Diario quotidiano del 31 marzo 2017: nessuno stop per i voucher baby sitting? Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno, al 100%

Pubblicato il 31 marzo 2017



1) Rottamazione cartelle, ufficiale proroga al 21 aprile: decreto in G.U.
2) Nuovi diritti d’autore in G.U.
3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati
4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni
5) Bilanci d’esercizio: retroattività limitata
6) Altre notizie fiscali in breve
7) Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno
8) Vending machine: definita la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri
9) Videosorveglianza: istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta
10) Rimborsi ai cittadini più rapidi con le coordinate bancarie
11) Voucher, nessuno stop per i buoni lavoro “Baby sitting”
12) Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà
13) Pensioni esenti da imposta sui redditi
14) Niente pensione se la Cassa di previdenza rileva condizioni d’incompatibilità
diario-quotidiano-articoli-81) Definizione agevolata ruoli esattoriali: decreto in G.U. 2) Nuovi diritti d’autore in G.U. 3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati 4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni 5) Bilanci d’esercizio: retroattività limitata 6) Altre notizie fiscali in breve 7) Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno 8) Vending machine: definita la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri 9) Videosorveglianza: istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta 10) Rimborsi ai cittadini più rapidi con le coordinate bancarie 11) Voucher, nessuno stop per i buoni lavoro “Baby sitting” 12) Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà 13) Pensioni esenti da imposta sui redditi 14) Niente pensione se la Cassa di previdenza rileva condizioni d’incompatibilità *****

1) Definizione agevolata ruoli esattoriali: decreto in G.U.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2017, il Decreto legge n. 36 del 27 marzo 2017, recante la “Proroga di termini relativi alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione”.

I termini sono, quindi, stati prorogati, ufficialmente, al 21 aprile 2017, difatti l’art. 1 (“Proroga di termini in materia di definizione agevolata”), di tale neo provvedimento, recita: <<All'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, al primo ed al secondo periodo, le parole: «31 marzo 2017» sono sostituite dalle seguenti: «21 aprile 2017».>>.

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2) Nuovi diritti d’autore in G.U.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2017, il Decreto legislativo n. 35 del 15 marzo 2017, recante “Attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno”.

Il decreto, che entrerà in vigore l’11 aprile 2017, stabilisce i requisiti necessari per garantire il buon funzionamento della gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi da parte degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente, nonché i requisiti per la concessione di licenze multiterritoriali da parte di organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore per l’uso online di opere musicali nel mercato interno.

Gli organismi di gestione collettiva e le entità di gestione indipendente, che già operano nel settore dell’intermediazione dei diritti d’autore e dei diritti connessi, dall’11 aprile 2017, data di entrata in vigore del decreto, dovranno provvedere entro sei mesi, all’adeguamento organizzativo e gestionale al fine di rispettare i requisiti previsti.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni provvederà alla verifica circa l’effettivo adeguamento alla nuova normativa e fornirà, sulla base delle informazioni a sua disposizione, alla Commissione europea un elenco degli organismi di gestione collettiva con sede sul proprio territorio, e, successivamente, qualsiasi modifica dovesse verificarsi relativamente all’elenco.

Infine, il decreto prevede che, con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso, dovranno adottarsi delle nuove disposizioni attuative in tema di criteri di ripartizione dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori: Nella fase transitoria continueranno ad applicarsi, ove compatibili, le disposizioni di cui al DPCM 17 gennaio 2014.

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3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati

La Suprema Corte blocca gli accertamenti emessi dal fisco basati sugli standard settoriali se immotivati.

L’atto impositivo deve. Quindi, contenere anche i motivi per cui le giustificazioni del contribuente fornite al personale delle Entrate non siano state reputate valide. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8033 del 29 marzo 2017.

Pertanto, accanto all’obbligo di dovere instaurare la fase del contradditorio tra fisco/contribuente, si affianca la necessità di spiegare i motivi per cui siano state disattese le giustificazioni addotte dal contribuente.

Come è noto, la fase del contraddittorio con il contribuente “costituisce un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento, al fine di realizzare il necessario adeguamento alla realtà reddituale del singolo contribuente, potendo solo cosi emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa”.

