35.295 milioni di euro, in aumento del 1,9%(+ 652 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016. Alla variazione di gettito hanno contribuito tutte le principali imposte.

Si segnala inoltre che, con la nuova modalità di pagamento introdotta nel 2016, il versamento del canone televisivo nel mese di gennaio (che quest’anno è sceso a 90 euro ripartito nelle bollette elettriche dell’intero anno) è stato pari a 82 milioni.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 24.449 milioni di euro, in aumento del 1,9% (+ 445 milioni di euro) rispetto al mese di gennaio 2016.

Le entrate IRPEF ammontano a 22.842 milioni di euro, in aumento di 221 milioni di euro (+1,0%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente (+1,1%) e dei versamenti in autoliquidazione pari a 267 milioni (+15,6%).

Il gettito Ires, pari a 260 milioni di euro, registra un incremento di 93 milioni di euro (+55,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Registrano una diminuzione del 44,1% le entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, cresce del 28,1% la ritenuta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 10.846 milioni di euro, in aumento del 1,9% (+207 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016.

Le entrate dell’IVA ammontano a 5.634 milioni di euro con un incremento di 244 milioni di euro (+4,5%).

Tra le imposte sulle transazioni, l’imposta di registro segna una diminuzione del 6,2%. Mostra invece una variazione positiva rispetto all’analogo periodo del 2016 l’imposta di bollo (+124 milioni di euro) che risente della diversa modalità di compensazione degli acconti introdotta nel 2016.

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attestano a 1.126 milioni di euro (-12,4%); il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 275 milioni di euro (- 16,2%).

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 19,2% (+1.233 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo si è attestato a 672 milioni di euro con un incremento del 9,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinato dai maggiori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte indirette (+26,0%).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento. Sono disponibili anche i report F24 relativi ai mesi di Dicembre 2016, Gennaio 2017 e Febbraio 2017 che analizzano l’andamento delle entrate tributarie versate con il modello F 24, fornendo una prima anticipazione dell’andamento delle stesse.

(MEF, Comunicato N. 32 del 06/03/2017)

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10) Entrate tributarie, nel 2016 il gettito aumenta del 3,3%. Bene Irpef, Ires e Iva

Al risultato contribuiscono la congiuntura economica e le misure di lotta all’evasione.

Con il comunicato del 1° marzo l’Istat ha diffuso i dati relativi al prodotto interno lordo e alle principali grandezze di finanza pubblica per il triennio 2014-2016. Nel 2016, l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil pari allo 0,9%. A questo risultato ha contribuito la crescita della domanda interna sostenuta sia dai consumi delle famiglie (+1,3%) sia dagli investimenti fissi lordi (+2,9%). Si conferma l’efficacia dell’impostazione della politica di bilancio adottata dal Governo, al tempo stesso favorevole alla crescita e volta ad assicurare un graduale ma robusto consolidamento delle finanze pubbliche.

Nel periodo gennaio-dicembre 2016 le entrate tributarie erariali sono state pari complessivamente a 451,5 miliardi, con un aumento del 3,3% (+14.244 milioni di euro) rispetto al 2015. L’andamento del gettito nel 2016 riflette sia il miglioramento della congiuntura economica sia l’effetto di alcune importanti misure di contrasto all’evasione adottate dal Governo nel corso degli ultimi anni.

Tra queste, la collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure) introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco detenuti in Italia e all’estero ha fatto registrare nel 2016 versamenti per 4.078 milioni di euro rispetto ai 212 milioni di euro del 2015, anno nel quale era stato avviato l’istituto.

Sul versante delle imposte indirette, il meccanismo della scissione dei pagamenti (cd split payment) per i fornitori della Pubblica Amministrazione e l’estensione del sistema dell’inversione contabile (cd reverse charge) al settore delle pulizie, dei certificati verdi e al settore dell’edilizia specializzata, hanno generato un considerevole recupero di gettito, contribuendo a ridurre l’evasione dell’IVA.

