Diario quotidiano del 31 marzo 2017: nessuno stop per i voucher baby sitting? Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno, al 100%

Pubblicato il 31 marzo 2017

1) Rottamazione cartelle, ufficiale proroga al 21 aprile: decreto in G.U.
2) Nuovi diritti d’autore in G.U.
3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati
4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni
5) Bilanci d’esercizio: retroattività limitata
6) Altre notizie fiscali in breve
7) Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno
8) Vending machine: definita la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri
9) Videosorveglianza: istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta
10) Rimborsi ai cittadini più rapidi con le coordinate bancarie
11) Voucher, nessuno stop per i buoni lavoro “Baby sitting”
12) Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà
13) Pensioni esenti da imposta sui redditi
14) Niente pensione se la Cassa di previdenza rileva condizioni d’incompatibilità
diario-quotidiano-articoli-81) Definizione agevolata ruoli esattoriali: decreto in G.U. 2) Nuovi diritti d’autore in G.U. 3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati 4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni 5) Bilanci d’esercizio: retroattività limitata 6) Altre notizie fiscali in breve 7) Bonus videosorveglianza: credito d’imposta pieno 8) Vending machine: definita la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri 9) Videosorveglianza: istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta 10) Rimborsi ai cittadini più rapidi con le coordinate bancarie 11) Voucher, nessuno stop per i buoni lavoro “Baby sitting” 12) Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà 13) Pensioni esenti da imposta sui redditi 14) Niente pensione se la Cassa di previdenza rileva condizioni d’incompatibilità *****

1) Definizione agevolata ruoli esattoriali: decreto in G.U.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2017, il Decreto legge n. 36 del 27 marzo 2017, recante la “Proroga di termini relativi alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione”.

I termini sono, quindi, stati prorogati, ufficialmente, al 21 aprile 2017, difatti l’art. 1 (“Proroga di termini in materia di definizione agevolata”), di tale neo provvedimento, recita: <<All'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, al primo ed al secondo periodo, le parole: «31 marzo 2017» sono sostituite dalle seguenti: «21 aprile 2017».>>.

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2) Nuovi diritti d’autore in G.U.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2017, il Decreto legislativo n. 35 del 15 marzo 2017, recante “Attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno”.

Il decreto, che entrerà in vigore l’11 aprile 2017, stabilisce i requisiti necessari per garantire il buon funzionamento della gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi da parte degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente, nonché i requisiti per la concessione di licenze multiterritoriali da parte di organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore per l’uso online di opere musicali nel mercato interno.

Gli organismi di gestione collettiva e le entità di gestione indipendente, che già operano nel settore dell’intermediazione dei diritti d’autore e dei diritti connessi, dall’11 aprile 2017, data di entrata in vigore del decreto, dovranno provvedere entro sei mesi, all’adeguamento organizzativo e gestionale al fine di rispettare i requisiti previsti.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni provvederà alla verifica circa l’effettivo adeguamento alla nuova normativa e fornirà, sulla base delle informazioni a sua disposizione, alla Commissione europea un elenco degli organismi di gestione collettiva con sede sul proprio territorio, e, successivamente, qualsiasi modifica dovesse verificarsi relativamente all’elenco.

Infine, il decreto prevede che, con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso, dovranno adottarsi delle nuove disposizioni attuative in tema di criteri di ripartizione dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori: Nella fase transitoria continueranno ad applicarsi, ove compatibili, le disposizioni di cui al DPCM 17 gennaio 2014.

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3) Studi di settore: stop agli avvisi di accertamento immotivati

La Suprema Corte blocca gli accertamenti emessi dal fisco basati sugli standard settoriali se immotivati.

L’atto impositivo deve. Quindi, contenere anche i motivi per cui le giustificazioni del contribuente fornite al personale delle Entrate non siano state reputate valide. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8033 del 29 marzo 2017.

Pertanto, accanto all’obbligo di dovere instaurare la fase del contradditorio tra fisco/contribuente, si affianca la necessità di spiegare i motivi per cui siano state disattese le giustificazioni addotte dal contribuente.

Come è noto, la fase del contraddittorio con il contribuente “costituisce un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento, al fine di realizzare il necessario adeguamento alla realtà reddituale del singolo contribuente, potendo solo cosi emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa”.

A questo si aggiunge (in materia di parametri o studi di settore) la circostanza che “la motivazione dell’atto di accertamento non si esaurisca nel mero rilievo dello scostamento dai parametri, ma sia integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti parametri e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente”.

Nel caso di specie, il contribuente ne è uscito vincente poiché, appunto, l’Amministrazione finanziaria non ha valutato se la motivazione addotta dal contribuente fosse giustificata o meno, fornendo, al ricorrere dei presupposti, le connesse motivazioni .

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4) Redditometro: l’accertamento non si blocca solo con le dismissioni dei beni

Redditometro: il contribuente deve provare che i beni siano stati dismessi per potere mantenere un alto tenore di vita familiare, se il proprio reddito dichiarato non è sufficiente a giustificare la sproporzione tra il dichiarato e l’