A questo si aggiunge (in materia di parametri o studi di settore) la circostanza che “la motivazione dell’atto di accertamento non si esaurisca nel mero rilievo dello scostamento dai parametri, ma sia integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti parametri e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente”.

Nel caso di specie, il contribuente ne è uscito vincente poiché, appunto, l’Amministrazione finanziaria non ha valutato se la motivazione addotta dal contribuente fosse giustificata o meno, fornendo, al ricorrere dei presupposti, le connesse motivazioni .

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4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni

Redditometro: il contribuente deve provare che i beni siano stati dismessi per potere mantenere un alto tenore di vita familiare, se il proprio reddito dichiarato non è sufficiente a giustificare la sproporzione tra il dichiarato e l’accertato dal fisco.

Infatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8043 del 29 marzo 2017, ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate, per la circostanza che i disinvestimenti non bastano per annullare l’accertamento basato sul redditometro in caso di dichiarazione troppo bassa rispetto al tenore di vita della famiglia.

In materia, la Suprema corte ha precisato che, qualora il fisco proceda a determinare in maniera sintetica il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la prova documentale contraria ammessa per il contribuente dall’ex art. 38, co. 6, del D.P.R. n. 600/1973, non riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

Secondo i giudici di leggitimità, quindi, non basta “la dimostrazione dell’esistenza di redditi in ipotesi derivanti dallo smobilizzo di investimenti, ma occorre anche un’indagine al fine di verificare se, sulla base degli elementi sintomatici in atti, i redditi oggetto del disinvestimento siano stati effettivamente utilizzati in funzione del mantenimento del tenore di vita”.

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5) Bilanci d’esercizio: retroattività limitata

Limiti alla comparazione tra i bilanci 2016/2015. I confronto tra i due anni e, quindi, l’esposizione in bilancio è fattibile solo ove ciò sia agevole per l’impresa.

E’ questa una delle osservazioni contenute nel documento predisposto congiuntamente da Confindustria e dal Consiglio nazionale dei commercialisti che, in coerenza con i principi contabili emanati dall’Oic, fornisce alcune indicazioni operative (si veda nel Diario quotidiano del 30 marzo 2017).

In relazione all’informazione comparativa, l’art. 2423-ter, comma 5, c.c. richiede, per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico, l’indicazione dell’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente.

La norma stabilisce che, se le voci non sono comparabili, quelle dell’esercizio precedente devono essere adattate: La non comparabilità, l’adattamento o la sua impossibilità, devono essere segnalati e commentati nella nota integrativa.

Il documento ribadisce che la determinazione “comparativa” retroattiva, che non interessa le delibere di approvazione dei bilanci dell’esercizio precedente, deve essere considerata nella prospettiva della significatività dell’informazione prodotta: infatti, il decreto 139/15 ha introdotto nell’art. 2423 c.c. il postulato della rilevanza.

Il documento riporta alcuni esempi relativi alla determinazione ai fini comparativi non fattibile o eccessivamente onerosa che fanno riferimento, in particolare, a fiscalità differita e strumenti finanziari derivati: la nota integrativa ne darà adeguata motivazione.

Altre indicazioni contenute nel documento riguardano la contabilizzazione nel bilancio delle azioni proprie con riferimento alla data dell’1 gennaio 2016 e l’eliminazione dell’area straordinaria del conto economico, anche con riferimento alla riclassificazione comparativa del bilancio 2015: Viene ricordata la necessità di modificare il piano di conti.

Costo ammortizzato

In relazione poi all’applicazione del costo ammortizzato per la valutazione di crediti, debiti e titoli, il documento congiunto rammenta che la norma di legge ne prevede l’applicazione prospettica: Pertanto, le poste esistenti al 31 dicembre 2015 continuano ad essere contabilizzate con i vecchi criteri sino alla loro eliminazione/estinzione naturale. La nota integrativa ne dovrà tenere conto di ciò.