A dicembre 2016 risultano incassi del canone televisivo per complessivi 2.002 milioni di euro su base annua. Il gettito del canone Rai è aumentato complessivamente del 16,3% nel 2016 rispetto al 2015. Il risultato è particolarmente significativo se si considera anche che per il 2016 l’importo del canone televisivo è stato ridotto da 113,50 euro dell’anno precedente a 100 euro.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 246.018 milioni di euro, con un incremento del 2,5% (+5.959 milioni di euro) rispetto al 2015.

L’IRPEF cresce del 2,5% (+4.453 milioni di euro) per effetto principalmente delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente pari a 3.470 milioni di euro (+2,4 %). L’andamento riflette anche gli effetti delle disposizioni del D.lgs 175/2014 relative al versamento delle imposte che hanno previsto, a decorrere dal 2015, l’indicazione dell’IRPEF al lordo delle compensazioni di imposta effettuate. Nel 2016 si rileva anche una crescita dei versamenti in autoliquidazione del 4,4%.

L’IRES cresce di 1.971 milioni di euro (+5,9%) a seguito dei maggiori versamenti a saldo in autoliquidazione dell’anno d’imposta 2015 (+1.079 milioni di euro). L’andamento positivo del gettito riflette l’aumento della redditività in alcuni settori economici che ha più che compensato le minori entrate previste per le agevolazioni concesse con la Legge di stabilità per il 2016 (art. 1, commi da 91 a 94 e 97-c.d. maxi-ammortamento) e per il potenziamento dell'agevolazione ACE (Aiuto alla Crescita Economica) introdotta dal decreto “Salva Italia” (D.L. n. 201/2011).

Tra le altre imposte dirette, aumenta il gettito della cedolare secca sugli affitti (+ 17,3%), anche a seguito del maggiore utilizzo di questo regime di tassazione nei contratti di locazione immobiliare.

Registrano, invece, riduzioni di gettito l’imposta sugli interessi e altri redditi di capitali (-18,9%) e le imposte sostitutive sulle plusvalenze (-69,5%), per effetto dei cali dei rendimenti degli investimenti finanziari.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 205.525 milioni di euro milioni di euro, in aumento del 4,2% (+ 8.285 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015.

Il gettito IVA cresce del 4,3% (+5.127 milioni di euro) per effetto dell’andamento complessivamente positivo della componente relativa agli scambi interni e, in particolare, dei versamenti a seguito dell’applicazione del meccanismo dello Split payment (+5,5% pari a + 5.904 milioni di euro), che obbliga la pubblica amministrazione a trattenere e versare direttamente all’erario l’IVA sulle fatture emesse dai propri fornitori.

Il gettito dell’imposta di bollo ha segnato una flessione (-382 milioni di euro), dovuta alla diversa modalità di scomputo dell’acconto. Tale circostanza ha influenzato il profilo mensile dei pagamenti dell’imposta: nell’anno 2016, si sono registrati minori versamenti in acconto nel mese di aprile e maggiori versamenti mensili durante il corso dell’anno. Il versamento dell’ultima rata dell’imposta riferita al 2016, riscossa nel 2017, ha fatto affluire un gettito complessivo di oltre 600 milioni di euro.

Le entrate delle accise sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) mostrano un andamento sostanzialmente stabile rispetto al 2015 (-7 milioni di euro). In aumento il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 3.388 milioni di euro (+16,8%).

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita molto sostenuta, pari a 22,3% (+ 2.654 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

I flussi delle entrate tributarie erariali relativi ai ruoli nel 2016 sono state pari a 9.053 milioni di euro con una diminuzione pari a –1,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, determinata da minori incassi delle imposte dirette (-591 milioni di euro), compensati in parte dai maggiori incassi delle imposte indirette (+435 milioni di euro). Si precisa che i ruoli riferiti alle entrate tributarie, che affluiscono al bilancio dello Stato, rappresentano solo una parte degli incassi legati all’attività di contrasto all’evasione fiscale, che nel 2016, come è noto, ha fatto registrare complessivamente un ammontare di 19 miliardi di euro, il picco nell’ultimo decennio. Rientrano in questa cifra, tra l’altro, il gettito della voluntary disclosure e i risultati delle attività per migliorare l’adempimento spontaneo.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-dicembre 2016, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

(MEF, Comunicato N. 31 del 06/03/2017)

Vincenzo D’Andò