In ogni caso, per gran parte dei crediti/debiti commerciali, costo ammortizzato e attualizzazione non trovano applicazione perché le società redigono il bilancio in forma abbreviata e, per le imprese che redigono il bilancio in forma completa, poiché l’effetto è irrilevante essendo la scadenza degli stessi inferiori a 12 mesi.

Micro imprese

Infine, le micro-imprese possono verificare il rispetto dei limiti previsti con riferimento agli esercizi 2015/2016 e adottare le nuove norme già nel bilancio 2016.

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6) Altre notizie fiscali in breve

Ecco di seguito altre notizie fiscali:

- INPS, istituite dieci nuove causali

L’Agenzia delle Entrate ha dato vita a dieci nuove causali per la riscossione dei contributi di spettanza dell’INPS (ex INPDAP, Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica). Le nei causali andranno utilizzate nei modelli F24 ed F24 Enti Pubblici.

In particolare, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 40/E del 29 marzo 2017, ha istituito le seguenti causali:

P910” denominata “Contribuzione Cassa Unica del credito - Pensionati aderenti di cui al D.M. 7 marzo 2007, n. 45”;

P169” denominata “CASSA CTPS – Contributi da note di rettifica”;

P269” denominata “CASSA CPDEL – Contributi da note di rettifica”;

P369” denominata “CASSA CPI – Contributi da note di rettifica”;

P469” denominata “CASSA CPUG – Contributi da note di rettifica”;

P569” denominata “CASSA CPS – Contributi da note di rettifica”;

P669” denominata “CASSA INADEL – Contributi da note di rettifica”;

P769” denominata “CASSA ENPAS – Contributi da note di rettifica”;

P869” denominata “CASSA ENPDEP – Contributi da note di rettifica”;

P969” denominata “CASSA Unica del credito – Contributi da note di rettifica”.

Nella Risoluzione, come sempre, l’Agenzia fornisce le istruzioni per l’utilizzo delle suddette causali.

- Demanio marittimo, soppressi due codici tributo

Inoltre, sempre l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 41/E del 29 aprile 2017, ha soppresso alcuni codici tributo, ossia: 842T e 137T, già utilizzati nel modello F23 per il versamento delle entrate da demanio marittimo. È stato inoltre soppresso il codice tributo “137T”, in uso nel modello F24;

- Al via il progetto “Rete Aste Commercialisti”

Un progetto per ampliare la professione di commercialista offrendo consulenza anche nel settore delle vendite, sviluppare il primo portale dove consultare tutte le vendite gestite dei commercialisti, creare il primo network di categoria per la massima interazione e sinergia tra colleghi e per crescere costantemente grazie ad un’azione di formazione e assistenza continua. Sono questi gli obiettivi del protocollo “Rete Aste Commercialisti” (RAC).

Il partner Rete Aste – informa l’UNGDCEC, Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in un comunicato del 29 aprile 2017 – si mette a disposizione come “gestore congiunto di tutte le fasi operative della vendita” al fianco del Commercialista per un supporto professionale a 360° dalle fasi preliminari fino a quelle successive dell’iter di vendita, per la gestione della consulenza professionale sulla vendita e del relativo mandato”;

- Garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore del contribuente

L’Agenzia delle Dogane, con una nota del 24 marzo 2017, ha messo in risalto alcuni aspetti scaturenti dalle nuove disposizioni contenute nel “Regolamento di attuazione dell’art. 69, comma 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n.546, sulla garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore del contribuente”, adottato dal D.M. 6 febbraio 2017 ed entrato in vigore il 28 marzo 2017. Tale disciplina prevede che l’esecuzione delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente per importi superiori ai diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinata, dal giudice, alla prestazione di idonea garanzia, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità del contribuente.

Per quanto concerne le sentenze di condanna al rimborso di somme costituite da risorse proprie tradizionali e da IVA riscossa all’importazione, “la materia resta integralmente disciplinata dalle norme di matrice unionale, sicché il rimborso di tali somme, indipendentemente dal relativo importo, può avvenire soltanto a seguito del passaggio in giudicato della sentenza favorevole al contribuente, oppure previa costituzione di apposita garanzia che potrà essere svincolata solo all’esito definitivo del giudizio, come previsto dall’art. 98, paragrafo 1, del Regolamento n. 952/2013/UE”.

In relazione alla durata della garanzia nei casi di sospensione giudiziale dell’atto impugnato ovvero della sentenza, “viene fatta salva la particolare disciplina prevista dalle norme unionali qualora l’oggetto del contenzioso sia costituito da risorse proprie tradizionali e da IVA riscossa all’importazione”. In tal caso la garanzia “è prestata fino al termine del nono mese successivo al passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo all’estinzione del processo”;

- Reti di imprese più tempo per le agevolazioni

Le aggregazioni di imprese operanti o che vogliono operare nel campo della manifattura sostenibile e dell’artigianato digitale hanno più tempo per presentare le istanze di adesione alle agevolazioni di cui al decreto ministeriale del 21 giugno 2016 (Bando Manifattura sostenibile e artigianato digitale).

Con decreto MiSE del 29 marzo 2017, infatti, è stato disposto che il termine finale per la presentazione delle domande relative alle suddette agevolazione, previsto alle ore 12.00 del 30 marzo 2017, è posticipato alle ore 12.00 del 04 maggio 2017.

A seguito di tale proroga, le domande, corredate della relativa documentazione, potranno essere quindi trasmesse a partire dalle ore 10:00 del giorno 1° marzo 2017 e fino alle ore 12:00 del giorno 04 maggio 2017, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it

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7) Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno, al 100%

Bonus videosorveglianza, credito d’imposta agevolabile al 100%. L’agevolazione per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme è pari al 100% dell’importo richiesto. È quanto stabilisce il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, che individua la quota percentuale del credito d’imposta che spetta per le spese sostenute nel 2016 relative all’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale (o di sistemi di allarme) e ai contratti stipulati con istituti di vigilanza per la prevenzione di attività criminali. L’importo agevolabile è quello che risulta dalle istanze validamente presentate fino al 20 marzo 2017.

Come utilizzare il credito d’imposta

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento . Il codice tributo da utilizzare è “6874”, istituito con la risoluzione n. 42/E pubblicata oggi, che deve essere inserito nella sezione “erario”, nella colonna “importi a credito compensati”.

I controlli del Fisco

L’Agenzia delle Entrate effettuerà dei controlli automatizzati su ciascun modello F24 ricevuto. Nel caso in cui il contribuente non abbia presentato l’istanza di attribuzione del credito d’imposta entro i termini previsti, o se l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare del credito spettante, il modello F24 viene scartato. L’esito negativo verrà comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

In alternativa, le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 72 del 30 marzo 2017)

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8) Vending machine: definita la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri

Distributori automatici, prosegue il percorso di digitalizzazione. In un provvedimento nuove regole e specifiche tecniche per adeguarsi.

Vendite tramite distributori automatici, l’Agenzia aggiunge un nuovo tassello al quadro di regole tecniche dedicato alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 30 giugno 2016, infatti, sono state definite le regole tecniche per consentire – a partire dal 1 aprile prossimo – la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi prodotti con distributori automatici dotati di “porta di comunicazione”.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 riguarda invece le vending machine con caratteristiche tecniche diverse rispetto a quelle già regolamentate e cioè di quegli apparecchi non dotati di una “porta di comunicazione” che consenta di trasferire i dati ad un dispositivo per l’invio successivo al sistema dell’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento contiene inoltre specifiche tecniche che, a partire dal 30 giugno 2017, saranno valide per tutti i tipi di distributori automatici.

Fase uno, il censimento e il QRCODE

Dal 1° settembre 2017, i soggetti passivi Iva che utilizzano queste tipologie di vending machine dovranno comunicare all’Agenzia, entro la data di attivazione del distributore, la matricola identificativa, l’informazione che l’apparecchio non è dotato di una porta di comunicazione e altri dati indicati nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. A questo punto viene generato un QRCODE da apporre sull’apparecchio e che contiene l’indirizzamento alla pagina web, gestita dalle Entrate, dove chiunque potrà verificare i dati identificativi del distributore e del relativo gestore.

Dal 1° gennaio 2018 via alla trasmissione telematica

I soggetti Iva che utilizzano distributori automatici privi di una “porta di comunicazione” dovranno iniziare a trasmettere telematicamente le informazioni a partire dal 1° gennaio 2018. La trasmissione dovrà avvenire al momento della rilevazione dei dati di vendita, tramite un apposito dispositivo mobile oppure attraverso lo stesso distributore, se abilitato all’invio.

L’operazione verrà confermata dall’emissione di una ricevuta da parte dell’Agenzia e i dati saranno “sigillati” elettronicamente, per garantirne l’autenticità, la sicurezza e la riservatezza.

Infine, gli esercenti che hanno optato per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri (art. 2, comma 1, Dlgs 127/2015) potranno utilizzare direttamente il “Registratore Telematico” con riferimento ai distributori automatici presenti nello stesso locale dove quest’ultimo è stato adottato.

Futuro provvedimento per le regole dei distributori automatici di carburante

In considerazione delle peculiari caratteristiche tecniche dei distributori automatici di carburante, un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate definirà termini e regole tecniche dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi a carico dei gestori di tali apparecchi.

Piena consapevolezza delle fisiologiche criticità tecniche per la fase di start-up

L’Agenzia delle Entrate è consapevole che dal 1° aprile si apre una fase profondamente nuova nel rapporto tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti che effettuano cessione di beni e prestazioni di servizi mediante distributori automatici e che tali contribuenti stanno sostenendo uno sforzo importante di revisione dei loro processi gestionali ed amministrativi nel segno della digitalizzazione degli stessi mediante la piattaforma informatica e i servizi web messi a disposizione dall’Agenzia stessa. Tra l’altro, il processo e i servizi messi a disposizione rappresentano una importante e significativa novità anche per l’Agenzia. Pertanto, l’Amministrazione finanziaria terrà conto di possibili e fisiologiche criticità tecniche, anche indipendenti dalla volontà dei contribuenti, che potranno manifestarsi in questi primi mesi di avvio del processo.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 73 del 30 marzo 2017)

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9) Videosorveglianza: istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta

Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta spettante alle persone fisiche che sostengono spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 42/E del 30 marzo 2017, ha istituito il seguente codice tributo:

6874” denominato "Credito d’imposta per le spese sostenute nell’anno 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza - art. 1, comma 982, della legge 28 dicembre 2015, n. 208".

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

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10) Rimborsi ai cittadini più rapidi con le coordinate bancarie

Certificazione rimborsi al cittadino”: tempi rapidi per ottenere il rimborso.

In merito alla procedura di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali per la quota spettante allo Stato, il Ministero dell’Economia e finanze comunica che sono in corso di accreditamento le somme relative ai rimborsi a favore dei soggetti che hanno già fornito ai Comuni le coordinate bancarie attuali.

Le posizioni attualmente interessate al rimborso sono n. 62.908 per un importo totale, comprensivo di interessi, di euro 19.851.897,60.

Al fine di consentire all’amministrazione di procedere alla liquidazione delle somme spettanti, si invitano i soggetti, beneficiari del rimborso, di voler comunicare ai Comuni le coordinate bancarie attuali per il successivo inserimento nell’apposita procedura.

(MEF, comunicato del 31 marzo 2017)

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11) Voucher, nessuno stop per i buoni lavoro “Baby sitting”

L'Inps continuerà a erogare i voucher baby sitting. Lo conferma l'istituto ricordando di avere chiesto, a seguito delle novità legislative introdotte dal Decreto Legge n. 25 del 17 marzo 2017 (che non consente più l’acquisto di “buoni lavoro”), al ministero del Lavoro e al Dipartimento Politiche per la Famiglia se fosse possibile continuare a emettere voucher baby sitting oppure se dovessero essere introdotti strumenti alternativi di erogazione del beneficio.

Tenuto conto della risposta pervenuta il 30 marzo 2017, l’Istituto - che aveva già modificato la procedura in modo da consentire l’emissione dei soli voucher baby sitting – “continuerà a erogare il beneficio con questa modalità”.

(ADNKRONOS, nota del 30 marzo 2017)

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Delocalizzazione call center, online la procedura telematica

Dal 28 marzo 2017 è accessibile, sui siti internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, il modello telematico con cui effettuare la comunicazione per gli operatori economici che decidano di delocalizzare, anche con affidamento a soggetti terzi, l'attività di call center in un Paese extra UE.

In particolare, la Legge n.232/2016 (Legge di Bilancio 2017) specifica come questa comunicazione debba essere inviata, almeno trenta giorni prima del trasferimento, ai seguenti soggetti istituzionali: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INL, Ministero dello Sviluppo Economico e Garante per la protezione dei dati personali.

Le indicazioni per effettuare l'adempimento verso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l'INL sono contenute nella nota operativa dell'1 marzo 2017. A partire da oggi, non saranno più valide le comunicazioni inoltrate all'indirizzo mail deloc_callcenter@lavoro.gov.it.

Per poter accedere alla compilazione del modello è necessario possedere le credenziali del portale Cliclavoro, associate all'azienda che delocalizza. Gli utenti che vi accedono per la prima volta devono seguire le istruzioni per la registrazione disponibili nella sezione "Login" del portale Cliclavoro.

Al fine di supportare gli utenti nell'invio del modello telematico UNI_Deloc_Call_Center è disponibile una guida alla compilazione.

Per eventuali chiarimenti è possibile contattare l'assistenza all'indirizzo deloc_callcenter@lavoro.gov.it.

(Ministero del lavoro, nota del 28 marzo 2017)

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12) Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà

L’INPS, con la circolare n. 65 del 30 marzo 2017, fornisce le istruzioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà in favore delle aziende che, sulla base dei decreti direttoriali adottati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, siano state ammesse allo sgravio dei contributi previsto dall’art.6, del D.L. n. 510/1996 e successive modificazioni e integrazioni a valere sullo stanziamento relativo all’anno 2016.

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13) Pensioni esenti da imposta sui redditi

Dal 1° gennaio 2017 sono esenti dall'imposta sui redditi i trattamenti pensionistici delle vittime del dovere (gli appartenenti alle forze di polizia e forze armate italiane caduti o che abbiano contratto infermità invalidanti nell'adempimento del loro dovere), delle categorie a queste equiparate e dei loro familiari superstiti.

L'INPS, con il messaggio n. 1412 del 29 marzo 2017, fornisce ai soggetti interessati maggiori indicazioni sulle modalità di presentazione dell'istanza.

Per i soggetti già noti all'Istituto, l’esenzione delle ritenute a titolo di IRPEF e di acconto dell’addizionale comunale viene applicata d’ufficio a decorrere dalle rate in pagamento nel mese di aprile 2017; mentre sulla rata di maggio si provvederà al rimborso delle ritenute ai fini IRPEF. Per i soggetti non ancora noti all'Istituto l'esenzione sarà applicata dal primo rateo di pensione utile, fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali a far data dal mese di gennaio 2017.

L'Istituto ricorda che le istanze dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, tramite gli intermediari abilitati oppure direttamente dall'interessato accedendo tramite SPID alla sezione "servizi online" del sito dell'Inps.

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14) Niente pensione se la Cassa di previdenza rileva condizioni d’incompatibilità

Non solo gli Ordini professionali, ma anche le Casse di previdenza possono rilevare condizioni d'incompatibilità nell'esercizio della professione. Per conseguenza, l'Ente di previdenza può disconoscere al professionista i contributi per la pensione se, a seguito di opportune verifiche, ha rilevato la sua illegittima iscrizione all'Albo nel periodo in cui l'interessato svolgeva un impiego pubblico.

A stabilirlo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8146/2017, precisando che il regolare esercizio della professione costituisce un presupposto fondamentale per il riconoscimento dell’assegno pensionistico. Per questo, nel momento in cui la Cassa deve erogare la pensione, deve verificare che ci siano i requisiti necessari.

(Consiglio nazionale consulenti del lavoro, nota del 30 marzo 2017)

Vincenzo D’Andò